Perchè no al reato di omicidio stradale

Ad ogni morto a seguito di un incidente stradale, si torna a parlare di creare una nuova tipologia di reato: l’omicidio stradale.
Ho il massimo rispetto e comprensione per chi ha avuto un proprio affetto spezzato in un incidente stradale e capisco la loro rabbia e la loro aspirazione ad una “vendetta” (anche se rifiutano di considerarla tale).
Non solo la capisco ma la approvo: è giusto che chi uccide un’altra persona paghi e paghi tutto.
Ma non istituendo un altro reato che si aggiungerebbe a quello di stalking ed a quelli che vorrebbero configurare di “negazionismo“, “femminicidio” ed “omofobia“.
Creare nuovi reati, oltre ad appesantire il nostro codice ed a consegnare ancor più potere ai magistrati (e già queste sono motivazioni sufficienti per ambire a ridurre le previsioni di reato, non ad aumentarle) non porrebbe fine al reato che si vuole colpire.
L’omicidio e il furto sono reati e punibili dalla notte dei tempi, ma gli assassini e i ladri continuano ad esistere.
Se si vuole difendere la società dai pirati della strada come dagli assassini (e non fa alcuna differenza che uccidano una donna, un omosessuale, un ebreo o un uomo che non appartenga a nessuna delle categorie “protette”) è necessario fare in modo che i magistrati cessino di interpretare le leggi con il filtro della loro personale ideologia e che i rei scontino, fino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno, la pena per intero.
Senza di ciò possono rendere reato qualunque fatto, ma continuerà ad essere compiuto e non si porrà la società al riparo da eventuali reiterazioni.

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Arrivano le Unioni Incivili….Ringraziamo i Cattolici adulti !

All’ inizio, fu il Divorzio. E chi votava DC pensava: “IO, io io io io, non divorzierò mai…Ma chi sono io per impedire agli altri di divorziare ?”
Poi ci fu l’ aborto. Ed il buon democristiano pensava: “IO, io, io, io non farò mai abortire (o abortirò…) …Ma chi sono io, per limitare la libertà altrui ?”.
Poi adesso i matrimoni tra invertiti. No, non c’è più la DC, ma il buon Cattolico Adulto pensa: “IO, io, io, io, non sono mica gaio. Ma chi sono io per impedire altre forme di matrimoni, l’ amore è sempre amore…”
Poi verrà l’ eutanasia, e le moschee in Piazza San Pietro; ed i cinesi a rilevare le aziende in fallimento (scusate, quelli ci sono già, mi dimenticavo). Ed il Cattolico Adulto non si accorgerà di essere finito in un Campo di Concentramento. Ma penserà: “IO, io, io, chi sono per impedire a satana di vincere ???”









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I Pervertiti-Perversori occulti

Stanno accadendo in modo sempre più accelerato cose tremende. Bambini che a scuola vengono indottrinati all’Uguaglianza a partire dall’esplorazione dei loro corpicini. Maschio e femmina sono diversi con parti anatomiche diverse? Facciamo in modo da renderli uguali, vestendo da femminuccia i maschietti e da maschietti le femminucce. Ne ha dato notizia anche il Piccolo di Trieste. La Regione Friuli Venezia-Giulia presieduta da Debora Serracchiani (Pd) ha introdotto una “sperimentazione” attraverso il cosiddetto ” Gioco del rispetto – Pari e dispari“,  il quale mira a verificare le conoscenze e le credenze di bambini e bambine su cosa significa essere maschi o femmine, e  a rilevare l’eventuale presenza di stereotipi di genere (gender, come si dice). Dopodiché  vengono attuati “interventi” che permettono ai piccoli alunni di esplicitare e riorganizzare i loro pensieri. Questo involuto saggio di imbecillità pedagogica lo si deve a un’iniziativa  del Comune di Trieste, che ha fatto propria una «sperimentazione» cofinanziata dalla Regione Friuli (fonte: Libero) in alcune scuole materne. 


