A mare la zavorra

Negli anni scorsi, Berlusconi è sempre riuscito a recuperare la maggioranza parlamentare con una politica di inclusione, cercando di allargare la sua coalizione anche a scapito della linearità e compattezza dell’azione politica di governo.
Era una tattica che ha dato i suoi frutti, ma anche ha evidenziato gli aspetti negativi, in particolare l’essere soggetti al personalismo ambizioso di piccoli uomini che si credevano in diritto di sfruttare a proprio vantaggio i voti ottenuti essenzialmente ed esclusivamente dal Cavaliere.
Se l’azione politica di governo del Centro Destra non è risultata così incisiva come speravamo (ancorchè di gran lunga migliore di qualsivoglia esponente di sinistra da Ciampi 1992 a Renzi 2014-5, passando per Dini, Prodi, D’alema, Amato, Prodi ancora, Monti e Letta) è dovuta in massima parte all’azione frenante e di disturbo operata dai vari Follini, Casini e Fini.
I comunisti mascherati di Renzi e l’azione repressiva contro il Capo dell’Opposizione Silvio Berlusconi (e poi criticano Putin …) hanno sparigliato i giochi, dando l’opportunità di crescere a nuovi leaders, più giovani.
Tra questi il più lesto a comprendere la nuova natura dei rapporti politici, rilanciando una Lega che sembrava in coma, è stato Matteo Salvini che ha anche marcato una differenza con Berlusconi.
Non lascia spazio al compromesso purchessia pur di accaparrarsi voti, ma pone dei paletti, peraltro abbastanza ampi e flessibili, dal cui perimetro rimangono però esclusi i portatori di zizzania e compromessi.
Rimangono quindi fuori quelli che, nel terzo millennio, continuano a celebrare la liturgia antifascista, scandalizzandosi per la presenza di Casapound alle manifestazioni della Lega.
Rimangono fuori gli abatini del politicamente corretto che credono sia sufficiente avere la pelle nera per godere automaticamente di uno status di favore.
Rimangono fuori quelli che non perdono occasione per berciare contro i “razzisti, omofobi, xenofobi, fascisti”.
Rimane fuori gente come Alfano, la cui incapacità è pari all’inaffidabilità politica.
Forza Italia capisca che Alfano non è utile per riportare il Centro Destra al governo, serve invece una linea chiara, coerente, determinata, sulle questioni che stanno maggiormente a cuore al Popolo: tasse, immigrazione, valori morali, euro.
E non sono certo valori allineati con quelli di Alfano che, se imbarcato, rappresenterebbe la classica zavorra che rallenta la navigazione.
Allora, invece di aspettare di essere in difficoltà, buttiamo subito a mare la zavorra e lasciamo che Alfano affondi, senza rimpianti.

Entra ne

Massoni

Stiamo vivendo una sorta di guerra  planetaria devastante portata avanti con mezzi e armi “non convenzionali”, ma non per questo,  meno insidiosi e temibili. Le armi non convenzionali le conosciamo già: la fantafinanza, i ricatti del rating, i colpi di spread, i media asserviti al disegno oligarchico, il Debito funzionale a sottomettere i popoli e all’estinzione delle nazioni, ecc.  Ma quando su società segrete e logge massoniche coperte viene scritto un libro come “Massoni,” con sottotitolo “Società a responsabilità illimitata” del massone dichiarato Gioele Magaldi (ex affiliato al Grande Oriente e attuale affiliato al God, acronimo di Grande Oriente Democratico), ecco che ci sentiamo in un certo senso confortati: ma allora non sono né complottista né cospirazionista né dietrologo. Ovvio, che se lo dice lui…

