Mons. Galantino, il giorno dopo.

Passata la buriana, a me non passa. La reprimenda di ieri di Galantino ha fatto infatti duplice danno: da una parte ha dato modo agli antiberlusconiani di sinistra (e di destra…) di gioire. In testa un cretinetti che ieri, in una bacheca che non trovo più, ha pensato bene di chiamare Silvio Berlusconi con il modo con cui Travaglio ed Il Fatto Quotidiano lo apostrofano in maniera volutamente insolente: “il pregiudicato”.  Dall’ altra parte ha fatto infuriare i tanti sostenitori del Dottor Silvio (in attesa di poter essere nuovamente chiamato Cavaliere, una volta che la Corte Europea lo assolverà dall’ unica sentenza di condanna…), che sulla bacheca del (Sol dell’ ) Avvenire, hanno insultato nella maniera laicisticamente nota la Chiesa ed i Sacerdoti, con le solite menate sui preti pedofili e compagnia bella. 
Io che non avendo mai votato Forza Italia, ho spesso difeso Berlusconi ma pure la Chiesa ed i Suoi Religiosi (che tanto bene fanno in tutto il mondo, nonostante preti pacifinti, suorine canterine e santosubitisti bergogliosi…) , resto dell’ idea che Galantino dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi, per aver creato tutto questo sconquasso. Che divide, favorendo i cattocomunisti come Renzi. 

Civiltà morente

Una ripugnante decisione del parlamento europeo classifica le unioni degli omosessuali come un diritto umano.
Se ci può essere un indice della corruzione che distrugge una società civile e una intera Civiltà,  la votazione del parlamento europeo ne è un esempio lampante.
E davanti ad una simile aberrazione i vescovi cattolici tacciono e, come i peggiori Maramaldo si permettono di giudicare il Cav assolto per aver goduto, da uomo, della compagnia di belle e giovani donne.
Quando ero a scuola studiavamo l’affascinante racconto delle “civiltà sepolte”.
Oggi, da adulto, vivo in una civiltà morente.




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Mistificazioni in azione

Come già era accaduto con Alfano, Fini e, prima di loro, Follini, Casini, ma anche, Formentini e i demonazionali (qualcuno se li ricorda ancora ?) è entrata in azione l’opera mistificatoria che vorrebbe accreditare Tosi come antagonista alla pari di Salvini.
Leggo e ascolto di spaccatura, divisione, caos nella Lega, esattamente come, con i sopra citati predecessori del sindaco veronese, si era tentato di far credere per Forza Italia, il Centro Destra, l’MSI e la stessa Lega per il caso Formentini (altro disperso).
La realtà è ben diversa.
Tosi non ha spaccato la Lega perché le idee che sostiene Salvini appartengono alla pancia del militante ed elettore leghista e, probabilmente, della gran parte di quello del Centro Destra ben felice di vedere qualcuno che le interpreta senza timori, senza preoccuparsi di pestare i piedi ai politicamente corretti, senza chiedere permesso.
Il problema è tutto di Tosi.
O sostiene idee diverse e allora diventa l’ennesimo clone di Renzi, oppure sostiene le stesse idee di Salvini e allora denuncia la sua azione come esclusivamente dettata da inconfessabili interessi che nulla hanno a che vedere con quelli dei Veneti.
In ambedue i casi diventa irrilevante e non si capirebbe perché qualcuno dovrebbe votarlo quando ha a disposizione i portatori originali di quelle idee.

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‘A Galantino, statte zitto !

GALANTINO pensa a tutti i pederasti e lesbiche a cui date il Santissimo !!!!
Pensa a Vendola, che ostenta la Sua Comunione da peccatore incallito !

Parafrasando il Vescovo di Roma:

“Se uno è Berlusconi e cerca il Signore, chi sono io per giudicarlo? Non si devono discriminare o emarginare queste persone “.