Il suddetto “pacchetto” pedagogico è parte delle cosiddette politiche mondialiste “gender“, ideate dallo psichiatra John Money, (nomen/omen) , il quale sostiene che le differenze sessuali tra maschio e femmine non sono naturali, biologiche, bensì culturali. In altre parole uomo o donna non si nasce, ma si diventa.

Se siamo disposti a vedere “pervertire” i nostri bambini secondo simili intendimenti, è bene che si sparisca dalla crosta a terrestre. Sempre più spesso vengono date notizie di lezioni di “educazione sessuale all’asilo” con dimostrazioni pratiche che prevedono “esplorazioni” delle varie parti dei corpicini dei piccoli per metterne in evidenza le differenze ed educare alla cosiddetta “Uguaglianza”, ciò che ha scatenato la legittima ribellione dei genitori.

Stupisce l’ignavia generale dei cittadini rispetto a iniziative di una gravità inaudita. E il caso di dire che di “ignavia” e di passività si muore e muoiono i nostri figli. Se  si ha notizia che i nostri figli vengono sottoposti a questo tipo di rieducazione senza correre a prendere i responsabili ultimi e punirli come meritano; se consideriamo che sia normale che un qualunque Stato  acconsenta che l’istruzione dei suoi cittadini passi anche per la riprogrammazione dei ruoli riproduttivi, prima che educativi, di maschio e femmina: allora non abbiamo nemmeno più il diritto di lamentarci. Mettere una macina al collo ai Pervertiti-Perversori e costringerli ad annegarsi, come predicava Gesù –  è quanto si meritano.  I genitori si ribellino con fermezza a questi loschi abusi che introducono de facto una sorta di “pedofilia legalizzata”.

Non bastasse tutto ciò, si procede spediti alla creazione di una Neolingua orwelliana,  poiché la lingua italiana viene considerata “sessista” dai nuovi capi del comitato dell’Accademia della Crusca. E’ stato pertanto diramato un delirante PDF  governativo a cura della Funzione Pubblica nella premessa del quale, viene sottolineato che la lingua è sempre un fatto “ideologico” a carattere “sessista”. Ne raccomando caldamente la lettura, per presa visione di quanto ci aspetta. 

Bene, la proposta di adulterare e mistificare la nostra lingua italiana in modo da indicare “la studente”, invece di “la studentessa” (considerato troppo sessista), l'” avvocata” in luogo di “avvocatessa” che cos’altro è  se non una brutale e consapevole operazione ideologica di contraffazione della lingua di Dante?
Altre  cosiddette “linee guida” per la rieducazione linguistica. Evitare l’articolo davanti ai cognomi femminili (la Boschi), e usare il cognome e basta come si fa con i maschi. Altro principio codificato nei testi sulla parità di genere linguistica, quello di accordare il genere degli aggettivi con quello dei nomi in maggioranza («Anna, Giovanni e Chiara sono simpatiche», e non «simpatici») o in caso di parità con l’ultimo nome («Anna, Luca, Giovanni e Chiara sono simpatiche»). Dunque deve prevalere il femminile sul maschile.  E poi si raccomanda di usare il femminile per i titoli professionali (chirurga, notaia, avvocata), mentre da aborrire sono forme in «essa» (avvocatessa, vigilessa), che ridicolizzano la donna e la discriminano. 
“Sarà tutto più chiaro quando il Comitato di liberazione della grammatica avrà messo a punto le direttive da osservare in tutte gli uffici pubblici. Lenti e inefficienti, ma finalmente gender friendly” – commenta il Giornale .

Va sottolineato però che questa non è solo un’inutile ancorché demenziale “perdita di tempo” né una mera masturbazione intellettuale, come spesso traspare dai reportage e dai commenti di alcuni quotidiani, bensì un’accurata operazione di “riprogrammazione antropologica” degli esseri umani a partire dalle scuole materne e dell’obbligo, per chi non l’avesse ancora capito. 
Ed è su questo punto che dovremmo  tutti quanti aprire gli occhi.

http://www.funzionepubblica.gov.it/media/277361/linguaggio_non_sessista.pdf

Con la scusa del terrorismo…

Dl terrorismo, accessi polizia a pc da remoto. Viaggi ‘pericolosi’ a proprio rischio. Secondo quanto previsto dal testo in discussione alla Camera, inoltre, i provider saranno obbligati a oscurare i contenuti illeciti e di propaganda. Introdotta anche la norma per scoraggiare trasferte all’estero in aree a rischio, informalmente chiamata “anti Greta e Vanessa”. Quintarelli (Scelta civica): “Italia primo paese che autorizza l’uso di captatori occulti da parte dello Stato” di F. Q.

