Il ballo delle verdi insalatiere

Quando vedo le urne di vimini foderate di raso verde, più conosciute come “insalatiere” con i parlamentari che sfilano per riempirli di foglietti di carta, penso con mestizia se nel XXI secolo ha ancora un senso delegare ai partiti, ai gruppetti, ai sotto-gruppetti (molti dei quali, non eletti da nessuno come NCD e il gruppo misto), il compito di scegliere un candidato  presidenziale nel nome di tutti gli Italiani.
Hanno manipolato in tutti i modi “la più bella del mondo”, in materia di bilancio economico che ora viene deciso  direttamente dalla Troika, ma una vera riforma per l’elezione diretta del Capo dello Stato da parte dei cittadini, ancora non esiste. Intendiamoci, anche laddove esiste questa modalità, le infiltrazioni lobbistiche non mancano (si veda l’elezione di Obama voluta da molte banche d’affari internazionali).

Ma quel che è certo che così con il ballo dell’Insalatiera, ci si candida a tenere un Paese sotto l’urna cineraria. Ogni fazione di partiti, ogni gruppo o sottogruppo, vota solo per i comodacci propri e  per i propri interessi particolaristici, del tutto incurante delle necessità dei cittadini. I quali in una vera democrazia, potrebbero addirittura segnalare preventivamente cittadini emeriti e specchiati, in modo da poterli eleggere a suffragio popolare e per non più di 4 anni, in luogo della vecchia monarchia del settennato. Questa è la mia opinione.  In caso contrario, hanno ragione i giovani burloni a volere Magalli for President e a portarlo in trionfo davanti al Quirinale  facendolo saltare per aria, visto che intanto, uno vale l’altro.

Vota Magalli, votaMagalli, vota Magalli, Magalli for President

Renzi, tirando fuori dalla naftalina un vetero-democristo come Mattarella che è anche membro della Consulta, ha ricompattato i suoi nel nome del nuovo che avanza.  In un attimo  è passato da “rottamatore” a “restauratore”.
Patetico Berlusconi a parlare di “tradimento” del patto del Nazareno, cioè un accordo oscuro e privato fra due malfattori, al di fuori delle istituzioni. 
Chi stipula  patti nefandi col Nemico deve aspettarsi che prima o poi se cerchi di fare furberie, esiste qualcuno ancora più furbo di te, che ti frega. E’ una regola aurea. Il vero tradimento Berlusconi lo ha  da tempo perpetrato nei confronti dei suoi elettori,  ma non se ne è ancora accorto.

Poi capirete la differenza: in luogo di Mattarella, lui aveva pronto il Topo  Malefico, roditore di risparmi privati.

Quanto all’antico cattosinistro Sergio Mattarella, è stato Fondatore  storico dell’Ulivo, il vice di D’Alema, durante la guerra contro la Serbia, il ministro con De Mita, nonché giudice di quella Corte Costituzionale che ha  scippato  agli  italiani l’opzione referendum per cancellare la Legge Fornero. Davvero un curriculum incoraggiante! 
Oggi e domattina continua  la cosiddetta “chiama”  intorno all’Insalatiera verde. I numeri per l’operazione “restauro” ci sarebbero. Ma c’erano anche nel 2013 per Prodi e sappiamo bene come è andata, coi franchi tiratori. E c’è l’incognita M5S, con i  10 recenti fuoriusciti dal movimento,  e altre liste peregrine in libertà.
“Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” diceva sempre il Trap.  Purché poi dal sacco,  non schizzi fuori ancora il Topo, la Mortadella o qualche altra quota “rosa antico”. All’orrore non c’è mai fine! 
Ma soprattutto vedremo se il Patto del Nazareno va  per davvero in rottamazione, o  se il Bullo farà ancora il Ballo del Mattone con Berlusconi, dopo aver fatto un giro di twist e un giro di rock con i suoi e con Sel.
Quel che è certo è che questo pomeriggio e domani, prosegue la danse macabre intorno a urne, lugubri catafalchi e insalatiere. E che i cittadini non contano un due di picche. Ma questo si sapeva.

Il Cav troppo signore per la politica italiana

Nonostante quello che dicono di lui, Berlusconi è troppo gentleman per la politica italiana.
Ancora una volta si lascia menare per il naso e rischia di rimanere con nulla in mano e vedere ascendere al Quirinale l’ennesima nullità a lui profondamente ostile, probabilmente per mera invidia.
Di Mattarella, infatti, candidato di Renzi non si ricorda nulla di particolare ad eccezione di un meccanismo elettorale tanto farraginoso quanto contorto che risulta parto delle sue riflessioni.
Il suo merito, quello di essere fratello di uno ucciso dalla criminalità.
E nulla più.
Un personaggio perfettamente adatto per fare il comprimario di Renzi, accontentando anche i comunisti che sbavano ancora contro il Cav.
Che dire, allora ?
Vedremo se Berlusconi avrà quel colpo di reni che consentirebbe di eleggere non il migliore, ma il meno peggio.
Certamente Mattarella sarebbe da annoverare tra il peggio, come gli ultimi tre, impresentabili per qualsiasi elettore del Centro Destra che trova conforto unicamente dalle prospettive che si aprono con l’accordo tra la Meloni e Salvini, tra la Lega e Fratelli d’Italia.

