Quel comunista di Renzi

C’è chi, sul solco di Berlusconi, non considera Renzi un comunista.
Eppure il bulletto fiorentino realizza ed ha in progetto un programma ancor più comunista di quelli posti in atto da Prodi e D’alema messi assieme.
Infatti non è solo essere il capo eletto del partito comunista (che cambia il nome, come il pelo del lupo, ma non il vizio), non è il mettere sistematicamente le mani nelle tasche degli Italiani con tasse di ogni tipo e su ogni bene, ma sono gli atti concreti che fanno di Renzi un comunista.
L’abolizione del reato di clandestinità, rappresenta assieme al divorzio “breve” ed al progettato (e ripugnante) “matrimonio” tra omosessuali, la summa della distruzione della nostra società civile perseguita dal partito comunista sin dalla sua fondazione.
E oggi leggiamo che Renzi vorrebbe legare il canone rai, la seconda tassa più odiata dopo quella sulla casa, al reddito.
In pratica più uno guadagna, più dovrebbe pagare il canone rai.
Invece di abolirlo, privatizzando un carrozzone clientelare, inutile al Popolo e costoso, Renzi pretende che un servizio sia pagato non per quello che offre, ma in base al reddito.
Magari dovremo fare obbligatoriamente l’isee per sapere quanto ci verrà estorto.
Ora, un servizio, di qualsiasi genere, quindi anche il pessimo servizio della televisione pubblica, deve essere pagato in quanto tale, quindi, da chi ne usufruisce, in modo paritario.
Qui, invece, oltre a far pagare chi non ne usufruisce per il solo fatto di possedere un televisore, si vorrebbe imporre un pagamento svincolato dal servizio e dalla sua fruizione.
Non mi viene in mente nulla di più comunista, cioè di maggiormente spregevole in una amministrazione governativa.


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Madonna Boldrini, gli immigrati e il disprezzo per gli italiani

Boldrini fa la tour operator sulla pelle degli italiani. La situazione sbarchi è al collasso, ma la presidente della Camera spalanca le frontiere agli immigrati di Massimiliano Parente

M a quale emergenza immigrazione, suvvia. Non esageriamo. Migliaia di sbarchi di sfollati ogni giorno e Laura Boldrini è lì lì per sbarcare in Sicilia, non a nuoto come Beppe Grillo perché non ha ancora fatto la prova costume ma portandosi dietro un mare di belle parole da dire agli immigrati, sentite qui: «Welcome, benvenuti in un posto sicuro, nessuno vi torturerà, nessuno vi ammazzerà, nessuno vi perseguiterà più». Una figata. Un discorso sensibilissimo, annunciato in un’intervista alla Stampa, che passerà alla storia come il discorso del welcome. Welcome, che problema c’è, è l’uovo di Colombo, l’ovetto fresco di Laura. Perfino l’Europa, un pachiderma addormentato che si è reso conto di Hitler solo quando ha invaso la Polonia, registra una situazione gravissima, gli svizzeri se ne fregano e con un referendum hanno chiuso le frontiere, ma per Laura la soluzione è semplice, è welcome, accogliere tutti con una ghirlanda di fiori come alle Hawaii, tanto diciamo la verità, Mare Nostrum per ora sono solo cavoli nostri. Attenzione, Laura mica parla a vanvera. Lei è stata in Sudan, lì si dorme nelle bettole, il bagno è un buco per terra, sarà di quelli alla turca, ma senza offesa per i turchi, ci mancherebbe. Ci sono posti in cui ti camminano addosso gli scarafaggi, lo sapevate? Se è per questo ci sono pure in molte periferie italiane, ma mica si possono imbarcare per tornare qui a prendere il welcome di Laura. Comunque sia: «Ora che siete qui organizzatevi, non riposate sugli allori, perché bisogna essere realistici, l’Italia può fare molto, ma non può fare tutto».

Veramente in Italia non riescono a organizzarsi neppure gli italiani per se stessi, siamo annientati dalle tasse, nei supermercati la gente toglie un detersivo dalla busta della spesa perché non ce la fa a arrivare a fine mese e non ha gli occhi per piangere e neppure la scorta per ridere. La disoccupazione forse si smuoverà nel 2017, con questa data che si sposta sempre più avanti, praticamente i giovani disoccupati già adesso hanno cinquant’anni. Ma non ci camminano mica addosso gli scarafaggi, al limite ci camminano addosso gli africani, ma questi sono discorsi egoistici. Anche perché gli italiani, non dimentichiamolo, sono occidentali, e per una di sinistra l’Occidente è come il peccato originale per un cattolico.

