Il tesoretto (autorizzato) esentasse…

Stipendi politica, ogni parlamentare guadagna 80 mila euro l’anno esentasse. I guadagni degli eletti di Camera e Senato sfiorano i 20 mila euro lordi al mese: 5 mila sono stipendio, altri 7 mila netti sono rimborsi (atuomatici e pagati anche senza presentare uno scontrino) e non vanno dichiarati. In una legislatura 407.940 e 434.400 euro.Tutto esentasse. A questi soldi vanno aggiunti 1.200 euro l’anno di spese telefoniche certificate e 1.850 euro circa al mese per il cosiddetto “esercizio di mandato”. Fanno altri 23.400 euro ogni dodici mesi di Marco Palombi

L’ultima volta ci ha provato, giusto un anno fa, Stefano D’Ambruoso, deputato questore della Camera del gruppo di Scelta Civica. È andato in Ufficio di presidenza e ha proposto una via per ridurre il costo dei parlamentari: via le indennità accessorie e i servizi agli eletti (ufficio, segreteria, telefono) li paga direttamente l’istituzione. Risposta: vedremo. L’allora suo collega di partito, Ferdinando Adornato, fu l’unico a dire pubblicamente no: “Per selezionare un personale politico di qualità occorre essere consapevoli che il talento ha un prezzo di mercato”. Ancor peggio andò alla commissione che Mario Monti incaricò a dicembre 2011 di risolvere la questione-stipendi: siano livellati sulla media Ue. Cinque mesi dopo Enrico Giovannini, all’epoca presidente dell’Istat, gettò la spugna: non si può fare, troppe variabili. A tagliare le pensioni e rinviare sine die quella di chi è ancora al lavoro, invece, erano bastate poche ore e qualche lacrima. Risultato: siamo ancora lì. A parte qualche taglietto, i soldi che entrano nelle tasche dei parlamentari sono sempre gli stessi e per la maggior parte sfuggono – legalmente – al fisco. È stato Giancarlo Galan, nella sua intervista al Fatto Quotidiano, a ricordarlo involontariamente: “La Finanza dice che vivo al di sopra delle mie possibilità? Non hanno calcolato la parte non imponibile dei miei stipendi di deputato, che è più cospicua dell’imponibile”. Vero: sono oltre 400mila euro a legislatura, un tesoretto.

Una vita tranquilla e 12 mila euro netti: Ci spiega il sito del Senato: “In tutti gli ordinamenti ispirati alla concezione democratica dello Stato è garantito ai parlamentari un trattamento economico adeguato ad assicurarne l’indipendenza”. È un modo di metterla. L’altro è raccontare come funziona il sistema attraverso la settimana perfetta (e i relativi guadagni) di un eventuale parlamentare scansafatiche (si tratta di un’astrazione, ovviamente, visto che tutti i nostri parlamentari lavorano continuamente, rimettendoci spesso del proprio). In sostanza – per ottenere il jackpot da 12 mila euro netti circa (le cifre precise sono nella tabella a centro pagina) – gli basta partecipare al 30% delle votazioni giornaliere e farsi vedere, ma poco, nella commissione di cui fa parte.

È lunedì mattina. L’eletto si sveglia nel suo letto, nella sua regione, lontano dalla Capitale. Spegne la sveglia e si riaddormenta: “Tanto oggi pomeriggio c’è solo una discussione generale, non si vota”. Martedì mattina arriva a Roma, passa nel suo appartamento, va a pranzo con un amico e verso le 15 entra in Parlamento: si fa vedere, un attimo, in commissione, poi va in Aula e vota un po’, giusto quel che serve. Nel frattempo telefona, chiacchiera con gli amici di ogni colore e grado, forse occhieggia galante a qualche funzionaria di bell’aspetto (ma su questo non potremmo scommettere). Mercoledì passa più o meno alla stessa maniera e pure giovedì, ma quando arriva la sera l’indolente eletto sfodera uno scatto felino, mentre il trolley rumoreggia al suo fianco. Venerdì non si vota e lui corre in aeroporto: ha un convegno a Siracusa sul “Sud come risorsa”. Sabato sera riesce infine a tornare a casa, così la domenica può curare il rapporto con la famiglia se non quello col collegio. È di nuovo lunedì e, giustamente, l’eletto si riposa: “Tanto oggi non si vota”. Questa settimana vale quasi 4 mila euro netti, 12 mila al mese, la maggior parte dei quali – ricorda Galan – esentasse.

