Diffidare delle zecche furbette. Non cambiano: Putin/Dugin, Telese ed Adinolfi.

Ieri Marco Respinti ha pubblicato qualcosa di cui da anni avverto. E cioè di non fidarsi di Putin/Dugin.
Oggi ho visto la nuova edizione di Cuori Neri, con l’ aggiunta di tizi, come Massimo Carminati in copertina al posto dei Balder, capitoli dedicati a Buzzi ed altri che nulla hanno a che vedere con i Nostri Morti,e con un sottotitolo vergognoso; edizione che ha provocato l’ indignazione di Marcello De Angelis ed altri Camerati con un PASSATO di tutto rispetto. E, da sempre, ho avvertito di diffidare di Luca Telese, zecca che ha costruito la propria fortuna sul libro di Guido Giraudo su Sergio Ramelli e su quelli di Nicola Rao. Telese che alla presentazione del libro a Palazzo Alemagna a Milano invitò Gad Lerner… C’ero e m’indignai…
Resta ora il terzo caso, e già molti stanno aprendo gli occhi.
Non cambierò mai idea sull’ opportunismo di Mario Adinolfi.
Anche perchè il VERO Adinolfi per me sarà solo Gabriele.

Putin/Telese/Adinolfi… un trittico di furboni…

http://www.aclorien.it/nuova-edizione-cuori-neri-della-sperlingkupfer/?fb_action_ids=1629809880590006&fb_action_types=og.comments

Algida, addio..

Presentata a Cannes la prossima pubblicità dell’ Algida (che poi all’ estero è sparito il nome Algida, tra l’ altro), per il Magnum. Diversi transkek (ma da quel poco che ho visto sembrano più travestiti/drag queen..) in fila. Finisco gli ultimi Magnum in freezer eppoi chiudo anche con l’ Algida. Tra poco non saprò più cosa mangiare…

Algida, addio…

Presentata a Cannes la prossima pubblicità dell’ Algida (che poi all’ estero è sparito il nome Algida, tra l’ altro), per il Magnum. Diversi transkek (ma da quel poco che ho visto sembrano più travestiti/drag queen..) in fila. Finisco gli ultimi Magnum in freezer eppoi chiudo anche con l’ Algida. Tra poco non saprò più cosa mangiare…







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Calcio scommesse puntuale come il Natale

C’era una volta Renato Pozzetto che faceva la pubblicità ad una marca di panettoni e aveva coniato un tormentone per cui “il Natale quando arriva, arriva“.
E tutti sappiamo che il Natale, come Ferragosto ed a differenza di Pasqua, è puntualissimo, ogni anno, sempre lo stesso giorno.
Oggi noi abbiamo la certezza che, avvicinandosi l’estate, calando gli argomenti di polemica e discussione, sempre più avviato alla pensione Berlusconi, il “calcio scommesse” arriva puntuale dalle procure alla stampa, alla federazione calcio.
Ci sono interessi convergenti perchè ciò accada.
La stampa e i notiziari asfittici, che ogni anno riciclano il “come eravamo” dell’estate, hanno bisogno come il pane di un qualche argomento che interessi e faccia discutere anche sotto l’ombrellone.
La federazione calcio può regolare le proprie faide per sostituire dirigenti sgraditi al “politicamente corrotto” (vivissimo purtroppo anche nel mondo del calcio) con pedine di propria fiducia.
E, infatti, i bersagli “grossi” sono Tavecchio (quello che ha detto una sacrosanta verità sui troppi stranieri brocchi nei nostri campionati), Belloli (quello che ha rimarcato il totale disinteresse del pubblico verso il calcio femminile) ma, soprattutto Lotito, il vulcanico presidente della Lazio.
Lotito che, in modo ruspante, dice verità scomode come l’assurdità di un campionato di serie A (il prossimo) nel quale oltre a Chievo e Sassuolo, giochino Carpi e Frosinone.
Ma anche il Lotito che ha risanato la Lazio, riportandola ai vertici del campionato, una Lazio che, notoriamente, piace alla gente che non piace ai “politicamente corrotti”.
Allora, avanti con una nuova puntata del calcio scommesse e, per non farci mancare nulla, diamo una sbirciatina alle modalità con le quali Sky e, soprattutto, la Mediaset dell’odiato Cavaliere hanno gestito i contratti sui diritti televisivi per il calcio di vertice.
Non sia mai che …

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IL CRONISTA MANNARO 2015-05-20 12:09:19

Quando restituire maltolto si chiama Bonus IL CRONISTA MANNARO

Il Cronista Mannaro

Ma dicevo: quando restituire il maltolto si chiama Bonus. Roba che neppure il mago Silvan…
Il governo Monti – Fornero e coalizzati tutti, dal Pd al Pdl hanno votato le leggi ammazza pensionati facendo diventare questi in buona parte esodati e comunque portando i cittadini italiani – per il 15% del numero totale – a vivere sotto la soglia di povertà.

