Frontex plus non basta,occorre il respingimento

Il coniglio bagnato che abbiamo al ministero degli interni canta vittoria perchè l’unione sovietica europea gli ha promesso di subentrare con Frontex plus a Mare Nostrum, anche se ancora non sappiamo chi metterà soldi e navi, visto che su 28 stati dell’unione, solo 10 sono disponibili all’accoglienza dei clandestini.
Ma a parte il fatto che le promesse non costano nulla (realizzarle invece sì ed è un altro paio di maniche come ben sa il bambinello di Palazzo Chigi) che senso ha dire che li prendiamo solo entro il limite delle acque territoriali ?
Perchè fino ad un anno fa, prima di Mare Nostrum, avevano difficoltà insormontabile ad arrivare a dodici miglia dalle nostre coste ?
E, poi, cosa vuol dire Alfano quando ci dice, come se fosse un annuncio determinante, che distruggeranno i barconi ?
Perchè, fino ad oggi non lo facevano ?
Li restituivano agli scafisti per non occupare preziosi posti nei porti ?
Eppure io mi ricordo ai tempi dell’esodo albanese i servizi che ci facevano vedere i barconi che marcivano nei porti, inutilizzati.
O finora la questione è stata gestita da incompetenti, o Alfano non ne racconta una giusta !

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Quando il male si mette in posa

Dall’Isis, il Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi, giungono di continuo racconti e filmati di violenze estreme, inaudite: persone crocifisse, sepolte vive, mutilate, sequestrate e vendute, decapitate a coltellate, torturate a morte, costrette a scavare la propria fossa prima di essere uccise. Una brutalità selvaggia, esibita, compiaciuta ne è diventata il tratto distintivo. Come spiegare tanto … continua

Nessuno lo dice ma in Iraq e Siria è guerra di religione

Che fare in Iraq e Siria? Che l’Occidente non abbia una strategia per affrontare il rapido precipitare della guerra irachena e di quella siriana, ormai unificate, è un fatto reso ancor più evidente dalle timide e incerte iniziative di europei e statunitensi. Abbiamo rimosso la guerra dal nostro linguaggio e anche se disponiamo paradossalmente della … continua

Quella piccola Santa e Sana Follia di tutti i giorni. Se possiamo…

Il 25 agosto, nella mia precedente nota sulla Santa Follia, tra le varie cose, così scrivevo:
noi così  spesso troppo pavidi a mostrarci Fieramente Cattolici in una società allo sbando, preda dell’ egoismo/egocentrismo che crede tuttosia lecito in nome di una falsa libertà.“. Anche perchè, io per primo, non abbiamo quella grande Fede in nome della quale Cristo domandò a tanti di lasciare tutto e seguirlo. Quella Fede che è in regalo solo ai Santi, come ricordai. 
Eppure, possiamo, se vogliamo, essere un poco Folli, in questo mondo, nelle Piccole Grandi Cose.
Possiamo riprenderci dunque questa pazzia, che non è certo quella di Steve Jobs, in fondo così conformista, sin da quando era hippie. Possiamo salire sui tavoli e gridare, rivolti al Cristo: “Capitano, Mio Capitano” nel momento del tradimento altrui e dell’ emarginazione del Salvatore. Già, so che a molti  di Voi “L’ attimo fuggente” non piace. Ma dovete capire quello che per noi, generazione veramente ribelle negli anni del conformismo sinistro, certi rarissimi professori fuori dal coro rappresentavano. Per questo, quel film e quella scena in particolare sono impressi nei miei dolci ricordi di allora, anche se molto successivi agli anni ’70. Perchè eravamo decisamente Folli, in quegli anni. E soli, Sinn Féin , come dicono in Irlanda.
