Un voto per guardare al futuro

Oggi si vota in Emilia Romagna e Calabria.
Il risultato è scontato: vinceranno i comunisti.
In Emilia Romagna perchè il sistema di potere imperniato sulla complicità tra coop rosse e partito (comunista, anche se ha negli anni cambiato più volte il nome) ha messo radici che estirpare sarà molto difficile.
In Calabria perchè alle urne è chiamato un elettorato troppo volubile, sempre alla ricerca dell’isola che non c’è ed a credere di trovarla nel vincitore annunciato e nel potere esistente.
In ambedue le regioni perchè i ripetuti tradimenti verso l’elettorato anticomunista perpetrati dai cosiddetti “centristi”, succubi alla sinistra come si vede dalla ormai totale adesione degli ex democristiani al pci/pds/ds/pd, hanno provocato la frammentazione delle liste di opposizione che potevano richiamarsi al Centro Destra.
Così, come si fa vanto Monti quando dichiara che grazie alla sua coalizione (che ottenne il 10%) fu impedito a Berlusconi di riconquistare la maggioranza parlamentare, Alfano e Casini potranno vantarsi di aver (ri)consegnato Emilia Romagna e Calabria ai comunisti, magari chiedendo in cambio la “giusta” ricompensa.
Per battere quel disegno ma, soprattutto, per porre le fondamenta di una rinascita del Centro Destra, oggi andrò a votare.
Risiedendo in Emilia Romagna, voterò Lega, ma se risiedessi in Calabria voterei Fratelli d’Italia.
Perchè questi due partiti, più di una Forza Italia a trazione pascaliana, garantiscono i capisaldi dell’essere di Centro Destra:
no alla sudditanza verso Bruxelles;
no ad assecondare i capricci degli omosessuali;
no alla cittadinanza, voto e ius soli per gli immigrati;
no alle tasse.
Con i loro corollari per una società migliore, più civile, più sovrana che sono la conseguenza di una eliminazione delle tasse sulla casa, riduzione di quella sui risparmi e sui redditi, taglio delle spese, privilegiare l’essere Italiano per nazionalità (“d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”) , per riacquistare Sovranità Nazionale il cui elemento essenziale è il battere moneta in proprio e il fondarsi di una società su Valori forti e condivisi.
Dal voto di oggi può partire la rivincita della Destra.

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IL TARIFFARIO di DON CAMILLO

  • Bastonata a comunista semplice 20 Euro
  • Bastonata a comunista doppia 30 Euro
  • Bastonata a comunista partigiano 35 Euro
  • Olio di Ricino a comunista 10 Euro
  • Olio di Ricino a pulman di comunisti 80 Euro
  • Lacrime della Fornero autentiche 35 Euro
  • Predica Omofoba 40 Euro
  • Predica Omofoba alla presenza di
  • Vladimiro Guadagno e Cecchi Paone 100 Euro
  • Intervista da Scalfari 80 Euro
  • Elogio delle Crociate 65 Euro
  • Lezione di Dottrina ad Enzo Bianchi NON HA PREZZO…

Con Francesco, moriremo protestanti ?

Spesso ho qui parlato del Mio ex-Parroco, spostato altrove perchè politicamente scorrettissimo: non gli piacevano partigiani e mussulmani, figuratevi..
Ebbene, spesso nelle prediche oppure in privato diceva che i matrimoni li faceva pagare, e salati ! Però, però, però….
La Chiesa era sempre calda, i conti in regola, lui aveva una vettura vecchia vecchia ed andava in giro vestito come il Parroco di Campagna che era, un vero Don Camillo. Per lui non teneva nulla, ma i lavori di ripristino e restauro delle Chiese e Parrocchie dove andava erano incredibili. Questa penultima, dove Mia Figlia si è Cresimata e Comunicata, con i libri di Catechismo GRATIS, è diventata FAMOSA in tutta Italia, sotto la sua cura.
L’ ultima dove l’ hanno spostato, un piccolissimo borgo, cadeva a pezzi, con molte crepe, e gli affreschi scrostati. Ora è un piccolo bijoux.A volte faccio i 20 km per andare alla Sua Messa, piuttosto che i 2 della Mia Parrocchia, per sentire le sue prediche. Un grande, chissà oggi com’ è incaspitato !

