Renzi, a Bucarest non ti filano proprio…

Un neocomunista e mezzo…

Fonzie, in viaggio per Brisbane , si ferma nella Mia Bucarest a salutare il “caro amico” neo-comunista Viktor Ponta, al ballottaggio con il centrodestrista Klaus Iohannis per le Presidenziali. Ho dato un occhiatina a Romania Libera, il maggior quotidiano rumeno, e non vedo traccia di Renzi… 

Il satrapo

Che sia fortunato, nessuno lo nega.
Si è trovato la pappa pronta cucinata dal nonno Bersani che ha ottenuto la maggioranza dei seggi alla camera, rimediando pure un colpetto ed ecco che quella stessa maggioranza ora viene usata da Renzi.
Poi i magistrati lo hanno liberato dalla ingombrante figura di Berlusconi che, per captatio benevolentiae verso i vecchi nemici, si è ora alienato lo zoccolo duro del suo elettorato aprendo agli omosessuali (e cenando pure con loro) e alla cittadinanza per gli immigrati.
Grillo si è eliminato da solo per eccesso di eccesso verbale.
Adesso lui comanda e gli altri devono obbedire.
Se Alfano alza la cresta che non ha, si rivolge al Cav e se il Cav borbotta, apre ai grillini che, non avendo un patrimonio da comico, pensano legittimamente al loro futuro personale.
L’ossequiosa attenzione della stampa i cui editori fanno la coda davanti alla sua porta con il piattino in mano, così come una lunga schiera di postulanti.
Qualche buona idea mediatica come il mandare a quel paese la cgil e i sindacati in genere e un doroteismo spinto con l’europa: critiche pubbliche ma obbedienza totale.
Adesso la legge elettorale.
Un quorum per una sola lista (male che vada un ballottaggio con i grillini e, purtroppo, la maggioranza degli elettori del Centro Destra non voterebbe Grillo) e una bassa soglia di ingresso, così l’opposizione verrebbe frantumata e, male che vada, qualche parlamentare pronto a sacrificarsi per una poltrona lo si potrebbe sempre trovare.
La prospettiva è quella di una satrapia senza controllo davanti alla quale il califfato dell’isis sarebbe diverso (per ora …)solo per i metodi che usa.
Ma un panorama del genere lo avevamo anche venti anni fa, nel I994 con la “gioiosa macchina da guerra” di Ochetto.
Poi arrivò Berlusconi e i comunisti furono costretti a nascondere le bottiglie di spumante.
E’ così sicuro il satrapino di Firenze che non sbuchi all’ultima curva il nuovo Berlusconi del Centro Destra ?

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I nostri risparmi nel mirino di Renzi

Nel momento in cui scrivo (come quasi sempre la sera del giorno antecedente la pubblicazione) Berlusconi e Renzi si stanno scambiando amorosi sensi sulla legge elettorale (commenterò domani).
Spero comunque si tramuti tutto in baruffa e poi tempesta.
Nel frattempo una breve nota sull’accenno da me fatto ieri sulla tosatura per quell’80% di proprietari di case (praticamente tutti gli Italiani).
Renzi
dopo aver conservato le inique tasse di Monti e Letta, 
dopo aver aumentato al 26% la tassa sui risparmi
dopo aver deciso di mettere (volontariamente, bontà sua ) il TFR in busta paga applicandogli l’aliquota marginale più alta;
dopo aver raddoppiato la tassazione sui rendimenti dei fondi pensioni (le nostre pensioni integrative),
dopo aver, cioè, agito peggio del peggior Sceriffo di Nottingham, adesso si è impegnato per “rivedere le rendite catastali“, applicando un parametro rapportato sui metri quadrati e sul valore di mercato e non più sui vani.
Questo significa che se con la infame tasi, imu, ici, si pagavano 200 euro, con la nuova classificazione si arriverà a pagare fino a 2000 euro.
A meno che non decidano di rivedere le aliquote tasi, cosa che sarebbe stata prioritaria e sarebbe bastato un articolo che dicesse chiaro e tondo: prima dell’entrata in vigore delle nuove rendite catastali, l’aliquota tasi/imu si riduce al ….
Ma di tale salvaguardia per i nostri risparmi, non v’è alcuna traccia.

