Populismo

Perché Europa e Obama farebbero bene a cercare di capire i vari Putin e Orban anziché trattarli da mostri L’infornata di sanzioni Ue contro Mosca appena approvata dai governi europei era inevitabile ed è appropriata: a prescindere da ogni altra considerazione di politica e di diplomazia internazionali, chi destabilizza un paese confinante armandone i ribelli … continua

Tavecchio presidente

Nonostante la canea della stampa allineata a sinistra accorsa in supporto dei suoi beniamini (Ulivieri e Tommasi, presidenti delle associazioni allenatori e calciatori sono notoriamente di sinistra …) le società di calcio si sono dimostrate più solide dei partiti politici.
Così sulla banana sono scivolati i soliti demagoghi.
Purtroppo Tavecchio, per dimostrarsi antirazzista, qualche cosa dovrà concedere, ma il principio che il razzismo non ha nulla a che vedere con il calcio è salvo.
Adesso dobbiamo solo attendere per vedere come la sinistra cercherà di conquistare anche questa posizione di potere.
Sconfitta alle urne (come sempre) chi farà intervenire questa volta per ribaltare il risultato voluto dagli elettori ?

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Senigallia Summer Jamboree 2014

… finalmente vestita per la prima volta come una rockabilly pinup. Un caldo soffocante e un casino di gente. Senigallia non si aspettava probabilmente tanto pienone e nemmeno io. Meglio così.
Prima di partire…stavo imitando (per chi non avesse capito) la pinup di questo poster

Una coppia

Quando si è carine davvero

Prove

Famigliola rockabilly

Ballare lo swing

Luci di senigallia

Autunno di passione per Renzi

Renzi  ha brindato al passaggio al senato, in prima lettura, dello scippo al Popolo del potere di eleggere i senatori.
A seguire i cicisbei con la pennasempre pronti a tessere le lodi del bulletto di Firenze, hanno ripreso i temi riassunti dai cinguettii renziani “indietro non si torna”.
Suppongo che il prossimo cinguettio suonerà più o meno così: se avanzo seguitemi, se mi fermo spronatemi, se indietreggio uccidetemi.
Ma la corte renziana dimentica che già in questo primo passaggio sono mancati una quarantina di voti nella maggioranza e nei voti a scrutinio segreto il governo è andato sotto.
Dimentica anche che, prima che lo scippo sia consumato, dovranno fare almeno altri tre passaggi, due alla camera e uno al senato.
E tra la prima lettura e la seconda dovranno passare tre mesi.
Le opposizioni, stoltamente, invece di continuare nel loro ostruzionismo si sono ritirate sell’Aventino e, come meritano tutti gli assenti, hanno avuto torto.
Poiché l’esperienza dovrebbe insegnare, non dovrebbero rifare lo stesso errore e, al contrario, dovrebbero restare in aula ad incalzare il governo, con un ostruzionismo su tutto e, magari, può anche scapparci il colpaccio.
Ma, soprattutto, Renzi dovrà attraversare l’autunno e l’inverno, quando arriveranno al pettine i nodi dell’economia, sempre più disastrata.
Con un governo di Centro Destra, riducendo le tasse, la Spagna ha ormai superato nella stabilità l’Italia, certificando il sorpasso con uno spread minore e con un pil in crescita invece del nostro 0,3% in calo dei primi sei mesi.
Ma Renzi, probabilmente, di economia non capisce nulla e pensa sia sufficiente un po’ di fortuna e girare la ruota per vincere la partita.
La mancia elettorale degli 80 euro non è servita a nulla.
Il debito aumenta e le spese non calano.
Renzi, dopo sei mesi di governo, non ha realizzato un bel nulla, solo chiacchiere e cinguettii.
Se la situazione economica non cambierà, se le tasse non diminuiranno e gli Italiani, tutti gli Italiani, non solo quel sesto “beneficiato” dagli ottanta euro a spese di tutti gli altri, non vedranno arrivare in tasca più soldi, non ci sarà riforma istituzionale che tenga: il consenso svanirà.
Esattamente come è accaduto, prima che a Renzi, a Monti ed a Letta che hanno dissipato un consenso al 70-80%.
Allora avranno maggior forza le opposizioni interne al partito comunista ed a Forza Italia.

E potremo raccontare un’altra storia.