Sì all’utilizzo da parte della polizia di programmi per acquisire “da remoto” le comunicazioni e i dati presenti in un sistema informatico. E via libera anche all’intercettazione preventiva sulle reti informatiche. Sono due dei punti contenuti del decreto antiterrorismo, che stato discusso alla Camera. Tuttavia manca ancora il parere del governo affinché la commissione Bilancio possa dare l’ok al decreto. La presidente di turno, Marina Sereni, ha aggiornato quindi la seduta alle 9 di giovedì 26 marzo. Secondo quanto previsto dal testo, il pm potrà conservare i dati di traffico fino a 24 mesi e i provider su Internet saranno obbligati a oscurare i contenuti illeciti pubblicati dagli utenti e legati ai reati di terrorismo. L’uso del Web e di strumenti informatici per perpetrarli (arruolamento di foreign fighters, propaganda, ecc) diventa un’aggravante che comporta l’obbligo di arresto in flagranza.

All’estero a proprio rischio – Una norma inserita dalle commissioni Difesa e Giustizia prevede inoltre che chi intraprende viaggi all’estero in zone pericolose o li organizza avrà “l’esclusiva responsabilità individuale” sulle conseguenze. Un emendamento che intende scoraggiare i viaggi all’estero in aree a rischio, e per questo informalmente chiamata norma “anti Greta e Vanessa“. Secondo quanto riportato da Repubblica, infatti, Vanessa Marzullo in un’intervista avrebbe dichiarato di volere tornare in Siria, dove è stata rapita e liberata dopo 5 mesi. L’emendamento, voluto dal relatore Andrea Manciulli (Pd), stabilisce che il Ministero degli affari esteri “rende pubblici, attraverso il proprio sito web istituzionale, le condizioni e gli eventuali rischi per l’incolumità dei cittadini italiani che intraprendono viaggi in Paesi stranieri”. La Farnesina “indica altresì, anche tramite il proprio sito web istituzionale, comportamenti rivolti ragionevolmente a ridurre i rischi, inclusa la raccomandazione di non effettuare viaggi in determinate aree”. “Resta fermo – afferma quindi la norma – che le conseguenze dei viaggi all’estero ricadono nell’esclusiva responsabilità individuale di chi assume la decisione di intraprendere o di organizzare i viaggi stessi”.

Quintarelli (Scelta Civica): “Bisogna intervenire o si violerà da remoto in modo occulto il domicilio informatico dei cittadini” – Il deputato di Scelta civica, Stefano Quintarelli, esperto di internet, è però molto critico sulle norme del dl che riguardano le comunicazioni online. “L’Italia diventa il primo Paese europeo che rende esplicitamente ed in via generalizzata legale e autorizzato la ‘remote computer searches’ – scrive sul suo blog – e l’utilizzo di captatori occulti da parte dello Stato”. L’emendamento approvato a cui si riferisce il parlamentare modifica il codice di procedura penale, intervenendo sull’articolo 266-bis, comma 1 inserendo dopo “è consentita l’intercettazione del flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici ovvero intercorrente tra più sistemi”, le parole: “Anche attraverso l’impiego di strumenti o di programmi informatici per l’acquisizione da remoto delle comunicazioni e dei dati presenti in un sistema informatico”. Con l’emendamento, è la tesi del deputato, l’Italia autorizza l’utilizzo di malware per effetturare intercettazioni/spionaggio sugli utenti. “Il fatto grave è che questo non lo fa in relazione a specifici reati di matrice terroristica (come fa pensare il provvedimento), ma per tutti i reati ‘commessi mediante l’impiego di tecnologie informatiche o telematiche’”, scrive Quintarelli.