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Il Nuovo palinsesto di SAT 2000

  • ore  8,00  Preghiera Ecumenica con i Valdesi, Luterani, l’ Imam di Villapizzone, il nipote di Sai Baba, la sessantaquattresima reincarnazione di Siddhartha e un Confuciano (che non si nega mai a nessuno, per i buoni rapporti con la Cina…).
  • ore 10,30  In diretta da Bose. La parola al Priore.
  • ore 12,00  Storia della Massoneria Cristiana. Ecco perchè si può essere entrambi…
  • ore 13,00  Ricette Vegane.
  • ore 14,00  Apologia dell’ autodifesa delle Milizie Islamiche contro il Colonialismo Cristiano delle Crociate.
  • ore 15,30  Introduzione al divorzio breve.
  • ore 16,30  ABC della Teologia, con Hans Kung.
  • ore 18,00  Il quotidiano Rosario da Lourdes è stato sospeso per non offendere altre religioni. Al suo posto, Lezioni di arabo. Al termine, come accedere al portale “Confessarsi via web.” 
  • ore 20,00  “Siamo tutti omosessuali”. Intervista con noti militanti gay e psicanalisti che ci spiegano perchè sotto ogni eterosessuale si celi un omosessuale latente.
  • ore 21,00  La pagina dell’ UAAR, a cura di Piergiorgio Odifreddi.
  • ore 23,00  Buonanotte in musica: Marylin Manson – Musica Tradizionale Rrom – Cimbali Buddisti. Presenta Suor Cristina.

JATEVENNE!

Andatevene! E glielo scrivo alla napoletana. E invece no. Ancora una volta Napolitano e la signora Clio (oramai due reperti da pio Albergo Trivulzio) faranno orecchio da mercante e dovremmo assistere allo squallido balletto del dàmmiti, prendimi curruccucù/prendimi, dàmmiti, cuccurrucù. 

Chi legge questo blog sa cosa ne penso di Travaglio il  Giacobino Manettaro, ma stavolta ha ragione quando scrive che l’Inquilino del Quirinale si permette perfino di fare il Monarca à la carte e di interrompere il suo mandato presidenziale solo quando salta il ticchio a lui, a seconda della sua convenienza e del suo tornaconto, dopo essersi magari assicurato di aver lasciato i giusti cloni del suo partito quali candidati e successori.

La bomba a orologeria delle sue dimissioni anticipate seguiterà a ticchettare per settimane, forse per mesi, ben nascosta sotto le istituzioni, destabilizzandole vieppiù con uno stillicidio di indiscrezioni, moniti e finte smentite.

Ma la galleria dei successori, finora non promette niente di buono. Che idiozia sarebbe quella di far sciroppare agli Italiani un Topo Mannaro  di nome Amato (quello che si introdusse nottetempo nei nostri conti correnti), o addirittura un Prodi? E che altra idiozia sarebbe quella di mettere le solite “quote rosa” (in realtà rosse) come la Finocchiaro o la Pinotti o in alternativa la Bonino, bona per tutte le stagioni? O addirittura la Boldrini? Per non dire il poker d’assi Mario Draghi… (un altro “tecnico” falsamente super partes).

Nessuno pensa che un Presidente della Repubblica dovrebbe essere gradito a tutti gli Italiani, comunque la pensino politicamente? 

