Uomini, ominicchi e quaquaraqua

Oggi, alla camera, si sono visti gli Uomini, che hanno votato contro una pessima modifica costituzionale che conserva il senato (quindi non porta alcun risparmio) rendendolo di nominati, espropriandolo così al voto ed al consenso popolare, rendendolo uno strumento nella mani di chi governa, come nelle dittature e nelle antiche monarchie assolute.
Abbiamo visto gli ominicchi che hanno votato contro sì, però, ma, tenendosi aperta la strada per saltare sul carro del vincitore.
Ed abbiamo visto i quaquaraqua, che dopo aver tuonato contro la deriva “autoritaria” del loro presidente e segretario, si sono disciplinatamente allineati e lo hanno sostenuto con il voto: tengono famiglia, poareti !

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Così tenero che si taglia con un grissino

Come era ampiamente prevedibile, da un lato si sgonfia il fenomeno Grillo (che infatti non reclama più il voto anticipato) e dall’altro perdendo l’elettorato di protesta prevalentemente di destra, resta unicamente con manovalanza di sinistra, pronta a rispondere al richiamo del “partito” (che è poi il solito pci/pds/ds/pd).
Sembra che alcuni “ex” grillini, lungi dal comportarsi correttamente rimettendo il mandato ottenuto unicamente per il traino di Grillo, siano disponibili a votare per Renzi, mentre il folto gruppone ortodosso sembrerebbe orientato ad uscire dall’aula.
In ambedue i casi un aiutino a Renzi perchè la sua pseudo riforma (che ci regalerebbe un senato di nominati e sottratto al voto popolare) possa essere approvata.

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I Valori non sono in vendita

Mentre assistiamo, con il coro della stampa di regime interessata a non vedere crescere un Centro Destra alternativo alle consorterie finanziarie internazionali, alla nuova campagna acquisti, Salvini e la Meloni proseguono per la diritta via.
Per quanto gli gnomi di Bruxelles e dintorni cerchino di piazzare i loro fantocci nei posti di potere e per quanto cerchino di irretire quanti, concettualmente, come Flavio Tosi, non dovrebbero dar loro ascolto, le Idee, i Principi, i Valori che fanno della Destra una comunità coesa ben oltre e più di quanto i suoi leaders pro tempore siano in grado di rappresentare, non sono in vendita.
Attraversiamo un periodo (ormai lungo decenni) in cui esporre pensieri non conformi alla vulgata imposta, rischia di compromettere una carriera, una attività e la libertà stessa della persona.
Leggi repressive, iniziate con la legge Scelba, proseguite con quella Mancino e che oggi pullulano come l’erba cattiva nei campi, cercano di inibire, nel modo ben più sottile che abbiamo imparato a conoscere nei romanzi di Orwell rispetto alla rozza azione dei tagliagole dell’Isis, la libera espressione e la diffusione di idee non gradite.
Mettere in prigione uno perchè ripensa alla Storia o perchè dichiara che l’omosessualità è una malattia o perchè si ispira ad una teoria politica chiamata Fascismo e ne mutua vocaboli e gestualità, è uguale alla repressione che condanniamo negli stati retti da dittature in Africa, Asia e Sud America.
Cattivi maestri hanno occupato incarichi prestigiosi e predicano da pulpiti insospettabili.
Ciononostante un Matteo Salvini fa ancora paura, al punto che si mobilitano le truppe cammellate dei centri sociali e delle “prestigiosetestate giornalistiche per contrastarlo.
Senza riuscirci.
Perchè potranno anche mettere a tacere Salvini e la Meloni, scatenare contro di loro i centri sociali, i giornalisti di regime, i magistrati, ma quelle Idee, quei Principi, quei Valori non sono in vendita e non sono cancellabili.
Nessun antagonista, nessun giornalista, nessun magistrato potrà mai impormi di pensarla diversamente da come la penso su immigrati, droga, omosessuali, euro, ordine pubblico.
E ci sarà sempre un Berlusconi o un Salvini che avrà il coraggio e la dignità di contrapporsi alle consorterie di potere invece di inginocchiarvisi davanti e dare voce a quelle Idee.
L’esempio della Francia è davanti ai nostri occhi.
Per decenni hanno tenuto il Fronte Nazionale ai margini, perseguitando il leader, adottando un sistema elettorale che ne impediva la rappresentanza parlamentare.
Le Pen e sua figlia Marine non hanno però desistito e non hanno abiurato alle loro idee ed oggi il Fronte Nazionale è il primo partito di Francia, con il quale socialisti e gaullisti dovranno fare i conti.
Se Salvini e la Meloni, o chi per loro, non rinunceranno a sostenere quelle idee, avranno sempre un crescente sostegno elettorale.

