Associazioni dei consumatori, servi dei servi

Pos obbligatorio per pagamenti sopra i 30 euro. Polemiche. Confesercenti: “La misura ci costerà 5 miliardi”. Salvini: “Mazzata per le partite Iva”. Di Maio: “Ridurre al minimo i costi per i commercianti” di Raffaello Binelli

Come anticipato nei giorni scorsi da oggi per imprese, lavoratori autonomi e professionisti scatta l’obbligo di dotarsi di Pos, il sistema di pagamento elettronico mediante carte di credito e bancomat. Per gli importi superiori ai trenta euro i cittadini potranno pagare, dunque, senza contanti. Ma per il momento non è prevista alcuna sanzione per chi non si adegua. La misura punta a rendere più tracciabili i pagamenti (anche su piccole somme), permettendo una lotta maggiore all’evasione fiscale. Ma ci sono dei costi non indifferenti che gravano sulle imprese. Confesercenti stima un costo aggiuntivo di circa 5 miliardi l’anno per le imprese. Per una Pmi media (50mila euro di transazioni l’anno) si stima un costo di circa 1.700 euro l’anno, tra canoni, commissioni, installazione e spese di utilizzo. Intanto, tra accuse (è un regalo alle banche) e proteste, divampano le polemiche.  “Non è ammissibile obbligare per legge artigiani, commercianti e liberi professionisti a regalare milioni di euro alle banche. Il Governo deve intervenire ed applicare il buonsenso, come per il caso Sistri, e ripristinare il provvedimento con cui si escludono dall’obbligo almeno le imprese che hanno un giro d’affari inferiore ai 200 mila euro all’anno”. È categorico Giuseppe Sbalchiero, presidente di Confartigianato imprese Veneto nel bocciare il decreto che obbliga, da oggi, professionisti, artigiani e commercianti a dotarsi di Pos, per poter accettare pagamenti dai clienti, d’importo superiore a 30 euro, a mezzo bancomat o carte di debito.

“L’introduzione dell’obbligo del Pos per i pagamenti sopra i 30 euro non deve trasformarsi in un’ulteriore tassa sulle spalle di imprenditori e professionisti: il costo delle transazioni dovrebbe essere azzerato da parte delle banche o, quanto meno, distribuito in modo equo tra chi incassa e chi paga”. A chiederlo è il segretario generale della Confederazione libere associazioni artigiane italiane (Claai), Marco Accornero. “Siamo convinti – aggiunge – che adeguarsi alle tecnologie e facilitare i rapporti con la clientela, favorendone i pagamenti, rappresenti un aspetto positivo, ma questo non può tradursi in nuove tasse per gli artigiani”. Secondo un calcolo effettuato dalla Claai, sottolinea Accornero, “un artigiano che incassa 50mila euro l’anno con il Pos sarebbe costretto a pagarne 591,50 per l’utilizzo di un apparecchio base, 604 con un cordless, 620 se collegato con Gsm”.

La protesta ovviamente corre anche sul fronte politico.”L’obbligo del pagamento con bancomat è l’ennesima mazzata per gli artigiani, i commercianti, le partite iva”. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, attacca duramente il pos obbligatorio per i liberi professionisti da oggi in vigore. “Come Lega – ha preannunciato parlando ad Agorà, su Raitre- sto preparando una proposta fiscale con un’unica aliquota. Una riduzione fiscale con una tassa uguale per tutti che dovrebbe costringere tutti a pagare perché gli conviene”.

Si unisce alla protesta anche Luigi Di Maio (M5S), vicepresidente della Camera: “Io sto con i commercianti”, scrive su Facebook. “Premesso che non sono un tifoso delle carte di credito e dei bancomat, più i nostri soldi saranno virtuali, maggiore è la probabilità che banche e agenzie finanziarie ci speculino con interessi, commissioni e aggi. L’obiettivo di questa norma potrebbe essere anche nobile, ma il Governo si è chiesto quanto costerà ai commercianti e artigiani adeguarsi? Dalle stime in mio possesso oltre 600 euro all’anno in media solo per il noleggio del dispositivo. A questo va aggiunta la commissione sulla transazione che in alcuni casi supera anche l’1% della cifra del pagamento: di questi tempi una parte consistente del guadagno dell’esercente, al netto dei costi”.

“Imprese tartassate… Dopo il canone speciale, da domani POS obbligatorio per le imprese, altro freno ai consumi e più spese di gestione”. Lo scrive su Twitter Maristella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei deputati.

Codacons: rifiutarsi di pagare in contanti

Tutti i consumatori, da oggi, devono rifiutarsi di pagare importi superiori a 30 euro in contanti e farsi mandare il conto a casa. È l’invito che lancia il Codacons ai consumatori per protestare contro esercenti, artigiani e professionisti che non si sono muniti di Pos, come previsto dalla legge. “Dal momento che, nei confronti dei trasgressori, non c’è alcuna possibilità di agire – spiega il presidente Carlo Rienzi – perché il decreto che introduce il provvedimento ha dimenticato di introdurre sanzioni per chi non si adegua, si rischia l’empasse: commercianti, professionisti e artigiani non possono infatti obbligare i clienti a pagare in contanti, ma senza Pos non sarà possibile per gli utenti effettuare i pagamenti con carta di credito o bancomat”.

