Bitonci e il ramadam

Ramadan, Bitonci minaccia multe. E sugli arrivi di profughi a Padova: “Scopi politici”. Il neo sindaco legista per andare contro la concessione (decisa prima della sua elezione) di una palestra all’Associazione Marocchina di Padova ha ricordato che “esiste un regolamento sull’utilizzo delle sale pubbliche, per la disciplina delle attività rumorose e la somministrazione di cibo o bevande”. Dura anche la posizione sui migranti salvati con l’operazione Mare Nostrum: “L’arrivo di altri profughi lancia un sospetto: che le destinazioni vengano disposte ad orologeria” di Raffaele Rosa

Ramadan, il digiuno islamico, questo “disconosciuto”. Almeno secondo il pensiero del neo sindaco di Padova Massimo Bitonci (Lega) che a pochi giorni dal suo insediamento a primo cittadino della città del Santo ha subito voluto marcare il territorio. E lo ha fatto a modo suo, con uno di quegli annunci che ricordano lo stile già adottato ai tempi dell’esperienza da sindaco di Cittadella. Il niet lanciato proprio alla vigilia dell’inizio del periodo sacro voluto dal Corano riguarda l’annuncio dell’amministrazione padovana targata Bitonci di non avere più alcuna intenzione di riconoscere autorizzazioni per effettuare le celebrazioni del Ramadan nelle palestre comunali. Il tutto per andare contro una decisione che era stata presa il 5 giugno (quindi poco prima del cambio di guida della città, Bitonci è diventato sindaco il 9 giugno) dall’ex sindaco reggente Ivo Rossi e dall’ex assessore Umberto Zampieri che avevano concesso all’Associazione Marocchina di Padova la “Palestra Giotto” per il periodo dal 29 giugno al 28 luglio, cioè il mese del Ramadan. Ai musulmani padovani, però, il sindaco leghista ha promesso di vegliare su di loro. “Esiste un regolamento sull’utilizzo delle sale pubbliche, per la disciplina delle attività rumorose e la somministrazione di cibo o bevande. Qualora venissero accertate trasgressioni da parte del personale della Polizia Locale addetto ai controlli, compresi il disturbo delle quiete pubblica o problematiche legate alla sicurezza, provvederemo alla revoca immediata della concessione”. Come dire al primo sgarro vi caccio fuori e non ci saranno preghiere o digiuni che tengano.

In Veneto l’operazione Mare Nostrum porterà altri 778 migranti in fuga dall’Africa. Anche a Nordest, a Padova in particolare, le strutture sono già piene. E Bitonci non ha alcuna intenzione di accogliere altri profughi. “Passate le elezioni, a Padova sono arrivati 30 richiedenti asilo. Secondo la Prefettura 10 di loro si stabiliranno in città, presumibilmente anche nella Casa a colori di via del Commissario, nello stesso stabile già distrutto da precedenti ospiti – spiega lo stesso Bitonci sul suo sito internet – È bene ricordare che, nel gennaio 2013, dei richiedenti asilo hanno preso in ostaggio quattro cittadini italiani e dato vita ad una vera e propria rivolta. L’arrivo di altri profughi, a pochi giorni dall’insediamento della nuova Amministrazione, lancia un sospetto: che le destinazioni vengano disposte ad orologeria, secondo un preciso scopo politico. In questo caso quello di indebolire il consenso della nuova squadra che governa Padova. Di fronte a questa emergenza – aggiunge ancora – fatti salvi i diritti costituzionali che valgono per tutti, ci impegneremo perché i nuovi ospiti siano censiti e monitorati, per distinguere chi ha bisogno di aiuto per un periodo strettamente limitato all’emergenza, da chi è arrivato qui con altre intenzioni”.

