Fine di una Civiltà

La vicenda di Bergamo dove in una scuola hanno proibito il Presepe è emblematica di come una civiltà possa essere travolta per mano di chi dovrebbe invece custodirne e tramandarne i valori.
Come spesso accade senza la complicità di propri esponenti questo non potrebbe accadere.
I Persiani non avrebbero travolto gli Spartani alle Termopili se un traditore non avesse loro indicato il sentiero per prendere alle spalle i difensori.
In Italia non si porrebbe il problema del Presepe nelle scuole se non ci fosse una minoranza di persone ala ricerca della santità a spese nostre per importare orde di immigrati e se non ci fossero “insegnanti”che tutto quello che sanno “insegnare” è la resa.
Ancora una volta devo apprezzare la Lega che, unica,  difende i Valori della nostra Civiltà,  tenendo viva la fiamma della resistenza e la possibilità di una ribellione a chi vorrebbe consegnarci all’oblio della Storia e alla vergogna dei vinti senza neanche aver combattuto.

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BBB –

Siamo ad un passo dalla spazatura.
Il debito pubblico era a 1900 miliardi quando Berlusconi fu spodestato ed ora è a 2200 miliardi.
Le tasse di Monti, Letta e Renzi ci tolgono anche quello che non abbiamo.
Si continuano a sperperare miliardi per gli immigrati e si continua a tollerare la violazione della proprietà privata con le occupazioni degli stabili.
Non importa una agenzia di rating per farci sapere che questo stato è in fallimento.
Come è possibile che qualcuno continui a esprimere indicazioni di voto nei sondaggi per il pci/pds/ds/PD che ha espresso gli ultimi due feroci gabellieri e sostenuto il terzo ?

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Ecco la valigetta di Francesco in Turchia….

A smentire i dubbiosi pelagiani nonchè Cattoteppisti che hanno criticato Francesco per essere stato troppo morbido con l’ Islam durante il recente viaggio in Turchia, come agente della CIA e del Mossad come mi accusano d’essere, sono in grado di svelarvi il contenuto della immancabile valigetta che Bergoglio aveva seco.
DEFENSOR FIDEI !

Corruzione. E se ridassimo Roma al Papa ?

In rosso, lo Stato Pontificio nel 1869 

L’ ennesimo scandalo legato a Roma, mi obbliga a riproporre un mio vecchio pallino, che farebbe contenti sia i leghisti che i neo-borbonici (dai quali mi sento equidistante, soprattutto quando leggo boiate storiche scritte sui 2 versanti), e cioè, poichè anche il Papato subì un trauma forse maggiore di tutti gli altri Stati Italici, risolviamo il problema ridando al Papa tutto il Lazio tranne il Reatino, in un contesto ante-Porta Pia, tipo 1869.
Risuscitare lo Stato Pontificio, portando la capitale italiana a Firenze (così milanesi e napoletani non avrebbero da dire), porterebbe vantaggi a tutti. Infatti non si avrebbero più le briglie burocratiche tipiche capitoline che intasano e rallentano l’ economia. 
E con un Papa forte (ahimè, non l’ attuale: sono Papista più del Papa, come più Realisti del Re furono tre grandi Reazionari: il Conte Monaldo Leopardi, Antonio Capece Minutolo Principe di Canosa ed il Conte Clemente Solaro della Margarita...), si eliminerebbero all’ interno del rinato Stato, possibili forme di corruzione romana, perchè mi risulta che ai Tempi Santi, i corrotti a Roma spesso, GIUSTAMENTE, sparivano, dopo una piccola permanenza nella Mole Adriana. Tolto così la radice del problema, il resto d’ Italia, possibilmente sotto una Monarchia, non avrebbe più scuse per lamentarsi in continuazione. Certo, andrebbe parallelamente fortificata la lotta alle Mafie, con i sistemi con cui lo Stato d’ Israele combatte il terrorismo assassino di Hamas da me spesso invocati. Lo stato italiano andrebbe poi rifondato in una Confederazione di stampo Elvetico oppure stile CSA (ecco perchè mi chiamo da sempre Starsandbars), ancor meglio in una Confederazione Mitteleuropea con inclusa la Spagna, parecchi Stati europei dell’ Est, MA NON la Francia; ma questo è un altro discorso e rischio di uscire dal contesto.
Inoltre, con un rinato Stato Pontificio Sovrano, anche il Papa sarebbe più libero nei confronti non solo dell’ Italia, ma del mondo intero. Potrebbe attaccare con maggior forza l’ aborto, l’ eutanasia, la genetica modificata, la deriva di genere. 
E l’ Italia non avrebbe più motivo di attaccare la Scuola Privata, con la libertà dei cittadini di finanziarla. 
L’ Italia laica rimasta potrebbe ridiscutere gli accordi con la Santa Sede, in una Nuova Costituzione che, laicamente, potrebbe riconoscere la validità dei princìpi Romano Cristiani, senza le accuse dei soliti laicisti cattofobi di professione. 
L’ Italia così rimasta potrebbe addirittura MILITARIZZARE o paramilitarizzare il Pubblico Impiego, con pene severissime per i corrotti; educandolo secondo valori etici come si faceva sotto l’ Impero Austro-ungarico: peccato che De Gasperi poi l’ abbia dimenticato, nel secondo dopoguerra, con il distacco da lui voluto da quanto desiderato da Pio XII, creando la bolgia infernale detta Democrazia Cristiana, co-genitrice della prima repubblica corrotta, insieme al PCI, spartendosi ministeri, cooperative, RAI, logge e loggette, attraverso consociativismo ed Arco Costituzionale che generarono le Fabbriche dei Voti ancora oggi viventi, come dimostrato da questo nuovo scandalo. In sostanza, se è Roma la Grande Corruttrice, sia separata dal resto d’ Italia, restituendola a chi, ripristinandone appieno la Civiltà Cattolica, la purifichi pienamente. 