Ma ora ci si presenta una Santa Follia, per combattere un pericolo molto più grande e forse più pericoloso di allora; satana ha abbandonato (ma non del tutto) le vesti sporche di sangue del comunismo, per vestire quelle più comode del laicismo. Che sta scardinando tutto l’ Occidente (e non me la menate con la Russia, chè sapete come la penso e che non voglio tornare sull’ argomento: prendete un bus e partite per l’ Ucraina o per la Moldavia. Meglio ancora, entrate di straforo in Transnistria…).
Dunque, mostratevi Pazzi !
Ci vuole infatti Sana Follia per proporre la Verginità fino al Matrimonio. Ci vuole Sana Follia per battersi contro l’ Aborto e per la Vita dei Meravigliosi Bambini che questo mondo scarta, incominciando dai mongoloidi (come sapete, non amo “down” ed altre smancerie). Ci vuole Sana Follia per amare i Nostri Vecchi ed impedire la loro eutanasia. Ci vuole Sana Follia per gridare che l’ Unica Famiglia possibile è fatta da un uomo ed una donna, in tempi come questi. Ci vuole Sana Follia per sostenere con forza i Padre Manelli, i Palmaro e Gnocchi, i Burke, i Socci, e quanti, con più visibilità di noi, si battono in prima fila per un Cattolicesimo Vero e Forte, senza tentennamenti ecumenici che sanno spesso di resa incondizionata. Soprattutto in momenti in cui l’ Occidente, indebolito negli USA dal peggior presidente possibile, ed in Europa da un Europa solamente finanziaria e bancaria, rinnegante le proprie Radici Cristiane, è pure minacciato da un fondamentalismo islamico criminale contro il quale, l’ Unico Baluardo, piaccia o meno, è Israele. Piaccia o meno, e non me la menate come con la Russia: pensate se tutto l’ Occidente avesse un centesimo della volontà di difesa di quel piccolo stato identitario ! Altro che Lepanto ! Altro che Vienna !  Non ci sarebbe storia…
E ci vuole Sana Follia per ostentare con Sano Orgoglio la Nostra Preghiera ed i Suoi Simboli, recitando in pubblico il Rosario, anche sul Tram, con Gioia ma senza le demenziali esagerazioni di certi gruppi che io considero sette. Ci vuole Sana Follia per combattere, nelle Nostre Parrocchie, la Comunione data a tutti, anche ai Pubblici Peccatori Ostinati; data diretta nelle mani, quasi sempre sozze. Per un Pater senza braccia aperte. Per un “segno di pace” che non sia un “uè, Pasquà, come staie ?” o pacche ed abbracci. Per Funerali senza applausi o defunti GIA’ in Paradiso senza passar dal via. Per chiedere qualche Messa secondo il Rito di Sempre. Per certe Messe più dignitose, senza schitarrate, danze bantù o peggio. Per Boy Scout più Servi di Dio che di Mammona. Per un Catechismo che insegni il Cattolicesimo, e non le altre falsità. Per processioni senza mafiosi.
Ci vuole Sana Follia per far capire agli altri, Cattolici tiepidi in testa, quelli tipo “credo ma non vado a messa”, “la Chiesa è troppo ricca e sfarzosa”, “non mi piacciono i preti” ed altre amenità del genere, che la Vera Vita sarà nell’ Eternità dove non esiste relativismo, ma o Inferno o Paradiso, poche ciance.
  Per un Cattolicesimo dei Nostri Avi, che non ha bisogno di rinnovamenti nello spirito o di scusa a destra e manca, come ho detto sopra.
Siate Folli, chiediamo il Paradiso !