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Ci siamo … quasi

Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno annunciato che Lega e Fratelli d’Italia voteranno Vittorio Feltri per la presidenza della repubblica.
Al di là del voto di bandiera e della persona scelta (non mi piace il suo cedimento ai capricci omosessuali) il segnale è importante, chiaro e positivo.
I due partiti che rappresentano al meglio l’elettorato di Centro Destra sui temi scottanti (immigrazione, euro, tasse, omosessualità) quelli, cioè che segnano lo spartiacque insormontabile verso ogni accordo con la sinistra, hanno compiuto il primo passo per una sorta di federazione che potenzialmente potrebbe superare il 20%.
Soprattutto se la scelta di un “padre nobile” del Centro Destra (al di là, ripeto, di alcune sue non condivisibili impuntature) potesse e dovesse attirare anche la parte migliore di Forza Italia che, giustamente, rifiuta l’accordo con i comunisti.
Ed è una percentuale che consentirebbe di far giocare la partita su chi dovrà sfidare il pci/pds/ds/pd di Renzi al ballottaggio elettorale, in una appassionante corsa a tre con Grillo ed un eventuale partito popolare europeo in salsa italiana.
Forza Giorgia, Forza Matteo, la strada che avete imboccato è quella giusta.
Ci siamo …. quasi.

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L’unica riforma utile

Mentre Renzi e i suoi esultano per essere riusciti ad imporre una nuova, complicata e quindi dannosa, legge elettorale, un’altra decina di grillini cambia casacca senza dimettersi dal parlamento.
Lo avevamo già visto in passato con parlamentari che cambiavano allegramente schieramento, tradendo gli elettori con la scusa di non essere costituzionalmente vincolati a mandati di alcun genere.
Lo abbiamo pagato con il tradimento di Fini e dei suoi finioti che hanno vanificato la più forte maggioranza parlamentare che si potesse avere.
Ma ancora prima Cossiga e Mastella consentirono a D’alema di diventare il primo comunista presidente del consiglio.
Ma la sinistra si è focalizzata non sui traditori che le hanno consentito di governare o di ostacolare il Cav, bensì su quei quattro coraggiosi gatti che hanno fatto il percorso inverso.
Oggi, dopo due anni di scouting, a Renzi è riuscito quel che non riuscì a Bersani ed ecco che potrà contare su una ventina di voti in più, sottratti a Grillo.
L’unica riforma che sarebbe utile per restituire dignità e moralità alla politica sarebbe la decadenza immediata di chi, eletto in uno schieramento, faccia il salto della quaglia.
Ma poichè tutti sperano di poter in futuro guadagnare da simili individui, ecco che l’unico provvedimento degno non sarà mai assunto, tanto meno dal parolaio di Firenze. 

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Una "Sottomissione" molto dolce

