Non si torni a modificare il sistema pensionistico

Leggo che Poletti, il comunista già presidente della Lega cooperative rosse voluto da Renzi a ministro del lavoro, vorrebbe modificare la legge sulle pensioni della Fornero, per consentire uno scivolo anticipato rispetto alle attuali scadenze.
Sarebbe una scelta da demagoghi, contraria agli interessi nazionali.
Una scelta costosa e che riaprirebbe una ferita che faticosamente sta rimarginandosi.
La Fornero ha realizzato la riforma che doveva essere realizzata, sbagliando completamente modi e tempi.
Ma questa adesso legge c’è.
Occorre molta abilità, pazienza e denaro per sistemare i danni provocati dalla frettolosa decisione della Fornero, ma sarebbe un suicidio tornare a facilitare l’ingresso in pensione a persone ancora giovani, fisicamente in forze e intellettualmente valide.
E lo dice uno che, se fosse ancora in vigore la legge esistente quando iniziò a lavorare, sarebbe già regolarmente in pensione da almeno un paio di anni.

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Renzi rottama solo Libertà e Sovranità Popolare

Ormai è fatta.
Con la complicità di un presidente del senato inadeguato e imbarazzante e di un Berlusconi la cui lucidità è andata smarrita dopo la condanna dell’anno scorso, Renzi ottiene un senato di nominati all’interno della oligarchia di potere composta da funzionari (di basso livello) di partito che sono la gran parte dei consiglieri regionali e sindaci della sinistra.
Un senato che, non essendo elettivo, è inutile e solo un centro di costo, perchè tutta la mastodontica struttura e l’apparato (che è il maggior costo pubblico rispetto agli emolumenti che percepivano i senatori eletti) resta inalterata.
Un senato che diventa solo un paravento per poter dire di aver “riformato” la costituzione senza, in realtà, aver inciso in nulla se non nella aspettativa democratica di un Popolo, perchè l’unica ad essere rottamata da Renzi è proprio la Libertà e la Sovranità Popolare.
A questo sconcio si unirà una legge elettorale cervellotica che propone ben quattro soglie di sbarramento (per i partiti che si presentino singolarmente, per i partiti che si presentino in una coalizione, per le coalizioni), più una soglia per conseguire il premio di maggioranza e, ove nessuno (partito o coalizione) la raggiungesse, un turno di ballottaggio che sarà disertato da almeno metà elettorato.
Purtroppo ci aspetta un lungo cammino nel deserto per uscire da questa situazione e dubito che ci si possa attendere un colpo di reni se non attraverso eventi turbolenti e tragici che potranno arrivare dall’invasione degli immigrati (con annesse malattie e disordini) o da una crisi economica che realmente, sulla spinta di fame e povertà vera, spingano un Popolo che appare addormentato a ribellarsi.
Possiamo però cercare di salvare il salvabile, contenere il disastro, limitare i danni, se il Centro Destra saprà riunificarsi su un programma che appaghi il sentimento profondo dei suoi elettori e con un Leader che sappia emergere dalla palude dei grigi burocrati.
Un nuovo Berlusconi che sappia fare tesoro degli errori del Cavaliere, della sua eccessiva tolleranza, della sua troppa fiducia verso il prossimo, del suo eccesso di liberalismo.
Sarebbe doveroso impegnarsi direttamente in politica, ma poichè l’elettorato di Centro Destra vive del suo lavoro (nonostante gli espropri fiscali di chi prospera con il denaro pubblico) e non sulle distribuzioni del denaro pubblico abbiamo un ulteriore ostacolo: il personale politico.
Chi si impegnasse direttamente in politica rinuncerebbe ai guadagni della sua attività privata.
Chi si impegnasse direttamente in politica dovrebbe essere ripagato per ciò che perde.
Chi si impegnasse direttamente in politica dovrebbe avere tempo e una base solida alle spalle per vivere.
Tutti parlano di “rinnovamento”, confondendo questo con un mero dato anagrafico.
E se invece il futuro del Centro Destra (e dell’Italia) fosse di chi è in pensione, ma ha ancora energie, idee e voglia di impegnarsi ?
In fondo chi oggi ha circa cinquantacinque/sessantacinque anni ha visto e vissuto un’Italia ed un’epoca migliore, con Valori morale ben delineati e con una passione politica e ideale che le generazioni di oggi, perdute nei loro telefonini e corrotte dai cattivi maestri che li inducono a credere che non vi siano comportamenti giusti e comportamenti sbagliati, in tutti campi, non possono avere perchè non è stato loro insegnato.
Il futuro è nel recupero del nostro miglior passato.

