Coerenza zero

Domenica rullo di tamburi e passerella di una cinquantina di capi di stato e di governo a Parigi.
Paroloni (ma solo quelli) contro il terrorismo islamico e retorica a piena mani unendo il politicamente corretto del coniugare i verbi accogliere e integrare, con la teoria dei Principi e dei Valori della nostra Civiltà e ampiamente condivisibili come la Libertà di stampa, di opinione, di espressione.
Peccato che di questi principi ci si ricordi a fasi alterne e solo quando torna comodo.
Così è sacrosanto difendere il diritto degli umoristi di dileggiare le religioni, Gesù Cristo, Maometto, Budda, Benedetto XVI, vescovi e imam, ma non si possono rappresentare ironicamente Obama o la Chienge.
Del resto l’esclusione dalla manifestazione del Fronte Nazionale di Marine Le Pen e, quindi, del 25% dei Francesi nonchè di tutti coloro che, nel mondo, si ispirano alla Destra, è indice sufficiente per sapere che le libertà di cui parlano, sono le libertà per LORO, con esclusione del riconoscimento di analoga libertà per chi non la pensa come loro.
In pratica l’altra faccia della medaglia del fondamentalismo islamico.
E quegli stessi che blaterano, riempendosi la bocca di Libertà di stampa, opinione ed espressione, sono gli stessi che difendono l’esistenza di leggi come la Scelba e la Mancino e che, anzi, vorrebbero aggiungere anche sanzioni contro l’omofobia e le teorie negazioniste (e in Germania e Austria il negazionismo è reato, tanto che uno storico – David Irwing, uno studioso ! – è stato arrestato, condannato e messo in prigione).
La differenza tra quello che dicono e quello che fanno è talmente stridente che anche la giusta lotta contro il terrorismo islamico perde forza, perchè nessuno può credere alle parole dei Renzi, degli Hollande, delle Merkel.

Entra ne

PARIGI BRUCIA?

