A proposito di "spirito americano"

La cricca democratica di Washington ha attaccato il candidato repubblicano Donald Trump per le sue esternazioni finalizzate ad impedire l’accesso negli Stati Uniti ai musulmani.
L’ho scritto ieri.
L’abbronzato lo ha addirittura accusato di essere contro lo “spirito americano”.
Chi lo dice ?
Quello che vorrebbe proibire agli Americani di portare armi, diritto connaturato alla nascita stessa della nazione e sancito dal secondo emendamento (mica il tredicesimo o oltre, ma da un emendamento da podio olimpico).
Da osservare come, a suo sostegno in questa campagna contro la possibilità dei semplici cittadini di difendersi in proprio, siano accorsi nani e ballerine.
Già, tanto loro possono permettersi guardie del corpo (armate fino ai denti !) e i cittadini normali … che si arrangino !
Sembra di vedere replicare l’atteggiamento dei burocrati europei ed italiani tanto amati dalla sinistra … che li candida spesso alle elezioni.

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Dalla parte di Trump

C’è un candidato alla nomination repubblicana che si contende con Marine Le Pen e Matteo Salvini il primato degli insulti razzisti della sinistra.
Questo signore, che per il solo fatto di provocare un travaso di bile ai comunisti merita piena solidarietà, si chiama Donald Trump.
Un miliardario, forse più del nostro Berlusconi.
Dalla vita ha avuto tutto, soldi, fama, belle donne e adesso vuole la Casa Bianca.
La sua cifra caratteristica è la sincerità.
Battute (anche volgari) sulle giornaliste, politicamente scorretto sui negri, contrario all’immigrazione dei latino americani.
Le sue ultime uscite riguardano il divieto di accesso ai musulmani e il controllo di internet.
La sua crescita nei sondaggi ha provocato la piccata reazione dell’abbronzato che gli imputa di non essere in linea con i valori americani.
E chi lo dice ?
Uno che di quei valori non può certo farsene interprete, visto che suo padre è rimasto keniota e la sua cittadinanza americana proviene solo per parte di madre.
Un po’ poco per farsi interpreti dei valori di una Nazione.
Ma, poi, cosa ha detto Trump ?
Selezionare l’immigrazione, escludendo i musulmani.
Una idea di buon senso che fu già espressa dal Cardinale Giacomo Biffi.

E chiudere internet perchè alimenta l’estremismo ?

Ancora una volta ha ragione.

Chi ha una “certa età” e riesce a ricordare come era la battaglia politica prima di internet, sa benissimo che per quanto ci fossero scontri anche fisici, non c’era una diffusione di odio come dopo internet.
Tra l’altro odio fine a se stesso, per il proprio vicino, un odio autolesionistico.
Beh, questo Trump comincia a piacermi, se non altro non annoia come i parrucconi del politicamente corretto.
E poi … ha ragione !

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Sulle banche salvate dal bimbominkia

Andrea Scanzi dalla sua pagina facebook
Centotrentanciquemila risparmiatori, e dunque altrettante famiglie, si sono visti polverizzati i loro risparmi in una notte. Perché? Per salvare quattro banche, ma più che altro per salvare i soliti noti. Consob e Banca d’Italia prima non hanno vigilato e poi, nel solito bivio tra salvare (anche) coloro che avevano provocato lo sfascio e i comuni mortali qualsiasi, hanno scelto la prima strada. Carife, Banca Etruria, CariChieti e Banca Marche: le banche “salvate” – spolpate dai conflitti d’interesse, speculazioni spericolate, incompetenza e massoneria – sono state queste. La situazione era tale, anzitutto in Banca Marche, da imporre l’applicazione anticipata e indiscriminata del bail-in. Il Governo si è limitato ad eseguire gli ordini dall’alto. Tra le quattro bad bank c’è anche Banca Etruria, che prima del commissariamento vedeva vicepresidente – del tutto casualmente – il papà del Ministro Boschi, a sua volta azionista – del tutto casualmente – e a sua volta sorella – del tutto casualmente – di uno dei dipendenti. Ormai ci stiamo abituando a un grado di sistematica oscenità senza pari.
 