Meno tasse, meno corruzione

Chiosando alcuni giorni fa  un commento di Nessie terminai con le parole del titolo di questo post.
Ieri, per radio, durante la trasmissione “In corpo nove“, ho sentito che una tesi analoga sarebbe stata proposta dal Foglio e da un articolo della Stampa.
Non ho cercato quegli articoli, ma ribadisco quella che è la mia tesi.
Se chiudessimo i rubinetti che alimentano la spesa pubblica (spesso utile solo a pochi) ridurremmo, anzi probabilmente cancelleremmo le occasioni che “fanno l’uomo ladro”.
Se tutti i rapporti (anche nell’istruzione e nella sanità) fossero regolati con contratti privati, il conflitto degli opposti interessi, impedirebbe le degenerazioni tipiche dei sistemi in cui circolano ingenti quantità di denaro pubblico come finanziamenti, contributi, rottamazioni, assunzioni clientelari.
In parole povere, se lo stato si limitasse ai suoi compiti essenziali (Ordine Pubblico, difesa dei Confini, amministrazione della Giustizia, rappresentanza e tutela degli Interessi Nazionali con gli altri stati) occorrerebbero meno tasse, avremmo tutti più soldi in tasca e ci sarebbero meno mazzette da distribuire.
Non si cancellerebbe la corruzione, perchè quella c’è e ci sarà sempre, ma lo stato sarebbe anche più credibile come terzo garante e super partes e, forse, si eviterebbe, per una indagine, di danneggiare società, produzione, opere (in Lazio sono stati bloccati tutti gli appalti !) proiettando una immagine negativa dell’Italia per vicende che accadono in tutto il mondo.
Concludo ricordando che nel 2012 il comune di Reggio Calabria fu commissariato per vicende molto simili a quelle che oggi trovano le prime pagine sul comune di Roma.
Ma il comune era amministrato dal Centro Destra, quindi lo scioglimento sembrava un dovere improrogabile …

