Giusto e sbagliato

Rullano i tamburi di guerra.
L’Italia darà armi per combattere gli estremisti islamici e, contemporaneamente, usa la propria Marina Militare per importare migliaia di musulmani le cui idee ci sono totalmente ignote.
E’ una guerra giusta, lo stanno dicendo in modo bipartisan.
E questo mi preoccupa.
Perchè una parte di quelli che oggi vanno a Bagdad e promettono armi e dicono che è giusto, dieci anni fa furono presi dal ballo di San Vito contro la Liberazione di quello stesso Iraq e organizzarono scioperi e manifestazioni, ostacolando la missione dei nostri Militari.
E io non mi unisco a simili voltagabbana.
Non avranno il mio consenso.
E questo lo considero giustissimo, perchè è sbagliato accettare simili compagni di viaggio.

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Stregoni, apprendisti e diaboliche invenzioni



Si può fare!
Ricordate l’urlo del dott. Frankestein “Si può fareeeee!” nel film umoristico di Mel Brooks “Frankestein junior?” Che cosa si poteva fare? La creatura “abnormal” che poi ne ha combinate di tutti i colori. Ovvero quel mostrone che ballava pure il tip-tap ma che ululava alla vista del fuoco.  Ebbene di diaboliche invenzioni la cosiddetta real politik “occidentale” è piena zeppa.
Il cosiddetto “califfato islamico” che porta la sigla di ISIS in Iraq nasce nei premiati laboratori della real politik statunitense. E non è nemmeno un caso isolato.Toh! Ecco che rispunta il califfato!
E perché allora non il Sacro Romano Impero con la buonanima di Carlo Magno? Ecco cosa ne dice in proposito,  Snowden svelando documenti ufficiali della National Security  Agency qui.
Fra i terroristi di “ieri” che hanno ottenuto in seguito legittimazione da tutti  gli organismi internazionali e ovviamente dagli Usa che hanno promosso la guerra nei Balcani sotto l’egida Nato,  c’è pure l’UCK albanese nel Kossovo oggi al governo. Con quel sanguinario Hashim Thaci legato agli ambienti crimine e oggi primo ministro, al quale Madeleine Albright andò a stringere la mano. Fu una dolorosa secessione unilaterale, ottenuta amputando brutalmente la Serbia. Ma per attuarla,  ci voleva un casus belli. E quel “casus” si chiamava Slobodan Milosevic.

L’Apprendista stregone in “Fantasia” di Disney
Inoltre aggiungo un altro illustre apprendista divenuto in seguito “scomodo”,  costruito nella scuola degli Stregoni americani: Osama bin Laden, uscito dal premiato laboratorio CIA  ai tempi in cui l’Urss invase l’Afghanistan. Il suo cadavere fa parte della serie “chi l’ha visto”?  Nessuno infatti lo ha visto, ma tutti dicono che sia morto ad Abbottabad in Pakistan (2011). “Giustizia è fatta“, secondo Obama che uccide il suo quasi omonimo: l’uomo giusto al posto giusto. Ma qualcuno ha insinuato che fosse già stato ammazzato molto tempo prima nelle montagne di Tora Bora in Afghanistan durante l’attacco americano del 2001. E i marines (Navy Seals) che hanno preso parte alla sua uccisione nel Pakistan, sono tutti morti di morte (accidentale?) misteriosa, perciò non ci sono testimoni. 

Per non dire di Hamas (acronimo di Ḥarakat al-Muqāwama al-Islāmiyya che significa “entusiasmo, zelo, spirito combattente”, corrente dei Fratelli mussulmani) proveniente dal premiato laboratorio del Mossad, ai tempi dell’OLP e di Al Fatah di Arafat quando gli israeliani ebbero la geniale pensata di inserire questo virus fondamentalista nei movimenti di resistenza palestinese affinché si dividessero tra di loro (solita strategia del “divide et impera”). L’idea di base era quella di fabbricarsi un altro interlocutore oltre ad Arafat, dividendo il fronte. Si è visto bene come è andata… Per eliminare il loro fantoccio (della serie, “io lo creo e solo io lo posso distruggere”), stanno facendo pulizia etnica di donne e bambini a Gaza. Effetti collaterali – si dirà.