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Tanti Marco Giunio Bruto a comando

Tu quoque Brutus? Oramai la nostra fragile democrazia ci ha abituato a tradimenti interni, congiure fratricide, partiti e partitelli che si disgregano solo perché una parte di essi, fa armi e bagagli, per dar vita  a un ennesimo gruppo con nuova sigla. A parlamentari, che dall’opposizione, cambiando casacca, si trasferiscono alla coalizione governativa facente parte di quello stesso governo del quale poco tempo prima, confutavano le azioni politiche. Non mi  piacciono le baruffe chiozzotte, ma la faccenda della Liga tosiana che si contrappone alla Lega salviniana puzza non poco di bruciato. L’idea di fare l’infiltrato interno,  non è nuova perché era già accaduto in passato. Follini che si sfilava dal Pdl per poi finire nel Pd, Gianfranco Fini che dopo aver sottoscritto il programma del  PdL improvvisamente si mise a fare l’immigrazionista e il pro coppie gaie, fino alla resa dei conti con Berlusconi (“che fai mi cacci”?).  Poi si scoprì che i “poteri forti” lo avevano cooptato e  lautamente ricompensato, perfino con dei premi conferiti “a priori”. Da ultimo, c’è Alfano e gli alfanoidi che da ex berlusconiani, ora sgovernano con Renzi, e via disgregando…
Spuntano come funghi tanti piccoli Marco Giunio Bruto a comando.  Se tre coincidenze fanno un piano, anche il furbastro Flavio Tosi, fa parte del piano tarpa-ali, per impedire la crescita di una destra identitaria. La nuova Lega salviniana sta crescendo nel Paese e si sta federando di fatto a Fratelli d’Italia. Le due manifestazioni Stop Invasione e la recente “Renzi a casa” a Roma, hanno dimostrato la sua  crescente vitalità e consenso di massa.
Ecco allora affacciarsi “il nuovo Tosi che avanza”, inorgoglito dal successo di sindaco di Verona,  si attacca in apparenza alla sua conventicola locale (la Liga veneta) nonché alla fondazione che porta il suo  nome, ma nella realtà è già stato cooptato da quel che resta dei  rottami  di Sciolta civica  (detti “centristi”), da Ncd e dal Pd. Se poi constatiamo che Tosi,come Pisapia,  ha già instaurato un registro per i matrimoni gay proprio nella città-simbolo di Romeo e Giulietta , allora appare evidente che la cooptazione de facto a quei gruppi politici che portano avanti l’Agenda Ue,  non è solo un sospetto. I manipolatori della politica sono abilissimi nell’individuare i potenziali  “guastatori” e trovano sempre il modo di corromperli.
Scrive l’amico Cangrande  da Verona che ogni tanto si affaccia anche qui, a proposito della sua fama di “buon sindaco” che i media mainstream gli hanno cucito addosso in un’abile operazione di spin: 
Verona è un DISASTRO, invece.Tasse, IMU-ICI, al massimo. Strade groviera. Trasporto pubblico urbano, il PEGGIORE tra le 11 città più grandi d’Italia (comprese alcune meridionali), gestito da inetti. Ente Lirico (Arena) gestito da un perito agrario (con tutto il rispetto per i periti agrari, che fanno il LORO mestiere), che ha portato un buco da 25 milioni di euro, appena riconfermato, dopo il disastro, con l’appoggio del PD (!!!!!!). Collusioni provate della giunta con la ‘ndrangheta. Vicesindaco (Vito Giacino, nome veronesissimo…),stato in galera, che chiedeva 12 euro a metro quadro per le cementificazioni selvagge, centri commerciali anche sul mio poggiolo, cambiando destinazione d’uso. Aeroporto AFFOSSATO con decine di persone in cassa integrazione per sperperi e assunzioni di amici degli amici(80.000 euro per piantare alcuni ulivi in vaso nel parcheggio, solo UN esempio). Gestione allucinante della “cultura” (sagre della salsiccia et similia in PIAZZA DEI SIGNORI !!!). Scandalo mense scolastiche (“diamo da mangiare ai bambini la sabbia”, da intercettazioni. Informarsi). E potrei continuare per ore…..”.

