Il compagno di Monghidoro, noto parsimonioso.

Dico io: ma il compagno di Monghidoro, che ha fama di avere il braccino cortissimo, perchè non li ospita lui, i clandestini, magari insieme a Celentano ?

“Qualcuno dice che sono avaro. Io dico parsimonioso. Non riesco a dimenticare mio padre che mi diceva vai a comperare 7 etti di maccheroni, queste sono 175 lire.”
Gianni Morandi

Ma se li prendessero a casa loro !

La coscialunga (ormai alquanto stagionata) del pci/pds/ds/pd è sbroccata contro Daniela Santanchè che aveva proposto di affondare i barconi degli scafisti nei porti di partenza.
Nazista, razzista (ecchè sarà mai quando ci sono ancora dei comunisti ?) gli epiteti più in voga e gettonati.
Nazisti e razzisti anche all’onu o il povero Alfano, re Travicello, vaso di coccio tra vasi di ferro ?
No, perchè anche l’onu e Alfano propongono di affondare i barconi nei porti di partenza
E che dire del vecchio ragassuolo di Monghidoro (Scaricalasino) che ha, senza sapere quello che scriveva, paragonato i clandestini africani di oggi con i nostri bravi emigranti di ieri ?
Ma perchè questi signori baciati dalla fortuna non si accollano il mantenimento (vitto e alloggio) dei loro amati clandestini invece di informarci sulla loro infinita bontà.
Anzi, ancora meglio, perchè non si accollano il mantenimento di un pari gruppo di connazionali, visto che ne abbiamo tanti in situazione critica ?

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Il Vescovo di Torino.

Il Vescovo di Torino fa scappare altra gente dalla Chiesa Cattolica, con le sue dichiarazioni sui clandestini e contro Matteo Salvini. 
Fosse vivo Don Bosco, gli direbbe: “Vieni in strada, tra la gente italiana alla fame, tra gli sfrattati, tra i pensionati che frugano nell’ immondizia, tra coloro che hanno perso il lavoro, ed hanno oltre 50 anni, e che farebbero qualsiasi lavoro.”.
Perchè NON è più vero che “certi lavori li fanno solo gli immigrati” ! Balle, balle spaziali. E’ tempo che la CHIESA , i suoi vertici, si sveglino, non si può mollare il terreno ai cattocomunisti, ai novelli Camara, ai buonisti che fanno girare i cosiddetti.L’ Italia ha già dato, è al collasso, sveglia, uscite dalle Curie, la soluzione NON è far diventare tutti poveri. Per quello, c’era il comunismo, ed ha fallito.
SVEGLIAAAA !

Blocco navale alla australiana

Con buona pace della Boldrini, di Renzi, Letta, Alfano, Bergoglio , il blocco navale sostenuto da Salvini ma tanto demonizzato dai buonisti (a spese nostre) italiani, funziona.
Ieri ascoltavo una delle tante trasmissioni del mattino, nella quale è scappato (e subito coperto da altre inutili chiacchiere) che in Australia il blocco navale ha consentito di ridurre del 90% gli sbarchi dei clandestini.
No, dico, NOVANTA PER CENTO !
In Italia, nei soli tre mesi iniziali, sono arrivati 25mila clandestini, ridurli del 90% avrebbe significato la presenza, gestibilissima e di gran lunga meno onerosa, di “soli” (si fa per dire, perchè non dovrebbe passarne neanche uno !) duemilacinquecento clandestini.

Perchè allora non procedere ?

E non mi risultano centinaia di morti nei mari australiani … 

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Tutti xenofobi?

Qui qualche esempio di come alcuni stati regolano il problema immigrazione, che è oggi il problema-chiave di tutte le campagne elettorali dei vari paesi. Perché è su questa sfida che si giocano le sorti dei paesi nonché il consenso elettorale. E non a caso. 
Questo video che consiglio a tutti di visionare ha un titolo che è già un programma:
“IN NESSUN MODO FARETE DELL’AUSTRALIA LA VOSTRA PATRIA”. L’uomo che parla in tuta mimetica appartiene alle alte gerarchie militari e mostra una determinazione nel linguaggio che non lascia spazio ad equivoci. Si considera l’immigrazione illegale un atto di guerra, ed è questa la ragione per cui si è scelto un militare per lo spot.