La spending review secondo Matteo

Renzi assumerà centomila nuovi dipendenti pubblici per la scuola.
Come se i dipendenti pubblici non fossero giù un esercito infinito e come se l’istruzione non fosse, subito dopo la sanità, il principale centro di costo di uno stato indebitato fino all’estremo e che continua a fare debiti, aumentando spesa e disavanzo.
Allora viene il sospetto che, avendo avuto modo di constatare le prodezze linguistiche del bambinello di Firenze, Renzi abbia tradotto “spending review” con “ricominciamo a spendere”.
Peccato che poi i soldi li venga a chiedere a noi aumentando la tassa sui risparmi e continuando a pretendere un tributo da rapina sulla casa e sui redditi.

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Sbarcano gli alieni

Pare che la Nasa, nella convinzione che entro 20 anni atterri la prima astronave aliena, stia studiando come farsi capire, elaborando un linguaggio ed un modello di ospitalità.
Dopo il corso di teoria a Houston, pare abbia intenzione di mandare i suoi addetti in Sicilia e Calabria, per testare gli insegnamenti con i clandestini che sbarcano da noi.

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Attali e il "poliamore" ai tempi della crisi

Credevo ci fossero  i polimeri, le fibre poliammidiche o il polipropilene quand’ecco venir avanti  un nuovo vocabolo: poliamore, un temine che sembra quasi un suo derivato chimico.  Heathcliff e Cathy in “Cime tempestose” e l’amore esclusivo che trascende e  travalica perfino la morte? Vecchie favole letterarie, secondo Jacques Attali,  l’economista di Mitterand cooptato anche da Sarkozy (ah, i tecnici bipartisan!). E perché mai il povero Werther avrebbe dovuto suicidarsi per Carlotta? Tanto c’è il “poliamore”  e avrebbe avuto modo di consolarsi. Idem  per Giulietta e Romeo.  Leggete un po’ l’intervista e fatevi qualche idea.
C’è la crisi, in molte famiglie non si  rimedia il pranzo con la cena, non c’è  lavoro e come è noto,  chi non lavora non mangia. I padri separati vanno mendicando un piatto caldo alla Caritas, a forza di pagare alimenti a moglie e figli.  In compenso questa raffinato cervellone ti piazza lì il poliamore, quale nuova droga del povero. E’ democrazia anche questa, Bellezza! Non lo sapevi?
La cosa sconcertante è che un economista-banchiere si interessi molto di quel che avviene nella vita sessuale e affettiva degli individui. Ma allora è vero che il progetto oligarchico punta alla manipolazione diretta dell’uomo e non è una paranoia complottista. Che je frega a un economista  uso a indagare su spread e PIL,  di  venir a ficcanasare in quel che fanno gli individui in camera da letto? E’  evidente che chi detta legge in  ambito monetario,  si arroga pure il diritto di creare  tendenza in ogni ambito della vita umana.
Tanto spreco di intelletto per arrivare a non capire che durante i periodi di crisi gli individui hanno bisogno di “certezze” (anche affettive e amorose) e di coesione sociale, e che gli allegri baccanali e saturnali  proposti  da questo lunatico fuori di testa, hanno poco a che vedere con il fatto che in  primis ci si riempie la pancia e ci si mette un tetto sopra la testa. Risulta lampante che la “fibra polimerica” del Poliammmore è un’altra delle diaboliche  armi di distrazione di massa. D’ora in poi non si dirà mai più “il grande Amore della mia vita”, ma “il piccolo Poliamore dei miei brevi istanti” . Riporto per intero l’intervista con tanto di nessiecorsivo evidenziato in verde.

Leonetta Bentivoglio per La Repubblica

È possibile contare su una dimensione interiore dove il rapporto è “per sempre”? Affrancato dal dubbio, dalla contingenza e dalla fragilità? Insomma: esiste la fedeltà? Oppure, capovolgendo la prospettiva: esiste un’infedeltà accettabile e non subita? Libera dal timore che sia infranto un patto?
Il riferimento può applicarsi non solo a una persona. Si scelgono un ideale o un interesse o un luogo, come oggetti della nostra fedeltà. L’opposto è lo sfasamento traumatico fra la realtà e le aspettative personali, le norme che regolano il gioco e la loro rottura. Asimmetricità dolorosa nel territorio sensibile delle relazioni umane.
Per smussare i rischi di questo campo minato dai sentimenti, sarà opportuno affrontare il discorso a partire dallo sguardo lucido e cattivo (non in accezione morale, ma per aritmetica perentorietà) di un celebre economista, Jacques Attali, già eminenza grigia di Mitterand (lo nominò come speciale consigliere all’epoca della sua presidenza della Repubblica) e in seguito rimasto sulla cresta dell’onda politica francese collaborando con Sarkozy.
Stratega dei massimi gruppi economici del pianeta, Attali è un personaggio interessante e discusso per i suoi guizzi di originalità. Esperto di globalizzazione e macroeconomia, annovera tra le sue competenze una vasta conoscenza della storia della medicina e della storia ebraica (l’ultimo libro è il Dizionario innamorato dell’ebraismo , pubblicato da Fazi a fine 2013). Inoltre spicca, nella sua poliedrica bibliografia, una serie di provocanti analisi della coppia in termini sociali. Un suo volume del 2007, “Amori”.
Storia del rapporto uomo donna (in Italia uscì nel 2008), esplora con passo sistematico le caratteristiche, in diverse epoche e culture, del legame amoroso: in senso sessuale o emotivo, platonico o erotico, imposto o spontaneo, religioso o laico, omosessuale o etero. Il saggio suscitò scandalo ipotizzando la fine della monogamia. In nome della nostra indagine sulla fedeltà, tocca a lui valutare, alla luce del presente, quanto fossero affidabili quelle previsioni.
«Un pronostico non è un augurio», attacca l’economista, «ma la segnalazione di un orientamento collettivo che si basa su dati concreti. Tutto converge nel suggerirci che, tra qualche decennio, la monogamia sarà un anacronismo (avete fatto di tutto perché le cose andassero così, cominciando con “la rivoluzione sessuale” di Reich). I processi descritti in “Amori” si stanno verificando. Lo prova per esempio l’evoluzione rapida del matrimonio omosessuale».

Cosa intende?