Tutto questo mentre è da un bel pezzo che nemmeno a parole, Tosi  si degna di cavalcare più i temi originali della Lega, ma sembra un democristo consociativo e camomillifero anche quando concede interviste a Radio Pecora. Non si limita a contrastare la leadership di Salvini, come capita a tutti i partiti con le correnti minoritarie, ma  fa il  provocatore – quello che frena,  divide, cerca pretesti fasulli  di lana caprina per   spaccare.
Ora si attacca al successo ottenuto da Salvini a Roma, per stigmatizzarne lo spostamento a destra con CasaPound, e  per assicurarsi l’intangibilità dello statuto interno della cosiddetta Liga veneta che sembra sempre più un’entità consociativa tutt’altro che “Serenissima”.  
L’ultimo step della sua mutazione è volersi candidare in concorrenza al governatore leghista Luca Zaia, che ha mostrato di essere un efficiente e apprezzato governatore, creando sgomento e confusione nell’elettorato. Insomma la solita strategia del “dividere il fronte interno”, per indebolire la Lega nell’estensione del  suo progetto nazionale.

Teppaglia squadrista impedisce a Salvini di parlare a Genova
Nel mentre, Salvini viene cinto d’assedio dalla canaglieria dei centri sociali a Genova e a Parma, teppisti facinorosi in tournée permanente che fanno da pretoriani al governo Renzi e  che sempre più gli tolgono “agibilità politica” nelle piazza (nemmeno la possibilità di presentare il suo candidato regionale per la Liguria), costringendolo a comizi blindati in nome del loro solito “antifascismo” e “antirazzismo”. Lezioni di “democrazia”  a base di squadrismo rosso,  le loro! Una vera manovra a tenaglia: quella interna (Tosi), e quella esterna (centri sociali). 
Insomma Flavio Tosi, del Bruto non ha solo la pettinatura con i riccetti  sulla fronte e tira sempre più la volata a quel Nulla di fatto che è la piddiota Alessandra Moretti, a proposito della quale ricordo questo post di Johnny Doe,  che racccoglie la sua intervista al Mattino di Padova sulle sue ormai proverbiali  sedute settimanali dall’estetista, per costosi trattamenti di bellezza  che lei stessa ha definito “modello Ladylike”. Cosa significhi, lo sa solo lei. 
Beh, spero che, comunque vadano le cose, i Veneti con tutti i poveri piccoli e medi imprenditori suicidi perché angariati da Equitalia e dai famigerati studi di settore, quando andranno alle urne se la tengano bene a mente, l’intervista della piddiota Ladylike.

Conta il programma,non il compagno di viaggio

Flavio Tosi insiste nel danneggiare il Centro Destra e le sue possibilità di vincere in Veneto.
Tosi dice di essere “incazzato ma lucido“.
A me sembra sia solo ottenebrato dal livore e dall’ambizione.
Quella stessa ambizione che, inoculata sapientemente in Fini e Alfano dai nemici di Berlusconi, li portarono a danneggiare pressochè irreparabilmente l’azione politica del Cavaliere e, quindi, l’interesse del Centro Destra e di tutti noi.
Tosi si metta bene in testa che conta il programma e, quindi, dica se è d’accordo con le proposte di Salvini e Meloni:
– no immigrati, quindi no ius soli e no mare nostrum
– no droghe
– no tasse e sì flat tax
– no euro e no sudditanza alle consorterie di Bruxelles
– no deriva morale equindi no “matrimonio” per gli omosessuali
– no criminalità e quindi ordine pubblico come priorità.
Se è d’accordo si adegui e sostenga lealmente Zaia.
Se non è d’accordo, allora può togliere il disturbo.
Altrettanto deve fare Forza Italia.
Non creda di maccheronarci sulle alleanze.
Perchè deve solo dire sì o no al programma.
Se quello di Salvini e Meloni è anche il loro programma, non possono certo pretendere di imbarcare Alfano e i suoi che agiscono esattamente al contrario.
Me ne frego di chi sia il compagno di viaggio, a me interessa quello che si vuole realizzare.
E Salvini la dice giusta.

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Oderzo come apripista

Dopo il caso del benzinaio Stacchio e del gioielliere Zancan, registriamo con piacere la sollevazione di una intera frazione di Oderzo (provincia di Treviso) contro i malviventi che tentavano di depredare un appartamento.
Intervistato dal telegiornale, il “leader” della reazione ha esplicitamente dichiarato che, in assenza di tutele da parte dello stato, i cittadini onesti di quella piccola comunità hanno deciso di difendersi da soli.
Sparando.
Non credo che siano gli unici a decidere di ricorrere all’autodifesa, magari sono i primi a decidere di passare alle armi da fuoco.
E’ una scelta che non è possibile biasimare nè criticare ma, anzi, potrà essere di esempio ad altre comunità aggredite dai malviventi.
E questo non tanto perché Carabinieri e Polizia non sarebbero in grado di difenderci dai malviventi, quanto piuttosto perché non hanno la copertura politica per farlo e, comunque, il criminale trova sempre un magistrato che ne accerta i “diritti” e lo lascia in libertà o un abatino che si mette a berciare sui suoi diritti e sulle “colpe” della società.
E se non verrà posto un freno alla criminalità che più disturba la nostra vita (scippi, furti, rapine) il fenomeno è destinato fatalmente ad allargarsi, considerata anche la bomba sociale ed economica rappresentata dagli insediamenti rom e degli immigrati importati a causa della dissennata politica di Renzi, Alfano e compagni.

