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Je ne suis pas Charlie

La vignetta di Albert Uderzo in occasione dell’attentato islamico-integralistica di Parigi

Come ho già avuto modo di pubblicare qualche giorno fa sul social Facebook, non nutro affatto il desiderio di essere Charlie.

Non vedo per quale motivo: da cattolico non mi sento di prendere le parti di una rivista non atea ma deliberatamente anticlericale che in più di un’occasione si è sentita nella condizione di dileggiare e vilipendere il mio credo in una maniera del tutto oscena ed assolutamente non comica.…

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L’islam moderato non esiste

Il silenzio assordante del mondo islamico moderato di Giovanni Terzi

Inutile dire che l’attentato terroristico di ieri (7 gennaio 2015) rappresenta per l’Europa ciò che in America fu l’11 settembre del 2001; un attacco al cuore della nostra società. La domanda che ci viene spontanea credo a tutti e’ come sia possibile che un commando di uomini armati fino ai denti possa entrare in una redazione di un giornale e seminare morti e devastazione come se nulla fosse.

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LA LEZIONE DELLA STRAGE DI PARIGI

Il fatto che a uccidere i giornalisti di Charlie Hebdo siano stati giovani magrebini nati in Francia e dunque cittadini francesi a tutti gli effetti, come erano nati in Inghilterra gli attentatori di Londra del 2005, ci insegna due cose, una negativa e una positiva.

 1) L’integrazione con i Musulmani è impossibile o talmente difficile da non valere gli sforzi che si fanno per tentarla.

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Crolla anche la scuola di Renzi

Se la disoccupazione ha fatto tacere (in materia) il chiacchierone parolaio di Firenze, subito dopo aver annunciato la “riforma dal basso” della scuola ecco che viene a galla anche un’altra vuota e non mantenuta promessa.
Nel suo primo anno solare di regno aveva annunciato investimenti alluvionale per gli edifici scolastici: uno al giorno.

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Crolla l’economia di Renzi

Con l’attenzione logicamente rivolta a Parigi, è passata inosservata l’ennesima bastonata economica, con l’aumento della disoccupazione a novembre 2014 certificata mercoldì dall’istat.
Silenzio di tomba da parte del chiacchierone parolaio di Firenza che, con poca fantasia, preferisce dichiarare “siamo tutti francesi”.
Eppure solo un mese fa un lieve miglioramento lo aveva fatto cinguettare garrulo che era il primo segno dell’uscita dalla crisi.

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Combattere o sottomettersi

Ieri ho ascoltato tanti coccodrilli e troppe chiacchiere.
Oggi ne leggero altrettante e ne ascolterò ancora.
Dobbiamo prendere atto che la convivenza pacifica è una illusione.
Siamo tutti in pericolo, perchè una bomba non è mai selettiva.
La scelta, adesso, è nostra e solo nostra.
O combattiamo, ma questa volta senza se e senza ma e, soprattutto, andando fino in fondo e non fermandosi a metà dell’opera.

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Jihad nel cuore di Parigi

Questa mattina a Parigi, verso le 11 è successo quel che in fondo era inevitabile: a forza di lasciare porte spalancate a nord africani, africani subsahairani, asiatici in Europa, clandestini da ogni angolo del pianeta, a forza di regalare cittadinanze premio (ius soli), diritti su diritti, a forza di  trattare il nemico come fosse un amico, per tutta ricompensa, questo ci sta distruggendo.

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