LA MALATTIA LETALE DELL’ISLAM: DEGENERAZIONE GENETICA DA INCESTO.

Lo avevo sempre sospettato e, finalmente, pochi giorni fa ne ho avuto la conferma grazie a studi scientifici che si stanno finalmente pubblicando e che rompono il “muro di gomma” imposto dal Politically Correct dominante: una “malattia” devastante e secolare affligge l’intero mondo islamico, una malattia che è una delle cause principali, se non forse la principale, della sua decadenza da un lontano passato di splendore e dell’arretratezza culturale e scientifica che oggi lo caratterizza. La malattia può essere definita come degenerazione genetica da consanguineità, e si manifesta con l’altissimo numero di persone portatrici di handicap fisici o mentali presenti nell’intera Umma, la comunità musulmana mondiale. La causa principale di questa drammatica situazione va rintracciata nei matrimoni in consanguineità stretta, quasi sempre tra primi cugini, che tuttora sono frequentissimi nel mondo musulmano, anche tra gli immigrati.

In alcune nazioni islamiche le percentuali di matrimoni in consanguineità raggiungono percentuali devastanti (fino all’ottanta per cento nella Nubia, Egitto meridionale), a tal punto che si calcola che, di tutta la popolazione islamica mondiale, e stiamo parlando di più di un miliardo e mezzo di persone, almeno la metà discenda da matrimoni tra primi cugini.

Un’altra causa, citata negli studi, che contribuisce ai danni genetici di cui sopra, è data dalla tendenza a far partorire le donne anche in età avanzata, tipica di una cultura che vede in esse sopratutto fattrici da riproduzione senza libertà di scelta, sottomesse alla volontà del marito.

A titolo personale mi permetterei di aggiungere una terza causa di degenerazione, ovvero la poligamia che, a lungo andare, ha finito con l’impoverire il “pool” genetico di intere comunità. E’ noto infatti che, nel mondo islamico, personaggi ricchi e potenti potevano permettersi harem di parecchie decine e perfino centinaia di donne: ammettendo che ne riuscissero ad ingravidarne anche solo un terzo, le percentuali di discendenti che finivano per accoppiarsi in un regime di consanguineità diventavano altissime, sopratutto nelle comunità più chiuse e tribali.

Se a tutto questo aggiungiamo la pressione selettiva di una società che privilegia la sottomissione e il conformismo che ne deriva, guardando con sospetto, se non addirittura perseguitando, i liberi pensatori e i suoi migliori intellettuali (Ibn Hanbal, Averroè), risulta più chiaro il perché della secolare arretratezza culturale del mondo islamico.

A scoperchiare finalmente il Vaso di Pandora sui danni della consanguineità nella Umma, per troppo tempo tenuto chiuso dai media proni al polktically correct, è stato il recente studio di uno psicologo danese, Nicolai Sennels, che già in precedenza aveva destato scandalo tra le “anime belle” e le sirene canterine del multiculturalismo. Dati statistici alla mano, Sennels aveva infatti dimostrato che la percentuale più alta di detenuti tra le carceri olandesi era formata da musulmani, proporzionalmente molto più alta di quelli di altre religioni o etnie. Cosa che del resto si verifica anche in altre nazioni europee, Italia in testa, dove ormai il 70% dei detenuti è formato da extracomunitari, tra i quali i magrebini sono la maggioranza assoluta.

Sennels poi rilevava, dopo anni di esperienza clinica nelle carceri danesi, quanto fosse difficile, se non impossibile, riuscire a reintegrare nella società i detenuti musulmani, gonfi di rancore e frustrazione atavica nei confronti della società occidentale tutta.

Tornando all’ultimo studio di Sennels sui danni genetici, i dati statistici che snocciola, relativi alla situazione dei figli degli immigrati in Danimarca, sono impressionanti: il 30% del budget della Pubblica istruzione danese è assorbito dai programmi educativi speciali che la scuola mette a disposizione dei bambini musulmani handicappati o con un bassissimo livello di IQ (Quoziente Intellettivo), dunque per pagare i salari di insegnanti di sostegno, educatori, mediatori culturali, psicologi, ecc. In altre parole, molte delle risorse che potrebbero essere utilizzate per il potenziamento degli studenti più dotati vengono scippate dalla crescente Armata delle Tenebre Neuronali: masse amorfe di ritardati mentali che, non riuscendo poi ad inserirsi in una società ad alto tasso tecnologico e scientifico come quella danese, in genere finiscono per ingrossare le fila della criminalità o addirittura del terrorismo. Nella migliore delle ipotesi, finiranno per farsi mantenere a vita dal welfare della generosa Danimarca, che rischierà di vedersi poi ricambiata con attentati come quello di pochi giorni fa a Copenhagen.

