Illegalità

Il vescovo di Roma pro tempore si è recato a Caserta per portare speranza contro l’illegalità che ferisce quella terra. Nella medesima circostanza ha però insistito sul presunto dovere di accogliere i clandestini che altri non sono che soggetti che entrano illegalmente in uno stato (anche se per colpa della sinistra non ha più – per ora ! – la natura di reato). Esiste forse una illegalità “buona” ed una “cattiva” ? E chi lo stabilisce e perchè ?

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Non sono schizzinoso, ma …

Berlusconi insiste nello scrivere lettere per sollecitare la riunificazione di quelli che lui chiama “moderati”. Io non mi sento molto moderato, ma se gli piace il termine non mi metto a fare battaglie formali. Ugualmente non sono schizzinoso verso le persone. Vengano Alfano, Casini, la Di Girolamo, Lupi e i traditori antichi e recenti. Adesso che li conosciamo, sappiamo anche come difenderci. Ma quel che conta è: riuniamoci, ma per fare cosa ? Se fosse per difendere l’indifendibile mare nostrum di Renzi e Alfano, no grazie. Se fosse per accontentare gli omosessuali con la svolta gaia del Cavaliere al seguito della signorina Pascale, no grazie. Se fosse per accettare un senato di oligarchi della casta, nominati da loro stessi al loro interno, no grazie. Se fosse per restare sudditi di Frau Merkel e della consorteria europea, no grazie. Se fosse per realizzare una legge elettorale confusa, macchinosa e con il doppio turno, no grazie. Ha ragione la Santanchè. Non ci si riunisce tanto per fare una briscola, non ci si riunisce per un nome, ma ci si riunisce su un progetto, su un programma, su una visione, su Valori. Non sono schizzinoso sulle persone o sulle definizioni, ma solo su quello che si vuol realizzare.
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Kyenge e il leghista

Un paio di commenti: “Una delle pochissime cose positive che riconosco a Renzi è quella di aver buttato fuori questa signora dal governo cancellando anche un ministero che era un’autentica provocazione per i cittadini.Kyenge non può certo lamentarsi degli italiani visto il super strapuntino graziosamente concessole in europa.Ma questa signora resta un’autentica nullità,l’esempio vivente del razzismo alla rovescia,denari e privilegi ottenuti solo grazie al colore della pelle”.

“35 mila ero al mese da parlamentare europea non bastano?”

“Penso e spero che, almeno in ambito privato, possano tranquillamente esprimersi i propri convincimenti senza timore di incorrere in censure ad opera di quelle anime candide dei nostrani moralisti sinistrorsi e/o baciapile …”

“il razzismo alla rovescio non è punito…stranezze della politica nell’a,d,2000”

Kyenge, leghista condannato. Dovrà risarcire anche associazioni tutela diritti. Nel luglio del 2013 Paolo Serafini, 52 anni, entrato in consiglio circoscrizionale di Trento con la Lega Nord (poi finito nel gruppo misto), insultò il ministro. Per la diffamazione aggravata dall’odio razziale il giudice ha deciso una multa 2500 euro oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno morale in favore delle associazioni che ci sono costituiti parti civili di Marco Zavagli