Quello che si annuncia come un rapporto difficile tra Bitonci e una certa parte della città di Padova riguarda anche il pugno di ferro che la Giunta Bitonci sta usando in città contro l’accattonaggio, la prostituzione e per combattere la microcriminalità. Anzi, proprio venerdì mattina al sindaco padovano e al suo assessore alla sicurezza Maurizio Saia è piovuta addosso una denuncia per istigazione a delinquere presentata in Procura da alcuni gruppi di attivisti sociali tra cui Razzismo stop, Beati i Costruttori di Pace, Giuristi democratici, Avvocati di strada, Antigone, Altra Agricoltura e Bio Lab. I fatti riguardano alcune dichiarazioni dell’assessore Saia che parlando di mendicanti, prostitute e venditori abusivi aveva invitato gli agenti di polizia municipale a “portarli al comando, procedere con il fotosegnalamento, fare un verbale e tenerli li il più a lungo possibile. Devono perdere la giornata di “lavoro”, perché questo è il deterrente”. Risultato, palazzo Moroni, sede del Comune, assediato dagli attivisti dei centri sociali del Nordest. Il Ramadan, intanto, va avanti. E l’estate padovana si fa sempre più calda.

La cgil a favore del ramadam

Il Ramadan nel Nordest rallenta l’economia. La Cgil di Treviso stila un prontuario per tutelare i lavoratori musulmani durante il mese di digiuno religioso di Luca Romano

A Treviso ce ne sono 30mila, in tutto il Veneto 180mila. Parliamo dei lavoratori musulmani. Quando arriva il Ramadan, il mese di digiuno religioso, per queste persone aumentano le difficoltà. E così, la Cgil di Treviso ha pensato bene di stilare una sorta di vademecum per tutelare la salute dei lavoratori. Dalle pause più lunghe ai turni meno pesanti. L’assessore veneto al Lavoro, Elena Donazzan, a Libero spiega: “Siamo in Italia e la produttività non può essere condizionata per 30 giorni di fila da precetti religiosi”.

Ma il bimbominkia non ha messo altre tasse, eh!

L’ultima tassa occulta di Renzi. Nel decreto legge sulla PA è nascosto il rincaro del balzello per intraprendere un processo o fare un ricorso di Domenico Ferrara

Se Mario Monti era il tassator cortese, Matteo Renzi si potrebbe definire un tassatore occulto. A pomposi annunci di tagli alle spese e di bonus sono corrisposte nuove imposte celate nel ginepraio di articoli, commi e decreti legge. Non bastavano le accise sui carburanti, i rincari su smartphone e tablet, quelli sulle sigarette, l’aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie e il taglio di alcune agevolazioni fiscali. Adesso, l’ultima trovata dell’esecutivo è nascosta nel decreto Legge del 24 giugno n.90, precisamente all’articolo 53. Trattasi del contributo unificato, ossia un’imposta che colui che vuole accedere alla giustizia deve pagare per ciascun grado di giudizio nel processo civile (compresa la procedura concorsuale e di volontaria giurisdizione), nel processo amministrativo e in quello tributario. Cosa ha fatto Renzi? In pratica, per attuare l’agognato snellimento e la sempre invocata digitalizzazione della macchina della giustizia, ne ha aumentato i costi di accesso per i contribuenti. Come si legge nell’articolo 53 del decreto sulla Pubblica Amministrazione: “Alla copertura delle minori entrate derivanti dall’attuazione delle disposizioni del presente capo (…) si provvede con le maggiori entrate derivanti dall’aumento del contributo unificato di cui all’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115”. Parliamo di un aumento generalizzato del 15%-20%. Qualche esempio?

Per i processi di valore fino a 1.100 euro si è passati da 37 euro a 43. In pratica se un cittadino volesse fare ricorso al giudice di Pace per una multa relativa al mancato pagamento della sosta sulle strisce blu (sanzione pari a 22 euro), dovrà pagarne 43 per poter accedere alla giustizia. Più del doppio. I rincari del balzello vanno a scaglioni. E così si passa da 85 euro a 98 euro per i processi superiori a 1.100 euro e fino ai 5.200; da 206 a 237 per i processi fino a 26mila euro; da 450 a 518 per quelli fino a 52.000 euro e via dicendo fino all’aumento maggiore – da 1.466 a 1.686 euro – per i processi di valore superiore a euro 520.000. Tutto questo in primo grado. Perché per i giudizi di impugnazione il contributo è aumentato della metà ed è raddoppiato in Cassazione. Ma non è finita qui. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto è pari a euro 278 (prima era di 242). E ancora: per la procedura fallimentare, il balzello passa da 740 a 851 euro. Oltre al danno c’è poi la beffa. Perché, come è scritto nel decreto, nel caso in cui le previsioni di entrate non siano quelle previste dal governo, il ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto, provvederà “all’aumento del contributo unificato nella misura necessaria alla copertura finanziaria delle minori entrate risultanti dall’attività di monitoraggio”. Insomma, per il momento la riforma della giustizia è solo un pomposo annuncio, mentre le tasse sono già scritte nero su bianco e hanno già cominciato a gravare sui contribuenti.