L’idea di base del Magaldi  che permea il suo ponderoso  volume di 656 pagine, pubblicato con l’aiuto della giornalista di Panorama Laura Maragnani, è quanto mai ambiziosa: creare una sorta di trasparenza, una glasnost’ della massoneria. Il che è perlomeno contradditorio sulle origini stesse della cosiddetta libera muratoria, nata come società segretaEgli parte dal presupposto che la massoneria abbia vinto su tutta la linea, e che tanto vale farla uscire allo scoperto. Ed è proprio  il fil rouge di una “concezione massonica della Storia” di questi ultimi 70 anni a rendere originale il suo testo, che  risulta godibile come una spy story di Le Carré. Storia e scoperta di Logge sovranazionali dette Ur -Lodges (circa 36) in alcuni  sporadici casi delle quali, fanno da casa-madre ad altre logge affiliate a carattere nazionale (è il caso della P2, affiliata alla Ur Lodge “Three Eyes”). Storia di logge neoaristocratiche , conservative e “reazionarie” che si contrappongono ad altre “progressiste”. Ma anche di logge “sorelle” a carattere élitario e aristocratico  che si fanno la guerra l’un l’altra, in una sanguinosa lotta fratricida, dove alla fine non vince nessuno, ma si lascia una lunga scia di sangue, tante ombre e tanti misteri  irrisolti che si protraggono fino ai nostri giorni.  Non mancano esempi concreti ben documentati: il tentato assassinio di Reagan (30 marzo 1981)  ad opera della loggia sovranazionale “Three Eyes”, seguita a distanza di pochi mesi dal tentato omicidio di Wojtyla (13 maggio 1981) da parte di ambienti legati alla “White Eagle” e alla “Edmund Burke”.
Storie di patti segreti inframassonici  tra le une e le altre per lanciare  la globalizzazione economica, in una sorta di inarrivabile intricato consociativismo (per usare un vecchio termine). Storie di venerabili, di venerabilissimi, di aspiranti massoni della serie vorrei ma non posso (wannabe) come Matteo Renzi, il quale agisce politicamente all’interno di un progetto massonico eurocratico, ma viene tenuto fuori dalla porta delle grandi consorterie che contano, perché non si fidano ancora di lui.

Storie di importanti paramassonerie create ad hoc per ottenere contatti,  legami, conoscenze, VIP a disposizione in un perenne comitato d’affari in osmosi permanente con le Ur Lodges di riferimento. E’ il caso della Trilateral Commission, del CFR, del Bilderberg su cui si è favoleggiato anche troppo, del Ria, del Washington Consensus, dell’Aspen Institute, della Fabian Society, del Bohemian Club.

Pianificazioni, agende, complotti a largo raggio d’azione, dove il vero sembra una fiction cinematografica, e il falso alla fine si fa vero. Riletture su fatti rimasti avvolti nel mistero come il caso Mattei, il caso Moro, il caso JFK, il caso Martin Luther King, l’11 settembre.  Soprattutto, nomi, cognomi indirizzi, gradi di affiliazione di questo o di  quell‘insospettabile, senza che finora da parte dei  diretti interessati siano mai arrivate smentite. Il “gran Maestro” Magaldi sostiene di avere messo la documentazione in tre studi legali (a Parigi, New York e Londra) . Dichiara altresì di  esibire prove, solo nel caso in cui venissero espressamente richieste da un giudice.

Nel contempo prepara un nuovo secondo volume sulla   United Freemasons for Globalization (Massoni uniti per la globalizzazione),  parte del quale, già accennato nel volume attuale e  che sarà materia di un nuovo sequel. 
Lo stesso disegno della Ue, viene chiaramente definito dal “fratello” Magaldi come un disegno oligarchico massonico di natura neoaristocratica, tecnocratica e strettamente élitaria, messo in piedi per sospendere e mettere in mora la democrazia, ispirato dal duo Coudenhove Kalergi e Jean Monnet. Ma su questo  voler far prevalere una “linea reazionaria” piuttosto di un’altra “progressista”, sinceramente avrei  da obiettare. Non condivido  la semplicazione del progetto Ue, basato sulle  due linee: quella reazionaria di Kalergi e del suo testo “Paneuropa” contro quella “progressista” di Altiero Spinelli. Personalmente non sono convinta che il nostro Paese avrebbe mantenuto “sovranità” se avesse vinto la  presunta linea “spinelliana” legata al Manifesto di Ventotene (di cui ci siamo occupati in questo post), poiché la cessione di sovranità risultava assai chiara anche in detto Manifesto, ed era l’alto prezzo che avremmo dovuto comunque pagare all’altare della costruzione di  questa Europa.
Anche (e soprattutto)  gli  imprenditori e gli economisti non si sottraggono all’appartenenza alle logge (Friedrich von Hayek e Milton Friedman affiliati alla “Edmund Burke” e “White Eagle”;  John Maynard Keynes alla “Thomas Paine”, antica e prestigiosa Ur-Lodge a cui appartenne anche Franklin D. Roosevelt e la moglie Eleanor).

