Magdi Allam sotto processo

A me Magdi Allam non è mai piaciuto e continua a non piacere, come non mi piacciono tutti coloro che cambiano bandiera e che, convertiti, invece di darsi una calmata e riflettere sui loro errori passati, diventano i giacobini della loro nuova bandiera.
Come tanti fumatori, ad esempio, diventati ex fumatori che ora si fanno prendere dall’isteria quando vedono qualcuno, all’aria aperta !!!, accendersi pipa, sigaro o sigaretta.
Anche perchè ho sempre il dubbio che chi cambia una volta possa cambiare anche due, tre, quattro e poi tornare al punto di partenza.
Non posso però che aderire, con questo post non essendo iscritto a nessun “social media“, alla campagna #iostoconmagdi lanciata da Il Giornale.
Che un ordine corporativo come quello dei giornalisti si metta a giudicare propri componenti, ci può anche stare, fatto salvo il principio che chiunque possa scrivere dove, come e quanto gli pare, percependo, se i suoi scritti sono apprezzati, anche regolare retribuzione, diversamente saremmo in una dittatura.
Che si mette però a giudicare il contenuto degli scritti e non, magari, le modalità con le quali si ottengono le informazioni (tipo: pagare qualcuno al palazzo di giustizia per ottenere copia di intercettazioni …) mi sembra non solo aberrante, ma l’anticamera della soppressione del libero pensiero.
Non mi scandalizzo se Gad Lerner nella sua trasmissione (che non ho mai guardato, nè mai guarderò) invita e tratta con tutti gli onori un tizio che poi viene sgamato, fucile in mano, a combattere per i terroristi islamici.
Lerner è libero di fare e dire ciò che vuole, purchè non passi all’azione usando violenza sul prossimo o impedendomi di esporre, a mia volta, le mie idee senza censura alcuna.
Mi scandalizzo che ci sia ancora qualcuno che si permette di analizzare le idee e le opinioni altrui, per poi trarne motivo per invocare sanzioni amministrative (come nel caso di una corporazione tipo quella dei giornalisti) o addirittura penali come accade e accadrebbe a seguito di talune leggi esistenti (Mancino, Scelba) o auspicate (contro l’omofobia o contro il negazionismo).
Io ho il diritto e rivendico la mia assoluta libertà di pensare ed esprimere le mie opinioni senza alcun limite di carattere sanzionatorio e ideologico imposto da terzi.
Io ho il diritto e rivendico la mia assoluta libertà di leggere tutto ciò che viene pubblicato e diffuso e di pubblicare e diffondere tutto ciò che mi piacerebbe fosse letto su ogni aspetto della politica, della società, dell’economia, della storia.
Il contratto sociale che ha reso l’Uomo l’animale superiore che è, pone dei limiti alle azioni, a tutte le azioni, che tendono a mettere in pericolo il pari diritto alla Vita e alla Libera Opinione altrui.
Chi vuole impedirmi di esprimere le mie idee e di diffonderle, senza che io commetta alcuna azione violenta o prevaricatrice nei confronti del prossimo, ma solo esponendo opinioni, viola quel contratto e deve essere LUI sanzionato, non io.
Per questo difendo il diritto anche per Magdi Allam ad esprimere liberamente le sue idee ed a vederle diffuse sulla stampa nazionale.
Tanto più che mi domando se l’ essere accusato come “islamofobo” (od “omofobo” o “razzista” o “xenofobo” o “sessista”) sia una imputazione o non, piuttosto, un titolo di merito considerando la provenienza di simili “accuse”.