Ne ha già scritto Nessie commentando il “caso letterario” del momento (“Sottomissione” di Michel Houellebecq).
Un caso letterario tale che, uscita la traduzione italiana il 15 gennaio, recandomi in libreria il 16, il volume era già esaurito ed ho dovuto attendere mercoldì per acquistarne una copia, che ho alla fine letto.
Se non ci fosse stato il lancio pubblicitario derivante dalla strage di Parigi a Charlie Hebdo, probabilmente non lo avrei acquistato.
Innanzitutto non lo avrei acquistato perchè non amo gli scrittori francesi, ad eccezione di Dumas, dei coniugi Golon e di uno sicuramente sconosciuto ai più Gil St. Simon, autore, per quanto di mia conoscenza, di otto romanzi di cappa e spada che formarono letture appassionate della mia adolescenza.
Poi non lo avrei comprato perchè ho una particolare idiosincrasia al rosso in ogni sua manifestazione e quella copertina tutta rossa mi avrebbe portato a saltare anche solo l’esame del libro.
Certo il tema è tra i miei preferiti: la società futura.
Un tema che trova ampiamente spazio (ma proiettato molti secoli nel futuro) in tanti romanzi di fantascienza (pensiamo solo al classico e bellissimo “I Sovrani delle stelle” di Edmond Hamilton)  ma che ambientato a soli sette anni di distanza rischia solo di diventare vecchio e superato in poco tempo, come per altri versi è accaduto ai romanzi più famosi di Orwell (1984 e La fattoria degli animali) o a Il Mondo nuovo di Huxley che, infatti, nella mia biblioteca sono collocati non fra i saggi, non fra i romanzi di fantascienza, ma nel mare magnum dei romanzi di autori stranieri.
Il libro di Houellebecq non è quindi inquadrabile nella fantascienza classica che esamina un lontano futuribile, ma non è neppure un saggio di politica fondato su studi, analisi, proiezioni con una qualche patina di scientificità.
Pur tuttavia è un romanzo che prefigura un futuro possibile, tra l’altro per nulla agghiacciante come certi commenti sembravano far intendere, evidentemente scritti senza aver letto il libro ma solo dopo aver conosciuto l’argomento.
Se escludiamo alcune parti francamente volgari e prive di una qualsivoglia attinenza con l’argomento, il romanzo si riesce persino a leggere (dubito però che sarà oggetto delle mie riletture).
Alquanto squallido il protagonista attraverso gli occhi del quale assistiamo all’ascesa al potere dei Fratelli Musulmani in Francia e, da lì, in altre nazioni d’europa (viene esplicitamente citato il Belgio, ma anche la Gran Bretagna).
Il nuovo regime musulmano non sembra particolarmente oppressivo, anzi da come viene descritto appare ai miei occhi quasi auspicabile visto l’ordine morale che riporta in una società dissoluta e di cui le pagine più volgari del romanzo sono chiara manifestazione.
Sarà perchè io sono un agnostico (con qualche simpatiaa neopagana) ma non mi affliggerebbe affatto la sostituzione di una religione con un’altra.
A differenza degli atei, che sono fondamentalisti come e a volte più dei fanatici religiosi (di qualsiasi religione) , gli agnostici semplicemente “non sanno“, come dice il termine stesso.
Non so, quindi, chi sia Dio, non potendo escludere che sia quello dei cristiani, dei musulmani, degli ebrei o se vi sia una pluralità di Dei, ognuno preposto ad un particolare settore, popolo o razza.
Ho una mia personale convinzione che un Dio esista, debba esistere, ma non so dare una risposta su “chi” sia questa divinità.
Questo potrebbe essere un problema se ci fosse una imposizione di una religione di stato, ma potrebbe anche essere una agevolazione se, nella più totale indifferenza verso qualsivoglia scelta, fossi costretto a farne una.
E la vita continuerebbe.
Sarebbero altri a doversi preoccupare e, paradossalmente, sono proprio questi “altri” ad essere i maggiori agevolatori della invasione islamica nell’Occidente.
Pensiamo solo alle organizzazioni cristiane che pretendono l’accoglienza, o alle donne come la Boldrini o le due Greta+Vanessa oppure, in genere, ad una sinistra tutta kefiah e intifada.
E qui arrivo, rapidamente per quanto possa consentirmi un commento ad un romanzo di 250 pagine, al punto che per me è centrale e forse l’unico punto inquietante e che dovrebbe aiutarci ad una presa di coscienza.
Come accade che i Fratelli Musulmani assumono la presidenza dell repubblica in Francia vincendo le elezioni ? (Nel romanzo il candidato islamico sconfigge la candidata Marine Le Pen del Fronte Nazionale al ballottaggio).
Il candidato islamico ottiene l’appoggio non solo dei socialisti di Francia guidati da Hollande e Valls, ma anche dell’UMP guidata da Cotè (questo indicata la datazione e già il superamento del romanzo).
E questo dopo che nelle elezioni del 2017 pur di sbarrare la strada al Fronte Nazionale, il cosiddetto Centro Destra francese dell’UMP aveva scelto, secondo l’autore, di votare per la sinistra (personalmente non credo che ciò accadrebbe, il contrario è accaduto, ma noi di Destra preferiamo votare per l’estrema Destra che per un qualsiasi candidato di sinistra).
Che cosa ci dice dunque Houellebecq ?
Ci dice che il nemico passa solo ed esclusivamente attraverso il tradimento perpetrato ai danni della propria gente.
In questo caso i dirigenti dell’UMP che, prima, votano socialista e poi persino per il candidato musulmano, assieme ai socialisti, per impedire che il Fronte Nazionale vinca le elezioni.
Questa l’opinione di Houellebecq che trova sicuramente credito in vicende analoghe del passato.
In SudAfrica non sarebbe mai andato al potere un Mandela se un Boero come De Klerk non gli avesse consegnato il potere contro la volontà della maggioranza dei Boeri stessi.
Negli Stati Uniti un Obama non sarebbe mai stato eletto presidente se non avesse ottenuto il voto di un numero di bianchi ben superiore alla totalità dei negri presenti nella nazione.
Così un musulmano, nel romanzo di fantasia di Houellebecq, non sarebbe mai stato eletto presidente se non avesse ottenuto i voti dei socialisti e dei gollisti.
E, potremmo estendere, un socialista non sarebbe mai stato eletto, sempre in quel romanzo, se non avesse ottenuto i voti gollisti.
Ed ampliando il concetto calandolo nella realtà politica italiana, Monti, Letta e Renzi e non sarebbero mai stati nominati presidenti del consiglio in Italia se non avessero ottenuto il voto di eletti del Centro Destra (nel caso dei primi due dell’intera Forza Italia, quindi dei transfughi alfaniani).
Allora la morale del romanzo, ai miei occhi, è: cerchiamo di evitare di dividerci e cerchiamo di evitare di essere noi stessi a consegnare la nostra terra, la nostra civiltà, la nostra ricchezza a chi vuole solo impossessarsene.
Dipende da noi evitarlo.
Dipende da noi scegliere chi possa meglio custodire il nostro voto.
In Grecia è andata al governo la sinistra di Tsipras.
Con l’appoggio di un partito di scissionisti (gli alfaniani locali) di Nuova Democrazia.
Una catastrofe e non perchè uscirà dall’euro, ma perchè vi resterà dentro, peggiorandolo, visto che tratterà (ed otterrà) condizioni per gli interessi della sinistra greca, non del Popolo Greco.
Allora uno cosa avrebbe dovuto fare, se fosse stato greco, votare Nea Demokratia di Samaras ?
Certo, sarebbe il male minore, ma pur sempre un male.
Meglio invece smetterla di cercare il male minore, le mezze misure (che sono poi quelle che, fermando la mano di Bush, Blair, Azanar, Howard e Berlusconi hanno impedito di risolvere il problema islamico una volta per tutte) e votare Alba Dorata.
Analogamente in Italia assistiamo al rivoltante minuetto di Forza Italia con il pci/pds/ds/pd per eleggere un presidente oggi e, domani, chissà.
Allora basta con le mezze misure e scegliamo di dare forza a Lega e Fratelli d’Italia (sui quali è nuovamente calata la congiura del silenzio, visto che i media sono tornati a dare più spazio persino alle isteriche invettive di Grillo di cui hanno capito la utilità per il regime) auspicando che a loro, in una federazione, possa unirsi la parte migliore di Forza Italia, dando così una casa agli Italiani veri.
Quelli, almeno, che non vogliono sottomettersi.

