Galleria degli Antipatici

Una del PD che non sopporto è la piacentina Paola De Micheli: indisponente, antipatica, parlottante, presenzialista, galleggiante nonostante il bersanicidio, querula, femminista gengivale, con frequentazioni, come si vede, comuniste.
Tutti la davano come eletta presidente del partito democriptocomunista, invece ciccia.

Alfano si lagna…

Questi qui sotto, sono due post consecutivi presi dal facebook di Angelino Alfano. Furono proprio lui con Enrico Letta l’anno scorso a decidere dell’operazione Mare Nostrum. Sapevano a cosa sarebbe andata incontro l’italia. Sapevano che certe normative ue avrebbero impedito di avere qualunque tipo di aiuto. Ora, non fa altro che lagnarsi. Nel secondo post, lui dice di voler proporre (se la ue non aiuterà l’italia) di non proseguire più con tale operazione. Eppure, non più tardi di due giorni fa, Delrio ha detto che l’operazione DEVE andare avanti.
“L’Italia è un Paese accogliente, ma non può accogliere tutti. L’Europa deve fare la sua parte, il conto non lo possono pagare solo l’Italia e gli italiani”. [qui]

“Così com’è l’operazione Mare Nostrum non può andare avanti. Noi siamo assolutamente certi di avere fatto il bene e siamo altrettanto certi che così non si può andare avanti perché questo mare Mediterraneo è una frontiera europea e noi salviamo le vite di chi vuole venire in Europa non di chi vuole andare a Pozzallo, Augusta o Porto Empedocle. Noi salviamo le vite di chi vuole andare in Europa. O l’Europa si fa carico di un’operazione di “search and rescue”, di ricerca dei possibili naufraghi, di salvezza e di intervento umanitario lì sul Mediterraneo, oppure la mia proposta sarà quella di non proseguire l’operazione Mare Nostrum”. [qui]

UNA BRAVA PERSONA.

Mi sbaglierò, eh ?
Lo conobbi alcuni anni fa al Circolo di Via Senato a Milano, per via del Blog. 
Mi fece una ottima impressione. 
Una Brava Persona. 
Anche perchè un Fascista (qui eccolo a Casa Pound…) NON può essere un Mafioso.

Mi sbaglierò…

l’Isabelita di Berlusconi

Leggo con stupore dichiarazioni della signorina Francesca Pascale a favore delle unioni di fatto citando il suo caso e persino delle unioni tra omosessuali.
Ma, per quel che ne so, il Cavaliere è divorziato e nulla osta acchè si sposi la signorina Pascale: perchè dovremmo fare una legge ad hoc per chi vuole stare insieme ma non in base alla legge matrimoniale vigente, con i relativi diritti e doveri ?
E’ una sua libera scelta e ognuno deve pagare le proprie scelte.
Quanto alle unioni omosessuali è talmente noto il mio pensiero che è ridondante ripeterlo: non hanno alcun pregio morale, sociale, civile, quindi non meritano alcuna legislazione ad hoc.
Se la signorina Francesca Pascale, per il solo fatto di concedersi al Cavaliere, è divenuta la nuova ideologa di Forza Italia, allora quel partito ha finito di esistere.
Mi torna in mente quello che fu Isabelita per il vecchio Juan Domingo Peron: l’ “infermiera” che ne curò il trapasso, ereditandone la presidenza e portando l’Argentina allo sfacelo.


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YUK!

 