«Parlo della trasparenza ( siamo alla glastnost  come aberrazione pornografica dei sentimenti). Capillare e inevitabile. Ogni cosa è esposta e visibile (già che ci siamo rendiamola pure tracciabile). Ciò che un tempo era clandestino oggi non solo è socialmente accolto, ma stipulato da un contratto. Da tempo il poliamore è una prassi diffusa, benché non manifesta. È stato calcolato che più del dieci per cento dei bambini, in Occidente, sono nati da rapporti extraconiugali e crescono con un padre che non è il loro, pur pensando di esserlo. Nell’ottica trasparente, la fedeltà di tipo monogamico sarà considerata un’impostura e un residuo di consuetudini barbare (se è per questo,  più barbaro e tribale della poligamia e  della poliandria non c’è nulla. Parola di antropologi come Malinowski».
C’è invece una fedeltà poliamorosa? Sembra una contraddizione in termini.
«Il poliamore è compatibile con la fedeltà perché può esserci fedeltà anche nel mutamento, divenuto congenito: viviamo in una tirannia del consumo che ne ha fatto un precetto esistenziale. Possono imporci di votare oggi Berlusconi e domani Renzi, ma di stare per sessant’anni con la stessa persona? (buona idea: rendiamo marionette intercambiabili anche mariti, mogli, fidanzate e fidanzati)
 A che titolo si dovrebbero avere due case e due cellulari, e non più amori? ( Appunto,  giusto ieri sono andata  davanti al giudice a cambiare cellulare,  pardon, marito). Se tutti non cambiassero di continuo automobile ed elettrodomestici, l’economia crollerebbe (ah, brutto satanasso, finalmente l’hai detta: il cambio continuo e costante di partner serve a rilanciare il PIL). Nella libertà moderna si rivendica il diritto di non scegliere. Meglio: di scegliere un congiunto nell’istante, senza che ciò pregiudichi la scelta di un altro poco dopo (instant husband or instant wife: oh yeah!).
Quest’attitudine si farà sempre più accentuata, e la trasparenza porterà all’affermazione del diritto ad avere molti amori, omosessuali o eterosessuali, ma più spesso dettati dalla bisessualità, inclinazione che sta velocemente aumentando (o affiorando alla luce). In analogia col networking, ci sarà il netloving : un circuito amoroso nel quale si potranno avere relazioni simultanee e trasparenti con più individui, che a loro volta avranno molti partner». (ogni click un diverso amore, tra diversi ed uguali. E’ proprio vero che la vita è tutto un click).

La fedeltà resta comunque un valore reclamato con violenza nella coppia, come testimonia la cronaca nera quotidiana.

«Il femminicidio è un estremo sbocco reazionario (parola questa in grassetto, che è  come il  poliamore; cioè inventata da  voi, artisti della neolingua). Il poliamore rappresenterà la punta più avanzata delle società sviluppate, e il fatto che questa tendenza appaia oggi sempre più plausibile e ravvicinata produce un’esacerbazione dell’idea di fedeltà legata al matrimonio borghese. C’è chi si aggrappa angosciosamente a un passato in procinto di svanire.È come un film col suono in ritardo sull’immagine. Si glorifica con ferocia l’indissolubilità della coppia proprio perché questa è in stato d’emergenza. Ma l’evidenza del futuro resta il poliamore, da non confondere con la poligamia, che implica appartenenza. Nel poliamore invece nessuno apparterrà a nessuno. Le donne, tuttavia, remeranno contro». (Evviva! siamo all’eliminazione della proprietà , delle case, dei beni, dei risparmi,  degli amori per tornare  alle case promiscue con  stanze senza porte come durante il Bolscevismo)

Perché lo pensa?

«Perché, mentre assistiamo al martirio delle donne, monta l’ostilità delle femmine verso i maschi. Basta vedere come vengono trattati i mariti nei divorzi, sia dal punto di vista economico sia nella brutale determinazione al controllo esclusivo della prole. Inoltre il cosiddetto sesso debole guarda al tema della fedeltà o infedeltà maschile da un punto di vista sempre reazionario (ma non dovevate emancipare le donne e renderle tutte femministe, quotarosate e rivoluzionarie? Ora improvvisamente sono diventate  tutte “reazionarie?). La fedeltà monogamica è economicamente utile alle donne in quanto le garantisce».
Non è piuttosto un principio necessario alla stabilità sociale?
«No. Penso  che si vada verso la poligenitorialità (ecco un altro bel termine orwelliano,  scaturito dalla sua mente perversa! invece di figli di madre e di padre si dirà “figlio di Uno, Nessuno, Centomila), fondata sull’avvicendarsi di madri e padri, un po’ come già accade parzialmente nelle odierne famiglie allargate. I figli saranno allevati da un unico genitore o da altre coppie, e i genitori biologici potranno condividere le responsabilità educative con i nuovi compagni e con gli ex, con gli ex degli ex e con estranei. Tutto si muove in tale direzione, comprese la pratiche di procreazione assistita, che condurranno a separare sempre più la riproduzione dalla sessualità e dall’amore» (cioè figli di  fredda provetta).
Vede allontanarsi tra loro anche le sfere di amore e sesso?
«A lungo termine sì. O a breve. Osservi i giovani: vige una sessualità svincolata dall’amore e legata all’amicizia. In Italia so che si parla di “scopamìci” (curioso che per meglio suffragare le sue tesi, citi idiozie internettiane infiltrate  per l’uopo proprio da quelli come lui).  D’altro canto conosco amori incrollabili dove non c’è sesso. I matrimoni bianchi. Numerosissimi».
È lecito supporre che esisterà sempre chi accorpa le diverse funzioni?
«Nella libertà del poliamore ci sarà anche quest’opzione». (ma sì, famolo strano, polivalente e polifunzionale con tanto di poligenitorialità !)

