Una guerra inutile

La sinistra pacifinta ogni tanto si scopre guerrafondaia.
Fu così nel 1999 quando D’alema attaccò i Serbi.
Fu così in Libano, quando Prodi mandò i soldati Italiani a proteggere gli Hetzbollah.
Sembra che sia così adesso, con ministri che soffiano sul fuoco della guerra (la Pinotti ha persino rispolverato le otto milioni di baionette, pur ridimensionate a cinquemila …) e Renzi che, forse un gioco delle parti, fa il ritroso, mentre il Cav gli lancia l’ennesimo, immeritato, salvagente.
Su una cosa, però, sono tutti d’accordo: l’Italia “parteciperà”, cioè si aggregherà aggiungendosi ad altri.
Ma questa guerra sarebbe inutile per colpa di quelli stessi che la vogliono.
Non avendo sostenuto lo sforzo del 2001, anzi avendo messo i bastoni fra le ruote, hanno creato loro i presupposti per l’attuale situazione, impedendo che si ponesse termine ad ogni velleità islamica almeno per i prossimi cento anni.
Peggio ancora, è inutile andare a fare la guerra in Libia, quando gli stessi che la vogliono continuano ad importare nelle nostre città, sul nostro suolo, migliaia, milioni di clandestini, tra i quali ci possono essere terroristi pronti all’azione, ma che comunque rappresenterebbero un pericolo immediato e in prospettiva.
Immediato per la bomba sociale che sono e per il bacino di reclutamento per ogni genere di criminalità.
In prospettiva perchè, come si è visto in Francia ed ora in Danimarca, sono gli immigrati di seconda e terza generazione che non si integrano e agiscono con violenza.
Eppure, non solo continuano ad importarli a spese nostre, ma vogliono anche concedere la cittadinanza per ius soli.
Quos vult perdere, Iupiter dementat prius.

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Vivere nella modestia e non nella ricchezza

ricchezza

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La ricchezza è il male del mondo, perché non potendo vivere tutti da ricchi la maggior parte della popolazione mondiale è destinata alla povertà senza scampo.

La soluzione quindi è che nessuno debba percepire stipendi e pensioni più alti di 2.000€ al mese (al valore attuale dell’€) e tutto il surplus a questo limite, che è quello che ha permesso a molti di arricchirsi in modo indecente alle spalle dei cittadini ormai ridotti allo stremo, sia gestito dallo stato per investimenti, lavoro, assistenza, e previdenza.

Per un mondo in cui non ci sia povertà, né gente che viva vite da favola senza ormai essere coscienti del valore del denaro.

Questa è la soluzione, altrimenti iniziamo a costruire le ghigliottine per chi non la vuole capire.

Gaetano Rizza

Nato negli anni Cinquanta

Vivere nella modestia e non nella ricchezza

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Lotito ha ragione

Il tono è da bullo di periferia (lo stizzoso principino toscano ha evidentemente fatto scuola).
Le argomentazioni mal poste (ma era solo una telefonata privata, mica un conferenza pubblica).
Il merito, corretto.
Sembra che i tanto vituperati Tavecchio e Lotito abbiano perfettamente compreso cosa ci voglia al calcio italiano per risalire la china.
Meno stranieri (il famoso Optì Pobbà che ha fatto gridare al razzismo gli abatini di sinistra) e più competizione che susciti interesse nel maggior numero possibile della popolazione (la serie A a squadre con un bacino significativo di utenza che, ugualmente, ha provocato le convulsioni a sinistra, sempre al grido di razzismo).
Ma Lotito ha ragione, come aveva ragione Tavecchio.
E’ da molti anni che sostengo l’idea di un campionato senza retrocessioni, giocato tra squadre rappresentative, titolate, che muovano vaste aree di tifosi, che siano in grado di giocare e richiamare allo stadio migliaia di persone e che, in ultima analisi, con tale sistema potrebbero da un lato favorire i calciatori italiani, dall’altro concorrere in numero maggiore alla vittoria finale.
Sì, perchè se squadre di tradizione, anche amministrate bene (mi viene in mente l’Udinese) sono costrette a vendere a fine stagione i loro campioni e altre (mi viene in mente il mio Bologna) a comprare campioni stagionati (e possono arrivare i Baggio e i Signori che hanno ancora voglia di giocare, ma possono arrivare anche altri ormai scarichi) affidandosi all’esperienza per evitare, prima di tutto, la retrocessione (e non sempre riuscendoci), allora Inter, Juventus, Milan, detteranno sempre legge.
Proviamo invece ad immaginare un campionato dove in piazze di rilievo, come Bologna, Firenze, Genova … , si potesse programmare senza l’assillo della retrocessione.
Il vivaio avrebbe una cura particolare, i tifosi comunque seguirebbero la squadra perchè saprebbero che la prospettiva è quella di costruirne una per vincere e una società competente ed economicamente sana potrebbe programmare per vincere, non solo arrabattarsi per restare in serie A o, al massimo, quando va grassa, arrivare in “europa”.
Naturalmente escludendo i casi del Paperone che voglia, finchè non si stanca del giocattolo, spendere e spandere, come già adesso può accadere.
Allora diciamolo francamente che Lotito ha ragione quando teme una serie A composta da Carpi, Chievo, Frosinone, Sassuolo.
E, poi, un’ultima annotazione.
Tutti a picchiare sul povero Lotito.
Nessuno a ricordare la figura veramente riprovevole, in tutto questo, di chi registra segretamente una telefonata privata, per poi renderla di pubblico dominio, probabilmente per interessi non indagati.
Le intercettazioni hanno evidentemente fatto scuola e tutti si sentono in diritto di violare l’intimità di un colloquio privato.
E sarebbe questa persona quella che dovrebbe, in realtà, essere biasimata e condannata.

