Ci vorrebbe un Uomo solo al comando

Sono ridicoli quelli che attribuiscono a Renzi un agire da dittatore.
Il bambinello di Firenze ha, sì, tutta la grottesca prosopopea e prosa del Napoleone, ma di quello delle barzellette ambientate nei manicomi ante Basaglia.
Renzi parla, parla, parla evocando riforme, provvedimenti e leggi che non vedono mai la luce.
Nei fatti agisce nel solito modo dei comunisti: tasse (quella sui risparmi aumentata dal 20% al 26%) e spesa (assunzioni di precari che vanno ad ingrossare le già ipertrofiche legioni dei dipendenti pubblici).
Invece sarebbe proprio sulla pubblica amministrazione che si dovrebbe lavorare di forbici e di bisturi, se non di accetta.
Perchè l’Italia ha una spesa pubblica annuale di ben 800 miliardi e se consideriamo che circa 80 derivano dagli interessi sui titoli di stato, abbiamo 720 miliardi da tagliare.
Non ripeto la mia teoria per cui le uniche spese essenziali e non rinunciabili di uno stato sono per la difesa esterna e interna, per la diplomazia e la giustizia (purchè rivoluzionata da come è gestita in Italia).
La sanità ci costa 230 miliardi, l’istruzione 150.
Ecco i due grandi buchi cui vanno aggiunti i costi del personale.
Abbiamo visto la reazione appena Renzi ha osato disporre la proroga del blocco degli stipendi degli statali e la riduzione delle ferie (da 45 a 30 giorni !!!) dei magistrati (che altro non sono che impiegati dello stato pagati – profumatamente ! – con i soldi delle nostre tasse).
Abbiamo visto il catenaccio, degno del miglior Nereo Rocco, di tutti i ministri di Renzi all’ipotesi di tagli ai rispettivi bilanci.
Tagliare si deve, ma il proprio ambito è essenziale e, quindi, non può subire tagli.
Tagliare si deve, ma tutti indicano il vicino nelle cui tasche andare a ravanare per rastrellare i denari necessari.
Le resistenze degli apparati burocratici, dei privilegiati che, come peraltro è naturale che sia, non vogliono perdere il loro vantaggio, piccolo o grande che sia, impedisce all’Italia di risalire la china.
La scellerata decisione di rinunciare alla Sovranità monetaria e, quindi, a molta della Sovranità politica accettando l’euro ed entrando nell’unione sovietica europea, peggiora solo la situazione che riceve poi il suo colpo di grazia dalle varie Boldrini e dai vari Bergoglio che spingono masse di estranei ad invadere l’Italia, con la complicità di chi dovrebbe invece difendere i confini della Patria.
Per forza i conti peggiorano di governo in governo e arriverà il giorno in cui qualcuno  riconoscerà che si viveva meglio con Berlusconi, che con i suoi tre successori, mai eletti.
Ma se nessuno è disponibile a rinunciare al suo orticello, quale prospettiva abbiamo se non il fallimento ?
Ci vorrebbe uno che comandasse sul serio, uno che facesse seguire i fatti alla decisione di tagliare la spesa pubblica, uno che non dovesse sempre mediare con una infinità di lobbies, uno che non dovesse veder stravolto il suo programma dalle imboscate parlamentari, uno che avesse la possibilità di sbagliare da solo, senza cumulare ai suoi anche gli errori delle corporazioni in difesa dei propri privilegi.
Ci vorrebbe un Dittatore.
Uno che potesse governare seguendo la sua Stella Polare per dieci anni, senza preoccuparsi del consenso effimero e di cinguettare come un assatanato per dire “ci sono”.
E questo lo sappiamo tutti.
Come scrisse mesi fa Veneziani in suo Cucù, però, lo sappiamo tutti, ma non lo diciamo, perchè il timore è che quel Dittatore, invece di decidere secondo i nostri desiderata, applichi le teorie esattamente opposte e sia, in sostanza, dall’altra parte.
Anche se non vedo proprio come qualcuno possa pensare di salvare l’Italia con più tasse, più europa, più invasione degli immigrati, più decadenza morale, più spesa pubblica.
Chi sostiene quella ricetta non vuole salvare l’Italia, ma consegnarla agli gnomi di Bruxelles, trasformando una Gente Libera in sudditi senza futuro e senza diritti.