Con un decreto nella notte, senza preavviso, sono stati trasformati in carta straccia obbligazioni subordinate che le banche stesse avevano spergiurato essere “sicure”. E del resto il guadagno era del 3.5%, non del 50%: mai vista un’obbligazione così ad alto rischio dare un garantito così basso. In un’intervista (che non era tale) imbarazzante alla portavoce Meli, Renzi ha minimizzato con fare colpevolmente tronfio, sostenendo che i soldi persi hanno riguardato persone che erano perfettamente consce dei loro rischi. Col cazzo. Le vittime non erano speculatori ma semplici risparmiatori (spesso pensionati) che si sono fidate di quelle stesse persone che il decreto ha salvato. Renzi dice: “Hanno firmato”. Sì, ma cosa? Centoquaranta pagine scritte in sanscrito bancario (come ha ricordato stamani Giorgio Meletti sul Fatto) in cui tra le righe si paventavano i rischi. Che la banca conosceva benissimo, ma che non raccontava certo ai risparmiatori. Anzi, spesso li obbligava a prendere le obbligazioni subordinate altrimenti non dava loro il mutuo. La Consob non faceva nulla, salvo ogni tanto pubblicare nel suo sito – notoriamente cliccatissimo da noi tutti – che quelle obbligazioni di Banca Etruria erano un azzardo spericolato.
 
Mi scrive una lettrice, aretina come me: “Ti chiedo profonda attenzione per ciò che è successo in una folle domenica di Novembre nelle stanze del governo che in tarda serata di domenica scorsa, 22 novembre ha varato un decreto folle, mai esistito nella storia, buttando nel lastrico 200 mila famiglie tra cui la mia per salvare quattro banche tra cui la Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, la mia banca, la banca di famiglia quella dove tante e tante persone hanno messo risparmi di una vita, ma non per arricchirsi ma per i momenti di bisogno. E cosa è successo? Il lunedì mattina del 23 novembre scorso risparmi di una vita sono stati azzerati. AZZERATI LETTERALMENTE. Azioni ed obbligazioni subordinate sono servite per salvare la banca. A fronte di un debito di 400 milioni di euro circa e 800 dipendenti di cui molti complici del dissesto (..) Sono stata consigliata in modo non trasparente e privo di adeguata professionalità. Sempre andata in banca chiedendo RISCHIO ZERO, mi son vista arrivare un semplice sms dal direttore della filiale, che mi invitava ad andare in banca, così tranquillamente. Una volta arrivata con estrema superficialità mi è stato detto che i miei soldi non c’erano più. Spariti, azzerati, espropriati per pagare i debiti fatti da banca Etruria. (..) Nessuno che mi avesse chiesto scusa per non avermi avvertito del rischio che correvo in quel l’investimento che dava un misero 4% lordo annuo. Cioè a fronte di 20.300 euro investiti ho preso 800 euro lordi l’anno X 2 anni sono 1.600 euro lordi a cui vanno tolte il 22% di trattenute circa 350 euro quindi per 1250 euro circa in due anni ne ho persi 20.000 (..) NESSUNO CHE ASCOLTA LA DISPERAZIONE DI 200 mila persone che vedono sparire risparmi di una vita e mantenere sedi di banca bellissime, dipendenti ed amministratori che non sanno fare il loro lavoro e che non parlano in modo trasparente ai propri clienti, che non chiedono scusa per questo e che comprino il tutto con l’arroganza di chi “non sapeva” o non comunicava la realtà.
 