Si scrive Tosi, ma si legge Fini

Non possiamo certo sapere dei privati colloqui tra Salvini e Tosi, possiamo solo constatare che il sindaco di Verona, biliosamente ostile all’ottimo Governatore Luca Zaia la cui riconferma è interesse per tutti i Veneti, ha mostrato una natura molto simile ai vari Fini, Follini, Alfano.
Cioè a quei personaggi che, giunti in un ruolo di rilievo, hanno continuamente ostacolato l’azione di coloro cui volevano soffiare il posto, fino all’atto più ripugnante che possa esserci: cambiare partito senza rinunciare agli incarichi ricoperti in virtù dell’appartenenza a quel partito.
Follini è così finito nel pci/pds/ds/pd, Fini alla casa di riposo speditovi dagli elettori e Alfano a fare il giullare di Renzi, finchè almeno a questo garberà averlo intorno.
E Tosi ?
Si vocifera di una alleanza con l’inconsistente partito di Passera (un collegamento con le consorterie finanziarie internazionali) e con Alfano (un collegamento con i comunisti cui vorrebbe rendere un prezioso servizio danneggiando Zaia).
Affari suoi.
Certo, da oggi fino alle elezioni la stampa e la televisione asserviti ai comunisti metteranno Tosi al centro del cono di luce e lui farà la ruota come il pavone che ha dimostrato di essere.
E più attaccherà la Lega, più sputerà veleno su Salvini, su Zaia e nel piatto in cui, finora, ha mangiato, più otterrà gli applausi della intellighenzia italiana, serva del potere.
Poi, qualunque sia il risultato, che riesca a danneggiare Zaia e i Veneti consegnando la regione ai comunisti, sia che questa manovra repellente non gli riesca, finirà nell’oblio, come merita.
Perchè chi si dimostra inaffidabile una volta, non potrà mai essere considerato affidabile neppure da coloro che ha aiutato con le sue giravolte.
Si scrive Tosi, ma si legge Fini o, se preferite, anche Alfano o Follini.

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Chi comanda il mondo?

Ho un concetto romantico della canzone e per  me cantare è d’amore. Pertanto non amo molto la canzone di “denuncia”, un filone abusato dagli anni ’60 in poi, da parte di cantautori cosiddetti “impegnati”, spesso militanti nella sinistra.  Ma questa di Giuseppe Povia (conosciuto in arte col solo cognome) ritengo sia una canzone non solo utile, ma addirittura necessaria. Perché? Perché infrange il muro del silenzio, il velo d’ ipocrisia delle solite canzonette pacifinte contro la guerra e per il melenso volemose bene universale. E parla di ciò che ci riguarda. Inoltre il testo riesce a sintetizzare in poche parole quello che stiamo soffrendo da otto anni a questa parte. Ogni anno ci rifilano la solita fòla sulla ripresa, sulla luce in fondo al tunnel, sui segnali di crescita, sul rialzo di Pil e il calo di spread, e bla, bla, bla, ma ogni anno si tira sempre più la cinghia e  si fanno rinunce pesanti. 
Chi comanda il mondo”  passa già per essere una canzone “complottista”, perché cantare e suonare ciò di cui nessuno osa parlare, è già di per sé una “cospirazione”. 

Mi piacerebbe sapere  quante copie venderà l’autore di questa canzone che ovviamente non passa né in radio né in tv.  Povia non verrà ospitato in nessuno dei salotti buoni in tv a fare PROMOZIONE, come fanno i suoi colleghi,  o nei talk del cosiddetto “approfondimento politico” che in realtà non approfondiscono un bel nulla. Ma intanto questo pezzo auto prodotto finanziato da lui, spopola sul web, ha un video ufficiale di grande impatto e di una terribilità davvero incombente, la cui regia è affidata a Marco Carlucci.   Vi compaiono le facce della Troika, della nomenklatura eurocratica e mondialista che ci hanno afflitto e che ci affliggono. Emergono qua e là,   richiami orwelliani e atmosfere  espressioniste che rimandano al “Metropolis” del regista Friz Lang. Il video e la musica angosciosa enfatizzano i temi della distopia tecnologica e tecnocratica  che coi suoi ingranaggi sovrappone presente, passato e futuro, rubando il tempo e la progettualità  ai cittadini, rinchiusi in una sorta di matrix. Sono fin troppo evidenti le modalità coercitive  e  manipolatorie con cui il sistema politico-economico attuale incatena e imprigiona le coscienze alle quali l’autore rivolge il brano per incitare gli animi dei cittadini a una ribellione.  Il ritmo del pezzo,  un po’ rock, un po’ funky e un po’ punk, è martellante, ossessivo e compulsivo. Se bastasse una semplice canzone…