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Sono un Cattoteppista Ratzingeriano.

Mentre scrivevo la prossima nota, sull’ Amore Cattolico, mi è nato uno dei miei soliti neologismi. Con il quale, a questo punto, sostituerei il mio “dubbiosi” contrapposto ai “santosubitisti” bergogliosamente papolatri. 

Non voglio dilungarmi troppo sulle figure di Nicolae Ceausescu, abbastanza conosciuto, e Ion Iliescu, meno famoso: basti dire che sono stati i presidenti comunista il primo e neocomunista il secondo, che hanno condizionato la Vita in Romania negli ultimi decenni.
Entrambi accomunati dall’ uso di una parola: GOLAN. Con la quale marchiarono tutti gli oppositori tra il 1989,90 e 91, negli anni di passaggio tra il comunismo ed il neo-comunismo, con in mezzo una Rivoluzione Tradita dall’ Occidente, che lasciò sola la Romania. Rivoluzione animata dallo Spirito NazionalCristiano simboleggiato dai ritratti di Mihai Eminescu (massimo scrittore rumeno, nazionalista e credente) e della Madonna col Bambino che campeggiavano in Piazza dell’ Università a Bucarest, occupata dagli Studenti del leader Munteanu. GOLAN, teppista. Chiunque manifestasse contro i due diitatori, era così apostrofato. Tant’ è che subito gli oppositori se ne impadronirono, autobollandosi: Golan Professore, Golan Studente, Golan Casalinga, Golan Impiegato, Golan Medico, Golan Operaio, Golan Ingegnere, eccetera, eccetera. Molte le canzoni furono ispirate da questa parola.

Ebbene, poichè appena incontriamo qualche bravo ateo, omofilo, libertario, radicale, ma anche Cattolico Adulto Ecumenico, appena manifestiamo i Nostri Principi Cattolici Non Negoziabili su matrimoni, omosessualità, aborto, eutanasia, procreazione, diritto alla vita, anticoncezionali, castità, come nella vignetta che ho postato ieri, ecco che ci arrivano addosso una lunga sequenza di insulti: trogloditi, ClericoFascisti, infami, capre, bigotti e via andare, perchè anche noi non ci imposessiamo di questa parola, proclamandoci Cattoteppisti Ratzingeriani, nel segno di quel grandissimo ultimo Papa che è pieno di Amore e Sacrificio ?
Cattoteppisti d’ Amore…. 

La cassazione certifica il fallimento del cattocomunismo

Se i dati economici certificano il fallimento della politica materialista del cattocomunismo, la cassazione, con la sua ultima, inqualificabile sentenza che conferma la condanna a due esponenti di Casapound che avevano fatto il Saluto Romano accompagnandolo con l’espressione (ingiuriosa ? razzista ? discriminazione territoriale ? boh !) “Presente !”, certifica il fallimento della tirannia ideologica del cattocomunismo.
Sì, perchè se a quasi 70 anni dalla fine della guerra e 72 dalla caduta del Fascismo (il 25 luglio 1943 per una congiura interna e non per mano degli oppositori) si sente ancora il bisogno di mantenere in essere la “Legge Scelba” che, nel solco della più repressiva politica contro le libere opinioni, punisce simbologia, gestualità ed espressioni che possono richiamare il Fascismo, vuol dire che il lavaggio del cervello, tentato con mezzi subdoli (pubblicità, film, canzonette, libri etc.) e con strumenti sanzionatori come le condanne penali, ha miseramente fallito.
La legittimità di poter esprimere le proprie libere opinioni con parole, simboli e gesti trascende quindi ogni divieto di per se illegittimo, perchè appartiene ai diritti naturali e fondamentali dell’Individuo.
L’opinione, comunque la si manifesti, non è e non sarà mai un reato, qualunque legge possano approvare per trasformarci in una massa di pecoroni lobotomizzati.

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L’ italia è in Libertà Vigilata..