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Le panzane del Pallonaro e il voltafaccia della stampa

 
 
 
 
Rieccoci qua al pollaio nostrano. Sapevamo già che gli 80 euro non c’erano per tutti e che era una bufala elettorale per pochi clienti. Ma ora lo conferma pure Matteuccio in persona.  Come pure sapevamo già che pochi spiccioli dati come “carità pelosa” a chi già se la passa male, non sarebbero affatto bastati a rilanciare i consumi. Ma quando mai!
Non se ne può più di sentirsi ripetere come un mantra la parola “crescita” (personalmente mi fa venire il gorgoglione allo stomaco), coi relativi dati Istat e le promesse puntualmente spostate e rinviate all’anno successivo. Dovevamo crescere nel 2013, ma poi hanno spostato il traguardo al 2014. E ora il Pallonaro logorroico ci dice che beh… dobbiamo aspettare  fino al 2015. Adesso sappiamo anche che lo spettro di una manovra aggiuntiva si avvicina sempre più e che non bastano le passerelle sulla nave Concordia e le “riforme” truffaldine del Senato di nominati e dell’Italicum.
Quel Carlo Cottarelli, già uomo-talpa del FMI e attuale commissario alla Spending Review, ha parlato chiaro: il governo vuole spendere in lavori pubblici cifre che non ha e che pensa di ricavare dai tagli sulle spese. La cosa ha fatto saltare la mosca al naso a Renzi. 
 
Manovra aggiuntiva, dicevamo. Pier Carlo Padoan sta pensando di prelevare il denaro indovinate  da dove? Dai soliti assegni pensionistici. Ma va’ là! E’ una novità che non immaginavamo nemmeno.
Stupisce però, la volubilità un po’ schizofrenica della stampa prezzolata nell’appoggiare di volta in volta  acriticamente nuovi burattini “non eletti”, per poi  disinnamorarsene in fretta  e buttarli giù come birilli. Pare che tra le voci dal sèn fuggite di Flebuccio de Bortoli ci sia stata la profezia che Renzi ci porterà alla rovina.  Che l’attuale governo sarà costretto a varare ad ottobre una manovra da 20 miliardi, che sarebbe in arrivo il citato prelievo forzoso, e che in seguito arriverà la Troika. Curioso che questi zelanti servitori dei “poteri forti”, dicano la verità solo quando vengono  silurati da quei padroni del vapore che hanno così zelantemente servito. Ah! Ferruccio-Flebuccio! perché non ce l’hai detto prima? Ma se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare.
 
 
 
 E a proposito di Troika sentite un po’ cosa scrive Barbapapà Scalfari, un altro adoratore di Renzi fino a pochissimo tempo fa: “Dirò un’amara verità che però corrisponde a mio parere ad una realtà che è sotto gli occhi di tutti: “Forse l’Italia dovrebbe sottoporsi al controllo della Troika internazionale formata dalla Commissione di Bruxelles, dalla Bce e dal Fondo monetario internazionale”.
 
Ecco dunque come si sono ridotti i nostri prezzolati maitres-à penser:  adesso non basta più il “nominato”  di turno da Napolitano che si limita a  fare il “lavoro sporco” per  conto terzi. No,  ora per  le sorti dell’Italia ci vogliono mettere  direttamente i banchieri al governo allo scopo di incravattarci meglio. Il tempo di Pittibimbo è  già scaduto ma il rimpiazzo è anche peggiore.  Qualcuno invoca perfino i cravattari come atto di extrema ratio.
 