Si ha bisogno di cretini

Padoan: “ci siamo tutti sbagliati”. No, tutti no di Maurizio Blondet

Grande il Ministro Pier Carlo Padoan: «Ci siamo tutti sbagliati. Intendo organizzazioni internazionali, Governi e via di seguito. Tutti prevedevamo una crescita maggiore per quest’anno nella zona euro e nessuno fino ad ora ci ha visto giusto». È recidivo: il 12 febbraio scorso, quando era ancora l’economista-capo dell’OCSE (l’organizzazione dei Paesi più industrializzati, grande ente sovrannazionale di imposizione delle politiche economiche), ammise candidamente che l’OCSE – cioè lui – avevano sbagliato totalmente le proiezioni, e per conseguenza avevano imposta all’Europa in recessione una cura che aveva aggravato la malattia. E ciò dal 2008 ad oggi. Questa cura era l’austerità, di cui Padoan («uomo di sinistra», dalemiano) è stato sostenitore dalla prima ora, non a caso proveniva dal Fondo Monetario. Ha fatto l’ammissione in un rapporto sulla crisi dell’eurozona (1) definito «post mortem» (non manca di umorismo macabro): «Il ripetuto aggravarsi della crisi del debito sovrano dell’area euro ci ha preso di sorpresa, per via del contraccolpo più forte di quanto ci si aspettava tra la debolezza bancaria e sovrana», disse. Traduciamo dalla neolingua: il Padoan, come tutti gli economisti internazionali impiegati negli enti sovrannazionali, adottò come vangelo il teorema Reinhart-Rogoff (due economisti di Harvard) secondo cui un debito superiore al 90% del Pil comprometterebbe irrimediabilmente il tasso di crescita di ogni economia; dunque austerità, rientrare dal debito, stringere la cinghia, svalutare i salari… peccato che un dottorando del Massachusetts, Thomas Herndon, abbia poi scoperto che i calcoli operati da Reinhart & Rogoff per dimostrare la loro teoria, erano inficiati da scelte metodologiche discutibili, e – inoltre – «da un banale errore sul foglio Excel».

Come adepto del dogma Reinhart-Rogoff, Padoan da capo-economista OCSE ne accettava un corollario fondamentale: si poteva tagliare la spesa pubblica senza paura di provocare depressione, perché un euro di taglio provocava «solo» un arretramento del Pil di 0,5 euro. Invece, come scoprì (anche lui con ritardo) nientemeno che il capo-economista del Fondo monetario, Olivier Blanchard, un euro di taglio della spesa provocava una perdita sul Pil non di 0,5 bensì di 1,5 euro: un effetto negativo tre volte superiore. Blanchard pubblicò il suo studio nel 2013. Padoan non ne prese atto. Nell’aprile 2013, in una intervista al Wall Street Journal, dichiarava: «Il consolidamento fiscale sta producendo risultati, il dolore sta producendo risultati». È stato dunque per lui – capirai, era il capo-economista OCSE – che abbiamo applicato (dal 2008 ad oggi, per sei anni) le politiche rovinose, le quali hanno aggravato il male e ridotto alla rovina economica il paese; anzi i Paesi, visto che adesso persino la Germania è a crescita zero, tutta l’eurozona è -0,2, sottozero.

Non basta, Padoan allora confessò: ci ha indotto in errore, soprattutto, la «ripetuta assunzione che la crisi dell’euro si sarebbe dissolta col tempo»: insomma che la malattia si sarebbe curata da sé, senza far niente. Sùbito dopo quest’ammissione, Padoan è stato messo a fare il nostro ministro dell’economia, dove ha continuato a ripetere lo stesso errore. E intanto è passato un altro anno, anzi più, da quando Blanchard aveva scritto che si trattava di uno sbaglio, e grave. Il bello di Padoan è che riconosce, ogni tanto, di aver sbagliato, di essere una schiappa in economia e di fare previsioni errate sulla nostra pelle collettiva. Il brutto è che dice: «Tutti abbiamo sbagliato». Eh no. Altri non sbagliavano. Per dirne uno, l’economista Jacques Sapir ad esempio, già nell’ottobre 2012 (2) spiegava che i metodi di calcolo neo-liberisti su cui basavano le ricette austeritarie, metodi in cui Padoan credeva, «non poggiano su nessuna base seria».