Una situazione, quella scolastica danese, che ricorda molto quella italiana, come sa bene chiunque lavori nella scuola: stipendi bloccati per gli insegnanti, mentre aumentano a vista d’occhio i docenti di sostegno, gli educatori, i mediatori culturali, gli psicologi e in generi i badanti di legioni di bambini “diversamente abili” (a far cosa, vorrei sapere?), molto spesso extracomunitari, che un malinteso concetto di inclusione obbliga all’inserimento nelle classi. Spesso con grave rallentamento dei programmi scolastici per i bambini normodotati e, per contro, con grande sofferenza e frustrazione per quelli ipodotati, schiacciati dal confronto con i primi. Risultato: per assumere insegnanti di sostegno ed educatori i soldi si trovano sempre, mentre i nostri migliori ricercatori sono costretti ad emigrare all’estero per mancanza di prospettive economiche e professionali. E’ il quadro di una scuola che sta smarrendo il criterio dell’eccellenza, che invece oggi andrebbe tanto più perseguito, se si vuole resistere all’offensiva, commerciale, intellettuale e industriale, dei paesi dell’estremo oriente: le cui scuole, come è noto, funzionano sulla base di rigorosi criteri di selezione meritocratica. E’ il risultato della glorificazione degli “ultimi”, ovvero dei “malriusciti” di nietzschiana memoria, tipica del buonismo catto-comunista che, dopo aver rovinato la scuola, oggi sta spianando la strada agli invasori africani, che la nostra Marina Militare, invece di difenderci, va a prelevare a pochi km dalle coste libiche.

Dopo questo pistolotto polemico sulla “povera Patria”, torniamo a Sennels e alla situazione in Danimarca: lo psicologo di Copenhagen è stato vigliaccamente attaccato dai suoi colleghi, ma – attenzione! – non nel merito dei suoi studi, che sono assolutamente scientifici e per giunta estrapolati da ricerche pregresse effettuate da università arabe, dunque al di sopra di ogni sospetto. Le accuse che gli sono state mosse, e che hanno persino portato ad una richiesta di licenziamento nei suoi confronti, si basavano sul fatto che, data la sua posizione di psicologo clinico, il suo lavoro avrebbe avuto ricadute negative sui processi di integrazione. A Sennels veniva dunque lanciata, non tanto larvatamente, l’accusa di stampo stalinista che viene mossa a chiunque si permetta di criticare i musulmani: islamofobia, la lebbra mentale del ventunesimo secolo! Secondo i colleghi di Sennels dunque, la verità scientifica andrebbe in ogni caso sacrificata sull’altare del Politically Correct e dell’ipocrita armonia inter-etnica: con buona pace dell’obiettività scientifica, l’imperativo categorico di qualsiasi scienziato che voglia definirsi tale!..

Credo di poter dedurre che ciò che Sennels ci ha rivelato sul mondo islamico valga anche, su scala ridotta, per le comunità di Rom e Sinti che degradano le periferie delle nostre città : società chiuse, tribali, nelle quali il pool genetico si è impoverito nel corso dei secoli, caratterizzate da una pressione selettiva basata su disvalori (che qualche scemo catto-comunista si ostina a definire ancora “cultura”) quali il furto, la menzogna, la superstizione, l’accattonaggio, lo sfruttamento di donne e bambini, le coltellate come regolatrici supreme dei rapporti sociali. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: intere comunità formate da individui dal bassissimo quoziente intellettivo, caratterizzati dalla mancanza più totale di valori etici e di empatia, dall’incapacità di adattarsi alla più elementare disciplina lavorativa e dunque difficilmente integrabili nella nostra società.

Un’ultima osservazione: gli studi di Sennels hanno non soltanto il merito di farci capire come mai la tanto decantata società multietnica non possa funzionare, minata alla base da differenze culturali e persino genetiche troppo grandi, ma valgono come monito nei confronti dei matrimoni misti, che molti utili idioti servi del multiculturalismo si ostinano a considerare come fine supremo della società multietnica. Il meticciato indiscriminato, culturale e genetico, potrà solo indebolire la civiltà occidentale, non rafforzarla, potrà renderla sempre più schiava del degrado, anziché renderla più libera: una libertà alla quale può portare solo il perseguimento dell’eccellenza, tanto nella scuola quanto nel lavoro.

