L’anno che vorrei che fosse

Come tutti non ho la palla di vetro e non vedo il futuro, quindi non mi resta che pensare e sognare al meglio possibile.
Per me stesso, prima di tutto e di tutti, poi per i miei amici e famigliari, quindi per i miei concittadini, poi per tutti i connazionali, infine per tutti gli altri.
Poichè, però, non è possibile vivere tutti felici e contenti, mi basterebbe avere salute, soldi e donne.
E , come auspicio generale, sistemate le questioni e i desideri personali, che un virus, non letale, ma inabilitante alla politica, spazzi via Pittibullo e tutta la sua cricca o giglio magico che dir si voglia.
Sogno di un altro virus che, con le buone ma anche con le cattive, redima tutti coloro che con le loro proposte e le loro azioni stanno disgregando la Nazione Italiana, sradicando i Valori della nostra Tradizione e cancellando la nostra Identità.
Sogno che tutto ciò accada in ogni angolo del mondo, a cominciare da questa vecchia Europa che dovrebbe tornare mera espressione geografica per liberare di nuovo la grande forza dei suoi Popoli e delle sue Nazioni e non dei “nuovi” europei.
E sogno, infine, che la casta di burocrati che sta depredando i nostri risparmi, le nostre risorse e il futuro dei nostri figli e nipoti, svanisca nel nulla da cui è arrivata.
Buon anno a tutti

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Il conflitto di interessi non c’è più

Il consiglio superiore della magistratura ha deciso che il procuratore di Arezzo, incaricato delle indagini sulle vicende di Banca Etruria, non sia incompatibile con il suo ruolo di consulente del governo in cui c’è una ministra il cui paterno genitore è stato anche l’ultimo vicepresidente e nel cda della medesima Banca Etruria.
Il conflitto di interessi, quando non coinvolge Berlusconi, non c’è più, come la pancia di Mimmo Craig quando faceva il Carosello dell’Olio Sasso.

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Chi fa più schifo ?

Renzi non mi piace.
Mi disgustano le sue balle, nel tono e nel contenuto, il suo modo di parlare e non mi piace la sua stessa faccia.
Provo nei suoi confronti un senso di repulsione anche quando afferma, come per l’abolizione della tasi, principi a me congeniali e propri della Destra (perchè se le tasse sono di sinistra, la loro riduzione è di Destra).
Non credo a quello che dice, quindi, neppure quando sembra dire quel che penso anche io.
E mi ripugna il fatto che si regga su chi ha tradito non solo il Cav, ma soprattutto gli elettori, senza trovare la dignità e l’onestà di dimettersi.
Perchè è legittimo cambiare idea e partito.
Ma non sfruttare il voto per quel partito per metterlo al servizio di un’altra idea, di un altro partito, di un altro leader.
Se vuoi continuare a fare politica dopo aver cambiato idea e partito, devi farti eleggere di nuovo, dai tuoi nuovi elettori.
Adesso il pallonaro fiorentino ha posto i cosiddetti “diritti civili” (che non sono affatto diritti e rappresentano il contrario della civiltà) al primo punto della sua agenda (come se non ci fosse di altro, ben più importante per tutti …) e questo significa: legittimare le unioni omosessuali e concedere lo ius soli agli immigrati (così spera di compensare quei voti che non avrà mai).
Chi fa più schifo ?
Chi quei provvedimenti sostiene distruggendo le fondamenta, i Valori, le Radici, l’Identità che rendono forte una Nazione o chi li voterà pur di non perdere la poltrona ?

