Ancora, a difendere la Comunione in mano ???

Ancora trovo alcuni Cattolici Adulti che difendono la Comunione in mano !
Scusate: ma lo sapete che un buon 80 % degli uomini non si lava le mani, dopo essere andato in un bagno pubblico ? E che il volante dell’ auto è lercio ? Non scherziamo…Senza contare che quasi nessuno si confessa se non a Pasqua o Natale ? Non scherziamo…
Ogni infinitesima parte della Particola è Cristo !
Come disposto da Benedetto XVI, rigorosamente in bocca, anche per evitare il furto della Particola da parte dei satanisti.

Il centravanti Socci ed il prudente Messori.

Man mano, insigni Vaticanisti VERI hanno incominciato a manifestare i miei stessi dubbi sul Vescovo di Roma. Gnocchi, Palmaro, Burke, ne sono tra gli esempi; per non dimenticare il caso dei Francescani dell’ Immacolata. Poi Socci. Ma lui è sempre stato un attaccante; magari si può essere più o meno d’accordo con lui… Ma il fatto che ultimamente i dubbi li abbia manifestati Messori, che è la prudenza fatta persona, e che non è certo un centravanti di sfondamento, la dice lunga sul difficile momento della Chiesa…


Obama al di là del femminile e del maschile

Tra le tante notizie di queste festività mi ha colpito l’atteggiamento di Obama in veste di Babbo Natale alla Casa Bianca, quando ha distribuito giocattoli. L’insuccesso alle elezioni midterm deve avergli dato alla testa, perché ora si permette  delle libertà “sessualmente corrette”: bambole ai maschietti e meccani e giochi tecnici alle femminucce.  
Sotto Natale, Obama ha deciso, per la prima volta da quando è presidente, di accompagnare la moglie Michelle a una raccolta di giocattoli per bambini indigenti. Arrivato portando sulle spalle due grandi sacchi rossi pieni di giocattoli, messosi in maniche di camicia, Obama ha sorpreso tutti (e ha suscitato un applauso dal pubblico femminile) quando ha disobbedito alle indicazioni: doveva distribuire i pacchi secondo se si trattava di giochi per maschietti o femminucce. da Il Messaggero 

Ovviamente i maschietti dovranno pettinare le bambole. Mentre dà per scontato che tutte le bambine siano delle scienziate.  E’ stato poi ripreso in una vecchia foto, rispolverata per l’uopo, mettersi in testa un diademino femminile di strass e falsi rubini sorridente, in mezzo a un mucchio di ragazzine scout. La foto ha fatto inorridire i repubblicani, i quali però, schiavi anche loro delle politiche “gender”, non hanno osato fare  pubbliche riprovazioni, poiché non vogliono alienarsi le simpatie e i voti delle  lobby gay.
Che cosa ne penso di Obama è presto detto. Dovevano esportare per il mondo il concetto di meticciamento universale e l’hanno fatto attraverso la sua persona. Dovevano esportare il concetto di religione unica con elementi di sincretismo e l’hanno fatto attraverso la sua storia familiare di déraciné (madre antropologa di identità ebraica, e padre mussulmano). Anche il genere maschile e femminile, e i ruoli sessuali devono essere altrettanto intercambiabili, viste le sue politiche “sessualmente corrette”, secondo  quei dettami ONUsiani che vengono inseriti anche nelle circolari ministeriali delle nostre scuole. Siamo sempre più alla società liquida con esseri umani a identità debole,  descritta da Bauman. 
E’ il caso di dire, povera America! se non fosse che ormai noi siamo conciati anche peggio.

 BASTA MISTIFICAZIONI: I NUMERI SONO INDIANI, NON ARABI!

Può sembrare una questione di poco conto, ma non è così: da sempre siamo abituati a definire i numeri che utilizziamo come “arabi”, in contrapposizione ai numeri romani, ma in realtà pochi sanno che il sistema numerico posizionale, quello appunto adottato universalmente, non è stato inventato dagli arabi ma dagli indiani, in un periodo che va dal 400 a.C. al 400 d.C. Per informazioni più dettagliate si veda la pagina di Wikipedia in proposito:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_numerazione_arabo

 

Nella stessa pagina, tra l’altro, il lettore potrà scoprire che gli stessi Arabi definiscono i numeri come “indiani”, e se loro per primi riconoscono il contributo degli Indiani, non vedo proprio perché non dovremmo farlo noi.

Gli Arabi hanno avuto il merito di aver diffuso in Europa tale sistema numerico, grazie ai traffici commerciali con l’India, ma ritengo scorretto e fuorviante continuare a definite “arabo” qualcosa che da loro non è stato inventato. Fuorviante perché contribuisce a perpetuare, sopratutto nei giovani studenti, lo stereotipo della “Grande Cultura Islamica” alla quale l’Occidente dovrebbe gran parte dei suoi progressi scientifici. Dimenticandoci, appunto, che le basi della matematica e della geometria furono gettate da Euclide e Pitagora, e che le prime leggi della fisica portano la firma di Archimede: scienziati greci, che vissero circa mille anni prima della nascita di Maometto.