So benissimo che le conclusioni alle quali ci porta Sennels possono essere tacciate di apologia dell’eugenetica, e forse anche di nazismo, ma tant’è: questa è la verità scientifica, piaccia o meno alle anime belle del Politically Correct. Quanto all’eugenetica, essa non è certamente malvagia o crudele, perché in tal caso si dovrebbe proibire anche l’amniocentesi, che oggi viene normalmente praticata per scongiurare la nascita di bambini con gravi patologie. Malvagi e crudeli semmai erano i metodi con i quali il nazismo la applicava: c’è una bella differenza tra il voler migliorare l’umanità gasando la gente nei campi di sterminio o eliminando i disabili, e l’avvalersi di legittimi e auspicabili criteri di selezione naturale basati su sane politiche di scelta dei partner, di controllo demografico e di screening genetico.

Per saperne di più:

http://10news.dk/danish-newspaper-muslim-inbreeding-costs-millions/

https://pickeringpost.com/story/the-cost-of-islamic-incest/1316

http://raedwald.blogspot.com.br/2013/05/oxford-products-of-first-cousin.html

http://europenews.dk/en/node/34368

http://gatesofvienna.blogspot.it/2010/12/connection-between-muslim-inbreeding.html

Da cosa è stato morso Flavio Tosi ?

Flavio Tosi, sindaco di Verona, mi sembrava una persona degna di fiducia.
Un leghista di saldi principi e coerente con l’impostazione del suo partito che, ultimamente, rappresenta anche in gran parte le mie idee.
Devo anche dire che lo avrei preferito a Zaia, troppo critico verso Berlusconi.
E infine confesso che lo avrei preferito a Salvini come segretario federale.
Evidentemente avrei sbagliato.
Perchè leggo che prima, a Verona, istituisce il registro delle unioni cosiddette “civili” che, in pratica, legalizzano le coppie omosessuali, poi sembra che voglia formare una sua lista per andare alle regionali diviso da Zaia e dalla Lega e in alleanza, pensate un po’, con Alfano.
Non sarà che, come nei peggiori film del terrore, Tosi sia stato morso e quindi contagiato da Fini ?

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L’occasione della Destra

Le sbandate senili del Cav per il principino stizzoso di Firenze, la sua (legittima) volontà di mostrarsi e dimostrarsi il capo indiscusso di Forza Italia, stanno alienando simpatie e voti a Berlusconi.
Poco lungimirante l’accordo con Alfano e Casini quando i due valgono sì e no il 4% e, così, allontana Meloni e Salvini che, assieme valgono circa il 20%.
Senza considerare che di Alfano e Casini il Cav non può fidarsi, mentre di Salvini e meloni sì.
Ma da questo viale del tramonto del vecchio capo (che fa ancora paura vista la persecuzione continua cui è sottoposto) può nascere una nuova Destra, forte, coesa, che si batta su pochi ma centrati argomenti.
Come l’immigrazione, la dirittura morale nei costumi, la flat tax contro i predoni dello stato tassatore, contro la perdita di Sovranità e Identità cui ci costringe l’unione sovietica europea.
Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno chiamato a manifestare a Roma per mandare a casa Renzi.
Lega e Fratelli d’Italia ci saranno, Forza Italia ha già detto di no.
Ma se non ci sarà Forza Italia, sarebbe il momento giusto perchè la parte migliore di Forza Italia, quella che non condivide il moderatismo berlusconiano, che non apprezza avere alleati da cui guardarsi (e da non tenere alle spalle) come Alfini e Casini, che condivide i sani Valori espressi da Meloni e Salvini, gettasse la maschera e si presentasse, assieme ai propri elettori che, se lo ricordino i signori di Forza Italia, stanno con le idee espresse da Salvini e Meloni, non con i moderati di Alfano e Casini e, tanto meno, con li ius soli, il “matrimonio” omosessuale, l’euro e  le tasse di Renzi cui partecipano anche i ridetti Casini e Alfini.

