Maledetti blasfemi !

Veramente si è passato il colmo: a Piacenza, al Centro Commerciale Galassia, ieri, nel pieno delle frequentazioni delle famiglie per le spese natalizie, è comparso un Presepe odiosamente blasfemo, con al posto di Maria Santissima Madre, un secondo San Giuseppe, in un vergognoso tripudio omosessualista che ha, finalmente e giustamente, scatenato numerosissime proteste da parte della gente, tali da far rimuovere la statuetta, con la ricomparsa della Madre di Dio.
Quanto certi imbecilli capiranno che queste cose sono controproducenti e si ritorcono sulla comunità degli invertiti, non sarà mai troppo tardi.



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TRAMA NERA……….

Certo che se il capo dei pericolosi terroristi è Rutilio Sermonti, a 93 anni suonati, e con le stampelle, c’è un acqua che fa più miracoli di quella di Fiuggi… 
I presunti terroristi, comunque, si sono dimostrati degli autentici geni, da quanto traspare dalle intercettazioni telefoniche, dove trattano l’ acquisto di fucili definendoli “caramelle”. Un golpe che nulla ha da invidiare a quello farlocco immaginato nel film “Vogliamo i Colonnelli”.

TRAMA NERA degli Amici del Vento
Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.
Se vuoi tu migliorar la posizione ed aumentare il minimo della pensione
fai subito domanda di assunzione in uno dei canali della tele -informazione.
Ed ogni sera tu alle otto e trenta, la lacrima sul ciglio, la voce spenta,
racconta che a Milano è mancata la luce perché uno sconosciuto ha gridato “Viva il Duce!”
e che se le galline non fanno più l’uovo è certo stato un colpo di Ordine Nuovo.
Se poi qualche compagno ci mette la bomba tu non ti preoccupare la storia, sai, si monta
e a far passare per nero ciò ch’è rosso lo fanno da trent’anni a più non posso.
Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.
Se sei un ragazzino che gli piace far la rivoluzione in santa pace,
se ami minacciar la borghesia marciando con la scorta della polizia,
se vuoi che la ragazza ti citi ad esempio, se vuoi che il Partito di te sia più contento,
racconta come hai fatto con voce sicura a denunciare subito la nera paura
scambiando per littore una vecchia contadina che andava per i campi con in spalla una fascina.
Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.
E se la tua ragazza ti ha piantato dicendo che le sembri un po’ un pistola
tu non ti preoccupare, vai filato a raccontare a tutti questa fola:
tu di’ ch’è stata colpa dei fascisti vedrai si muoveranno anche i ministri.
E se intervisteranno poi Loriana vedrai che giurerà di averli visti.
Ma se malgrado tutto lei non torna, tu lascia tutti e vai al Quirinale:
là certo troverai un radicale che ti consolerà con un rapporto un po’ anormale.
Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.
Se non hai vinto mai un terno al lotto, se proprio oggi a te scade l’affitto,
se hai perso per scommessa quattro cene e come puoi pagar non lo sai bene,
ascolta, che ti dico come fare e ciò che fa per te ti voglio indicare:
rivolgiti sicuro a Panorama, la pagheranno bene la tua trama.
Racconta che un bel giorno passando per i boschi, scorgesti una radura con certi tipi loschi.
E insieme ai tipi loschi c’erano:
due carri armati, un’antiaerea, ventidue SS, un ritratto di Benito, Giulio Cesare,
quattro legioni, due svastiche, quindici forchette (non socialiste), la Volpe del Deserto,
due cani da caccia, un cavallo bianco, una crostata di mele.
E la soddisfazione avrai eccezionale di esser nominato eroe nazionale.
Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.
Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!

Trama nera, trama nera tu dai la felicità.