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Continua l’ammuina di Renzi

Facite ammuina” era l’ordine impartito nella Regia Marina Borbonica quando, a notabili e nobili in visita, si voleva dare l’impressione che sulla nave tutti si facessero in quattro nel lavoro.
Facite ammuina sembra la circolare impartita da Renzi che, poi, è il primo a metterla in pratica.
Trottolino (poco amoroso) salta in continuazione da una trasmissione ad un’altra, da una inaugurazione ad un convegno, da una riunione ad un summit di capi di stato e di governo.
Negli spostamenti cinguetta senza requie (peccato che ormai i cacciatori siano confinati nelle riserve …).
E annuncia riforme su riforme, senza che vedano mai la luce.
Prendiamo il Giobat.
Rullo di tamburo et voilà eccolo approvato con la centesima o millesima fiducia in nove mesi (cosa che se l’avesse fatto il Cav le piazze si sarebbero riempite di costituzionalisti bercianti al grido di “attentato alla costituzione, abbattete il Tiranno !”).
Ma perchè possa avere uno straccio di applicabilità occorrono i decreti del governo da emanare entro sei mesi … campa cavallo !
Prendiamo le province.
Rullo di tamburi et voilà, tutte abolite.
Peccato che si continuino a pagare i dipendenti e che, anzi, ci costino più di prima.
Non importa, facite ammuina.
Adesso si dimezzano le regioni, da venti a undici.
Rullo di tamburi et voilà apparire la cartina della nuova suddivisione.
Ma, che succede, mettono assieme le mele con le pere (tipo Emilia Romagna e Toscana con una spruzzatina del pesarese ) ?.
Nessun problema.
Tanto è solo fumo.
Domani verrà lanciata sul tavolo un’altra riforma da approvare e quelle precedenti (e mai realizzate) finiranno nel dimenticatoio. 

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Missione Goldfinger all’amerikana




Dunque come è noto, il recente referendum svizzero se incrementare o meno  le riserve auree del 20% ancorandolo alla Costituzione,  è stato sonoramente bocciato al 78%  di NO contro il 22% dei SI. Qualcuno provi a indovinare perché. E’ scesa in campo la Banca Nazionale Svizzera con tutto il suo peso a spaventare lo sprovveduto cittadino elettore. Secondo la BNS un esito favorevole sarebbe stato una vera “catastrofe”, poiché  avrebbe reso più difficile mantenere stabilità dei prezzo dell’oro e della valuta nazionale.
I media complici, come al solito hanno tenuto bordone, allineandosi alla BNS. Che c’è di strano? Tutto il mondo è paese. 

Ma l’annosa questione dell’oro  e in particolare della restituzione delle riserve auree, continua a tener banco. Ne ha chieste la restituzione la Germania, ma una vera risposta finora non c’è stata. Poi l’Olanda che ne rimpatria segretamente 122 tonnellate. Ricordo che la Francia ne richiese la restituzione nel dopoguerra ma dovette attendere tre anni per riaverla indietro. E ricordo anche che fu una delle potenze vincitrici della II GM.  
E l’Italia? Si trova al quarto posto come consistenza,   con 2.451,8  tonnellate  d’oro, una parte delle quali è giacenza presso Bankitalia. E il resto? Pare siano suddivise per la maggior parte tra la Fed statunitense,(a causa di quanto di fecero credere gli americani ai tempi della guerra fredda su un’eventuale invasione per sottrarcele), e per minime consistenze tra la Banca Nazionale Svizzera a Berna e la Bank of England a Londra. E cioè, consegnate alla peggiore razza di massoni e di speculatori economici che esista sulla piazza.
Intanto Putin fa il suo abile gioco: visto che l’oro è così disprezzato e deprezzato ne sta facendo incetta secondo le leggi di mercato: comprare quando le quotazioni sono al ribasso.  Qui l’articolo sulla sua astuta “trappola dell’oro“. 

Moneta russa

Ma ecco, però,  chi sta dietro al giochetto del “ribasso” dell’oro. Toh! i soliti americani che giocano alla manipolazione colpendo economie reali e risparmiatori solo per proteggere il loro dollaro: In Godollar they trust. Per capire bene le loro alchimie da gangster propongo di leggere questo illuminante articolo dal titolo Gangster al governo, e brogli d’oro per salvare il dollaro. E’ un po’ tecnico, ma confido che anche i profani possano capirlo. 

