Je ne suis pas Charlie

Asterix e Obelix

La vignetta di Albert Uderzo in occasione dell’attentato islamico-integralistica di Parigi

Come ho già avuto modo di pubblicare qualche giorno fa sul social Facebook, non nutro affatto il desiderio di essere Charlie.

Non vedo per quale motivo: da cattolico non mi sento di prendere le parti di una rivista non atea ma deliberatamente anticlericale che in più di un’occasione si è sentita nella condizione di dileggiare e vilipendere il mio credo in una maniera del tutto oscena ed assolutamente non comica.

Ciò però non ha fatto scattare in me l’odio e la necessità di veder vendicata la mia religione o la mia divinità. Con tutta sincerità ho ben altro a cui pensare.

Questo perché sono nato libero, e sono stato formato ad essere tale, a rispettare l’altrui pensiero, ancorché sia distante – nel caso di specie anni luce – dal mio.

Ed allora, con la massima convinzione, posso davvero dire  Je ne suis pas Charlie.

E ben contento che vada così.

Piuttosto mi sento di più vicino al buon Ahmed Merabet, poliziotto dedito in maniera sacrale al proprio lavoro ed al suo giuramento per la Repubblica Francese.

Da solo, in bicicletta, lui, agente di quartiere,contro due terroristi imbalzati armati con equipaggiamento da guerra.

Sì mi sento Ahmed che con il suo gesto – impossibile, inutile, vano – ha fatto di tutto per difendere quella stessa libertà che ha consentito ai due terroristi di poter imbracciare il kalashnikov.

Non mi sento Charlie, ma Ahmed.

Ahmed, l’islamico integrato che voleva fermare l’islam integralista.

L’islam moderato non esiste

Il silenzio assordante del mondo islamico moderato di Giovanni Terzi

Inutile dire che l’attentato terroristico di ieri (7 gennaio 2015) rappresenta per l’Europa ciò che in America fu l’11 settembre del 2001; un attacco al cuore della nostra società. La domanda che ci viene spontanea credo a tutti e’ come sia possibile che un commando di uomini armati fino ai denti possa entrare in una redazione di un giornale e seminare morti e devastazione come se nulla fosse. Ci sentiamo tutti più vulnerabili dopo ciò che è accaduto a Parigi nella reazione del giornale Charlie Hebdo. Ma quel atto terroristico ha origini lontane e risiede nella nostra incapacità di affrontare con chiarezza e determinazione il tema dell’integrazione tra culture diverse. Non posso non ricordare l’incapacità dei legislatori di inserire le nostre radici cristiane (storiche e non religiose) nella Costituzione Europea. Così come non riesco a dimenticare come nel silenzio e’ passato l’omicidio di Theo Van Gogh , il regista olandese reo di aver ironizzato nel film “Submission” sul mondo Arabo e prontamente giustiziato da un estremità islamico del gruppo Hosfstad. Oggi non ho voglia di sentire i distinguo di politici che da una parte denunciano la gravità dell’accaduto ma dall’altro e immediatamente vogliono evidenziare che non tutti i mussulmani sono terroristi. Oggi voglio che il mondo dell’Islam moderato in maniera ufficiale condanni gli atti terroristici accaduti a Parigi. Se ciò non avvenisse significherebbe che l’ Islam moderato e’ una fantasia di politologi e sociologi incapaci di prendere di petto un problema che ci porterà a diventare, come diceva profeticamente Oriana Fallaci, Eurabia.

“I giornalisti di Charlie Hebdo se la sono andata a cercare”. Nella moschea di Roma, la più grande d’Europa, l’imam condanna la violenza, ma i fedeli la giustificano. E ci sono pure italiani convertiti all’islam di Francesco Curridori

“Fratelli e sorelle: seguiamo questi nobili insegnamenti nella nostra vita quotidiana, in cui ogni atto di violenza è condannabile di per sé. Questo perché il messaggio dell’Islam è un messaggio di pace, concordia, solidarietà e coesione sociale. L’Islam è una religione all’insegna della misericordia, dell’amore e non della violenza”. Mentre Parigi vive ore di assedio, l’Imam della moschea di Roma, la più grande d’Europa, ha concluso con queste parole il sermone del venerdì.