La modernità di Giorgio Almirante

La lettura di una recentissima biografia di Giorgio Almirante nel centenario della nascita , mi ha indotto a rileggere quella che, nel titolo, risulterebbe l’autobiografia del Leader dell’MSI ma che lui stesso definisce una storia di quanti, come lui, vissero una parte importante della nostra Storia Patria.
Autobiografia di un fucilatore” fu un libro scritto da Almirante (che, ricordo, fu un giornalista di professione) uscito per le Edizioni de Il Borghese nel 1973.
Era il pieno delle polemiche e delle aggressioni contro i ragazzi di Destra.
L’MSI aveva appena ottenuto un buon successo elettorale nelle politiche del 1972 e i suoi voti facevano gola più alla DC che al PCI il quale, dal canto suo, aveva interesse a renderli non spendibili.
Come abbiamo visto venti anni dopo quel 5-6% che votava MSI divenne infatti determinate per impedire la deriva marxista dell’Italia, consentendo a Berlusconi di vincere le politiche del 1994 e sbaragliare la “gioiosa macchina da guerra” del PCI/PDS (in seguito anche DS/PD) di Achille Ochetto.
Che quei voti fossero però ambiti già da allora, lo dimostrarono quelli di Democrazia Nazionale che, uscendo dal partito nel 1977 come fece Fini nel 2010, furono annientati alle elezioni del 1979 come accadde ai finioti nel 2013.
Ed uno dei loro esponenti, se non ricordo male, finì in quota andreottiana nel consiglio di amministrazione della Rai.
Ma nel 1973 nessuno contestava ad Almirante “da sinistra” la legittimità della sua guida dell’MSI.
Lui era la guida indiscussa e indiscutibile.
Proprio per questo divenne il bersaglio dei tentativi dei partiti del ricostituito arco costituzionale, per mettere fuori legge l’MSI e processare, per reati di opinione, il suo Segretario.
Tentativi falliti.
L’autobiografia fu quindi scritta da Almirante come risposta, spesso tagliente ed ironica, in altre parti commossa ma mai nostalgica e in altre ancora preveggente, tollerante e pacificazionista  (forse oggi non avrebbe più alcun anelito alla pacificazione con i comunisti che hanno perso il pelo, ma sono sempre uguali).
Sempre comunque da Italiano e per l’Italia.
Perchè tutto il libro ha una chiave di lettura, un filo conduttore, che è l’Amor Patrio, un sentimento oggi ampiamente trascurato (basti pensare a quanti vorrebbero annullare e nascondere le nostre radici per fare spazio a soggetti che nulla hanno a che spartire con noi e la nostra terra) ma che rappresenta l’humus nel quale solo possono trovare forza e successo le speranze di rimettere in carreggiata l’Italia.
L’autobiografia di Almirante è un libro attuale e che consiglio di cercare e di leggere o rileggere (non so, ma non credo, se vi siano altre edizioni dopo quella del 1973) perchè vi si trovano, sì, episodi e considerazioni “datate”, ma soprattutto vi si ritrova la storia di un Uomo, che è la storia di tanti Uomini, che non hanno, per opportunismo, cambiato bandiera o camicia.
Un libro che, probabilmente, Fini avrà anche letto ma non capito e che Alfano non avrebbe capito neppure se lo avesse letto.
Un libro nel quale Almirante aveva già denunciato come i comunisti, come una metastasi, stessero infettando il corpo dello stato ed è significativo che nel 1973 scrivesse “… ma Togliatti aveva un disegno politico, nel momento in cui chiedeva di fare il Guardasigilli e dava inizio a quella sottile opera di penetrazione comunista nella Magistratura, i cui risultati hanno cominciato a venire a galla da non molto.“.
E questo ventuno anni prima della discesa in campo di Berlusconi.
Ed è un insegnamento che ha, soprattutto oggi, un valore superiore a qualsiasi teoria economica, riforma istituzionale od elettorale.
E’ un insegnamento, un esempio di vita che ci dice come i Napolitano, gli Obama, i Bergoglio, i Renzi, le Boldrini (tanto per citare chi, in questo momento, incarna quanto di più lontano ci sia dai miei Valori e dal mio Ideale di Civiltà e Società) per quanto possano ricevere onori e apologie giornalistiche, non potranno mai cancellare, come non è stata cancellata in passato, la essenza di una Nazione, che si tramanda di generazione in generazione, fedelmente custodita, anche da pochi che ne sappiano rappresentare lo spirito senza cedimenti alla convenienza e alle mode.
Ho scritto che il libro è attuale e da leggere, particolarmente da parte delle giovani generazioni, per il motivo stesso contenuto nel “commiato” dedicato a noi, che eravamo i giovani (di ogni parte politica) del 1973 cui si rivolgeva Almirante “Vorrei che questo libro andasse tra i giovani, perchè  nel nome di tutta una generazione di anziani l’ho scritto per loro … questo libro vuole pacatamente ragionare con voi di propositi e di speranze…“.
Per concludersi con un appelloAccogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne; e se volete un motto che vi ispiri e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito; pensa come se tu non dovessi morire mai.“.

