Così si diventa monarchici

Nato nel 1956, con Giovanni Gronchi, democristiano, appena eletto terzo (o secondo se non contiamo il “provvisorio” De Nicola o addirittura quarto se vogliamo contare il pro tempore di De Gasperi tra la rinuncia del Re Umberto II e la nomina di De Nicola) presidente della repubblica, per lungo tempo non mi ero mai posto la questione istituzionale.
Ho letto del referendum del 1946 e mi sono fatto l’idea che probabilmente vi furono dei brogli per favorire la repubblica e l’esilio dei Savoia.
Ma, sicuramente, nel 1956 e nel decenni successivi fino ad oggi, l’idea monarchica ha progressivamente perso forza e se si votasse oggi otterrebbe ben pochi voti.
Più interessante sarebbe un confronto tra repubblica parlamentare (l’attuale guazzabuglio) e repubblica presidenziale con il presidente ben più potente di un re, ma non ereditario e a termine.
La stampa italiana non ha poi mancato di dileggiare la Famiglia Reale, prima con le avventure della Principessa Beatrice, poi prendendo di mira l’Erede al Trono Vittorio Emanuele, criticato per aver sposato una “borghese” e raggiungendo il fondo con la vicenda dell’isola di Cavallo.
L’ultimo rampollo reale, il Principe Emanuele Filiberto, mi appare molto simpatico, alla mano (forse studiatamente) ma anche molto poco regale (c’è una bella differenza con William d’Inghilterra !).
Insomma, nulla di tutto ciò potrebbe ispirare uno nato già in epoca repubblicana a diventare monarchico, se non la repubblica stessa e chi la incarna, cioè il presidente della repubblica.
Da bambino mi appassionai all’elezione di Saragat, in diretta televisiva, in bianco e nero, con il faccione quadrato di Bucciarelli Ducci che apriva la scheda e pronunciava il nome “Leone”, “Terracini”, “De Marsanich”, “Martino”, fino ad arrivare a Saragat.
Il presidente che ricordo per i suoi telegrammi.
Me lo immaginavo ogni giorno scrivere un telegramma: di felicitazioni, di condoglianze …
Poi arrivò Leone, eletto con i voti dell’MSI, quindi il presidente a me più affine che ci sia mai stato, che invertì la rotta e con Andreotti escluse i socialisti dal governo per riprendersi i liberali, anche perchè fu costretto alle dimissioni da una infame campagna di stampa che, poi, si rivelò fondata su falsità.
Dopo Leone il primo presidente che mi fece pensare positivamente alla Monarchia: Pertini, socialista.
Quindi una ritorno repubblicano con Cossiga che avevo avuto modo di conoscere nel 1975 e che, davanti a molti ragazzini di venti anni,  mise tutti in difficoltà con il suo modo di fare e le sue battute “spinte”.
Non apprezzai le modalità di elezioni (arco “costituzionale”) ma la sua presidenza sicuramente sì.
Dopo Cossiga, il diluvio.
Tre cariatidi interventiste (a senso unico) , con le loro omelie e sempre pronti a legare l’asino dove voleva il padrone.
Ostili pregiudizialmente alla Destra, hanno mostrato come NON si debba fare il presidente della repubblica che dovrebbe essere una figura super partes.
Non avendo speranza, con questa composizione di parlamento, che il prossimo presidente sia meglio, mi ritrovo sempre più monarchico.
Almeno il Re, la Famiglia Reale, per quanto possa avere una idea, non deve brigare per diventare capo di stato, nè deve riconoscenze a Tizio o Caio, nè ha ambizioni di rielezione e può, molto meglio di un presidente eletto e quindi di parte, rappresentare l’unità della Nazione.
Una unità che anche a lui conviene preservare per continuare la dinastia.
In questo quadro anche un Savoia andrebbe benissimo (e non voglio minimamente entrare nella disputa dinastica: mi andrebbe bene chiunque, piuttosto che un novello Napolitano & Co.) ma apparirebbe poi così peregrina l’idea di conferire alla Regina Elisabetta II anche la Corona d’Italia ?
In fondo non mi sembra che se la cavi male come regina non solo del Regno Unito, ma anche capo di stato di Australia, Canada e Nuova Zelanda …
E ve l’immaginate la faccia stizzita di Hollande e di Frau Merkel che già assaporano il piacere di un loro nuovo presidente a Roma ?