Timidamente si parla di Ebola dall’africa… e si minimizza

Virus Ebola, lo scopritore: “Epidemia senza precedenti”. Ma l’Europa non rischia. Lo scienziato Peter Piot “È la prima volta che assistiamo a un’epidemia come questa in Africa occidentale. È la prima volta che sono interessati tre Paesi. Ed è la prima volta in città capitali”. Il pericolo per l’Europa e l’Italia “è molto basso” – afferma Giovanni Rezza, epidemiologo e direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss) di Davide Patitucci

“Senza precedenti” e “Prima volta”. Queste le espressioni usate dagli scienziati per descrivere l’epidemia di Ebola che sta riguardando tre Paesi dell’Africa occidentale, Sierra Leone, Guinea e Liberia e che, secondo quanto riportato ieri in una nota del ministero della Salute italiano: “Al 30 giugno ha colpito 759 individui, con 467 decessi”, la maggior parte in Guinea, dove l’epidemia ha avuto inizio, “il Paese più esposto con 413 casi”. A porre l’accento su queste due espressioni, in una intervista alla Cnn con Christiane Amanpour, è Peter Piot, uno degli scienziati che per primo, nel 1976, isolò il virus in un villaggio lungo le sponde del fiume da cui trae il nome, nell’attuale Repubblica democratica del Congo. “È la prima volta che assistiamo a un’epidemia come questa in Africa occidentale. È la prima volta che sono interessati tre Paesi. Ed è la prima volta in città capitali”. 

Parole che fanno seguito all’allarme lanciato nei giorni scorsi da Medici senza frontiere, secondo cui l’epidemia è “Fuori controllo nei tre Paesi dell’Africa occidentale, con più di 60 focolai d’infezione”. Una situazione che ha spinto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a convocare ad Accra, in Ghana, una riunione di due giorni, che si concluderà oggi, tra i ministri della Salute e i responsabili della prevenzione delle malattie infettive di 11 Paesi africani. ”Ormai non è più un focolaio limitato ad alcuni Paesi, ma una crisi sub-regionale”, spiega Luis Sambo, Direttore regionale per Africa dell’Oms, che ha convocato la riunione. Lo scopo dell’incontro è mettere in campo “Azioni drastiche” per contrastare la diffusione di Ebola in altri Paesi della regione. “Abbiamo bisogno di una risposta forte e di maggiore collaborazione dei Paesi interessati, specialmente nelle aree di frontiera tra Sierra Leone, Guinea e Liberia, dove – sottolinea Daniel Epstein, portavoce dell’Oms – continuano le attività sociali e commerciali”.

Al momento, tuttavia, l’Oms “non raccomanda restrizioni a viaggi e movimenti internazionali di persone, mezzi di trasporto e merci da applicare ai tre Paesi”, come confermato anche dall’ultimo comunicato del ministero della Salute. Gli esperti del ministero nelle note diramate in questi giorni affermano che “Il rischio d’infezione per i turisti, i viaggiatori in genere ed i residenti nelle zone colpite è considerato molto basso”, se si seguono, oltre alle comuni norme igienico-sanitarie, alcune precauzioni elementari, come “evitare il contatto con malati e/o i loro fluidi corporei e con i corpi e/o fluidi corporei di pazienti deceduti, o contatti stretti con animali selvatici vivi o morti”.

Ma quanto è concreto il pericolo per l’Europa e il nostro Paese? “Il rischio è molto basso – afferma Giovanni Rezza, epidemiologo e direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss) -. Si tratta di zone remote, è difficile che una delle persone colpite dal virus s’imbarchi su un aereo e vada in giro per l’Europa. La probabilità è molto bassa e, inoltre, non ci sono voli diretti per l’Italia. Non voglio minimizzare – aggiunge lo studioso -. Nelle epidemie non si può mai escludere nulla e in queste regioni dell’Africa occidentale Ebola è per la prima volta un problema più serio rispetto al passato, ma al momento non esiste un allarme europeo”. 