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Il suicidio dei Greci

La sinistra di Syriza ha vinto le elezioni in Grecia.
Nel momento in cui scrivo non si sa ancora se riuscirà ad ottenere la maggioranza assoluta o se dovrà accordarsi con altri.
Purtroppo i Greci hanno premiato il peggio che il loro panorama politico poteva offrire pur avendo a disposizione un voto sicuramente antieuropeo come quello di Alba Dorata che pure ha riscosso una buona affermazione e pare possa collocarsi al terzo posto.
I Greci si sono messi, dopo quello dell’euro, un altro cappio al collo, quello del massimalismo comunista che è, poi, l’altra faccia della medaglia euro.
Adesso si apriranno i compromessi a perdere.
La sinistra ha nel dna l’oppressione di una unione sovietica come quella europea e si guarderà bene dall’uscire dall’euro facendo crollare l’intera impalcatura, come sperato da molti euro oppositori, a cominciare da Marine Le Pen.
Si accorderanno per una riduzione degli impegni e del debito pubblico, dimentichi del fatto che i debiti vanno pagati da chi li contrae e non da altri, mentre la sinistra ad ogni latitudine è abituata a spendere depredando i soldi altrui e saremo noi, in primo luogo a pagarne il conto.
Finchè non ci sveglieremo e non voteremo in massa per chi, realmente, ha la volontà di farci uscire dal guano in cui ci portarono Prodi e Ciampi e nel quale ci vogliono trattenere con i vari Napolitano, Monti, Letta e Renzi.

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Forza Italia, l’utile idiota di Renzi

Purtroppo non abbiamo una vera opposizione numericamente rilevante. La Lega e Fratelli d’Italia, non riescono da soli a racimolare i numeri per contrapporsi alle  controriforme antisociali e antidemocratiche di Renzi, mentre Forza Italia, è una farsa in disfacimento tenuta in piedi con la flebo per continuare a fornire “numeri” al piccolo Sicario fiorentino. La vera tristezza è che non fanno nemmeno più mistero di voler fare col Nazareno, un diarchia partitica (o forse un partito) alla luce del sole. Siamo ai morti che non si dichiarano tali, per continuare a ritirare la pensione in modo truffaldino. L’ultimo atto di questa farsa tragicomica è l’emendamento del senatore dem Stefano Esposito, che riscrive di fatto l’Italicumpassato alla Camera con i voti determinanti di Forza Italia, detto canguro e che  si è mostrato addirittura un “super canguro“:  con un balzo,  fa decadere  35mila delle 47mila proposte di modifica presentate, nei confronti della legge elettorale. Cosa diavolo esiste ancora a fare il Parlamento? 