Truccano il prezzo dell’oro, giocando al ribasso e colpendo l’economia e i risparmiatori, solo per proteggere il dollaro, cioè la grande speculazione finanziaria. Peggio ancora: controllati e controllori sono le stesse persone. In un sistema sano, dovrebbero finire in galera. Lo affermano Paul Craig Roberts e Dave Kranzlerla finanza americana è un colossale imbroglio, scrivono, e cospira contro l’economia reale, a cominciare da quella degli Stati Uniti, aziende e famiglie. Sono accusa i “bankster” delle famigerate “bullion bank”, soprattutto Jp Morgan, Hsbc, Scotia Mocatta, Barclays, Ubs e Deutsche Bank: «Agendo probabilmente per conto della Federal Reserve, hanno sistematicamente spinto al ribasso il prezzo dell’oro», dal settembre del 2011. «Tenere basso il prezzo dell’oro serve a proteggere il dollaro Usa da una esplosione incontrollata dell’aumento del valore del dollaro e dei debiti in dollari». 
Certo, la domanda di oro continua a salire. Ma il prezzo viene tenuto basso col trucco dei “futures”: il prezzo dell’oro non è determinato dal mercato fisico, ma dalle scommesse speculative sul prezzo che si vuole stabilire.
«Praticamente tutte le scommesse effettuate sul mercato dei “futures” sono pagate in contanti, in moneta e non in oro», spiegano Craig Roberts e Kranzler. Così, «il pagamento in contanti dei contratti serve a spostare dal mercato fisico al mercato monetario il luogo in cui si determina il prezzo dell’oro». E’ il terreno perfetto per manipolazioni d’ogni genere. L’ultima macchinazione orchestrata? E’ legata alla Fed, per esempio, che ha deciso di far salire il picco del tasso di cambio del dollaro dopo aver annunciato la fine del “quantitative easing”. Appena la banca centrale Usa ha dichiarato che avrebbe smesso di stampare dollari per sostenere il prezzo delle obbligazioni, ha dato mandato alle banche di far scendere il prezzo dell’oro con nuove vendite “naked”, cioè “allo scoperto”. Funziona così: enormi quantità di contratti a termine “scoperti”, cioè solo di carta, vengono stampati per essere buttati, tutti in una volta, sul mercato dei “futures” nei momenti in cui il mercato tende a salire. «Aumentando l’offerta di “oro di carta”, le vendite di enormi quantità servono a far scendere il prezzo dei “futures”, ed è il prezzo del “future” che determina il prezzo a cui le quantità fisiche dei lingotti possono essere acquistate».

Stesso schema in Giappone, dove il prezzo dell’oro – su pressione di Washington – è stato fatto crollare per compensare l’effetto del nuovo massiccio programma di “Qe”. Obiettivo: impedire che l’oro si valorizzasse come bene-rifugio, a scapito della speculazione finanziaria. «L’annuncio del Giappone di voler creare moneta all’infinito avrebbe dovuto provocare un rialzo del prezzo dell’oro. Quindi, per evitare questa prevedibile risalita, alle 3 di notte – ora occidentale – mentre era in corso un intenso scambio di “futures” dell’oro, il mercato dei “futures” elettronico (Globex) è stato investito da una improvvisa vendita di 25 tonnellate di contratti Comex di “oro di carta”, allo scoperto, facendo scendere immediatamente il prezzo dell’oro a 20 dollari. «Nessun venditore onesto avrebbe buttato via il proprio capitale con una vendita di quel genere, in quel modo». Il prezzo dell’oro si è stabilizzato con un lieve rialzo, ma alle 8 del mattino – ora della costa orientale Usa – 20 minuti prima della apertura del New York Futures Market (Comex), sono state messe in vendita altre 38 tonnellate di oro in “futures di carta e allo scoperto”, sempre per far scendere il prezzo del lingotto. «Anche in questo caso, nessun investitore onesto si sarebbe liberato di una quantità tanto enorme di suoi beni personali, cancellando così improvvisamente la sua propria ricchezza».