Più o meno nello stesso periodo gli indiani inventarono il sistema numerico posizionale, mentre gli Arabi inventarono ben poco di nuovo, semmai rielaborando e diffondendo la cultura di altri popoli da loro dominati o con i quali vennero in contatto. Questo accadde in campo filosofico e medico, con Avicenna che basò le sue grandi intuizioni sulla filosofia aristotelica e sulla medicina di Ippocrate, così come fece Averroè, sempre con Aristotele, qualche secolo dopo. Va poi citato il grande medico Maimonide (che però era di origine ebraica), che si ispirò in particolare ad Ippocrate e Galeno, come il lettore potrà constatare nella pagina Wikipedia a lui dedicata:

 

 Nei suoi scritti medici Maimonide non cercava di esplorare nuove idee, bensì di interpretare opere autorevoli già esistenti nel campo, in modo da renderle accettabili.

 

( http://it.wikipedia.org/wiki/Mos%C3%A8_Maimonide )

 

Tutte grandi menti, che rendono indubbiamente onore alla cultura islamica, ma che basarono il loro lavoro su quanto i Greci avevano già espresso.

Anche in architettura successe più o meno la stessa cosa: chiunque sia stato a Istanbul potrà notare che la grande Moschea Blu, che fronteggia Santa Sofia, ne è quasi la copia, così come tutte e centinaia di moschee che sorgono dappertutto nella metropoli turca. Peccato però che Santa Sofia, oggi museo, fosse in origine una chiesa bizantina, costruita circa 1000 anni prima della conquista ottomana di Costantinopoli, di enorme importanza sia per l’architettura cristiana che per quella islamica.

Con tutto ciò non voglio dire che la cultura araba, nel suo ormai lontano periodo di massimo splendore, non abbia contribuito allo sviluppo dello scibile umano: oltre ad avere la massima considerazione i grandi pensatori islamici sopra citati, non posso non ricordare che la parola “algebra” deriva dall’arabo “al-gabr”, e che questo ramo della matematica è stato sviluppato dal persiano Muhammad Ibn Musa al- Kwarizmi. Tuttavia ritengo che, se si vuole appunto attribuire in maniera corretta ad ogni cultura del passato i meriti che le competono, non si possa ignorare che la base dell’intera civiltà umana poggia, letteralmente, sulle spalle di Atlante degli antichi greci. Quanto ai numeri attuali, che hanno permesso un enorme balzo in avanti a tutta la scienza, va detto chiaro e forte che sono un contributo dell’India. Senza il quale neppure Avicenna ed Averroè, pur con la loro prodigiosa intelligenza, sarebbero riusciti a completare il grande corpus delle loro opere.

2015, nulla di nuovo sotto il sole…

2015 iniziato malissimo: sgrenelle, ennesimo digiuno farlocco di giacinto detto marco, emergency col mediconzo che, invece di restare sul posto, dove era andato “eroicamente” , ha pensato bene di farsi curare in Italia, portandoci in dono un bel regalino chiamato Ebola…
Che noia, che barba…

Le sgrenelle restino in Siria.

Due ragazze, tempo addietro, con un cartello in arabo, si fecero immortalare nel corso di una manifestazione svoltasi in Italia. Questo quello che diceva la dedica: «Agli eroi della Brigata dei Martiri – Grazie dell’ospitalità – Se Allah vorrà presto Idlab sarà liberata – E noi ci torneremo».

Indovinate chi sono ?
Ma chi manderemo a morire, per salvare le sgrenelle ? E quanti soldi nostri sborseremo ?
Si stima che dal 2004 l’Italia abbia pagato complessivamente 61 milioni di euro per liberare Simona Pari e Simonetta Torretta, Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio, Giuliana Sgrena, Clementina Cantoni, Daniele Mastrogiacomo, Rossella Urru, Maria Sandra Mariani, Sergio Cicala e Philomene Kabouree, Federico Motka, Domenico Quirico.