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Botte da orbi!

Qualcuno parla già di questo festival di Sanremo, come del Festival del Golpe. Non è uno scenario azzardato, tenuto conto che l’Abusivo di Palazzo ha lodato espressamente il suo concittadino Carlo Conti in tv, per l’ alto indice di ascolto ottenuto nelle cinque serate.  Inoltre, mai visti tanti toscani, e in particolare fiorentini, ospiti in tv: da Giorgio Panariello, Vittoria Puccini (fiorentina anche lei che è venuta a fare lo spottone per la fiction su Oriana Fallaci), Elena Sofia Ricci (fiorentina a sua volta). Tutte coincidenze casuali o operazioni legate al “Giglio magico” renziano? Fatto si è che nelle notti del Festival, in parlamento si sono consumati sfracelli su sfracelli. 

La Rai si è guardata bene, durante le notti “sanremesi”, di mandare in onda nei suoi notiziari,  la deprimente immagine dei deputati  e deputate del Pd,  accasciate sui banchi dell’aula morte di stanchezza che si appisolavano, mentre il dibattito anzi, il monologo,  con l’emiciclo vuoto e desolante andava avanti fino alle 4 del mattino . Altro che “bivacchi di manipoli”! 
Per non dire della telecronache delle botte da orbi, fatte passare per crisi di nervi di un’opposizione provocatrice che impedisce il libero varo delle “riforme”  della costituzione, di cui sono stati ritoccati ben 40 articoli, nel cuore della notte. Come i ladri!  E mentre va in onda Sanremo, la Costituzione non c’è più.
Nel parapiglia,sarebbero volati ceffoni da “fuoco amico”. Fatto si è che, se FI, Sel e Lega siedono assieme superando gli steccati ideologici e di schieramento, se Grillo lancia un appello all’unità di tutte le forze d’opposizione e arriva a minacciare perfino le dimissioni dei suoi,  significa solo che è accaduto qualcosa di molto grave. 
Personalmente non conto molto sugli incontri con Mattarella fatti dai gruppi dell’opposizione martedi prossimo, ma è un rito da ottemperare comunque vada. 
Che cosa succede e perché non ci informano correttamente, sulla stampaglia di regime? Perché fanno sembrare che ci sia un impazzimento dei parlamentari d’opposizione,  quando l’impazzimento è in chi vuole buttar per aria quel che resta dei diritti democratici dei cittadini? 
Succede che gli oligarchi delle istituzioni sovranazionali non hanno più bisogno della democrazia partecipativa che ora temono come la peste e che vogliono cancellare irreversibilmente con manovre losche. 
Perfino l’arma del referendum è in pericolo,  arrivando ad  alzare il quorum della raccolta delle firme. Succede che un sindachino di Firenze spuntato come un fungo dalle Primarie del  suo partito (se le cantano, se le contano, se le ballano solo tra di loro), calzi perfettamente al caso loro. Non possiede investitura parlamentare, non è stato eletto e quindi per paradosso, è libero come un ergastolano. Avete presente quegli ergastolani mandati in missione omicida a “regolare i conti” contro i compagni di cella durante i venti minuti dell’aria? Quale altra pena si può aggiungere oltre l’ergastolo a costoro in caso di misfatti conclamati? Ebbene, l’Abusivo di Palazzo  è nelle stesse condizioni: fa quel che vuole lui e muro o non muro, tira dritto, anche se dovesse parlare solo con se stesso.  Intanto non deve rispondere a nessun elettorato. E da Twitter, risponde con sarcasmo il suo “me ne frego!“. contro “gufi” e “sorci verdi”.

Bisogna fermarlo in ogni modo, prima che sia troppo tardi. Ma sarebbe stolto mandare via lui per farlo sostituire con un altro  del Pd, il partito che più d’ogni altro. sta distruggendo e devastando questo paese –  quel che resta di questo paese.
 Chiunque di voi avrà sentito Gentiloni che gioca all”armiamoci e partite” contro l’Isis, in Libia. O la Pinotti che da pacifista si è trasformata in una Pallade Atena guerrafondaia con missioni su missioni da rifinanziare. In questo caso, miracolosamente, i soldi ci sono e saltano fuori. E’ ora di dire basta a tutto ciò, se non si vuole che siano gli Italiani a scatenarsi in “botte da orbi”, contro l’inquilino “abusivo” di Palazzo Chigi.