Pertanto sono perfettamente d’accordo con Ida Magli quando scrive:

Che se ne fanno gli italiani di Forza Italia? Che ce ne facciamo noi – i tanti che amano l’Italia – di Forza Italia? Vogliamo continuare a fingere di essere vivi pur comportandoci da morti? No, basta, basta: di questa Forza Italia non ne possiamo più; dentro il partito sono in molti a pensarlo ed è un dovere avvertire il capo quando sbaglia. Un leader che non ha la minima fiducia nel proprio partito e che ritiene che gli avvenimenti non contino, che il tempo se ne stia fermo fino a quando lui non si muoverà, è veramente fuori dalla realtà, ripiegato sul proprio narcisismo fino a limiti abnormi. Cominciamo dal famoso “patto del Nazareno”, un patto che per gli italiani non esiste in quanto un accordo privato fra due leader politici di cui il parlamento non è stato messo al corrente, è un patto invalido. Per giunta Berlusconi continua a ripetere che è nell’interesse dell’Italia far fare a Renzi le riforme utili alla “governabilità”, evidentemente intendendo per governabilità il minimo di potere ai cittadini e il massimo al capo del governo, ciò che è appunto lo scopo di Renzi in base allo spirito dittatoriale che lo anima: “discutete pure quanto vi pare, ma io farò quello che ho deciso”.
( “Inutilità di Forza Italia” dal sito Italiani Liberi). 
I giudici hanno condannato Berlusconi, e in molti dicono che fu una persecuzione giudiziaria. Bene, ora però, che abbiano il fegato di ritenere nullo il suo apporto per le cosiddette “riforme istituzionali” e che si degnino di investigare su questo nefando patto del Nazareno, con ogni probabilità voluto dalle massonerie bipartisan. Non esiste che un condannato sia “legittimato” a scriverle. Specie se nuocciono così tanto ai cittadini. Altrimenti, che abbiano il coraggio di dire apertamente che quelle “condanne”  all’ex Presidente del Consiglio, erano false e mendaci.  Ma torniamo alla becera inutilità di FI. 
Forza Italia non si scandalizza neanche di fronte ai nomi che il Pd, più o meno ufficialmente, fa circolare per la nomina del nuovo Presidente della Repubblica. Si tratta di personaggi di cui tutti i politici si dovrebbero vergognare davanti ai cittadini italiani. Incredibili facce logore, vestiti vuoti, cappotti stinti, pescati nel più vecchio magazzino dei partiti con la certezza che non daranno fastidio a nessuno perché appunto non sono altro, non hanno fatto altro nella loro vita che tenersi più o meno a galla in un partito. Ma dove sta scritto che il presidente della Repubblica deve provenire da un partito? Fra i sessanta milioni di cittadini italiani che sostengono e mandano avanti la società, fra le migliaia di professori universitari che contribuiscono con l’intelligenza, con lo studio, con gli scritti, con le ricerche, alla scienza, alla storia, ad ogni aspetto del sapere; fra le migliaia di maestri nei conservatori e nelle scuole d’arte; fra gli innumerevoli responsabili delle officine e di tutte le istituzioni produttive, non c’è dunque una persona che possa gareggiare con un Castagnetti, con un Casini, con un Prodi, con un Amato? Si vergognino i partiti, si vergogni il Parlamento di mostrare così apertamente il proprio disprezzo al popolo italiano. (art. cit. )

La diaria quotidiana di Amato


Corre inoltre voce che stiano preparando in gran segreto un barbatrucco per rifilarci l’amaro Giuliano in grande segretezza, e al primo turno come un Jolly impazzito. Ce lo chiede l’America.  
Se per salvare le sue terga e le sue aziende, Berlusconi si è abbassato a questa infamia, ebbene, allora sappia che qualsiasi punizione le verrà addosso, non sarà mai abbastanza rispetto al male che ci sta facendo. Che il Pd sia il nemico degli Italiani, è più che evidente. Ha finora sostenuto tutte le manovre richieste da Bruxelles relative alla perdita della nostra sovranità, non solo monetaria. Ma chi ha fatto finta di essere amico dell’Italia, per poi concorrere non poco a distruggerla stipulando patti nefandi col Nemico, non merita più alcuna pietà né considerazione. Forza Italia è ridotta a poltiglia: inutile, pertanto, vantarsi di godere ancora di una forza “determinante” per il “buon governo” (quale?) del Paese. E la riprova consiste nel fatto che evita le elezioni come la peste, perché teme di perdere quei quattro prezzolati che ancora stanno al servizio del capo, nel timore di perdere i sostanziosi emolumenti parlamentari. E’ di questi giorni la balzana idea della dirigenza FI (che poi si limita al solo Berlusconi) di ripescare Alfano per fare dei percorsi comuni nella scelta dei “quirinabili”. Tra malfattori ci si associa sempre e un Alfano che si è confermato il peggior ministro degli Interni, dopo giravolte, cambiamenti di casacca e tradimenti vari contro lo stesso Berlusconi, è  già pronto ad essere della “partita”  al  quirinalotto,  che passa ancora una volta sulla testa degli Italiani . Del resto FI non è un  vero e proprio partito di centrodestra, ma “una protesi lobbistica a protezione del malloppo del capo“. Ecco le testimonianze di come volano le azioni in  Borsa per Mediaset, ogni qualvolta c’è in Parlamento un accordo di FI, puntando tutto sulle scelte di Renzi. Inoltre…

Non si può essere d’accordo con un ministro dell’interno che ha fallito ogni resistenza all’invasione degli immigrati; che comunica con assoluta indifferenza l’orrida realtà della “scomparsa” di oltre 3.600  bambini dai centri di accoglienza, scomparsa che come tutti sappiamo significa che sono finiti nel mercato innominabile della pedofilia e di quello tragico del mercato degli organi (Il libro nero della scomparsa dei bambini, Newton Compton). 
Cosa deve dunque fare un ministro dell’interno prima che l’opposizione ne pretenda le dimissioni? (articolo citato).