Sfila la schiera dei “Venerabili” come il Governatore della BCE Mario Draghi, la cancelliera tedesca Angela Merkel, la direttora del FMI Christine Lagarde, il presidente del gruppo editoriale L’Espresso Carlo De Benedetti, l’ ex Goldman Sachs, promosso senatore a vita, nonché ex Presidente del Consiglio (abusivo) Mario Monti e altri vengono rappresentati come i medici torturatori che infliggono quelle overdosi di elettroshock, di bisturi e di pessime cure che oggi vengono imposte dalla Troika ai cittadini italiani ed europei.

 Qui il testo.  Incisivo e sintetico, come può essere sintetica una canzone, ma c’è dentro  tutto. Ascoltatelo.

E qui c’è pure Radio Povia e le sue predicazioni anti-Troika: http://www.livestream.com/liveinweb

Contro il neopauperismo: Maria, Figlia del Ricchissimo Gioacchino; e Giuseppe, Tékton e Sacerdote.

Spinto dal neo-pauperismo dilagante, sono costretto a fare questa nota. 

Come sapete, i Vangeli Apocrifi, pur non rientrando appieno nel Canone Cattolico, sono serviti per far luce sulla Vita di Gesù e molti Santi.
Tra questi, il ProtoVangelo di Giacomo ha permesso di conoscere Anna e Gioacchino, Santi a tutti gli effetti per la Chiesa Cattolica. Dunque, senza questo importante testo, nulla sapremmo di loro, e pure illegittima sarebbe stata la loro Canonizzazione. 
Proprio in apertura del PTV di Giacomo, il Padre della Madonna viene definito così: “Secondo le storie delle 12 Tribù d’ Israele c’era un certo Gioacchino, uomo estremamente RICCO..”  .  Il sito Cattolico “Santi e Beati”, molto utile per la Storiografia Cattolica, ne avvalora in toto la definizione: RICCO. Anna, Sua Moglie, era figlia di un Sacerdote, Mathan, sicuramente benestante: non erano pensabili, al tempo, matrimoni tra persone di caste differenti. Tra i parenti di Anna abbiamo infatti Sant’ Elisabetta, sposata ad un altro Sacerdote, San Zaccaria. Da parte materna, lo zio di Anna era San Giuseppe d’ Arimatea, che nel Vangelo di San Marco e San Luca viene definito membro autorevole del Sinedrio; in quello di San Matteo viene presentato come uomo molto ricco. Che disponeva del Sepolcro, cosa non proprio da tutti. 

Passiamo a San Giuseppe: anche di Lui troviamo traccia negli Apocrifi, addirittura con un Vangelo a Lui dedicato, che così lo descrive: “…nato dalla Stirpe di Re David. Ben formato negli Insegnamenti e nelle Dottrine, fu fatto Sacerdote nel Tempio del Signore. ECCELLEVA inoltre, nel mestiere di falegname (ma Tékton, come dovreste sapere, significa mote cose, compreso carpentiere). Gli Artigiani, come adesso e molto più di adesso, non essendo tartassati con l’ IVA, erano benestanti, e se carpentieri, direi di più. 
Tra i parenti di San Giuseppe annoveriamo un Apostolo di Gesù, San Giuda Taddeo, un agricoltore, probabilmente lo Sposo di Canaa, che furono nozze celebrate con ogni fasto. Con tanto di servitori e Maestro di Tavola (o cerimoniere…). 

Come sappiamo, inoltre, Gesù vestiva in maniera degna del Figlio di Dio, come dimostra la Sacra Tunica, Reliquia conservata nel Duomo di Treviri, in Germania, eseguita senza cuciture con tessuti di assoluto pregio. Tant’è che i Romani non la fecero a pezzi, ma se la giocarono tra loro. 

Sotto, un link che manda ad un sito con altri riferimenti…

http://www.unionecatechisti.it/Catechesi/Lezioni/Formazione/2003_01_11.htm