Abbiamo avuto in questi ultimi decenni ben due presidenti battenti bandiera de sinistra, incuranti da parte di chi li ha votati, del fatto che più di mezza Italia non si identifica in questo schieramento. Parlo di Ciampi e di Napolitano. 
A Napolitano ho dedicato un numero pressoché incalcolabile di post, denunciandolo sempre come il peggior presidente della Repubblica (mi spiace per il filosofastro Cacciari, così zelante nel tirargli la volata), nonché traditore della Patria  e violatore della Costituzione. Elencare i numerosi misfatti da lui compiuti richiede di fare  un po’ di cronistoria di quest’ultimo decennio italiano. Proverò ad elencarne in sintesi solo qualcuno e chiedo venia per le eventuali dimenticanze che fatalmente ci saranno.
. Il Cappellaio Matto di Alice nel Paese di Eurolandia ce ne ha davvero fatte vedere e sentire di tutti i colori, compreso il fatto che durante le ultime elezioni europee, ha espresso il suo biasimo aperto contro i partiti identitari in ascesa per molti stati della Ue. 
  • Ha permesso che venisse intitolata un’aula parlamentare al teppista Carlo Giuliani.
  • Ha fatto l’eutanasista ante litteram col caso Englaro.
  • Ha fatto l’imperatore Caligola nominando senatore a vita Mario Monti (suo cavallo di battaglia)
  • Ha benedetto il golpe tecno-finanziario del 2011 che ha deposto un governo eletto per regalarci il trio Monti-Passera-Fornero.
  • Ha aiutato a compiere l’ordito fratricida “piddiota” fra Letta e Renzi, per promuovere quest’ultimo.
  • Ha fatto il regista (nemmeno troppo occulto) di ben tre governi abusivi da lui nominati per ordine delle consorterie di Bruxelles e dei poteri sovranazionali
  • Ha benedetto l’incursione contro la Libia del duo Sarkozy-Cameron chiamandolo “nuovo Risorgimento libico” (parole testuali sue, ma poi si è visto con quali risultati!).
  • Non ha mai perso l’occasione per parlare a chiare lettere della necessità di un  “Nuovo Ordine Mondiale” (quello che ci sta opprimendo) . 
  • Ha  complottato scissioni, correnti, conventicole e camarille varie all’interno di una maggioranza eletta ( prima con Fini, poi con Alfano suoi pupilli, alla ricerca di nuove e  “creative maggioranze”, cioè di sua composizione).
  • Ha sostenuto con arroganza il Trattato di Lisbona, il Mes, il Fiscal Compact, le guerre e gli interventi armati della Nato, senza difendere nessuno dei nostri interessi nazionali.
  • Ha impedito alla stampa di assistere al suo interrogatorio di garanzia per la trattativa Stato- Mafia, nel quale ha svolto un ruolo ambiguo.
  • Ha fatto il garante occulto del Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi.
  • Ha tenuto in piedi senza alcuna sobrietà una struttura dispendiosa, sibaritica e lussuosa come il Quirinale con appannaggi e cerimonie principesche, mentre il popolo italiano è ridotto a lumicino.  
Concludendo, prima se ne va e meglio è per tutti. Ma occhio ai suoi successori, dato che non c’è da illudersi troppo. Come è bene non farsi  ottimistiche illusioni circa la sua uscita di scena, che sarà tutt’altro che “regale” e “dignitosa”, ma come è tristemente prevedibile, sofferta e tortuosa, come solitamente avviene per gli omuncoli di Potere. 


Per avere Alfano basta un 3%

La riunione di maggioranza governativa tra i comunisti e gli alfaniani ha determinato che questi tireranno la volata a quelli concedendo il premio di lista al 40% e quelli salveranno le poltroncine a questi abbassando il quorum al 3%.
Per gli Italiani si prepara una nuova tosatura (vedrete quando imu e tasi saranno pagate con il nuovo catasto basato sui metri quadrati …) e il Cav, innamorato di Renzi secondo D’alema, ottiene un servizietto che, vista la sua recente svolta gaia, non può che farlo “godere” … forse.

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Candidati che ci spingono verso la monarchia

Da un paio di sere i telegiornali sfornano i nomi dei papabili alla successione di Napolitano, il peggior presidente della repubblica assieme a Scalfaro.
Ma il proverbio dice che al peggio non c’è mai fine e, infatti, spuntano Prodi Romano da Reggio Emilia (tengo molto al fatto che NON sia bolognese visto che è il responsabile primo, con Ciampi, del nostro ingresso nell’euro) , Amato Giuliano (quello che si infilò nottetempo nei nostri conti correnti) e Draghi Mario (che ci farebbe in inglese il discorso del 31 dicembre).
Poi, però, dicono che “è ora che tocchi a una donna”.
Spuntano le improponibili facce di Bonino Emma, Finocchiaro non ricordo il nome, Pinotti idem.
Una donna, non importa che sia brava e competente, no, basta che sia donna.
Io, nato ampiamente nel dopo guerra, non ho mai avuto particolari passioni monarchiche.
Ma se l’alternativa ad una dinastia, con i suoi alti e bassi, devono essere i Napolitano, gli Amato, i Prodi, le Bonino, allora … VIVA IL RE.