Qui al limite si suicidano gli imprenditori, che comunque per Laura sono il simbolo del capitalismo. Anzi, io questo welcome lo piazzerei a Lampedusa con un cartello al neon tipo Las Vegas. Che poi non sarà mica limitato ai soli poveracci che si imbarcano nel Mediterraneo, credo vada esteso a tutto il mondo, dovremmo organizzare un ponte aereo con ogni Paese sottosviluppato e portarli qui, a Welcomelandia. E anche sul femminicidio, quello vero, diamo asilo a tutte le donne maltrattate dai musulmani, sempre però che lo vogliano loro, perché la cultura islamica va rispettata sia lì sia quando arrivano qui, mica siamo Oriana Fallaci. Un italiano che picchia una donna è da arrestare, un musulmano che la uccide e la sotterra in giardino, in fondo, è cultura. Infatti l’esportazione della democrazia è sempre stata un’aggressione occidentale, per quelli come Laura. Invece la ricetta di Laura Welcome è geniale, è la dottrina Bush al contrario: importare l’Africa, e a questo punto scusate anche l’India, volete mettere il vantaggio, non c’è più bisogno di andare lì per ritrovare se stessi, si tengano solo i marò.

Welcome a chiunque voglia, insomma, senza discriminazione. Anche agli zingari, che sono nomadi ma non so perché sono stanziati da anni dentro i cassonetti sotto casa mia, appena li vedo gli dico welcome. Però poi Laura Welcome dice anche che «ci vuole una cabina di regia capace di far colloquiare tutti gli attori» e ti viene il dubbio che forse stia parlando di un film, abbiamo frainteso tutto. E allora se non la candidiamo al Nobel per la pace diamole almeno premio un Oscar per la migliore interpretazione della Vispa Teresa, mandiamola a Hollywood e quando torna l’accogliamo anche noi con un bel welcome a quel paese.

I nostri giorni …

Ci sono giorni da vivere, come unità di misura del cielo, figli del momento, nati dopo una notte di stelle nella sala travaglio di questa bella vita messi al mondo in un istante e lasciati crescere per sempre … ci sono giorni da custodire, adolescenti  e ribelli eredi del passato e con le ali sulle […]

Cominciamo pure con il presidenzialismo

Forza Italia si mobilita per introdurre il presidenzialismo.
Sono perfettamente d’accordo: in Italia non si governa se non con un “dittatore” elettivo con ampi poteri.
Anche se, personalmente, ritengo al momento prioritari altri temi (l’uscita dall’euro, la riduzione delle tasse per tutti, il taglio della spesa pubblica, le privatizzazioni, il respingimento degli immigrati, il blocco delle leggi che continuano a farci scivolare sempre più in basso sotto il profilo morale, la rivoluzione della giustizia) apprezzo il colpo battuto da Berlusconi.
L’auspicio è che, se il bulletto fiorentino ignorerà tale pregiudiziale, ne tragga le debite conseguenze e ponga Forza Italia in una opposizione durissima e ostruzionistica contro questo governo.


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I Nemici dell’Italia

Di Laura Boldrini questo blog si è già occupato anche quando non aveva assurto al ruolo istituzionale di Presidentessa della Camera e faceva il commissario ONU, già in numerosi post del 2007. Ora la Terza Carica Istituzionale dello stato, è assai  preoccupata per la sua immagine in quanto, da parecchi sondaggi effettuati, risulta  antipatica perfino a chi la pensa come lei. A tale scopo, pare abbia ingaggiato degli image makers per capire cosa non funziona nel suo stile comunicativo. 
Uhmm! Ma qui, signora mia, non è  questione di “stile” né di  “immagine”, ma di sostanza, di  azioni e  di contenuti. Chi legge questa sua intervista concessa a La Stampa,  sull’operazione Mare Nostrum e sullo sbarco inarrestabile di migrazioni bibliche,  resta ammutolito e preoccupato per le sorti di questo disgraziato paese. Ecco un passaggio estrapolato:
 