Già allora prevedeva che, obbedendo ai diktat degli economisti sovrannazionali, «la politica scelta dal Governo Hollande conduce il Paese ad una impasse e lo affonderà in una grave recessione, però senza raggiungere gli obbiettivi di deficit che s’era fissato», il leggendario 3% del Pil. Adesso, l’impasse prevista da Sapir si realizza, la Francia è a crescita zero (0), il suo deficit supera il 4% e dovrà chiedere per pietà a Berlino di chiudere un occhio… cosa che Berlino non concederà, perché se già non voleva pagare il vantaggio del «suo» euro quando ci guadagnava, sarà ancora meno disposto adesso che sta rallentando con le sue eccezionali esportazioni… La Germania perderà anche la terza guerra europea, e per lo stesso motivo: la tirchieria.

Che dico Sapir? Bastava leggere sul Telegraph il giornalista Ambrose Evans-Pritchard, che ha previsto benissimo tutto quel che è successo all’eurozona e sta succedendo. Quanto ai blogger senza titoli né cattedre accademiche né stipendio dell’OCSE, quelli che hanno previsto prima e meglio di Padoan sono legione: da Paolo Barnard agli amici di Scenari Economici, da Gustinicchi (uno del 5 Stelle) a ignoti che scrivono con pseudonimi pazzerelli (GPG Imperatrice Oscura, Joe Black, Minonea), tutti sapevano e prevedevano esattamente – per dire – che l’euro ci stava rovinando, de-industrializzando, facendo sì che la Germania rubasse quote di mercato all’industria italiana.

Se posso aggiungermi, modestamente, anch’io sono in grado di pronunciare la detestabile frase: «Ve l’avevo detto!». Giusto per elencare un po’ di titoli a caso da EFFEDIEFFE:

«Sull’euro, pensare l’impensabile Conviene anche all’Italia cominciare a pensare a sé stessa, e a concepire l’impensabile: ossia a fare default sul suo debito, e simultaneamente ad uscire dall’euro»: data, 29 gennaio 2009. Capite? Cinque anni fa.

«Salvano l’euro distruggendo gli europei. E forse nemmeno l’euro», è del 12 gennaio 2011.

«Fuori Berlino dall’euro,e presto!», lo gridavo nel luglio 2011, quando la situazione italiana non era ancora del tutto compromessa.

«Ora il mal d’euro attacca la Francia» sono stato capace di prevederlo il 3 novembre 2012.

«L’UE, prigione dei popoli», datato 18 gennaio 2012. Non continuo perché non finirei più, i lettori lo sanno quanto li ho annoiati con le mie analisi economiche e le mie critiche all’eurocrazia.

Voglio dire: no ministro Padoan, non ci siamo sbagliati «tutti». Anzi persino il sottoscritto ha avuto più ragione di lei. S’è sbagliato lei. Il motivo per cui al posto di Padoan non c’è, poniamo, un Sapir, né l’OCSE apre le sue porte a un Paolo Barnard (che sicuramente farebbe meglio), non è banale come sembra. Indica che quasi tutte le persone senza potere sono in grado, applicandosi, di scoprire la verità. Per questo non l’OCSE, il FMI, la UE non ne ha bisogno: appunto perché sono tante, e se gli occorre possono prenderne a mazzi con pochi soldi. La merce rara sul mercato, quella che veramente sono disposti a pagare bene al Fondo Monetario, alla BCE o a Bruxelles, sono quelli che non si permettono di avere idee. Il vantaggio competitivo di questi tipi umani alla Padoan, alla Draghi o alla Schioppa, consiste in un preciso abito mentale: di fronte a un’idea, non si domandano «sarà vera»? Sarà la soluzione? Quel che si domandano è, anzitutto, questo: è consona al potere? Qualunque potere, il Sistema, Berlino, Francoforte, la Loggia, chiamatelo come volete. E siccome sono bravissimi a valutare le verità che il Sistema non accetta, non si permettono di proporle anzitempo. Anzi: si vietano addirittura di pensarle, di albergarle nella mente.

Solo per questa loro abilità essi sono tanto pregiati, pagati e elevati essi stessi – cooptati – a posti di potere. È il potere che, in questa fase storica, esclude l’intelligenza. Il che comporta che le misure economiche necessarie ed urgenti arrivino sistematicamente in ritardo; e che questi ritardati (ritardatari) provochino errori tragici e comici, come quelli di Padoan all’OCSE; o come quelli di Claude Trichet che, capo della Banca Centrale Europea, aumentò i tassi proprio all’inizio della crisi recessiva, quando doveva abbassarli; o come Steinmeyer della Bundesbank, che continua ad ordinarci «austerità e compiti a casa». Ma al Sistema (Loggia, Berlino, chiamatelo come volete) importa poco, perché mica sono loro a soffrire dei loro errori: sono i popoli, le società, i sudditi.