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Attenzione che divisi si perde

Non posso che apprezzare la conferenza stampa di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini che hanno così sancito l’unità di intenti dei due partiti più identitari del Centro Destra e che, stando ai sondaggi, si avviano al 20%.
Non apprezzo che Berlusconi, Alfano e Casini, che assieme secondo i sondaggi sono all’incirca al 15%, pretendano di dividere il Centro Destra chiamando a raccolta i “moderati“.
Francamente ne ho le scatole piene del moderatismo e credo che sia giunto il momento di dare qualche scapaccione poco moderato.
Ma così si consegna l’Italia ai comunisti.
Così il pci/pds/ds/pd si impossesserà anche del Veneto.
Così Renzi resterà al governo distruggendo quel poco che è rimasto da conservare.
Sarebbe il caso che, anche annacquando un po’ le proprie idee, si unisse il Centro Destra, poi saranno le urne a dire chi, all’interno, prevarrà.
Diversamente dovremmo solo attendere l’arrivo del Califfo … 

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Toc! Toc! Il Califfato bussa alla porta


Confesso che quando ho visto in tv le “eccezionali misure di sicurezza” predisposte da Alfano contro il “terrorismo internazionale”, per la salvaguardia  degli “obiettivi sensibili”, sono stata presa dalla voglia di ridere per non piangere. Ora Roma è presidiata in lungo  e in largo  da un dispiegamento straordinario  di  forze di polizia, mai visto prima d’ora. 
“Abbiamo trovato le risorse e rafforzato il piano strade sicure. Siamo passati dai 3 mila militari previsti dal dl milleproghe fino al 31 marzo, a 4800 militari, che oggi abbiamo deliberato essere in campo per il presidio delle nostre città”,   dichiara trionfante  il ministro peggiore della repubblica. Improvvisamente i soldi che prima non c’erano,  adesso ci sono. Siamo alla moltiplicazione dei pani e dei pesci: miracolo del Califfato. 

Purtroppo è da un pezzo che i tagliagola sono tra di noi, mascherati da “delinquenza comune” o “microcriminalità” come vuole la vulgata: anziani soli in casa torturati,  con le pistole puntate alla tempia e uccisi per poche decine di euro, donne stuprate, intere famiglie derubate e dalle case svaligiate, bambini spaventati nel cuore della notte. Beh, adesso i cittadini possono dormire sogni tranquilli: c’è l’Isis e ora tutto è sotto controllo.   
Intanto i barconi e i gommoni arrivano ancora più gremiti di prima, ma di questo ad Alfano & soci importa poco. Sì, perché  l’Isis prende l’aereo, secondo la vulgata del governo. Palle!
La manovalanza si recluta ovunque: via mare, cielo, terra. E il generale Arpino (che non è l’ultimo arrivato in materia)  ha parlato chiaro: per prendere un aereo occorre registrarsi al check in. Via mare invece, basta pagare lo scafista, buttare via i documenti ed ecco che si ha diritto di passare da profugo. Loro lo sanno, noi fingiamo di non saperlo
Ma vengo al Califfato. O meglio alla sigla Isis. Guarda caso sono tutti degli omaccioni alti e robusti vestiti di nero mascherati come Diabolik. Guarda caso, parlano tutti in perfetto inglese, come inglese è la sigla (Islamic State, che però nasconde anche l’arcano gnostico-esoterico della dea Iside d’Egitto). Sanno usare sapientemente i media mainstream e hanno capito benissimo che con i massacri delle bombe a grappolo o dei droni telecomandati, il cosiddetto “occidente” non si scompone più di tanto, mentre vedere un poveraccio inginocchiato e sgozzato in tuta arancione in riva al mare, si ottengono degli “effetti” veramente “speciali”. Che volete mai: siamo degli inguaribili individualisti, anche nell’orrore. Se poi sono un gruppo di cristiani copti e la carneficina è accompagnata dalle immagini di un mare rosso fuoco per il sangue di una cruenta mattanza e per il tramonto, allora quell”l’occidente” che li ha nutriti e foraggiati fino a ieri contro il dittatore Bashar Assad di Siria (dichiarazione della stessa Clinton   ma anche fotografie  di McCain con l’Isis), beh, quell’occidente inorridisce.
Ora Angelino il  Coniglio mannaro corre trafelato alla Farnesina: toc! toc! i tagliagola bussano alla nostra porta e ci minacciano, che facciamo? Cadono ad una ad una le città libiche e ci sono ormai due governi in carica: quello di Tobruk  e quello del Califfo nero. 
Gentiloni fa la prima gaffe e vorrebbe “far partire” subito i soldati. Poi ci ripensa. La Pinotti ieri davanti a Vespa asserisce che abbiamo i migliori e  più esperti soldati del mondo, per un eventuale intervento di terra. Poi ci ripensa. Berlusconi da Cesano Boscone insieme ai vecchi parkinsoniani, è pronto per “l’opzione militare”. Ma poi qualcuno dei suoi ci ripensa. Siamo al solito pagliaccesco “qui lo dico e qui lo nego”. Tuttalpiù si invoca all’unanimità chi non serve a un tubo: l’ONU.
Salvini dice che prima di sparare un colpo occorre fermare i barconi e bruciare le imbarcazioni. Beato a chi lo ascolta!
L’Isis che conosce bene “l’occidente”, perché è un prodotto della globalizzazione “occidentale”, minaccia bombe demografiche umanitarie sull’Europa, più di quante non ce ne siano già. Vi piace tanto fare del Bene e siete votati all’accoglienza e al martirio? ora avrete modo di “accogliere”.
Il  Prodi redivivo rimpiange il defunto Gheddafi e dice che si doveva far di più per tenercelo e non rimuoverlo. Le tombe  dei cimiteri sono piene di questo monotono “senno del poi”, fuori dai tempi massimi.
L’unico che per il momento mostra un po’ di coraggio reale è Al Sisi nella sua intervista, dopotutto i copti d’Egitto sono suoi cittadini.
Bergoglio che fino a ieri faceva il Gran Pifferaio magico dei “migranti” a Lampedusa, ora prega in raccoglimento per i martiri copti. Ma come? Non era lo stesso papa che prima chiamava gli islamici “miei cari fratelli musulmani”?

