Lincoln, l’ India ed i Marò.

E’ ora di dire basta, dopo l’ ennesima mascalzonata dell’ India a danno di tutta l’ Italia, non solo dei Nostri Soldati. Che non solo ha rifiutato le vacanze natalizie a Salvatore Girone ancora illegalmente detenuto nello Stato Canaglia, ma ha pure negato il prolungamento delle cure a Massimiliano Latorre nei più progrediti e moderni Ospedali d’ Italia.
A questo punto, rispolvero il mio vecchio pallino: interniamo tutti i manager e gli uomini d’ affari indiani (non la povera gente che lavora come bergamino nelle stalle nostrane o altro).
E se qualcuno avrà da dire, resta l’ esempio di Lincoln che, considerato in america e nel mondo un paladino della libertà, in realtà fece internare migliaia e migliaia di simpatizzanti della Confederazione degli Stati Americani (CSA), senza processo. 
Marò liberi subito ! 

Olimpiadi a Roma.

Mi sembra giusto. A patto che partecipino le nazioni Rrom, Sinti e Korakané. Ospiti di tutte le Case Popolari del Municipio ma anche di certi alberghi di mia conoscenza che dovrebbero servire a religiosi e pellegrini. Se dobbiamo essere misericordiosi, siamolo fino in fondo…
Al peggio non c’è mai fine..eppure li votano, i trinariciuti non cambieranno MAI !

Un Sindaco con la "S" maiuscola

Mentre in Italia abbiamo i Marino, i Pisapia, i Merola che inseguono il voto degli omosessuali concedono percorsi privilegiati agli immigrati, in Francia qualche sindaco dimostra di avere la “S” maiuscola e anche attributi sconosciuti ai prodotti nostrani.
Quando leggo che nella Loira un Sindaco, stanco dei menu differenziati per religioni, ha deciso “maiale per tutti”, provo ancora un sentimento di speranza per il nostro futuro.
Allora c’è ancora qualcuno per il quale sono quelli che vengono da noi a doversi adattare e non noi a rinunciare ai nostri costumi, religioni, persino alimenti per compiacerli !

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Anche stasera dispendio di denaro pubblico….

Detesto Benigni. Detesto Benigni.Detesto Benigni. Detesto Benigni.
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Giorgio Almirante, una biografia nel centenario della nascita

Nei giorni scorsi ho casualmente trovato in libreria una biografia di Giorgio Almirante (Aldo Grandi, Almirante biografia di un Fascista, Sperling e Kupfer, €. 18.90, pag.453).
Nel 2014 si è celebrato il centenario della nascita dello storico Fondatore e Segretario dell’MSI (27 giugno 1914) e il libro di Grandi è il primo che abbia visto in bella mostra.
In genere non amo le biografie, forse perchè l’autore mette molto del suo cercando di dar risalto alla propria interpretazione dell’uomo di cui scrive.
Mi sono quindi accostato con molta diffidenza al testo di Grandi, di cui non conosco la provenienza e sul quale ho letto poco in internet.
Man mano che procedevo con la lettura, soprattutto quando sono arrivato agli anni di cui ho un ricordo diretto e molte citazioni (di scritti, comizi, eventi, tribune politiche) li avevo vissuti “in diretta”, mi sono ricreduto.
Grandi non ha scritto una biografia apologetica, ma neppure una biografia fondata sui pettegolezzi,  bensì sulle testimonianze e sulle prove e quando le versioni erano discordanti le ha riportate tutte, rendendo così il miglior servizio possibile ad Almirante.
La vita di Almirante è stata sicuramente intensa e l’affetto da cui era circondato era pari alla ostilità di alcune frange che gli hanno sempre contestato  vuoi una certa ambiguità, vuoi un cedimento di stampo “moderato”, vuoi uno sterile estremismo (e già questo dimostra come ogni critica fosse impostata in base alla propria visione particulare e non ad una più generale che Almirante ha avuto ed i suoi critici evidentemente no).
Il libro non solo si fa leggere, ma consente un ripasso della nostra storia recente e costituisce un insegnamento, per chi saprà coglierlo, per tutta la comunità della Destra italiana.
Almirante fu un grande politico e sarebbe stato sicuramente un grande statista se le circostanze gli avessero consentito di accedere a quel governo di cui solo marginalmente fece parte durante la Repubblica Sociale Italiana.
Fu soprattutto un grande motivatore, coerente nella sua impostazione che privilegiava l’unità del partito e di una comunità, nonostante la presunzione di molti di essere depositari della verità.
Errori ne ha fatti, come tutti.
Le oltre quattrocento pagine del volume ci portano però ad un filo conduttore che dovrebbe essere lo stesso per tutti i politici, soprattutto per chi si richiama all’esperienza di Almirante.
Il passato non si può cambiare ed è parte del nostro presente e forma il nostro futuro.
Come non lo si può cambiare le scelte compiute in passato ci hanno resi quello che siamo oggi.
E’ spregevole rinnegare il passato proprio e della propria Patria.
La politica è l’ambiente naturale del compromesso, ma questo non deve comportare il disconoscimento di Valori fondanti tanto di una civiltà quanto di battaglie ideali precedenti.
Ma, soprattutto, è il valore dell’unità tra tutti coloro che nel sacrificio di chi li ha preceduti sono chiamati a continuare una battaglia e tramandare una testimonianza.