“Se non interveniamo – prosegue il deputato – da domani per qualsiasi reato commesso a mezzo del computer – dalla diffamazione alla violazione del copyright o ai reati di opinione o all’ingiuria – sarà consentito violare da remoto in modo occulto il domicilio informatico dei cittadini”, si legge ancora. “Ritengo vi sia la contestuale violazione dei diritti costituzionali previsti dall’art. 13 (sull’inviolabilità della libertà personale) all’art. 15 (sull’inviolabilità della libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione) della Costituzione, senza le adeguate garanzie da questa previste. Una norma generalizzata che consente l’uso di tali captatori occulti – è la tesi di Quintarelli – non rispetta alcun criterio di proporzionalità se non è strettamente limitata a specifiche gravissime ipotesi di reato, tassativamente determinate ex lege, e con doppia riserva di giurisdizione”. “Non dico che i captatori siano sempre da vietare, ma il loro utilizzo deve esser regolato in modo se possibile ancora più stringente di quello delle intercettazioni: pena la violazione di principi costituzionali oggi più che mai fondamentali”, conclude il post.

La scuola secondo Poletti

Il perito agrario Giuliano Poletti, ministro per il lavoro e per lungo tempo presidente delle cooperative rosse, dice la sua sulla scuola.
Sono circa cento anni che gli studenti fanno tre mesi (quasi quattro ai miei tempi) di vacanza.
A me non sembra che siamo usciti male.
Forse oggi escono più ignoranti, ma non è colpa loro, bensì della devastazione operata dalla scuola di massa, dallo stravolgimento della scuola vera, quella gentiliana, che aveva nella rigorosa e rigida divisione tra classico, scientifico e tecnici, un avviamento alla vita, anche lavorativa.
Poletti, dimostrando scarsa conoscenza di quanta fatica voglia dire studiare, vorrebbe imporre un solo mese di vacanza e spedire i ragazzi al lavoro per i restanti due.
Una mentalità da vero comunista, che non sa il significato della parola “Libertà”.
Un modo per irregimentare la gioventù italiana, già sin troppo inquadrata da quegli strumenti infernali che sono offerti da internet.
Ma anche un comodo sistema per istigare i peggiori sentimenti di chi ha sempre visto lo studente come una sorta di privilegiato non avendo, nei suoi anni giovanili, potuto o voluto studiare.
Meglio che Poletti torni ad occuparsi delle cene per la raccolta di fondi al suo partito, è sicuramente più nel suo ambiente.

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Colpo di grazia

Conan Doyle faceva dire al suo Sherlock Holmes che una coincidenza è solo una coincidenza, ma due coincidenze diventano una possibilità.
Berlusconi, sempre più in balia di un circolo che non mi sembra proprio magico visti i risultati, spinto dalla signorina Pascale invitò a cena il signor Guadagno.
Così si giocò qualche centinaio di migliaio di voti passati a Salvini.
Adesso la signora Carfagna annuncia giuliva un suo disegno di legge per i “diritti” degli omosessuali.
Ma quali “diritti degli omosessuali” ?
Gli omosessuali, in quanto tali, non hanno diritto ad alcun diritto speciale.
Gli unici diritti riconosciuti e riconoscibili sono quelli per tutti i cittadini.
Se la signora Carfagna riuscirà a convincere il Cav a sostenere questa ennesima fola, altre centinaia di migliaia di voti se ne voleranno via, dando il colpo di grazia ad una già barcollante Forza Italia.
Senza acquistarne neppure uno.
Perchè gli “omofobi” non voteranno più per chi propone una società alla deriva, ma gli “omolatri” sono sempre stati dall’altra parte (come una volta, quando era in forma, disse lo stesso Cav …).