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Il Discanto di Natale – Parte II

Cari Amici, prima di congedarmi da voi per la consueta pausa natalizia, vi dedico il sequel di questo Canto (che poi è un Discanto nato nel disincanto) di Natale. La storia la conoscete già e questa ne è la parte seconda di quella prima che feci nel dicembre 2011. Le varianti della musica, qui….

Curioso, ma vero. la Scala è sempre l’indicatore numero 1 delle tendenze mondialiste in atto. Dal Don Giovanni mozartiano del San Ambrogio 2011, con Monti e Napolitano che si godevano i loro trionfi di destituzione del “Grande Dissoluto” a oggi. Per l’occasione, il Convitato di Pietra cantò  sul palchetto tra Monti e Napolitano (segnale d’ intesa che la missione di sostituire il Berlusca era compiuta). Col Fidelio la tradizione massonica dei simboli continua. 
Fidelio? Era la parola d’ordine adottata da Kubrick nel film “Eyes wide shut”, con il quale il protagonista Bill Harford (Tom Cruise) entra in quel castello (nella realtà appartenente ai Rothschild) in cui si svolgeva l’orgia rituale. Ma il Fidelio che segna il commiato della discutibile stagione di Barenboim, doveva essere fatto di personaggi che cantavano con addosso sciatte felpe in una fabbrica dismessa, nel segno della “modernità”. Non poteva pertanto,  mancare il bacio saffico, segno dei tempi e delle politiche LGBT. Fuori dal Teatro scaligero la scena è da anni, sempre la stessa: i professionisti della protesta con bombe carta, petardi e fumogeni colorati, lancio di uova marce su qualche Valeria Marini  di turno in abito da sera, impediscono agli Italiani veri, con problemi veri di protestare contro obbiettivi veri.  Non sarà stato qualche petardo a turbare il sonno  di Mme Lagarde del FMI, invitata speciale alla prima della Scala  insieme ad altri banchieri, la quale ha potuto sfoggiare indisturbata, la sua elegante mise di Chanel
La sinistraglia di Lotta e di Governo prevede tutto, tranne il buon senso: la Tesi (Renzi e le sue giovin Fonzarelle), l’Antitesi (i centri sociali, la Trimurti e i Tsiprioti) e la Sintesi (l’Agenzia delle Entrate che tutto macina e tritura, compresi 44 miliardi prelevati dalle tasche di noi gonzi).