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Bancomat ambulanti

Stiamo assistendo ad abusi su abusi, a vessazioni su vessazioni nei confronti dei cittadini e della qualità della loro vita che peggiora a vista d’occhio. Non solo si paga anche quando si respira, trasformando le persone in veri e propri bancomat ambulanti 24 ore su 24, ma ora le nostre città sono diventate delle tonnare per poveracci allo scopo di fare cassa. Siamo eternamente spiati e sanzionati. Gli stessi vigili urbani lo dichiarano ad alta voce in alcune trasmissioni: vengono incentivati e spinti dalle amministrazioni  locali a ruoli vessatori tanto per fare cassa, e qualcuno onesto comincia pure a rifiutarsi.

La Milano di Pisapia ha creato una tonnara di autovelox che frutta un vero e proprio rifinanziamento municipale. Città un tempo vivibili mettono parcheggi a pagamento davanti ai supermercati per ottenere perfino un miserabile balzello sulla spesa quotidiana dei cittadini. Se la tua spesa dura un quarto d’ora, allora paghi 20 centesimi, mezz’ora, 50, un’ora costa 1 euro. Se qualche malcapitato si intrattiene dentro il supermercato un po’ di più, è pronta una bella multa che sventola sul parabrezza.
 Il caso di Roma con Marino e la creazione della zona ZTL è ormai divenuta da manuale. Et si omnes Marino non, perché sappiamo bene la storia della sua Panda rossa come è andata.
Ma anche Parma, La Spezia, e altre piccole città stanno diventando sempre più invivibili e istigatrici di discordie per chi possiede un’auto. Tant’è vero che proprio a Parma si è costituito un Movimento Nuovi Consumatori per la tutela dei vessati dalle angherie comunali degli AUTOVELOX sanguisughe. Non è raro che si arrivi a multare anche chi viaggia a 55 km invece che a 50, pur di fare cassa alla faccia dei polli. Poi le multe arrivano con more da capogiro e con aggio esattoriale, quando meno te l’aspetti. Magari,  quando non ricordi nemmeno  più la dinamica dell’accaduto.


Ma non è tutto. Fra due giorni sarà il giorno della grande riscossione prenatalizia che la stampa chiama TAX DAY. Ovviamente abbondano i consigli per non sbagliare, i calendari per ricordare le scadenze (una sorta di MEMENTO MORI per il contribuente); ma nei fatti nessun cronista è capace di mostrarsi davvero duro e critico nei confronti di queste angherie feudali e soprusi prenatalizi da incubo che fanno perdere la capacità contributiva a cittadini già stremati da una crisi senza fine, i quali non potranno nemmeno più onorare come si deve, le festività natalizie: IMU delle seconde case, TARI (rifiuti), Tasi, Irpef per i lavoratori autonomi, cedolari secche per chi osa affittare uno stabile, l’anticipo IVA per i lavoratori autonomi e almeno altri 200 adempimenti. La tredicesima? Chi l’ha vista?!

Chi brinda e stappa bottiglie è lo stolto  Bimbominkia che incassa ben 44 miliardi di euro sull’unghia entro la fine dicembre: glielo chiede l’Europa e Juncker ha minacciato “conseguenze spiacevoli” se le “riforme”, saranno solo promesse. Le poste, le banche e gli uffici saranno assaltati da poveri cristi con in mano gli F24, le bollette, le cartelle. Che tristezza!