Nei giorni scorsi, però, con l’intensificarsi degli sbarchi di migranti nelle coste siciliane, si è diffuso il timore di un possibile veicolo d’infezione per Ebola in Italia. “Quello dei migranti verso le nostre coste è un viaggio lungo, prima via terra e poi per mare, che dura mesi e la malattia – spiega Rezza – per le sue stesse caratteristiche, come il periodo d’incubazione che in genere non supera i dieci giorni, impedirebbe loro di arrivare. È vero che in una società globalizzata i microbi viaggiano ormai insieme all’uomo, ma – sottolinea l’epidemiologo dell’Iss – Ebola non è come l’influenza. Come molte malattie tropicali rare, è una patologia che si autolimita. Il suo elevato tasso di mortalità, del 90%, e il fatto che è altamente debilitante da subito, manifestandosi con febbri emorragiche, diarrea e vomito, riduce, infatti, la probabilità che la persona malata possa andare in giro e diffondere il contagio. L’epidemia – chiarisce Rezza – si trasmette attraverso contatto diretto con fluidi corporei e la diffusione è, in genere, facilitata da usi e abitudini culturali locali, legate ad esempio alla sepoltura dei cadaveri, o a paure diffuse all’interno di alcune comunità, che spesso non informano le autorità sanitarie dei nuovi casi per timore degli ospedali, percepiti a volte come luoghi di morte anziché di guarigione. L’esistenza di guerre tribali tra i diversi Paesi – aggiunge lo studioso – rende, inoltre, difficile per motivi logistici controllare la diffusione dell’epidemia tra due o tre frontiere differenti. Il fatto che l’Oms non abbia imposto restrizioni ai viaggi dimostra, però, che l’allarme al momento è circoscritto. In ogni caso – conclude l’esperto – l’Europa, come gli altri Paesi industrializzati, qualora fosse necessario, sarebbe attrezzata a individuare e isolare eventuali pazienti colpiti dal virus”.

Quelli che sanno …

Ci sono quelli che sanno di avere un camice bianco, nonostante la coscienza, falsi e moderni Ippocrate cresciuti senza speranza e che non giurano più per la vita … sembra che dicano qualcosa ma è solo l’ululare del branco, un famelico aborto di parole, come quello che praticano da sempre anche se c’è un battito […]

EH NO, CARO RENZI, I MORTI NON CI SAREBBERO PROPRIO!

Quanti morti ci sarebbero se non avessimo fatto il lavoro che facciamo?”

(Dichiarazione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a proposito dell’operazione “Mare nostrum”.

Il titolo che ho dato questo pezzo contiene già la risposta alla sciocca domanda di Renzi: sciocca perché anche un bambino capirebbe che l’abolizione del reato di clandestinità prima e la demenziale operazione “Mare nostrum” poi, che salva sì i profughi africani, ma per scaricarli sulle nostre coste e farli mantenere da noi, hanno dato un impulso fortissimo all’invasione delle nostre coste. Invasione, certo: fin da subito dichiaro, come ho già fatto altre volte su questo blog, che mi rifiuto di definirla immigrazione, non fosse altro per rispetto nei confronti dei nostri immigrati, che si presentavano regolarmente alle frontiere col passaporto in mano.

Non ci vuole un genio della statistica per capire che più ne partono, maggiore è il rischio che qualche barcone stracarico affondi, provocando tragedie come quelle che, puntualmente, si ripetono nel Mediterraneo. E la statistica, caro Renzi, non l’ho certo inventata io e neppure Umberto Bossi o Marina Le Pen, ma è una regola matematica oggettiva. Un vero leader queste cose le dovrebbe sapere, anziché dare l’inizio al balletto ipocrita di chi vorrebbe spacciare l’operazione “Mare nostrum” per un’azione solidale, mentre sta provocando più morti di prima.

E poi, con che coraggio definire “nostrum” il Mediterraneo, quando non abbiamo neppure il coraggio di difendere le nostre coste?

O di far rimpatriare i nostri Marò dall’India (magari cominciando a rispedire a casa qualche centinaio di immigrati indiani)?