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Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade.
Ma poi di chi è il Natale? E a chi appartiene?  tutti gli addobbi, le corone fuori dalle porte,  le luminarie, i berretti e i costumi rossi e bianchi di Santa Claus, gli alberi finti, le palle, le lucette a intermittenza, i centri tavola, vengono fabbricati in una città cinese che si chiama Yuwu, dove non esiste un fiocco di neve, né un abete vero che profumi di resina fresca. Solo lavoro massacrante e inquinante dove si sgobba oltre 12 ore al giorno.
In tv, si canta in inglese le Xmas song di Bing Crosby, Sinatra, Dean Martin per ogni prodotto lanciato dagli spot pubblicitari (compreso quei pochi made in Italy rimasti in circolazione) in uno stracco copione hollywoodiano da Sunset Boulevard.
Ma la domanda è:  cosa potrei regalare con una tredicesima completamente erosa e già prenotata per ripianare i debiti bancari della Troika, attraverso il collettore di turno Matteo Renzi? Questa volta l‘Estorsore non ha la faccia grifagna e funerea di Monti, ma quella finto-paciosa di un Bimbominkia febbrile e frenetico quanto sociopatico. Un buono a nulla capace di tutto. Eppure lo scippo è altrettanto crudele. Con l’aggravante che questa crudeltà si abbatte nelle tasche degli Italiani da tre Natali a questa parte e dopo ben 7 anni di crisi, creando l’effetto di un bombardamento strategico per fiaccare il morale.
Cos’altro si può rubare che non si sia già  stato derubato? Cosa si può estorcere che non sia già stato estorto? Cos’altro si può illecitamente espropriare che non sia già stato espropriato? Eppure vanno avanti…
Un po’ come una violenta grandinata che si abbatte flagellando insistentemente dove è già stato alluvionato e inondato. Ah, dimenticavo: ci sono gli estimi catastali delle case da ritoccare. Ognuno di questo criminali che fa ogni anno?
Passa il Kriminal Number 1 e rialza l’estimo (anno 2011-2012) . Passa il Kriminal Number 2 e raddoppia l’estimo . Passa il Kriminal Number 3 e rialza ancora l’estimo per la terza volta.
Vogliono soldi, i vostri! Vogliono le case, le vostre! Vogliono sangue, quello di tutti noi. Non smettono di tormentarci e noi non glielo stiamo impedendo, come invece dovremmo.

Un altro anno è finito e per il prossimo si aspetta e si spera. Ma la speranza ormai è solo un’abitudine. Già si sente in lontananza un tintinnio di Troika che scampanella tra le nevi di gennaio. Ma non è il gentile jingle di renne di Babbo Natale. E… tra le nevi…Frusta! Vogliamo altri soldi, i vostri. Frusta! Vogliamo altre case, le vostre. Frusta! Vogliamo altro sangue fresco, quello di tutti voi. Frusta che ti rifrusta, cavalli, frusta! 

In questo panorama di desolazione invernale si affacciano quelli dell’associazione Luca Coscioni, che vogliono toglierci anche quell’ultima flebile dea, chiamata speranza. Dea per i pagani greci, virtù teologale per  i cristiani.  Facce mortifere, imbolsite, stanche di vivere si avvicendano in tv per dirci che c’è un diritto umano improrogabile che non si può negare a nessuno: quello di darsi la morte mediante l’ossimoro del “suicidio assistito”. Ovvero l’eutanasia. Sfilano Umberto Veronesi, Emma Bonino, Laura Puppato, Vittorio Feltri, Vasco Rossi, Ivan Scalfarotto e tanti altri… In nome della “salvezza” (quella che non è riuscita a piazzare con la sua Me-MMT)  si è aggiunto sul web  e sul suo sito anche Barnard. Il suicidio (specie se assistito) ti salva la pelle. E’ un Dio à la carte che  te lo ordina, secondo la barnardreligione. 
Tutti felici e contenti di estinguersi  in fretta per far largo a maree umane che già premono alle porte per sopraffarci e che non hanno paura di  andare e moltiplicarsi. Fatece largo che passamo noi…