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Il Centro Destra alla prova delle amministrative

Il pallonaro fiorentino non è riuscito a stare lontano da radio e televisioni neppure per due giorni interi e i giornalisti di stato hanno fatto le loro brave marchette sia nei primi notiziari di Natale, riportando le ultime fantasie malate di Pittibullo, sia nella serata di Santo Stefano con le anticipazioni sulla conferenza stampa di fine anno (come se non parlasse già abbastanza).
Un Cavaliere stanco e invecchiato ci ha fatto gli auguri di buon Natale dicendo due cose verissime:
1) il Centro Destra unito può farcela;
2) Renzi è un abusivo perchè si sostiene grazie al voto di cinquanta senatori eletti con il Centro Destra e che poi hanno cambiato bandiera, senza peraltro avere la dignità e l’onestà di dimettersi.
Sono personalmente convinto che i vecchi elettori di Centro Destra siano sufficientemente intelligenti per capire che una nuova alleanza, fondata sulla Lega, Fratelli d’Italia e la parte migliore di Forza Italia, possa avere ottime possibilità di vittoria, purchè sia unita.
E l’unione non è responsabilità di Salvini o della Meloni, bensì di Berlusconi che deve bloccare ogni fuga in avanti, ogni sodomizzazione dell’elettore di Forza Italia come avverrebbe se si portassero i suoi voti a supporto della sinistra.
Quindi deve essere prima di tutto il Cav a spazzare via ogni dubbio, anche sui nominativi da scegliere per le candidature più importanti a Milano e Roma: nè Passera, nè Marchini, nè un tizio “della società civile”, ma un esponente (non importa se di Forza Italia, Fratelli d’Italia o della Lega) che dia garanzia di coerenza, lealtà e determinazione nel condurre una politica congeniale al sentimento profondo dell’elettorato di Centro Destra.
Un elettorato che, ne sono convinto, vuole poche cose, ma concrete: mandare a casa il pallonaro fiorentino, veder ridotte le tasse, bloccati gli ingressi di stranieri, ridotta la spesa pubblica assistenzialista e improduttiva, rispettata la Sovranità Nazionale.
Insomma vogliamo una svolta vera che riporti l’Italiano, per nazionalità e non per un ridicolo tratto di penna, al centro dell’interesse e dell’azione di governo, per agevolarne le ambizioni, le aspirazioni e il benessere.
Una azione che la sinistra, soprattutto quella pauperista e cattocomunista, non potrà mai realizzare.

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Piccoli segni di sovranità ritrovata

Voglio scrivere l’ultimo post di un anno difficile come il 2015  che ci sta lasciando, con un piccolo segno di speranza. E’ ancora poco, lo so,  ma il poco si conta. Il nulla, invece no. E del resto sarebbe ingiusto chiudere un anno faticoso e duro come quello che ci sta lasciando, con l’immancabile cahier des doléances di tutto quello che non va.  E questo, non perché non manchino le occasioni per lamentarci (ce ne sono ogni giorno in ogni ora);  ma perché lagnarci è assai più facile che cercare di innestare qualche cambiamento. Ecco dunque in Danimarca la prima buona notiziola fatta opportunamente passare al silenziatore dai soliti media omertosi e collusi al potere. Poi una seconda in Polonia  e una terza in Slovenia. 