Il populismo pauperstico è una brutta cosa.
Una Chiesa di descamisados non va da nessuna parte…

(ricordo a miei lettori che NESSUN CONTRIBUTO è obbligatorio…solo indicativo, e le spese per mantenere una Parrocchia non finiscono mai…)

Contro Renzi senza se e senza ma

Secondo Renzi le persone “perbene” sono con lui.
Felice e orgoglioso di essere “persona permale“, razzista, maschilista, xenofoba, omofoba se questo vuol dire essere contro la politica renziana 
– delle tasse sui risparmi
– di mare nostrum
– della soppressione della democrazia elettiva
– della legalizzazione dei capricci omosessuali
– del divorzio lampo
– dell’allungamento dei termini di prescrizione che consentirebbe ai magistrati di tenere chiunque sulla graticola per anni
– dello ius soli e della cittadinanza per gli immigrati
– dell’adesione alle sanzioni contro la Russia
– della critica a parole contro l’euro e l’unione sovietica europea, le cui politiche vengono poi attuate con i fatti
– della social card agli immigrati pagata con i nostri soldi
– della tolleranza delle occupazioni abusive
– degli appartamenti concessi a zingari e immigrati prima che agli Italiani
– delle utenze pagate a occupanti, zingari e immigrati
– delle tasse sui rendimenti dei fondi pensione
– dei prelievi sui fondi autonomi
– del canone rai inserito nella bolletta della luce e in base al reddito.
E sicuramente ho omesso molte delle porcherie che Renzi, sostenuto dalle sue “persone perbene” sta compiendo ai danni di tutti noi.

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…e Piazza o non Piazza…

“Piazza o non piazza, io vado avanti”, dice allegramente Renzi, Sì, ma avanti dove? Mi ricorda un po’ quel ritornello di Venditti “Bomba o non bomba/arriveremo a Roma/malgrado voi”. Ma al Bimbominkia, piace parodiare i  ritornelli delle canzonette pop. Del resto, lui è una Parodia vivente.
I sondaggi cominciano a registrare un calo pauroso; ovunque vada arrivano bordate di fischi e contestazioni, spintoni e tentativi di forzare il cordone della polizia. Il secchio addosso, il gelato, i conticini a scuola coi bimbi delle elementari non incantano più nessuno. Ci sono rimasti i media ufficiali, ma quelli – si sa – quale che sia il mazziere di turno, suonano sempre le loro sgangherate fanfare, contro gli interessi dei cittadini.
Ora si lamenta del fatto che con Monti, il quale è stato il primo ad inaugurare la disastrosa stagione della chemiotassazione da incubo cancerogeno, c’erano meno contestazioni che con lui. Qualcosa di vero, in questa affermazione c’è: i sindacati stettero supini e proni alle leggi finanziarie dettate dalla Troika in quel periodo. La Camusso si mostrava tutta ridanciana a Cernobbio con Rigor Mortis, mentre  a tavola con lui, banchettava e ridacchiava con la bocca piena di cibo. Ma tutto l’apparato sinistrato doveva liberarsi del Male Assoluto Berlusconi (la sinistra, sempre vive e si nutre di mali assoluti) e Monti, veniva considerato un loro Alleato. Complimenti per la lungimiranza!
Prima però,  vorrei rispondere al candido stupore di Renzi. Perché a me sì e a Monti no? Risposta: perché siamo al concetto idraulico dell’aggressività espresso da Lorenz, bimbo(minkia) mio: quando il bacino è ricolmo fino all’orlo, basta pochissimo per farlo tracimare. Gli Italiani (a mio avviso assai stoltamente) hanno sopportato anche troppe angherie in materia di sequestro della democrazia e ora continua a diluviare sul bagnato (non è solo una metafora). Dopo il  terzo abusivo imposto obtorto collo dal peggior presidente della storia della Repubblica, hanno deciso di dire BASTA.

Contestazioni anti Renzi a Parma

Non dimentichiamo però che la dirigenza di queste proteste è in larga parte egemonizzata da coloro i quali hanno avuto la funzione  di collaborazionisti in tutto questo disastro.

