Renzi si iscrive tra i gufi

Della Germania e della Merkel.
Non essendo in grado di risanare l’Italia (anzi, peggiorandone i conti aumentando la spesa pubblica e le tasse) spera che il pil della Germania scenda più del nostro.
E ieri poco mancava che facesse la ola quando ha parlato della crisi che investe tutti.
Mal comune …

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Swoshhh…

… 5 giorni per andare e tornare. 5 giorni per andare a zonzo in belgio tra Bruxelles, Gant e Bruges. Una piccolissima vacanza. E dunque, buon ferragosto a tutti!

IRAQ: UNA NUOVA-VECCHIA SFIDA PER IL MONDO E PER LA CRISTIANITA’

   Sembrano riportarci indietro nel tempo di secoli i tragici fatti cui stiamo assistendo in questi giorni in Iraq: il terribile dilagare, in una vasta regione del Medio Oriente, di un’orda fanatica e crudele, in preda ad inestinguibile delirio religioso, che però non assomiglia alla solita formazione di terroristi-guerriglieri (alla “talebana” per intenderci) dediti alle operazioni mordi e fuggi, ai colpi di mano o attentati seguiti dal puntuale ritorno in meandri inaccessibili, tra montagne o foreste, ove diventa pressochè inpossibile scovarli e combatterli. No: qui ci si trova di fronte a qualcosa di assimilabile piuttosto ad un attrezzato ed agguerrito esercito regolare e tradizionale che affronta lo scontro in campo aperto, combatte con carri armati ed artiglierie, conquista territori e città, nelle quali poi sfila in parate trionfali con i propri uomini in uniforme, mezzi bellici e bandiere al vento.
   Non si tratta, tuttavia, dell’esercito di uno stato fin qui “ufficialmente” esistito, ma di qualcosa di nuovo-vecchio che ci rimanda ai tempi in cui eserciti animati dalla stessa fanatica fede di questo odierno, prima arabi e poi turchi, contesero a quelli dell’Occidente cristiano per circa un millennio, dalle prime conquiste successive alla nascita stessa dell’Islam, alle campagne crociate, a Lepanto, a Vienna, il dominio su popoli e nazioni: questa è l’armatadi un sedicente “stato islamico” che intende appunto far rivivere in tutto e per tutto il sogno (per gli altri popoli un incubo) di un Islam destinato a dominare il mondo intero caratterizzante quel lungo periodo di confronto armato, rispolverando anche termini come “califfo” e “califfato” che, con la fine di esso, erano ormai caduti in disuso.
   Le notizie sulle crudeltà e nefandezze commesse da questi barbari nei territori travolti dalla loro avanzata lasciano allibiti; per essi sembrano essere trascorsi invano secoli di progressi nei campi della convivenza civile tra i popoli, della democrazia all’interno delle società, del diritto, della tolleranza delle appartenenze religiose o di altro genere; progressi che hanno invece profondamente condizionato orientamenti ed attitudini di chi è oggi chiamato a raccogliere la loro sfida: la comunità internazionale e, dal momento che a fare le spese della situazione, con centinaia di nuovi martiri, sono soprattutto le comunità cristiane delle zone invase, la stessa Chiesa di Roma, le quali non possono non fare i conti con la propria impreparazione di fronte ad una minaccia per esse tanto inedita, proprio in quanto non sono più quelle stesse potenze occidentali e Chiesa cattolica che in passato affrontarono (e, bisogna dirlo, sconfissero) le armate dell’espansionismo islamico cui tornano ad ispirarsi questi loro moderni emuli, le cui “forma mentis”, mire e metodi sono viceversa rimasti immutati rispetto ad allora, se non addirittura ulteriormente incrudeliti.