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# Io sto con Veneziani

Leggo con stupore che Il Giornale avrebbe estromesso Marcello Veneziani.
L’uomo di cultura più rappresentativo della Destra e di tutto il Centro Destra, sarebbe stato prima accantonato e quindi sostanzialmente licenziato con la scusa di un rinnovamento e riduzione dei costi.
Da qualche mese il Giornale ha mutato la sua linea e all’opposizione netta a Renzi ha sostituito una critica molto, ma molto, flessibile.
Più diretto invece Libero, anche se entrambi i quotidiani, gli unici di area, sono palesemente ostili a Salvini e Meloni per tirare la volata ad una improbabile coalizione di “moderati”.
In particolare il Giornale e il suo direttore Alessandro Sallusti sembrano essersi ammosciati ed aver dimenticato come si deve fare opposizione.
Alfano non è più nel mirino, mentre ci è entrata la Lega e Salvini (con uno spazio abnorme dedicato a Tosi) ed è calato il silenzio sui Fratelli d’Italia e la Meloni.
Sallusti sbaglia se crede, così, di indurre gli elettori del Centro Destra a non votare Salvini e Meloni.
Otterrà invece l’effetto di marginalizzare Forza Italia, rendendo sempre più evidente lo squallore del moderatismo e l’impossibilità ad essere carne o pesce.
La posizione intermedia, infatti, è un ibrido neneista (nè con Renzi, nè con Salvini) priva di progettualità, ma anche priva di nerbo e di idee.
Io sto con Veneziani, quindi, se verrà ingiustamente allontanato da un organo di stampa che dovrebbe rivolgersi all’elettorato di Centro Destra che in Veneziani vede l’uomo di punta della nostra Cultura.

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Espellere i clandestiti non può che far del bene alla nazione

islamska hastenOslo Local News reports violent crime has decreased by 31 per cent after a record number of immigrants were deported by Norwegian authorities. The National Police Immigration Service of Norway, Politiets Utlendingsenhet (PU), deported a record 824 people in October. The previous record was set in the previous month when 763 people were deported.

PU believes the reason for the decrease in crime is more resources and more staff. It has also become easier for Norwegian authorities to deport people back to Afghanistan, Iran, Iraq and Nigeria.

Kristin Kvigne, head of PU, said, “This month helps us reach our anticipated figure for this year.”

The centre-right government of Iron Erna has predicted that 7,100 people will be deported in 2014. At the end of October, PU had so far deported 5,876 immigrants. A percentage of those deported in 2014 were asylum seekers who had their applications for continued asylum rejected. They were then deported along with their families.

The majority of deportees, however, had committed crimes or had returned illegally to Norway after already having been deported.

Verso Capo Nord

Verso le 08:00 riprendo la marcia, ma l’imprevisto è lì che mi aspetta. Sono ancora in Svezia. Viaggio sotto una pioggerella che permette di andare alla velocità consentita 90-100 km/h. Un animale, che lì per lì scambio per un cervo, sbuca all’improvviso dalla foresta e in tre o quattro balzi m’incrocia

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Nicola Calipari ed i giornalisti senza vergogna…

Questa sinistra senza vergogna, questa sinistra con memoria alterata, questa sinistra che crede alle proprie menzogne, questa sinistra con il monopolio dell’ intelligenza, questa sinistra partigiana, questa sinistra che odia insieme a Dax, questa sinistra pauperista ma milionaria, questa sinistra degli utili idioti, questa sinistra dell’ antimafia di professione, questa sinistra clandestina, questa sinistra delle “sedicenti br colluse con lo stato”, questa sinistra pacifinta, questa sinistra alla carlo giuliani, questa sinistra delle sgrenelle in cerca d’ avventura.
Questa sinistra senza vergogna, come sempre…
Voglio ricordarti così, Nicola Calipari, Nobile Servitore dello Stato, con il giornale peggiore che senza vergogna ti mostra…
Onore e Gloria per Te, infamia per gli Ipocriti.