Saddam e Gaddafi.

Vedo che alcuni li rimpiangono.
Saddam andava tolto di mezzo prima. Solo l’ impiccagione non fu consona al suo ruolo. Io lo avrei fucilato. Lo scrissi in un post.
Gaddafi, di cui penso tutto il male possibile, furono i franzosi, per me deleteri, a volerlo morto.
Avremmo dovuto provvedere NOI molto prima, quando espulse i Nostri Compatrioti. Non posso inoltre dimenticare quel beota semianalfabeta che si presentò in Italia con la maglietta del criminale assassino Omar al Mukhtar , una belva assetata di sangue italiano. Ed anche di questo ne parlai in un post, grazie all’ ottimo libro di Corrado Zoli “La riconquista della Libia”.
Il problema è l’ Islam, non i vari satrapi più o meno fantocci.

Sanremo…

Sanremo è come gli USA: quando a condurla è un sinistro tronfio, sono disastri.
Ma non per questo si butta via. Si butta via il conduttore, Fazio oppure Obama
Rimpiangendo Mike Bongiorno e Bush.

La guerra di Gentiloni

Non volendo essere da meno, quanto a bullismo, del suo principino toscano, il neo ministro degli esteri Gentiloni minaccia guerra all’Isis che, grazie alla stoltezza di Obama e Sarkozy, ha conquistato Sirte ed è ormai a 500 chilometri dalle coste italiane.
Naturalmente, come tutti i bulli, anche lui cerca qualcun altro per fare il lavoro sporco: l’Onu.
Gentiloni, come tutta la sinistra, si oppose all’intervento in Iraq.
Come tutta la sinistra si schierò, fuori tempo, contro Gheddafi.
Come tutta la sinistra pretende che la nostra Marina importi clandestini, in pratica favorendo l’ingresso sul nostro territorio di potenziali nemici.
E adesso vorrebbe che ci impegnassimo o in guerra ?
Ma se la faccia lui questa guerra !
Magari organizzando reggimenti di immigrazionisti,  omosessuali e femministe.
Vediamo se riusciranno, con i loro slogan, a fermare l’Isis.
O se dovranno riconoscere che avevamo ragione noi, su tutto, e chiedere il nostro aiuto.
Questa volta io passo.

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Fascisti ? Fascisti ! (II°)

Quelli di SEL sono Fascisti, per gli avversari.
Quelli del PD sono Fascisti, per gli avversari.
Quelli 5stelle, sono Fascisti, per gli avversari.
Quelli di Forza Italia, sono Fascisti, per gli avversari.
E pure quelli della Lega, sono Fascisti, per gli avversari.
Dico io: ma con tutti ‘sti Camerati, perchè non organizziamo una Marcia su Roma ?

FASCISTI ? FASCISTI !

Ho appena trovato questa foto di alcuni ragazzi della X°MAS.
Questa immagine di giovani seri e preoccupati per il loro futuro e dell’ Italia tutta è da contrapporre a tutti gli stereotipi di 70 anni di vulgata sinistra imposta dalla repubblicanatadallaresistenza che descrive chi amò la Patria fino all’ ultimo Sacrificio come violenti, arroganti e sanguinari. 
Io non Vi dimentico nè Vi Rinnego ! RISPETTO !

La prepotenza dell’ignoranza

Bagarre alla camera, titolano i quotidiani e ci raccontano di parlamentari che vengono alle mani (e meno male, dico io, che qualcuno ha ancora carattere e non rimane seduto sul suo scranno come una mummia imbalsamata!).
Ma non ci dicono che tutto è frutto della prepotenza di un viziato signorino toscano che, raccattata una maggioranza quanto mai arlecchinesca, tenuta assieme solo dal desiderio di un gruppo di parlamentari (eletti per altri scopi ed ai quali la “bellissima” costituzione del 1948 consente di tradire elettori ed ideali) di mantenere per cinque anni l’ambita poltrona, vuole imporre a tutti i costi la sua volontà.
Un segno evidente di una duplice situazione personale del signorino che, battendo furiosamente il piedino per terra, dimostra da un lato di non avere la forza delle idee per affrontare le argomentazioni opposte, dall’altro di ignorare ogni segno di rispetto verso il prossimo e, soprattutto, che la politica è l’arte del possibile.
E che solo i satrapi impongono a forza la loro volontà.
Diventa quindi prioritario revocare al signorino toscano quel potere che ha acquisito fregando prima Letta, poi ingannando Berlusconi e, nel frattempo, prendendo per il fondo schiena i suoi elettori Italiani e i possibili suoi alleati stranieri come Tsipras.

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