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Financial Times contro la Troika: “Trio di burocrati non eletti amministra zona euro”. Il quotidiano economico certifica l’insuccesso dell’organismo internazionale e scrive che con le sue scelte ha contribuito “al crescente populismo e soprattutto al sentimento di xenofobia” di Francesco De Palo

Dal fallimento delle élite industriali e politiche a quello del memorandum per Grecia e Paesi Piigs. Il Financial Times, in un fondo che ripercorre la storia del Vecchio Continente a un secolo esatto dalla prima guerra mondiale, certifica l’insuccesso della troika. Definita “un trio di burocrati non eletti che amministra la zona euro portando ad un aumento dell’estrema destra”. E sottolinea i tre “buchi neri” del mondo moderno. In primis la mancata comprensione delle conseguenze della liberalizzazione finanziaria. Rassicurati da fantasie fasulle, i mercati finanziari non solo hanno autorizzato ma anche incoraggiato la grande scommessa sul prolungamento del debito. Le élite che guida la politica non è riuscita ad apprezzare i rischi di un fallimento sistemico, osserva il quotidiano economico. Per cui le economie sono crollate, la disoccupazione è aumentata, il debito è esploso. In secondo luogo l’ineguale distribuzione dei guadagni derivanti dalla crescita economica che favorisce la plutocrazia: ovvero l’emersione di un’economia globalizzata e di una nuova élite economica i cui membri sono diventati sempre più distanti dai Paesi che li hanno prodotti. Durante questo processo, il collante che lega ogni democrazia, cioè la nozione di cittadinanza, scrive il Ft, si è indebolito. Con la conseguenza che l’ineguale distribuzione dei guadagni derivanti dalla crescita economica ha migliorato solo le tasche dei più ricchi, con ormai prossimo l’inizio di un deterioramento a lungo termine. Infine il terzo neo delle élite: il funzionamento dell’euro e i problemi connessi creati.

Le difficoltà delle economie colpite dalla crisi è evidente: grande recessione, disoccupazione altissima, migrazioni di massa e accumulo di debito pesante. Tuttavia è il disordine costituzionale della zona euro a essere poco conosciuto. Ed ecco l’attacco alla troika: all’interno della zona euro, scrive il quotidiano finanziario, la potenza è concentrata nelle mani dei governi dei Paesi creditori, in particolare la Germania, con un trio di burocrati non eletti, la Commissione europea, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale. I popoli dei Paesi colpiti non hanno alcuna influenza su di loro. I politici che sono responsabili non sono perseguibili e “questo divorzio tra responsabilità di qualsiasi nozione e governance democratica” produce una crisi non solo economica ma “costituzionale”.

E conclude che questi tre fallimenti sono sufficienti a sollevare dubbi circa le élite, che portano con queste scelte al crescente populismo e soprattutto al sentimento di xenofobia. Intanto in Grecia sulla lista Lagarde, l’elenco degli illustri evasori ellenici che hanno portato in Svizzera circa 50 miliardi di euro, si registra una seduta del capo della criminalità finanziaria, Stelios Stassinopoulos, dinanzi alla commissione Istituzioni e trasparenza della Camera. In cui ha riferito che su 1700 file ne sono stati analizzati solo 266. L’ammontare totale di evasione è di 54 miliardi di euro, c’è perfino un cieco totale che ha portato via 10 milioni di euro. Quattro sono parenti dell’ex ministro delle finanze Georgios Papaconstantinou (che nei giorni scorsi ha detto “non sarò il solo a pagare”) con transazioni per totali sei milioni e trecento milioni.), oltre ad altri 3,7 milioni relativi a due nuovi volti. Ma Stassinopoulos, citando il segreto bancario, non ha dato prova di questi nuovi nomi. In attesa di giudizio anche Kostas Vaxevanis, il giornalista che per primo pubblicò la lista in Grecia nell’ottobre del 2012 e che per questo fu arrestato e processato per direttissima.