Sì, ma la Magli sa perfettamente che FI non è un partito d’opposizione, bensì un partito meschinamente e bassamente “collaborazionista”.  Più che di  “inutilità di Forza Italia parlerei pertanto di utili, ma consapevoli idioti del governo “abusivo” di Renzi. Ciò non toglie che anche gli idioti possano arrecare danni irreversibili. E’ ora di smascherarli!

Per una PEGIDA italiana. Anzi, europea.

…il randello della guerra popolare si sollevò con tutta la grandiosità della sua forza minacciosa e, senza chiedersi quali fossero le regole e i gusti di alcuno, con ingenua semplicità, ma con molto vantaggio, si alzò, si abbassò, colpendo i Francesi sino a che l’intero esercito invasore non fu annientato.

E felice non è quel popolo che, come i Francesi nell’anno 1813, saluta secondo tutte le regole dell’arte e, voltando verso il nemico l’elsa della spada, la consegna con gesto grazioso e cortese al suo magnifico vincitore! Felice è invece quel popolo che nell’ora del pericolo, senza chiedere come abbiano agito gli altri in casi simili, con facilità e semplicità, alza il primo randello che gli capita e colpisce con quello sino a quando il sentimento dell’offesa ricevuta e della vendetta che tormentano il suo animo, non ceda il posto al disprezzo e alla pietà.”

(Lev N. Tolstoj: “Guerra e pace” – Libro IV – Parte terza – Cap. 1°)

Il nuovo movimento anti-islamico PEGIDA, nato da pochi mesi a Dresda, sta raccogliendo sempre più consenso anche in altre Nazioni europee: è di stasera la notizia che manifestazioni di PEGIDA sono stare organizzate a Oslo e a Copenhagen e, due settimane fa a Dresda, hanno sfilato più di 25.000 simpatizzanti, sull’onda dello sdegno per quanto accaduto in Francia. Benché l’ultima manifestazione di Dresda sia stata annullata per credibili minacce rivolte contro gli organizzatori, non vi è dubbio che il movimento sia destinato ad espandersi in tutta Europa in modo esponenziale. E tutto questo, si badi bene, nonostante le contro-manifestazioni che gli utili idioti della sinistra tedesca si sono affrettati ad organizzare, senza vergognarsi di dichiarare il loro appoggio all’immigrazione islamica, con i cadaveri ancora caldi di Charlie Hebdo che reclamavano almeno un po’ di decenza. A unirsi al coro degli spudorati sostenitori degli invasori ci si è messa persino Angeka Merkel, sia nel suo discorso di fine anno, nel quale ha stigmatizzato l’esistenza di PEGDA, (vedi articolo precedente), sia partecipando pochi giorni fa ad una manifestazione a Berlino a sostegno dell’immigrazione e della società multietnica.

Ma perché PEGIDA fa tanta paura all’establishment, che non perde occasione di accusarla di xenofobia, razzismo, neonazismo, islamofobia, ovvero con tutto il campionario di idiozie e banalità diffamatorie che il pensiero unico della sinistra getta in viso a chi non si adegua ai suoi diktat progressisti ?

Semplice, perché questo nuovo movimento sta finalmente puntando il dito sul vero pericolo che corre l’Europa, che non è dato dalle bombe dei terroristi, ma dalla bomba demografica dell’immigrazione, che porterà gli islamici al potere senza colpo ferire, con semplici elezioni, ovvero sfruttando le nostre leggi democratiche, per poi stravolgerle con la Sharia. L’ho sempre sostenuto fin dalla nascita di questo blog (si veda un mio vecchio articolo: ”La vera bomba? E’ quella demografica”), e non mi stancherò mai di ripeterlo, come del resto hanno scritto sia la Fallaci che Houellebecq nei loro ultimi libri. Forse non a caso il massacro di Charlie Hebdo è avvenuto proprio in concomitanza con l’uscita del libro di “Sottomissione” nelle librerie francesi, quasi a voler distrarre l’opinione pubblica, con i soliti petardi insanguinati, da quello che è il VERO problema che l’Europa dovrebbe affrontare

Proprio il fatto che la Germania non sia mai stata colpita da attentati e che, nonostante ciò, abbia dato vita a un movimento come PEGIDA, sta a dimostrare che questo movimento non nasce come reazione al terrorismo, ma all’immigrazione di massa e alle continue richieste di asilo politico da parte di profughi di fede islamica. Ed è proprio questa lucida consapevolezza dei militanti di PEGIDA che spaventa coloro che vorrebbero portare l’Europa verso un nuovo totalitarismo mondialista, dopo aver accuratamente spento le nostre coscienze critiche.