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Interessi convergenti

Non esiste più una stampa libera in Italia.
E’ un dato di fatto.
Le reti giornalistiche Mediaset accarezzavano il putto fiorentino quando era in atto la liason con il Cav e hanno cominciato a fare (peraltro fattiva) opposizione solo dopo la rottura.
Sulla rai meglio stendere un velo pietoso.
Un giornalista di nome Alberico Giostra riesce a fare propaganda per Renzi persino durante la rassegna stampa delle 5,30 del mattino.
Si dovrebbe solo leggere i titoli e parti di articoli.
Ma quando è costretto a leggere titoli o editoriali che pensa siano sgraditi al suo referente politico, ecco che si sente in obbligo di chiosarli (ovviamente senza contraddittorio) a volte (come per un editoriale di Sallusti tre settimane fa) occupando più tempo con le sue considerazioni che a leggere l’articolo.
Figuriamoci quindi i giornali radio e televisivi.
La stampa era già allineata a Bruxelles da tempo, tributaria com’è dei propri editori che vogliono essere presenti nelle consorterie finanziarie internazionali e, adesso, si aggiungono pure il Giornale e Libero.
Quando c’è da oscurare Salvini o la Meloni o quando c’è da da raccontare la favola della non vittoria del Fronte Nazionale alle amministrative in Francia, titolando, addirittura, come ha fatto l’edizione online di Libero, “messaggio a Salvini dalla Francia Le Pen battuta dal vecchio Sarkò“.
Gli interessi appaiono convergenti.
Da un lato la vecchia guardia del Centro Destra, raccolta attorno al Cav, non vuole mollare lo spazio politico che Salvini e la Meloni si stanno (legittimamente) prendendo.
Dall’altra la sinistra ha tutto l’interesse ad avere un interlocutore indebolito dalla magistratura e dall’età anzichè due quarantenni rampanti e con le idee assolutamente chiare.
Ma c’è anche un altro interesse convergente che è quello di irretire le menti più deboli e facili da influenzare.
Purtroppo uno sport nazionale è quello di accorrere in aiuto del vincitore e saltare sul suo carro.
Accadde già nel 1860 nel Regno delle Due Sicilie, patria del Gattopardo, poi ancora nel 1922 con la Marcia su Roma dove l’Italia intera divenne Fascista e, percorso inverso, nel 1945 quando tante camicie nere furono cambiate con quelle rosse.
E poi con la caduta della prima repubblica e l’avvento di Berlusconi (1994), la sua caduta (1996), la sua resurrezione (2001) e caduta (2006) e resurrezione (2008) e caduta di nuovo (2011).
Adesso accade con Renzi che deve essersi scoperto a capo di una autentica corte dei miracoli.
Così proiettare l’idea che si sarebbe fermata la marcia dei “populisti” può servire a indurre qualcuno a tornare all’ovile.
Ma chi lo facesse, chi si facesse convincere a rinunciare al voto per Salvini e la Meloni per preferire il “vecchio” Berlusconi o, peggio ancora, uno di sinistra (chiunque, che sia il “vecchio” D’alema o il “giovane” putto fiorentino) non farebbe altro che prolungare l’agonia di un sistema ormai marcio fin nel midollo.
In Francia hanno cominciato a capirlo e, contrariamente alla becera propaganda di un paio di disperati che mascherano la sconfitta parlando di successo delle forze “repubblicane” (la versione francese del nostro ignobile “arco costituzionale”) il Fronte Nazionale cresce e si consolida.
Le elezioni di domenica erano amministrative, locali.
Un partito come il Fronte Nazionale, prettamente ideologico, marcatamente ideologico, ha oggettive difficoltà anche a presentare candidati che si espongano in ambito locale, dove il potere dei notabili è più immediato e devastante di quello nazionale.
Ciononostante il Fronte Nazionale è passato dal 15 al 25% in soli quattro anni, consolidando le sue strutture locali che diventeranno anche un traino per il voto nazionale.
E per impedire ai candidati del Fronte Nazionale di vincere, Sarkozy ha, da un lato, dovuto fare comunella con altri due partiti , dall’altro adottare temi e argomenti del Fronte Nazionale.
Non che io creda a Sarkozy che, se fosse nuovamente eletto presidente, non tornerebbe a fare quello che ha sempre fatto, ma il fatto stesso che questa volta ha dovuto impugnare la sciabola contro l’immigrazione e costretto a dichiarare che al secondo turno non si accorderà con il Fronte Nazionale (come sempre, sbagliando) ma neppure con i socialisti, è sicuramente un passo in avanti perchè, volente o nolente, consolida una mentalità di Destra.
La lunga marcia dei partiti “populisti, razzisti, xenofobi, omofobi” verso il governo continua, piaccia o meno ai giornalisti compiacenti verso i propri editori.