   Parigi brucia? La domanda, che coincide con il titolo di un famoso vecchio film sugli ultimi giorni di occupazione  nazista della capitale francese prima della liberazione dell’agosto ’44, allorchè Hitler dispone che la città sia interamente incendiata, e che è appunto quella che il dittatore tedesco stesso rivolge al governatore militare germanico Von Choltitz per accertarsi che tale ordine sia stato eseguito (per fortuna non lo è stato), è venuta in mente spontanea in questi giorni di sangue sotto la Tour Eiffel, che hanno visto, nell’ordine, una strage di vignettisti nella sede di un giornale satirico, un’altra sparatoria per strada, con una poliziotta rimasta uccisa, l’asseragliamento degli assassini dei vignettisti in una tipografia poco fuori Parigi, con conseguenti lungo assedio ed uccisione finale degli stessi da parte delle “teste di cuoio” francesi e, per finire, altro barricamento, con presa di ostaggi, di un terrorista in un supermercato ebraico della capitale ed ennesimo epilogo della vicenda nel sangue (quello del terrorista).
   La strage di dodici vittime, tra vignettisti ed altre persone presenti, nella sede del giornale “satirico” “Charlie Hebdo” il 7 gennaio, ad opera di individui bene armati ed apparentemente bene addestrati, al grido ormai tristemente familiare di “Allah u akbar”, ha lasciato esterefatta l’opinione pubblica come una sorta di nuovo “11 settembre” europeo. C’è stato chi ha detto che i redattori del settimanale satirico se la sarebbero addirittura “cercata”, in quanto il bliz terrorista giungeva in risposta ad alcune vignette estremamente irriguardose (anzi, diciamolo, blasfeme) nei confronti dell’Islam e del suo “Profeta” da essi pubblicate.
   In effetti, è impossibile non riconoscere, con tutto il rispetto per dei morti che mai comunque avrebbero meritato un simile destino, che “Charlie Hebdo” era, ed è, un giornalaccio non di critica civile, nè di satira intelligente, conscio di quali siano i limiti, se non altro di buon gusto, da possibilmente non superare, ma di sparo a zero alla cieca contro tutto e tutti, non di rado con una volgarità ben difficilmente egualiabile ed un’offensività blasfema contro tutte le religioni anch’essa con poca concorrenza sulla piazza, nella più totale ignoranza anche dell’elementarissima regola della “tua libertà che finisce dove inizia quella degli altri”.
   Che la libertà di espressione (intendiamoci, essenziale ed irrinunciabile pilastro di ogni vera democrazia) sia proprio assoluta, che cioè non trovi limiti neppure nel diritto a non essere offesi nelle proprie sensibilità più sacre, religiose, patriottiche o morali, mi pare evidente che non sia ammissibile.
   Di offendere gravemente il sentimento religioso altrui di qualunque fede, in particolare, nessuno può poi rivendicare il diritto: se esso è autentico (così è, almeno, nel caso dei cattolici, ma penso anche delle altre fedi), non dimentichiamoci che riguarda la devozione verso un Essere Superiore che il credente pone addirittura al primo posto nella propria vita, prima degi stessi propri cari e di qualsiasi altro soggetto terreno. Giusto sarebbe quindi che la bestemmia fosse reato (un tempo, in Italia, lo era, ora non so se lo sia ancora, ma, qualora più non lo fosse, si trattrebbe di un grave passo indietro della civiltà e non certo in avanti, come qualche “libertario” dei miei stivali probabilmente sosterrebbe), giuste ogni protesta e denuncia cattoliche (per quel che possano servire) per le vignette vergognosamente blasfeme contro quanto a noi vi è di più sacro, e giustissima, ed appoggiabile tranquillamente da parte di ogni persona di buon senso anche non seguace di quel credo, sarebbe stata qualsiasi iniziativa o dimostrazione legale e pacifica dei fedeli musulmani contro “vignette” anti-islamiche che hanno decisamente passato ogni limite della scusabilità e della decenza, come quella che dichiarava essere il Corano, senza mezzi termini, fatto di m…
   Sbagliato, sbagliatissimo, anzi disumano ed orrendo, è stato invece reagire a simili offese con lo sterminio fisico dei responsabili, il cui innegabile “coraggio” per essersela presa, sul loro fogliaccio, non soltanto con i sempre imbelli e menefreghisti cattolici, il che non comporta notoriamente alcun rischio, ma anche con i seguaci di Maometto, i quali, si sa, un po’ di suscettibilità in più ce l’hanno, ha fatto di essi i martiri ideali in nome della libertà di satira (beninteso essenziale, quando intelligente e di buon gusto), dando un completo colpo di spugna sui loro passati comportamenti non sempre proprio nobili, di fronte allo choc di una simile tragedia, che non può in ogni caso trovare giustificazioni e che getta nell’ansia e nella paura, per la piega che potrebbero prendere i fatti, un’intera Nazione ed il mondo intero.
   Parigi ha bruciato per un paio di giorni; il pericolo che possa farlo ancora, o che nuovi “incendi” possano interessare altri luoghi , dentro o fuori la Francia, è concreto. Analizzare cause di ciò e possibili ricette per evitare altre tragedie sarebbe troppo lungo e soprattutto troppo arduo. Importante sarebbe che la si smettesse  con le solite trite e ritrite retoriche e luoghi comuni su integrazioni, Islam “moderato”, Islam “religione di pace” contrapposta a terroristi che non avrebbero nulla ache fare con essa. E si prendessero invece seriamente in considerazione elementi come lo stato in cui hanno finito per ridursi il nostro senso di appartenenza europea ed occidentale ed il nostro orgoglio per le radici cristiane, come i disagi dei nostri giovani di fronte ad una società forse non più in grado di dar loro ciò di cui sentono veramente il bisogno, come possibili strategie autenticamente efficaci per porre fine all’immane dramma che si sta consumando in Medio Oriente senza che si profili ancora all’orizzonte una qualche soluzione
   Sarebbe già un bel passo in avanti, o almeno no indietro.