Una condanna ferma della strage di Charlie Hebdo che però sembra non aver fatto breccia nel cuore di tutti i fedeli. Secondo Abdellah Redouane, il segretario generale del Centro Islamico Culturale, “si deve distinguere tra chi non condivide un certo tipo di satira e chi uccide dodici persone. Nessuna vignetta può giustificare un atto di violenza così orrendo anche perché gli atti degli uomini devono essere giudicati solo da Dio e difenderlo non vuol dire sostituirsi a lui nel giudicare gli altri”, ma tra i molti musulmani che hanno partecipato alla preghiera comunitaria c’è chi la pensa diversamente. Medi, un marocchino di 21 anni, che lavora in uno dei tanti chioschi antistanti la moschea, è convinto che si tratti di “qualcosa di più grande di noi” e che tutto dipenda “dalla lotta con l’America”. Per Medi i terroristi “hanno sbagliato a uccidere ma quelli se la sono andata a cercare perché hanno provocato apposta sapendo che ci sarebbe stata una reazione”. “D’altronde – si chiede il giovane marocchino – io non offendo il tuo dio tu perché devo offendere il mio?”. Mohammed, un algerino sui 30 anni, accerchiato dai giornalisti, invita a non fare di tutta un’erba un fascio: “Nel mondo ci sono un miliardo di musulmani e tra questi è ovvio che ci possano essere dei pazzi” ma poi si lascia andare con un paragone alquanto discutibile: “C’è chi viene offeso da una parolaccia e non risponde, chi risponde con un’altra parolaccia e chi, invece, si incazza e normalmente si comporta da pazzo…”

A colpire è anche la presenza di Luca, un ventunenne romano che si è convertito all’Islam dieci anni fa perché affascinato dalla cultura araba e perché ritiene che “nell’Islam vi sia la Verità”. Anche lui abbraccia la tesi del complotto secondo cui questi attentati non abbiano una matrice religiosa ma siano dettati solo “da interessi economici e politici” e sono frutto di “reati legati alla droga e alla prostituzione che per l’Islam sono dei peccati”. Anche Mustafà, un italiano di origine palestinese, si chiede: “Da dove arrivano i soldi per le armi?” e aggiunge: “È chiaro che questi atti di violenza sono manovrati da qualcuno”. In molti sostengono che l’Isis non può essere confuso con l’Islam e invitano a non dimenticare che “in quell’attentato un algerino ha sparato a un altro algerino”. Da più parti vi è la convinzione però che “l’Italia non sia a rischio perché è un Paese molto più tollerante della Francia o della Gran Bretagna”, come spiega un musulmano moderato, italiano ma di origini tunisine, Nordim che in italiano significa “la luce della religione”.

LA LEZIONE DELLA STRAGE DI PARIGI

Il fatto che a uccidere i giornalisti di Charlie Hebdo siano stati giovani magrebini nati in Francia e dunque cittadini francesi a tutti gli effetti, come erano nati in Inghilterra gli attentatori di Londra del 2005, ci insegna due cose, una negativa e una positiva.

 1) L’integrazione con i Musulmani è impossibile o talmente difficile da non valere gli sforzi che si fanno per tentarla.

2) D’altra parte se questi giovani musulmani, cresciuti nella bambagia occidentale come i giovani occidentali, sono riusciti a diventare dei combattenti e dei killer spietati, lo possono diventare anche i nostri, purché opportunamente indottrinati alla lotta.

Vale a dire insegnando loro che chi crede nel Corano è un nemico, reale o potenziale, proprio perché il Corano per primo definisce noi i nemici da convertire o abbattere: dunque è inutile “dialogare” con chi non vede l’ora di sottometterci, è tempo di difenderci!

E insegnare sopratutto, ai nostri giovani, che non esiste l’Islam “moderato”: anche i musulmani, che ieri sono scesi in piazza con i loro ridicoli cartelli recitanti “Je suis Charlie”, stanno facendo l’ennesima commedia, per rassicurare gli “utili idioti” della sinistra. I quali, invece di applaudire, farebbero meglio a chiedersi: se i nostri amici islamici sono così moderati, perché non rifiutano la Sharia?

Perché non segnalano, loro per primi, i potenziali terroristi con i quali dividono lo spazio nelle moschee o nei loro quartieri?