Vi chiedo di ascoltarci. Siamo tanti. Siamo disperati e il governo deve prendersene carico e non solo emanare decreti in folli domeniche sera”. E’ una testimonianza straziante. Una delle tante, purtroppo. Ma tanto ormai non ci scandalizziamo quasi più di niente, e anche per questo abbiamo governanti simili. Lo scorso weekend il Pd ha organizzato banchetti per infondere “coraggio”. Ce n’era uno anche ad Arezzo. La città di Banca Etruria. La città mia. Quella della Boschi. La quale, stranamente, ha preferito fare la fatina in Campania. Se ne è stata bene alla larga dalle sue zone. Forse perché si vergogna, e ne dubito. O forse perché teme che come minimo le dicano a quel che merita. E in quel caso, va detto, i suoi timori sono ampiamente giustificati.

Del non vergognarsi nemmeno…

“I trentenni pensino a lavorare e non a quanto prenderanno di pensione”. Dopo aver messo i pensionati in ginocchio, la Fornero sferza i giovani: “L’allarme deve essere sul lavoro non sulle pensioni”. E li insulta: “Fatico a immaginare un trentenne che pensa già alla pensione” di Sergio Rame

Non contenta dei danni fatti, Elsa Fornero attacca i trentenni. Se da una parte smorza i torni dell’allarme lanciato la scorsa settimana dal presidente dell’Inps Tito Boeri, che ha evidenziato come gli attuali trentenni rischino di lasciare il lavoro con assegni molto bassi, dall’altra l’ex ministro del Welfare tira le orecchie ai giovani spronandoli di andare a lavorare. “I trentenni pensino a lavorare – spiega la Fornero ai microfoni di Radio Cusano Campus – e non a quanto prenderanno di pensione” .

“Mi sembra che ci sia molto rischio nella piega che ha preso questa discussione – tuona l’ex ministro portato al governo da Mario Monti – rischio e anche un po’ di terrorismo psicologico e davvero non ce n’è bisogno”. Secondo la Fornero, che ai pensionato ha già tirato brutti scherzi, propone di rimettere al centro della discussione il lavoro: “Non basta una legge per dare alle persone delle pensioni generose. Bisogna fare in modo che i giovani entrino presto nel mondo del lavoro con forme contrattuali il più dignitose possibile. Dobbiamo aiutare le persone a trovare lavoro e poi dire a chi non ce l’ha fatta che avrà comunque una pensione adeguata a carico della fiscalità generale”.

Anche sul tema delle pensioni la Fornero si sente in dovere di dire la sua. “C’è allarmismo ingiustificato – incalza ai microfoni di Radio Cusano Campus – l’allarme deve essere sul lavoro non sulle pensioni che i lavoratori prenderanno tra quarant’anni. Fatico a immaginare un trentenne che pensa già alla pensione. La pensione non può essere la prima preoccupazione. La mia risposta a questo terrorismo psicologico – conclude – è quella di ricordare che le pensioni non ci saranno soltanto se non ci sarà stato il lavoro”.

Quei pericolosi sovversivi dei "populisti"

Tremano, dopo le elezioni francesi, i parrucconi dell’unione sovietica europea.
Il pallonaro fiorentino cerca di smarcarsi e di attribuire a “questa” europa la responsabilità di far crescere “i populisti”: ma lui obbedisce prono ad ogni volere dei burocrati di Bruxelles.
Il “kapò” (ma preferisco definirlo “vopo”) Schultz paventa la fine dell’unione sovietica se i “populisti” dovessero continuare a crescere: come se fosse una catastrofe e non, invece, lo scopo finale di una lunga battaglia sovranista e identitaria.
Ma cosa fanno di tanto tremendo questi “populisti, fascisti, razzisti, xenofobi, omofobi” magari pure “sessisti e maschilisti” ?
Chiedono che venga restituito al Popolo, in ogni Nazione, il diritto di decidere sotto quali leggi vivere.
Il diritto di decidere chi ammettere a casa loro e chi respingere.
Il diritto di battere ciascuno la propria moneta nazionale, svalutandola e rivalutandola in base agli interessi nazionali e non a quelli di una ristretta cerchia di oligarchi, parrucconi e avidi.
Il diritto di eleggere i propri amministratori e governanti senza che complotti internazionali li sostituiscano con maggiordomi dei predetti parrucconi.
Il diritto, insomma, ad essere Nazione, “una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor“.
Orrore !
Pericolosi sovversivi, questi “populisti”, che bisogna mettere a tacere per creare una nuova Babele di popoli e di lingue, di religioni e di etnie, da controllare meglio, da mettere gli uni contro gli altri , da mischiare perchè perdano coscienza della loro Identità e delle loro Radici, il tutto per poterli trasformare da cittadini in sudditi e quindi in servi.
Contro il disegno assolutista dei parrucconi europeisti, sosteniamo quei pericolosi sovversivi dei “populisti” !