Sulla Svizzera ci siamo già espressi in altri post. Lo spot che sostiene il referendum restrittivo dell’immigrazione, parla chiaro: l’eccesso nuoce. Inoltre proprio quest’anno la Svizzera istituisce dei corsi per la difesa dei confini reclutando dei giovani che potranno trovare così, nuove opportunità lavorative, poiché difendere le frontiere è considerata una “missione”. Sulle guardie di confine e i doganieri leggere qui.

Immigrazione altamente selettiva in Canada, la quale punta a inserire elementi qualificati nella sua economia.

L’obiettivo del nuovo sistema di gestione dell’immigrazione è quello di selezionare gli immigrati che abbiano le maggiori probabilità di successo e di integrazione.

Express Entry  è un progetto che ambisce a fornire un percorso di selezione più veloce ed efficace per permettere a immigrati con particolari competenze di iniziare a lavorare in Canada in modo permanente. Per saperne di più leggere questo articolo.

Il Giappone da secoli è promotore dell’isolazionismo culturale e, pertanto, ha sempre messo in campo politiche anti-migratorie, per scoraggiare i flussi nella sua direzione. Al 2010 risultavano migranti sul territorio nipponico l’1.7% della popolazione totale. Ma, esattamente come per il Canada, il Giappone sta assistendo a un lento e inesorabile declino della natalità di casa, con conseguente invecchiamento della popolazione. Pertanto è costretto a delle aperture, anche se  al momento sono ancora ben monitorate. 

La Nuova Zelanda ha leggi restrittive non dissimili da quelle dell’Australia. Inoltre, come l’Australia ha già un problema coi suoi aborigeni, i Maori.

Insomma, tutti questi esempi riguardano degli xenofobi incalliti o al  contrario,  trattasi invece, di pianificazione  virtuosa basata sul buon senso e sulle possibilità di effettive opportunità lavorative da offrire, senza  dover per questo, intaccare quelle dei propri concittadini?

Le vittime di Viale Abruzzi, 8 agosto 1944

Questi Morti Dimenticati, che nessuno a Milano ricorda: Giuseppe Giudici (59 anni), Gianfranco Moro (21), Giuseppe Zanicotti (27), Ettore Brambilla (46), Antonio Beltramini (55), Enrico Masnata, Fino Re (32), Edoardo Zanini (30), Giovanni Maggioli (16). E poi Amelia Berlese (49 anni), Primo Brioschi (12), Gianfranco Bargigli (13) e Gianstefano Zatti (5). C’erano anche una donna e tre bambini quella mattina dell’8 agosto 1944 in piazzale Loreto, angolo viale Abruzzi. Erano in coda mentre il maresciallo Karl, il Carlùn per i milanesi della zona perché era grande e grosso, stava scaricando da un camion tedesco verdura, patate e frutta che la Staffen-Propaganda acquistava al mercato di Porta Vittoria, aggiungeva agli avanzi delle mense militari e regalava ai milanesi ridotti alla fame dalla guerra e dai bombardamenti alleati. Tredici morti civili, oltre a cinque militari tedeschi feriti  e molti altri feriti di cui alcuni gravi. 
Come rappresaglia, due giorni dopo, ci fu l’ esecuzione in Piazzale Loreto, di quindici partigiani e antifascisti presi dal carcere di san Vittore e fucilati per rappresaglia su ordine del capitano SS Theodor Emil Saevecke. Questi ultimi morti non solo sono ricordati annualmente, ma anche portati come giustificativo alla macelleria messicana in cui vennero esposti i corpi di Mussolini, della Petacci e degli altri Fascisti massacrati a Dongo.
Per la strage di Viale Abruzzi nessuno è stato condannato, nessuno ha ripagato i familiari delle vittime civili in coda per pane e latte. E nessuno ricorda i loro nomi. 

Altri Morti Dimenticati.