E ora il parlamento italiota sta accelerando per varare la dotazione di armi ai Curdi del vituperato PKK (ricordate il loro capo Ocalan e la crisi scatenata ai tempi del governo D’Alema, quando poi venne ospitato nella villa dell’Infernetto?) sottraendo denari ai cittadini italiani alle prese con una crisi senza precedenti. Ma poi, quelli del PKK non dovevano essere  pericolosi “terroristi?” 
Si può fareeeeee!!! Anzi, we can do it!
Le diaboliche invenzioni in laboratorio, continuano…Ma i servi di casa nostra si accodano prestandosi a fare gli assistenti di tale premiato laboratorio criminale. Dove ci vogliono trascinare?

Ma quale equità fiscale ?

Se due milioni di Italiani non riescono a pagare le tasse, subiscono l’umiliazione di ricevere la “cartella” e sono costretti a chiedere una dilazione, dov’è l’equità fiscale ?
C’è solo una ragione: le tasse sono troppo alte, quindi bisogna ridurle.
E se lo stato non ha i soldi per mantenere il suo apparato e le sue clientele, allora deve tagliare quello, non le pensioni.

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Pilato in Vaticano

Le parole del vescovo pro tempore di Roma di ritorno dalla Corea dietro un’apparente chiarezza, nascondono una pericolosa indeterminatezza.
Se bisogna “fermare” un “aggressore ingiusto”, allora vuol dire che esiste un “aggressore giusto” il che mi sembra molto discutibile.
Ma soprattutto mi sembra molto pilatesca la invocazione a fermare l’aggressore ingiusto, senza guerra e senza bombardare.
Come, allora ?
Se non li fermiamo, ci bacchetta.
Se bombardiamo, ci bacchetta.
Suggerisca lui un metodo efficace, che costi il minor numero di vite nostre e che eviti tutto quello che a lui non piace, senza rimandare la palla all’onu che è una assemblea di 190 stati, praticamente una Babele.
Quando dice poi che non può essere una sola nazione a decidere quel aggressione sia ingiusta, mi sembra che parli più un nazionalista sudamericano con forti venature anti yankee che il capo dei cattolici universali.

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Arriverà il tempo di Passera ?

Su Libero di Ferragosto è apparso un letterone di Corrado Passera che il quotidiano ha presentato come l’annuncio della scalata alla guida del Centro Destra.
La lunga missiva del non ancora 60enne ex ministro (ahimè per lui) di Mario Monti, dell’ex CEO di Intesa Sanpaolo, dell’ex AD delle Poste, dell’ex AD del Banco Ambrosiano Veneto, dell’ex braccio destro di De Benedetti alla Olivetti, non contiene uno specifico programma, non ci dice dove andrà a toccare per restituire competitività all’Italia, non propone i nomi di chi formerebbe la sua squadra, ma ci informa solo su alcune petizioni di principio e linee guida.
In gran parte condivisibili.
Come si può, infatti, negare validità alla critica a Renzi di essere un prodotto della politica, non avendo, a 39 anni di età, fatto altro che politica da venti anni ?
Come si può, d’altro canto, negare la validità dell’affermazione per cui Renzi è riuscito a dare una vernice di nuovo al partito comunista, appropriandosene con i suoi modi arroganti e presuntuosi che tanto stridono con le paludate politiche della vecchia nomenklatura, salvo poi ripescare tutta quella stessa nomenklatura che voleva rottamare ?
E come si può negare la critica ad un Centro Destra diviso e senza Leader, anche se ha ancora gli elettori e i programmi ?
Passera ha recentemente anche scritto e pubblicato un saggio “Io siamo” (che non ho avuto cuore nè di comprare, nè di leggere) con un grande lancio pubblicitario e che contiene, presumo, approfondite le medesime argomentazioni della sua lettera.
Libro, lettera e chissà cos’altro, probabilmente frutto di una strategia studiata a tavolino per dare spinta al suo ingresso in politica.
Passera è persona intelligente, sa mantenere gli impegni e, soprattutto, sa scegliere gli uomini che, senza fargli ombra, senza avere l’ambizione di sostituirlo, sono in grado di adattare al settore di loro competenza le scelte fatte dall’Amministratore Delegato.
Non mi sembra che Passera abbia il carisma, quel “quid” necessario ad entusiasmare e trascinare una folla e, soprattutto, ho molti dubbi che Passera sia in grado di trasformarsi da amministratore delegato, che comanda senza dover scendere a compromessi, in presidente di un qualsivoglia ente politico, che ha bisogno, pressochè quotidianamente, di raccogliere una maggioranza parlamentare attorno ai suoi provvedimenti e che pertanto, come sempre in politica, deve scendere a compromessi per salvare il corpo centrale di ogni sua creatura.
Credo che di questo limite – che è lo stesso di Berlusconi – se ne sia reso conto durante la sua infelice parentesi di ministro dello Sviluppo Economico e dei Trasporti del governo Monti.
Passera è stato trascinato sicuramente a fondo dalla incapacità manifestata da Monti che, con troppa superbia e autoreferenzialità ha affrontato un compito ben al di là delle sue forze e intelligenza, ma è stato anche bloccato dalla burocrazia, da quella melassa elastica ed avvolgente che è la dialettica politica, il lobbismo (soprattutto dei dipendenti dello Stato) tanto da veder vanificate tutte le sue pur accurate proposte.
Passera doveva essere il motore del governo Monti, ci ha provato, ma è stato fermato subito.
Ho idea che se anche venisse investito (non so peraltro come potrebbe fare nè con l’aiuto di chi) della leadership del Centro Destra, la sua sorte non sarebbe differente.
Non si governa una nazione come si amministra una società privata.
Magari fosse possibile, ma così non è.
La risposta di Maurizio Belpietro, direttore di Libero, è molto concreta e perfettamente azzeccata.
Se Passera vuole contare, deve mettere sul piatto voti suoi, come fece Berlusconi e, in un consesso di pescecani, deve entrare a gamba tesa, sparigliando il gioco, non chiedendo permesso.
Non credo che Passerà possa riuscire là dove, in tempi recenti, ha fallito Montezemolo, sempre con il piede sulla linea di partenza, poi sempre rinunciatario perchè nessuno è mai andato ad offrirgli la corona che desiderava.
Come non sarà mai spontaneamente offerta a Passera.
La corona da Leader va conquistata e strappata con la forza a chi la detiene.

