Addio a Spock

Questa mattina, ascoltando la radio, ho appreso della morte a 83 anni di Leonard Nimoy, in dimenticato signor Spock della serie classica Star Trek.
Ne parlerò meglio domani su Blackinights ma non volevo rinunciare a postare qui un primo ricordo per un interprete che ha saputo dare a Spock una fama immortale.
Adesso si che Nimoy potrà visitare nuovi mondi e andare là dove nessun umano è mai andato prima.


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In piazza contro Renzi

Io sono contro le manifestazioni di piazza e, comunque, non vi partecipo.
Perchè per ottenere il risultato desiderato non possono limitarsi a percorrere qualche chilometro, scandire slogan e ascoltare qualche oratore, ma dovrebbero usare violenza.
E, nonostante tutto, sono ancora dalla parte del ragionamento (ma Renzi e la sua combriccola stanno facendo di tutti per sgretolare questa mia convinzione).
Ribadito questo principio dico che Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno il merito di ridare fiato al Centro Destra.
Hanno un bel da dire Tosi e Toti (cambia una consonante, ma non il risultato) ma Salvini sta conquistando sul campo il diritto alla leadership del Centro Destra.
Un Centro Destra che non può annoverare tra le sue fila Alfano e i suoi che, oggi, hanno persino votato per riconoscere i palestinesi come stato, dimentichi del sangue e del terrore di cui sono stati protagonisti, anche in Italia almeno con la strage di Fiumicino.
So perfettamente che avremmo preferito un Reagan o una Thatcher , ma Salvini è quello che c’è e smettiamola di fare i perfezionisti  e i superbi.
Del resto i comunisti non stanno certo meglio.
Vorrebbero un Lenin, uno Stalin o anche solo un Togliatti, ma si devono accontentare di un Renzi che pur se agisce come quelli, è privo della loro malvagia grandezza.

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Corri, Bimbominkia, corri!

Siamo alla folle corsa verso il vuoto, del Bimbominkia non eletto. O se si vuole al “falso movimento”. Renzi pratica in realtà il tapis roulant in ogni ambito della politica: corre senza correre. O la cyclette: pedala senza pedalare. Tuttavia quel suo agitarsi sul nulla, qualcosa ottiene: espropriare i cittadini dei diritti per desertificare l’esistente esattamente come fanno i nuovi talebani dell’Isis con mazze e martelli pneumatici contro le statue assire di Mosul. Ora sta desertificando le antiche libere professioni che risalgono addirittura all‘Età dei Comuni.
Nell’ambito del ddl concorrenza il notaio (o notaro),  sparisce per fare largo alle banche che si pappano tutto il mercato della compravendita immobiliare, inglobando anche i rogiti notarili. Che i notai abbiano parcelle esose a causa di tasse aggiuntive poste dallo stato medesimo, è cosa nota. In Francia,  i notai che non hanno tutto questo sovraccarico aggiuntivo di sigle fiscali (tasse di registro), costano molto meno dei nostri. Ma allora se si vuole venire incontro ai cittadini è questo che si deve fare: scorporare le parcelle notarili dalle sue tasse addizionali. E invece no. Le “privatizzazioni” già iniziate con Bersani (ricordate i tassisti sostituiti con la multinazionale Uber, gli edicolanti e i farmacisti sostituiti con le parafarmacie dei supermercati?), ora devono andare avanti con i notai. Tutto il potere agli attuali Soviet Supremi: le banche!

Con quale beneficio per il cittadino consumatore? Nessuno, visto che dovrà pagare la società incaricata e provvedere a tutti gli adempimenti, senza considerare che viene fatto fuori la figura terza ed indipendente del notaio, sostituita da autenticatori orientati a fare l’interesse delle società e non a garantire le tutele di entrambi contraenti. Inoltre, verrà stravolta la tenuta dei registri immobiliari.

Con questo sistema, le banche potranno occuparsi di tutta la “filiera”: dalla compravendita dell’immobile, all’erogazione del mutuo,  fino alla sottoscrizione di assicurazioni sulla casa. Chiaramente offrendo sconti, che schiaccerebbero gli altri soggetti nel mercato (notai, agenzie immobiliari, assicurazioni non collegate a grandi gruppi bancari), o addirittura vincolando i clienti: ti assicuro solo se hai sottoscritto la transazione (e il mutuo) con le mie società.