Il fatto che il prezzo dell’oro sia determinato in un mercato di carta – in cui non c’è nessun limite di quantità nel creare la carta su cui scrivere i contratti – produce lo strano risultato che la domanda di lingotti di oro fisico si trovi in un mondo fuori dal tempo, senza rapporti con la produzione reale, e quindi il prezzo può continuare a scendere, annotano Craig Roberts e Kranzler. «La domanda asiatica è pesante, in particolare quella dalla Cina, e le aquile d’argento e d’oro stanno volando via dagli scaffali della zecca degli Stati Uniti in quantità da record. Le scorte dei lingotti si stanno esaurendo, ma i prezzi dell’oro e dell’argento continuano a scendere giorno dopo giorno». Spiegazione: «Il prezzo del lingotto non è determinato in un mercato reale, ma in un mercato truccato, fatto solo di carta, in cui non c’è nessun limite alla quantità e alla possibilità di creare “oro di carta”». Cinesi, russi e indiani «sono ben lieti che autorità americane corrotte, con questo sistema, rendano loro possibile acquistare sempre maggiori quantità di oro a prezzi sempre più bassi». Infatti, «un mercato truccato è proprio quello che ci vuole per gli acquirenti di lingotti, così come è proprio quello che ci vuole per le autorità Usa che si sono impegnate a proteggere il dollaro da un aumento del prezzo dell’oro».erto, «una persona onesta potrebbe pensare che esista una incompatibilità tra una forte domanda per un bene che può essere fornito solo in quantità vincolata e un contemporaneo calo del suo prezzo». Il fenomeno è più che anomalo: «Una situazione del genere dovrebbe suscitare l’interesse degli economisti, dei media finanziari, delle autorità finanziarie e delle commissioni del Congresso». Tutto tace, invece. «Dove sono le class action delle compagnie delle miniere d’oro contro la Federal Reserve, e contro le banche che custodiscono i lingotti, e contro tutti quelli che stanno danneggiando gli interessi delle società minerarie con contratti di vendita “allo scoperto” a breve?». Sottolineano Craig Roberts e Kranzler: «La manipolazione dei mercati, soprattutto sulla base di informazioni privilegiate, è illegale e altamente immorale. La vendita allo scoperto – “naked” – sta causando danni agli interessi delle miniere. Una volta che il prezzo dell’oro sarà portato sotto i 200 dollari l’oncia, molte miniere diventeranno antieconomiche. Dovranno chiudere. I minatori diventeranno disoccupati. Gli azionisti perderanno soldi. Come si può continuare a mantenere un prezzo a questo livello, ovviamente truccato, e continuare a manipolarlo?».
La risposta, scrivono Craig Roberts e Kranzler, è che «il sistema politico e finanziario degli Stati Uniti è stato inghiottito da un sistema di corruzione e criminalità», nientemeno. «La politica della Federal Reserve di brogli sui prezzi delle obbligazioni e dell’oro per dare liquidità alla speculazione del mercato azionario ha danneggiato l’economia e decine di milioni di cittadini americani, solo per proteggere le quattro mega-banche dai loro errori e dai loro crimini». Attenzione: «Questo uso privato della politica pubblica non ha precedenti nella storia». E’ puro banditismo. «I responsabili devono essere arrestati e mandati sotto processo e dovrebbero contemporaneamente essere citati per danni». Il guaio è che, accanto alle mega-banche, sono implicate le stesse autorità Usa, che «pagano S&P per mantenere un valore artificiale del cambio del dollaro e per trovare la liquidità necessaria per sostenere i titoli azionari e obbligazionari, particolarmente quest’ultimo tanto artificiosamente alto che i risparmiatori ricevono dalle banche un interesse reale negativo sui loro risparmi investiti in obbligazioni». Tutto abusivo, e pericoloso, perché il sistema finanziario è fuori dalla realtà dell’economia: «Quando le autorità non riusciranno più a tenere in piedi il castello di carte, il crollo del castello sarà completo».

«La costruzione di questo castello di carta – accusano Craig Roberts e Kranzler – è la prova della complicità degli economisti, dell’incompetenza dei mezzi finanziari e della corruzione delle autorità pubbliche e delle istituzioni private. I capi di una manciata di mega-banche responsabili di tutto questo problema sono le stesse persone che siedono al Tesoro degli Stati Uniti, alla Fed di New York e nelle agenzie che controllano la finanza degli Stati Uniti. Stanno usando il loro potere di controllo sulla politica pubblica per proteggersi e per proteggere le loro imprese dai loro stessi comportamenti insensati».
Dettaglio: «Il prezzo di questa protezione è tutto sulle spalle dell’economia e degli americani che pagano le tasse, e il prezzo da pagare sta continuando a salire».
Ok, l’America sarà anche la patria dell’economia, vista la quantità di Premi Nobel. Questo però non spiega «come gli economisti americani non abbiano notato che il prezzo dell’oro, dell’argento, delle azioni e delle obbligazioni emesse negli Stati Uniti non abbiano nessun rapporto con la realtà economica del paese. L’incompatibilità tra mercati e realtà economica non disturba, comunque, né i politici né gli economisti, che fanno solo gli interessi del governo e dei gruppi di interesse loro alleati». Il risultato? «E’ un’economia ridotta a un castello di carte», gestita da personaggi che «dovrebbero stare in galera, anziché al governo».