Quando restituire maltolto si chiama Bonus IL CRONISTA MANNARO

Bonus virtuali e minus reali

Ieri ascoltavo i vari giornali radio e telegiornali che riportavano le roboanti dichiarazioni del parolaio d’Arno sulla sua ultima performance: come tenersi i soldi depredati da Monti ai pensionati facendo credere di erogare un bonus.
Con l’arroganza tipica del figuro che occupa Palazzo Chigi ha attaccato a testa bassa.
Beh, almeno questo è riuscito ad impararlo: la miglior difesa è l’attacco.
Peccato, però, che Lega e Fratelli d’Italia (ma anche i grillini) non abbiano votato a favore dei provvedimenti di Monti.
Al contrario i pretoriani di Monti (e quindi della Fornero) sono stati proprio i parlamentari del partito di Renzi.
Quindi il chiacchierone fiorentino non venga a raccontarci la frottola che lui aggiusterebbe i disastri altrui.
Sono disastri che, come segretario del pci/pds/ds/pd, ha assunto in propria, personale responsabilità.
E quale faccia di bronzo deve avere quando presenta la restituzione di un euro ogni nove del malloppo sottratto agli Anziani come un bonus, cioè un regalo.
Bonus è quello che ci viene elargito nelle aziende, al di fuori della retribuzione contrattuale, è un “di più”, quello di Renzi, semmai è un “minus” perchè è un “di meno” rispetto al dovuto.
E quali conti pubblici deve salvaguardare ?
Quelli, ad esempio, che sperperano un miliardo per i clandestini ?
Ma CHISSENEFREGA dei clandestini se a pagare il prezzo per loro deve essere anche un solo Italiano, a maggior ragione se Anziano !

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Stangata morale (e materiale) sugli Anziani

La corte costituzionale (nella quale comunque, continuo a non riporre alcuna fiducia), una tantum azzecca una sentenza giusta che imporrebbe la restituzione agli Anziani d’Italia, ai nostri Vecchi, ai nostri Pensionati, della rivalutazione bloccata dal governo Monti (quello che avrebbe dovuto salvare l’Italia …) nel 2012.
Renzi, degno erede di cotal figuro che il blocco dispose, invece di restituire i soldi, maggiorati di interessi e rivalutazione (come da formuletta delle citazioni in causa) decide, motu proprio, di infischiarsene della corte costituzionale proprio in quella che forse è l’unica occasione in cui andrebbe seguita senza modifiche, per riconoscere agli Anziani solo un euro ogni nove. 
Solo due miliardi dei diciotto calcolati, infatti, torneranno nelle tasche dei legittimi proprietari.
Vengono esclusi i titolari di pensione superiore a 3mila euro (e se uno pensa che siano dei ricconi, sappia che 3mila euro lordi sono meno di 2mila euro netti !) e agli altri solo una quota variabile tra 250mila e 750 mila euro.
In questo modo Renzi offende gli Anziani due volte.
Una prima volta confermando la rapina di Monti e la natura predatoria degli ultimi tre governi italiani (confermando altresì che la sinistra è il partito della tasse, sempre pronta a metterci le mani in tasca).
Una seconda volta, ancora più grave, sbeffeggiando gli Anziani, perchè la mancata restituzione, TUTTO a TUTTI, di quanto depredato da Monti è un insulto morale, quasi come a sfidare i nostri Vecchi a reagire, se ne sono in grado.
Un atteggiamento arrogante che, in altri tempi, sarebbe stato punito con una rivolta popolare, ma che oggi, proprio per la smodata ambizione del parolaio fiorentino, può essere adeguatamente punito con un voto contro il partito di cui Renzi è divenuto padrone.
Votando per un partito del Centro Destra (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Forza Nuova, Casapound in stretto ordine di sondaggio) si prenderebbero due piccioni con una fava.
Da un lato si mollerebbero sonori schiaffoni virtuali al chiacchierone d’Arno, dall’altro si darebbe forza alle uniche forze politiche che si oppongono e, nei fatti concreti, hanno sempre evitato di metterci le mani in tasca.