Il Jobs Act, sta avendo una vita travagliata alla Camera e le modifiche sono solo di forma e non di sostanza. La Legge detta di Stabilità (in realtà, finanziaria) prevede come al solito una nuova gragnola di tasse. Arriva perfino a mettere “patrimoniali” sul possesso della tv, del pc, smartphone o tablet  (l’idea è quella di far pagare il canone in base al reddito, ma insieme alla bolletta elettrica dell’abitazione su modello greco). Così, secondo l’esecutivo, l’imposta sarebbe impossibile da evadere. Roba da denuncia penale, se avessimo una Magistratura decente, a cui ricorrere, e non un altro mega Problema tra gli innumerevoli problemi!
Da quando in qua, uno stesso oggetto, che trasmette la stessa schifezza di programmi, deve essere pagato in base alla redditività dei cittadini, solo per rimpinguare un’azienda fallimentare come la Rai? A questo punto mettete patrimoniali su tutto il posseduto possibile, compreso il fornello da cucina con cui si mangia. Ma so che non c’è più iperbole che tenga: costoro sono capaci di tutto, e il Bimbominkia con le mani in tasca e l’andatura da bullo di contrada fiorentina, ne è solo un cieco ottuso esecutore. Perfino il possesso di una caldaia avrà un libretto di impianto con importi stellari. Ce lo dice l”Europa, una vecchia  megera avida e insaziabile dei nostri quattrini. Così come ci viene imposta la revisione del catasto con conseguenti aumenti degli estimi catastali delle case.
Intanto il Pataccaro continua con la sua prosopopea sulla “crescita”, sul paese che deve “ripartire”. Sì, ma come? E in che modo, se continua imperterrito il salasso di sangue dei cittadini? 
A completare il quadro c’è la beffa atroce della social card estesa anche agli extracomunitari con permesso di soggiorno: un incoraggiamento a farli rimanere qui e a creare attriti tra la popolazione dei nativi, come si è visto di recente nelle periferie romane, torinesi e milanesi. Intanto con Mare nostrum o Triton che sia, il risultato è quello di  continuare a fare arrivare legioni su  legioni di derelitti, dal continente nero. 
Renzi tace e acconsente. Alla mala parata, può sempre scaricare la colpa su quel bamba  di Alfano. Si defila dalle zone alluvionate, visita solo fabbriche vuote millantando interesse per l’occupazione, corre a Brisbane  al G20  a  fare il Piacione compiaciuto, su decisioni prese da altri Paesi (non contiamo una beata fava!), comprese le sanzioni anti-Putin. E’ il semestre italiano di Presidenza del Consiglio nella Ue e, piazza o non piazza, lui ti piazza lì la quota “rosa” Mogherini. C’est tout.
Fine della sua miserabile politica-spettacolo. 

Continua la perversione fiscale di Renzi

Dopo aver aumentato le tasse sui risparmi, sui rendimenti dei fondi pensione, fatto passare per una regalia il tfr in busta paga tassato all’aliquota marginale superiore, mantenuto tutte le rapine fiscali promosse dai suoi due degni predecessori Monti e Letta, promosso la revisione del catasto con conseguenti aumenti delle rendite poste a parametro per le tasse sulla casa, ecco che Renzi ne inventa un’altra delle sue: il canone rai nella bolletta telefonica.
Così, dice, “tutti” pagheranno.
Tranne gli zingari e gli immigrati ai quali paghiamo noi le bollette.
Tranne gli occupanti abusivi, i “collettivi”, i “centro sociali”, ai quali pure noi paghiamo le bollette (e possiamo immaginare che, non pagando le utenze, il consumo sia senza limiti).
In compenso ci sarà chi dovrà fare le solite code, le solite istanze, pagare i soliti bolli, per non dover pagare due o più volte: quelli che hanno una o più abitazioni a disposizione sulle quali pagano più bollette.
Quounsque tandem, Renzi, abutere patientia nostra ?

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TERRORISTI "DELLA PORTA ACCANTO": PERCHE’ UNA SMILE SCELTA?