In attesa della pronuncia dei rispettivi tribunali sui casi di Roberto Calderoli e del suo collega di partito Fabio Ranieri, segretario della Lega Nord in Emilia-Romagna, per le offese all’ex ministro Cècile Kyenge, a Trento è stata emessa una sentenza che potrebbe far giurisprudenza. Oltre alla condanna per diffamazione aggravata dall’odio razziale, l’imputato è stato condannato anche a risarcire le associazioni che si erano costituite parte civile. La storia nasce anch’essa su Facebook. Nel luglio del 2013 Paolo Serafini, 52 anni, entrato in consiglio circoscrizionale di Trento con la Lega Nord (poi finito nel gruppo misto), sull’onda della polemica innescata giorni prima da Calderoli, dedica alla Kyenge un pensiero tutt’altro che ovattato: “Dopo l’insulto di Calderoli la ministra che continua a dire che l’Italia non è un paese razzista dichiara di ricevere ogni giorno, soprattutto online, minacce di morte. Ma cosa pensava di trovare questa in Italia? Forse di essere accolta e di trovare il plauso della nazione? […] Prenda atto la ministra che ovunque si muove viene fischiata e insultata. Ci sarà un perché! Rassegni lei le dimissioni e se ne torni nella giungla dalla quale è uscita”. A corollario ‘geografico’ delle frasi ecco comparire anche un serie di foto di scimmie. Quanto basta per spingere un consigliere del Pd a presentare un esposto in procura, dal quale è partita la denuncia della procura trentina e quindi il processo, che si è concluso lo scorso 15 maggio. La difesa aveva sostenuto che l’imputato avesse pubblicato il post nella convinzione di renderlo visibile solo agli “amici” di Facebook. In subordine aveva cercato di far valere il principio costituzionale della libera manifestazione del pensiero. Ma il tribunale ha ritenuto che “il limite della continenza sia stato superato” e che piuttosto che diritto di critica, nel caso di specie si possa parlare solo di “un attacco personale gratuito all’ex ministra, lesivo della sua dignità morale, nel solco di quello espresso a livello nazionale da eminente uomo politico nei giorni precedenti” (leggi Calderoli). Quanto alla frase “se ne torni nella giungla dalla quale è uscita”, si possono dire “integrati gli estremi dell’aggravante dell’odio razziale”.

Ora sono state depositate le motivazioni della sentenza, con la quale il giudice collegiale (a fronte della richiesta di 8 mesi di reclusione avanzata dal pm) condanna Serafini a 2500 euro di multa oltre al pagamento delle spese processuali. Ma soprattutto, qui l’inedita appendice, lo condanna al risarcimento del danno morale in favore della parti civili (le associazioni Arci e Anpi del Trentino, l’Associazione Nazionale Giuristi Democratici, l’Associazione stati giuridici per l’immigrazione, l’Associazione trentina Accoglienza stranieri). Nel determinare l’entità del danno i giudici tengono conto del “criterio della gravità della condotta” e della “lesione di un bene di primaria rilevanza costituzionale”: in sintesi 2000 euro per ognuna della parti costituite, più spese legali.

ALLE ORIGINI DELL’ ODIO PALESTINESE. Hebron, 1929.

La degenerazione di una violenta protesta araba contro le continue immigrazioni di Ebrei ha lasciato un segno indelebile nel 1929 nella città di Hebron, dove risiedeva già da secoli un’antichissima comunità Isreaelita. Nell’agosto di quell’anno folle di arabi attaccarono gli Ebrei in tutta la regione. Nella Tomba dei Patriarchi (dove secondo la tradizione sono sepelliti Abramo, Isacco e Giacobbe) furono uccisi circa 65/68 ebrei, tra cui anche donne e bambini. Centinaia di donne furono violentate. Molti dei loro corpi furono mutilati nelle loro case. Alcuni trovarono rifugio presso alcune case arabe, che arrivarono ad ospitarne anche decine, altri in una stazione della polizia britannica. I disordini si diffusero anche a Gerusalemme, dove alla fine delle violenze gli ebrei di Hebron furono costretti a trasferirsi. I 34 poliziotti arabi presenti disertarono, lasciando solo il poliziotto britannico in città, il vice-Ispettore Raymond Cafferata e un solo ufficiale anziano ebreo. Caffarata chiese rinforzi che non giunsero fino a mezzogiorno – cinque ore più tardi – quando 6 poliziotti britannici affrontarono i cecchini e tolsero l’assedio.
Cafferata più tardi testimoniò che:

« Sentendo urla in una stanza, salii per una sorta di galleria e vidi un arabo nell’atto di mozzare una testa di un bambino con una lama. Lo aveva già colpito e gli stava vibrando un altro colpo ma, vedendomi, tentò di colpire me; era praticamente davanti al mio fucile e io lo colpii al basso ventre. Dietro di lui c’era una donna ebrea immersa nel sangue, con un uomo che riconobbi essere un poliziotto arabo di nome ʿĪsā Sharīf di Jaffa, in abiti borghesi. Stava sopra la donna con un pugnale nella sua mano. Mi vide e scappò in una stanza chiusa e tentò di colpirmi gridando in lingua araba: “Vostro Onore, sono un poliziotto”. … Entrai nella stanza e gli sparai”. »

In una settimana di scontri, 133 ebrei rimasero uccisi. 
L’Alto Commissario britannico in Palestina avvertì il Governo inglese che “il profondo odio latente degli arabi nei confronti degli ebrei si è manifestato in tutti i luoghi della regione”.