1809, assedio di Wagram a nord-est di Vienna. Le nobildonne riunite nel castello si domandano angosciosamente:  “Ma quando iniziano gli stupri?” (G. Byron). L’attitudine della  nostra stampaglia  è un po’ come quella della nobilta’ smidollata e sfiancata da abitudini ereditarie. Aspettano con ansia… “gli stupri”.
  

Ringraziando Alfano-Letta-Renzi

Un articolo su Ebola.
Immigrazione, rivolta nel Cie di Pian del Lago. In sessanta tentano la fuga. Nel Cie in provincia di Caltanissetta sassi e bottiglie contro la polizia, mentre 60 migranti provavano a scappare con una corda di lenzuola appesa alla recinzione. A Ragusa arrestati i sette scafisti responsabili dello sbarco a Pozzallo di 250 profughi

Circa sessanta immigrati hanno tentato la fuga e hanno dato vita a una sassaiola nei confronti delle forze dell’ordine. E’ successo al Centro di identificazione ed espulsione di Pian del Lago, a Caltanissetta, nella struttura che ospita 90 migranti. Intorno alle 3  – secondo quanto ricostruito dalla polizia – il gruppo di migranti si è diretto verso la recinzione, e ha issato una corda realizzata con lenzuola sull’estremità superiore. Nel frattempo altri migranti hanno lanciato mattoni, infissi e bottiglie contro polizia, carabinieri e militari dell’esercito a guardia della struttura. Altri ospiti, invece, dopo aver sfondato la porta della cucina, hanno preso l’estintore e lo hanno usato contro le forze dell’ordine. Negli scontri sono rimasti feriti tre carabinieri, due militari dell’esercito e due poliziotti. La contestazione è stata fermata con i lacrimogeni.

A Ragusa, invece, sono stati arrestati i sette scafisti egiziani accusati dello sbarco dei 295 migranti, tra i quali 100 minori, approdati giovedì sera nel porto di Pozzallo. L’identificazione è stata resa possibile dalle testimonianza dei migranti, ai quali gli scafisti avevano fatto giurare sul Corano di non rivelare la loro identità una volta giunti in Italia. Secondo quanto riportano le stesse testimonianze i sette egiziani, minacciando i genitori, si sono fatti consegnare i figli per fingere di fare parte del gruppo di profughi siriani in viaggio. A tradirli è stato il pianto dei bambini che ha insospettito la polizia. I migranti hanno raccontato di essere partiti da una piccola spiaggia egiziana a bordo di lance di piccole dimensioni a gruppi di 25 per essere Poi trasferiti su un peschereccio più grande. Il viaggio sarebbe costato 3000 dollari a persona. Uno dei testimoni siriani che ha contribuito all’identificazione ha riferito che “tramite Facebook, e precisamente su una pagina dedicata ai rifugiati siriani nel mondo” aveva saputo “della possibilità di raggiungere l’Europa, illegalmente”.

I pasticci dell’autustico bimbominkia

Dl Pubblica amministrazione, su coperture la Ragioneria dà ragione a Cottarelli. I tecnici del ministero dell’Economia hanno espresso rilievi sulla norma per salvaguardare 4mila esodati della scuola, la cosiddetta “quota 96” criticata dal commissario alla spending review perché le risorse vengono individuate in risparmi di spesa ancora da conseguire. “La disposizione risulta scoperta in termini di fabbisogno ed indebitamento netto”. Brunetta attacca: “Riforma bocciata, occorre cambiare il testo e rimandarlo alla Camera”. Ma il decreto va convertito entro il 24 agosto