 
Questa è l’onomatopea preferita di Pippo  ed è diventata l’acronimo di una sovrattassa nelle tasse. Sì, vabbé non si scrive proprio così all’americana, ma la si italianizza in IUC.  E magari si limitasse ad essere solo un suono gutturale!
Il problema per i contribuenti italiani è che non solo devono incessantemente pagare durante tutti i 12 mesi dell’anno, facendo rimpiangere i governi della Prima Repubblica, i quali per lo meno, avevano la grazia di sospendere le decime nei periodi estivi, per poi mitragliarci ad ottobre con la solita manovra finanziaria! Era un gesto di tregua fiscale che serviva a far spendere un po’ di soldini (allora erano lirette) agli Italiani, permettendo loro di andare in vacanza, di togliersi qualche sfizio. Ora invece il messaggio è chiaro: niente vacanze, niente rinnovo del guardaroba  estivo, nemmeno un costume da bagno, perché dovete sborsare; e sborsare fino allo strozzo, fino al soffocamento. Usque tandem?
Ma la cosa più umiliante e mortificante –  quella che dovrebbe scatenare per tutta la Penisola gruppi sempre più numerosi e agguerriti di resistenza e opposizione fiscale, è che i comuni non si degnano nemmeno di fornire informazioni, di fornire bollettini precompilati, di mettere il tartassato contribuente nelle condizioni di poter ottemperare. Proliferano già i calcoli on line sulla Tasi (paga e tasi!),  un vero schifo nello schifo indegno di un paese civile! Come al solito il cittadino inerme deve subire la politica dello”scaricabarile” e delle responsabilità che vengono sistematicamente rimpallate fra la Pubblica Amministrazione e i suoi organismi periferici (Comuni, Regioni ecc.) .
Ma ricapitoliamo con gli acronimi della Malora.
  • IUC è l’acronimo di Imposta Unica Comunale: si tratta di una nuova tassa sulla casa che andrà a sostituire l’IMU (imposta municipale unica) : la nuova imposta IUC non sarà applicata alla prima casa (ad esclusione di quelle di lusso) e l’aliquota massima sarà del 10,6 per mille. In pratica, una patrimoniale!
La IUC, come la precedente IMU, sarà suddivisa nelle due componenti “raccolta dei rifiuti” e “servizi indivisibili” (ossia quell’insieme di attività gestite dal comune come illuminazione pubblica, sicurezza, manutenzione stradale, arredo urbano, semafori, servizio anagrafe ecc.).
  • TASI – La Tasi rappresenta la componente che tassa i servizi indivisibili forniti dal Comune,. Che significa “servizi indivisibili”? quelle attività comunali quali l’illuminazione pubblica, la sicurezza, l’anagrafe, la segnaletica stradale, i semafori, la manutenzione delle strade che dovrebbero andare a beneficio di tutta la cittadinanza. Molti comuni obbligano a pagarla entro il 16 giugno. Cioè lunedi prossimo. Altri hanno rinviato a settembre-ottobre. Altri ancora pensano di risucchiare direttamente dalle tredicesime di Natale: c’est plus facile!
E’ giusto trattare le amministrazioni comunali come aziende che per pareggiare i loro bilanci prelevano direttamente dalle tasche dei cittadini? risposta NO, è un abuso.
E’ giusto che i sindaci si prestino a tutto ciò? NO, è una vergogna! sono amministratori, non gabellieri a strozzo! E lo sanno così bene, che durante tutta la campagna elettorale se ne sono stati quatti quatti, per la paura di non venir votati. 
  • TARI – La tassa sui rifiuti (TARI) è stata istituita dalla Legge n. 147 del 27 Dicembre 2013, commi 639, decorre dal 1 Gennaio 2014 e sostituisce quel  vecchio prelievo vigente fino al 31 Dicembre 2013 a nome di TARES .
Il tutto qui enunciato, come avviene per le scatole cinesi,  è parte integrante della citata IUC, una vera e propria patrimoniale su casa e dintorni municipali estorta ai cittadini. I quali in questo mese di giugno dovranno pagare altre tasse come l’IMU seconda casa (ultimo giorno: il 16 giugno), il bollo auto, le assicurazioni, le bollette, le quote condominiali,  i consumi e per chi ha figli, l’iscrizione scolastica per l’anno prossimo.
Renzi è riuscito a compiere la grande bastardata: fingere di dare la briciola (80 euro ai suoi clientes) per poi incassare la  grassa braciola:  YUK!
O IUC! E tutto quello che contempla in termini di contenitore di altre tasse e tributi.
 
Sorpresina dell’ultima ora: l’usuraio Befera è stato rimpiazzato all’Agenzia delle Entrate ed Equitalia, ma gli Italiani facciano a meno di stappare bottiglie e di brindare: dal Grande Fratello siamo passati alla Grande Sorella. Infatti la sostituta è una quota rosa. Anzi, no, una “quota rossa”. Dio ce ne scampi e liberi! Nominando l’ex consigliera rossa di Empoli  Rossella Orlandi,  il Piccolo Sicario Fiorentino ha proclamato di fatto la sua occupazione manu militari di tutta l’amministrazione pubblica  ora in mega quota PD.
Doppio YUK!!!
 