ALLE ORIGINI DELL’ ODIO PALESTINESE. Hebron 1929.

La degenerazione di una violenta protesta araba contro le continue immigrazioni di Ebrei ha lasciato un segno indelebile nel 1929 nella città di Hebron, dove risiedeva già da secoli un’antichissima comunità Isreaelita. Nell’agosto di quell’anno folle di arabi attaccarono gli Ebrei in tutta la regione. Nella Tomba dei Patriarchi (dove secondo la tradizione sono sepelliti Abramo, Isacco e Giacobbe) furono uccisi circa 65/68 ebrei, tra cui anche donne e bambini. Centinaia di donne furono violentate. Molti dei loro corpi furono mutilati nelle loro case. Alcuni trovarono rifugio presso alcune case arabe, che arrivarono ad ospitarne anche decine, altri in una stazione della polizia britannica. I disordini si diffusero anche a Gerusalemme, dove alla fine delle violenze gli ebrei di Hebron furono costretti a trasferirsi. I 34 poliziotti arabi presenti disertarono, lasciando solo il poliziotto britannico in città, il vice-Ispettore Raymond Cafferata e un solo ufficiale anziano ebreo. Caffarata chiese rinforzi che non giunsero fino a mezzogiorno – cinque ore più tardi – quando 6 poliziotti britannici affrontarono i cecchini e tolsero l’assedio.
Cafferata più tardi testimoniò che:

« Sentendo urla in una stanza, salii per una sorta di galleria e vidi un arabo nell’atto di mozzare una testa di un bambino con una lama. Lo aveva già colpito e gli stava vibrando un altro colpo ma, vedendomi, tentò di colpire me; era praticamente davanti al mio fucile e io lo colpii al basso ventre. Dietro di lui c’era una donna ebrea immersa nel sangue, con un uomo che riconobbi essere un poliziotto arabo di nome ʿĪsā Sharīf di Jaffa, in abiti borghesi. Stava sopra la donna con un pugnale nella sua mano. Mi vide e scappò in una stanza chiusa e tentò di colpirmi gridando in lingua araba: “Vostro Onore, sono un poliziotto”. … Entrai nella stanza e gli sparai”. »

In una settimana di scontri, 133 ebrei rimasero uccisi. 
L’Alto Commissario britannico in Palestina avvertì il Governo inglese che “il profondo odio latente degli arabi nei confronti degli ebrei si è manifestato in tutti i luoghi della regione”.

Perchè stare con Israele, II°

Sto solo cercando di recuperare i rapporti interrotti con un grande popolo. Con molta gente che al tempo credette nel Fascismo come Reazione Controrivoluzionaria. Gli Ebrei sono per Tradizione fondamentalmente e culturalmente di Destra.
Mi dovete avvertire che posso trovare in circolazione tipi divertenti… capaci di credere alle versioni in rete del Talmud ! Peraltro riscontrabili in siti nazionalsocialisti o di fondamentalisti islamici ? Con fole di violenze sessuali, pederastie e pedofilie che fanno ridere. Che conosco da anni, farloccate da bigino dell’ antisionismo/antisemitismo da operetta. Che marciano pari pari con l’ odio sparso ai tempi dello Zar con quella ignobile baggianata dei Protocolli dei Savi di Sion. Dunque, prima di parlare di Talmud, bisognerebbe spendere una bella sommetta e procurarsene uno cartaceo in inglese o francese (io ce l’ ho in questa lingua…). In Italiano non esiste. Per chi non abbia disponibilità economica o pazienza, consiglio il breve compendio di Abraham Cohen edito da Laterza.
 Non mi vengano poi a dire le solite frasi tipo “l’ antisionismo non è antisemitismo”. Storie: sono un Revisionista che mi faccio un mazzo tanto dal 2000 per riallacciare i rapporti tra Destra ed Israeliti. Ma poi mi vengono i soliti negazionisti, e mi cancellano anni di ricerche.