   Così, onde cercare di contenere l’avanzata di questi ossessi a rischio di provocare un genocidio e di travolgere il debole regime “ufficiale” di Baghdad, gli Stati Uniti di Obama si sono visti costretti ad intervenire in quattro e quattr’otto – e controvoglia, poichè uno dei successi vantati dal Presidente di fronte all’opinione pubblica del suo Paese era appunto stato quello di essere riuscito a portarlo definitivamente fuori dal pantano irakeno, in teoria sufficientemente pacificato e democraticizzato – con bombardamenti aerei mirati e lanci di aiuti per le popolazioni costrette alla fuga e ad interminabili tribolazioni sotto l’incalzare degli invasori.
   Il Santo Padre ha, dal canto suo, invitato a pregare per le povere vittime della situazione, che sono soprattutto cristiane, e benedetto chi si prodiga a portare loro aiuto, certamente includendo, pur senza dichiararlo esplicitamente, anche chi, quell’aiuto, lo porta proteggendo dagli aggressori le vite stesse dei perseguitati con l’unico strumento nell’immediato impiegabile contro una simile furia cieca, che è quello delle armi. Da qui l’ovvia assenza di ogni sua critica o condanna controi raids aerei americani o la legittima aspirazione ad armarsi da parte di popolazioni semplicemente non intenzionate a finire schiacciate come topi.
   Tale comportamento non può non significare una tacita ed imbarazzata presa d’atto che, pur non potendo esprimere ai quattro venti certi termini, in quanto la loro ormai secolare desuetudine porterebbe ad equivocare e ad urtare talune sensibilità moderne abituate a ben altro tipo di linguaggio da parte della Chiesa, questa volta è davvero innegabile che sussistano gli estremi, nelle risposte militari che si sono dovute obbligatoriamente adottare, della famosa “guerra giusta”, piaccia o no espressamente prevista dalla Dottrina cattolica e teorizzata da Padri e Dottori della Chiesa del calibro di S. Agostino e S. Tommaso d’Aquino, quale “extrema ratio” quando diviene impossibile ogni altra via d’uscita pacifica da una situazione che imponga la legittima difesa contro atti altrui estremamente ingiusti e violenti.
   Il Papa ha giustamente ricordato, nei giorni scorsi, che alla violenza non ci si oppone con la violenza, nel senso che essa non può assurgere al rango di unico o privilegiato mezzo al quale affidare la risoluzione degli umani contenziosi, ma è ovvio che questo non può mai escludere che si debba ricorrere , nell’immediato, ad ogni mezzo idoneo a fermare stragi di innocenti o soprusi indicibili ai loro danni: permettere che tante persone finiscano martiri per il solo nostro rifiuto, motivato da un criminalmente errato concetto del dovere cristiano, ad impiegare tutti i mezzi in nostro possesso atti ad evitare ciò, equivarrebbe ad un delitto frutto di fanatismo religioso non meno grave di quelli di chi, per gli stessi motivi, prende a sterminare direttamente vite umane. Alla follia della “guerra santa” non si può opporre quella di un'”imbellità santa”.
   Come si vede, in conclusione, ciò che sta accadendo in regioni non poi così lontane dal nostro mondo tutto sommato “tranquillo” rappresenta una sfida come forse mai nessun’altra alle nostre certezze di uomini e cristiani del nostro tempo, che credevano ormai irreversibilmente sepolti nel passato certi incubi collettivi e la necessità di affrontarli con fermezza e lucidità.
                                                                                        Tommaso Pellegrino

I racconti fantastici del piccolo Renzi

I giornali radio di ieri hanno riportato le parole di Renzi intervistato su rai3.
Il boy scout che si crede Napoleone avrebbe affermato che lui le tasse le ha già diminuite, non aumentate.
Devo quindi supporre che alla sera, per farlo addormentare felice, gli raccontino le favole in cui la casa non è tassata, i risparmi sono tassati poco poco e non al 26% dal 1° luglio scorso (chissà chi c’era presidente del consiglio ?) e i rifiuti vengano smaltiti gratuitamente.
L’aspetto che è a mezzo tra il grottesco e il tragico è che nessun “giornalista” abbia ricordato “di che lacrime grondi e di che sangue” il fisco renziano.