Rito di iniziazione massonica d’epoca
Simpatiche le figurine (sembra l’innocente gioco delle figurine Panini) con i vari venerabili e le logge di riferimento che vengono mostrate nella sovracoperta del libro. Così nella gallerie delle belle figurine,  la  Lagarde appartiene a Pan-Europa e a Three Eyes. La Merkel appartiene a ben tre logge sovranazionali come la Golden Eurasia (alla quale appartiene anche Putin), la Parsifal e la Valhalla, Giorgio Napolitano alla Three Eyes. I “venerabilissimi”, invece appartengono a più logge, come a dirci che tengono i piedi in più scarpe: è il caso di Mario Draghi (Three Eyes, Edmund Burke, Compass-Star Rose /Rosa Stella Ventorum, Pan-Europa e Der Ring). Come pure Zbigniew Brzezinski (Three Eyes, Maat, Lux and Orientem) e   Henry Kissinger (Compass Star Rose, Three Eyes) .  Poi ci sono le pericolose logge “acefale” che non appartengono a nessuna filiera e per questo assai temibili e sanguinarie come Hathor Pentalpha  alle quali è affiliato anche Al Bagdadi, leader dell’Isis e califfo dell’autoproclamato Califfato islamico. E un’altra sgradevole sorpresa la si prova nel sapere che pure Osama bin Laden venne fatto affiliare da Brzezinski alla Three Eyes. Alla Hathor Pentalpha appartengono pure George W. Bush e Tony Blair, che dichiarano ai  quattro venti di voler combattere il “terrorismo internazionale”. Da grembiuli e compassi, non si salvano nemmeno i papi, ma già sapevamo da tempo che la massoneria è penetrata anche in Vaticano, dato che Giovanni XXIII (papa Roncalli), era un “fratello” affiliato alla Ghedullah e alla Montesquieu. Mentre Barack Obama appartiene alla Maat come il suo mentore Brzezinski  che però è affiliato anche alle sopra citate due logge.

Errato credere però che un rivoluzionario possa essere affiliato a una loggia necessariamente progressista:  i bolscevichi Lenin e Trotzky erano affiliati alla conservatrice “Joseph De Maistre“, ad esempio. E pure Leonid Breznev.
Le vie dei “grembiulini”  e della loro appartenenza in logge, sono imperscrutabili. Chi avrebbe detto che il comunista Giorgio Napolitano appartenesse alla “conservativa” e “atlantista” Three Eyes” (Tre occhi) , detta anche “Tre architetti”? Eppure è stato il plenipotenziario in Italia del NWO propugnato dalla più importante loggia coperta a carattere conservativo ed élitario, proprio a seguito della sua affiliazione che risale al 1978, durante il suo viaggio negli States.

Si tratta di un volume ambizioso che costituisce un’immensa banca dati, in grado di  allargare lo sguardo sui corridoi  e le stanze segrete del Potere e su come le segretissime e sovranazionali Ur -Lodges si contendono la governance del pianeta.

Qui due interviste concesse da Magaldi sul citato volume edito per Chiarelettere (azionista de Il Fatto quotidiano):

 http://www.wuz.it/intervista-libro/8515/Gioele-Magaldi-Intervista-Massoni-Gran-Maestro.html

http://www.blitzquotidiano.it/libri/massoni-magaldi-ur-lodges-draghi-merkel-renzi-berlusconi-e-i-poteri-ue-2027595/

Tutti contro?Allora Salvini è la scelta giusta

Contro la manifestazione della Lega e Fratelli d’Italia  si sono mossi gli antifascisti permanenti (che immagino improduttivamente ibernati nei centri sociali finchè non vengono richiamati in servizio per qualche manifestazione).
Contro Salvini e la Meloni hanno scritto editoriale di fuoco, fiamme e ironia i giornalisti di regime.
Contro la Destra che risorge i comunisti renziani del pci/pds/ds/pd hanno scagliato gli abituali anatemi.
Contro Salvini si sono esibiti i flaccidi muscoli di Toti e Alfano.
Contro la Lega e Casapound è rispuntata la signora Chienge chiedendo la messa al bando dei movimenti “razzisti e fascisti“.
Sono tutti contro Salvini e la Meloni.
Allora votarli è la scelta giusta.