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Il risparmio è un Valore

Ho letto che il pallonaro fioretino avrebbe definito un Moloch inamovibile il risparmio degli Italiani.
Ieri su Libero Belpietro ha spiegato la valenza negativa del definire qualcosa un “Moloch”, quindi l’evidente avversione del bulletto di Rignano nei confronti di chi risparmia.
Eppure se, nonostante la crisi, siamo andati avanti ciò è dovuto al risparmio operato negli anni dalle formichine
Italiane, depredate dalle cicale delle consorterie finanziarie internazionali che sono “l’editore di riferimento” di Renzi.
Del resto, quando uno porta senza vergogna al 26% la tassazione sui risparmi, ha già manifestato la sua appartenenza alla categoria dei predoni.

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Piccoli risparmiatori muoiono

Quello dei piccoli risparmiatori facenti capo a quattro banche  come Carife, Banca Marche, CariChieti e Banco Etruria è solo una beffarda “strenna” prenatalizia. Il fattaccio è successo durante gli attacchi di Parigi. E sempre secondo lo spin, ci si serve di un fatto eclatante per coprire qualche altra manovra sordida interna e metterla opportunamente in ombra. 
Parlo del decreto renziano salvabanche  che ormai chiamano decreto ammazzarisparmiatori.  
Mammassantissima  Troika comanda e picciotto va. E anche stavolta Renzi ha ubbidito ed eseguito “ordini superiori di scuderia”. Del resto in Ue arriverà a gennaio 2016 l’ obbligo di effettuare il bail-in per le banche in sofferenza. “Ce lo chiede l’Europa“, e Renzi si è già portato avanti. 
Ci sono 130mila cittadini che hanno investito i risparmi di una vita sulle cosiddette obbligazioni subordinate delle loro banche di fiducia. I direttori di quelle banche  hanno consigliato loro di investire su quelle obbligazioni dette”subordinate”, garantendo loro che erano sicure (la vecchia storia di chiedere all’oste se il suo vino è buono).  E ora si trovano senza più niente. Il governo e la Banca d’Italia dovevano vigilare dando l’allarme per tempo? Certo, ma è come chiedere a cane di mangiare cane.
Ma prima, la storia di Furio, la testimonianza di un piccolo risparmiatore che vuole rimanere anonimo.

” Sono un risparmiatore che investe i propri soldi in borsa o in varie banche, informandosi in rete e sui giornali. Rappresento un gruppo di investitori di venti persone che fino a domenica aveva 1,2 milioni di euro in Banca Etruria e che ora si ritrova in mano zero euro”.  Continua qui, dove Furio spiega bene la grande truffa ai suoi danni.

Proporre una soluzione con la consapevolezza che è impraticabile. Il risultato finale è una evidente presa in giro, ma nell’ immediato si ottiene il risultato di tenere a bada l’ opinione pubblica, alla quale si danno in pasto buona volontà e intenzioni positive. È grosso modo questa la lettura che va data alle dichiarazioni del governo e del Pd sulla possibilità di modificare il decreto salva banche, con aiuti per i risparmiatori di Banca Marche, CariChieti, Carife e PopEtruria. Tutto questo mentre il governo ha assicurato nuovi sgravi fiscali alle banche: diventano defiscalizzabili i contributi volontari per il salvataggio di Tercas: l’ ennesimo regalo.   (fonte Libero).