Sempre che siano state veramente rapite…


L’anno delle scelte coraggiose

Il 2014 ha segnato il punto più basso della nostra epoca, con il terzo governo nominato dalla cricca di Bruxelles per interposto Napolitano; la sempre più evidente trasformazione dello stato in predone dei redditi, delle proprietà e dei risparmi dei cittadini trattati come sudditi; la perdita del senso morale con il continuo assecondare le lobbies di minoranze una volta isolate e respinte; con lo sperpero dei soldi di tutti per aprire le porte all’invasione di altri popoli che nulla hanno a che spartire con la nostra Civiltà.
Sembra una situazione disperata, indotta soprattutto dalla ignavia, dalla pusillanimità, dall’egoismo di noi stessi che, davanti alla distruzione di tutto ciò che i nostri Padri hanno creato, scrolliamo le spalle e ci chiudiamo sempre più nel nostro mondo pensando di essere protetti o che rinunciamo ad agire al grido di “tengo famiglia”.
Non prendo neppure in considerazione quanti (e purtroppo sono tanti) non arrivano neppure a comprendere la devastazione cui ci stanno portando i Monti, i Napolitano, i Renzi, i Bergoglio, le Boldrini.
Un vecchio provrbio, però, dice che finchè c’è vita, c’è speranza.
E la speranza è indotta da quanto si può leggere in tanti blog, seppur marginali, articoli di stampa, seppur isolati, ma, soprattutto, nella presa di coscienza che, in tutto o in parte, affiora e viene fatta propria da alcuni partiti nazionali ed esteri.
Abbiamo visto il successo di partiti come il Fronte Nazionale in Francia e l’Ukip nel Regno Unito e, in Italia, sempre maggior seguito ha la nuova Lega targata Salvini che propone le stesse priorità dei Fratelli d’Italia della Meloni e contro ambedue assistiamo alla congiura del silenzio della stampa e dei radio e telegiornali di regime.
Una congiura del silenzio che, lungi dall’affliggerci, ci fornisce ulteriori motivi di speranza, perchè se sentono il bisogno di imporre a Salvini e alla Meloni il bavaglio, vuol dire che i dati in loro possesso li individuano come pericolosi per il potere esistente.
Eppure qualcosa si muove, dunque e senza aspettare sempre il traino estero (per la ripresa economica, come per la rivolta contro la consorteria di Bruxelles, possiamo e dobbiamo agire noi per primi.
Il 2015 può essere l’anno in cui si inizi un percorso di coraggio e di ribellione al plumbeo controllo imposto dall’unione sovietica europea.
E il primo Valore da recuperare è la Sovranità Nazionale che implica necessariamente il controllo sulle scelte economiche e produttive attraverso la Sovranità Monetaria.
Recuperare e restaurare quindi la Moneta Nazionale, la Lira.
Ci costerà ?
Certo e tanto.
Ma se il costo immediato sarà alto, sarà comunque meno del continuo stillicidio, sotto forma dei diktat di Bruxelles che si trasformano in tasse, che si protrarrebbe finchè l’Italia accetterà la sudditanza nell’euro.
Ma la Sovranità Nazionale implica anche la difesa dei confini, con il respingimento dei nuovi clandestini e il rimpatrio di tutti coloro che sono arrivati in questi ultimi tre anni.
Questi individui non potranno mai portare un contributo, non saranno mai risorse per l’Italia, non potendosi mai integrare culturalmente, etnicamente, civilmente.
Anzi, conservando e pretendendo a noi di adeguarci, sono un pericolo per la nostra Nazione, la sua Sicurezza ed il suo Benessere.
Avere coraggio significa anche prendere i draconiani provvedimenti che, tagliando la spesa, ridurranno il debito pubblico e le tasse per restituire ad ogni cittadino la sua dignità di Individuo e il dominio sui suoi redditi, proprietà e risparmi, al momento espropriato a favore della cricca di Bruxelles.
Riacquistare Sovranità Nazionale, significherebbe anche avere le mani più libere per difendere gli Italiani che, dopo aver onorato il servizio per la Patria, vengono ancora ingiustamente detenuti da stati canaglia.
Restaurare il senso della Nazione significa quindi ripristinare i pilastri morali della Tradizione che recuperano il senso del Giusto e dell’Errore, del Bene e del Male, a cominciare dai Valori di base che trovano nella Famiglia, l’unica possibile, composta da un Uomo e da una Donna, il suo nucleo fondante.
Come sempre distruggere è facile e non sono passati troppi anni (45 se prendiamo come inizio della distruzione la legge sul divorzio, 53 se consideriamo come inizio della fine la prima teorizzazione del centro sinistra e quindi l’ingresso, due anni dopo nel 1964, dei socialisti al governo della Nazione) da quando fu iniziato il cammino vizioso che ci ha portato all’attuale degrado.
Ricostruire è invece più difficile, anche perchè dovremo far fronte al sabotaggio di chi, oggi apparentemente stabilmente al potere, cercherà di impedire la restaurazione dei Buoni Costumi.
Per questo il 2015 e gli anni che verranno dovranno essere gli anni del coraggio per scelte difficili, che ci costeranno, ma che potranno rimettere sulla giusta rotta la nave alla deriva della Nazione Italiana.

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Satira o blasfemia del “grande artista italiano”.

Satira o blasfemia ?
(nella foto, il “grande artista italiano” in una scena del Pap’occhio…)

Qualcuno ha una cassetta con il film “Il Pap’occhio” con Benigni da spedire a Francesco ? Tra l’ altro, un film di tal Arbore Renzo, che si lamentò recentemente per via di certe dovute lontananze di un Sacerdote alla suicida Melato…
Nella Cappella Sistina Benigni fa una personale rivisitazione del Giudizio Universale (argomento che riprese poi in TuttoBenigni), parlando di Karl Marx e dipingendo un pugno chiuso al Cristo….
 Il film fu distribuito nel settembre del 1980 e venne attaccato dalla stampa Cattolica. Tre settimane dopo fu sequestrato «per vilipendio alla Religione Cattolica e alla persona di S.S. il Papa» su ordine del procuratore dell’Aquila Donato Massimo Bartolomei. Il sequestro, comunque, decadde a causa di un’amnistia.