Non potevano trovare un momento più propizio per il successo dello spottone commissionato dalla ben nota Agenda NWO:  dopo il bombardamento economico-fiscale e finanziario, dopo l’invasione demografica, arriva la buona morte giusta al momento giusto. Death is Beautiful. E’ un caso? Mica l’hanno fatto in momenti di miracolo economico, di ripresa e di vitalità collettiva della nazione che nasceva, lo spot ! No, lo fanno adesso dopo averci privato di ogni buona motivazione per  continuare a vivere…per sopravvivere.
Beh, sapete che vi dico o fottutissimi Zombie menagrami capeggiati dal Grande Iettatore del Colle (GI,per chi ama le sigle) che sta per lasciarci non prima di aver sparso dell’altra iella a futura memoria? Il beverone massonico trangugiatevelo voi. Quelli come noi  venderanno, venderemo carissima la nostra pellaccia. E assisteremo volentieri al vostro “diritto umano” quando alzerete i calici con un bel drink letale. Fate presto, fate pure un bel party in diretta tv. Tiferemo per il successo dell’evento! Il vostro.

Auguro a tutti i lettori, blogger e internauti che il Discanto di Natale torni a farsi Canto. E magari col tempo, che si torni a vivere nell’Incanto dei bei tempi che furono in un Paese che tutti ci invidiavano. Già, l’Invidia, il peggiore dei peccati capitali, poiché non mira al Bene proprio né altrui e gode delle disgrazie degli altri, non di rado  procurandole bell’apposta. Sì,  è vero che la speranza è diventata un’abitudine, ma se perdiamo anche quella, allora davvero non c’è più nulla. Buon Natale!

21 Dicembre 1989 – 21 Dicembre 2014, inizia la fine di Ceausescu.

Nicolae Ceausescu e Giorgio Napolitano 

Dopo gli avvenimenti precedenti di Timisoara ( e quelli meno conosciuti in Occidente di Brasov), oggi alle 12,30 Ceausescu pronunciava il suo ultimo discorso. Ai primi fischi, rispondeva promettendo 200 Lei (una bazzecola..) di aumento del salario minimo, da 2000 a 2200, e delle pensioni minime. Questo acuiva la protesta, la folla che stava dietro il cordone dei fedelissimi delle prime file, incomincia ad aggirarlo, sorprendendo la polizia, giungendo sotto il palco. Alcuni soldati consigliano il satrapo rumeno di ritirarsi. Lui ed Elena scappano dietro la tenda della finestra centrale. In piazza Gheorghiu Dej, teatro del discorso, i sostenitori si ritirano, ed i protestatari, poche decine all’ inizio, diventano prima centinaia, poi migliaia. Inizia così la fine di uno dei regimi comunisti più criminali ed odiosi. Ditelo anche a Benigni….

21 Dicembre 1989 – 21 Dicembre 2014

Nicolae Ceausescu e Giorgio Napolitano 

Dopo gli avvenimenti precedenti di Timisoara ( e quelli meno conosciuti in Occidente di Brasov), oggi alle 12,30 Ceausescu pronunciava il suo ultimo discorso. Ai primi fischi, rispondeva promettendo 200 Lei (una bazzecola..) di aumento del salario minimo, da 2000 a 2200, e delle pensioni minime. Questo acuiva la protesta, la folla che stava dietro il cordone dei fedelissimi delle prime file, incomincia ad aggirarlo, sorprendendo la polizia, giungendo sotto il palco. Alcuni soldati consigliano il satrapo rumeno di ritirarsi. Lui ed Elena scappano dietro la tenda della finestra centrale. In piazza Gheorghiu Dej, teatro del discorso, i sostenitori si ritirano, ed i protestatari, poche decine all’ inizio, diventano prima centinaia, poi migliaia. Inizia così la fine di uno dei regimi comunisti più criminali ed odiosi. 