Si potrebbe fare della filosofia su questa realtà, per cui il potere apprezza, promuove e valuta molto alti i cretini, almeno questo genere di cretini che volontariamente non arrivano mai troppo presto alla verità, perché nuoce alla carriera. La vecchia propaganda a favore della democrazia diceva che l’elezione avrebbe garantito l’arrivo al potere dei migliori, invece di figli di re che potevano essere dei subnormali… Lo stesso si dice, o insinua, oggi che la democrazia non serve più al Sistema, della tecnocrazia: il potere dei competenti, economisti, banchieri, è preferibile a quello dei «rappresentanti del popolo» ignoranti e pressapochisti. Il risultato sono i Barroso, i Van Rompuy, i Trichet, i Padoan, i Monti e i Draghi. Credete che Draghi sia intelligente? Ma sono mesi che il Telegraph (per dirne uno) segnala il rischio di deflazione, e lui dice che tutto è a posto. Anzi, persino il sottoscritto ha spiegato che Draghi dovrebbe essere tenuto, dagli statuti della BCE stessi, a fare inflazione (entro il 3%) aumentando la massa monetaria, mentre lui la tiene apposta – perché così vuole Berlino – in continua diminuzione, strangolando tutta l’economia dell’eurozona.

Ma Draghi lo fa apposta? (3) , scrivevo il 29 febbraio 2012: «Perché Draghi – così generoso con le sue banche – insiste con una politica deflazionista, mentre siamo già in piena deflazione?». Il primo aprile di quest’anno, 2014, son tornato a scrivere: «Draghi obbedisca (agli statuti della BCE)», spiegando «L’Italia può ingiungere alla Banca Centrale Europea, a Draghi e al suo Comitato centrale, di stampare euro per portare l’inflazione al 2%. (…) Sono gli stessi statuti sacri ed inviolabili della BCE che le danno il compito di modulare la massa monetaria, in modo da tenere il tasso d’inflazione «attorno al 2%» (che può essere anche poco meno del 3). Ebbene, a febbraio l’inflazione nell’eurozona è stata dello 0,7. La stessa BCE prevede che non sarà, a fine anno, che dell’1,5%, ed è ottimista…».

Nulla, nessun effetto naturalmente. Finché, sei mesi dopo, il 17 agosto, parlando alla BBC, il ministro Padoan dice, con grande autorità: «Tutti gli attori in campo facciano la loro parte, anche la BCE; il che significaportare l’inflazione nuovamente vicina al 2%». E tutti i media ad applaudire: vedi, ecco che la canta chiara a Draghi, eco un decisionista, uno con le palle e le idee… Vi aspettate che adesso mi metta a piagnucolare: «Ma l’avevo detto prima io…»? No, nient’affatto. Conosco i miei difetti, quelli che mi hanno impedito di far carriera: avere ragione in anticipo. Mai commettere questo errore, insegnatelo ai vostri figli. Quello, scoprire l’evidenza e vedere il problema e la soluzione, lo sanno fare quasi tutti, se si applicano. Ad essere raro e prezioso è la capacità di aver ragione con sei mesi di ritardo – ossia esattamente quando il potere ha deciso che sì, stavolta la BCE deve stampare un po’, riportare l’inflazione al 2%. Né prima né dopo. È di cretini che si ha bisogno, nei piani alti del potere.

NOTE

1    http://www.ft.com/cms/s/0/a4b1e3aa-9320-11e3-8ea7-00144feab7de.html#axzz3AkapUWVX
2    http://russeurope.hypotheses.org/300
3    http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=76008&Itemid=141

Il fallimento di Obama

Ho sempre sostenuto che Obama fosse un bluff ed in questi giorni ne abbiamo avuto le prove.
Negli Stati Uniti non è stato capace di restituire fiducia e con la sua presidenza sono anche ricominciati gli scontri razziali, mostrandosi così parziale da imporre di dare in pasto alla folla il nome dell’Agente che avrebbe sparato a Ferguson.
In politica estera ha solo perso terreno, abbandonando l’Iraq e annunciando il ritiro dall’Afghanistan, alimentando quindi la violenza terrorista.
Ha contribuito ad abbattere Gheddafi e adesso gli estremisti islamici circondano Tripoli ed ha cercato di fare altrettanto con Assad (che grazie alla Russia di Putin è riuscito a resistere) con il quale adesso si allea per combattere l’Isis.
Ha tentato, fallendo miseramente, come già accadde al suo degno predecessore Carter, un blitz per liberare gli ostaggi ed uno di esse è stato sgozzato in diretta televisiva.
Ha ordinato le sanzioni contro la Russia di Putin e così ha messo in folle anche l’economia tedesca.
Ha appoggiato la rivolta popolare di Maidan, estromettendo un presidente regolarmente eletto, ma non vuole riconoscere la decisione popolare della Crimea e dell’Ucraina orientale di unirsi a Mosca.
Obama (esempio cui si ispira, sin dai primi cinguettii, Renzi che ne è il degno compare) è il più grande concentrato di inettitudine, pressapochismo, inefficienza, indecisione, dilettantismo mai arrivato ai vertici della politica internazionale.
A costui fu regalato un premio Nobel prima ancora che si insediasse alla Casa Bianca, svilendo ancora di più il significato di quel premio una volta prestigioso.
Mi domando come sia possibile che gli Americani si siano bevuti così il cervello, votandolo per ben due volte.
E la scadenza è, purtroppo, ancora lontana, troppo lontana.