La Cassazione, con la recente sentenza che penalizza il Saluto Romano, è ancora ferma all’ Arco Costituzionale ed alla Legge Scelba, per non parlare della Mancino.
Negli Stati Uniti, grazie al Primo Emendamento, che tutela la Libertà di Pensiero, questo sarebbe impensabile. 
Siamo tutti in Libertà Vigilata…

Il Governo Renzi deriso dall’ India.

I giudici (???) indiani con finta generosità liberano dal sequestro Massimiliano La Torre, malato. Per soli quattro mesi, però e tenendo come ostaggio Salvatore Girone.
Questa non è nemmeno una Vittoria di Pirro di Renzi e del suo governo.
Questa è l’ ennesima presa in giro e sconfitta dei vari governi di sinistra attualmente al potere. VERGOGNA !

Draghi indichi le riforme una volta per tutte

Una volta il Governatore della Banca d’Italia era un oracolo che parlava una volta all’anno e le sue parole erano pesanti.
Mi ricordo, bambino, la serietà con la quale i telegiornali davano conto del discorso di Guido Carli.
Poi hanno cominciato a parlare e straparlare anche loro e non solo al telefono.
Il governatore della bce dovrebbe essere un Carli all’ennesima potenza.
Me lo aspetterei severo, ieratico e riservato.
Ogni giorno invece leggo delle dichiarazioni di Mario Draghi e dei suoi bazooka.
A parte l’irritante snobismo, lui italiano, di parlare in inglese, calpestando la nostra Storia e la nostra Cultura che, almeno in questo, non deve prendere lezioni da nessuno, dice sempre le stesse cose.
Autoreferenzialità massima e poi, il pistolotto: la politica monetaria può aiutare, ma la crescita dipende dalle riforme.
Quali riforme ?
Abracadabra !
Mai una volta che dica esattamente dove e cosa riformare.
Tagliamo le tasse ?
E con quale e quante aliquote ?
O forse è meglio una flat tax ?
E la casa deve essere vessata ?
E i risparmi ?
E degli immigrati cosa facciamo ?
E se facessimo una repubblica presidenziale ?
Insomma, invece di parlare (in inglese) restando comodamente sul generico, si sporchi un po’ le mani, così vediamo dove, in realtà, vuole infilarle !

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Non c’era alcun pericolo…

“Così ho preso la Tbc”. A “Virus” un agente racconta come si è ammalato mentre partecipava all’operazione Mare Nostrum di Franco Grilli

“Sono stato contagiato dalla Tbc mentre partecipavo all’operazione Mare Nostrum”. È la testimonianza raccolta da Francesca Parisella e andata in onda durante la prima puntata di Virus – il contagio delle idee condotta da Nicola Porro. “Con i migranti che giungono nel nostro Paese ho un contatto più che ravvicinato, ho un contatto diretto”, racconta l’operatore di polizia, “Un giorno è stato accertato un caso di tubercolosi bacillica che è lo stadio nel quale la persona infetta può contagiare le persone vicine. A seguito di questo siamo stati sottoposti, io e alcuni miei colleghi, a un test Mantoux e nel mio caso è stato accertato il contagio”. E questo nonostante, assicura, avesse usato mascherina, camice e guanti di lattice. Una testimonianza piena di rabbia e “angoscia” quella andata in onda su Rai2: “Era evitabile adottando dei sistemi di collocazione idonei, ma soprattutto qualora la persona ahimé malata, contagiosa non fosse giunta sul mio posto di lavoro a quasi mille chilometri di distanza”, aggiunge l’agente, “La sua sorte non la conosco. Non possiamo impedire che un ammalato arrivi nel nostro Paese o che sbarchi sulle nostre coste, ma nel momento in cui è sulle nostre coste abbiamo il dovere di impedire che l’ammalato possa contagiare altre persone e il dovere di curarlo”. Soprattutto perché la malattia in realtà è tutt’altro che semplice da curare: “La profilassi che sto facendo ha un periodo minimo di sei mesi. Terminata la chemioprofilassi, l’infezione tubercolare (nell’auspicata ipotesi che sia rimasta nella sua fase latente) è un’infezione permanente. Ovvero il batterio stanzierà nell’organismo per tutta la vita. Quindi io per tutta la vita posso ammalarmi di tubercolosi”.