O quando subiamo senza fiatare qualsiasi ricatto e maltrattamento dalle nazioni africane, vedi il caso del bambini adottati in Congo o il caso di Roberto Berardi in Guinea Equatoriale?

https://it-it.facebook.com/pages/Liberiamo-Roberto-Berardi-Dal-Carcere-Della-Guinea-Equatoriale/639931026051455

http://www.ilmessaggero.it/latina/latina_roberto_berardi_gravemente_malato_ma_riportato_in_carcere_in_guinea_equatoriale/notizie/780566.shtml

L’unico modo per far cessare l’invasione è quella di soccorrere sì gli invasori, curarli, nutrirli e dissetarli, ma riportarli immediatamente in prossimità delle coste africane, rompere il motore dell’imbarcazione e lasciarli lì, a decidere se è meglio investire in Africa le migliaia di euro che servono a pagare il viaggio (a proposito, se sono così morti di fame, chi glieli da?), oppure ricominciare tutto da capo, rischiare la pelle per venire a fare i pezzenti o i futuri terroristi qui da noi.

E poi aiutarli ancora, certo, spedendo cibo e medicinali in Libia, lasciando però che ad accoglierli siano i libici che, dopo aver avuto il nostro aiuto nella cosiddetta “Primavera Araba”, garantendo che avrebbero impedito le partenze dei profughi, adesso ci ricambiano così, lasciando addirittura che gli imbarchi aumentino a dismisura.

E non è invasione questa?

Decisa e programmata a tavolino, finanziata da chi vorrebbe trasformare l’Europa in un califfato islamico?

Invece, se li respingessimo sono sicuro che, nel giro di qualche settimana, nessuno partirebbe più: dunque niente partenze, niente morti e, sopratutto, niente invasione!

Povero Renzi, che fa fatica a capire la legge della probabilità ma, sopratutto, crede di contare qualcosa in Europa, anzi di rifondarla partendo dal suo illusorio 41%, senza accorgersi che la politica europea sta virando in tutt’altra direzione!

Povero Renzi, che non si è accorto che la questione immigrazione è ormai il “convitato di pietra” in tutt’Europa, altro che la “Gioventù Erasmus”, ovvero i Boy Scouts in versione accademica, che gli piacciono tanto perché gli ricordano gli anni spensierati dell’adolescenza, in quel di Fighine Valdarno…

Povero Renzi, che non può neppure caricare su un treno gli invasori e dirottarli in Francia o Austria, pena la chiusura immediata delle frontiere di questi Paesi! E allora addio area Schengen, addio Europa, addio sopratutto ai sogni di gloria dell’Italietta renziana nel Vecchio Continente.

Povero Renzi, che in tal caso si troverebbe a governare un’Italia scaricata dall’Europa come una ciabatta vecchia, peggio che ai Mondiali di Calcio, e diventata ricettacolo di tutti gli invasori africani, per poter mantenere i quali sarebbe costretto a spremerci di tasse fino all’inverosimile. Cosa che sta già accadendo, beninteso, anche se molti italiani fingono di non accorgersene, dato che a governare “è uno di sinistra”…

Ancora una volta ha ragione Salvini quando dichiara che “…le mani del governo attuale sono sporche di sangue” perché, se gli invasori fossero stati respinti, senza violenza ma con inflessibile rigore, tutti questi cadaveri che giacciono in fondo al mare non ci sarebbero stati.

E, vorrei aggiungere, sono sporche di sangue anche le mani della Kienge, che perorando la causa della cancellazione del reato di clandestinità, ha sicuramente fatto la sua parte nel favorire questo esodo biblico dalle coste africane.

Ma il politically correct ci ha imposto il dogma dell’intoccabilità del Negro, quindi avanti così, c’è posto per tutti, ragazzi, perché:

Ci si crede inculati di due centimetri, lo si è già di mezzo metro!”

(Louis Ferdinand Celine, “Bagatelle per un massacro”)

