Aldo Grasso e il doppiaggio "fascista"

Ne leggo una buona dal critico televisivo Aldo Grasso,   su Sette, l’inserto settimanale del Corriere della Sera: il doppiaggio cinematografico sarebbe un retaggio fascista da eliminare, dato che ormai la generazione Erasmus è tutta anglofona. Suppongo che di questo passo, Grasso, sia favorevole anche a veicolare una lezione di cattedra universitaria in Inglese all’università Cattolica del

Cieli sporchi

 
 
 
 
Strana estate, questa estate fatta di cieli sporchi, mai sgombri da nubi basse, incombenti e minacciose, con temperature afose che virano in piogge e che mandano in frantumi la stagione balneare italiana.  La storia di aerei scomparsi in volo, o abbattuti in cielo da vigliacchi stragisti che prima uccidono, poi ritirano la mano per incolpare qualcun altro (false flag)   allo scopo di ottenere comodi “casus belli”, è già letteratura legittimata da prove e  controprove. Sta tramontando (ed era ora), la rassicurante e comoda teoria dei soliti blogger fissati da paranoie “complottistiche” che si divertono a inventare trame da fantascienza. Quando ci sono guerre in  corso, la prima delle vittime è sempre la Verità. E questa è una regola aurea che deve valere anche per gli increduli di professione.

 

La storia degli 88 aerei scomparsi in volo e/o abbattuti da “mani ignote” non è un giallo da leggere comodamente in spiaggia. Ricordiamone solo qualcuno:  da Ustica, al Lockerbie, alla strage di Smolensk nel 2010, dove il Tupolev 154 precipitò  con tutto lo staff presidenziale polacco con a capo Lech Kaczynski , fino al penultimo della Malaysian Airlines, vicenda più attuale e  misteriosa dell’8 marzo 2014 allorché il volo MH370 decollò da Kuala Lumpur verso Pechino, con 239 persone a bordo.  Il relitto non è mai stato trovato e le ricerche sono ancora in corso,  con  le  relative ipotesi tuttora aperte.
Nuovo e ancor più catastrofico bis  di questi giorni (giovedì 17) del Boing 777,  ancora  della Malaysian Airlines (quella Malaysia che condannò il finanziere e speculatore George Soros in contumacia).
Inoltre la Malesia (o Malaysia che dir si voglia)  ha ospitato quel tribunale  che accusa George W. Bush e compagnia, come Israele, di crimini di guerra. Forse è per questo che è presa di mira?
Fino ad arrivare alle quasi 300 vittime olandesi  di pochi giorni fa, coi cadaveri piovuti dal cielo, con tanti misteri che si infittiscono (passaporti intonsi e bottiglie di alcolici intatte). Non sono in grado di fare ricostruzioni scientifiche o parascientifiche, né ipotesi, né controinformazioni. Tanto meno, analisi sulle scatole nere. Ed  è già in atto il rimpallo delle colpe tra le fazioni ucraine contrapposte, ma per ora le ispezioni smentiscono Kiev. Scontato che Obama, da sempre in cerca di  un “casus belli” dovesse dare la colpa alla fazione ucraina russofona e a Putin: era già tutto previsto e  non aspettava altro!
Una cosa è certa: io sto con Putin e la Russia, in queste ore accerchiata da una guerra civile scatenata ad hoc  alle porte di casa sua, dai false flag, da una guerra mediatica di propaganda menzognera e calunniatrice, da provocazioni continue  prima e dopo che è reduce dalla riunione coi BRICS dove si parlava di “dedollarizzazione” e della possibilità di una nuova Banca per staccarsi dal dollaro rapinoso della Fed degli oligarchi usurocrati. Circondato da una Triplice Asse Washington-Bruxelles-Israele che non promette niente di buono per l’Umanità tutta e per la stabilità del mondo intero.
 
Questo Nuovo Ordine Mondiale, difeso ad oltranza dal tristo figuro Napolitano,  si rivela sempre più un poltergeist diabolico di disordine e caos perenne, una macelleria globalizzata che oltre a razziare e saccheggiare risparmi privati, beni veri e tangibili fatti con sacrifici,  nonché libbre di carne dai cittadini di stati non più sovrani, li trascina in disordini e guerre non volute, trasformando il loro  (il mio) bel territorio in un perenne lazzaretto di anime in fuga (Mare Monstrum).
 
Coloro i quali  hanno votato alle recenti europee per Renzi e il suo partito, hanno votato in realtà  per la guerra, per la fame e la miseria,  per la dittatura dell’Euro, per l’immigrazione invasiva, per lo spin mediatico e la manipolazione sistematica delle menti e per il vassallaggio e la sudditanza ad una Nato sempre più assetata di sangue (basta solo ricordare i 180 giorni di bombardamenti alla Serbia del trio criminale D’Alema-Clinton-Blair) di quell’Ulivo mondiale benedetto dall’allora Papa Wojtyla). Cosa non si fa per amore del Bene Universale!
 