Oltre 400 mila euro che il Fisco non vede: Ricapitolando. A Montecitorio, netti e senza dover presentare fatture e scontrini, un deputato (che non abbia un altro lavoro, altrimenti le cifre si abbassano un po’) incassa circa 11.770 euro al mese, cioè oltre 140.000 euro l’anno. A questi soldi, peraltro, vanno aggiunti 1.200 euro l’anno di spese telefoniche certificate e 1.850 euro circa al mese per il cosiddetto “esercizio di mandato” (anche queste devono però essere certificate e comprendono cose come lo stipendio di un collaboratore, l’organizzazione di un convegno, eccetera). Fanno altri 23.400 euro ogni dodici mesi. In tutto, insomma, parliamo di oltre 163 mila euro. Il costo lordo, cioè comprensivo di trattenute, per la Camera sfiora i 230 mila euro l’anno. Per i 630 deputati totali significa circa 145 milioni l’anno di soli stipendi e rimborsi (a bilancio per il 2013, però, ci sono 154,3 milioni, perché in questa voce vanno calcolati anche i contributi a carico del “datore di lavoro” Montecitorio).

La busta paga dei senatori è più o meno simile, anche se leggermente più ricca, forse per via del fatto che gli inquilini di Palazzo Madama sono più onusti d’anni e d’esperienza: incassano – netti e senza neanche una fattura – 12.250 euro mensili, vale a dire 147 mila euro l’anno. Se ci aggiungiamo però gli altri 2.090 euro al mese a cui gli eletti a Palazzo Madama hanno diritto dietro certificazione quadrimestrale, il conto sale a 172 mila euro annui che garantiscono, com’è noto, l’indipendenza del senatore. Il lordo, ovviamente, anche in questo caso è maggiore: 236.500 euro l’anno circa. Nel bilancio 2013 di palazzo Madama il costo totale è di oltre 80 milioni per 320 senatori.

Ultimo capitolo. “Se consideriamo il solo netto dei rimborsi automatici – cioè quelli pagati dalle rispettive Camere senza nemmeno la presentazione di un contratto/scontrino/biglietto – i deputati vedono arrivare in banca all’ingrosso 6.779 euro al mese e i senatori 7.240 euro. L’anno fa, rispettivamente, 81.588 e 86.880 euro; in una legislatura 407.940 e 434.400 euro. Tutto esentasse. Il talento, d’altronde, “ha un suo prezzo di mercato”.

Zanzara.

Insetto fastidiosissimo, ti succhia il sangue, se potesse te lo succhierebbe tutto; se potesse ti farebbe a pezzi, se fosse grande come te, ben armato come te, intelligente come te. Insetto carico di odio potenziale. Vorrebbe cancellarti dalla faccia della Terra, se potesse. Però succede che se spesso ti punge, con i suoi kassam, ma non riesce ad uccidere perchè tu hai forti difese, costruite con l’ ingegno, poi se reagisci e le schiacci, si lamentano pure, piangendo che li schiacci, o usi lo spray o altro.
Che mondo curioso, quello delle ZANZARE…

La confisca della casa

 
 
 
Casa dolce casa? Da sogno italiano a incubo europeo. Ricordate i prestiti vitalizi ipotecari della Fornero, in pieno conflitto di interessi con la sua “riforma” delle pensioni? Ne parlai nel lontano 18 maggio 2012 proprio qui.  Hanno indetto  una raccolta di firme per  il  referendum  abrogativo  della  sua malvagia legge, ma nessuno si è ancora sognato di bloccare sul mercato i suoi dannati “prodotti finanziari” (li chiamano così) immessi allo scopo di sfilare la casa agli Italiani over 65 e ai loro figli e nipoti. Gli danno anche il nome inglese, tanto per rendere più chiara la cosa: reverse mortgage (mutui reversibili). Renzi, coadiuvato dai suoi consulenti finanziari come Davide Serra (definito perfino da Bersani “il bandito delle Cayman”) ci riprova e oltre a infliggerci numerose “tasse matrioscia” sulla casa, oltre a ritoccare le mappe catastali, ora  sta per varare in Parlamento una legge che prevede per i pensionati che non ce la fanno più a tirare avanti a causa della sua chemiotassazione, a confiscar loro direttamente quel tetto sopra la testa che si sono messi dopo tanti sacrifici. Funziona così: “la banca fa stimare il valore di mercato dell’appartamento, accende un’ipoteca ed eroga una somma che varia tra il 18 e il 40% di quel valore a seconda dell’età e del sesso (cioè dell’aspettativa di vita) del proprietario. L’operazione è terminata e da quel momento cominciano subito a cumularsi gli interessi sulla somma erogata. Facendo alcune stime, il vitalizio può ammontare per un appartamento del valore di 300mila euro a circa 54mila euro se il proprietario ha 65 anni. In caso  di un proprietario 80enne di un’abitazione del valore di 1,5 milioni di euro, può arrivare al 30% di quel prezzo, ossia a circa 470mila euro” (da Libero) .
In altre parole, il governo abusivo del Putto Mannaro  si porta avanti e fotografa già come saremo tutti noi tra 20 anni, nel caso in cui tra una gragnuola di tasse espropriative e l’altra,  intendessimo campare.
Vu’ campa’ ? E allora ti sfilo via la casa. Tutto apparentemente pulito, tutto legale secondo l’etica del “è il mercato Bellezza”. Perfino il Sole 24, scrisse a suo tempo che trattasi di feroce anatocismo trasferito sugli eredi.  Inoltre in caso di mancata vendita entro un anno dell’immobile ricevuto come contropartita del prestito vitalizio ipotecario, di introdurre, accanto all’ipoteca di primo grado, un mandato irrevocabile a vendere post mortem. Molti contestano questa concessione che rischia di violare i principi a tutela del debitore (patto commmissorio), la libertà testamentaria e gli eredi (sempre da il Sole 24).