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Dopo la vacanza trova l’appartamento occupato

E’ arrivata anche a Bologna la “moda” di occupare appartamenti di affittuari del comune, assenti per le ferie.
Un uomo di settantatre anni, locatario di un appartamento Acer comunale sin dal 1951 (locazione prima a nome dei genitori poi, alla loro morte, prosecuzione a suo nome) dopo un’assenza di due settimana non ha più potuto aprire la porta di casa, essendo stata cambiata la serratura.
Dentro si era installata una donna africana con tre bambini.
Dalla denuncia riportata nelle pagine di cronaca del Carlino, pare che tutti i mobili, i quadri, gli oggetti personali, le fotografie, i documenti del legittimo affittuario siano stati buttati via.
Sessantatre anni di ricordi spazzati via da un’abusiva.
Uno pensa: pazienza per gli oggetti, ma poi sarà rientrato in possesso dell’appartamento.
Invece no.
Sabato, nella trasmissione radiofonica “Prima di tutto”, un legale ha parlato di sei mesi – un annoper avere una prima sentenza favorevole.
Ma come ?
E intanto il poveraccio dove dovrebbe vivere ?
Sotto i portici mentre la donna straniera occupa abusivamente casa sua ?
Sì, perché il comune dovrebbe pur avere l’elenco dei propri inquilini e, una volta accertato il legittimo diritto del settantatreenne bolognese a vivere in quell’appartamento, straniera o meno, bambini o meno, gli occupanti dovrebbero essere mandati via, con le buone o con le cattive.
E non credo che, nell’era dei computer, occorra più di un’ora per accertare la titolarità del legittimo affittuario.
Mentre l’operazione di sgombero degli abusivi dovrebbe essere compito dello stato o, almeno, della Polizia Municipale.
Un paio d’ore in tutto ?
Così imparo dalla citata trasmissione radiofonica che a Milano ci sono persone che non vanno in vacanza per paura di trovarsi con l’appartamento occupato da abusivi.
Ma è per questo che paghiamo le tasse ?
Io penso proprio di no e non credo che ci sarebbe alcunché da biasimare se chi si trovasse con il proprio appartamento abusivamente occupato, in assenza di azione da parte dello stato, agisse per conto proprio per ripristinare e far valere il proprio diritto
Senza poi trattare, in questa sede, la questione delle assegnazioni, che dovrebbero essere tali da privilegiare, sempre e comunque, gli Italiani e solo quando TUTTI gli Italiani sono sistemati, gli stranieri.
O le occupazioni anche di immobili non occupati da parte di immigrati, senza casa o centri sociali.
Uno stato che si rispetti, non lascerebbe passare un’ora prima di mandare la Polizia a liberare l’immobile occupato e rimetterlo nella disponibilità del legittimo proprietario che ha il diritto di farne ciò che vuole.
E se un comune vuole usare una proprietà privata, provveda ad espropriarla corrispondendo la giusta remunerazione.



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Boy scout

Boldrini, Renzi Pinotti: siamo nelle mani delle giovani marmotte.
Adesso si capisce perchè da questa crisi gli altri ne escono (vedi Spagna) e noi no.

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Non basta solo pregare…

Non basta più pregare, ma forse è troppo tardi.
Non basta pregare, ma come avvenne in Libano, l’ Occidente laicista abbandona i Cristiani Irakeni al Sacrificio.
Poi, quando avverrà per l’ Europa, quando l’ orda assassina fondamentalista mussulmana penetrerà fino a Roma, Parigi, Londra, Madrid, non ci sarà più nè scampo nè tempo. Intanto diamogli accoglienza, case e moschee…
Non basta più pregare, ma forse è troppo tardi…


Allarme contagio Ebola e altre malattie

Per la serie, non farsi mancare di niente, il  nostro Bel Paese aperto ai quattro venti, a migrazioni di proporzioni bibliche è anche il più esposto ai virus letali, ma le cosiddette autorità sanitarie non vogliono che si sappia in giro.
Spuntano come in un incubo (quando in realtà si sapeva da tempo) altre malattie come la tbc, la lebbra, la malaria, la scabbia, la meningite, l’enecefalite, molte delle quali sembravano debellate.  Ma il ministero della Sanità con l’incompetente Lorenzin asserisce che in Italia non ci sono rischi. Curiosa visione del mondo: il Paese più esposto ai rischi è quello che corre meno rischi. Oltre alla citata ministra, abbiamo il Ministro dell’Indifesa Pinotti,  quella del “state sereni”. Oh, le quote rosa  shocking al Potere!
Frattanto a Monza c’è allarme all’Ospedale San Gerardo, ma arrivano “rassicurazioni” poco “rassicuranti” (perdonate il bisticcio).
«La Brianza non deve avere paura del virus ebola. La possibilità di contagio è molto remota e le strutture sono pronte ad ogni evenienza”. E ancora: «A Monza e in generale in Italia non c’è alcun allarme ebola». Andrea Gori lo conferma con scientifica e consapevole certezza. Il direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale San Gerardo di Monza vuole tranquillizzare la popolazione preoccupata da possibili contagi anche nel nostro Paese. «Ogni giorno in ospedale e qui in reparto riceviamo decine di telefonate”.
Certo, tutto va bene Madama la Marchesa fino al prossimo allarme.
Mi sembra già di vedere il film prossimo venturo: “Ah, pardon, ci eravamo sbagliati nel sottovalutare il fenomeno” (il virgolettato è mio).  Pur cercando di silenziare la questione ecco però cosa sono costretti ad ammettere sulla tubercolosi:

“Altra questione, invece, per altri tipi di malattie legate all’immigrazione, ma che hanno una pericolosità minore trattati dal reparto Infettivi che ha a disposizione 32 posti letto. «Mediamente registriamo un’ottantina di nuovi casi di tubercolosi all’anno, di cui il 70% legati appunto agli immigrati – precisa Gori –. Sono invece limitati a una decina i casi di malaria che trattiamo in un anno»

Ma l’OMS lancia  intanto l’allarme: un’emergenza sanitaria di portata globale. Ma no? Non lo  sapevamo mica.

“Noi abbiamo una sfida che necessita di un approccio collettivo”, si conclude.  Siamo alla solita “condivisione globale” delle emergenze e ad un  mondo diventato improvvisamente un condominio ristretto, pericoloso, contaminato,  i cui Amministratori comandano altrove. Intanto,  osservate bene la schizofrenia: quando c’è una vera emergenza migratoria come da noi, si tace.. Quando le emergenze invece sono a carattere internazionale si preferisce fare i Filantropi globalisti e dire che dobbiamo aiutare i paesi africani spedendo delle task force. Chiudere le frontiere no, eh? Sospendere Mare Nostrum? neanche a parlarne. Sarebbe “razzista” tuonano quei mentecatti del Pd insieme ad altri immigrazionisti di vari colori politici.  

E’ tempo di EbolaMorale della macabra favola: quando se ne stanno zitti, c’è da preoccuparsi. Quando  invece lanciano troppi allarmi, c’è da preoccuparsi lo stesso.
Frattanto in Italia il Sindacato di Polizia Consap ha ordinato i test anti-tbc per i poliziotti non tutelati dal governo e cresce sempre di più il numero degli agenti risultati positivi al contagio,  privi di mascherine, di guanti e di altro materiale di prevenzione. Grande accoglienza per chi ci invade, ma la massima incuria per le nostre forze dell’ordine. Esasperati, i poliziotti hanno organizzato una class action contro il Ministero dell’Interno (Alfano).
Qui una dettagliata scheda tecnica su tutte le malattie infettive tropicali e subtropicali. 
Mai come ora è il caso di dire che siamo nelle mani del Signore. Quelle degli uomini, hanno  già procurato anche troppi disastri!

L’italia e fonzie renzie

La troika e il Mostro di Firenze. La vecchia sta morendo di fame, di sete e di malattia, ma il suo nipotino, detto il Mostro di Firenze – nel senso latino di monstrum, prodigio -, gli sta ricamando un bel golfino con le iniziali (di lui) di Marcello Veneziani

La vecchia sta morendo di fame, di sete e di malattia, ma il suo nipotino, detto il Mostro di Firenze – nel senso latino di monstrum, prodigio -, gli sta ricamando un bel golfino con le iniziali (di lui). Questa è l’impressione della gente riguardo alla riforma del Senato. Non si coglie il nesso tra i guai della vecchia Italia e la riforma renziana. Quasi tutti gli italiani si augurano che abbia ragione lui, sperano che stia prendendo larga la curva per farla meglio. Ma quasi tutti pensano che il Paese sia finito, si tratta solo di vedere come va a finire. È inutile menarsela e girare intorno, è questo il pensiero recondito degli italiani, che a volte traspare. Lo avverto girando l’Italia d’agosto a presentare libri da nord a sud. Ciascuno pensa a una soluzione ma non ha il coraggio di dirla perché è drastica: si chiama dittatura o dominazione straniera. Ogni italiano ha la sua troika in mente, come Scalfari, del resto.

Qualcuno con pieni poteri, anche a tempo, anche col voto, ma pieni poteri, in grado di nominare trenta tiranni per tirare su il Paese a schiaffi in ogni settore cruciale. O un invasore, una potenza straniera, che espliciti il nostro destino di colonia e ci governi in modo tosto, senza mediazioni, paralisi e veti incrociati. Questo è il retropensiero degli italiani, di quelli che votavano a destra, a sinistra e perfino dc. Grillo fu solo un aperitivo. Non lo dicono, a volte lo temono perché l’unico freno a quel pensiero è che arrivano sempre le dittature degli altri, mai quella che vuoi tu.