Prima di lamentarci di essere stati lasciati soli chiediamoci quante domande di asilo sono state fatte negli altri Paesi, perché in quel caso scopriremmo – e mi scusi se torno sui numeri, ma mi sembrano la risposta migliore – che la Germania ha ricevuto nel 2013 109.600 domande d’asilo, la Francia 60.000, la Svezia 54,200, l’Italia 27.800. Quante persone sono arrivate via mare quest’anno? 55.000, tante, ma non tantissime, se paragonate alle 800.000 che stanno in Giordania.  
Sinceramente  dopo la lettura completa non ho più parole. Andrà in Sicilia  fra tre giorni a dare il suo benvenuto  e  a porgere la sua benedizione di Madonna degli scafisti  in concorrenza con Bergoglio, a chi ci invade costantemente; dirà loro che qui sono al sicuro, che qui possono arrivare tutti quelli che lo desiderano, quando e come vogliono, che l’Italia non fa ancora abbastanza in termini di accoglienza, ma che si stanno attrezzando per l’uopo.
Ci ha chiesto forse il nostro parere, la signora, prima di spalancare le porte del Paese all’universo? Le ha viste le fotografie di africani ammassati nelle brande sotto agli altari maggiori dentro le chiese di Palermo? Una vera e propria profanazione per credenti e non credenti.

Chiesa palermitana attrezzata su modello CIE

Leggete voi  stessi l’intervista agghiacciante. A me viene rabbia, amarezza e perfino un senso di voltastomaco di fronte a tanta ipocrita melassa da parte di una strapagata funzionaria ONU, oggi remuneratissima incaricata istituzionale, usa ad alloggiare in suite alberghiere a 5 stelle.  

Ormai sul fattore immigrati è una gara a chi le spara più grosse, a spese nostre: Bergoglio, Boldrini, Alfano…

Cosa abbiamo fatto di male per meritarci questa gentaglia scriteriata, nemica dell’Italia e degli Italiani?

Mortificante anche l’intervista in ginocchio ad opera del quotidiano torinese,  che  di fronte a tanta palese arroganza e sicumera, non ha tentato alcun contradditorio. Ma questo si sapeva già.  Una ragione di più per boicottare l’acquisto dei quotidiani, sempre più dannosi megafoni del Potere.

I mostri e i colpevoli

Lo spunto, ovviamente, lo offre il fatto di Motta Visconti dove una donna e due bambini sono stati brutalmente assassinati, PARE !, dal padre che AVREBBE confessato, nonchè dalla PRESUNTA individuazione del colpevole dell’assassinio della bambina di Brembate.
Il primo spunto è la presunzione di innocenza che deve essere concessa anche ai presunti mostri, visto che poi, talvolta, non si dimostrano tali come tante, troppe, volte è accaduto in occasione di presunti stupri dei padri verso le figlie o come nel celeberrimo caso di Unabomber.
Detto che anche il marito di Motta Visconti e quello di Mapello sono presunti innocenti, perchè leggiamo così spesso di brutalità all’interno di una famiglia ?
E non sono solo gli uomini, ma anche le donne mettono del loro come anche recentemente è accaduto ad una madre che ha ucciso il figlio.
Non credo sia fuori luogo imputare questi crimini ad un clima che, dall’approvazione delle legge sul divorzio nel 1970, anno dopo anno ha smantellato l’Istituzione fondamentale di ogni società: la Famiglia.
Il divorzio è stato il grimaldello, poi il femminismo con l’aborto e la cosiddetta emancipazione femminile che ha sottratto alle famiglie un elemento di equilibrio, riferimento e di unità.
Quindi la smania di apparire indotta dai pettegolezzi di attorucoli e attricette, di calciatori e di veline che hanno proiettato l’immagine dell’eterna festa e legittimato la concezione per la quale si possa allegramente “mollare” un marito, una moglie, per farsi riprendere, giocosi e giocondi con altra compagnia.
Infine l’attacco più disgregante portato dalle lobbies omosessuali, con la loro pervicacia volontà, alla quale sembra voglia pagare il pizzo anche Renzi, con la creazione dal nulla (e per il nulla) di un inesistente ma corrosivo “matrimonio” tra persone dello stesso sesso, privo di qualsivoglia pregio giuridico, sociale, economico e morale.
I “mostri” ci sono sempre stati, ma i colpevoli vanno ricercati in tutti coloro che, portando il loro contributo alla disgregazione della Famiglia, l’hanno ridotta ad un “peso” dal quale liberarsi appena si intravvede la possibilità di scimmiottare un calciatore o una velina, abbandonando il proprio coniuge (e persino i figli) per soddisfare i propri istinti bestiali.
E quando non si riesce ad abbandonare, allora si elimina il problema.
Definitivamente.
Ed è proprio in questi momenti che a chi mi contesta il fatto che io vorrei tornare ad una società patriarcale, ottocentesca, rispondo con maggiore convinzione e con maggiore ragione: perchè, non era forse migliore di quella in cui stiamo vivendo oggi ?