Amicus certus, in re incerta cernitur

Giornali radio e telegiornali hanno dato spazio ad una telefonata di un imputato a margine delle inchieste romane, fatta ad un parlamentare di Forza Italia.
Contenuto: la richiesta di intervenire per un arrestato in precarie condizioni di salute.
Non si è parlato di soldi, appalti o altro di illecito.
Al parlamentare di Forza Italia viene imputato di aver parlato al telefono in modo amichevole.
E allora, dov’è il reato ?
Io mi auguro che un amico sia sempre disponibile a dare una mano ad un amico, qualunque cosa sia accaduta.
Dare una mano non significa commettere qualcosa di illecito, ma solo di onorare l’Amicizia, un Valore, anche questo, desueto visto che nei moderni media sociali si chiede e concede “l’amicizia” con una leggerezza che dimostra come, chi la chiede e chi la concede, nulla abbia capito del suo profondo valore etico.
Io, invece, applaudo il parlamentare di Forza Italia che non ha rinnegato un amico nel momento del bisogno, dimostrando che, per alcuni, i Valori Morali dei nostri Antichi sono ancora attuali.

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Buffoni

Tagli e tasse sotto dettatura. Lo stop e il ritardo al maxiemendamento ha ragioni più serie di quelle spiegate dal viceministro Morando. Come un intervento a gamba tesa della Commissione Ue di Adalberto Signore

Ventidue ore di ritardo, con l’imbarazzato viceministro Morando a spiegare al Senato che «non è ancora pronta la relazione tecnica» alla legge di Stabilità. Una scusa, visto che la Ragioneria è in grado di rimettere mano alle coperture in un attimo anche quando le correzioni in corsa valgono centinaia di milioni. Lo stop, insomma, ha ragioni più serie. Come, sospettano in molti anche nelle file del Pd, un intervento a gamba tesa della Commissione Ue. È questo, almeno, il rumore di sottofondo di un venerdì che il Senato ha passato sull’ottovolante. Dagli esponenti del governo ai senatori di maggioranza e opposizione, fino ai tecnici di Palazzo Chigi e Palazzo Madama, tutti sono rimasti appesi al testo del maxiemendamento che è ricomparso solo alle sette e passa di sera con annessa e scontata richiesta di voto di fiducia del ministro Boschi. In mezzo il rimaneggiamento a piene mani del provvedimento, gestito in prima persona da Renzi e dal suo braccio destro Lotti. E, con ogni probabilità, suggerito da Bruxelles, dove già giovedì era stato fatto notare al premier che l’ultima versione della legge di Stabilità – quella approvata dalla Camera – non convinceva in molti passaggi. Tutti rilievi recapitati a Palazzo Chigi in via informale, visto che – almeno per il momento – l’Italia non è ancora sottoposta a quel «monitoraggio stretto» che invece ci imporrebbe di concordare ogni passo con i tecnici della Commissione Ue.

I contatti con gli uffici dei tecnici di Bruxelles, insomma, sono stati ripetuti, al punto che le obiezioni sollevate sarebbero state anche piuttosto mirate. Ed è per questo – al netto dello scontro interno al Pd e di una gestione un po’ approssimativa della pratica da parte del ministro Boschi – che il governo è rimasto impantanato tutto il giorno dietro la manovra. Una delle più sofferte degli ultimi anni, anche più di quelle che qualche tempo fa vedevano protagonista Tremonti e le sue memorabili litigate con tutti gli altri ministri. E che la situazione sia eccezionale, per certi versi quasi surreale, lo si ha chiaro da subito. Non è un caso che l’azzurro Romani replichi a Morando definendo quella della relazione tecnica una «scusa risibile», mentre è il capogruppo del Gal Ferrara a sottolineare come a Bruxelles abbiano «fatto tante osservazioni» al premier sulla legge di Stabilità. Insomma, anche se gli esami di riparazione del nostro debito pubblico – insieme a quello di Francia e Belgio – sono in programma a marzo, la sensazione è che già oggi l’Italia sia per molti versi un Paese sotto tutela. Una condizione che difficilmente cambierà, soprattutto ora che il semestre di presidenza italiana si è appena concluso con un gigantesco buco nell’acqua sul fronte – fondamentale – della flessibilità.