Frattanto ci RUBANO  sempre più l’azzurro del cielo italiano, il suo sole, il suo invidiabile clima mite in forza delle modificazioni climatiche, per abituarci a cieli sporchi, cieli ingannevoli  di un’ennesima estate che si fa sempre più  violenta.

Il vaffa della settimana

Non sono per le rubriche fisse che non si riesce mai a rispettare, ma questa mattina al gr1 delle otto hanno lasciato il posto d’onore alla dichiarazione bergogliana di un prelato calabrese. Ovviamente pretendeva che, a spese nostre, si ampliasse mare nostrum. Il vaffa è sorto spontaneo e di cuore. Poi però ho letto che la signorina Pascale ha preteso la istituzione in Forza Italia di un dipartimento sulle cosiddette libertà civili finalizzato alla presentazione di un progetto di legge sulle unioni presunte civili, incluso tra persone dello stesso sesso. Anche qui il vaffa è sorto spontaneo e di cuore. Proclamo pertanto il demerito degno del vaffa paritario per il prelato calabrese e la signorina Pascale, alfieri di due teorie che nuocciono gravemente all’Italia ed agli Italiani tutti.  Entra ne

La Palestina, il Prefetto Mori e la Mafia.

Mentre è in corso la controffensiva di Israele nei territori controllati dai terroristi palestinesi, le tante celebrazioni farlocche che si tengono in Italia per celebrare i troppi caduti tra i Servitori dello Stato, pongono in primo piano il fatto che la Mafia, nelle sue quattro diramazioni, è ancora viva; dormicchia, forse, ma è pronta nuovamente ad espandersi come un cancro. La Mafia organizza i viaggi della morte dei clandestini; la Mafia prospera nello spaccio della morte; la Mafia avvelena le terre con scorie micidiali; la Mafia si insinua al nord nel mercato immobiliare; la Mafia invia ancora troppi adepti nell’ amministrazione statale e politica; la Mafia prospera nel terrore grazie all’ omertà. 
Con questa premessa, è lecito accostare l’ opera di doverosa bonifica del territorio ostile da parte di Israele a quanto fatto positivamente in Sicilia dal Prefetto Cesare Mori durante il Ventennio. A cui riuscì di sconfiggere la Mafia con metodi che a qualche anima candida potrebbero far storcere il naso, ma che si rivelarono efficaci. 
La Mafia è terrorismo odioso, esattamente come Hamas. La Mafia governa un controstato grazie alla paura omertosa, esattamente come Hamas. La Mafia ruba, esattamente come Hamas. La Mafia si infiltra nella religione, come abbiamo visto recentemente, esattamente come Hamas. La Mafia mira a distruggere lo Stato, esattamente come Hamas vorrebbe distruggere Israele.
Dunque, per non continuare a piangere altre vittime della Mafia in Italia, l’ unico modo è ripristinare i metodi vincenti del Prefetto di Ferro, oggi ripresi da Israele: arrestare e deportare i capi mafiosi; abbattere con i bulldozer le case e le proprietà dei mafiosi. Deportare i parenti conniventi. Creare un clima in cui si capisca che eventuali nuove azioni terroristiche darebbero inizio ad ulteriori inasprimenti delle misure repressive. 

“Chi sollecita il vostro perdono mira soprattutto a disarmare il vostro spirito ed a sopire la vostra diffidenza per colpire ancora meglio.”  Cesare Mori

Un Travaglio lungo per un parto finito male…

Come sapete quasi tutti (o dovreste saperlo…) non ho mai votato Berlusconi.
Però dovreste sapere tutti che mi è sempre stato simpatico, nonostante alcune cantonate (tipo quando scelse Fini invece che la Destra. Oppure quelle recenti di apertura a Renzi e pederasti). L’ ho spesso difeso. Ultimamente è mal consigliato da pascalina e checchi pavoncello.
Però vedere le reazioni becere di Travaglio, Santoro, Lerner, Guzzanti e sodali mi riempie il cuore… SSC Sono sempre comunisti….