   Sono migliaia, ormai è accertato, gli uomini provenienti da paesi lontani dal teatro degli scontri arruolatisi nello spietato esercito dell’ISIS, il sedicente “Stato islamico” che combatte per invadere ampi territori di Iraq e Siria, terrorizzando ed uccidendo chi incontra sulla propria strada, decapitando prigionieri ed imponendo conversioni all’Islam (beninteso il “loro” Islam) o perpetrando altri tipi di soprusi.
   Sono migliaia, e la stragrande maggioranza di essi  è partita dall’Europa o dal Nord America o da aree comunque appartenenti al “primo mondo” ricco, sviluppato e, in teoria, “cristiano”. Si tratta per lo più di immigrati di seconda o terza generazione da paesi islamici, o addirittura di occidentali “doc” passati armi e bagagli con i peggiori nemici della loro stessa gente quasi inspiegabilmente, come questi due bei tomi di Nasser Muthana e Maxime Hauchard, rispettivamente un immigrato di seconda generazione nel Galles ed un autentico francese nato cattolico e poi convertitosi al credo di Allah nella versione ultraradicale praticata dall’ISIS; insomma: due classici giovani “della porta accanto” che diresti perfettamente integrati in questo mondo dell’opulenza (crisi o non crisi non saranno mai neppure lontanamente paragonabili le condizioni di vita in queste regioni della Terra con quelle di chi ne è fuori), di ogni sorta di diritto garantito, di condizioni di “pace” date quasi per scontate.
   Invece dobbiamo seriamente interrogarci su quali responsabilità possa avere proprio questa nostra bella “società” nello scattare di una simile molla  nelle teste di giovani che ci sembrerebbe non potessero desiderare di meglio dalla vita e dall’ambiente in cui sono cresciuti.
   Naturalmente non sono mai giustificabili scelte criminali, nè si può negare che i paesi del cosiddetto “nord del mondo” rimangano comunque di gran lunga oggettivamente i migliori in cui nascere e vivere sotto ogni punto di vista, o che il benessere derivato dal progresso tecnologico e dalle possibilità di scelta sul mercato, così come le libertà individuali e i diritti civili garantiti dai sistemi liberali, siano beni di un valore inestimabile, checchè possano dirne i sognatori di utopistiche “decrescite” o di romantici ritorni a circostanze e stili di vita propri di un passato non più riproponibile.
   Tuttavia non bisogna neppure sottovalutare il rovescio di questa apparentemente irreprensibile medaglia: innanzitutto il materialismo, cosciente o meno, cui ci ha portato l’avere ormai superato, come società, ogni problema per il procacciamento di quanto primariamente necessario alla vita e quindi una continua tensione mirante solo alla ricerca del sempre più superfluo; la generale perdita del senso di appartenenza ad una grande civiltà, della conoscenza delle sue radici e del culto delle sue tradizioni, per appiattirsi su mode mentecatte fatte apposta per chi è disposto a rinunciare a far funzionare autonomamente ciò che gli riempie la scatola cranica, distinguendosi da una massa amorfa fatta solo per essere di fatto sottomessa e manovrata senza che essa stessa neppure se ne accorga. E poi la mancanza di scopi autentici e vitali per cui lottare, che ha portato noi popoli gonfi di benessere a soddisfare il bisogno fisiologico umano di combattere comunque sempre per qualcosa lanciandoci in “battaglie” deficienti come l’animalismo o l’ambientalismo esasperati e fanatici, mentre veri valori tradizionali sono andati persi di vista alla grande, nel rilassamento dei costumi generale e nel rammollimento in cui è inesorabilmente precipitata l’attuale società occidentale: il senso civico, il senso dell’autorità, della famiglia, della Patria, Patria che riassume poi il patrimonio comune di tutti noi, le nostre istituzioni e la nostra stessa libertà, circa i quali dobbiamo essere consci che sono sempre in potenziale pericolo e che vanno difesi con qualunque mezzo proporzionato alla minaccia; e invece tendiamo a credere che la “pace” sia un bene acquisito una volta per sempre e sembriamo ancora gli eredi di quei poveri di spirito (non in senso evangelico, e quindi non “beati”) che, trenta e passa anni fa, starnazzavano “meglio rossi che morti”, ovvero: meglio perdere la libertà e la dignità sotto i colpi di un invasore (all’epoca i “rossi”, cioè i comunisti) piuttosto che difenderle con le unghie e con i denti, se occorre, in una giusta guerra di difesa (che, ovvio, qualche “morto” sul terreno mica può evitare di lasciarlo), come sarebbe nel più naturale e genuino ordine delle cose, tra uomini e popoli degni di tali nomi.
   A tutto questo decadimento, duole ammetterlo, ha contribuito non poco anche la stessa Chiesa cattolica, un tempo portabandiera fiero e sicuro dei valori religiosi, filosofici e morali che hanno fatto grande la civiltà dell’Occidente, ed oggi non più sempre altrettanto ferma nel sostenerli con uguale coerenza, assumendo troppe volte atteggiamenti non netti, fatti per piacere un po’ a tutti, assecondanti quella rinuncia alla difesa virile della propria identità e dei propri eterni valori pur di non guastare un comodo e codardo quieto vivere, puramente materiale, con tutti, che ci illudiamo possa essere la vera condizione ottimale di vita, poichè, come scrive Roberto de Mattei, “chi professa l’ecumenismo e il pacifismo a oltranza dimentica che esistono mali più profondi di quelli fisici e materiali, e confonde le conseguenze rovinose della guerra sul piano fisico con le sue cause, che sono morali e risalgono alla violazione dell’ordine, in una parola a quel peccato che solo può essere sconfitto dalla Croce”.
   A questo punto è doveroso chiedersi che può fare, e a quali pericoli può andare seriamente incontro, una persona, specie se giovane, che sentisse anche solo confusamente il disagio di appartenere ad una società in deficit di spiritualità, senza più punti di riferimento certi nè l’energia di operare fermamente per qualcosa in cui si crede. Semplice: rischia di approdare, per sfuggire ad un eccesso, all’eccesso opposto, se non è possibile una giusta ed equilibrata scelta di mezzo, vale a dire di lasciarsi alle spalle un contesto che non dà più alcuno spazio ad idealismo ed affermazione di un’identità per un altro che invece ne dà troppo.
   E’ quello che hanno fatto questi figli che la nostra società ha cresciuto credendo che omogeneizzati, videogiochi e musica rock fossero tutto ciò di cui chi nasce nella parte più privilegiata del pianeta abbia bisogno; invece loro, ciò di cui sentivano davvero la mancanza, sono andati a cercarselo nel più tragico e distruttivo dei modi.
   A noi il compito di riflettere su quali siano le nostre responsabilità collettive per il punto a cui si è giunti, e su cosa si possa fare per porvi almeno parzialmente rimedio, qualora ancora si sia ancora in tempo.

