Chiedete e sarete accontentati…

Immigrati arrivano in Grecia ma rifiutano di sbarcare: vogliono essere portati in Italia. Duecento clandestini recuperati dalla Marina greca al largo del Peloponneso: loro rifiutano di sbarcare in Grecia e ottengono di essere rimorchiati fino in Sicilia di Ivan Francese

L’emergenza immigrazione non si ferma, nemmeno alle porte di Natale. E anche gli immigrati che finiscono in Grecia si rifiutano di sbarcare e vogliono essere portati in Italia. Venendo puntualmente accontentati. Nelle prime ore di questa mattina, infatti, un barcone con circa duecento immigrati è stato localizzato a 117 miglia al largo di Pilos, al largo delle coste sud-occidentali del Peloponneso, in Grecia. L’avvistamento è opera del Centro di Ricerca e Soccorso del ministero della Marina mercantile greca (Esked), su indicazioni della Guardia Costiera italiana. La carretta del mare, secondo quanto riferiscono i media greci, è già stata raggiunta da cinque altri natanti pronti a portare soccorso. Gli immigrati, tuttavia, si sono rifiutati di puntare la prua verso le spiagge greche e hanno insistito invece per venire portati in Italia. Alla fine l’hanno spuntata, e il barcone sta venendo rimorchiato verso un porto – ancora non si sa quale – della Sicilia. Lì gli immigrati potranno finalmente sbarcare e mettere piede sul suolo europeo.

Ecco perchè questo Nuovo Corso NON mi piace. Ma non solo a me…

Continua la deriva cattocomunista del settimanale che da anni chiamo Famiglia Valdese. Deriva ormai incrementata dal Nuovo Corso che sembra avvolgere sempre più la Curia Romana, appoggiata, volontariamente o involontariamente da Bergoglio. In questo nuovo numero, un ampio servizio è dedicato a Don Fabio Corazzina, il prete bresciano che appoggia no-global e clandestini, facendo apparire il sosia di Caparezza come un martire. 
Come già scrissi, per inseguire il Figliol Prodigo, la Chiesa trascura troppi altri, e perde i pezzi. 

Terremoti in Toscana…

Continuano le scosse di terremoto in Toscana, particolarmente sentite a Firenze.
Forse (e dico forse…) a Qualcuno molto in alto, ma molto molto in alto, non sono piaciuti i X Comandamenti spiegati da Benigni…

Mode e modi.

Una volta in Italia era di moda essere radical chic e sinistro.
Ora, con l’ aria che tira, sono di moda due tipi: essere invertiti o essere cattocomunisti.
Cose che a volta coincidono…

I tentativi di incatenare l’Orso

In questi giorni assistiamo a una guerra altamente sofisticata quanto sporca per incatenare e mettere al guinzaglio l’Orso russo. Non ultima la pagliacciata di Obama con la complicità esplicita del gesuita Bergoglio  che si recò appositamente a Cuba per cercare di ripianare il conflitto cubo-americano attraverso quella che i media chiamano la “tela diplomatica”. A che pro? Lui certamente lo sa, visto che frequenta le premiate scuderie mondialiste. Ora Obama si picca di voler portare pace, ma intanto allarga l’Impero fino a Cuba.”Todos Somos Americanos – declama trionfalmente in tv. E poi  “Oggi l’America sceglie di tagliare i legami con le catene del passato. Per il popolo cubano, per il popolo americano e per il mondo”.

In realtà gli premeva sapere se nell’isola rimanevano residuati filo russi, tenuto conto che in passato ai tempi della Guerra Fredda Cuba fu la piattaforma di lancio dei missili sovietici. E di allargare il mercato anche a Cuba con contractor, multinazionali, finanziarie ecc.  Quando si parla troppo di pace (e Obama lo fa ogni due per tre oltre ad aver preso un Nobel “preventivo” al riguardo) di solito rullano i tamburi di guerra.