Combattere l’immigrazione

In vacanza è più facile ascoltare la radio, anche se ci sono troppe canzonette in giro.
Ci sono anche trasmissioni di informazione, come Prima di tutto , Radio anch’io, la radio ne parla, che ci dicono dove tira il vento del conformismo e della piaggeria verso i potenti di turno.
Ce lo dicono con gli argomenti scelti e con gli ospiti in studio o in collegamento.
Adesso che i comunisti sono al governo c’è una autentica orgia di loro esponenti , ai quali, quasi sempre, si affiancano i grillini e parlamentari di Forza Italia “ortodossi”.
Qualche spolveratina di Ncd, Lega , Sel per salvare la faccia.
Gli argomenti, invece, sono tutti indirizzati a costruire l’altarino per Renzi ed a magnificare le iniziative italiane, le peggiori.
Mercoledì a radio anch’io si parlava di immigrazione, con la giornalista che immagino dalla lacrima tremula che parlava dei bambini clandestini, nel 65% dei casi non accompagnati.
Si scervellava a far parlare tutta una pletora di buonisti politicamente corretti che pensavano ad “accogliere”, istruire, nutrire, affidare, queste persone (oltre diecimila dall’inizio anno, dicevano, di cui settemila non accompagnati) ma nessuno che dicesse: a spese di chi ?
Il costo immenso di questa “accoglienza” boldrinian-bergogliana ricade però sulle nostre tasche.
E’ parte della Tari, della Tasi, dell’Imu che abbiamo pagato o che dovremo pagare entro ottobre e dicembre.
E’ parte di quell’ignobile aumento delle tasse sui risparmi al 26% dal primo luglio (la Camusso non si era spinta a chiedere oltre il 25% !!! E nessuno mi venga a dire che Renzi non è un comunista della peggior risma !).
E’ parte di quella manovra da 25-30 miliardi che, pare ormai certo avendolo ammesso persino Stefano Fassina, Renzi ci imbonirà in autunno-inverno.
E’ parte di quell’esproprio dei nostri risparmi che Renzi ha messo sul piatto per dire che il debito PUBBLICO italiano è appena un quarto delle ricchezze PRIVATE degli Italiani.
Ci costerebbe molto, ma molto meno se usassimo la già dispiegata forza militare aereonavale per respingere i barconi riportandoli ai porti di partenza.
Ci costerebbe molto, ma molto meno se invece di tenere missioni militari all’estero, usassimo l’esperienza acquisita dai nostri Militari per rastrellare il territorio, mettendolo in sicurezza con la cattura e l’espulsione (materiale, non con semplice foglio di via) dei clandestini che già sono presenti sulla nostra terra.
Ci costerebbe molto meno mandare derrate alimentari e medicine nei campi profughi in Africa e Asia.
Questo è ciò che si chiederebbe ad uno stato serio, perchè è la ragione stessa della sua costituzione, del perchè un gruppo di persone, i cittadini, si sono uniti, rinunciando ad una parte del loro denaro e della loro sovranità, per godersi meglio e in maggior sicurezza la restante parte.
Ed è esattamente questo che lo stato italiano, oggi più che mai, non offre ai suoi cittadini.
Che prima o poi dovranno rassegnarsi a prendere direttamente in mano la questione, vistoche sono lasciati soli da chi, invece, dovrebbe occuparsene.

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Il dividendo

L’assoluzione piena ottenuta da Berlusconi nel processo di appello per il “caso” Ruby è il primo dividendo personale che il Cavaliere consegue dopo la sua gaia svolta renziana.
L’assoluzione rinforza il patto del Nazareno e mette all’angolo gli esponenti di Forza Italia critici verso l‘esproprio al Popolo del diritto di eleggere il senato e una legge elettorale che sembra uscita da Villa Baruzziana (il vecchio “ospedale dei matti” di Bologna).
Berlusconi merita il dividendo che lo ripaga, in minima parte, delle persecuzioni subite, anche se continua ad essere sotto tiro a Bari e Napoli e, se sgarra, faranno presto a ricominciare.
Ma questa legittima e umana comprensione non può farci dimenticare che, per conseguirla, il Cavaliere ha dovuto rinunciare alla battaglia di venti anni, aprendo le porte ai Cavalieri dell’Apocalisse interpretati da Renzi e dalle sue “riforme” che ci porteranno meno libertà rappresentativa, più immigrati, più tossici per le strade, più decadenza morale e tante, tantissime tasse, quindi meno Libertà tout court.
Non dubito che Berlusconi, dopo questa sentenza, si sentirà ancor più legato al bulletto fiorentino, ma non dubito neppure che tanti suoi antichi elettori non si sentiranno più legati a lui.
E siamo in attesa di un nuovo Leader che sappia rappresentarci e dare corso ad una nuova battaglia per il senato elettivo, per il presidenzialismo e una legge elettorale di immediata comprensione, ma, soprattutto, che combatta l’immigrazione, ci faccia uscire dall’euro, tenga in galera tossici e rapinatori, rispetti la Famiglia come nucleo fondamentale della società civile, abolisca le tasse sulla casa, riduca le aliquote irpef e le tasse sui risparmi.
E che asfalti l’attuale sistema giudiziario che, con le sue sentenze contraddittorie e opposte con le stesse prove e fatti (non solo Berlusconi, ma anche Garlasco, Perugia etc.) non può evidentemente essere semplicemente riformato ma totalmente rifatto ex novo.
Chi saprà rappresentare tutto questo sarà l’erede riconosciuto di Berlusconi, al quale auguro una serena, lunga e felice vecchiaia.