La resa di Berlusconi

Da un anno a questa parte, il Cavaliere sembra in disarmo.
Dopo la splendida battaglia delle elezioni politiche del 2013 quando mancò di ottenere la maggioranza assoluta alla camera per soli 120mila voti, ma riuscì a bloccare la maggioranza comunista al senato creando i presupposti per uno stallo dal quale avrebbe potuto ottenere molto di più del nulla di oggi, ha commesso solo errori.
Ha sbagliato a votare Napolitano come presidente.
Ha sbagliato a concordare un governo di “larghe intese” con Letta.
Ha sbagliato nel nominare ministri con Letta persone che, appena annusato il profumo di poltrona, vi si sono abbarbicate sopra.
Ha sbagliato ad accettare di restare in Italia dopo la condanna della cassazione.
Ha sbagliato, restando in Italia, a non andare in prigione, preferendo l’umiliazione dell’affidamento in prova con le condizioni capestro che gli sono state imposte dai magistrati.
Ha sbagliato ad accordarsi con Renzi su “riforme” inutili e costose e su un sistema elettorale complesso e che favorisce unicamente i comunisti.
Ha sbagliato nell’attaccare a testa bassa Grillo facendo il lavoro sporco per Renzi.
Ha sbagliato a schierarsi con le lobbies omosessuali.
Ha sbagliato, infine, a chiedere scusa, promettendo di non farlo più, dopo il richiamo dei magistrati che aveva criticato, in una libera espressione di opinione, a Napoli (molto meglio Sarkozy !).
Con tutto questo, ma soprattutto con gli ultimi due errori, il Cavaliere, i cui meriti passati sono inattaccabili, ha dichiarato la propria resa.
Una resa sancita anche dall’ennesima genuflessione verso il bulletto fiorentino, con la conferma del “patto del Nazareno” che significa l’uso dei nostri voti per supportare riforme liberticide come la non elettività del futuro senato, senza ottenere nulla in cambio sulle tasse, sul presidenzialismo, sulla giustizia, sul contrasto all’immigrazione, sull’euro e l’europa.
Berlusconi ha consegnato le armi e innalzato bandiera bianca (spero, almeno, che questa umiliazione gli torni utile per far cessare la persecuzione giudiziaria e fargli trascorrere in serenità gli ultimi anni di vita) , ma la guerra continua, anche senza di lui.



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…e Bomba su Bomba

Ieri Matteuccio detto er Bomba, in quanto era uso spararle grosse, ha tenuto il suo discorso augurale per l’insediamento dell’Italia in occasione dell’avvio del semestre italiano di presidenza del Consiglio Ue. Napolitano plaude, invecchia sempre più ma non si schioda dal Quirinale. Per l’occasione, si è rifatta viva perfino un’altra vecchia cariatide come D’Alema, da lunga data iscritto alla consorteria ECFR.
Uhmm! Tutti europeisti convinti, questi  strozzini chemio-tassatori di professione. 
Come ho già detto in altre occasioni Renzi sembra molto dinamico, semplicemente perché trova la strada spianata nell’eseguire e nell’applicare paragrafo per paragrafo l’agenda della Troika, e gli altri politicastri lasciano fare, non lo boicottano, anzi, cercano con lui accordi sottobanco. Ma riassumiamo i vari capitoli  dell’agenda…

  • Tasse comunali a matrioscia della serie, apri la bambola e ne trovi tre in un sol colpo sotto la voce IUC.
  • Canone Rai speciale e maggiorato applicato ai computer aziendali
  • Minipatrimoniale sui depositi bancari che dal 1 luglio è passata al 26%
  • Reintroduzione dell’anatocismo (ovvero gli interessi sugli interessi)
  • Tasse sull’eredità da padri e madri in figli rincarate (si parla di un probabile 30%).
  • tasse sul morto (non è uno scherzo, ci saranno balzelli su tumuli e cremazioni)
  • Pos obbligatorio per gli esercenti con la solita scusa della “tracciabilità” per pagamenti superiori ai 30 euro. Nei fatti è un’ulteriore manovra di eliminazione del contante, che  va a completare il lavoro sporco fatto  da Monti. 
  • Riforma del senato fatta di “nominati” in luogo di senatori “eletti”. Per i “nominati” potrebbe esistere pure quella “l’immunità parlamentare” negata a chi è stato legittimamente eletto.
  • E’ in fieri anche la “nuova legge elettorale” detta Italicum, certamente concepita per favorire il Pd e con la blindatura antidemocratica nei confronti delle “preferenze”.
Ho quasi  sicuramente dimenticato altri abusi, ma il tutto ci viene condito con il solito sconsolante panorama quotidiano degli sbarchi incessanti laddove intere porzioni d’Africa  si spostano da noi per sostituirci demograficamente. Inutile illudersi sulla penosa menzogna piddiota del “corridoio umanitario” temporaneo.
Ma non è finita qui.
A settembre, secondo le intenzioni del Presidente abusivo del Consiglio, in Parlamento sarà presentata ed approvata una legge sulle civil partnership, ovvero sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso.
L’idea di fondo è quella di introdurre il matrimonio gay senza chiamarlo con questo nome. E non è ancora finita. E’ un’altra balla quella di credere che si limiteranno alle “unioni civili tra persone dello stesso sesso” senza adozioni. Infatti  si introduce  per l’uopo, il “cavallo di Troia” delle adozioni “graduali”. In che modo? La legge prevederà la cosiddetta stepchild adoption, ovvero la possibilità per un membro della coppia di adottare i figli del partner.