Una chiesa alla deriva

L’indegno e proditorio attacco lanciato dal vescovo di Torino contro Matteo Salvini per le sue (giuste) affermazioni circa la gestione dei clandestini rappresenta la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Questi signori con la tonaca non hanno il coraggio di condannare l’omicidio di dodici loro fratelli, ma solo di unirsi al coro contro l’unico che rappresenta il sentimento profondo della maggioranza di un Popolo, di una Nazione.
Bergoglio e i suoi uomini se ne guardano bene, però, dall’alzare la mano e dire: pago tutto io !
Perchè non ci rimborsano tutti i costi della missione ?
Perchè non si accollano vitto, alloggio e superfluo (preteso) dei clandestini che LORO vogliono imporre a casa nostra ?
Allora diciamolo con forza, diciamolo tutti: noi non vogliamo i clandestini a casa nostra !
Noi vogliamo un blocco navale che provveda ad ostruire i porti africani affondandovi tutte le navi ormeggiate e poi impedisca a qualsiasi natante di prendere il largo con un carico di “merce” umana.
Noi vogliamo che tutti i clandestini oggi in Italia siano identificati ed espulsi.
Noi vogliamo che tutti gli stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana negli ultimi venti anni, tornino sotto esame per verificare se il titolo per il quale hanno ottenuto la nostra cittadinanza era corretto.

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Maggiore Pilota Adriano Visconti di Lampugnano.

Maggiore Pilota Adriano Visconti di Lampugnano, comandante del l° Gruppo Caccia, il più grande degli assi italiani della 2a guerra mondiale con 26 vittorie accreditate (19 aerei abbattuti nella Regia aeronautica e 7 nell’Aeronautica repubblicana) e 18 probabili, secondo le graduatorie straniere. La sua presenza non risulta, invece, nella graduatoria italiana. Quasi non sia esistito, quasi non abbia sostenuto 72 combattimenti, per i quali gli furono conferite, al Valor Militare, 2 medaglie di bronzo, 6 d’argento, 3 croci di ferro, 1 promozione per merito di guerra. La sua partecipazione al conflitto fu ininterrotta dal giorno della dichiarazione di guerra fino alla tragica conclusione. Dopo l’8 settembre Visconti fu impegnato nella formazione dell’A.N.R., comandando inizialmente la 1° Squadriglia e successivamente, divenuto Maggiore, il 1° Gruppo Caccia.

Il 29 aprile ’45, a Gallarate, Adriano Visconti sottoscrisse un accordo controfirmato da rappresentanti della Regia aeronautica, del C.L.N.A.I., del C.L.N. e da 4 capi partigiani (tra i quali Aldo Aniasi “Iso”, poi deputato e sindaco di Milano). L’accordo garantiva la libertà ai sottufficiali ed agli avieri del Gruppo, l’incolumità personale di tutti gli ufficiali, nonché l’impegno di consegnarsi alle autorità militari italiane o alleate, come prigionieri di guerra. Condotti a Milano nella caserma del “Savoia Cavalleria” tutti gli ufficiali, il Visconti ed il suo aiutante, S. Ten. pilota Valerio Stefanini, furono assassinati a raffiche di mitra alla schiena, sparate dai partigiani che occupavano la caserma.
Inutilmente il S. Ten. Stefanini cercava di proteggere il suo Comandante che, caduto in ginocchio, veniva finito con alcuni colpi di pistola a bruciapelo. Erano le 13.30 del 29 aprile 1945. L’uccisione di Visconti e di Stefanini fu uno degli atti più barbari e vili commessi dai partigiani comunisti in quel momento rappresentati dalla Xa brigata Redi e Xa brigata Rocco.
I due Ufficiali erano prigionieri di guerra e come tali protetti dalla Convenzione di Ginevra, per cui gli assassini sono ancora oggi perseguibili per legge.

Come ricordato da chi lo ha conosciuto, oltre ad essere stato un grande pilota ed un eccezionale comandante, Visconti rappresentava il coraggio, la lealtà ed il valore di un aviatore, che viene oggi ricordato anche nella galleria degli Assi del Museo Nazionale dell’Aria e dello Spazio di Washington.