Tommaso Pellegrino

   

Alla ricerca della Nuova Destra

Il panorama internazionale non è mai stato tanto favorevole ad una Destra che, con decisione e unità, sostenesse i Principi della Destra.
No all’euro e sì al ritorno alla Lira che significherebbe recupero di Sovranità e Indipendenza Nazionale.
No all’immigrazione per recuperare senso della Identità e bonificare il nostro territorio.
No alle devianze morali per ricostruire le fondamenta civili sulle quali sole può reggere una Società e una Civiltà.
No alle tasse che drenano denaro da chi (faticosamente) lo guadagna per disperderli in mille rivoli clientelari alimentando spesa e debito pubblico in un ciclo vizioso senza fine.
Il clima è favorevole.
Purtroppo vedo troppe iniziative e ambizioni individuali ed ecco che ci si presenta in ordine sparso, anche all’interno degli stessi partiti.
Non abbiamo più tanto tampo per organizzarci.
La costruzione di Renzi si regge solo sulle sue chiacchiere e i nodi vengono poco alla volta al pettine.
Le elezioni non sono tanto lontane.
Berlusconi accetti il ruolo di Padre Nobile, tanto dovrebbe aver ormai capito che non gli consentiranno di rientrare nella vita politica attiva.
Tosi, Fitto e le mezze figure si mettano a disposizione di Salvini e della Meloni, senza ambire a ruoli che non riusciranno mai a raggiungere.
E tutti vivremo felici e contenti. 

Entra ne

Una pomposa parata pro Europa

Una manifestazione inutile e controproducente. Spesi milioni e milioni, per far convergere su Parigi una truppa di capi di stato, premier e monarchi, con tutto il codazzo di folla come contorno, ma per che cosa ? Chi, in Europa e nel mondo, è contro il fondamentalismo criminale e intollerante, non aveva bisogno di questa carnevalata parigina, perché tutti sono già d’accordo sul combatterlo e contrastarlo. Mentre, guarda guarda, per i terroristi dei vari gruppi è stato un successo mediatico. Costoro si possono vantare, di aver smosso tutto il pianeta e fatto correre in Francia buona parte dei potenti del mondo, e con due soli attentati. Guardando il corteo in TV, costoro si saranno fatti delle grasse risate. Striscioni, manifesti, T-Shirt, calciatori con maglie con il nome del settimanale, gadget vari, proclami inutili (e ipocriti), che resteranno per quello che sono: inutili. Un successo mediatico per il terrorismo, e non certo per Parigi e l’ Occidente. (…)


Questo è un commento prelevato a caso sul Corriere da parte di un lettore che si firma “egocentrico”, dopo la manifestazione “repubblicana” (alzi la mano chi è  più monarchico),  tenutasi questo pomeriggio a Parigi. Io dirò di più: quelli che hanno prodotto questo disastro con i Trattati europei (innanzitutto gli accordi di Schengen) sono gli stessi che oggi hanno sfilato contro tutti i rischi e i pericoli che essi stessi hanno causato con le loro dissennate politiche migratorie. Faceva specie veder sfilare la Culona che ci affama con le politiche di austerità, “kapò” Schulz, Juncker, Cameron, Sarkozy, Hollande a braccetto con un “democraticissimo ” presidente del Mali. Netanyahu con Abu Mazen.  Per non dire delle nostre mosche cocchiere  Renzi, Prodi, Gentiloni,  tutti tronfi di poter dire “io c’ero”. Ovviamente Renzi non ha resistito alla sua cialtronaggine di sfoggiare un francese da vache espagnole. Ma l’impressione generale è stata quella  di una risposta  di piazza certamente numerosa e popolare, del tutto comprensibile dopo lo choc di questi tre terribili giorni, irregimentata però, in un “embrassons-nous” istutuzionale paneuroopeo. 

Della serie, dobbiamo essere tutti uniti contro il nuovo nemico comune:  quel “terrorismo”  (guai a chiamarlo islamico, perché gli islamici potrebbero offendersi, e perché l’islam, come è noto,  è religione di pace)  che viene opportunamente infiltrato e foraggiato da stati con i quali l’occidente (minuscolo voluto) intrattiene ottimi rapporti d’affari: Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi ecc. Per non parlare dell’ambigua realpolitik statunitense sempre usa  dormire coi “serpenti” e scoperchiare vasi di Pandora con guerre “preventive” scatenate a macchia di leopardo in tutto il MO, l’Asia Centrale e ora quasi alle porte della Russia.