Entra ne

Il golpe del 2011 in Italia

Quando nell’autunno 2011 si parlò di golpe al governo Berlusconi​, stentai a crederlo, lo ritenevo una bufala, ma oggi, stando a  fresche notizie che sul tema emergono dalla procura di Trani (Il Fatto Quotidiano. Rating: dopo taglio 2011 tesoro pago 2,5 miliardi. Poteva opporsi), sono obbligato a ricredermi. E sono costretto a ricredermi anche sulle effettive capacità che credevo possedesse colei che gestisce il nostro debito pubblico. In passato ne tessi le lodi (Maria Cannata), ma oggi, alla luce di quanto sta emergendo, non lo farei più. Per il ruolo delicato che ricopre, come fa la dottoressa a non sapere del legame azionario, e quindi dei reciproci interessi, che uniscono Morgan Stanley a Standard & Poor’s, come lei stessa ha candidamente ammesso? e quindi tra chi ha incassato da noi i 2,5 miliardi  di penale, e chi nel settembre 2011 declassò il nostro rating, facendo così scattare la clausola di un contratto, stipulato nel 1994, che ci avrebbe obbligato al pagamento di una penale (e che penale!!) a Morgan Stanley, qualora fossimo stati declassati? Evidentemente nella controparte c’è gente sveglia, e bene attenta a questo genere di contratti, al contrario di noi. Un contratto peraltro stipulato con facoltà di rescissione unilaterale (cioè Morgan Stanley avrebbe potuto recedere in un qualsiasi momento, mentre noi no). Gatta ci cova su tutta la vicenda. Infatti, chi può negare che nel 2011 fu avviata una manovra sullo spread, proprio per farci declassare, col precipuo scopo di fare scattare la clausola? Tanto paga pantalone, e quindi noi! E guarda caso, quando nel 2012 fu pagata in fretta e furia la penale, presidente del consiglio era Mario Monti, che in passato ebbe un ruolo in Moody’s, altra società sotto inchiesta, per aver manipolato il nostro rating, mediante dati falsi sui titoli tossici. Penale pagata in fretta, mentre invece si sarebbe potuto aspettare quanto meno l’esito delle indagini sul golpe, che a quel momento erano già state avviate. Perchè tanta fretta? Chi diede alla Cannata l’ordine di pagare? Da chi sono gestiti i soldi delle nostre tasse? Se la notizia verrà confermata, Mario Monti verrà ricordato per essere stato il peggior presidente del consiglio italiano, data l’oscurità di questa vicenda. Altro che salvatore della patria! A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre s’indovina. Chi vivrà, vedrà.