Legge elettorale:alla faccia della governabilità

Le motivazioni (che non condivido) con le quali hanno dichiarato incostituzionali due specifiche della legge elettorale mi fanno pensare che i magistrati non vogliano la stabilità di governo, perchè un governo stabile è un governo forte.
Un governo forte riuscirebbe a riportare i magistrati nell’alveo del loro compito, senza tracimazioni nella politica e non si farebbe dettare i tempi o imporre scelte perchè sarebbe in grado di promuovere leggi favorevoli al Popolo (come quella contro l’immigrazione clandestina) e farle applicare anche contro le interpretazioni dei magistrati.
Un governo forte non permetterebbe di essere destabilizzato dalle continue inchieste, nè che inchieste di ampia risonanza mediatica colpiscano aziende e imprenditori che danno lavoro e “fanno pil”.
Allora ecco che il premio di maggioranza, l’unico che garantisca maggioranze stabili, non “deve” essere così premiante nè troppo maggioritario.
Ed ecco che se spunta un “uomo forte” nel Centro Destra, quello “deve” essere eliminato.
Non erano il premio di maggioranza e le liste bloccate il male del “porcellum”, ma la regionalizzazione del primo al senato e la mancanza di un vincolo di mandato che faccia decadere chi tradisce la lista e il premier con il quale è stato eletto.


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Debito pubblico italiano e salvastati ue

Nuovo record del debito pubblico: pesa il sostegno ai fondi Ue “salva Stati”. Sull’ennesimo incremento pesa il sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro. Dal 2010 il contributo italiano è stato oltre i 55 miliardi di Sergio Rame

Il governo dei record. Negativi, ovviamente. Mentre il premier Enrico Letta si trova in Messico per siglare importanti accordi, la Banca d’Italia certifica un nuovo fallimento dell’esecutivo in carica. Lo scorso novembre il debito della macchina statale è, infatti, aumentato di 18,7 miliardi: raggiunge così un nuovo massimo storico superando i 2.104 miliardi di euro. A questo si aggiunge il dato negativo delle entrate tributarie che, nei primi undici mesi del 2013, sono in marginale calo. Nonostante il governo Letta abbia inasprito la pressione fiscale, le entrate si sono attestato sopra i 339 miliardi di euro, contro i 340,7 miliardi registrati nello stesso periodo del 2012. Secondo gli analisti di via Nazionale l’aumento del debito pubblico è riconducibile principalmente al fabbisogno del mese (6,9 miliardi) e all’aumento a 11,5 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro che hanno raggiunto 59 miliardi. “Come negli anni passati – fanno notare dalla Banca d’Italia – nel mese di dicembre è molto probabile che il debito si sia fortemente ridotto, riflettendo un consistente avanzo e il netto calo delle disponibilità liquide del Tesoro, tornate a fine anno poco al di sopra del livello di fine 2012″. Nei primi undici mesi del l’incremento del debito a 114,6 miliardi di euro ha riflesso principalmente il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, che si aggira intorno ai 90,2 miliardi, e l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro che, invece, si attesta sui 24,6 miliardi. Per quanto riguarda il fabbisogno, gli analisti di via Nazionale hanno fatto presente che ha inciso per 12,8 miliardi il sostegno finanziario ai Paesi dell’Eurozona. “In particolare – si legge nel report – la quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’European Financial Stability Facility è stata pari a 6,7 miliardi”. I versamenti della terza e quarta tranche della sottoscrizione del capitale dell’European Stability Mechanism (Esm), effettuati nei mesi di aprile e ottobre, sono stati complessivamente pari a 5,7 miliardi. Dal 2010 il contributo italiano al sostegno finanziario ai Paesi dell’Eurotower è stato pari a 55,1 miliardi, di cui 33,6 miliardi riguardanti la quota dell’Italia dei prestiti dell’European Financial Stability Facility (Efsf), 11,5 riguardanti la sottoscrizione del capitale dell’Esm e 10 miliardi relativi ai prestiti bilaterali in favore della Grecia (la cui erogazione è terminata alla fine del 2011).