L’ idea è creare un “fondo di solidarietà” per i consumatori più deboli, per rimborsare solo una parte delle perdite, circa 300-350 milioni su un totale di 728 milioni di obbligazioni subordinate evaporate grazie al blitz di palazzo Chigi di domenica 22 novembre.

Un ulteriore fattore di destabilizzazione,  è rappresentato dal recente decreto salvabanche che impone alle Bcc (Banche di Credito Cooperativo) di versare entro il 7 gennaio 225 milioni al Fondo che salverà i 4 istituti in difficoltà. Questo prelievo, assieme ai 120 milioni che le banche-coop versano al loro fondo di categoria che assiste le Bcc in dissesto causa crisi economica, rischia di mandare in rosso quasi tutte le banche. (fonte Il Giornale). 

Nell’intervista di ieri al Corriere l’Abusivo di Rignano ha accennato alla riforma degli istituti che gravitano nell’orbita della cooperazione. «Abbiamo sistemato le popolari, tra mille polemiche», ha dichiarato aggiungendo che «dopo Natale vogliamo consolidare le banche del credito cooperativo, facendone uno dei gruppi bancari più solidi sul modello del Crédit Agricole». Si è ben visto come le ha “sistemate”, le popolari!

Strozzinaggio Euro-cratico

Ieri (domenica 6) come è noto si è tenuto un sit-in dei risparmiatori (azionisti e obbligazionisti) truffati  davanti a Montecitorio, nel quale erano presenti le associazioni consumatori Adusbef, Federconsumatori, Codacons ed esponenti del M5S.

Si prevedono tempi infami su tutti i fronti, inutile nasconderci la realtà. Chi avesse avuto la triste esperienza di essere stato correntista fra le banche imputate (penso a Maria Luisa, che ne accennò in altro blog) è pregato di scriverne nel dettaglio.

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Non credevo di aver dato un titolo così  mestamente profetico al mio post. E’ di oggi 9 dicembre la notizia di un povero pensionato 70enne a nome Luigino D’Angelo,  suicidatosi per aver visto azzerati tutti i suoi risparmi su Banca Etruria.  Il poveretto ha preso una corda e si è impiccato alla ringhiera del balcone di casa.
Aveva affidato i suoi risparmi alla Banca Etruria, filiale di Civitavecchia. Si parla di oltre 100mila euro andati in fumo dall’oggi al domani. La triste storia avvenne il 28 novembre scorso, ma inspiegabilmente i giornali ne danno notizia solo oggi. Il Corriere on line, la mette addirittura come prima notizia. Di banche si muore. La Procura, se c’è, batta un colpo. 

La Destra giusta

Il primo turno delle elezioni in Francia sanciscono l’affermazione del Fronte Nazionale che passa dall’11% del 2010 all’odierno 27-30%.
È il successo della coerenza.
Vedremo nel prossimo turno come si comporteranno gli elettori, ma il segnale è forte anche per l’Italia dove in primavera ci saranno importanti elezioni comunali.
Il Centro Destra recepisca la lezione e rinunci ad inseguire candidature ambigue come quelle di Marchini o di Passera o, peggio ancora, di un nome della cosiddetta “società civile ” e scelga candidati coerenti e fortemente caratterizzati a difesa di quei Valori che sono esattamente l’opposto di tutte le paturnie sostenute dalla sinistra degli Obama, Holland e Renzi.

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La difesa è sempre legittima (2)

Leggo che a Rovigo questore e prefetto chiedono la collaborazione dei cittadini contro la criminalità.
Il modo esiste.
Non chiudendosi in casa, ma armando i cittadini , concedendo il diritto a possedere e portare armi e sancendo legislativamente che la difesa è sempre legittima.
Scommettiamo che le rapine nei locali e nelle case subirebbero una drastica riduzione?

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