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La custodia del cuore

Caro Crescenzo, prima di tutto ti ringrazio di aver accettato il mio invito di far parte di questo blog, non soltanto come amico, ma ora anche come autore, benvenuto! Tu mi hai conquistato con le tue poesie, una, “La gioia di Maria” avevo pubblicato qui, ma so che hai scritto anche due libri e vorrei che […]

Renzi getta la maschera

Come capita a tutti i bulli, anche Renzi si gonfia come un tacchino e, sentendosi onnipotente, prevarica e abbandona ogni diplomazia.
Lo vediamo così riabilitare nel suo partito (il pci/pds/ds/pd) quel “centralismo democratico” tanto caro a Stalin, mentre nello stesso tempo opprime il Popolo con l’arma di distruzione di massa del fisco, affidato ad una fedele discepola del “vampiro” ex ministro dell’economia di Prodi, Visco.
E nel giorno in cui gli Italiani sono piegati dagli adempimenti fiscali, esce la “proposta” sul “matrimonio” degli omosessuali che, in linea con il divorzio “breve”, la cancellazione del reato di clandestinità, la fecondazione eterologa e la depenalizzazione delle droghe presunte “leggere”, completa il quadro di una legislazione improntata a devastare le residue fondamenta morali di una Nazione, distruggendo le quali si aprono le porte all’invasione di altre popolazioni, nell’ottica di una completa sostituzione degli Italiani con altri soggetti.
Leggo che tutto sarebbe nell’ottica di espellere Alfano e Giovanardi dal governo per poi andare ad elezioni cercando di doppiare la vittoria alle europee.
Io credo, invece, che noi Italiani non saremmo così sciocchi da ripetere due volte lo stesso errore del 25 maggio.
Che non è quello di aver votato in massa per i comunisti, perchè Renzi, furbetto, cita sempre le percentuali e non i voti assoluti che, comunque vada, sono sempre quelli, ma è stato l’essere rimasti a casa, l’astensionismo.
Il Centro Destra non deve aver paura del voto purchè si presenti con proposte forti e in contrapposizione con quelle della sinistra, rilanciando il proprio progetto politico che in campo fiscale, morale, sociale ed istituzionale resta comunque superiore a qualsiasi improvvisazione renziana.


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Non bisogna essere schizzinosi