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Ci risiamo con la legge elettorale

Il pallonaro fiorentino ha dato i sette giorni a Berlusconi per l’approvazione della legge elettorale come garba a lui.
Questo la dice lunga sull’affidabilità del presidente del consiglio italiano pro tempore che dopo aver rasserenato Letta lo ha pugnalato e dopo aver sfruttato la dabbenaggine del Cavaliere per resistere in questi mesi e far passare le sue volontà (dannose per tutti) oggi lo scarica.
A meno che non si faccia quello che vuole lui, cioè una legge elettorale costruita sulle sue esigenze e prospettive elettorali.
La quintessenza dell’arroganza (e mi dispiace dare ragione ai sindacati), alla faccia delle alluvionali parole che da lui promanano ogni giorno in diretta televisiva.
La legge elettorale rappresenta il modo in cui i cittadini, che non possono riunirsi ogni volta in assemblea, eleggono i propri rappresentanti.
E’ naturale che ogni governante cerchi di perpetuare il suo potere con la legge a lui più consona, ma solitamente questo è fatto con discrezione e senza stravolgere i principi cardine della comunità democratica.
Così vediamo e sappiamo che nel Regno Unito e negli Stati Uniti, chi è al governo utilizza i censimenti per modificare i confini dei collegi elettorali, cercando di creare, sulla base delle precedenti elezioni e delle rilevazioni statistiche, il maggior numero di collegi a lui favorevoli.
In Italia ci può stare uno sbarramento, un premio di maggioranza, un ballottaggio.
Abbiamo avuto per quasi cinquanta anni un proporzionale lievemente corretto dal metodo di attribuzione seggi e dalla presenza di circoscrizioni, poi un maggioritario secco temperato da una quota di proporzionale puro, quindi un premio di maggioranza per coalizioni e una sbarramento per l’ingresso in parlamento.
L’italicum proposto dal pallonaio fiorentino e accettato dal Cav è una porcheria che prevede ben 5 quorum, lasciando nelle mani delle segreterie di partito la composizione delle liste e quindi la nomina dei parlamentari.
Personalmente, l’ho scritto più volte, sarei per il sistema maggioritario secco all’inglese: tanti piccoli collegi uninominali e viene letto chi prende anche un solo voto in più del secondo.
Sarebbe la soluzione più semplice.
Quella più democratica e rappresentativa e forse più adatta al carattere di noi Italiani è l’attuale sistema (ante sentenza corte costituzionale) che prevede il premio di maggioranza alla coalizione più votata, con due correttivi: estensione del premio a livello nazionale anche per il senato e decadenza automatica e immediata di quei parlamentari che votassero contro la coalizione che li ha eletti.
La porcheria di Renzi invece prevede una maggioranza di coalizione con premio al raggiungimento di una certa percentuale e ballottaggio tra le prime due coalizioni se nessuno raggiunge quella percentuale.
Una serie di differenti percentuali per accedere al parlamento a seconda se vi siano liste solitarie, collegate o locali.
Oggi Renzi, accreditato di una intenzione di voto superiore al 40%, vorrebbe che il premio di maggioranza fosse attribuito alla lista e non alla coalizione, che raggiungesse appunto il 40% e ballottaggio tra le due liste più votate se tale quorum fosse mancato.
Pare indifferente al quorum per l’accesso (sembra che alletti il Cav con il 5% che eliminerebbe Alfano, ma lo minaccia di porre il 3% se non viene accontentato sul resto).
Al momento la lista seconda sarebbe quella di Grillo e, pensa probabilmente Renzi, i berlusconiani voterebbero lui e non Grillo (ragionamento sbagliato: io voterei Grillo – turandomi il naso e tappandomi la bocca – ad un eventuale ballottaggio con Renzi).
Ma chi lo ha detto che Grillo arriverebbe secondo ?
E chi dice che Renzi otterrebbe il quorum ?
Forse se si votasse oggi (ma anche, no visto che la base dei votanti la immagino ben più ampia delle ultime europee) conseguirebbe il quorum.
Forse, se il Centro Destra si schierasse con tutte le liste a disposizioni, Grillo arriverebbe secondo, ma non credo che Salvini & C. abbiano scritto “Giocondor” in fronte.
Tra simili (e non vedo molte differenze tra Lega, Fratelli d’Italia e la parte migliore di Forza Italia, cioè quella che non si adegua alla pascalizzazione del partito) ci si può accordare e formare una lista plurale che sicuramente supererebbe Grillo e potrebbe, se riuscisse a recuperare delusi e scontenti di Centro Destra anche solo con la proiezione della ritrovata unità e volontà di agire che rappresenterebbe una lista unitaria, anche minacciare il quorum di Renzi.
Quindi il ricatto di Renzi diventerebbe un’arma spuntata e sarebbe un boomerang perché, se anche vincesse le prossime elezioni, a quelle successive torneremmo al governo noi e ribalteremmo la frittata.
A ben vedere, contano i voti e i voti si conquistano creando fiducia, coesione e facendo le giuste battaglie sui temi giusti.
Come sta facendo Salvini che, anche a Bologna, ha smascherato la vera anima comunista che difende la permanenza di campi nomadi all’interno di una città dove la violenza, le aggressioni, le rapine, sono all’ordine del giorno e attende solo che i cittadini ne abbiano abbastanza e reagiscano per ripulire la loro città.
Una lista che veda Salvini, Meloni e la parte migliore di Forza Italia è una lista che potrà recuperare i voti di chi si è rifugiato dopo il 2008 nell’astensione, tra le braccia di Grillo o è rimasto incantato dalle parole del fiorentino ma ora si domanda perché i soldi in tasca diminuiscono, mentre aumentano tasse e spesa pubblica.