Se c’erano… dormivano

Poletti: “L’appalto a Buzzi? Nessun affidamento diretto”. Il Ministero del Lavoro: “La società è stata autorizzata dal tribinale di Roma” di Chiara Sarra

Un appalto da tre milioni di euro affidato alla cooperativa 29 giugno, guidata da Salvatore Buzzi, per lavori di pulizia all’interno del Ministero del Lavoro inguaia ancora Giuliano Poletti. Che ora replica: le gare di affidamento “esulano dall’attività di indirizzo politico in capo al ministro”. Insomma, l’appalto c’è stato, ma anche stavolta Poletti non ne sapeva nulla. Anzi, le indiscrezioni di stampa “in modo falso e strumentale, parlano di affidamento diretto alla cooperativa”. La “29 giugno” sarebbe invece stata autorizzata dal Tribunale di Roma a proseguire i lavori di pulizia nelle sedi del ministero del Lavoro. In realtà l’appalto era stato un consorzio che aveva affidato i lavori alla cooperativa Antares. Quando si scopre che quest’ultima non è in regola con i contributi dei lavoratori, l’appalto passa nelle mani della “29 giugno”. Allora Poletti era già ministro, ma lo scandalo Mafia Capitale non era ancora scoppiato. A dicembre il consorzio di gestione che aveva vinto inizialmente la gara aveva proposto di revocare la coop di Buzzi, ma il tribunale di Roma ha autorizzato la “29 Giugno” a continuare i lavori attraverso gli amministratori giudiziari.

Intanto le polemiche divampano e il Movimento 5 Stelle non perde occasione per prendersela con il governo. “#PolettiDimettiti subito!”, scrive il deputato grillino Massimo Baroni sul blog di Beppe Grillo, “Non sono solo foto, quelle in cui il braccio imprenditoriale della mafia capitale, Salvatore Buzzi, viene ritratto insieme al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. C’è un appalto. Poletti andava a cena con Buzzi e tutto il cucuzzaro, presenziava alla presentazione del faraonico bilancio della sua cooperativa. Poletti era presidente della Legacoop, ma non si è accorto di nulla. Ora è il ministro del Lavoro e non si è accorto dell’appalto dato con l’avallo del suo ministero alla cooperativa di Buzzi. Poletti, forse, non si è accorto neanche di essere un ministro. Poletti deve dimettersi, per restituire un minimo di dignità all’istituzione che rappresenta”.

Attenti a quei due

Un Presidente degli Stati Uniti (Reagan) assieme ad un Papa (Giovanni Paolo II) e senza dimenticarci del Primo Ministro Inglese Thatcher, sconfissero il comunismo, portando l’Occidente alla più grande vittoria possibile.
Un presidente degli Stati Uniti (Obama) e un papa (Bergoglio) stanno distruggendo quello che i loro predecessori avevano costruito, svendendo Valori, Sicurezza e Benessere.
Dopo sei anni di presidenza Obama pensavo che i danni maggiori fossero già stati fatti, evidentemente sbagliavo.
Obama, non pago dei suoi disastri personali, si è messo a fare coppia con il vescovo pro tempore di Roma e, allora, per noi si preparano tempi ancora peggiori.
Il reciproco scambio di amorosi sensi di Obama con Castro, pronubo Bergoglio, significa che questa America (che continuo a sperare possa cessare di esistere il 20 gennaio 2017 alle ore 12 di Washington) butta nel cesso duecento anni di Storia, di Principi, di Valori, di Guerre combattute per se stessa, ma anche per degli Ideali che per l’attuale amministrazione sono desueti.
Altrettanto dicasi per le iniziative del vescovo pro tempore di Roma che di anni di Storia ne sta buttando non duecento, ma duemila.
Abbiamo ancora la speranza che il nuovo Congresso blocchi la decisione di revocare l’embargo ad uno degli ultimi stati comunisti del mondo, smentendo un Obama che, senza vincoli di elezioni, potrebbe sbracare con grave nocumento per tutti noi.

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