Sarà un caso che negli ultimi mesi le due principali banche italiane abbiano creato i loro “bracci armati” nell’immobiliare? Unicredit i primi di gennaio ha esteso i servizi della sua controllata 
Casa Subito a tutto il territorio, mentre Intesa è arrivata poche settimane dopo…

INTESA SANPAOLO ALLO SPORTELLO VENDERÀ CASE (28 gennaio 2015)
UNICREDIT DAL 1° GENNAIO 2015 ESTENDERÀ “CASA SUBITO” A TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE

Che belle, le liberalizzazioni in cui si toglie una prerogativa a un soggetto privato, ma con funzioni e responsabilità pubbliche (il notaio), per consegnarle a un altro soggetto privato, che però ha il solo interesse dei suoi azionisti.

Lo sanno anche i sassi che il problema per i cittadini non sono i notai o le loro funzioni, ma le esorbitanti tasse di registro sugli immobili che devono riscuotere per conto dello Stato. E’ riducendo quelle, e non regalando un mercato alle banche, che si incentiva l’iniziativa privata. (fonte: http://www.informarexresistere.fr/2015/02/25/un-altro-regalo-di-renzi-alle-banche/).

Occorre forse ricordare che anche il vecchio catasto d’antan, è diventato parte dell’Agenzia del Territorio, in mano all’Agenzia delle Entrate? E che è allo studio un ulteriore consistente rialzo degli estimi catastali sulle abitazioni, equiparandoli al valore del cosiddetto “mercato”?
Tu chiamale, se vuoi, “riforme”. Per me,  solo mezzi per meglio incentivare  e dare ultrapoteri ad  un fisco occhiuto e vessatorio, basato sull’esproprio sistematico.
La folle corsa di Renzi verso il vuoto, continua. Sta a noi fermarlo. Aderisco al ‪#‎renziacasa‬ .

RCS libri e Torri Rai

In questi giorni le società del Gruppo Fininvest sono state protagoniste di due iniziative che, in un “paese normale“, sarebbero state accolte con scroscianti applausi e sospiri di sollievo.
La Mondadori ha fatto sapere di essere interessata al ramo libri di RCS e Ei Tower (Mediaset) ha offerto ben 1,2 miliardi per le Torri di trasmissione Rai.
Chiunque conosca un po’ (ma solo un po’) di economia e di mercato, ne avrebbe tratto ottimi auspici.
Nel primo caso perchè il denaro che Mondadori avrebbe passato a RCS avrebbe potuto salvare un editore importante nella storia d’Italia, garantendo anche posti di lavoro (il che non guasta di questi tempi).
Nel secondo caso perchè si sarebbe realizzata una economia di settore come quella realizzata in Francia, Spagna e Gran Bretagna, come meno dispersione della rete e maggiore efficacia di penetrazione, risolvendo anche quei marginali problemi che ancora caratterizzazione la televisione digitale.
In ambedue i casi perchè si sarebbero rafforzate e blindate le società coinvolte, ponendole al riparo da eventuali aggressioni di gruppi stranieri.
In Italia, invece, comunisti biliosi e pseudo intellettuali da quattro soldi, come già accadde con l’Unità quando si sollevarono contro l’interessamento della Santanchè, hanno cominciato a berciare contro il “monopolio” di Berlusconi, contro la “posizione dominante” di Mondadori e contro la berlusconizzazione della rai (come se la proprietà delle torri cambiasse le pessime trasmissioni di una rai pubblica che, sulla rete ammiraglia, durante il festival della canzone italiana, paga per ospitare un coso dalla sessualità ambigua e sulla quale mi ripugna anche solo indagare).
Naturalmente non poteva mancare il “conflitto di interessi“: ma quale conflitto se al Cavaliere hanno tolto tutti gli incarichi ed è rimasto solo il Presidente del Milan e di Forza Italia, ambedue non nella migliore forma possibile ?
Piccoli, meschini, invidiosi, purtroppo pagati da noi tutti, che non perdono occasione per danneggiare l’economia, l’Italia e gli Italiani tutti.
Cerchiamo di comprenderlo, presto, perchè alle porte bussano quelli che le consorterie internazionali vorrebbero, con la complicità di simili esseri, vorrebbero sostituire, sulla nostra terra, a noi legittimi proprietari.
E quando accadrà dovremo saper reagire con forza, determinazione e, anche, brutale cinismo.