  • C’è del sano in Danimarca. Nella patria di Amleto, tra l’essere o il non essere hanno deciso di esistere… E’ un piccolo segno di una nazione in via di sovranità. Il 3 dicembre scorso si è votato per decidere la cancellazione delle clausole di opt-out per le leggi europee in materia di giustizia e interni. Che significa? Il termine inglese opt-out può essere tradotto in italiano come rinuncia, e nel contesto dell’UE, indica appunto la rinuncia d’un certo paese ad adottare una certa regola decisa dall’unione stessa. In altri termini si è chiesta la possibilità che la Danimarca accogliesse in automatico qualsiasi legiferazione europea in questi due ambiti, senza più passare per il parlamento nazionale. Hanno vinto i NO, sostenuti dal Partito Popolare Danese, con il 53% ed un’affluenza del 73% molto al di sopra del previsto. Una bocciatura in piena regola al progetto di maggiore integrazione europea. Qui sul Telegraph, la fonte. 
  • La seconda buona notizia è nella Polonia di “Diritto e Giustizia”, il partito di Jaruslaw Kaczynski, il quale ha convocato ad oltranza il Sejm Polacco (prevedendo solo due giorni liberi in occasione del Natale) per approvare la tassazione dei profitti della GDO e delle banche commerciali, le cui sedi legali spesso si trovano fuori dalle frontiere polacche riuscendo ad eludere l’imposizione fiscale nazionale. Un altro colpo ferrato alla Germania di Angela Merkel che usava la Polonia come una sorta di proprio paradiso fiscale.Anche i mercati finanziari quotati alla Borsa di Varsavia, dopo gli sbalzi di fine luglio, hanno recepito la politica di consolidamento nazionale del nuovo governo e fanno annotare un aumento di fiducia verso le condizioni di salute economica polacca ottenendo un impatto positivo sui principali listini che chiudono le sedute nell’ultimo mese decisamente al di sopra della parità, a dispetto delle previsioni dei corvi europei. Un Natale pieno di fiducia per la gran parte dei Polacchi che stanno cercando di fare ordine in casa propria ma allo stesso tempo stanno scommettendo su un nuovo modello di Europa: l’Europa delle Nazioni, l’Europa dei Popoli (fonte:  Stampa Libera Polonia, il governo nazionalizza le banche”) .
  • La terza proviene dalla Slovenia dove hanno respinto con un referendum la legge che regola l’istituto della famiglia e che ammetteva anche i matrimoni gay e l’adozione per le coppie omosessuali. I “no” alla legge hanno prevalso sui “si” (63% per l’abrogazione della legge contro il 37% dei sostenitori con il 93% dei voti conteggiati dalla Commissione elettorale .
  • Gli sloveni erano chiamati a decidere se mantenere o annullare la legge approvata a marzo scorso dal Parlamento, che equipara i diritti delle coppie gay a quelli delle coppie eterosessuali, permettendo loro anche il matrimonio e l’adozione dei bambini. Il quesito sul quale erano chiamati a esprimersi gli 1,7 milioni di elettori sloveni era il seguente: Lei  è favorevole a che entri in vigore la legge su modifiche e integrazioni alla legge relativa a matrimonio e famiglia, che il Parlamento ha approvato il 3 marzo 2015?’. L’attuale governo del primo ministro Miro Cerar, di centro-sinistra, ha sostenuto la nuova legge, mentre il principale partito di opposizione, cioè il Partito democratico sloveno di centro-destra, era contrario. Con questo voto la Slovenia è uno dei primi Paesi che approva una legge di uguaglianza dei diritti degli omosessuali per REVOCARLA.
    Repubblica rosica. Noi, invece no. 
BUON ANNO a tutti voi! e mi raccomando, state lontani dal mesto Mattarella (la Mummia sicula) e dal suo sciapo e bigio discorso di fine anno, a reti unificate.

Per la serie: Dio li fa e il diavolo li accoppia

E’ Natale, non bisognerebbe parlar male, ma quando ho letto questo articolo di Giancarlo Marcotti per Finanza in Chiaro non ho potuto farne a meno.
Nel leggere il curriculum vitae di questa vice-ministra sono trasalito: …se questi sono i nostri vice-ministri, che Dio ce ne scampi.
Questa è anche colei che, se non ricordo male, era stata l’autrice del disegno legge per far pagare l’IMU sulla prima casa per chi avesse Rendita Catastale superiore a 750 €. Il disegno di legge fu anche firmato da 34 parlamentari, ma venne subito ritirato appena si scoprì che la Rendita Catastale della casa della poi vice-ministra era di poco inferiore ai 750 €.