Eravamo un popolo di Poeti, artisti, santi, eroi, navigatori e scopritori… Ci stanno riducendo ad essere dei pagatori automatici, dei dead bancomat men walking,  nuova categoria di zombie telematici
I regali? I doni da scambiarci? Possono attendere. Così si versa benzina sulle ferite dell’economia reale e il serpente si mangia la coda… 

Se non li fermiamo continueranno…e continueranno, fino a immiserirci  del tutto e a farci impazzire di code, di burocrazia infame e di vitaccia grama senza sorriso. Poiché oltre alla miseria economica ce n’è una morale e spirituale che è anche peggiore.

Semplicemente ridicoli e pusillanimi

I parlamentari comunisti contrari alla “riforma” istituzionale pare abbiano chiesto di essere sostituiti per non mettere in minoranza governo e relatori.
Ovviamente sostituzione temporanea: alla poltrona non si rinuncia mai.
E quando il provvedimento andrà in aula cosa faranno ?
Voteranno contro sperando che comunque la maggioranza dica invece di sì ?
Oppure usciranno dall’aula ?
Per ora il parlamentare è eletto senza vincoli di mandato (purtroppo: se fosse il contrario la Storia recente sarebbe stata ben differente con Fini e tutti i suoi sostituiti perchè decaduti avendo tradito Berlusconi) e non si capisce perchè chi è eletto non voglia votare secondo le proprie convinzioni.
Paura di nuove elezioni che interrompano una legislatura appena nata ?
Paura dell'”ira funesta” del loro compagno segretario e presidente del consiglio ?
Comunque sia un comportamento ridicolmente pusillanime.

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Ma sarà poi tutto vero ?

L’Italia attraversa un nuovo momento di furia giacobina per le vicende romane.
Mi ricordo, con l’arresto del famoso Mario Chiesa, i momenti del 1992-1993, quando sembrava che fosse in atto un’opera di pulizia memorabile, salvo poi verificare che non venivano minimamente toccati i santuari comunisti e le loro canalizzazioni di denaro, per poi giungere alla “gioiosa macchina da guerra” di una vittoria annunciata e per fortuna sventata dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi.
Memore di tali vicende, sono molto scettico davanti alla retorica giacobina di Renzi e Napolitano (ma dov’erano in tutti questi anni ?) e, soprattutto, davanti all’insistenza con la quale la stampa di regime e la radio di stato tendono ossessivamente a ricordare i trascorsi nei NAR del presunto capo Carminati, sorvolando o minimizzando la appartenenza alle coop rosse di colui che, principalmente, è finito nel tritacarne delle intercettazioni, senza poi dare adeguato spazio al fatto che la Destra ha amministrato il comune per soli cinque anni in mezzo a 20 anni di amministrazioni di sinistra.
Sarà poi perchè non ho stima nè fiducia nella magistratura italiana, ma non mi entusiasma questo polverone, anche perchè il problema dell’Italia non è la corruzione (che c’è ovunque nel mondo) ma il debito pubblico, la spesa pubblica sempre in aumento e un sistema fiscale predatorio con una imposizione che dissangua le famiglie e i singoli cittadini.
Scommettiamo che se avessimo tasse più umane e spese compatibili con le entrate, la corruzione (che esisterà sempre, come esiste ovunque nel mondo e semprechè  sia veramente tale) susciterebbe meno scandalo ?

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Francesco ed il Dalai Lama.

Per me il Dalai Lama è un Monarca. Grazie a Dio (quello vero, il Nostro), Assoluto, l’ unica vera Monarchia, non amando io quelle Costituzionali. Però non è un capo religioso, essendo il Buddismo una NON-religione, praticamente atea. 
Forse, nonostante si celebrasse il terrorista Nelson Mandela, poichè questo negro estremista che ha ridotto il Sudafrica allo stremo piace molto a terzomondisti e peronisti di sinistra, c’è da chiedersi come mai Francesco non sia andato all’ incontro coi farlocchi nobelati.
Ebbene, forse è proprio per il fatto che il Dalai Lama sia un Monarca Assoluto, cui non piace la “democrazia”. Che detesto pure io. Però qualcuno avrebbe dovuto incontrarlo, visto che probabilmente non conosce bene l’ abortista tossico bisessuale pro-eutanasia Giacinto detto Marco. E spiegargli chi sia…. Pannella, infatti, fa piangere, non ridere.