http://www.libreidee.org/2014/12/gangster-al-governo-brogli-doro-per-salvare-il-dollaro/


Salvini, guardati dalle lusinghe fraudolente

Per quanto scaduto e decaduto negli ultimi dieci anni, continuo a ritenere la scelta che fece Giorgio Almirante di investire Gianfranco Fini della successione, la più motivata.
Purtroppo Fini, passato dall’MSI ad AN e poi al PDL, si lasciò montare la testa da consiglieri interessati e fraudolenti, che si sperticavano nelle lodi della sua intelligenza politica e lo irretirono con la “garanzia” di prendere il posto di Berlusconi.
Il tutto accompagnato da un coro di lodi attraverso la stampa serva.
Il disgraziato cedette alle lusinghe.
Mi è tornata in mente la parabola discendente, con botto finale, di Fini leggendo l’intervista di Salvini che accompagnava un “servizio” fotografico in un settimanale.
Intendiamoci: la scelta di quella fotografia che ha fatto il giro del mondo politico è giusta ed azzeccatissima, perchè contro Matteo Salvini (e contro Giorgia Meloni) c’è una conventio ad excludendum dalle notizie di stampa e se non agissero in modo dirompente per “fare notizia” a tutti i costi, la maggioranza degli Italiani non conoscerebbe le idee che propongono.
No, la fotografia ha un suo senso ed ha ottenuto lo scopo, mi riferisco invece al contenuto dell’intervista.
Bene la rivisitazione dell’approccio con il sud Italia purchè non si abbandoni l’idea del federalismo, utile anche al meridione.
Bene tutto il resto tranne quella che potrebbe essere intesa come un’apertura agli omosessuali, quando Salvini parla di “diritti” da riconoscere loro e di favore per il sistema di unione alla tedesca proposto da Renzi.
No, caro Salvini, gli omosessuali hanno già tutti i diritti come tutti gli altri cittadini e assecondare i loro capricci significherebbe solo concedere loro dei privilegi aggiuntivi a spese di tutti gli altri.
Capisco che essere intervistati, trattati come un star del cinema o del calcio, possa essere molto allettante al punto da abbandonare le posizioni che hanno contribuito al successo elettorale senza il quale non ci sarebbero fotografie nè interviste.
Ma la triste vicenda di Fini dovrebbe insegnare che non si abbandonano gli Ideali attraverso i quali si era creata una comunità coesa e in crescita per inseguire gli articoli slinguazzanti di penne interessate.
Caro Salvini, stai ricreando quella comunità che Fini ha distrutto.
Stai sostenendo Principi e Valori di Destra.
Adesso che parli di Italia, sei anche diventato Identitario e Nazionalista con una prospettiva più ampia delle Patrie locali.
Non lasciarti irretire e distruggere dalle lusinghe fraudolente di chi ha solo interesse ha disperdere di nuovo quel che faticosamente si sta ricostruendo.

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Giustizialismo inopportuno

La procura del Coni ha chiesto il rinvio a giudizio di Carolina Kostner e la sua condanna a quattro  anni e tre mesi di squalifica per … aver “coperto” Alex Swarzer (o come cavolo si scrive) nel suo doparsi.
A me sembra quella che Greggio nel suo Drive In avrebbe chiamato “una tavanata galattica”.
La Kostner, che NON è stata trovata positiva e che quindi NON si è dopata ed i cui risultati eccellenti SONO TUTTI VERI, ha fatto, puramente e semplicemente, quello che ogni donna innamorata dovrebbe fare: proteggere il suo amato (ovviamente il dovere è reciproco).
Andrebbe anzi elogiata per tale sua dedizione che contrasta con una tendenza moderna all’ “usa&getta” in base alle proprie convenienze.
La richiesta di condanna non è altro che l’ennesima stortura di un sistema giustizialista quando non occorre e non mi stupirei se chi chiede la condanna della Kostner per NON essersi dopata, qualora si parlasse di veri tossici sostenesse la liberalizzazione delle droghe che chiamerebbe “leggere”.

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