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Riempitivo canoro ferragostano

Per  qualche giorno starò lontano dal pc. Vi lascio in compagnia de  “Il nostro caro Angelo” di Battisti-Mogol, (1973),  una canzone musicalmente suggestiva con un testo criptico, ermetico e  un po’ misterioso che quando uscì, creò sconcerto e non fu compresa appieno. Ora invece, a distanza di tanto tempo, risulta chiara: ci parla  delle  difficoltà di mantenersi puri e innocenti in un mondo corrotto e contaminato.
Le rughe han troppi secoli oramai/ truccarle non si può più “.
Cattedrali oscurano le bianche ali/ bianche non sembran più” è una chiara allusione a una Chiesa  potente e corrotta che getta la sua ombra cupa sull’innocente angelo, il quale cerca di librarsi in volo.  
Capito Bergoglio? con tutte le emergenze e i fronti  di guerra dietro casa  (Gaza, Siria, Ucraina) , lui se ne va bergogliando in Corea e si mette l’anima in pace con una prece per i cristiani perseguitati in Iraq.
 Eppure c’è ancora chi come…

…Il nostro caro angelo
si ciba di radici e poi
lui dorme nei cespugli sotto gli alberi
ma schiavo non sarà mai

Dedico  questa canzone a tutti quegli “angeli” che non rinunciano mai a sottomettersi e che cercano di spiccare il  volo, nonostante le  numerose reti e le trappole tese. 
Buon Ferragosto e a presto!

Anche Socci grida: “Salviamo il Soldato Cristeiro !”

Non sono, non siamo più soli, coi nostri dubbi su Bergoglio.
Certo, chi sono io per giudicare. Ed allora, giù mazzate, fin da subito, sulla mia povera testa. Fin dai miei primi dubbi su questo modo di “essere Papa” di Bergoglio. Teso ad uno strappo diretto, voluto o meno, con quello che Benedetto ci ha voluto regalare nel suo Papato. 
Benedetto che ci ha spesso ammonito più o meno così: “Ecco, vedete, il Concilio Vaticano II non è quello che i progressisti credono, ma nemmeno quello che i Nostri Fratelli Lefevriani temono. Va solo studiato, attentamente. Per questo io Vi ringrazio che siate rimasti nella Vera Fede, con sofferenze che posso conoscere. “. Ed insieme al Suo Pensiero, Benedetto ci ha regalato come premio la Messa di Sempre, ha protetto quelle vere chicche di Vocazione e Santità che sono i Francescani dell’ Immacolata di Padre Manelli. Ci ha regalato scritti eterni, con momenti di Bellezza Infinita. Certo, un Papa, Benedetto che, pur piccino picciò ed umile, era un Gigante di fronte a Satana ed ai suoi servi, ormai ben infiltrati nella Curia Romana. Un Papa che dovette affrontare 2 antipapa, di cui uno con larghissimo seguito, assisi nella mia povera Milano. Un Papa offeso da cialtroni di ogni risma, sia che si vestissero da professoroni illuministi Sapientini; sia che si bardassero da pederasti incipriati nei vari pride; sia che si paludassero da pseudo-artisti con schifoserie becere; sia da laicisti o atei uaarrabbiati. 
Un Papa che abbiamo troppo poco difeso, un Papa Crocefisso ogni giorno tra silenzi assordanti. Un Santo Eccezionale.
Così, contando sui molti regali avuti da quest’ uomo, ci siamo seduti gongolanti ma non ci siamo accorti della Sua Solitudine da Martirio. 
Ci siamo trovati a Febbraio 2013 come babbaloni. A chiedere come e perchè. Evvabbè, noi, Papisti da sempre, eravamo sicuri dello Spirito Santo. Andrà tutto bene, ci dicevamo. E così ci affacciammo fiduciosi in Piazza San Pietro,in quel Marzo. Ma quella fiducia si trasformò quasi subito in piccoli dubbi. Ed ai quei piccoli dubbi si aggiunsero altri dubbi, che cercavamo di scacciare con la Preghiera. Ma i dubbi aumentavano. E se li scrivevamo, venivamo bacchettati, abbandonati da Compagni/e di Viaggio di molto tempo e di molte battaglie. Ci hanno bollati come eretici, come farisei, come pelagiani. Defezioni avvenivano anche tra alti prelati, ma via, non capivamo: Burke, e non solo. Eppoi l’ anatema contro Padre Manelli, l’ isolamento di Mario Palmaro…
Già, ma chi sono io, continuavo a dirmi. Sommesso, a volte, gridando, tal altre. 
Ma ora non sono più momenti di discussioni su Rosari che volano, o Misericordine in scatola. No, non sono più tempi di album di figurine e giornaletti.
Oggi sono momenti di stragi immani, inumane, folli e criminali di Cristiani da parte di coloro che vogliono sterminarci in nome di un dio che pretende sottomissione piuttosto che amore e Libero arbitrio. Un dio dalle teste mozzate e dai bambini e donne seviziati. 
Non basta più la Preghiera, doverosa. Non basta più: occorrono parole forti e precise, che non sentiamo. Ed azioni. 
Chi sono, io, per chiedere. Ma ora , a chiedere parole forti, si aggiunge Antonio Socci, da me lontano assai come percorso passato. 
Ma oggi a me assai vicino nel chiedere: “SALVATE I CRISTIANI, combattiamo la Buona Battaglia”. E non solo pregando. 
SALVIAMO IL SOLDATO CRISTEIRO !