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Il fisco fruga anche tra le mance familiari

Se questa non è dittatura! Ora l’Agenzia delle Entrate fruga anche tra i prestiti familiari. Sappiamo perfettamente che la famiglia è l’unico ammortizzatore sociale rimasto in circolazione in tempi di crisi, ma questo non sta bene all’Agenzia delle Entrate. I soldi tra genitori e figli non possono più circolare brevi manu, ma devono essere “giustificati”. Bonifici fra genitori e figli o foglio informativo a cura  della stessa Agenzia delle Entrate.  Più sudditi di così.… Dev’essere anche per questa ragione che la  famiglia viene sempre più messa in croce. Si tassa l’eredità. si tassano le regalie tra genitori e figli (l’accusa preventiva dei “bamboccioni”, doveva servire a questo), si tassa la casa d’abitazione, costringendo molti cittadini alla svendita. Ma leggete questo pezzo  

In tempi di crisi non sono pochi i genitori che offrono sostanziosi aiuti economici ai figli per permettere loro di comprare una casa, un’auto o avviare un’attività. Tuttavia da oggi non basterà più dire “me li hanno dati i miei”: quando si riceve una somma di denaro da un parente, la si dovrà dichiarare all’Agenzia delle Entrate.


La ragione ovviamente sta nel certificare la provenienza del denaro, per evitare che il Fisco individui la somma come “denaro in nero” e vi venga a chiedere di pagare delle tasse su questi capitali. Questa non è una novità, bensì una conseguenza dell’applicazione del redditometro, capace di monitorare il volume di spesa dei contribuenti e, grazie all’anagrafe tributaria, anche ogni movimentazione bancaria in entrata o in uscita dal conto corrente.

Mettiamo il caso in occasione di un compleanno, un parente regali una somma in denaro e che la persona che la riceve, decide di investirla nell’acquisto di uno smartphone da 800 euro. Dato che l’Agenzia dell’Entrate sa qual è il reddito di quella persona, equivalente alla somma necessaria per comprare lo smartphone, ipotizza che sia impossibile che si decida di destinare l’intero ammontare della mensilità in un telefono. Parte dunque l’accertamento, sulla base dell’ipotesi che quel denaro speso per il cellulare provenga da redditi non dichiarati. Questo potrebbe guastare la festa di compleanno al festeggiato. 

http://www.informarexresistere.fr/2015/03/19/allucinante-prestiti-tra-familiari-bisogna-dichiararli-allagenzia-delle-entrate/

Frattanto la tagliola automatica  introdotta dalla Fornero  si è messa in funzione nelle pensioni di vecchiaia. Ogni volta che l’obbiettivo per raggiungere la tanto agognata mèta si avvicina…zac!…ecco scattare la trappola che allontana il traguardo di altri mesi.

Elsa Fornero ritorna: dal primo gennaio 2016 si dovranno attendere quattro mesi in più per andare in pensione. E’ quanto risulta dall’adeguamento dei requisiti previdenziali all’aspettativa media di vita, introdotto da una legge del 2010 del governo Berlusconi con cadenza triennale. Una legge che fu accelerata proprio dalla riforma Fornero, che ha deciso che dal 2019 l’aggiornamento avvenga ogni due anni.
La ratio – Nella logica del legislatore l’adeguamento serve alla sostenibilità finanziaria del sistema, poiché più si allunga la durata di vita più tardi si va in pensione. (fonte Libero).

L’Italia non è un paese per giovani (emigrano e non possono nemmeno più ricevere del denaro  che non  sia “giustificato” dal fisco, da parenti e genitori);  non è un paese per vecchi (non vanno più in pensione e chi ci va prende una miseria).  
Più semplicemente, non è un paese per Italiani.