Problemi in vista per il decreto Madia sulla riforma della Pubblica amministrazione. La commissione Affari costituzionali del Senato ha terminato sabato la discussione sul testo approvato dalla Camera con la fiducia, e domenica pomeriggio scadono i termini per la presentazione degli emendamenti. Ma il governo deve fare i conti con pesanti rilievi della Ragioneria generale dello Stato sulle coperture. Uno schiaffo per Matteo Renzi, perché i tecnici del ministero dell’Economia hanno espresso dubbi proprio sui punti oggetto, due giorni fa, delle critiche del commissario per la spending review Carlo Cottarelli. In particolare la cosiddetta “quota 96″, cioè il via libera al pensionamento di 4mila insegnanti che hanno raggiunto 61 anni d’età e 35 di servizio o 60 anni d’età e 36 di servizio e la cui uscita è stata bloccata dalla riforma Fornero. Ma non solo: “Sono finite nel mirino del Mef anche le disposizioni sul pensionamento d’ufficio a 68 anni dei professori universitari, la cancellazione delle penalizzazioni introdotte dalla legge Fornero per le uscite anticipate dal lavoro e i benefici alle vittime di atti di terrorismo”, attaccano Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, e Rocco Palese, capogruppo azzurro in commissione Bilancio. In effetti la Ragioneria, nella nota tecnica inviata al Senato, scrive che il pensionamento d’ufficio dei professori universitari determina “oneri non quantificati né coperti, in termini di anticipazione della corresponsione dei trattamenti di pensione e di fine servizio”.

Quanto alle coperture previste per la salvaguardia degli esodati della scuola, la quantificazione “non è sufficiente a coprire i possibili effetti finanziari che possono derivare dal superamento del limite delle 4mila unità” previste dal provvedimento. Per di più il testo del ministro Madia, come aveva fatto notare Cottarelli, individua le risorse “nella spending review”, cioè in risparmi ancora da conseguire, e in “accantonamenti di spesa previsti dalla legge di Stabilità 2014″. Abbastanza per far dire ai tecnici che “la disposizione risulta scoperta in termini di fabbisogno ed indebitamento netto”. Non solo: per la cancellazione dei disincentivi introdotti dalla legge Fornero per le uscite anticipate dal lavoro, la relazione tecnica al decreto legge Madia stima uscite di un milione per 2014, tre milioni per il 2015 e 7 milioni per il 2016. I conti rivisti dalla Ragioneria prevedono al contrario 5 milioni per il 2014, 15 per il 2015 e 35 per il 2016. Infine, secondo i tecnici del Tesoro è “sottostimata” la quantificazione di un milione di euro dal 2014 per i benefici alle vittime di atti di terrorismo.

Secondo Brunetta “la Ragioneria boccia la riforma” e “adesso occorrerà cambiare nuovamente il testo, trovare le coperture necessarie per i provvedimenti contenuti nel decreto, approvarlo al Senato e rimandarlo, per un nuovo passaggio, alla Camera”. Non la pensa così il relatore al dl Giorgio Pagliari (Pd), che ha evidenziato come il passaggio sia “delicato” e i tempi siano “stretti”: il dl va convertito entro il 24 agosto e dovrebbe approdare in aula a Palazzo Madama entro mercoledì. “Non credo in questa fase di presentare emendamenti”, ha detto quindi Pagliari, ma si “valuteranno quelli che arrivano dai diversi senatori”.

Risarcimenti ai detenuti

A parte il fatto che il provvedimento è stato ottenuto con l’ennesima fiducia ma, l’autistico bimbominkia, pochi giorni fa aveva annunciato che con tutta probabilità, gli 80 euro da elargire a partite iva e pensionati non ci sarebbero stati e poi, trova (e ancora non si sa dove… aumenti accise benzina e sigarette?) i soldi da dare per risarcire i detenuti che in carcere sono stati… male…
E Matteo dà la mancia anche ai detenuti. Arriva il risarcimento di 8 euro per i carcerati. Insorge la Lega: “Indulto mascherato” di Anna Maria Greco

Roma – Otto euro di risarcimento per ogni giorno trascorso in carcere in «condizioni disumane». Con il voto di fiducia (il numero 17) il Senato converte in legge il decreto sul sistema penitenziario che, oltre agli indennizzi per i detenuti, contiene una stretta sulle misure cautelari, un aumento del numero di magistrati di sorveglianza e agenti penitenziari, interventi che riguardano il settore minorile. Il testo, già approvato dalla Camera, completa il pacchetto di norme per affrontare il sovraffollamento delle celle, che ha portato alla condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza «Torreggiani».