Salvini supera il primo esame importante

Un successo.
Lo scrivono i quotidiani di destra, persino Il Giornale, lo scrivono, più o meno a denti stretti, quasi tutti i quotidiani ostili alla destra, lo dice la rai che cerca di contrapporvi il successo della manifestazione antagonista (cioè comunista).
Una vasta partecipazione di popolo, di un popolo non abituato a manifestare e non propenso a farlo e una sapiente regia che ha portato sul palco anche il leader di Casapound Simone Di Stefano e, soprattutto, Giorgia Meloni che ha parlato alla piazza leghista ottenendo una grande successo personale a dimostrazione della consonanza di idee tra la Destra classica e la Lega di Salvini, ma anche a dimostrazione che Salvini è in grado di catalizzare tutte quelle forze che, con il moderatismo di Berlusconi, erano tenute in disparte, con la perdita di importanti sacche di consenso e di militanza.
Una nuova Destra di coalizione che trova nel viedeomessaggio di Marine Le Pen l’aggancio giusto con i movimenti fratelli delle altre Nazioni e Popoli europei, in netta contrapposizione agli gnomi ed alla consorteria di Bruxelles.
Salvini, chiamando il Popolo della Destra a raccolta a Roma, ha fatto esattamente quello che era sempre una iniziativa motivazionale di Berlusconi negli anni dell’opposizione: una, due manifestazioni di piazza che davano la misura del seguito popolare e aiutano a crescere.
Alle elezioni successive il Cavaliere è sempre riuscito a riprendere il timone del governo.
Oggi Berlusconi è legato da una sentenza ingiusta, limitato nei movimenti e nelle iniziative e contestato in casa propria.
Salvini è riuscito a ricompattare, anche visivamente, il Centro Destra con una manifestazione che ci dice come l’antiRenzi sia lui assieme ai suoi alleati.
Ed ecco la novità.
Salvini ripercorre le iniziative del Cav, ma non la politica inclusiva e che ne ha limitato l’azione politica con troppi compromessi e l’ostilità delle quinte colonne poi uscite allo scoperto come Follini, Casini e Fini.
Salvini ha chiuso la porta, giustamente, a chi collabora con Renzi.
Non avrebbe infatti senso andare in piazza con Alfano che è il ministro dei clandestini, di Mare Nostrum, del disordine pubblico.
Ed è ugualmente giusto dire a Forza Italia: o di qua o di là.
L’elettorato credo che non abbia dubbi: di qua.
Salvini non ha sbagliato neppure nel ribadire i temi e gli argomenti cardine della nuova Lega alleata con Fratelli d’Italia.
Dal no euro ai Marò da liberare dando in cambio all’India Renzi (credo che ci pagherebbero per riprendercelo dopo pochi giorni).
Dalla flat tax al blocco dell’immigrazione clandestina.
Dall’ordine pubblico alla modifica della legge Fornero.
E con un tono e linguaggio che, finalmente !, nulla ha di “moderato”.
Salvini era alla prova più importante della sua esperienza iniziale come leader nazionale e l’ha superata a pieni voti.
Ha dimostrato di potere e sapere andare oltre la Lega, di potere e sapere coalizzare tanti che erano tenuti ai margini e, quindi, di poter recuperare quanti sono rimasti delusi e si sono ritirati nell’astensione e persino nella protesta grillina.
Adesso manca la parte migliore di Forza Italia, perchè molti elettori del partito del Cav sono sicuramente della partita.
Tra Alfano e Salvini, non possono che scegliere Salvini (e la Meloni).

Entra ne

Addio al Signor Spock

Ieri gli appassionati di fantascienza hanno perso un attore che aveva saputo magistralmente interpretare un personaggio difficile e che grazie a lui è diventato, nell’immaginario collettivo, il più identificativo di Star Trek: Leonard Nimoy, il Signor Spock.
A me il Signor Spock, con la sua razionalità, logica, non era mai stato molto gradito, ma era necessaria la sua presenza per far risaltare l’umanità del Capitano Kirk, il protagonista della serie classica.
Una serie che, se non vogliamo contare la difficile ricezione dei primi anni settanta con la Televisione della Svizzera Italiana, in Italia arrivò tardi, se ricordo bene ai primi anni ottanta quando fu prodotta e trasmessa negli Stati Uniti dal 1966 al 1969 e ideata nel 1964.
Una serie che, però manteneva allora e conserva anche adesso tutto il fascino di un racconto ottimista, positivo, onesto, con l’esaltazione di Valori, spesso oggi negletti nel nome del “politicamente corretto”, quali il Valore, l’Amicizia, l’Onore.
La serie classica che vide come protagonisti Nimoy e Shatner (ormai l’ultimo dei protagonisti ancora in vita anche se, a vederlo in Boston Legal, rende tristemente l’idea del passare del tempo) e coprotagonisti Kelley (il dott. McCoy) e Doohan (il mitico “Scott, energia”, il signore del teletrasporto … quanto mi piacerebbe ! …) resta, per i cultori del genere, Star Trek tout court.
Le stagioni successive (la serie fu ripresa con altri protagonisti e collocato in altri ambiti temporali dal 1986) sono infatti caratterizzate dal sottotitolo: The Next Generation, Deep Space Nine, Voyager e Enterprise.
Ma Leonard Nimoy non fu solo Star Trek, bensì ebbe un ruolo in Mission Impossible (la serie classica, in sostituzione di Martin Landau, altro personaggio noto agli appassionati di fantascienza per Spazio 1999) e fu un affermato attore,  che mi ricordo anche in Tenente Colombo (e sicuramente in molti altri episodi).
Gli attori sono tanti, a pochi capita di passare alla Storia e restare, immortali, nella memoria del pubblico.
Nimoy è uno di questi.
Resterà sempre e per sempre il Signor Spock, il fedele amico e secondo del Capitano James T. Kirk, dell’Astronave Enterprise che viaggiava nello “Spazio, ultima frontiera … durante la sua missione quinquennale, diretta all’esplorazione di strani nuovi mondi alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. “.

Entra ne