Conferenza in diretta tra Obama e Raul Castro

Di converso, colpisce la lucidità e l’alto livello di consapevolezza di Putin mostrata nella conferenza stampa di fine anno, e ha perfettamente ragione di dire che sono i democraticissimi americani che in realtà vogliono erigere nuovi muri con l’aiuto della stolta Ue.
Sulla sua volontà di aprirsi al cosiddetto “occidente” non ci sono dubbi: ha presenziato a Pratica di Mare con Berlusconi alla conferenza sulla sicurezza, ha partecipato con Bush e il presidente cinese Jiang Zemin  al raduno dell’antiterrorismo l’indomani dell’11 settembre (tutti lo ricorderete col kimono accanto ai due presidenti). In cambio cosa ha ottenuto?

L’infiltrazione terrorista da parte dell’occidente al teatro Dubrovka di Mosca tra il 23 e il 26 settembre del 2002 con le famigerate donne in nero pronte a farsi esplodere. Inoltre come non ricordare l’orrenda strage di Beslan fra il 1° e il 3 settembre 2004 nella scuola di Beslan, nell’Ossezia del Nord, una repubblica autonoma nella regione del Caucaso nella federazione russa, allorché un gruppo di 32 ribelli fondamentalisti islamici e separatisti ceceni occupò l’edificio scolastico sequestrando circa 1200 persone fra adulti e bambini? Tre giorni dopo, quando le forze speciali russe fecero irruzione, fu l’inizio di un massacro che causò la morte di centinaia di persone, fra le quali 186 bambini, ed oltre 700 feriti. Provate un po’ a indovinare chi c’era dietro a questo esecrabile attentato non inferiore a quello dell’11 settembre? E chi li infiltra questi islamisti allo scopo di “destabilizzare”? Sempre i grandi artefici della dottrina del “caos strutturato” e delle loro famigerate ong.

Putin ha cercato solo di difendersi, di difendere la sua nazione, il suo popolo e il suo operato. E lo ha fatto anche durante l’incursione georgiana in Ossezia del Sud nell’estate del 2008 quando ci furono gli sconfinamenti a colpi di bombe, da parte dell’allora premier georgiano Saakasvihili (formatosi alla scuola di Washington).

Ora hanno deciso di scatenargli addosso una pericolosa guerra finanziaria col rublo che ha perso il 46% rispetto al dollaro, allo scopo di impoverire,  fiaccare e demoralizzare la popolazione. Qui da Johnny Doe un post dal titolo Petrolio, Oro, Dollaro. con annessi i risvolti finanziari speculativi intorno al ribasso del petrolio. 
Nel corso della conferenza stampa annuale di fine anno Putin ha assicurato che la banca centrale e il governo stanno adottando le misure adeguate per sostenere il rublo. Ha dichiarato inoltre che la banca centrale non sprecherà le riserve in valuta estera per sostenere il rublo ma che l’attuale livello di tasso di interesse non sarà lo stesso per tutta la durata della crisi economica. Nei primi 10 mesi il Pil del Paese è  comunque cresciuto dello 0,6-0,7% e, nonostante le turbolenze (procurate ad hoc)  dei cosiddetti “mercati”. Putin ha assicurato che le entrate saranno superiori alle spese e che pertanto SI pone il problema di  diversificherà gli investimenti economici . L’economia russa sta prendendo la strada della recessione complice un mix di bassi prezzi del petrolio, sanzioni occidentali per la crisi ucraina e problemi economici globali. 
 «È possibile che il prezzo del petrolio scenda ancora – ha proseguito Putin -, ma la nostra economia uscirà da questa situazione in due anni, abbiamo riserve di denaro sufficienti, e il rublo si riprenderà».Ovviamente ha cercato di dare iniezioni di fiducia al suo popolo che lo sostiene a stragrande maggioranza.   La crisi in Russia è il risultato dell’annessione della Crimea?