Nella speranza che presto PEGIDA attecchisca anche da noi, ho pensato bene di stendere questo breve decalogo di istanze che tale movimento dovrebbe far proprie, sulla base di quelli che sono i problemi che l’Italia, in tema di immigrazione, si trova a dover affrontare.

  1. Per quanto riguarda gli sbarchi dei clandestini, che continuano sulle nostre coste con la complicità di chi ci governa, PEGIDA Italia dovrebbe chiedere l’immediato respingimento di coloro che vengono salvati in mare: salvaguardare le vite di rischia di affogare è doveroso, ma non possiamo più tollerare che questa gente venga a farsi mantenere da noi, col rischio di far entrare in Europa migliaia di jihadisti disposti a tutto.

    Cosa del resto ammessa dallo stesso Ministro Gentiloni in una sua esternazione che ha suscitato una marea di polemiche tra i membi del suo stesso partito. Allo scopo di aiutare i veri rifugiati di guerra, PEGIDA Italia propone la creazione di grandi campi profughi nelle Nazioni politicamente più stabili del Nord Africa. L’Italia e l’Europa si impegneranno a pagare l’affitto dei terreni necessari allo scopo, a costruire le tendopoli, a garantire l’invio di cibo, vestiti e medicinali, nonché di personale medico-sanitario. Tali campi profughi dovrebbero essere posti sotto la protezione delle Nazioni Unite, con i loro militari che garantiscano la sicurezza dei rifugiati. Inutile dire che, una volta creati tali centri di accoglienza, saranno sufficienti pochi respingimenti dei barconi carichi di clandestini per far cessare completamente il fenomeno degli sbarchi e il lucroso traffico di esseri umani che ne deriva.

  2. Le richieste di asilo politico presentate dai rifugiati ospitati nei campi profughi africani dovranno essere vagliate con estrema cura e si dovrà dare la precedenza, per il loro accoglimento, ai rifugiati di provata fede cristiana, senza alcun timore di essere accusati di atteggiamenti discriminatori. Non vi è infatti nulla di discriminatorio nell’aiutare innanzi tutto proprio coloro che sono già discriminati, perseguitati e massacrati, nelle loro terre: che è esattamente ciò che sta succedendo ai cristiani di molte Nazioni islamiche.

    Inoltre si fa presente che le esigenze di sicurezza nazionale dell’Italia e dell’intera Europa non possono essere in alcun modo compromesse dalla paura di commettere discriminazioni o da politiche buoniste che ormai hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza, se non addirittura pericolosità. A titolo di esempio si ricorda infatti che gli Stati Uniti, durante gli anni della Guerra Fredda, non concedevano il visto d’ingresso agli iscritti a qualsivoglia Partito Comunista, senza che per questo nessuno gridasse allo scandalo o che venisse compromessa la democrazia statunitense. Il che dimostra che le esigenze di sicurezza nazionale devono venire prima di qualsiasi scrupolo di tipo discriminatorio, anzi è proprio attuando politiche severe e volte all’esclusione di persone indesiderate che si prevengono possibili conflitti di incalcolabile violenza.

    3) Alla stessa logica dovranno sottostare le politiche migratorie del futuro, volte a privilegiare l’immigrazione dai paesi cristiani o comunque appartenenti a culture di facile assimilazione. Per le eventuali accuse di discriminazione, xenofobia, razzismo, si veda quanto dichiarato al punto precedente.

  1. Parimenti, si dovranno incoraggiare politiche di deflusso migratorio da parte delle popolazioni di origine islamica, ovvero di ritorno ai loro paesi. Si comincerà rispedendo a casa propria tutti i carcerati extracomunitari (anche quelli non musulmani, ovvio) che attualmente scontano le loro pene nelle galere italiane ed europee: terminato il periodo di detenzione, tali persone dovranno essere accompagnate all’aeroporto e rispedite col primo volo al loro paese d’origine. Similmente dovranno essere rimpatriati tutti i cittadini extracomunitari che, pur non trovandosi in carcere, hanno già commesso reati: è assurdo leggere sui giornali, come troppo spesso succede: “…il cittadino extracomunitario, autore dello stupro, già conosciuto alle Forze dell’Ordine per diversi reati ma in possesso di regolare permesso di soggiorno, ecc. ecc.”.

    Vogliamo scherzare? L’extracomunitario che delinqua, qualunque sia la sua nazionalità o religione, deve essere immediatamente privato del permesso di soggiorno, perfino della cittadinanza, se l’ha già conseguita, e rimpatriato il prima possibile.

  1. Qualsiasi atteggiamento, stile di vita, espressione di pensiero, abbigliamento (leggi: Hijab, Burqa, ecc.) che sia volto al disprezzo delle nostre leggi e più in genere della nostra cultura occidente dovrà costare alla persona che lo manifesta la cacciata dalle nostre terre e l’immediato rimpatrio, come da me già espresso in un articolo scritto circa due mesi fa (“Siamo in guerra? E allora leggi di guerra!”), dunque ben prima delle stragi di Parigi.