Il governo tira un sospiro di sollievo dopo i 162 sì a palazzo Madama (39 no ed un astenuto) e il ministro della Giustizia Andrea Orlando invita a riflettere su quanto avrebbe pesato per il nostro Paese una nuova condanna per violazione dei diritti umani, proprio quando si apriva il semestre di turno di presidenza dell’Ue. Ma le polemiche non mancano, anche per il nuovo ricorso al voto di fiducia. La Lega che accusa l’esecutivo di stare «dalla parte di Caino», il M5S vede nel decreto solo un «indulto mascherato» e anche qualcuno del Pd parlano di norma «perfettibile», di migliori soluzioni da trovare nell’ambito di quella «riforma organica della giustizia» di cui parla Orlando, ora che l’emergenza è stata tamponata e continua a diminuire il numero dei detenuti: scesi a 54.414 quando a giugno erano oltre 58mila e la capienza sarebbe di 49.402 posti. Ai senatori del Carroccio, che distribuiscono finte banconote da 8 euro e ai grillini che protestano, il Guardasigilli risponde che è ingiusto parlare di «paghetta» ai detenuti, che non ci sono amnistie striscianti e che deve diminuire «il tasso di propaganda» per affrontare insieme i gravi problemi del settore. Oltre ai soldi per chi è già fuori sono previsti sconti di pena per i detenuti : se la pena è ancora da espiare è previsto un abbuono di un giorno ogni 10 passati in celle sovraffollate. Fino al 2016 per i risarcimenti saranno disponibili 20,3 milioni di euro.

C’è poi il divieto del carcere per chi va incontro ad una pena non superiore ai 3 anni: il giudice, per esigenze cautelari, potrà applicare solo gli arresti domiciliari, salvo che manchi un luogo idoneo. Ma vengono esclusi gli accusati di delitti ad alta pericolosità sociale, come mafia e terrorismo, rapina ed estorsione, furto in abitazione, stalking e maltrattamenti in famiglia e ribadito il divieto assoluto di carcere preventivo e domiciliari nei processi che si chiuderanno con la sospensione condizionale della pena. Quanto ai minori, le norme di favore sui provvedimenti restrittivi si estendono a chi non ha ancora 25 anni, mentre oggi era 21. Sempre che il giudice non ritenga gli interessati socialmente pericolosi. Non sarà più necessaria la scorta per chi lascia il carcere e va ai domiciliari, salvo esigenze processuali o di sicurezza. Se l’organico dei magistrati di sorveglianza è scoperto di oltre il 20 per cento, il Csm in via eccezionale destinerà a questo ruolo anche i giudici di prima nomina. È anticipata al 31 luglio la scadenza del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria. Gli agenti penitenziari aumentano di 204 unità, con meno ispettori e più agenti. Per due anni vietati comandi e distacchi del personale Dap presso altri ministeri o amministrazioni pubbliche.

Sallusti, ma che caspita scrive ?

“Occhio, Salvini, che a furia di allontanarti dal centrodestra ti ritroverai solo in mezzo al mare”. 
Così ho commentato:
Caro Direttore, ad allontanarsi dal Centro Destra sono stati Berlusconi e Forza Italia con la loro gaia svolta e l’indecente appoggio a Renzi. Mi stupisce che Lei sostenga una tale aberrazione che nulla ha a che spartire con il Centro Destra, soprattutto quando propone un senato che espropria la Sovranità Popolare e una legge elettorale contorta e macchinosa, con quattro soglie di sbarramento (partito singolo, partito coalizzato, coalizione, partito minoranza linguistica) e un ballottaggio che, da solo, è la tomba del Centro Destra. Come la gaia svolta e l’appoggio a Renzi saranno la Waterloo di Berlusconi e di Forza Italia.

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Avvocata ???