Insomma per  concludere, i banditi delle Cayman, amici e consiglieri del Putto Mannaro, un sogno alla fine di queste truffe, ce lo lasciano: la lotteria del VinciCasa. Che cos’è? :
 «È il primo gioco che dà la possibilità di vincere un premio concreto come un’abitazione, che è il sogno più diffuso e ambito nel nostro Paese», ha annunciato Emilio Petrone, amministratore delegato del gruppo, che tra qualche giorno sbarca in Borsa. «La casa, del valore di 500 mila euro netti», ha precisato il manager, «sarà scelta e comperata direttamente dal vincitore che, assistito da Sisal, avrà due anni di tempo per farlo». (articolo Casa contro la crisi da Libero).
Pensate un po’:  il “sogno” (il loro) adesso sbarca pure in Borsa alla faccia dei pollazzoni rapinati, scorticati e dissanguati. E se  poi qualche fortunato dovesse vincere, dovrà sopportare nuovamente le vessazioni delle tasse, l’occhiuto catasto riformato dai Befera e successori.  Inoltre potrebbe fare la stessa fine di quegli sventurati che senza aver vinto la Lotteria, ma avendo lavorato e risparmiato, si vedono portar via la loro proprietà. 
Ma attenzione – ammoniscono questi pervertiti criminali:  Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica.

Gratta e VinciCasa: c’est plus facile!

Per chi volesse saperne di più,  ecco cosa ci attende quando il patrimonio immobiliare passa da genitori in figli, a causa della morte dei primi:

  http://www.rischiocalcolato.it/2014/07/come-lunione-sovietica-europea-ci-espropria-la-prima-casa.html.

 Anche qui ci sarebbe da aprire una lunga parentesi, sul perché hanno fatto in modo da eliminare la famiglia con ogni mezzo, incoraggiando le coppie di fatto (non importa di che sesso). Ma per ora mi fermo qui. 

Mammona Troika fa i calcoli a lunga gittata sui nostri soldi, sui nostri beni, sulla nostra vita, sulla nostra morte, sui nostri figli e nipoti. Mammona comanda e Putto “picciotto” Mannaro, va ed esegue….
Che Dio  se li strafulmini!

La resa non serve a Berlusconi

Non si fanno prigionieri.
Questo il messaggio arrivato dalle procure di Milano (che in appello ha richiesto la conferma della condanna a sette anni al Cavaliere per la questione Ruby) e Bari (dove il Leader del Centro Destra è stato incriminato per un presunto “giro” di escort).
Inginocchiarsi a Renzi e agli omosessuali non è servito e non servirà a Berlusconi che, adesso, farebbe meglio a tornare quello di sempre, diversamente finirebbe i suoi giorni condannato dai suoi nemici che non gli perdonano di aver impedito dal 1994 al 2013 la deriva marxista dell’Italia e abbandonato dai suoi veri amici che non gli perdonano il tradimento del dopo elezioni 2013, con l’accordo stretto con i comunisti.


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Obama s’offre mediatore tra Israele e palestinesi

Non c’è nulla da mediare.
I palestinesi cessino di lanciare missili e di assassinare gli Israeliani, riconoscendone il diritto all’esistenza come persone e come Stato sovrano.
Diversamente Israele ha pieno diritto e legittimità a difendersi contrattaccando in tutti i modi e con tutti i mezzi disponibili, per tutelare la sicurezza anche di un solo suo cittadino.
Come vorrei che facessero in Italia a cominciare dai due Marò rapiti in India e per continuare con l‘invasione dei clandestini che stiamo subendo senza (ancora) reagire.


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Verrà un giorno…

Come volevasi dimostrare…
Secondo un giudice australiano, Garry Neilson, già discusso in passato per aver assolto uno stupratore accertato di nipote, per aver praticato, nell’ atto, il “coitus interruptus”, ed altre amenità del genere, presto incesto e pedofilia saranno accettate come norma. Così ha scioccato il suo paese con queste dichiarazioni: “Magari un giorno incesto e pedofilia saranno accettati dalla società e non saranno più tabù, proprio come è successo con le unioni gay”. Come si vede, il diavolo pone le basi di partenza, ma l’ arrivo è ben distante, purtroppo…

Verrà un giorno….