La cittadella della secessione interiore

di Henri de Lubac Note sulla tentazione del polemismo sterile e sui falsi rigori che degradano in ideologia i misteri della fede. (Da Meditazioni sulla Chiesa, Paoline, Milano 1955, pp. 291-300 e pp. 337-338) « […] l’intransigenza della fede, l’attaccamento alla tradizione, non si mutano mai, nel vero uomo di Chiesa, in durezza, in disprezzo, […]

Alfano vittima di disturbi dissociativi

Alfano ne ha detta una giusta: basta vu’ cumprà !
Ma … un momento, da dove arrivano questi vu’ cumprà ?
Sì, certo, dalle masse che il progetto mare nostrum sta importando in Italia, a spese nostre, vitto e alloggio pagati.
E chi è il principale attore di mare nostrun ?
E’ lui o non è lui ?
Cerrrrto che è lui, il nostro esimio ministro degli interno Angelino Alfano che, Dott. Jeckyl, prima ordina di recuperare i clandestini e portarli in Italia e poi, Mr. Hyde, ordina di ripulire le spiagge dai vu’ cumprà.
Cosa non si farebbe per un titolo sui giornali, persino manifestare simili disturbi dissociativi.

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Vieira NON può sentenziare contro Tavecchio.

Patrick Vieira….

“Trovo davvero difficile credere che Carlo Tavecchio sia stato eletto presidente della federcalcio italiana dopo le dichiarazioni che ha fatto…”

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VIEIRA, perché non pensi alle TESTATE vostre ed alle TUE dichiarazioni che non ho dimenticato ?

Così Vieira, infatti, nel 2007, riferendosi a Marco Materazzi :

” Io penso che lui sia un bel giocatore, ha giocato un ottimo Mondiale, segnando anche una rete in finale. C’è chi lo ama e chi lo odia. Da parte mia posso dire che non mi siederò mai a mangiare al suo fianco.” 

http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2007/08_Agosto/19/vieira.shtml

Nano Nano…

Di solito non parlo benissimo dei suicidi, ma spero proprio che all’ ultimo si sia pentito. 
Mork è tornato in Cielo: NANO NANO !

Peter Pan è tornato all’ Isola che Non C’è…

Che Dio ti perdoni e…

GRAZIE !