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There be dragons: ovvero come fare, da sinistra, un filmaccio su San Josè Maria Escriva de Balaguer.

Ieri sera ho visto, finalmente, l’ annunciato, ma mai distribuito in Italia, film su Josè Maria Escriva de Balaguer.
Dunque: nel film, il fondatore dell’ Opus Dei viene fatto passare “quasi” come in disaccordo col Franchismo. Galleggiante tra i repubblicani ed i falangisti. I massacri dei comunisti vengono solo accennati, mentre gli anarchici (distinguibili per la bandiera rossonera CNT/FAI/FIJL) sembrano bonaccioni.
Poi vado a scoprire che:
1)Il regista Joffre, che ha precisato di essere ateo, di sinistra e sposato tre volte, ha preteso di RISCRIVERE completamente la sceneggiatura originale 
2)Che l’ autrice della sceneggiatura originale, la scrittrice Cattolica americana Barbara Nicolosi, ha preso le distanze dal film.
3)Anche l’ Opus Dei ha successivamente preso le distanze dal film.

Pessimo servizio storico…

Ma Di Battista ha tutti i torti ?

Siamo proprio tutti convinti che Di Battista abbia torto e che, invece, non abbia detto una ovvietà ? La Storia ci dice di tanti episodi in cui coloro i quali erano definiti “terroristi” dal potere che volevano abbattere, poi hanno ottenuto la legittimazione politica. I rivoluzionari americani e francesi, la cosiddetta “resistenza” italiana, gli stessi palestinesi che pure si sono resi responsabili della strage di Monaco nel 1972 adesso sono ossequiati e venerati da almeno metà Occidente. E gli ebrei con i loro attentati contro gli Inglesi, prima di avere un loro stato sovrano. Probabilmente se il “califfato” dovesse consolidarsi tutti manderebbero ambasciatori, riconoscendo la legittimità di quei “terroristi” non più tali. Nel frattempo c’è una guerra nella quale, come in tutte le guerre, ambedue le parti combattono nell’unico modo possibile: per vincere. E per raggiungere tale obiettivo, nulla è vietato, neppure la propaganda.

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Addio Avvocato Servello, e grazie.

Si è spento nella Nostra Milano l’ Onorevole Franco Servello. Un Missino coerente che, a differenza di molte facce di palta, intervistato dalle Iene non volle definirsi antifascista, come fecero altri aennini.
Ma, oltre al suo notevole impegno politico, soprattutto nel Movimento Sociale Italiano, voglio ricordarlo come Avvocato di molti Camerati Milanesi.

Grazie di cuore, non la dimenticherò…

Tamburi di Ferragosto

Un momento di rinsavimento di Alfano che, dopo aver importato in un anno centomila clandestini, adesso vorrebbe (ma non può …) dire basta.
Un momento di follia per la polizia del Missouri che, costretta dal presidente di Washington (nessun conflitto di interessi ?) dà in pasto alla folla il nome del poliziotto che avrebbe sparato ad un giovane negro.

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