E buonanotte

Marò, l’Italia presenta ricorso alla Corte suprema dell’India. Si punta a scongiurare l’uso di una legge antiterrorismo

Di fronte al rinvio del governo indiano della presentazione dei capi di accusa per i due marò, l’Italia ha deciso di presentare un ricorso alla Corte Suprema indiana. Lo scrive l’Ansa. La «petition» – si è appreso – punta a «scongiurare l’uso di una legge antiterrorismo». Il ricorso si propone di sollecitare una presa di posizione della massima corte per ricordare agli investigatori ed al governo indiani che la legge che New Delhi utilizza per reprimere la pirateria marittima (SUA Act) non è fra gli strumenti (codici, leggi e convenzioni) specificate dallo stesso massimo tribunale nelle sue sentenze del 18 giugno e 26 aprile 2013 per condurre l’inchiesta e processare i due Fucilieri di Marina italiani. Una eventuale introduzione di questa legge, ha sostenuto la fonte, «cambierebbe radicalmente lo scenario del processo, perché si tratta di uno strumento antiterrorismo», inapplicabile a personale militare italiano imbarcato in funzioni di lotta alla pirateria. Il SUA Act, approvata nel 2002, capovolge l’onere della prova sull’imputato, si estende in acque internazionali e, soprattutto, prevede una richiesta automatica di pena capitale.

LA MISSIONE – I due marò italiani sono stati arrestati ventuno mesi fa, con l’accusa di aver sparato a due pescatori indiani al largo del Kerala, uccidendoli. L’accelerazione disposta da Roma è stata decisa per mettere fine all’impasse che allunga a dismisura la prospettiva di rientro in Italia dei due marò e scongiurare qualsiasi tentativo di introdurre lo spettro della pena di morte. Dopo le pressioni esercitate sui vertici dell’Unione europea, il Parlamento potrebbe inviare una missione in India: al Senato è in corso una riunione dei presidenti delle Commissioni esteri e Difesa di Senato e Camera, Pier Ferdinando Casini e Fabrizio Cicchitto, Nicola Latorre ed Elio Vito, per valutare l’invio di una delegazione parlamentare in India per verificare la situazione di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.

Si presentano alla Caritas: “Non possiamo accogliervi, siete italiani”

VENEZIA – Si sono presentati alla Casa alloggio San Raffaele a Mira in via Riscossa per avere ospitalità. I preti e i ‘volontari’ della Caritas li hanno mandati via, accolgono solo stranieri. E’ la denuncia che arriva a VoxNews da alcuni cittadini della zona, testimoni della vicenda. Tutto confermato, incredibilmente, dal direttore del centro. E’ … continua

Anche a me Toti non piace

Nella stampa è un gran parlare della probabile investitura di Giovanni Toti, direttore del TG4 e di Studio Aperto, quale Coordinatore Unico di Forza Italia.
Ovviamente Toti lo conosco solo per i suoi editoriali e per l’indirizzo che ha dato al TG4 raccogliendo la pesante eredità di Emilio Fede.
Leggo che Toti è moderato nei modi e misurato nelle parole.
Forse per questo non suscita entusiasmi (neppure il mio).
Credo che per sbarrare la strada a Renzi, debba esserci un altro come Berlusconi, sanguigno, scoppiettante, vulcanico, non un abatino della politica.
Forse, però, Toti con i suoi modi pacati potrebbe far risaltare meglio il nulla che c’è dietro il movimentismo di Renzi, il cui vuoto assoluto rappresenta il maggior pericolo per l’Italia.
E, poi, se il Cavaliere lo ha scelto, avrà fatto le sue considerazioni, esaminato le sue potenzialità e optato per il miglio cavallo che lo deve riportare a Palazzo Chigi.



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Strategia del carciofo

 
 
“Gennaio è un mese pazzesco”, si lamentano amici e conoscenti dopo la tregua natalizia. In effetti è prevista in questi giorni, una raffica di tasse, di adempimenti di pagamento da lasciar tramortiti. Siamo alla strategia del carciofo e foglia su foglia veniamo depredati d’ogni avere.
I più poveracci sono giunti a  rateizzare già perfino le tasse e le bollette, con lo Sceriffo di Nottingham “equitalico” che risucchia “crediti” rateizzati come un’idrovora.  I più fortunati, danno fondo ai loro risparmi.  E’ vero, però,  che tutti i mesi dell’anno sono diventati “pazzeschi” e che ogni mese ne inventano una.
Regna volutamente  il caos e la confusione fiscale (il balletto degli acronimi e delle sigle sulla Tasi & derivati e le truffa della mini IMU): ennesima truffa, ennesima modifica e/o ritrattazione della truffa. Fino a nuove truffe, nuove frodi fiscali, nuove estorsioni, camuffate sotto nuove sigle.
Naturalmente,  per Saccomani è una grande conquista di civiltà aver trasformato i sindaci in nuovi gabellieri “federali”. Ecco una delle sue affermazioni: «Si è fatto un passo avanti importante nel chiarire, ancora più di prima, la natura federale di questo tipo di imposizione. Gran parte dei problemi lamentati in questi mesi è dovuta al fatto che si è intervenuti dal centro su forme di tassazione gestite a livello periferico» (fonte Corsera) .
 