Perché non denunciano, loro per primi, chi picchia brutalmente, nel nome dell’Islam, la moglie e le figlie, chi violenta le nostre donne, chi spaccia droga, chi commette atti di teppismo nei nostri confronti?

Troppo comodo, cari “islamici moderati”, venire a rifarsi una verginità democratica esibendo un cartello in piazza: io non vi credo, e ho tutte le ragioni per farlo!

Forza, ragazzi europei, e’ ora di deporre la chitarra elettrica e di imbracciare il Kalashnikov!

Crolla anche la scuola di Renzi

Se la disoccupazione ha fatto tacere (in materia) il chiacchierone parolaio di Firenze, subito dopo aver annunciato la “riforma dal basso” della scuola ecco che viene a galla anche un’altra vuota e non mantenuta promessa.
Nel suo primo anno solare di regno aveva annunciato investimenti alluvionale per gli edifici scolastici: uno al giorno.
Siamo appena all’inizio del suo secondo (speriamo ultimo e non completo) anno solare di regno, ed ecco che cadono in testa agli alunni i controsoffitti di due scuole.
A Renzi era stato consigliato di concentrarsi su pochi progetti e perseguirli a fondo.
Lui, invece, come tutti i presuntuosi, vuole prendere dappertutto e finisce con il non concludere nulla, facendoci solo perdere tempo e denaro come già è accaduto con Monti e Letta.
Noi lo sapevamo sin dall’inizio e sembra che sempre più cittadini stiano aprendo gli occhi, liberandosi del prosciutto che celava loro la realtà.
Speriamo che adesso non li accechino con una Mortadella …

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Dio, Patria, Famiglia. Come si è arrivati allo smantellamento dei loro Valori.

Un caro amico ieri mi scriveva così: “Il virus che ci rende così deboli in Europa è quel relativismo che ha distrutto ogni ” difesa immunitaria”: la famiglia, le tradizioni, la fede, la morale, l`ordine, il senso dell onore..”. Infatti lui considera il relativismo la causa maggiore della disgregazione dei Valori dell’ Occidente. Io, di primo acchitto, risposi così: “Mah: se non risalente il tutto alla Rivoluzione Francese, certamente una gran botta è stata data da quel 25 aprile che poi ha causato una patria senza famiglia, fede, tradizione, morale. Senza senso della Gerarchia, con un odio patologico verso l’ Autorità. Qualsiasi Autorità.”. In effetti, se vogliamo, con le dovute proporzioni e distinguo, l’ Europa (ed in primis l’ Italietta) nata dalla II Guerra Civile Europea ha contribuito a completare la distruzione di quella Triade che per secoli era stata  conservata tramite la Tradizione.
Non volendo approfondire l’ analisi per gli altri paesi, vediamo una piccola analisi storico-politica referente all’ Italia.
Ovvero di come sia stata smantellata, per il momento in maniera difficilmente reversibile, questa Triade. 

DIO

Pur essendo una creazione di un noto ateo (ma che dopo la dolorosa morte del figlio Bruno abbracciò la Vera Fede che pure gli era stata insegnata dalla madre, Rosa Mantoni; in un lungo percorso passato anche attraverso la prigionia in Sardegna e Gran Sasso, tanto da poter affermare che la morte lo colse convertito), il Fascismo volle subito riparare quella lunga ferita lasciata dal risorgimento e da Porta Pia, giungendo alla riconciliazione tra Stato e Chiesa, benedetta dai Papi di allora. E, anche se si giunse alla limitazione dello scoutismo (oggi, fucina del peggior cattocomunismo, come posso testimoniare per quattro anni passati come Esploratore; senza dimenticare Renzi…) ed alcune associazioni, la partecipazione alla vita dellaChiesa degli Italiani venne rinfrancata. Moltissimi furono i Sacerdoti che vedevano di buon’ occhio questa rinata collaborazione. Non son certo io a dovervi ricordare quanto alto fu il prezzo che molti di loro dovettero pagare all’ odio rosso del secondo dopoguerra. La Costituzione che venne varata nella repubblica, per la pavidità dei politici Cattolici, Alcide De Gasperi in testa, fu fondata sul LAVORO, non sulla LIBERTA’ o sui Valori Cristiani, per la gioia di inglesi, francesi, sovietici (che odiavano, per ragioni diverse, il Vaticano) e nel totale disinteresse americano. 