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Sulla "sicurezza"

La nuova minaccia alla rete arriva dall’Europa di Claudio Messora

“Siamo preoccupati dalla frequenza crescente dell’uso di internet per alimentare odio e disprezzo e segnaliamo la nostra determinazione ad assicurare che non si abusi di internet in questa direzione, salvaguardando, nel pieno rispetto delle libertà fondamentali, la libertà di espressione. Con questo in mente, la collaborazione dei maggiori internet provider è essenziale per creare le condizioni per avere segnalazioni veloci di materiale teso a fomentare odio e terrore e per la sua rimozione, ove possibile e appropriato.” Così tutti i maggiori leader europei, in questa dichiarazione congiunta.

La nuova minaccia alla rete arriva dall’Europa, che dunque presto si farà carico di emanare una direttiva per tentare di chiedere agli internet service provider di farsi carico del monitoraggio delle conversazioni che scorrono in rete. Cosa del tutto impossibile, perché richiederebbe un dispiegamento di mezzi che nessuno ha a disposizione, a meno di non attuare una politica repressiva e brutale dove chiunque menzioni parole chiave come “terrorismo”, “bomba” e così via venga segnalato immediatamente a una nuova task force organizzata. E dato che il carico di lavoro nell’analisi degli opportuni distinguo sulla reale natura del dibattito sarebbe in ogni caso eccessivo, non resterebbe che filtrare, censurare, eliminare tutto ciò che in rete si muove e respira. Di contro, deve essere chiaro che se uno vuole organizzare un attentato, non fa una pagina Facebook per farsi mettere “mi piace”, ma usa sistemi criptati e decentralizzati, difficili da penetrare, come ad esempio Tor. Dunque a cosa mai servono nuove leggi repressive se non, in effetti, a generare un clima di terrore in rete dove chiunque può diventare oggetto di attenzioni particolari dalle forze dell’ordine, o vittima di censura, solo perché magari discute di terrorismo, adottando un approccio critico (diventerà apologia di reato?) o anche solo analitico.

Ed è curioso che l’attentato a Charlie Hebdo sia accaduto proprio in Francia, dove da anni è in vigore una legge, chiamata  LOPPSI 2, che consente al Ministero degli Interni di oscurare a piacimento (e senza neppure dichiarare chi è nella lista) i siti internet pornografici, nonché alla polizia di installare sui computer di persone considerate potenzialmente pericolose software in grado di controllare tutte le loro attività online e leggere tutto ciò che scrivono. Non mi pare che abbia funzionato molto. Dunque forse, c’è da dedurne che era troppo blando e che la nuova regolamentazione deve essere più restrittiva. Ma ancor prima che Bruxelles tenti ora di sfruttare l’attentato di Charlie Hebdo per mettere le mani sulla rete in tutta Europa, qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai l’ISIS ha siti online dove pubblica riviste digitali, dove fa proselitismo e dove diffonde video di esecuzioni sommarie, senza che tutta la tecnologia della CIA, dell’NSA, dell’FBI e di tutti i servizi segreti occidentali messi insieme riesca non solo a chiuderli, ma perlomeno ad oscurarli come avviene regolarmente per i siti che invece diffondono materiale pirata di proprietà delle grandi multinazionali. Se l’intenzione è davvero quella di debellare il terrorismo, allora forse direi che sarebbe meglio cominciare dalle basi, no?