Perchè stare con Israele, I°

Mi è stato chiesto il perchè io appoggi Israele.
Queste alcune motivazioni…

1)Oltre al fatto che siano i Nostri Fratelli maggiori, pur con tanti loro errori (ma chi è immune, Pilato ? Nerone ?), sono depositari del tradizionalismo. La loro vita è pervasa dalla Tradizione.
2) Sono conseguentemente Reazionari, tant’è che molti parteciparono alla Marcia su Roma. 
3) Sono indubbiamente intelligenti. 
4)Con la tragedia della Shoah abbiamo regalato per anni un Popolo Tradizionalista alla sinistra. 
5)Alleati della Falange Cristiana quando anche i franzosi abbandonarono i Cristiani del Libano. 
6) Golia.
7)Le imprese terroristiche per il mondo, Italia compresa (Strage di Bologna in testa…) di quel Al Fatah del pederasta Arafat supportato dal boia Ceausescu e quelle di Hamas ed altri gruppi. 
8) Le sciocchezze demenziali dei Negazionisti che inficiano il lavoro dei Revisionisti 
9)Il mio odio per il nazionalsocialismo ma il mio grande amore per il popolo austro-tedesco 
10)Ultima e prima, la Shoah. 

Credo basti ed avanzi.

Notizie sparse

Lo staff di Angelino Alfano mi ha bannata dal suo facebook. Eppure, non sono nè stata volgare e nè offensiva. Ma tant’è che vigliacchi simili, aprono le pagine facebook o quelle di twitter e se la pensi diversamente da loro, ti bannano. Che le aprono a fare se non vogliono sentirsi dire la verità? L’altro sempre attaccato ai social nel mentre ci tassa e ci tartassa ed emula Mussolini è l’ebetino, aggiungo io, autistico bimbominkia, si inventa hashtag, accoglie clandestini e se ne frega degli italiani e, oltretutto, per farci credere che ha ancora una maggioranza, si premura di porre una nuova fiducia ad un maxiemendamento per servire i suoi amici. Poi, scopriamo che nelle marche, ci sono 42 porci consiglieri che hanno mangiato e mangiato e mangiato… eh, ma si sa, i moralmente superiori mangiano diversamente. Hanno fiducia nella giustizia. Poi, di notizie ce ne sarebbero molte altre. Una su tutte, nel mio paesello d’origine di 2300 anime, sono arrivati a sorpresa e senza alcun preavviso, 10 clandestini che loro chiamano profughi. Il comune, ha donato loro gli appartamenti pubblici. Ieri hanno pensato bene di riunirsi ad altri extracomunitari in un paese vicino. E’ chiaro che tra spacciatori si conoscono… i carabinieri li hanno riportati al paesello.