Ah, dimenticavo. Nel caso in cui la Troika volesse un prelievo forzoso sui nostri conti correnti, volesse tagliarci le pensioni, gli stipendi, insomma nel caso di una drastica soluzione cipriota, sarebbero capaci di mandarci qui direttamente il Califfato per dissuaderci da qualche eventuale ribellione anti-Troika.
Eppoi, sapete com’è:  andare  in guerra…aumenta il PIL e favorisce la “ripresa” e la “crescita”.
Come al solito, la situazione è grave, gravissima, ma non seria.

Comiche che non fanno ridere

Se qualcuno, di media intelligenza, leggesse le cronache di questi giorni, penserebbe all’Italia come un immenso teatro, dove viene rappresentata una commedia che non fa neppure ridere e diventa un flop, un bagno di sangue finanziario.
E l’impresario, il principino stizzoso toscano, sarebbe destinato a portare i libri in tribunale.
Purtroppo l’Italia non è un teatro e il principino, invece di ritirarsi inseguito dai suoi creditori (le scuole che dovevano essere rifatte, le famiglie con i bonus bebè, le aziende che dovevano vedere i soldi anticipati allo stato sotto forma di forniture …) persevera nella sua opera di distruzione.
Ultima lo strombazzato pericolo dell’isis.
Presto, ulula, tutti uniti contro il pericolo.
E i suoi ministri, fedeli soldatini del nulla, che si esibiscono in dichiarazioni belliche.
Ma, fermi tutti: ci vuole la decisione onu.
E certo che ci vuole, visto che non siamo neppure capaci di respingere degli scafisti che rivogliono indietro una barca per continuare ad usarla nel trasporto dei clandestini.
E, poi, continuiamo pure ad importare immigrati da quelle stesse terre in cui vorrebbero andare a combattere l’isis.
Ma siamo folli ?
Possibile che a nessuno venga in mente che la scelta migliore per impedire il protrarsi di questa situazione è bloccare i porti libici con un blocco navale, preceduto dall’affondamento nei porti di tutti i barconi (senza clandestini a bordo: meglio precisare visto il livello deprimente del quoziente intellettivo dei sinistrati) ?

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Bartimeo

  Ci furono notti malsane, notti in cui ti sentii piangere, senza poterti aiutare … indigente d’amore, in quell’universo bisogno di senso, fermo, a consumare il tempo, e ad esplicare domande …   mille barche alla deriva, da ormeggiare, da attraccare a risposte certe, banchine sempre più lontane …   a guardia di un faro […]