Dell’italia che non tutela gli italiani

Crolla l’imprenditoria italiana, festeggiano gli immigrati cinesi. Tra il 2012 e il 2013 le imprese straneiere sono aumentate del 3,1%. Al top sono i marocchini: sono più di 72mila. Ma il vero boom è dei cinesi di Franco Grilli

Almeno una parte dell’imprenditoria del nostro Paese sembra non aver conosciuto la crisi economica. Le imprese guidate da stranieri, che tra il 2012 e il 2013 sono aumentate del 3,1%, hanno toccato in valore assoluto quota 708.317. Quelle condotte da cinesi, in particolar modo, hanno addirittura registrato un vero e proprio boom: sono aumentate del 6,1% superando di poco la soglia delle 66mila unità. Niente a che vedere con lo sconfortante risultato conseguito dalle imprese italiane che, purtroppo, sono diminuite dell’1,6%.

Quello tracciato dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre è uno studio drammatico che segna tutto il malessere dell’imprenditoria strozzata dall’eccessiva pressione fiscale e dai svilenti gangli della burocrazia statale. E, in questo panorama, gli imprenditori stranieri hanno la meglio. Degli oltre 708mila imprenditori stranieri presenti nel nostro Paese, il Marocco è il Paese di provenienza che ne conta il maggior numero: 72.014. Segue la Romania, con 67.266 e, subito dopo, la Cina, con 66.050. Quest’ultima etnia ha “stuzzicato” l’interesse degli analisti della Cgia che hanno poi lavorato all’approfondimento. Rispetto al 2008 le attività economiche cinesi presenti in Italia sono aumentate addirittura del 42,9% contro un incremento medio dell’imprenditoria straniera che si è attestata al 23,1%. I settori maggiormente interessati dalla presenza degli imprenditori provenienti dall’Impero celeste sono il commercio con quasi 24.050 attività, il manifatturiero con poco più di 18.2000 imprese e la ristorazione-alberghi e bar con oltre 13.700 attività. Ancora contenuta, ma con un trend di crescita molto importante, è la presenza di imprenditori cinesi nel settore dei servizi alla persona: parrucchieri, estetiste e centri massaggi. Il numero totale è di poco superiore alle 3.400 unità, ma tra il 2012 ed il 2013 l’aumento è stato esponenziale (+34%).

“Sebbene in alcune aree del Paese esistano delle sacche di illegalità che alimentano il lavoro nero e il mercato della contraffazione – dichiara il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – non dobbiamo dimenticare che i migranti cinesi si sono sempre contraddistinti per una forte vocazione alle attività di business. I cinesi, infatti, nel momento in cui lasciano il Paese d’origine, sono tra i migranti più abili nell’impiegare le reti etniche per realizzare il loro progetto migratorio che si realizza con l’apertura di un’attività economica”. La vocazione imprenditoriale degli immigrati cinesi è, infatti, fortissima. Se l’incidenza degli imprenditori stranieri sul totale dei residenti stranieri presenti in Italia è pari al 14,4%, quelli cinesi sono addirittura il 29,6%: su oltre 223mila cinesi residenti in Italia, ben 66mila guidano un’attività economica. La Lombardia, con oltre 14mila attività, è la regione più popolata da aziende guidate da imprenditoriali cinesi. Seguono la Toscana, con poco più di 11.800 attività, il Veneto, con quasi ottomila e l’Emilia Romagna, con oltre 6.800. In queste quattro Regioni si concentra oltre il 60% del totale degli imprenditori cinesi presenti nel nostro Paese. Lo scorso anno, infine, si è verificato un forte calo delle rimesse: l’ammontare complessivo delle somme di denaro inviate verso la Cina dagli immigrati cinesi presenti in Italia è stato di 1,10 miliardi di euro. Meno della metà dell’importo registrato nel 2012 (2,67 miliardi di euro). “Da sempre – conclude Bortolussi – le principali aree di provenienza dei migranti cinesi sono le province del Sud Est del paese: Zhejiang, Fujian, Guangdong e Hainan. Per queste persone, la ricerca del successo si trasforma in una specie di debito morale nei confronti della famiglia allargata e degli amici che da sempre costituiscono un sostegno irrinunciabile per chi vuole emigrare. Non è un caso che nonostante la contrazione registrata nel 2013, l’etnia cinese continui ad essere al primo posto nel flusso di rimesse verso il Paese d’origine”.