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Cucù! e la crisi non c’è più

E’ stato ufficialmente dichiarato che l’Italia è uscita dalla recessione. Ce lo dice l’Istat. 
E ce lo dice pure Padoan uomo del FMI e  in contatto  permanente con la commissione Ue.  La Ue – secondo il Padoanpensiero  – “ci darà una mano”. A condizione che si “facciano le riforme”. Le quali sono sempre quelle stabilite dalla Troika: più privatizzazioni (espropri e svendita di tutto l’esistente), più tasse, più immigrati con ius soli imminente.  Però poi si affrettano ad aggiungere che la ripresa c’è ma non si vede ancora. Per i primi mesi del 2015 sarà solo dello 0, 2/%. Capirai!
E allora si sposta l’asticella al secondo semestre. E’ la tiritera dei rinvii che dura da otto anni. E’ sempre la solita vecchia storia della luce in fondo al tunnel.

Beh, avevamo bisogno di crisi, di gravi crisi – diceva l’anziano Rigor Mortis. E non c’è dubbio che ce l’abbiano data grande e grossa, e  bella lunga. Poi le crisi (provocate ad hoc a  scopo di esproprio e di desertificazione di industrie, commerci e artigianato), passano ma resta –  sempre secondo il vecchio motto di Monti – “un sedimento di irreversibilità”. Che cosa voleva dire?
Quello che si è poi verificato. Che nulla può più ritornare allo status quo (“sarebbe da nostalgici” – recita la vulgata del Progresso). Che le leggi emergenziali rimarranno in pianta stabile, che tutti i diritti acquisiti dei cittadini diventano per sempre carta straccia, che gli Statuti nazionali non esisteranno mai più, che le istituzioni cosiddette “democratiche” subiranno pesanti modifiche e blindature (si veda l’attuale Parlamento con il “nuovo Senato” uscito dall’ Italicum), e tante altre bellurie. Ivi comprese il varo di leggi liberticide e repressive che classificano “reati”,  le libere opinioni. 

Orsù, ragazzi! Basta con le lacrime, col sangue versato, coi debiti, con la mannaia di Equitalia che distrugge le imprese, coi suicidi degli imprenditori: ora c’e’ la “ripresa sgommante e bruciante”. Dobbiamo essere tutti quanti più ottimisti adesso che abbiamo trovato qualche grande e grosso bastimento carico di stranieri dall’Africa e dell’Asia  che spalanca sulle coste italiane i suoi boccaporti. Ve lo ricordate l’indovinello che si narrava ai bambini?
E’ arrivato un bastimento carico di.

E finalmente i nuovi arrivati ci pagheranno pure le pensioni. E magari ci arricchiranno come da soli non avremmo mai saputo fare. Ci scommettiamo che quando avranno finito di  deportare fette d’Africa in Italia, parleranno pure di “Nuovo Rinascimento Italiano”,  di PIL, di Nuovo Miracolo Economico e di altre amenità”?

Eppoi, non dimentichiamolo, c’è l’Expo fino alla fine di  ottobre: 39 euro a persona il  biglietto di ingresso per vedere stand gastronomici coreani, dalla Papuasia alla Groenlandia, nel nome della lotta contro la Fame nel Mondo. Più 40 euretti di  pasti esotici, più altri soldini per il parcheggio, più 30.000 troie di lusso (pardon, escort, nel linguaggio politicamente corrotto)  che si aggirano per padiglioni a 1500 euro per il sollazzo di una cena con tanto di notte inclusa.
E l’Italia è pronta a ripartire.

Leggere allunga la vita

Parafrasando  il pensiero di Umberto Eco, contenuto nel link riportato qui sotto  – Io leggo perché – “a parità di età, chi avrà letto è come se avesse vissuto di più” 
Il 23 maggio 2015 alle ore 21 nella Biblioteca Tilane di Paderno Dugnano verrà replicata la commedia Stella per metà di Franco Pozzi interpretata dalla compagnia degli Attori per caso di Nova Milanese.
Sono trascorsi 3 anni da quando l’Accademia della Crusca ha lanciato l’allarme sul rischio estinzione della lingua italiana. Il monito ispirò una vignetta, che da allora circola su vari blog – tra i quali spicca  Leggere Libri – nella quale si palesa la fine ingloriosa cui sarà destinata la nostra lingua, se non si correrà per tempo ai ripari. Per combattere tale rischio, c’è un’arma invincibile, indolore e senza costo: la lettura. Leggere una qualsiasi cosa: un libro, un giornale, un fumetto, purchè si legga. E non è un caso se di recente Roberto Saviano è stato ospite di Amici a declamare la trama di Le notti bianche (Roberto Saviano ad Amici: Le notti bianche)  di Dostoevskij, e Rai3 ha recentemente proposto il programma Io leggo perchè, con inviti alla lettura, lanciati da artisti, scrittori e musicisti, attraverso il racconto di una storia, la lettura di una pagina, l’esecuzione di una canzone. All’inizio della trasmissione vengono citati  i 10 diritti del lettore, decalogo che sarà la struttura portante della commedia Stella per metà.   
Leggere  aiuterà anche ad arrestare la moria di parole italiane, mediante la riappropriazione della nostra lingua, usandola contro l’introduzione di parole inglesi nei discorsi e negli scritti, un’abitudine sempre più usata ed abusata.  Nel 2009, l’allarme sull’inglesizzazione della lingua italiana, venne lanciato dalla Zanichelli nel corso della presentazione dell’edizione 2010 del suo celebre dizionario. L’allarme fu recepito da molti blogger, tra cui Aretusa del blog Esperidi con la pubblicazione del post La lingua italiana cambia: parole che vanno, parole che vengono 