PATRIA

Non tocca certo a me sottolineare l’ importanza data dal Fascismo alla Patria. Tanto che non solo si giunse, per la prima volta, ad una vera Unità Nazionale, ma l’ Italia divenne uno stato rilevante nello scacchiere mondiale. Rispettata ed ammirata dagli Stati Uniti (con culmine nella Trasversata Atlantica di Italo Balbo, acclamatissima, e che segnò il punto più alto nei rapporti italoamericani); ammirata in Austria e Romania (dove più vi furono movimenti politici similari e NazionalCristiani; modello per la Germania dove però la presenza importante (lo vogliamo dire ? ) del luteranesimo e di collegamenti ad elementi satanisti nei vertici del Partito dei Lavoratori Tedeschi , portò a quella degenerazione del Fascismo stesso che fu il nazionalsocialismo, il cui nome completo indica di quanto inoltre preminente fu il socialismo al suo interno rispetto all’ Italia; ed infine l’ Italia fu invisa non solo all’ URSS comunista per ovvi motivi, ma anche a paesi come Francia ed Inghilterra, che ne temevano la crescita ed il potenziamento. Infatti, oltre al proprio espansionismo coloniale, il nostro paese conobbe stabilità economica notevole: la crisi di Wall-street toccò marginalmente la nostra economia. Per la prima volta la bilancia tra nostra emigrazione e rimpatri di connazionali fu invertita. E, se non erro, la Lira raggiunse pure la parità col dollaro. 
Francia ed Inghilterra che, tramite le vergognose sanzioni imposteci da quell’ organo inutile e pericoloso che fu la società delle Nazioni (come oggi, l’ ONU…), ci spinsero all’ alleanza con la Germania, con le conseguenze che sappiamo.
L’ Onore era infine, virtù primaria, così come la fedeltà ed onestà. Tant’è che si dormiva con la porta aperta. Nei piccoli paesi, piccole figure risultavano portanti, rappresntando il Senso dello Stato: Podestà, Carabiniere, Farmacista, Postino, Medico Condotto. E certi mestieri, come il ferroviere, erano considerati un servizio, rendendo impensabile lo sciopero.
Alla caduta del Fascismo, riallacciandoci a quanto detto nel primo paragrafo, grazie la preponderanza dell’ elemento disgregatore comunista all’ interno del CLN ed alla sudditanza democristiana, il cui movimento partigiano, è doveroso ribadirlo, fu irrilevante, incominciò lo sgretolamento, da parte del laicismo esasperato del Partito d’ Azione e del marxismo del PCI, di tutto quanto coincidesse con il Patriottismo (e non solo del Nazionalismo): con elezioni falsate si cacciò la Monarchia; l’ Esercito fu ridotto a burletta, si cedettero pezzi italianissimi di territorio. Pian piano, grazie al 1968 e derivati, si sgretolò ogni pezzo che significasse Gerarchia. Diventammo una mezza colonia americana (come sapete, non sono certo anti-americano, quindi lo posso dire…), sviluppammo una deleteria politica estera con una vicinanza ai paesi arabi che non diede i frutti sperati. Tanto che il paese fu colpito più volte dal terrorismo palestinese, come potrebbe dimostrarlo la Strage di Bologna, l’ attacco all’ Achille Lauro, le 2 Stragi di Fiumicino. Cessammo di divenire uno Stato. 