Non amo molto i”giornalistid’oggi” come li chiamo nel mio blog, distinguendoli dai “Giornalistiveri” che ormai sono merce rara.
E spesso mi sono lamentato della totale assenza,o latitanza, in Redazione, del Correttore di Bozze, una figura importantissima.
Così stamane, nel guardare la Rassegna Stampa ero sobbalzato nel leggere sul Corriere della Sera, a proposito di un fatto di Cronaca Nera, questo titolo : “AVVOCATA trovata morta e senza testa” ! Per quanto mi era stato insegnato, Avvocata è infatti riservato alla Madonna (vedasi Salve Regina ed altro…). E così, prima di accingermi a scrivere codeste due righe, sono andato sul sito del quotidiano milanese, dove il Correttore di Bozze è si è entrato in azione, ma peggiorando la situazione, con “AVVOCATESSA”, epiteto scherzoso e finanche spregiativo. Esiste solo “Dottoressa” e “Professoressa”, infatti. Anche le donne, con buona pace di suffragette e veterofemministe, sono AVVOCATO.

Ancora sui Pentecostali e Fascismo…

I miei 2 post sui Pentecostali stanno ricevendo diversi apprezzamenti, come ieri vi ho segnalato, con pubblicazione su 2 noti siti, di cui uno Cattolico. 
Vorrei aggiungere qualche precisazione: 
1)Non è tanto lo stabilire che esista o meno la Circolare Buffarini Guidi, che mi preme. Ma dimostrare che i 2 documenti circolanti in rete non siano originali. Con conseguenze che porterebbero ad ipotizzare frasi e parole alternative. Come “Italiani” al posto di “Razza”. 
2)Che il Fascismo NON fu Razzista fino all’ avvicinamento alla Germania Nazionalsocialista. 3)Che tale avvicinamento fu causato dalle Sanzioni che avrebbero portato presto l’ Italia alla situazione economica del Giappone prima di Pearl Harbour 4)Che, come ho scritto nel Blog, “Per la definizione stessa della parola, limitare una religione, un culto, una setta, non costituisce razzismo, pur se fatto grave.”.

Un Berlusconi non basta più

La senatrice Maria Rosaria Rossi, amica della signorina Pascale nonchè tesoriera di fiducia del Cavaliere per la gestione dei debiti di Forza Italia, sembra la “badante” del vecchio Leader e mi ricorda un po’ quel che era Rosi Mauro per Umberto Bossi.
Dovunque si veda Berlusconi c’è anche lei, dicono faccia parte di quel “cerchio magico” che pare aver escluso la Santanchè e Martino dal filo diretto con il Cavaliere.
E’ dunque un soggetto bene informato e credibile se fosse vero che avrebbe raccontato di un piano per andare alle urne nella prossima primavera e che Forza Italia avrebbe un jolly da giocare: “un” Berlusconi candidato.
Specifica che “non ho detto Marina“.
Purtroppo la senatrice Rossi (che, tra l’altro, sembra la sorella più anziana della Meloni) avrebbe anche detto che Berlusconi intende continuare a fare le riforme con Renzi.
E non avrebbe detto nulla circa la gaia svolta, ma essendo così amica della signorina Pascale, dubito possa esserci un ripensamento.
A questo punto appare evidente che non basta schierare “un Berlusconi” per riconquistare i voti dell’elettorato di Centro Destra, deluso dalla gaia svolta e dall’ alleanza con Renzi.
Soprattutto se si considera che se Forza Italia avesse votato, come si addice ad un partito di opposizione, liberale e di Centro Destra, contro l’esproprio della Sovranità Popolare,  rappresentato dal nuovo senato ideato da Renzi, questi sarebbe già tornato a casa.
I voti questa volta saranno raccolti da chi saprà meglio interpretare il sentimento profondo dell’elettorato di Centro Destra, dimostrando altresì di aver coerentemente sostenuto le idee comuni sui quattro temi principali e di maggior impatto:
– stop all’invasione degli immigrati e all’operazione mare nostrum che mette in pericolo tanto la nostra sicurezza, quanto la nostra salute;
– riduzione della spesa pubblica e taglio delle tasse per applicare una unica aliquota al 20%;
– uscire dall’euro per riprenderci la nostra Sovranità;
– non si assecondino i capricci degli omosessuali.
“Un Berlusconi” candidato non ci farà dimenticare chi ha agito coerentemente e chi, invece, ha inopinatamente usato i voti dati nel febbraio 2013 in chiave anticomunista per puntellare un governo comunista.

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