Ma la pomposità dell’adunata con oltre una quarantina di capi  di stato di varie nazioni, doveva servire soprattutto a coprire le  numerose falle e i buchi che i servizi di sicurezza francesi hanno mostrato nella gestione di questa delicata emergenza.  
Falle e crepe confessate perfino dal ministro Manuel Valls quando ha ammesso che 17 vittime erano troppe e che qualcosa non ha funzionato. Alla faccia delle incongruenze: la scarpa perduta, i documenti lasciati nel cruscotto dell’auto, da parte dei due  fratelli Kaouchi, freddati subito invece di essere catturati vivi (avrebbero potuto parlare). Gli stessi Kaouchi già noti all’Intelligence americana, francese e italiana, lasciati poi andare senza alcun controllo. La telefonata alle redazioni dei giornali di Coulibaly che ad un certo punto si è dimenticato pure di spegnere il terminale del cellulare, i filmati che non si sa se veri o falsi, un commissario che si suicida e tanti altri elementi inquietanti.

Resta, pertanto,  una montagna di interrogativi e misteri irrisolti, evidenziati perfino dal quotidiano Le Figaro, in questo articolo. Ma soprattutto resta la tempestività ALTAMENTE SOSPETTA nel voler  unificare politiche di sicurezza comuni,  Intelligence comuni, controlli ai passeggeri comuni, leggi speciali comuni . A cadaveri delle povere vittime ancora caldi, Alfano ha subito promesso leggi emergenziali, Gentiloni ha ribadito l’intoccabilità di Schengen. Vuoi scommettere che mentre i criminali continueranno indisturbati a penetrare nei nostri paesi con arsenali d’armi, gli unici cornuti e mazziati  saremo noi?  Tasse da tortura, immigrazione selvaggia  e pure controlli nelle connessioni Internet con annessa lettura e intercettazione di email private. Ciascuno di noi, può essere un  potenziale “terrorista della porta accanto”, specie se non si adegua alle politiche eurocratiche.

Da sottolineare il vergognoso ostracismo a Marine Le Pen e al Front National, da parte degli organizzatori della “masquerade en bleu”.   Ma non tutto il male viene per nuocere: sfilare con quei manichini di cera, sarebbe stato per lei un abbraccio fatale.

Ovviamente per la serie show must go on, gli sbarchi devono continuare….Ma si sa, i terroristi non c’entrano nulla coi clandestini –  recita il mantra buonista. 

Tante stupidità… anche troppe

David-Haines

Il cadavere del giornalista inglese David Cawthorne Haines, decapitato dall’ISIS

(Ormai purtroppo) Tanti anni fa, il nostro Cardinale emerito, l’Arcivescovo di Bologna Giacomo Biffi, lo disse chiaramente: “I musulmani sono molto lontani da noi e vogliono farci diventare come loro”.

E l’affermazione contestualizzata in un più ampio discorso al clero bolognese – all’epoca tanto contestato (indovinare chissà da chi) –  in tema di immigrazione, faceva riferimento non solo all’uso pratico che l’islam è per definizione integralista e che, andando avanti così “l’ Europa perde se non ridiventa cristiana”, ma probabilmente anche al fatto che sul punto il Corano parla molto chiaro.

Meglio ricordarlo. Si tratta di eventualità quanto mai facile. Basta compulsare questo testo, davvero sacro.

“I musulmani sono incoraggiati ad impegnarsi totalmente nel combattimento per la gloria di Allah “ (Sura 22:73).

“Allah darà una più grande ricompensa a coloro che combatteranno per lui” (Sura 4:96).

“Circa gli infedeli (coloro che non si sottomettono all’Islam) costoro sono gli “inveterati nemici” dei musulmani” (Sura 4:96).