“”Dopo tre articoli “seri” sulla Boschi ho pensato che sarebbe stata una buona idea scrivere un articolo più “leggero” non cambiando però di molto argomento, visto che mi occupo di un’altra donna del Pd, non è un Ministro, ma quasi, è infatti un Sottosegretario, ma del Ministero nettamente più importante di tutti, quello dell’Economia, si tratta di Paola De Micheli.
Non so se l’avete presente, ogni tanto si vede in televisione ospite di qualche talk show, non è molto alta, ha una bella facciotta da casalinga e quando inizia a parlare risulta simpatica e ruspante con quell’inconfondibile accento piacentino.
Dico, essendo Sottosegretario (in pratica un vice-Ministro) dell’economia chissà quali titoli accademici dovrà avere, mi viene così la curiosità di visitare il suo sito personale, sul quale viene riportato il curriculum vitae.
Dunque è laureata alla Cattolica di Milano in Scienze Politiche, sapete quella facoltà massacrante che solo pochi riescono a superare perché davvero impegnativa. Facciamo due calcoli, dunque lei è del ’73, si diploma al liceo classico nel ’92 … ok, tutto bene … e si laurea nel 2001
Nel 2001?!?!?
Nove anni?!?!?
Per far Scienze Politiche?!?!?!?
Ma è record mondiale!!!! Tutt’ora imbattuto!
Ma probabilmente dai, nel frattempo avrà anche lavorato, ed in effetti già negli ultimi due anni di liceo si era buttata in politica, diventando membro della Direzione provinciale della Democrazia Cristiana di Piacenza (che ricordiamo è la città emiliana “meno rossa”).
Poi nel ’92 comincia l’Università. Dopo un paio d’anni diciamo “non brillanti” dal punto di vista degli esiti scolastici, e quindi nel ’94, riprende a fare politica. La bufera di tangentopoli aveva spazzato via numerosi “vecchi” del partito, anzi, a dir la verità è stata spazzata via l’intera DC, ora si chiama Partito Popolare e per quasi tre anni lei è responsabile dei Giovani Popolari.
Nel frattempo deve anche guadagnarsi la pagnotta ed allora collabora con una Agenzia di assicurazione oltre che con l’azienda di famiglia.
Due anni dopo … ecco una grande occasione, viene assunta come impiegata dalla prestigiosissima Associazione “Gli eletti dell’Ulivo per Piacenza”, quell’associazione, purtroppo dura solo un anno e mezzo, ma probabilmente serve alla giovane De Micheli per mettersi in mostra e conoscere i “contatti giusti”.
Un anno dopo, infatti, diventa Presidente e Consigliere Delegato (in pratica comanda solo lei) di una cooperativa che fa conserve di pomodoro, la Agridoro scarl, ed in cinque anni riesce nella non facile impresa di farla fallire (ma non cercate questo piccolo particolare sul curriculum, non è riportato), il buco sarà di 4,5 milioni di euro.
Riesce pure ad essere condannata dal Tribunale di Piacenza a pagare una multa di 2.000 euro perché la Agridoro aveva distribuito sul mercato, riporto fedelmente, “merci alimentari in cattivo stato di conservazione, nonché insudiciate, invase da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive, ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione”. Insomma anche questo mi sembra un bel record … merci insudiciate … parassiti … proprio una bella aziendina gestita bene. Naturalmente anche di questa condanna sul curriculum non c’è traccia.
Ma probabilmente la De Micheli aveva anche qualche attenuante, dal ’99, infatti, oltre a dover gestire praticamente da sola la Agridoro scarl, è anche Consigliera comunale di Pontenure una ridente cittadina della provincia piacentina.
In quel periodo il Sindaco di Pontenure è Luigi Demicheli.
Demicheli!?!?! Padre? Zio? Fratello? Parente? Non si sa, ma presumibilmente nulla di tutto questo perché il Sindaco si chiama Demicheli (tutto attaccato) mentre lei De Micheli.
E poi il sindaco non ha fatto nessuna carriera politica essendo tutt’ora soltanto un Assessore sempre lì a Pontenure.Lei invece, finita come peggio non poteva la carriera di imprenditrice/manager alla Agridoro, inizia una serie di esperienza lavorative che definirei “vorticose”, nel senso che in ciascuna delle aziende nelle quali viene assunta non ci resta più di qualche mese, è lei che se ne va via? Sono le varie aziende a cacciarla? Non si sa! Rimane il mistero, comunque dapprima viene assunta come impiegata dalla Global Chef, passa poi alla Berni spa, quindi alla Antonino Russo spa per finire nel dicembre del 2005 al Consorzio Cooperativo Conserve Italia.
I miei più attenti lettori ricorderanno di certo che di questo Consorzio mi sono occupato poco tempo fa quando ho pubblicato un articolo sul fallimento della Cirio.
La nostra De Micheli lavora in questa mega-iper-super Cooperativa per poco meno di due anni con la qualifica di “Manager”.
Poco meno di due anni, perché nel frattempo la sua carriera politica ha avuto una svolta. Nel frattempo, infatti, è scomparso anche il Partito Popolare e dal gennaio del 2006 lei diventa Membro dell’Esecutivo della Margherita provinciale di Piacenza. Gli ex DC/Partito Popolare, diventati La Margherita si avvicinano agli ex PCI diventati Democratici di Sinistra e dalla loro unione nasce nel 2007 il Partito Democratico.
Fra gli ex PCI diventati Democratici di Sinistra c’è un personaggio politico di quella zona (il piacentino) estremamente influente e con un ruolo di primo piano nella politica italiana, Pierluigi Bersani, e la De Micheli riesce proprio a farsi ben volere da lui.
Nel giugno del 2007 il grande salto, viene nominata membro della direzione del Partito Democratico di Piacenza, Assessore alle risorse umane ed economico finanziarie del Comune di Piacenza e quando Bersani diventa Segretario del PD entra a far parte del Dipartimento economia del partito diventando nientepopodimeno che responsabile nazionale delle piccole e medie imprese.
Mi immagino la scena, Bersani che chiede alla De Micheli
“che hai fatto nella vita?”
“Ho guidato una cooperativa” avrà risposto lei,
“e come è andata a finire” avrà ribadito il Segretario del Partito,
“l’ho fatta fallire!”