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Non c’è limite al peggio. Kyenge, la ue e l’emergenza immigrati…

L’Ue affida alla Kyenge l’emergenza immigrati. Dovrà decidere le iniziative strategiche per risolvere l’emergenza nel Mediterraneo. Il Pd esulta (gli scafisti pure) di Andrea Indini

L’Europarlamento mette l’emergenza immigrazione nelle mani di Cecile Kyenge. Toccherrà all’ex ministro per l’Integrazione trovare una solizione a un problema che sta assumendo, soprattutto in Italia, proporzioni drammatiche. Insieme all’eurodeputata maltese Ppe Roberta Metsola, sarà la correlatrice del “rapporto di iniziativa strategico sulla situazione nel Mediterraneo e sulla necessità di un approccio globale dell’Ue alle migrazioni”. Un nome altisonante per un incarico che difficilmente aiuterà l’Italia a risolvere un’emergenza che si trascina dietro ormai da anni. Nel 2014 in Italia sono sbarcati 180mila clandestini. Nel primo bimestre del 2015 il flusso è più che raddoppiato rispetto all’anno precedente. È il fallimento delle missioni Mare Nostrum e Triton, salutate con entusiasmo dal premier Matteo Renzi e dal ministro dell’Interno Angelino Alfano. Centinaia di morti hanno già macchiato di sangue il Mediterraneo. Dopo aver stanziato altri soldi per finanziare le operazioni di salvataggio in alto mare, l’Europarlamento punta tutto sulla Kyenge per risolvere l’emergenza. Peccato che, quando sedeva tra i banchi del governo Letta, l’allora ministro all’Integrazione premeva per la riforma dello ius soli e per la cittadinanza facile agli immigrati. Due promesse che, insieme all’operazione Mare Nostrum, hanno ingolosito i disperati che dal Nord Africa hanno sfidato il Mediterraneo per raggiungere l’Italia, ponte verso il Vecchio Continente.

“Sono riconoscente per la responsabilità che il parlamento mi ha affidato”, ha commentato Kyenge soddisfatta che l’incarico le sia stato affidato dalla larga maggioranza dagli eurodeputati. “Dobbiamo superare il perenne approccio emergenziale con cui è stato sempre affrontato il tema – ha continuato – il flusso di migranti che attraversano le frontiere Sud dell’Europa è un fatto strutturale e transnazionale”. Per l’ex ministro la questione deve essere affrontata condividendo le responsabilità “tra tutti gli Stati membri ponendo al centro innanzitutto la tutela della vita umana”. Tutto il Pd si è stretto attorno alla Kyenge parlando di “ottimo risultato per l’Italia ottenuto grazie alla stima di cui gode l’eurodeputata Pd in Italia e in Europa”. “Finalmente l’Italia non si limita più a criticare le mancanze dell’Europa sull’immigrazione ma si impegna in primo piano affinché l’Ue si faccia carico delle proprie responsabilità – ha dichiarato la capodelegazione degli eurodeputati piddì Patrizia Toia – il rapporto sull’immigrazione nel Mediterraneo porterà nei prossimi mesi all’approvazione di una risoluzione che costituirà il parere ufficiale del Parlamento europeo sull’immigrazione”. Intanto che la Kyenge si studia le carte, però, gli scafisti già festeggia. Anche il 2015 sarà un anno di affari d’oro.

Vittoria RG dal romanzo Nato negli anni Cinquanta

A Vittoria altri amici, altra scuola, altri insegnanti, altri parenti. E poi le prime ragazze, i primi amori, le prime esperienze sessuali.
Le prime sigarette fumate insieme agli amici passeggiando per la via principale del paese, Nazionali semplici, pestifere, acquistate sfuse a due, tre, cinque per volta, avvolte in una schedina.

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Che qualcuno si stia svegliando ?

