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Renzi, a Bucarest non ti filano proprio…

Un neocomunista e mezzo…

Fonzie, in viaggio per Brisbane , si ferma nella Mia Bucarest a salutare il “caro amico” neo-comunista Viktor Ponta, al ballottaggio con il centrodestrista Klaus Iohannis per le Presidenziali. Ho dato un occhiatina a Romania Libera, il maggior quotidiano rumeno, e non vedo traccia di Renzi… 

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Il satrapo

Che sia fortunato, nessuno lo nega.
Si è trovato la pappa pronta cucinata dal nonno Bersani che ha ottenuto la maggioranza dei seggi alla camera, rimediando pure un colpetto ed ecco che quella stessa maggioranza ora viene usata da Renzi.
Poi i magistrati lo hanno liberato dalla ingombrante figura di Berlusconi che, per captatio benevolentiae verso i vecchi nemici, si è ora alienato lo zoccolo duro del suo elettorato aprendo agli omosessuali (e cenando pure con loro) e alla cittadinanza per gli immigrati.

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I nostri risparmi nel mirino di Renzi

Nel momento in cui scrivo (come quasi sempre la sera del giorno antecedente la pubblicazione) Berlusconi e Renzi si stanno scambiando amorosi sensi sulla legge elettorale (commenterò domani).
Spero comunque si tramuti tutto in baruffa e poi tempesta.
Nel frattempo una breve nota sull’accenno da me fatto ieri sulla tosatura per quell’80% di proprietari di case (praticamente tutti gli Italiani).

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Il Nuovo palinsesto di SAT 2000

  • ore  8,00  Preghiera Ecumenica con i Valdesi, Luterani, l’ Imam di Villapizzone, il nipote di Sai Baba, la sessantaquattresima reincarnazione di Siddhartha e un Confuciano (che non si nega mai a nessuno, per i buoni rapporti con la Cina…).
  • ore 10,30  In diretta da Bose. La parola al Priore.
  • ore 12,00  Storia della Massoneria Cristiana.

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JATEVENNE!

Andatevene! E glielo scrivo alla napoletana. E invece no. Ancora una volta Napolitano e la signora Clio (oramai due reperti da pio Albergo Trivulzio) faranno orecchio da mercante e dovremmo assistere allo squallido balletto del dàmmiti, prendimi curruccucù/prendimi, dàmmiti, cuccurrucù. 

Chi legge questo blog sa cosa ne penso di Travaglio il  Giacobino Manettaro, ma stavolta ha ragione quando scrive che l’Inquilino del Quirinale si permette perfino di fare il Monarca à la carte e di interrompere il suo mandato presidenziale solo quando salta il ticchio a lui, a seconda della sua convenienza e del suo tornaconto, dopo essersi magari assicurato di aver lasciato i giusti cloni del suo partito quali candidati e successori.

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Per avere Alfano basta un 3%

La riunione di maggioranza governativa tra i comunisti e gli alfaniani ha determinato che questi tireranno la volata a quelli concedendo il premio di lista al 40% e quelli salveranno le poltroncine a questi abbassando il quorum al 3%.
Per gli Italiani si prepara una nuova tosatura (vedrete quando imu e tasi saranno pagate con il nuovo catasto basato sui metri quadrati …) e il Cav, innamorato di Renzi secondo D’alema, ottiene un servizietto che, vista la sua recente svolta gaia, non può che farlo “godere” … forse.

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Candidati che ci spingono verso la monarchia

Da un paio di sere i telegiornali sfornano i nomi dei papabili alla successione di Napolitano, il peggior presidente della repubblica assieme a Scalfaro.
Ma il proverbio dice che al peggio non c’è mai fine e, infatti, spuntano Prodi Romano da Reggio Emilia (tengo molto al fatto che NON sia bolognese visto che è il responsabile primo, con Ciampi, del nostro ingresso nell’euro) , Amato Giuliano (quello che si infilò nottetempo nei nostri conti correnti) e Draghi Mario (che ci farebbe in inglese il discorso del 31 dicembre).

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Ci risiamo con la legge elettorale

Il pallonaro fiorentino ha dato i sette giorni a Berlusconi per l’approvazione della legge elettorale come garba a lui.
Questo la dice lunga sull’affidabilità del presidente del consiglio italiano pro tempore che dopo aver rasserenato Letta lo ha pugnalato e dopo aver sfruttato la dabbenaggine del Cavaliere per resistere in questi mesi e far passare le sue volontà (dannose per tutti) oggi lo scarica.

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E vai di tasse…

Renzi benedice i sindaci: sono liberi di massacrare. Arriva la local tax. Il governo toglierà il tetto alle aliquote consentendo ai sindaci di fare cassa con una maxi gabella locale di Sergio Rame

Si abbassa drasticamente il livello dello scontro tra governo e sindaci, impennatosi all’improvviso all’indomani della pubblicazione della bozza della legge di Stabilità.

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