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L’ennesimo sproloquio della miracolata madonna boldrini

Immigrati, la Boldrini nega l’evidenza: “Nessuna invasione”. La presidente della Camera: “Dobbiamo prendere esempio dall’Africa” di Giovanni Corato

Sulle coste siciliane continuano gli sbarchi (solo ieri sono state soccorse in mare oltre 1500 persone), i centri di accoglienza sono ormai al limite, ma per Laura Boldrini non si tratta di “emergenza”. “In Italia si parla di emergenza quando arrivano alcune migliaia di rifugiati e di migranti. Si parla di invasione quando i rifugiati che qui vivono sono 78mila”, ha detto oggi in occasione del “Nelson Mandela Day”, “L’Africa ne ospita circa 14 milioni. In uno Stato fragile con una popolazione di dodici milioni di persone,  come il Ciad, hanno trovato rifugio quasi mezzo milione di persone. E, dunque, è dall’Africa che dobbiamo imparare, è all’Africa che dobbiamo guardare quando parliamo di ospitalità, di generosità, di responsabilità”. Aprendo il seminario parlamentare con gli ambasciatori in Italia degli Stati africani, la presidente della Camera osserva: “È all’Africa che dobbiamo guardare, anche perchè il 22% (oltre un quinto) dei migranti residenti in Italia proviene da questo continente e nelle nostre scuole vi sono bambini con storie e radici italo-africane. Infine, è all’Africa che dovremmo guardare per ridare nuovi orizzonti alle nostre economie, avviluppate da troppo tempo nella spirale recessiva. Appena il 5% delle esportazioni italiane è destinato al continente africano ed in Africa giunge solo il 7% dei nostri investimenti. L’enorme disparità rispetto all’attivismo di altri Paesi, soprattutto emergenti, è lampante. Perfino negli Stati cui siamo legati dalla vicinanza geografica o da vincoli storici, come quelli dell’Africa settentrionale o del Corno, i nostri imprenditori sono poco presenti, lasciando spazio a quelli di altri paesi”.

Intesa, Mps e Unicredit

Intesa, UniCredit e Mps battono cassa da Draghi. Chiederanno alla Bce 34 miliardi. Le maggiori banche italiane ricorreranno a piene mani alle iniezioni di liquidità decise dall’Eurotower in giugno e subordinate alla concessione di prestiti all’economia reale. Ghizzoni e Viola hanno chiesto, per ora in via informale, 14 e 6 miliardi. Mentre Carlo Messina ha fatto sapere che ne prenderà 13. E li girerà ai clienti solo “parzialmente”

Fino a 34 miliardi di euro. È la cifra che le banche italiane chiederanno alla Banca centrale europea nel quadro della maxi-iniezione di liquidità decisa da Mario Draghi il 5 giugno. Gli amministratori delegati di UniCredit e Mps, Federico Ghizzoni e Fabrizio Viola, hanno già fatto le loro richieste informali, pari rispettivamente a 14-15 miliardi e 6 miliardi. Mentre il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, giovedì ha fatto sapere di voler battere cassa per circa 13 miliardi. La prima tranche arriverà già a settembre, quando è prevista la prima delle due aste per complessivi 400 miliardi con l’obiettivo finale di aumentare il flusso dei crediti all’economia reale dell’Eurozona.

“Abbiamo intenzione di ricorrere ai Tltro (Targeted longer-term refinancing operations, cioè appunto l’immissione di liquidità negli istituti condizionata ai prestiti a famiglie e imprese, ndr) della Bce per altri 13 miliardi e il beneficio di questi verrà parzialmente girato sui nostri clienti”, ha detto Messina durante la presentazione di un accordo con Confindustria. Solo “parzialmente”, dunque, nonostante i nuovi prestiti con scadenza a 4 anni e tassi di interesse molto favorevoli siano stati studiati apposta perché le banche li utilizzino per fare prestiti. E non, come accaduto dopo l’operazione di rifinanziamento da oltre 1000 miliardi varata tra 2011 e 2012, per riempirsi di titoli di Stato o rifinanziare obbligazioni in scadenza. Peraltro le banche italiane, al contrario delle concorrenti europee, devono ancora restituire all’Eurotower gran parte di quei fondi. Solo Intesa ha chiuso i conti con Francoforte, ma convertendo una parte dell’ammontare residuo in strumenti di finanziamento con scadenza più ravvicinata.

Intanto, sempre da Francoforte sono arrivate nuove indicazioni in vista dell’asset quality review e degli stress test sulle 128 grandi banche dell’Eurozona. La Bce ha fatto sapere che gli istituti che hanno ammanchi nei bilanci avranno solo due settimane di tempo, in autunno, per preparare un piano finalizzato a trovare i fondi necessari.