Ho letto che il procuratore nazionale antimafia avrebbe espresso preoccupazione per l’arrivo dei clandestini perchè potrebbero fornire mano d’opera alla malavita organizzata e al terrorismo.
Noi (almeno tutti coloro che orbitano nel Castello e anche elettori, militanti e dirigenti della Lega Nord, Fratelli d’Italia e della parte migliore di Forza Italia) lo avevamo denunciato da anni.
I buonisti, gli abatini dell’accoglienza, i Bergoglio, le Boldrine, ci hanno portato a questa situazione e non saranno certo loro a salvarci, tirandocene fuori.
Per questo occorre votarsi ai “cattivisti”, a quelli additati dalla stampa di regime come razzisti, omofobi, xenofobi.
Bisogna affidarsi a Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

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Accoglienza senza limiti

Ha avuto ragioni da vendere ieri sera a Ballarò Matteo Salvini, nel dibattito/scontro con Concita De Gregorio sulla questione accoglienza.
Chiunque potrà dire se c’è o non c’è un limite all’accoglienza senza limiti, che invece personaggi radical-chic pretendono che lo stato faccia. E quindi col denaro pubblico, coi soldi degli altri.
Questi personaggi che parlano così tanto di accoglienza, a questo punto diventata “senza limiti”, che inneggiano all'”avanti c’è posto per tutti”, saranno veramente credibili solo quando avranno riempito le loro case di gente da accogliere, pensando anche al loro nutrimento, all’alloggio e all’accudimento post accoglienza. Il tutto a loro esclusive spese, ovviamente. Solo allora, solo dopo che avranno dato l’esempio, potranno ergersi a paladini della loro idea, e potranno inneggiare l'”Avanti, c’è posto per tutti”.
Lo Stato, stando all’iniziativa intrapresa dal vescovo di Mondovì (Profughi, la reazione all’appello del vescovo), su questo fronte sembra essere giunto al collasso. 
Se questi radical-chic non faranno accoglienza diretta, allora è meglio che se ne stiano in silenzio, e che la smettano di andare in giro per i talkshow a fare, pagati, le loro belle comparsate. Pagati, per andare in girro a fare conferenze e convegni, per portare i loro bei discorsi, i loro bei messaggi su accoglienza e  fratellanza. Discorsi che, se non daranno l’esempio, saranno parole a vuoto, parole che lasciano il tempo che trova.

Il silenzio dell’Innocente

Da alcuni giorni il Cavaliere tace.
Per lui parlano alcuni articoli pubblicati nei giornali vicini che paventano una nuova offensiva persecutoria che dovrebbe portarlo addirittura in prigione.
In sostanza, invece di essere restituito alla politica ed al consenso popolare, i magistrati potrebbero cercare di impedire che Berlusconi si appelli al superiore giudizio popolare che lo assolverebbe da ogni imputazione, come è sempre accaduto in ogni circostanza elettorale cui abbia partecipato in prima persona.
Sarebbe un grave vulnus, non tanto contro il Cav che ha le spalle forti e i forzieri pieni, quanto per noi cittadini che verremmo espropriati del diritto di scegliere il Leader o, comunque, il rappresentante che più ci aggrada, senza tutori o filtri preventivi che sanno tanto di sovranità limitata di brezneviana memoria.
Berlusconi tace in un momento probabilmente di svolta della politica nel Centro Destra, con una sempre maggiore saldatura tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini e con una serie di avvoltoi che, stando ad alcuni articoli di stampa, sperano di rientrare in gioco sul cadavere del Cav e del Centro Destra.
Hanno torto perchè la credibilità di eventuali “rieccoli” è azzerata, mentre Salvini e la Meloni rappresentano un Centro Destra fedele nelle idee e capace di ribattere e combattere alle sciocchezze che propina la sinistra.
Forse non hanno (ancora) la capacità di proiettare una immagine di leader vincenti, ma sicuramente stanno dando al Centro Destra un punto di ritrovo dal quale ripartire per tornare al governo.
Una sola cosa è fondamentale: non abbandonare mai, neppure qualora il parlamento votasse le peggiori leggi repressive e di devianza morale, le idee che stanno ricostruendo il Centro Destra:
– meno tasse;
– niente ius soli e archiviazione per mare nostrum e surrogati vari;
– fuori dall’euro;
– niente unioni cosiddette “civili”.

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