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La Sana Follia di Noi Cattolici.

Qualche giorno addietro ho dovuto cancellare un contatto laico e troppo liberal (che non coincide con liberale…), con un po’ di dispiacere. Ma quando arrivo a leggere: “…Non faccio distinguo fra religioni. Non esiste, per come la penso io, alcuna religione privilegiata dallo Stato. Qualunque legge proceda in questa direzione e’ indubbiamente immorale, indipendentemente dalle sue ragioni o dalla religione colpita.”, “. La mia esperienza mi suggerisce che nessuna religione è pericolosa in sé. È semmai pericoloso il modo di viverla. Se non la filtri attraverso la ragione, diventi pazzo e diventi pericoloso per te stesso e per gli altri. Finché mantieni il raziocinio, puoi tranquillamente vivere la tua fede, da solo o in comunità, senza dare fastidio a nessuno, qualunque sia la tua religione. In questo ambito lo Stato non deve entrare, se non per fermare quella che è un’aggressione in atto. Deve fermare chi aggredisce nel nome di una religione. Lo Stato non deve mettersi a fare l’inventario delle religioni più o meno pericolose e bandire quelle che ritiene pericolose.”, ebbene mi cadono le braccia, anche perchè si dichiarava credente. E penso sempre a come ormai il morbo del Relativismo sia ben radicato dentro la società, e che il comunismo ma pure il libertarianesimo siano i baluardi di quella “Libertà” estrema voluta dalla Rivoluzione Francese. Salvo poi limitare la libertà di coloro che si battono per i Valori Assoluti, che vengono additati via via nei peggiori dei modi (omofobi, oscurantisti, clericoFascisti, fonamentalisti, integristi, parrucconi, bigotti…).
Ebbene, io argomentai che esistono notevoli differenze tra le religioni, ed effettivamente alcune le reputo pericolose: satanismo, kali yuga, particolari tipi di sette pseudoCristiane (riformate o Cattoliche, non faccio differenze), personalismi come Dianetics o altro, massoneria, nazionalsocialismo e comunismo (dove Dio è sostituito da razza e proletariato) ed islàm (per via della Tukyia o dissimulazione lecita), tutte difese a spada tratta dal liberal in questione, non solo destano in me preoccupazione, ma pure me le avvicina al maligno. E sono buono con buddismo, induismo e luteranesimo….

Ma tutto questo non è che una lunghissima premessa, perdonatemi, a quello che vorrei sottolineare in questa mia nuova nota. 
Ovvero, pur sostenendo che si, la ragione ha la possibilità di accostarsi alla Fede, essa, in quanto umana, troppo umana, ha dei limiti. Che la Fede non ha, e che la Fede è in grado di regalarci bellissime “FOLLIE” per nulla pericolose per gli altri.
Siamo splendidamente pazzi, nel credere che una Particola, in ogni suo piccolo pezzetto, ed il Vino, in ogni sua goccia, si trasformino in Vero Corpo e Vero Sangue di Cristo. Siamo completamente irrazionali nel credere alla assoluta Verginità della Madonna. Siamo folli nel credere alla resurrezione dei corpi. Eppure è la stessa meravigliosa follia che animò le Vite Incredibili di tanti Santi che ebbero il dono di un misticismo dovuto ad una Fede più grande della nostra, noi così  spesso troppo pavidi a mostrarci Fieramente Cattolici in una società allo sbando, preda dell’ egoismo/egocentrismo che crede tuttosia lecito in nome di una falsa libertà. 
E’ ora di uscire da quelle Catacombe nelle quali abbiamo permesso che ci confinassero, in nome di queli “lumi” così orgogliosamente figli di quel Peccato Originale così caro a Lucifero, riaffermando che la Vera Vita non è di questo mondo, dove siamo TUTTI miseri e miserabili, con soldi o meno, con ricchezze o meno. Riproponendo così il Vero Messaggio di Cristo nel Vangelo: il peccato, satana e la morte stessa sono vinti, ora e per sempre, che Dio ci ha preparato la Follia delle Follie, il Paradiso Eterno, al quale TUTTI siamo invitati, ma che non accoglierà TUTTI, escludendo coloro che accetteranno compromessi col peccato stesso. 

Sì, siamo NOI CATTOLICI i veri ed autentici Pazzi, e non lo sono i creatori di universi virtuali e spacciatori di internet.
Siamo noi Folli i possibili abitanti di quella Folle Meraviglia chimata Eternità. Decisamente irrazionale.