“Perfetto! Il curriculum è perfetto!” avrà chiosato Bersani, quindi subito nel dipartimento economia del partito (quello guidato da Fassina!) e Responsabile nazionale delle piccole e medie imprese.
L’anno successivo è già a Montecitorio diventando membro della Commissione “bilancio”, sempre per essere coerenti.
Una carriera fulminante, ma non è ancora finita.
La De Micheli deve avere davvero fiuto (o fortuna), entra come Membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione TrecentoSessanta, un’Associazione fondata da un personaggio destinato, al contrario di Bersani che non ci riuscirà mai, a diventare negli anni a venire, Presidente del Consiglio: Enrico Letta.
Attaccandosi ancora una volta al carro giusto la De Micheli comincia a sentir profumo di incarico governativo che arriva con il Governo Renzi.
Renzi infatti ha fatto fuori Letta, ma qualcuno del suo entourage (di Letta intendo) ha dovuto metterlo nel suo Governo, ed allora liquidati gli esponenti di maggior spicco si tira dentro la De Micheli considerata una che va “dove tira il vento”.
Ed eccocela qui!
Sottosegretario all’Economia del 63esimo Governo della Repubblica italiana
Paola De Micheli, una che ci ha messo nove anni per laurearsi in Scienze politiche, una che in una trasmissione televisiva (già Sottosegretario all’economia) dice che in un Paese la cui moneta si svaluta del 30% anche il suo Pil perde il 30%, quindi una totale analfabeta in campo economico è Sottosegretario all’economia del Governo italiano!!!
Non è una barzelletta, però, dai, fa ridere!””


Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

Il mio Canto (libero) di Natale

A Natale è uso essere tutti più buoni e vedere il bene anche dove c’è solo il male.
Certo che ci vuole una indomita forza di volontà per vedere del bene nel pallonaro fiorentino che spaccia come sue idee, le uniche degne di nota, che però ha mutuato dal Centro Destra: l’abolizione della tasi (allora, compagni, decidetevi: perchè siete insorti quando il Cav abolì l’ici tanto da rimetterla appena tornati al potere e adesso la spacciate come prima perla della vostra manovra ?), l’aumento nell’uso del contante (ancora troppo poco, il Cav lo aveva riportato a cinquemila euro che, comunque, sempre poco sarebbe) e tace sull’aumento galoppante del debito pubblico, sulla spesa clientelare (500 euro per la “cultura” ai diciottenni … e chi controlla che li spendano proprio per quello e non per altri, meno nobili, personali benefici ?) .
E ci vuole una cecità assoluta per vedere del bene nella politica dell’accoglienza che ci viene spacciata a reti unificate come una inezia: che volete che siano centocinquantamila immigrati ? Ma sì, paghiamogli pure la colf, il wi fi, lo smartphone ultimo modello … 
E i pistolotti istituzionali (civili e religiosi) tutti uguali, tutti inutili, tutti falsi.
Mattarella tuona (si fa per dire) a favore dei risparmiatori, ma perchè allora ha taciuto sulla tassa predatoria sui risparmi che Renzi ha portato al 26 % ?
Non che all’estero stiano meglio di noi.
A parte il Regno Unito che, dall’alto della sua esperienza, si barcamena dopo essersi comunque portati in casa milioni di stranieri cui ha, sin troppo largheggiando, concesso persino la cittadinanza, in Francia vi è stata una alleanza da sodomiti per fermare il Fronte Nazionale e i francesi non hanno capito che dovevano votare in massa per le Le Pen e non per i loro vecchi tromboni.
In Spagna non esiste un partito “populista” come il Fronte Nazionale, ma uno pericolosamente vicino a quella Siriza che proprio in questi giorni ha fatto imboccare alla Grecia, dopo la deriva finanziaria, anche quella morale autorizzando le unioni omosessuali.
In Germania per ora stanno meglio, finchè non arriveranno i socialisti, ma solo perchè fanno stare peggio gli altri popoli europei, come sempre accade: mors tua , vita mea.
E poi dicono che lo schiavismo è stato abolito, peccato che continui sotto mentite spoglie, “politicamente corrette” !
Negli Stati Uniti .. beh, lì ormai sono una barzelletta.
Nonostante otto anni di disastri, pare che la persona più quotata per vincere a novembre sia la “vecchia babbiona” di tanti siparietti di Striscia la notizia” quando Clinton era presidente.
Se vogliono autodistuggersi, peggio per loro, purtroppo anche peggio per noi.
Unica luce in questo panorama è Putin e la Russia: basterà ?
Allora, come già in passato, l’unico rifugio è quello degli affetti famigliari, delle proprie cose, del proprio io, dicendo fantozzianamente “MACHISSENEFREGA” se il mondo va verso la propria estinzione.
Come sempre quando tutto intorno crolla, restano le certezze individuali, restano i Valori e gli Ideali che non si dimenticano e ci trasformano da bestie in Uomini.
Siamo sempre pronti a reagire per restaurare un Mondo migliore.
Che è , poi, l’autentico messaggio del Natale: la speranza di un Mondo migliore.

Buon Natale.

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Antivigilia di Natale.

Spesa fatta (tranne il pane…), a Natale Faraona ripiena. 2 ossa giganti a Tatone e Bubu dopo che avrò fatto il brodo domani. E domani pure preparazione prima parte del Panettone farcito, seconda parte la mattina dopo.. Confessato, son confessato.
Domani sera infine arriva la Figlia. Se non mi parlate di comunisti, bergogliosi, renzinanti, neo-badoglianti verdini dipendenti, ecumenisti, radicali eutanasiaci, invertiti, imam e partigiani, passerò un Natale in Santa Pace.