Ergo se ne deduce che  dopo l’approvazione di questa legge, la possibilità per le coppie formate da persone dello stesso sesso di adottare figli sarà sempre più concreta, come mostra il caso della Gran Bretagna.

Ecco chi è Matteo Renzi detto er Bomba, l’uomo che Berlusconi vorrebbe avere “per figlio”. Sì, davvero un gran bel figlio di Troika! Celere, zelante e solerte solo nell’applicarne l’Agenda. Ricordiamoci: costui vorrebbe rimanere fino al 2018!

E Bomba su Bomba, distruggeranno l’Italia. Provvediamo a cacciarlo quanto prima, se vogliamo uscirne vivi.

Il fallimento di mare nostrum e degli immigrazionisti


Il video, tratto da you tube e ripreso dalle telecamere della metropolitana milanese, ha fatto il giro dei giornali online.
Lo ripropongo nel giorno in cui i mass media insistono nel dipingere le condizioni inumane dei viaggi dei clandestini verso l’Italia.
Lo ripropongo perchè, contrariamente a quanto sostengono la Boldrini e Bergoglio, questi immigrati sono esattamente il contrario di una “risorsa”.
Ma anche al loro arrivo sono portatori di malattie che già hanno contagiato alcuni agenti.
Possono essere portatori di ben più gravi malattie che realizerebbero in Italia quegli incubi catastrofici con i quali ci deliziamo al cinema, ma che certamente non vorremmo vivere in prima persona a casa nostra.
Non solo, quindi, costi immensi per l’operazione mare nostrum.
Non solo una devastazione completa del nostro tessuto sociale, economico, etnico.
Non solo un costante freno allo sviluppo ed un pericolo al Benessere che i nostri Padri ci hanno consegnato.
Ma anche un pericolo per la nostra Sicurezza e per la nostra Salute.
Renzi e compagni lo sanno benissimo, ma insistono, protetti dalla loro torre d’avorio, in una politica in cui gli unici a pagare siamo noi cittadini.
Mi domando quanto tempo ancora ci vorrà prima di reagire.



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Chiedo giustizia per mia sorella uccisa

beatrice-ballerini

Ciao Gaetano, Massimo Parlanti, reo confesso, è stato condannato con rito abbreviato a 18 anni di carcere per aver assassinato la ex moglie Beatrice Ballerini, mia sorella. Dall’Inps ho poi appreso che mentre i bambini di mia sorella, che noi stiamo accudendo, prendono il 40 per cento della pensione che spetta loro perché maturata dalla loro mamma, a lui – l’omicida – spetta l’altro 60 per cento, e ne avrà diritto a vita. Questo accade perché non c’è un meccanismo automatico che prevede la dichiarazione di “indegnità a succedere” per l’assassino del coniuge, e così oltre la pensione, agli assassini spetta anche le eredità di chi ammazzano. È inevitabile la sensazione di vivere in un paradosso. La domanda a cui ancora oggi non riesco a dare risposta è: abbiamo una legge assurda e demenziale, fatta per i delinquenti, oppure semplicemente la giustizia, si scorda qualcosa, si distrae ulteriormente? Vi prego rispondetemi e rispondete nel nome di tutte le donne ammazzate, il numero delle quali sta crescendo, e crescerà se non si arginano almeno le conseguenze nefaste di una giustizia paradossale. È importane perchè il fenomeno cresce e questi massacri non devono diventare “appetibili” per chi con ragionamento contorto, è sull’orlo di una decisione. Deve esserci un meccanismo automatico che preveda la dichiarazione di “indegnità a succedere” per l’assassino del coniuge. Questo è quello che chiedo nel nome di mia sorella e di tutte le donne uccise. Grazie Lorenzo Ballerini via Change.org Firma petizione

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