    Gli extracomunitari, musulmani o meno, che desiderano criticare i nostri usi, i nostri costumi o la nostra civiltà, lo facciano pure, ma da casa loro. Troppo comodo infatti accusarci di corruzione e delle peggiori nefandezze colonialiste, per poi accorrere a milioni alla mangiatoia occidentale e praticare lo sport preferito da tanti, troppi cialtroni terzomondisti: ovvero sputare nel piatto in cui si mangia.

Il colonialismo europeo su Africa e Asia è terminato da un pezzo e non può essere preso a pretesto per una colonizzazione di segno opposto che oggi sta travolgendo l’Europa con l’immigrazione di massa. Inoltre, se si collocano sui due piatti di una ipotetica bilancia storica i crimini e i milioni di morti che il colonialismo europeo ha causato al Terzo Mondo, e i milioni di extracomunitari che oggi vivono agiatamente in Europa, o che prosperano in tutto il mondo grazie ai progressi della medicina, della tecnologia e delle leggi occidentali, ebbene si potrà facilmente constatare che la bilancia pende a favore della nostra civiltà. Il nostro continente in particolare ha ampiamente risarcito i danni coloniali ai discendenti dei popoli una volta oppressi: pertanto rifiutiamo di macerarci nei sensi di colpa per un passato ormai lontano e che comunque non riguarda gli Europei di oggi.

  1. I permessi di soggiorno rilasciati ai cittadini di origine islamica dovranno essere a termine e non rinnovabili: una volta finito il periodo concesso dalle autorità il lavoratore sarà obbligato a ritornare a casa. Chi non lo farà di sua spontanea volontà entrerà nella clandestinità e sarà soggetto all’espulsione forzata, una volta identificato.

    7) Non si dovranno più concedere i ricongiungimenti familiari per gli extracomunitari musulmani in possesso di permesso di soggiorno: dal momento che questo andrà considerato a termine e al suo scadere il lavoratore sarà costretto a lasciare il nostro paese, non si vede perché gli si debba concedere di portare qui moglie e figli, ad appesantire il nostro sistema sanitario e scolastico. Tanto più che, nell’epoca di internet, di Skype, dei cellulari, la comunicazione in tempo reale con i propri cari, anche a migliaia di km di distanza, è garantita 24 ore su 24 dalle moderne tecnologie. Inoltre oggi voli low cost rendono possibile per un lavoratore tornare nel proprio Paese ogni due o tre mesi per una breve vacanza, sufficiente a fargli mantenere i contatti con i propri cari.

    Infine, si fa presente che, per un immigrato, è molto più agevole mantenere la propria famiglia nel paese d’origine, anziché qui in Europa dove il costo della vita è di gran lunga più elevato.

I ricongiungimenti familiari saranno concessi solo a coloro che otterranno la cittadinanza, che però andrà assegnata in primo luogo ai migranti cristiani o appartenenti a culture non islamiche, sempre per i motivi di sicurezza nazionale sopra citati.

La storia recente infatti ci ha insegnato che i peggiori attentati terroristici sono stati commessi da cittadini europei di origine islamica nati ed educati in Europa, e lo stesso vale per i “foreign fighters” che, dalla nativa Europa, accorrono a migliaia ad arruolarsi nell’esercito dell’ISIS. Dunque non basta essere cittadini europei, anche di seconda o terza generazione, per essere immuni dal fondamentalismo o comunque da atteggiamenti di rifiuto della nostra cultura. Se l’acquisizione della cittadinanza deve portare l’Europa a far crescere delle serpi nel proprio seno, ebbene si pongano limiti severissimi a questa forma di autolesionismo istituzionalizzato col quale ci illudiamo di integrare, per citare la Fallaci, “Il nemico che trattiamo da amico”.

Ma che ne sa Orlando di diritto ?

Abbiamo un ministro della giustizia che blatera sul “falso in bilancio” senza probabilmente neppure sapere cosa sia.
Abbiamo un ministro della giustizia che, primo, non solo non è laureato in Giurisprudenza come 27 suoi predecessori, ma neppure laureato in una qualsiasi materia come i restanti sei suoi predecessori.
Abbiamo un ministro della giustizia che nel suo profilo elenca una sfilza di incarichi di partito, mostrando Urbi et Orbi di essere solo un prodotto della peggiore burocrazia partitica.
Per questo i magistrati hanno vita facile nell’invadere il campo della politica.

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Immigrati e terrorismo

Su immigrati e terrorismo si ascoltano troppe chiacchiere.
Gentiloni, la Boldrini, Alfano, tutti dicono la loro ma il problema rimane e si aggrava.
C’è una sola soluzione che coniughi risparmi e sicurezza: chiudere le porte e bonificare il territorio con retate generalizzate ed espulsioni immediate.
Ma questo governo è il governo delle chiacchiere e la situazione continuerà a peggiorare finchè non saremo noi del Popolo ad averne abbastanza ed a reagire per mettere in sicurezza le nostre famiglie, le nostre case, le nostre proprietà, la nostra stessa esistenza.

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