Candidato di bandiera

Giornali e notiziari radiotelevisivi si stanno spendendo con le candidature al Quirinale.
In primo piano sento i nomi di Veltroni (il miglior segretario comunista di tutti i tempi, con il quale vincemmo due elezioni politiche).
Fassino, altro segretario comunista che, fisicamente, potrebbe ottimamente rappresentare la gioia di vivere della repubblica italiana e il suo stato di salute.
Tal Mattarella, noto per il sistema elettorale vigente nel 1994, 1996 e 2001 e per il resto grigio burocrate democristiano di sinistra.
A seguire i sempreverdi Prodi e Amato.
Poi qualche spolveratina al femminile (Finocchiaro, Pinotti, Bonino – a pensare male si fa peccato, ma ho visto troppe volte i radicali sfruttare ondate emotive per i loro fini di parte … – Severino) , di tecnici (Padoan, Draghi) e un paio di politici di lungo corso ed esperti in niente (Casini e Rutelli) che rappresenterebbero il trionfo del nulla, eppure mi sembrano i più degni del lotto.
So perfettamente che Berlusconi vuole essere della partita, ma sbaglia.
Il prossimo presidente sarà un simil Napolitano ed è detto tutto.
Il Centro Destra farebbe meglio a lasciare che siano i comunisti ad eleggersi il LORO presidente, senza contaminarsi nella vana speranza di eleggerne uno che poi non sia così ostile (come invece sarà).
Il Centro Destra farebbe meglio a votare un candidato di bandiera, che rappresenti una manifesta rottura con la sinistra, con la politica immigrazionista, con la politica delle tasse.
Un personaggio quanto più inviso possibile alla sinistra ed agli ambienti europei.
Poichè Salvini e la Meloni non hanno l’età, a me verrebbero in mente Daniela Santanchè o Maurizio Gasparri …

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Sinistra tassa e spendi

A Bologna, in Emilia Romagna, aumentano le tasse a carico dei cittadini.
Dov’è la novità ?
Non c’è.
Ma a Bologna e in Emilia Romagna la guida, sempiterna dei comunisti, è ora nelle mani di due fedelissimi di Renzi.
In Emilia è già stata aumentata l’irpef regionale a carico di tutti i cittadini residenti in regione.
A Bologna vengono annunciati aumenti per l’irpef comunale, l’imu sulle seconde case affittate a canone concordato e date in comodato a parenti e un bel 3% in più su una tari già di suo predatrice.
L’elettore bolognese ed emiliano cosa farà ?
Ha appena eletto il solito comunista alla presidenza della regione.
Le votazioni per il sindaco sono ancora lontane.
Lo volete capire, compagni obnubilati dall’ideologia, che continuando a votare per il vostro partito, ostinatamente, anche contro ogni logica evidenza, vi ritroverete asserviti, debitori e senza futuro ?
Ponetevi, almeno, la domanda: avevate più soldi a disposizione quando c’era Berlusconi al governo o adesso con la triade Monti-Letta-Renzi ?



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La ghiotta occasione per rialzare la testa

Dicitur che uno può ingannare poche persone per lungo tempo, può ingannare molte persone per qualche tempo, ma non può ingannare tutti a lungo.
Renzi ha ingannato molti Italiani (non tutti e neppure il famigerato 40,8% che in realtà era dei votanti e rappresentava il 21% del corpo elettorale)  per un anno e adesso i nodi vengono al pettine.
Persino i commentatori più proni nei suoi confronti sono costretti ad ammettere che il consenso è in calo e, pur facendo quadrato a difesa del bulletto fiorentino e degli interessi dei propri editori, sanno perfettamente che deriva dal fatto che le chiacchiere ormai mostrano la corda e il nulla dietro le parole incombe come un macigno.
In queste stesse condizioni, nel 1999 come nel 2007, il Centro Destra era di nuovo avanti nei sondaggi perchè, sfruttando la inevitabili crisi dei parolai sinistri, aveva saputo dare impulso alla diffusione del proprio progetto grazie all’attività del suo Leader indiscusso, Silvio Berlusconi.
Oggi Berlusconi dovrebbe sapere che i magistrati non gli consentiranno mai più di candidarsi (e ovviamente essere eletto, perchè così finirebbe) ad una carica pubblica, alla premiership, ma ancora perde tempo sperando in una improbabile assoluzione europea.
Dovrebbe capirlo che quella grottesca caricatura di cancelliere (Bismark, ma anche Adenauer si staranno rivoltando nella tomba e Kohl non lo fa solo perchè è ancora vivo) che è la Merkel (che evidentemente non si è purgata dai vizi DDR vista la manifestazione “contro il razzismo e la xenofobia” cui ha partecipato in Germania in opposizione al crescente movimento anti islam e ignorando che a sparare a Parigi sono stati terroristi islamici, immigrati di seconda generazione, cui fu concessa la cittadinanza con troppa leggerezza)  non ha intenzione di portarsi nel sinedrio, di nuovo, un leader antagonista che potrebbe unificare tutti i “piccoli” dell’unione sovietica europea e fare comunella con Cameron.
Così il Centro Destra è costretto ad andare in ordine sparso e, anzi, una buona parte di esso, rappresentata da Forza Italia, si rende disponibile a lanciare un salvagente a Renzi nell’elezione del presidente della repubblica (comunque dei loro) e nelle “riforme” elettorali e istituzionali.
In questo quadro emerge Salvini con la rinnovata Lega, ma solo perchè mediaticamente si espone molto, con il rischio di fare la fine di Grillo che ha dovuto alzare sempre più decibel e provocazioni, fino a rendersi ridicolo persino ai suoi beneficiati (di un posto in parlamento che mai avrebbero avuto senza il comico genovese, ma che ora pensano di essere “grandi” e continuano gradualmente ad abbandonarlo sperando di ottenere la riconferma aggregandosi al presunto vincitore di domani).
Del resto Salvini se non si esponesse mediaticamente farebbe la fine della Meloni che sostiene gli stessi valori e principi, ma non ottiene alcuna citazione da stampa, tele e radiogiornali.
Adesso dovranno eleggere il nuovo presidente della repubblica.
Sarà dei loro e, quindi, chiunque sia non sarà il mio presidente, ma neanche potrà esserlo di qualsiasi elettore del Centro Destra.
Ecco, questo mese potrebbe segnare il sorpasso della coalizione di Centro Destra, senza Alfano, sulla sinistra se Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia agiranno in parlamento per bloccare le ridicole riforme elettorali e istituzionali che nulla cambiano anzi rendono l’Italia sempre più stato di burocrati, magistrati e funzionari di partito e per lasciare ai comunisti l’onere di eleggersi il presidente, il LORO presidente che, poco più o poco meno, sarà pessimo come gli ultimi tre.
In contemporanea preparare la campagna elettorale fondandola sull’alternativa ai quattro cavalieri dell’Apocalisse che rappresentano l’essenza della sinistra di oggi e il nemico di ogni Società Civile: devianza, euro, immigrazione, tasse.