 FAMIGLIA 

Smantellati i primi due pilastri della Triade, eccoci conseguentemente all’ ultimo pezzo; e mentre la Famiglia fu posta da Mussolini alla base del suo stesso Stato, non si può dire altrettanto per quello accaduto dopo.
La Donna, come Madre ma pure come lavoratrice, nello Stato Fascista assume per la prima volta un ruolo importante, se non paritario. Viene creata infatti l’ Opera Maternità ed Infanzia, per assistere madri e figli. Inizia una vera politica di abitazioni popolari, la Prima Casa viene incentivata per tutte le famiglie. Nascono le Colonie Estive, ai Mari, ai Monti, ai Laghi e pure ai Fiumi. Si promuovono leggi a tutela della Famiglia che, ovviamente, è solo quella Tradizionale. Si perseguisce l’ aborto clandestino. Si sviluppa il settore dopolavoristico e culturale, tra cui teatro e cinema.
La Vita, dal Concepimento alla Morte, è considerata intoccabile. 
Come le altre due componenti, nel dopoguerra, ecco che anche la Famiglia viene snaturata, grazie al CONSOCIATIVISMO dei due maggiori partiti di allora, la DC ed il PCI: passa il divorzio, l’ aborto, prossimi obiettivi eutanasia, genetica, matrimoni omosessuali e, perchè no, con animali. L’ Edonismo, insieme al consumismo sfrenato, danno infine gli ultimi colpi, importando dall’ estero mano d’opera addetta alla cura di piccoli e vecchi, questi ultimi un tempo vero FULCRO della Famiglia.
La Donna, sciupata dal femminismo, cessa di essere sè stessa.

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Dunque, dopo questa mia piccola disamina, siamo sicuri che il virus che abbia distrutto “la famiglia, le tradizioni, la fede, la morale, l`ordine, il senso dell onore” non sia stato quell’ antifascismo viscerale che ha smantellato quanto sopra ? 
Io, che ho sempre votato MSI o piccoli partiti, me ne tiro fuori, credo a ragione, da eventuali responsabilità.

Che fare, infine ? Assai poco, per il momento. L’ islamismo, cui guardano con crescente interesse i paesi del terzo e quarto mondo, ma che può generare i mostri di questi giorni, perchè promette paradisi terrestri come il comunismo (tra l’ altro proprio il comunismo era spessissimo al potere nei paesi dove ora l’ integralismo muove passi da gigante) non è certo la soluzione.
Nè tantomeno può ergersi a giudice di peccati altrui, o tantomeno carnefice. 
Ma, nemmeno la Russia di Alexander Dugin, ispiratore di Putin, lo è, portando all’ interno gli stessi germi, antifascismo e bolscevismo, di cui sopra. Insieme al deleterio panslavismo. L’ Occidente, infine è malato, quasi terminale; ad Oriente forse resiste il Giappone, che pur aprendo alla tecnologia, riesce ancora a resistere al quasi annientamento totale ricevuto in passato e dovuto alle atomiche. Ma non è Cristiano, nonostante il Martirio di Molti Santi Samurai che si sacrificarono nel nome dell’ Unico Vero Dio. 

Che fare , dunque ? Poco, purtroppo: possiamo fare solo da aedi, conservando e tramandando alle generazioni successive i Valori dei Nostri Antenati: Cattolici e Romani. Affidandoci allo Spirito Santo e pregando. Certi che alla fine, i cancelli dell’ inferno non prevarranno. 
NON PRAEVALEBUNT ! 

Crolla l’economia di Renzi

Con l’attenzione logicamente rivolta a Parigi, è passata inosservata l’ennesima bastonata economica, con l’aumento della disoccupazione a novembre 2014 certificata mercoldì dall’istat.
Silenzio di tomba da parte del chiacchierone parolaio di Firenza che, con poca fantasia, preferisce dichiarare “siamo tutti francesi”.
Eppure solo un mese fa un lieve miglioramento lo aveva fatto cinguettare garrulo che era il primo segno dell’uscita dalla crisi.
Si è gufato da solo.

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Combattere o sottomettersi

Ieri ho ascoltato tanti coccodrilli e troppe chiacchiere.
Oggi ne leggero altrettante e ne ascolterò ancora.
Dobbiamo prendere atto che la convivenza pacifica è una illusione.
Siamo tutti in pericolo, perchè una bomba non è mai selettiva.
La scelta, adesso, è nostra e solo nostra.
O combattiamo, ma questa volta senza se e senza ma e, soprattutto, andando fino in fondo e non fermandosi a metà dell’opera.
Oppure ci sottomettiamo all’islam.