Come volevasi dimostrare…
Secondo un giudice australiano, Garry Neilson, gia discusso in passato per aver assolto uno stupratore accertato di nipote, per aver praticato, nell’ atto, il “coitus interruptus”, ed altre amenità del genere, presto incesto e pedofilia saranno accettate come norma. Così ha scioccato il suo paese con queste dichiarazioni: “Magari un giorno incesto e pedofilia saranno accettati dalla società e non saranno più tabù, proprio come è successo con le unioni gay”. Come si vede, il diavolo pone le basi di partenza, ma l’ arrivo è ben distante, purtroppo…




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Profumo di elezioni

La borsa, da circa una settimana, ha assunto una dinamica discendente: come mai se il prode Renzi sta sbaragliando il rigore merkeliano durante il semestre di presidenza italiana dell’unione sovietica europea ?
A Bologna, dopo le dimissioni di Errani, si parla di elezioni a novembre per il consiglio regionale.
Napolitano ha 89 anni.
Certamente lui ci arriva in buona salute per due ordini di motivi (il lavoro non è certo stata la sua prima preoccupazione nella sua vita e può contare su un’assistenza che noi neanche possiamo immaginarci) ma quegli anni comunque pesano  e i continui singhiozzii commossi lo dimostrano.
Il governo parla, parla, parla, ma gli unici risultati sono un aumento considerevole di tasse, in ogni settore, mentre le cosiddette “riforme” (del senato e della legge elettorale) reggono solo (purtroppo) per il personale impegno di Silvio Berlusconi a loro favore.
Non credo lontano il giorno in cui saremo chiamati ad un referendum sul bulletto fiorentino e le sue smargiassate.
Per allora il Centro Destra dovrà avere un programma e un Leader.
Per il programma è abbastanza facile: 
no all’immigrazione con il ripristino del respingimento attivo, la fine di mare nostrum e l’espulsione di tutti i clandestini che abbiamo importato in questi anni che ci separano dal novembre 2011; 
riduzione immediata delle tasse, a cominciare dall’abolizione di imu e tasi , del canone rai a fronte di un taglio significativo di tutta la spesa pubblica
porre fine alla deriva morale della Nazione che con leggi, proposte e discussioni di privilegio e di esclusivo interesse egoistico devastano le fondamenta valoriali della Patria.
Ma se è facile individuare un programma in netta contrapposizione ai comunisti parolai di Renzi, non altrettanto lo è individuare un Leader che possa trainare la Coalizione posto che Berlusconi è stato posto fuori dai giochi dall’intervento della magistratura (come del resto cercano di fare in Francia contro Sarkozy per favorire Hollande).
Non sarà però con le primarie di stampo comunista, come abbiamo in Italia, che potremo individuare il nuovo Leader, bensì in base alle capacità, ai meriti ed alla personale autorevolezza.
Rimpiazzare Berlusconi non sarà facile, ma se non cominciamo a guardarci intorno sin da ora, arriveremo al momento del voto dovendo scegliere in fretta e furia un funzionario di partito alla Bersani o alla Rutelli, come hanno fatto a lungo a sinistra, con i risultati (meritati) che hanno avuto.



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La Lectio Magistralis di un missino ai presunti liberali

Dopo due articoli di Paolo Guzzanti e Vittorio Feltri che hanno sposato la gaia svolta di Berlusconi ispirata dalla signorina Pascale (che ci fa rimpiangere Ruby …) e sono stati stroncati dai lettori, Il Giornale si riscatta e pubblica il 9 luglio un magistrale articolo di Marcello Veneziani che fa il pelo e contropelo ai predetti due, con una lezione di filosofia liberale.
Farne il riassunto sarebbe offensivo verso l’Autore e riduttivo per il contenuto.
Mi limito, poichè ancora nel pomeriggio del 9 luglio il pezzo è relegato in una pagina interna del quotidiano online, a suggerirne l’attenta lettura e ribadire che Marcello Veneziani, quando non parla di Nord e Sud, è il Capo ideale della Destra che vorrei.




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Lectio Magistralis di un missino ai presunti liberali

Dopo gli inconcludenti (e stroncatissimi dai lettori) articoli di Paolo Guzzanti e Vittorio Feltri a sostegno della gaia svolta di Berlusconi ispirata dalla signorina Pascale (che fa rimpiangere i bei tempi di Ruby …) Il Giornale si riscatta e pubblica
Farne il riassunto sarebbe sminuirne la portata e riduttivo per il contenuto, quindi ne suggerisco una attenta lettura.


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