“I musulmani devono arrestarli, assediarli e preparare imboscate in ogni dove”  (Sura 9:95).

“I musulmani devono anche circondarli e metterli a morte ovunque li troviate , uccideteli ogni dove li troviate, cercate i nemici dell’Islam senza sosta” (Sura 4:90).

“Combatteteli finchè l’Islam non regni sovrano” (Sura 2:193).

Ciò non basta: pare che siano circa 123 le sure che incitano alla guerra e all’omicidio.

Se questo è l’islam, e se questi precetti sono condivisi dalla maggior parte dei suoi credenti, l’islam dovrebbe essere messo al bando in quanto palesemente inconciliabile con un qualunque modo di vivere civile.

Non solo in Europa. In qualunque Nazione del mondo che definisca tale.

Allora è meglio tornare alle parole del Cardinal Biffi: “Io non ho nessuna paura dell’Islam. Ho paura di altre cose. Ho paura della straordinaria imprevidenza dei responsabili della nostra vita pubblica. Ho paura dell’ inconsistenza dei nostri opinionisti. Ho paura dell’ insipienza di molti cattolici, specie i più acculturati e loquaci. In questi giorni, leggendo certi interventi, più volte sono stato tentato di ripetere una frase di Dietrich Bonhoeffer – il teologo luterano tedesco, protagonista della resistenza al Nazismo – «Contro la stupidità sono senza difesa». Ma non l’ho fatto perché non è vero che non c’ è rimedio alla stupidità.

La stupidità di chi importa barconi di immigrati non anagraficamente censibili né controllabili.

La stupidità di chi dà loro rifugio offrendo case, alberghi, vitto e tessere telefoniche.

La stupidità di chi racconta candidamente che in Italia soggiornano 53 terroristi a piede libero, nei riguardi dei quali non si prendono – almeno in maniera palese – provvedimenti di alcun genere: eppure si tratta di c.d. jihadisti di ritorno, cioè coloro che, dopo aver combattuto in Medio Oriente, rientrano in Europa e si nascondono pronti a portare la guerra santa anche da noi, creando cellule terroristiche o dando luogo a pericolose azioni isolate, come successo a Parigi.

Si combattano da soli la loro guerra

Oggi in Francia “grande manifestazione unitaria” contro la tre giorni del terrore.
Partecipazione di capi di stato e di governo.
Pare, però, che gli organizzatori non abbiano voluto la partecipazione del Fronte Nazionale di Marine Le Pen, il primo partito francese che rappresenta il 25% degli elettori.
Mi domando che razza di manifestazione “unitaria” potrà mai essere se venisse escluso il primo partito di Francia che, in teoria, dovrebbe avere diritto al primo intervento.
Mi rispondo che gli organizzatori, che mi sembra bercino “contro il razzismo, per l’integrazione e la tolleranza“, esattamente come Renzi ieri a Bologna, hanno una idea tutta loro di come combattere la guerra.
Infatti come alla crisi economica causata dall’euro, rispondono che ci vuole più europa, così davanti alla violenza degli immigrati di seconda generazione, rispondono che sono così perchè non sono stati integrati, quindi ci vuole più integrazione.
Il “vaffa” mi sorge spontaneo e anche dire: allora combattetevela da soli la vostra guerra, ma poi non venite a piangere per i morti o per chiedere soldi per liberare i vostri compagni che vengono sequestrati.

Entra ne

RELIGIONE DI PACE… (VOLENTI o NOLENTI)

Volenti o nolenti si prosternano ad Allah coloro che sono nei cieli e sulla terra e anche le ombre loro, al mattino e alla sera. (Ar-raad /15)

Wa li-LLAH yasjodoo man fii s-samawati wa_l-ardhi thaw-an wa karhan wa dhilalohom bi_l-ghodowi wa_l-asali.

وَلِلَّهِ يَسْجُدُ مَنْ فِي السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ طَوْعًا وَكَرْهًا وَظِلَالُهُمْ بِالْغُدُوِّ وَالْآصَالِ . ( الرعد / 15 )