Gli ultimi giapponesi

Ne Il Resto del Carlino di ieri, a pagina 12, è apparso un commento di Gabriele Canè intitolato, appunto, “Quegli ultimi giapponesi” , con il quale si criticava chi si opponeva alle presunteriforme” di Renzi sul senato e la legge elettorale.
Sempre ieri su Libero il direttore Maurizio Belpietroattaccava chi si opponeva alle presunteriforme” renziane del senato e della legge elettorale, accusandoli (ci, perché mi ci metto a pieno titolo anche io) di fornire assist al modello di Pittibimbo insediatosi a Palazzo Chigi.
Canè (è stato anche candidato del Centro Destra per la presidenza della regione Emilia Romagna ed ha anche un passato di giornalista de Il Giornale quando Montanelli tentò lo sfortunato sbarco a Bologna) e Belpietro sono due giornalisti che non hanno certo debolezze verso la sinistra e la loro posizione è ancor più pericolosa di tutte le chiacchiere del parolaio toscano.
Particolarmente grave è l’affermazione di Canè che sminuisce l’importanza politica e morale del sistema di elezione del senato.
Il giornalista del Carlino si e ci chiee infatti se “Vi sembra possibile, ad esempio, che sia tanto rilevante il metodo di elezione dei nuovi senatori (diretto o indiretto)…?”.
Sì che è rilevante, eccome.
E’ la differenza tra una democrazia ed una oligarchia in questo caso composta da burocrati, neppure una aristocrazia composta dai migliori !
Prosegue il Canè domandando se “Vi sembra he possano ritenere vitale la volontà dei cittadini, dei parlamentari scelti solo dalla volontà delle segreterie?”.
A parte i refusi che rendono criptico il pensiero che, probabilmente, voleva dire quale volontà può essere attribuita alla scelta dei cittadini se i parlamentari vengono scelti dalle segreterie dei partiti, la risposta è ancora una voltà sì, perché se è sbagliato il sistema di reclutamento all’interno dei partiti (ma i partiti siamo noi, se non ci iscriviamo ecco che abbiamo la pappa pronta cotta da chi invece si è attivato) è comunque un diritto inalienabile dei cittadini votare per i propri rappresentanti e a nulla vale dire che i senatori di Renzi sarebbero eletti da chi noi abbiamo eletto, ma noi abbiamo votato per regioni e comuni in base ad altre motivazioni, parzialmente differenti da quelle che muovono una elezione nazionale, quindi è un modo per sopraffare la volontà popolare.
Renzi, con le sue chiacchiere, si dimostra non autorevole, ma autoritario, un autentico prepotente che, pestando i piedi per terra,  minaccia le elezioni se non ottiene il gelato (le presunte “riforme” peggiorative costituzionali).
Ma, dicono, bisogna dare un segnale che l’Italia si muove verso le riforme.
Certo, ma non bisogna dar corso a pessime riforme che espropriano il Popolo e favoriscono la nascita di una oligarchia di potere sovietizzante.
Si facciano riforme serie.
Si abolisca il senato tout court.
Si aboliscano le province tout court (io sarei piuttosto per abolire le regioni).
Si riducano i parlamentari, ma TUTTI eletti dai cittadini.
Si approvi una legge elettorale semplice, preferibilmente un maggioritario secco all’inglese o un proporzionale con premio di maggioranza a livello nazionale di coalizione o di partito, ma senza alcun ballottaggio che farebbe solo rivivere l’Italia bizantina del mercato delle vacche per il voto al secondo turno.
E, soprattutto, si riformi il fisco e si riducano draconianamente tasse e spese dello stato.
Ma una riforma purchessia, soprattutto quando favorisce una oligarchia di burocrati, non serve, anzi è dannosa.
E, quindi, viva gli ultimi giapponesi che resistono (sia pur per interesse personale, ma qualcuno che abbia una spinta ideale ci sarà pure !) e che ne rallentano il cammino, anche a costo di andare al voto con l’attuale legge deturpata dalla corte costituzionale.
Se, poi, Renzi rinunciasse alla pregiudiziale del senato non elettivo, allora si riaprirebbe un altro panorama, con riforme che possono essere realmente tali e che quindi richiederebbero la più ampia condivisione possibile.
Altrettanto dicasi per la legge elettorale che non può essere quella uscita dalle sedute (psichiatriche) che hanno partorito un sistema a quatto soglie più il ballottaggio.
Sì, quegli ultimi giapponesi siamo noi che riteniamo il Popolo Sovrano e non suddito di una oligarchia e nel dire la verità, denunciando il tentativo autoritario di Renzi, non gli forniamo alcun assist, perché anche un bambino comprenderebbe che nessuna riforma è meglio di “riforme” che peggiorano la situazione esistente.

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La democrazia secondo Matteo

Pur di accelerare l’esproprio al Popolo del diritto ad eleggere i senatori, Renzi impone di tagliare i tempi di discussione.E’ la democrazia secondo Matteo che sa benissimo che in autunno dovrà estorcerci altri soldi e allora prepara la mordacchia per tutti.E qualcuno pensa ancora che non sia in atto. Una svolta illiberale e?Entra ne