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Angelino "Charlie" Alfano



A’ nous la liberté. Da oggi  Alfano è passato da Angelino Jolie ad Angelino Charlie. Avevamo un grande fautore della libertà di espressione e non lo sapevamo. Forse lo vedremo come il ministro Manuel Valls, uscire da Palazzo Chigi con la copia del nuovo Charlie Hebdo sottobraccio da mostrare con fierezza ai fotografi. Avete capito a cosa si attaccano i politici eurobabbei? Ai fumetti e alle caricature. Un vero distillato di saggezza. 

Ieri mattina si è dimesso Napolitano che passerà alla storia come il peggior presidente degli Italiani. Analogamente, Alfano passerà alla storia come il peggior ministro degli Interni. Non provvede alla sicurezza del Paese e corre a prelevare legioni di clandestini direttamente dalle coste del Nord Africa (Mare Nostrum e Triton), è incapace di stare con la schiena dritta nei confronti di una Ue che sta trattando l’Italia come il suo lazzaretto personale; sguarnisce i presidi di polizia, taglia i fondi destinati ai poliziotti. 

Martedi in tv in uno di quei programmi cloni (non ricordo bene se Ballarò o “di Martedi”) durante un collegamento da Parigi,  un francese ha arringato a muso duro la cronista tv che lo intervistava per dirle: “C’est vous les Italiens, qui vous allez les rattraper jusqu’en Libye” alludendo esplicitamente alle nostre politiche dissennate di crocerossini dei mari che corrono a prelevare gli immigrati fino alle coste libiche. Poi: ça suffit! Nel timore che questa non avesse ben capito,  le ripete a voce alta in Italiano: “Basta!“.
 La cronista allocchita avrebbe potuto replicare almeno per salvare la faccia, che noi Italiani siamo tutt’altro che entusiasti di questa imposizione crudele. Magari con una frasetta del tipo: “C’est l’Europe qui nous commande tout ça“. Ma è pretendere troppo. Così ci facciamo anche la figura dei volonterosi  crumiri immigrazionisti che si rendono corresponsabili di tutto questo sfacelo presso i nostri vicini di casa. 
Sta di fatto che Angelino Charlie, a cadaveri delle vittime ancora caldi di quello stesso sabato 11 gennaio a Porta a Porta, aveva già in tasca la soluzione ai mali del Jihadismo: le mani sulla rete. Ovvero il Patriot Act all’italiana, quello sulla falsa riga emanato dagli Usa dopo l’11/9 che non è servito a catturare un terrorista che sia uno, ma in compenso ha eliminato le libertà personali dei cittadini.