Tommaso Pellegrino

 

La concorrenza fa bene

Leggo con piacere che Forza Italia organizzerà una manifestazione di piazza contro le tasse sulla casa e sui risparmi.
Finalmente l’asfittico partito di Berlusconi ricomincia a fare politica nell’interesse dei suoi elettori, opponendosi nei fatti e non solo con le mosce dichiarazioni televisive di Toti, ad un governo dal quale dovrebbe prendere le distanze, denunciando il patto del Nazareno.
Credo che non sia estraneo a questa scelta l’ascesa e l’attivismo di Matteo Salvini, Leader della Lega, che si prepara ad un “predellino” tutto suo per lanciare l’opa sull’intero Centro Destra.
Un’opa non ostile che dovrebbe trovare consenziente Giorgia Meloni e costituire il nucleo per la rivincita elettorale e politica.
Nel frattempo, visti gli ottimi risultati della concorrenza interna, cerchiamo di stimolare ancora di più il ravvedimento operoso del Cavaliere e del suo partito votando Lega in Emilia Romagna e Fratelli d’Italia in Calabria.

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Pif, il Testimone fazioso e Saviano.

Saviano e Pif, alla Feltrinelli di Napoli 

Come spesso mi capita ultimamente, alla sera guardo il programma di PIF, su MTV. Bisogna sempre sapere quello che fa il nemico, infatti.
Così, dopo aver visto una puntata in cui si metteva in dubbio la Santità di Padre Pio, ed un altra in cui prendeva in giro l’ UMI (Unione Monarchica), ieri c’era Saviano. 
Dico io : che bravo Saviano, che coraggio, che vitaccia, sempre con la scorta (2 auto fisse + varianti). Che bravo, a lottare contro le Mafie ! Poi guardo e vedo che a Napoli va da Feltrinelli, presentato da Carlo (figlio del terrorista miliardario Giangiacomo…), con la compagnia di Sofri, l’ assassino di Calabresi… Mah, dico io, che bravo, Saviano ! 

Rimuovere quel docente

Leggo una notizia che avrebbe dello stupefacente se non fosse così aberrante nella sua apparente realtà: ad Adria in provincia di Rovigo una ragazza è stata sospesa da scuola perchè ha affermato che gli immigrati ci affamano,
Non so se la decisione di sospenderla sia stata assunta da un professore o dal preside, ma uno o entrambi o più docenti hanno sicuramente messo lo zampino.
Dimostrando di non essere adatti ad insegnare, perchè non supererebbero neppure la maturità.
La scuola (ma non solo) , soprattutto quando è pubblica (nelle private insegnino quello e come vogliono) non deve e non può censurare le opinioni e, tanto meno, deve o può sanzionarle.
Chi viola questo basilare principio che prima ancora della democrazia è di Civiltà e di Maturità, non ha nulla da insegnare a dei ragazzi.
Mi auguro che la Lega organizzi una bella manifestazione davanti a quell’Istituto per far capire ai ragazzi che le opinioni sono un bene non negoziabile e chi le vuole cancellare merita, lui, di essere rimosso.

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