Nei giorni del monito lanciato dall’Accademia della Crusca anche il pensiero di Franco Pozzi, direttore del CNOS-FAP dei Salesiani di Sesto San Giovanni, deve aver meditato sulla questione. Deve quindi aver pensato di scriverne un testo. Ed è così che forse nel 2013 nacque la commedia Stella per metà.

Dell’autore e della sua compagnia degli Attori per caso, mi sono già occupato in alcuni post: nel 2010 per la commedia  Oggi più di ieri, ovvero il Don Chisciotte dei nostri tempi, e nel 2012 con  Ti cerco da sempre, brillante commedia incentrata su problemi esistenziali  dei nostri tempi.
Franco Pozzi, autore e regista, ha esordito nel 2004 con Pallino va in città, esilarante storia dell’Arcangelo Gabriele mandato sulla terra da San Pietro, per fare da tutor ad un giovane angelo. La brillante commedia ebbe enorme risalto e grande successo, tanto che, tre anni dopo, la compagnia degli attori per caso pressò Franco Pozzi affinché scrivesse una nuova commedia. Così nacque Un altro modo, versione moderna e tutta al femminile del figliol prodigo, cui sono seguiti gli altri due lavori di successo di cui sopra.    
Stella per metà  è dunque la quinta fatica di Franco Pozzi. 
L’esordio di Stella per metà è avvenuto il 24 gennaio 2015 nel teatro del Centro Parrocchiale Don Rainaldo Grassi di Nova Milanese.

La commedia narra la storia di una biblioteca viaggiante, il Bibliobus, necessario per portare libri in località disagiate, dove non esistono biblioteche pubbliche.

La storia è ambientata nelle Marche nel 2013, con avvio a Montappone, dove l’assessore alla cultura presenta l’iniziativa, inaugurando il bibliobus.
La direzione è affidata a Fabiola, alla guida del mezzo c’è Pietro, un dipendente comunale, più appassionato di lirica che  non di libri, dei quali finora ha letto poco o niente.
La prima tappa della Bibliobus è a Monte Vidon Corrado, dove un gruppo di curiosi visitano la biblioteca viaggiante. Durante l’intervallo il bibliotecario prende in mano il primo libro che gli capita sotto mano: I Promessi Sposi. Mentre legge si verifica un fatto strano: i personaggi iniziali del romanzo,  Don Abbondio e i due bravi che lo aspettano di ritorno dalla passeggiata, si concretizzano, rendendosi vivi.
Nello svolgimento della commedia la materializzazione di personaggi di romanzi si ripeteranno. La commedia narra la vita di un anno della biblioteca viaggiante. Ogni mese una tappa, in uno dei paesi di montagna che prendono nome da quel monte. L’intermezzo tra una tappa e l’altra è scandito da una famosa aria di una celebre opera lirica. In ogni tappa avviene l’incontro con un personaggio tipico della zona, come a Monte Rinaldo dove facciamo la conoscenza con Garau, il filosofeggiante pastore sardo in pensione.
Siamo nel periodo di spending review, e in tema di taglio dei costi si pensa alla eliminazione del bibliobus. Una petizione popolare riesce ad evitarlo.  Finale a sorpresa: Fabiola, la direttrice, avendo vinto il concorso per andare a dirigere una biblioteca, lascia l’incarico. Incarico che verrà affidato a Nando, amico di Pietro e di Fabiola.

In tema con la commedia, un post interessante è quello della blogger Hesperia: Pronto chi legge? ovvero, la lettura dimenticata, del quale balza agli occhi il monito conclusivo: “Nel frattempo, consiglio di non farvi prendere dalla furia iconoclasta o biblioclasta, di sbarazzarvi dei vostri libri per far largo a dischetti, chiavette, Cd e altre diavolerie, con la scusa che occupano spazio e che la casa è piccola. E’ certo che li rimpiangerete.

A tal proposito, non è un caso se l’anno scorso, Jeff_Bezos, fondatore di Amazon, ha acquistato da Warren Buffett il 28% del quotidiano americano Washington Post, divenendone azionista unico. Come è noto, Jeff Bezos ha creato la propria fortuna vendendo libri on-line in tutto il mondo