Quando si scandalizzavano per il M5S

Caso Mineo, Renzi tira dritto: “Non mi rassegno alla palude”. Ma Mauro fa ricorso a Grasso. Il premier: “La sostituzione non è epurazione”. Mauro, altro sostituito nella Commissione, fa ricorso al presidente del Senato di Nico Di Giuseppe

L’ultima grana per Matteo Renzi si chiama Mauro Mauro. Il senatore dei Popolari per l’Italia ha infatti presentato ricorso a Pietro Grasso in merito alla sua rimozione dalla commissione Affari costituzionali. Mauro, come Vannino Chiti e Corradino Mineo del Pd, è tra i “dissidenti” rispetto al Ddl del Governo sulle riforme istituzionali ed è stato sostituito nei giorni scorsi quale componente della Commissione che sta esaminando il provvedimento. Il senatore dei Popolari per l’Italia Tito Di Maggio ha poi spiegato in una dichiarazione che “dopo aver affidato lo studio della rimozione del senatore Mario Mauro a illustri giureconsulti, non solo ci viene confermata la palese violazione del dettato costituzionale ma, fatto ancora più grave, che il provvedimento è stato adottato in totale spregio delle norme che riguardano la vita del Senato e quella dei gruppi parlamentari. Il ricorso presentato in data odierna al presidente del Senato nella sua qualità di presidente della Giunta del regolamento è volto a dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno che il Renzi-Casini pensiero in materia costituzionale è attuato in palese violazione della normale dialettica democratica e parlamentare. I loro sgherri sono avvertiti”. L’ ultima parola adesso spetta al presidente del Senato Pietro Grasso chiamato a fare da arbitro. Intanto, il peso della maggioranza è aggrappato a un solo senatore in più: 15 a 14. Nell’attesa della decisione di Grasso.

Intanto Renzi tira dritto e durante la conferenza stampa di illustrazione del Cdm sul ddl della Pa è tornato a parlare del caso Mineo. “Ho letto un po’ di resoconti che trovo sorprendenti: la sostituzione di singoli parlamentari dalla commissione dove la maggioranza ha un voto di scarto può essere considerata in tutti modi, ma non certamente come un esercizio dittatoriale. Non è in gioco la libertà di coscienza che in Aula verrà rispettata. Ma la sostituzione non è epurazione, ma coerenza con il gruppo parlamentare”. Poi il priemier ha rincarato la dose: “Non mi rassegno all’idea che vinca la palude”.

Il Brasile, paese di Battisti, Lula e Dilma…

Non sento molto il mondiale.
E’ chè il Brasile, tra Lula, Dilma e Battisti,non lo sopporto molto… In po’ come il Sudafrica di Mandela…
Ed anche Prandelli, con le sparate sui pederasti…
Com’è cambiato da quel ragazzo bergamasco timorato di Dio che conoscevo alla Cremonese…
Eppoi, adesso che in italia ci sono i comunisti al governo con Renzi, sono pure sparite tutte quelle tavole rotonde di sinistri beoti che gufavano la Nazionale, spingendomi quindi a tifarla.
Atarassia, tranne che contro la Perfida Albione ed, eventualmente, i sordidi galletti…

Mineo come Rossanda, Magri e Pintor

Corradino Mineo, faziosa penna del TG3 poi inviato addirittura a Washington, è mille miglia lontano dalle mie idee.
Non ho nulla a che spartire con lui, con la sua ideologia e neppure con le sue proposte sulla riforma del senato neppure quando, ovviamente da percorsi e per ragioni differenti, portano alla mia stessa conclusione a favore dell’elezione e non della nomina renziana dei senatori.
Leggo che Mineo ed un altro senatore della sua parte politica sono stati rimossi dalla commissione di cui facevano parte per evitare altri bagni al bulletto fiorentino che si comporta realmente come tale.
A me la scelta del “democraticissimo” partito di Renzi ha ricordato quella dello stalinissimo partito comunista di Longo e del nuovo santo rosso, Berlinguer, quando nel 1969 cacciarono Rossanda, Pintor, Castellina, Magri e compagni raccolti nel Manifesto.
Il dna resta sempre quello, da Longo a Renzi: intollerante e totalitario.
Ecco servito il “nuovo” sciacquato in Arno.



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Capitan Findus scopre l’ isola dei pederasti

Dopo i Sughi Althea e la Pasta Garofalo, che sfruttarono l’ odiosa rivolta della sinistra omofila contro Barilla, che lo costrinsero a ritrattare, ecco che la multinazionale Findus ha confezionato per il mercato italiano il primo spot televisivo con protagonisti una famiglia di pederasti in cui un tizio di nome Luca presenta alla madre il proprio amoruccio, con la mamma che replica felice: “Lo avevo già capito”.
Come ho sempre ribadito, un’ ulteriore conferma che dietro l’ ondata omosessualista, c’è il Mercato. Da sempre. Pronto a sfruttare i desideri di una minoranza di minoranza.



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