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Jihad nel cuore di Parigi

Questa mattina a Parigi, verso le 11 è successo quel che in fondo era inevitabile: a forza di lasciare porte spalancate a nord africani, africani subsahairani, asiatici in Europa, clandestini da ogni angolo del pianeta, a forza di regalare cittadinanze premio (ius soli), diritti su diritti, a forza di  trattare il nemico come fosse un amico, per tutta ricompensa, questo ci sta distruggendo. In questi tragici momenti non possiamo che assistere sgomenti a una vera e propria azione di guerra nel cuore della capitale francese. Sono entrati tre uomini di nazionalità francese, ma di origine algerina nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo (già nel mirino degli integralisti) col volto coperto e al grido di Allah u akbar: erano in tre, (di cui due fratelli) e hanno sterminato con spietatezza 11 giornalisti di cui i quattro vignettisti Cabu, Charb, Tignous e Wolinski, ben conosciuti anche dal nostro Forattini oltre ad altri uomini della redazione, tra i quali il direttore Charbonnier. Più un poliziotto (vedere foto in alto), la dodicesima vittima. Onore ai caduti e solidarietà per i numerosi feriti, di cui alcuni assai gravi.
Certamente non accadrà mai di correre rischi del genere ai codardi Vauro, Littizzetto, Benigni, Guzzanti sempre disgustosamente irriverenti e volgari verso il Cristianesimo, ma sempre con la coda tra le gambe con l’islamismo radicale. Ora le teste di cuoio francesi sono al lavoro a Reims per agguantare quelli che sembrerebbero dei veri e propri “killer professionali”, velocissimi e ben addestrati.

I quattro vignettisti di Charlie Hebdo

E’ evidente che inserire forzosamente culture e religioni extra-europee, legittimate dal dogma neoliberista della libera circolazione degli uomini, delle merci e dei capitali – è pacifico che il concetto secondo cui uno stato non solo laico, ma addirittura laicista, come la Francia, che si trova paradossalmente a doversi far carico di una confessione integralista incapace di scindere il politico dal religioso nel nome della “libertà e democrazia”, rappresenti una sorta di bomba a orologeria destinata a deflagrare con violenza.
Hollande si è rivelato quell’omuncolo  di sempre,  più simile ad un bruco che ad un essere umano: sbalordito e sgomento è intervenuto tardivamente solo per dire ai francesi che devono stare tutti uniti. Di grande spessore all’insegna dell’assunzione di responsabilità invece il discorso della Le Pen. 
Restano comunque degli inquietanti interrogativi che pur nello sgomento e nel grande dolore non possiamo esimerci dal porci.

Chi è l’ISIS e chi lo finanzia? Quali sono le sue propaggini in Europa? Perché gli attentati in auto-bombe di Joué-lès Tours, di Digione e  Nantes, precedenti  a questo, sono stati fatti passare come azioni isolate di “lupi solitari? Chi ha interesse a fomentare uno scontro religioso? Perché Obama ha prontamente offerto collaborazione dell’FBI a Hollande?
Qualche giorno prima, la Francia del duo Valls-Hollande approva sotto Natale un codicillo che consente a ben tre ministeri di acquisire i dati di traffico delle connessioni internet e della telefonia mobile e fissa, con l’unico obbligo di giustificare l’interesse su un nominativo al primo ministro. 
Il governo spiega che la misura fa parte della “difesa degli elementi essenziali del potenziale scientifico ed economico della Francia o di prevenzione contro il terrorismo, la criminalità e la delinquenza organizzate”.

Pudicamente l’hanno chiamato “accesso amministrativo ai dati di connessione”, ma per il Point l’articolo 20 della legge di programmazione militare (Lpm) ha introdotto uno “strumento di sorveglianza della popolazione francese che avrebbe fatto impallidire i peggiori dittatori della storia”. (fonte Il Foglio).

Ma allora qui Hollande gioca a punire migliaia di onesti cittadini francesi spiati e violati nella loro riservatezza per “rieducare” pochi islamisti, secondo il motto punire la maggioranza per rieducare la minoranza,  quando invece basterebbero norme più stringenti verso l’immigrazione, chiudere l’area Schengen e rivedere i trattati WTO di Marrakech et similia.
Rispedire a casa la “racaille”, anche se di seconda generazione. Il gioco di punire la maggioranza di onesti cittadini, per lasciare agire indisturbati dei criminali deve finire. La “racaille” deve essere messa nelle condizioni di non nuocere mai più, dato che  prevenire è meglio che reprimere.

La vignetta di Forattini per i suoi colleghi uccisi