Sabato scorso, a Bologna, per iniziativa di un consigliere regionale di Forza Italia (Galeazzo Bignami, ex AN rimasto con Berlusconi) e di un consigliere comunale sempre di Forza Italia (Marco Lisei) si è svolta una assemblea dal titolo “Ricostruiamo il Centro Destra“.
La sala era stipata, posti in piedi per i ritardatari o quelli troppo puntuali.
Si sono ascoltate espressioni condivisibili, ipotesi di lavoro, proiezioni.
Non c’erano big del partito, anche se sul Carlino di domenica ho poi letto di una dichiarazione positiva della sen. Anna Maria Bernini che condivido in pieno.
La Bernini ha dichiarato di guardare con interesse all’iniziativa anche se non è interessata al dualismo Congresso/primarie, perchè al centro deve essere posto il progetto, quindi le idee.
E le idee che contraddistinguono il Centro Destra dalla sinistra, possono essere sintetizzati sempre con il solito elenco:
tasse (quindi fermare il taglieggiamento di redditi, proprietà e risparmi operato dalla sinistra, come dimostra il grafico, che sia diretta da Prodi, Monti, Letta o Renzi che, addirittura, ha posto una fedelissima del vampiro Visco – quello che come primo atto nel 2006 aumentò le aliquote sui redditi solo per cambiare linea rispetto a Berlusconi che le aveva ridotte – a capo delle entrate, impostando una nuova repressione fiscale, invece di un alleggerimento);
euro ed europa (quindi riprendersi la Sovranità Nazionale che significa di base battere moneta propria e in proprio);
immigrazione (quindi far cessare lo sperpero di mare nostrum, riprendere il respingimento utilizzando la nostra flotta per un blocco navale che riconduca ai porti di partenza i barcone degli illegali, ripristinare il reato di clandestinità e ricominciare con le espulsioni di chi è in Italia illegalmente o di chi, pur entrato regolarmente, delinque);
giustizia (far cessare le invasioni di campo dei magistrati che legiferano in base a sentenze che stravolgono la volontà Popolare espressa dalle leggi e che cercano di condizionare i partiti nella composizione delle liste e delle leadership aprendo indagini ed esprimendo accuse che diventano condanne ancor prima del processo, violando ogni principio di legalità che si fonda sul principio di innocenza);
Valori (cioè cambiare rotta rispetto alla progressiva deriva morale che ci porta a correre sempre più velocemente su un piano inclinato con il traguardo della decadenza e della estinzione del nostro Popolo e che ha in sentenze – come quelle che autorizzano la fecondazione eterologa o la prosecuzione di un matrimonio dopo che un contraente ha cambiato sesso – in leggi – come quella sulla droga o quella sul divorzio “breve” – e in movimenti di pressione lobbistici – come quello degli omosessuali o quello che vorrebbe concedere cittadinanza e voto agli immigrati partendo dallo ius soli per chi dovesse nascere in Italia – le locomotive verso il disastro).
Certamente poi vi sono altri temi rilevanti come la politica energetica, le privatizzazioni, il presidenzialismo, il sistema elettorale, il lavoro, l’eccesso di leggi e regolamento, le autonomie locali e il federalismo, che rappresentano una costante del dibattito politico e che hanno bisogno di un progetto, oserei dire liberalnazionale, ma i cinque punti elencati in precedenza sono indubbiamente la summa della differenza tra “noi e loro”, dove il “noi” è la parte politica alla quale mi sento di appartenere (Centro Destra) e il “loro” è la sinistra alla quale non ho mai appartenuto e dalla quale mi divide tutto.
Io credo che difficilmente si possa trovare un gemellaggio su tutto quanto, con tutti coloro che appartengono all’area del Centro Destra anche perchè, a differenza di quelli di sinistra il cui scopo principale è sostenere la spesa pubblica per usare il denaro altrui per le proprie iniziative, ognuno di noi ragiona con la propria testa, in modo autonomo e libero.
Così quando non si è soddisfatti, anche di una parte di quel che è stato realizzato, ci si ritira sdegnati in un Aventino che, come hanno dimostrato le recenti votazioni, favorisce solo coloro i quali vogliono mettere le mani nelle nostre tasche per il loro esclusivo interesse.
Facile chiedersi: stavamo meglio con Berlusconi Presidente (con tutti difetti e le manchevolezze che ha avuto) oppure stiamo meglio oggi con Monti-Letta-Renzi e la loro politica espropriativa ?
Allora cerchiamo di essere meno schizzinosi con chi cerca di ridare al Centro Destra quella unità che, unica, può riportarlo al governo, facendo cessare la devastazione messa in atto dalla sinistra, di cui Renzi è l’esponente più pericoloso perchè è riuscito ad ottenere avalli affrettati e senza fondamento anche da parte di ampi settori del Centro Destra che lo hanno addirittura riconosciuto come interlocutore affidabile (seh !).
Non sono d’accordo con il fulcro del progetto di Bignami: le primarie.
Per me le primarie in Italia sono roba per comunisti, l’assemblearismo non si addice al Centro Destra dove il Capo è tale per carisma e autorevolezza.
Non mi piacicono le primarie, a meno che non si richieda una significativa tassa di iscrizione, dove chiunque potrebbe votare senza averci messo faccia e impegno da militante, ma solo con il versamento di un importo simbolicamente ridicolo.
Sono per valorizzare i militanti ai quali soli dovrebbe essere concesso il diritto di eleggere i dirigenti del partito e i candidati alle cariche pubbliche.
Ma se le primarie devono diventare motivo di scontro, non ci sto.
Il discrimine tra chi appartiene al Centro Destra e chi sostiene, in un qualsiasi modo, i comunisti è dato dalle soluzioni ai temi all’ordine del giorno e che ho elencato in precedenza.
Senza storcere il naso su chi ci sta a fianco.


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Giugno vermiglio

Les coquelicots di Monet

L’estate è alle porte. Giugno è il mese della luce e del solstizio che ne rappresenta il suo culmine prima di decrescere gradualmente; è il mese dei colori, dei primi caldi che ci sorprendono e ai quali non sappiamo ancora abituarci.  Dei blu cobalto dei  suoi cieli tersi dopo i temporali. Dell’erba che appena rasata diventa quasi paglia e dei papaveri che