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Il degrado di Bologna

Da alcuni giorni, attraversando Piazza Maggiore al mattino, vedo persone dormire sotto il voltone del Podestà e, in ultimo, persino in mezzo al crescentone della piazza.
Ho recentemente cambiato itinerario perchè rischiavo di calpestare chi dormiva al riparo della galleria di Corte de’ Galluzzi, riparati appena svoltato l’angolo che immette in via d’Azeglio.
Lunedì scorso, sempre di prima mattina, avvicinandomi a Piazza del Nettuno ho visto due autobotti dei pompieri e una automobile della Polizia ferme, con pompieri e poliziotti che guardavano un tizio seduto “in braccio” al Nettuno, dove pare abbia dormito tutta la notte.
Non si può circolare per il centro senza essere avvicinati da negri o zingare che, insistentemente, chiedono l’elemosina.
A parte l’episodio del dormiente nel Nettuno (dove però ho visto la Polizia di Stato) , non vedo mai i poliziotti municipali intervenire.
Invece vedo che, con una severità degna di ben migliore causa, il comune e l’azienda trasporti impongono la timbratura continua sugli autobus.
Per combattere i “portoghesi”, dicono, ma anche per vedere dove è possibile tagliare, così da ottenere il massimo costo, per il minimo servizio.
Stranieri senza alcun diritto occupano appartamenti lasciati vuoti per le vacanze o per un ricovero in ospedale.
Invece di agire, con estrema immediatezza e determinazione per stroncare un simile abuso, un assessore ipotizza l’occupazione degli appartamenti sfitti (ma comunque di proprietà di cittadini con pieno diritto a veder rispettata e tutelata la proprietà privata)per riempirli di immigrati.
Questa è Bologna.
Una città degradata, senza che chi la amministra, forse memore di quel che accade nella sua terra di origine, pensi di arginare la degenerazione dei costumi e la piccola criminalità, piccola sì, ma tanto fastidiosa per i cittadini.
Invece gli amministratori sono sempre pronti a fare la faccia feroce, invocando i più alti principi della costituzione nata dalla resistenza antifascista bla … bla … bla …, contro i cittadini onesti, imponendo divieti, regolamenti, tasse, obblighi.
E vengono ripagati dal loro governo amico del putto fiorentino con l’accantonamento del passante Nord, già programmato e finanziato.
A novembre voteremo non per il sindaco ma per la regione (dove si è dimesso Errani).
E’ l’occasione giusta per dare una lezione a questi amministratori incapaci e che non fanno gli interessi dei bolognesi.





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La Ministra della Pubblica Distruzione

Ha più anni di un pappagallo, ma si mostra in topless, la ministra  Stefania Giannini. Non importa se le tette sono avvizzite, l’importante è…esporsi al sole. E dire che era proprio lei che intimava alle alunne  un più consono abbigliamento nella scuola. Proviene da Sciolta Civica (a proposito, ma esiste ancora?) e  ha un’ambizione: far sparire quel che resta della scuola. Altri suoi predecessori ci hanno già provato con successo.
Non è infatti  una novità che si vuole far sparire la scuola statale per creare una sorta di  privatizzazione dell’istruzione che da pubblica  sarebbe a beneficio di chi ha mezzi economici, come in Usa. Mentre per i nullatenenti  è  già pronto un bel Bronx multikulti. Oramai in questo senso, non  mancano i “rinforzi” giornalieri dal mare.  E non solo.
 Il fatto è che la politica scolastica del governo Renzi è a dir poco schizofrenica: mentre si vuole far sparire le supplenti perché  considerate un onere (ciò significa per i docenti vietato ammalarsi, dato che gli alunni verrebbero accorpati e collocati in altre classi di diverso ordine e grado e in sovrannumero),  dall’altra parte si promette posti ai precari.  Se poi vogliamo mettere davvero a fuoco chi sono questi famosi  “precari”, scopriamo che sono tutti clienti della Trimurti sindacale.
Insomma, è un po’ come la storia degli 80 euro: vale per pochi clienti, ma c’è da giurarci che reciteranno il solito mantra: “è una vera boccata d’ossigeno” per l’economia. Per l’immissione in ruolo dei  100.000 precari servirà un miliardo e mezzo di euro. Pertanto, CERCASI COPERTURA DISPERATAMENTE. Capito o ministra? Perciò, copriti. 
Questo è (o meglio era) il programma iniziale della ministra con le tette al vento, poi tenuto in frigorifero. 
Ed ecco, invece alcuni  miei punti qualificanti di “rivoluzione conservatrice”: 
  • Ripristinare alcune sezioni in Latino alle  scuole medie per coloro i quali sono orientati per gli studi classici. 
  • Rendere obbligatoria nei curricula la Musica e la Storia dell’arte in tutte le scuole di ogni ordine e grado, dato che siamo il paese del Bel canto e delle Arti Belle.
  • Ripristinare la Geografia, bandita  incomprensibilmente dai programmi (è evidente il progetto di modificare la mappatura del mondo, e anche quello di eliminare i confini (limes)). 
  • Le scuole professionali, avranno un diretto aggancio con le botteghe artigiane del territorio per l’apprendistato  concreto di arti  e mestieri da parte degli allievi,  e con le micro imprese a gestione familiare
  • Favorire scuole di Restauro, tenuto conto dell’immenso patrimonio artistico e archeologico italiano
  • Pretendere un abbigliamento consono non solo per gli alunni ma anche per maestri, professori e ministri

Si accettano suggerimenti ed eventuali contributi aggiuntivi…

Articolo consigliato sul tema: Chi ha ucciso il liceo classico? (intervista ad A.Scotto di Luzio docente di storia della Pedagogia all’Università di Bergamo).