Qui, un’anticipazione: http://www.zeusnews.it/n.php?c=22375,   di quel che ci aspetta. Dopo i fatti di Parigi, il ministro dell’Interno vorrebbe introdurre la possibilità di bloccare i siti ritenuti pericolosi, senza passare dall’autorità giudiziaria. Vogliamo scherzare? 
Pare che per questo delicato passaggio, pretenda pure la decretazione d’urgenza. Il perché è semplice: ordini perentori di Euroscuderia.

L’Italia è uno dei paesi più euroscettici e a forte disoccupazione giovanile. In caso di proteste sociali, meglio mettersi con le mani avanti. La definizione di “terrorista” è talmente  imprecisa e vaga che può  rapidamente diventarlo chiunque sia in disaccordo con il governo e con le politiche della Ue. Il problema in Italia è l’aumento della resistenza contro l’Europa. Questa è alimentata parallelamente alla disoccupazione tra i giovani che supera il 50%”.

Coniglio Mannaro Alfanoide, che ha fondato una sigla partitica di un’entità mai eletta da nessuno (l’lNCD), si è già messo  zelantemente al lavoro. 
Ho  già davanti il fim: Jihadisti nemmeno uno, in compenso verranno intrappolati e angariati i semplici cittadini già allo stremo per la crisi. 
Oui, je suis joli!
Sì,  più giulivo che bello. 

Un buttero a Strasburgo

Complice una influenza che non avevo da 8 anni, in questi giorni sono a casa ed ho avuto modo di ascoltare per radio Renzino a Strasburgo.
Penoso.
Doveva fare un bilancio, cioè dire “ho fatto, abbiamo realizzato, abbiamo introdotto …“, invece ha raccontato l’ennesima favola condita di nulla.
Si è dimostrato così all’altezza del ruolo di presidente di turno uscente (e per fortuna uscito) da polemizzare essenzialmente sui fatti italiani con Salvini che ha avuto buon gioco a scoprire quanto fosse nudo il semestre renziano di presidenza.
Si è comportato con la medesima arroganza dell’ignorante che, apprese per caso un paio di nozioni, magari senza comprenderle, si sente “acculturato” a differenza dei Longobardi della Lega, del Fronte Nazionale e dell’Ukip.
E come tutti i toscani (Benigni docet) si crede un insigne dantista, ma è solo un ripetitivo orecchiante di pensieri altrui.
Con la stessa presunzione quindi del buttero calato su Roma, rinfaccia loro quelle scarse letture che dalle sue parole si capisce benissimo essere il suo patrimonio culturale.
Con l’arroganza di tutti i sinistrati, però, si appunta lo stemmino di “intellettuale”, ignorando che chi ha Cultura, non rinfaccia mai al prossimo la sua superiorità, perchè è nei fatti e non ha bisogno di essere affermata e sono invece proprio quelli che sentono la necessità di affermarla ad esserne fortemente carenti-.
In europa sono fortunati perchè le presidenze di turno durano solo sei mesi ed anche il bulletto di Firenze è fortunato perchè più lo si frequenta più si scopre il vuoto pneumatico del suo pensiero.
Magari potrà ingannare ancora per qualche tempo la Merkel, soprattutto Schultz , Hollande che pensa ad altro e una fetta sempre più ridotta di elettori italiani.
Ma i nodi stanno venendo al pettine e in Italia sta crescendo il signor Salvini che, finora, nonostante la diffidenza con la quale viene accolto e seguito, non ha ancora sbagliato una mossa.

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Ma di cosa si fa?

Fonzarelli, stamattina nel discorso di chiusura della presidenza italiana alla ue ha detto che le famiglie italiane si stanno arricchendo. Non ce la faccio proprio a commentare la cosa. Non ce la faccio.

Qui, Phastidio ci da spiegazioni serie sull’impoverimento delle famiglie italiane. Grazie alla segnalazione di Huxley. Nel frattempo continuo a non farcela a commentare la frase (e non solo quella) di fonzarelli.