Chissenefrega della legge elettorale, se i nostri rappresentanti sosterranno coerentemente qulle idee illustrate da Salvini nella sua ormai famosa intervista a Libero ?

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E vai di tasse…

Renzi benedice i sindaci: sono liberi di massacrare. Arriva la local tax. Il governo toglierà il tetto alle aliquote consentendo ai sindaci di fare cassa con una maxi gabella locale di Sergio Rame

Si abbassa drasticamente il livello dello scontro tra governo e sindaci, impennatosi all’improvviso all’indomani della pubblicazione della bozza della legge di Stabilità. In questo senso ha giocato un ruolo decisivo la XXXI assemblea nazionale dell’Anci, in corso a Milano, che in qualche modo ha obbligato a un confronto serrato tra le parti. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio, ha dato il timing della “local tax”, capitolo caro ai sindaci per aver mano libera e tassare indisturbatamente i cittadini. “La local tax – ha spiegato Delrio – rispetterà i tempi dell’approvazione della legge di stabilità. Sarà una grandissima rivoluzione perché la separazione fiscale è alla base del federalismo”. In realtà, sebbene venga spacciata per un alleggerimento della spesa statale, il governo toglierà il tetto alle aliquote consentendo ai sindaci di fare cassa con le gabelle locali.

Delrio ha spiegato che il governo sta lavorando per la messa a punto della nuova tassa locale: “La cosa importante è che vi sia autonomia fiscale dei comuni completa”. “Oggi i comuni – ha ricordato ancora Delrio facendo un’istantanea del fisco locale – hanno pezzi di Irpef, e l’Imu con un pezzo allo Stato. Quando avevo un altro ruolo chiedevo sempre responsabilità fiscale, e questo perchè se imponi delle tasse a un cittadino questo deve sapere poi di chi deve chiedere se mancano i servizi”. Secondo il sottosegretario, quindi, “serve una separazione delle aliquote in cui i comuni hanno un solo pilastro fiscale e lo Stato ne ha un altro. Io credo che sia molto importante – ha confidato – il tema di restituire la categoria D dell’Imu ai Comuni e l’Irpef allo Stato, così – ha ribadito chiudendo – ognuno saprà a chi dare la colpa se le tasse sono troppo alte”. Quasi soddisfatto anche il leader dei Sindaci Piero Fassino: “Da Renzi abbiamo ricevuto risposte importanti perché ha confermato le aperture agli emendamenti alla legge di stabilità che abbiamo concordato con il governo e ha ribadito la volontà di mantenere aperto il dialogo anche su altri capitoli della legge”. E poi, soprattutto, “risposte positive sono arrivate anche sulla local tax”.

Ma cosa cambierà per i contribuenti? Il taglio della spesa pubblica centrale si tradurrà in un aumento della pressione fiscale locale. Il governo darà, infatti, piena libertà agli amministratori comunali di fissare le aliquote senza che lo Stato ponga alcun limite. Secondo un recente calcolo della Cgia di Mestre, se dovesse unire Imu e Tasi che valgono 18 miliardi di euro, la Tari che si aggira intorno ai 7,3 miliardi, l’imposta sulla pubblicità (426 milioni), la tassa sull’occupazione di spazi e aree pubblici (218 milioni), l’imposta di soggiorno (105 milioni) e l’imposta di scopo (14 milioni), la “local tax” peserà oltre 31 miliardi. Ma come sempre c’è un “ma”. Perché la maxi gabella non centerrà tutte le tasse locali. La Tari, per esempio, resterà fuori dal momento che viene calcolata sulla base dei metriquadri e dei componenti famigliari. Per il resto tutto dentro. Senza limiti. In questo modo il governo lascia andare il giunzaglio rendendo i primi cittadini liberi di tassare quanto vogliono.