«No, del desiderio dei russi di difendere la loro sovranità», ha dichiarato il presidente Vladimir Putin, accusando l’Occidente di voler incatenare l’orso russo anche se questo si nutrisse solo di miele e bacche. «Abbiamo cercato di aprirci all’Occidente, ma siamo stati respinti», ha affermato Putin citando, oltre a quanto accaduto in Russia dopo il crollo dell’Unione sovietica, il sostegno dell’occidente al terrorismo nel Caucaso, «lo sforzo senza precedenti» messo in atto contro i preparativi dei giochi olimpici di Sochi. (fonte Corsera ).
E anche sulla questione ucraina non ha dubbi:« I nostri partner hanno deciso che loro sono un impero e tutti gli altri i loro vassalli da schiacciare». (ndr: fin troppo gentile a chiamarli “partner”). Poi ha dissipato dubbi circa l’invio di truppe russe. 
Le persone che compiono il loro dovere seguendo il proprio cuore o che volontariamente prendono parte a combattimenti, compresi quelli nel sud-est dell’Ucraina, non sono mercenari», ha detto Putin rispondendo a una domanda del corrispondente a Mosca dell’agenzia ucraina Unian sulla presenza di russi a fianco dei ribelli ucraini. 

Putin si conferma così,  l’unico vero leader identitario nel mondo, uno che non si prosterna alla Nato, ai suoi interessi e alla sua aggressiva politica d’espansione. Chi mette muri, chi arma truppe mercenarie, chi occupa abusivamente parlamenti di neo statarelli-fantoccio come l’Ucraina, mettendovi uomini vicini alla Casa Bianca, sono loro. La stampa e i canali mediatici occidentali, mistificano, ma ormai anche in Europa non sono pochi coloro i quali si rendono conto che vogliono trascinarci in  una guerra contro i nostri stessi interessi. 

“Con quella bocca,può dire ciò che vuole”.

“Con quella bocca, può dire ciò che vuole”. Quelli della mia generazione ricorderanno sicuramente lo slogan del dentifricio Chlorodent pubblicizzato in Carosello dalla bella, brava ed intelligente attrice Virna Lisi, scomparsa ieri a 78 anni.
Ed è proprio così: pochi mesi fa, in una intervista non conforme, oltre a definire orrendo il film di Sorrentino “La grande bellezza”, ebbe il coraggio di dichiararsi anticomunista da sempre, aggiungendo questa frase: In Italia, se non sei di sinistra, non lavori“. 
Parole giuste, chiare, sincere.
Vero, Benigni ?

Oltre ogni ragionevole dubbio ?

Io non sono un estimatore dei magistrati, siano essi giudici o pubblici ministeri.
Non sono neppure un appassionato di cronaca nera che relegherei nelle ultime pagine dei giornali a meri trafiletti di cronaca.
Sulla vicenda di Garlasco e dell’omicidio di Chiara Poggi non ho idee.
Sul come viene amministrata la “giustizia” in Italia sì.
A mio parere non si può condannare qualcuno sulla base di semplici indizi, ma solo su prove.
Mi piace la formula americana “colpevole oltre ogni ragionevole dubbio”.
E se un soggetto è stato assolto due volte per poi essere condannato, i dubbi ci sono, tanti.
E quel soggetto non dovrebbe essere condannato.
Così come non dovrebbe essere concessa l’impugnazione in appello al pubblico ministero dopo un’assoluzione.
Poichè Garlasco non è il solo caso di decisioni contrastanti da parte di vari organi giudiziari, è segno che ad essere sbagliate sono le indagini.
Che puntano tutto solo sulle risultanze scientifiche e che vengono indirizzate nei confronti di un unico colpevole, già condannato a priori.
Non mi sembra una bella giustizia.
Non mi sembra affatto giustizia.

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Benigni come Saviano

E’ per me motivo di vanto affermare di non avere mai visto un film, un programma, un intervento di Benigni sin dal suo “Berlinguer ti voglio bene”.
Non posso però cancellare i servizi giornalistici su di lui dei gr e dei tg.
Ieri mattina, al gr1 delle 6, è stato riproposto un pezzo dell’intervento di Benigni della sera prima su rai1 (televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti gli Italiani).
E cosa hanno scelto ?
Il brano in cui il fenomeno fiorentino blatera sul settimo comandamento “non rubare”, affermando che fu scritto per noi Italiani.
Certamente ha voluto scherzare ma nel giorno successivo a quello in cui l’altro fenomeno fiorentino ha candidato Roma per le olimpiadi, c’era bisogno di essere così autolesionisti ?
Come se nelle altre parti del mondo non rubassero quanto e più che da noi.
Esattamente come l’altro loro compare, Saviano, ha fatto scrivendo sulla mafia, come se nelle altre parti del mondo non esistesse una criminalità organizzata quanto e più feroce della nostra mafia.
Benigni come Saviano, dunque, che ridicolizzano l’Italia e gli Italiani ma non rifiutano i soldi degli Italiani, il primo come remunerazione per due serate in televisione, l’altro per la sua robusta scorta.