Per chi ancora non avesse capito bene, significa in parole povere che saranno i cittadini a sostenere TUTTE le spese delle municipalità che fino a poco tempo fa, ottenevano trasferimenti dallo stato. E per spese intendo riparazioni di semafori, aiuole, verde pubblico, parcheggi, nettezza urbana,  elettricità e luminarie, e ogni altro servizio.  E che i sindaci dei vari comuni d’Italia diventeranno “gabellieri” per conto di Saccomanni (il quale a sua volta prende ordini da Ollii Rehn, dalla Merkel e dalla genia delinquenziale  della Ue). Ma non è tutto. Il nuovo “sindaco gabelliere” dovrà sapersi trasformare, alla bisogna,  anche in nuovo elemosiniere per i più poveracci, prelevando da quelli che se la passano un tantino meglio per “redistribuire”. Vi lascio pensare chi saranno ” i meno abbienti” che beneficeranno della “redistribuzione”. Ovviamente, saranno i soliti immigrati. 
Occorre anche spiegare che queste nuove politiche economiche e fiscali fatte sotto dettatura,  pretendono di trattare gli enti locali come “aziendine private”.
Che significa tutto ciò? Che l’ “aziendina” in mancanza di mezzi propri e magari anche esposta con le avide banche, provvede a prendere direttamente in ostaggio i cittadini. Ecco perché ogni cittadino dovrebbe organizzarsi per fare pressione presso il proprio sindaco con lettere, petizioni cartacee (lasciate perdere le email e preferite le consegne a mano) controfirmate, nonché presidi davanti ai municipi. Ecco un modello che personalmente adotterò:
Egregio sig. sindaco, 
 le scriviamo quali cittadini residenti in questo comune. In questi anni siamo stati disciplinati, puntuali e rispettosi nel versare i tributi richiesti, ma ora siamo a chiederle di “disubbidire” a questo nuovo odioso sistema fiscale e tributario che questo governo le ordina. E’ un modo per non volerci mettere direttamente la faccia e lasciare a lei la funzione di  gabelliere ed eventualmente di strozzino e  pignoratore dei beni dei cittadini, trasformati in sudditi. E’ un modo per spezzare l’armonia democratica (fatta di equilibri non sempre facili, ma comunque equilibri) tra il capo del governo locale e i suoi abitanti.
 
E’ un modo per aumentare il divario tra la popolazione e i sindaci,  trasformati  in “soldatini esecutivi” di uno stato vessatorio sempre più patrigno e punitivo che va nell’ottica della dissoluzione di se stesso nel nome del solito “ce lo chiede l’Europa”. Fino a trovare negli amministratori locali, un esercito di spietati caporali. Ecco perché nel nome della sua dignità politico-amministrativa, ma  anche della nostra legittima aspirazione alla giustizia,  alla vera equità e al benessere dell’abitare, le chiediamo di ribellarsi a queste leggi inique, di cercare di modificarle con ogni mezzo a sua disposizione,  a vantaggio dei suoi cittadini. Noi saremo con lei e la sosterremo. 
Con osservanza,
Ovvio che una lettera non basterà, che ci vorranno degli incontri, dei raduni, dei faccia a faccia,  dei presidi davanti ai Comuni. Ma la ricostruzione dell’Italia potrebbe partire proprio da questi. Dopotutto è da lì che è partita la storia di questo Paese. 
Per la nostra sopravvivenza, fermiamo la strategia del carciofo.
 

S. Ilario di Poitiers

Vescovo e Padre della Chiesa, Festa: 13 gennaio Cari fratelli e sorelle, oggi vorrei parlare di un grande Padre della Chiesa di Occidente, sant’Ilario di Poitiers, una delle grandi figure di Vescovi del IV secolo. Nel confronto con gli ariani, che consideravano il Figlio di Dio Gesù una creatura, sia pure eccellente, ma solo creatura, […]