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Benigni , l’ uomo dei X Comandamenti, su Almirante.

Roberto Benigni,che sulla RAI, profumatamente pagato, ci spiega con amore i Dieci Comandamenti,scrisse questa filastrocca contro Giorgio Almirante.
Donna Assunta lo querelò, la causa è tuttora in corso.Pubblico la versione purgata:

“Maledetta l’ora
il giorno il secondo, toh,
in cui du’ me****oli
ti misero al mondo.
Maledetta l’ora
il giorno e l’annata
che la tu’ mamma ti dette
la su’ prima poppata.
Maledetta l’ora buia
ancor di più la notte cupa
che un finocchio ti convinse
a esser figlio della lupa.
Se dovessi maledirti
poi non saprei come finirla,
maledetto sia quel giorno
che ti fecero balilla.
Maledetta l’ora
e tutto il calendario
in cui mille finocchi
ti fecero segretario.
Maledetta la persona,
che stesse sempre male,
che ti parlò per la prima volta
della Destra Nazionale.
S’aprisse la porta,
senza tu te ne sia accorto,
entrassero le mogli
di ogni partigiano morto.
Poi t’aprissero la bocca
e da maggio a carnevale
ti facessero be’ le cose
e cantar l’Internazionale.
Poi arrivasse, come si chiama,
Terracini, no, Paietta, Natta e Ingrao
ti ca******ero sugl’occhi
mentre cantan Bella Ciao.
Alla fine vanno via,
finalmente sei contento,
ma ti p**cia addosso Lama
mentre canta Fischia il vento.
Ti venisse un colpo,
ti venisse un accidente,
gli uomini son tutti uguali,
ma te tu sei differente.
Ti scoppiasse la vescica (tum!),
ti scoppiassero i co*****n (tum tum!)
ti scoppiassero in un mese
trentatré rivoluzioni.
Ti venisse la febbre,
ti venisse un ascesso,
ti scoppiassero in c***
tutte le bombe che tu ha’ messo.
Ti ch********ero la moglie (ah!)
tutti i morti delle guerre,
e ti nascesse un figliolo
che assomiglia a Berlinguerre.”

I nodi al pettine

Renzi è in affanno.
Gira come una trottola, le sue chiacchiere sono sempre più alluvionali, fa il bullo con la cgil salvo poi chiamare Prodi a rapporto per fargli balenare il Quirinale e tenere buona la “minoranza” del suo partito che non aspetta altro che un minimo appiglio per salvare la faccia visto che la scissione non la farà mai.
Ma è in affanno.
Sperava, come Monti e Letta prima di lui, di intercettare una ripresa generale che avrebbe attribuito alle sue “riforme” e, invece, si registrano ulteriori perdite di produttività e posti di lavoro, mentre la spesa pubblica e il debito dello stato con la loro marcia che Renzi non vuole invertire, rubano ogni giorno di più il futuro nostro e dei nostri figli .
Arrivano poi tutte le scadenze e anche i più boccaloni tra i suoi sostenitori devono andare in posta o in banca per pagare imu, tari e tasi e lì scoprono che le chiacchiere del fenomeno fiorentino stanno a zero.
La sua amata europa gli chiede di rispettare i patti e controlla i conti di uno stato fallimentare e che merita di fallire.
Il tutto è puntualmente registrato dai sondaggi che, se anche non sono veritieri, come non sono veritieri, indicano però una linea di tendenza.
E se gli astenuti e i delusi del Centro Destra troveranno motivo di tornare a votare per la loro parte politica (come sarebbe logico) allora il futuro sarà di nuovo roseo per l’Italia e grigio per la sinistra.

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