Dentisti, rischio aumento tariffe

“Come categoria siamo avanti in questo settore – afferma Gianfranco Preda, presidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) – il 70% dei dentisti si è già dotato di un Pos prima di questa scadenza, e chi non l’ha ancora fatto lo farà presto”. Ma secondo il presidente dei dentisti c’è il rischio di un aumento delle tariffe. “Abbiamo – aggiunge – cercato di ridurre i costi dello strumento attraverso convenzioni bancarie per i nostri associati. Ma – osserva – è una spesa che potrebbe comunque ricadere sulle tariffe, perché il professionista deve pur rientrare della spesa sostenuta, con il rischio che i prezzi aumenteranno”.

Adusbef e Federconsumatori favorevoli

C’è anche chi si dice a favore della misura adottata dal governo. “L’obbligo di accettare pagamenti con moneta elettronica – osservano Federconsumatori e Adusbef – è un grande passo avanti in termini di tracciabilità dei pagamenti e lotta all’evasione”, nonché “un ampliamento ed un’agevolazione a favore del cittadino, che disporrà di un ulteriore metodo di pagamento”.  

Ci si domanda: ma FI dove stava?

Prima di leggere l’articolo qui sotto, bisognerebbe informarsi sul significato della parolaANATOCISMO“.

Arriva la mini patrimoniale di Renzi. Le aliquote per le rendite finanziarie passano dal 20 al 26%. Forza Italia: “L’ennesima bastonata” di Giovanni Corato

Risparmiatori, occhio alle aliquote. L’arrivo di luglio si porta dietro anche all’aumento delle tasse sulle rendite finanziarie che da domani passano dal 20 al 26%. Una mini-patrimoniale che colpirà non solo le somme risparmiate ma anche gli interessi derivanti da conti correnti bancari e postali, toccando conti deposto e praticamente tutti gli investimenti italiani, eccetto i titoli di Stato. Restano invece al 12,5% le aliquote per emissioni del Tesoro, postali e polizze. Bisogna quindi scegliere tra tre opzioni: pagare l’aliquota maggiorata anche sulle plusvalenze passate, vendere i titoli oggi e ricomprarli da domani in modo da evitare la retroattività dell’aumento o decidere per l’affrancamento, come ha spiegato qualche giorno fa Ennio Montagnani su ilGiornale. “Dopo l’alluvione fiscale dello scorso 16 giugno, dopo l’obbligo d’utilizzo del Pos per esercenti, professionisti, artigiani e imprese a partire da oggi, e in attesa dell’ormai certa manovra lacrime e sangue del prossimo ottobre, domani scatterà l’ennesima bastonata del governo Renzi”, commenta la senatrice Anna Maria Bernini, vice presidente vicario di Forza Italia, “A essere colpite però non saranno le società, le banche o le grandi famiglie del capitalismo, ma gli operosi risparmiatori italiani molti dei quali, magari perso il lavoro, sono riusciti ad andare avanti solo grazie ai proventi del proprio patrimonio investito. Ancora una volta quindi, per finanziare le sue promesse elettorali e propagandistiche, Renzi fa pagare il conto ai cittadini, ’colpevolì di aver risparmiato in tempi di crisi. Una scelta miope, dannosa, iniqua e gravemente punitiva, che avrà come unico effetto quello di dare il colpo di grazia a famiglie e imprese, già tartassate dai recenti salassi tributari”.

Oltre gli aiuti forzati, malattie ed epidemie

Ancora una tragedia nel Canale di Sicilia. Una trentina di immigrati sono morti, forse per asfissia, a bordo un vecchio peschereccio su cuisono state stipate oltre seicento persone. Quando in nottata la Grecale, una nave della Marina militare, ha raggiunto il natante, per alcuni di loro non c’era già più niente da fare. Una tragedia annunciata che porta i nomi di colpevoli ben precisi: da una parte quell’Unione europea che, al di là di un pugno di vaghe promesse, non scende in campo al fianco dell’Italia; dall’altra il governo Renzi, e in particolar modo il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che subendo passivamente l’operazione “Mare Nostrum” non è in grado di opporsi a un’emergenza sempre più allarmante.
L’ondata di clandestini e profughi che cercano di raggiungere l’Italia fuggendo dalle guerre e dalla disperazione non si arresta. Dall’inizio del 2014 sono già oltre 60mila gli uomini, le donne e i bambini salvati nel canale di Sicilia. È ormai evidente non solo che verrà superato il record raggiunto nel 2011, quando si superò i 63mila arrivi, ma anche che è sempre più realistica la previsione dei tecnici del Viminale che non escludono la possibilità che si arrivi a 100mila persone entro la fine dell’anno. E così, mentre il governo non prende provvedimenti seri e si bea delle misure tampone offerte da Bruxelles, un’altra tragedia annunciata torna a macchiare le acque del Mar Mediterraneo. Stipati in una parte angusta del barcone, una trentina di immigrati sono morti molto probabilmente per asfissia. Proprio la posizione in cui si trovavano i corpi ha impedito l’immediato recupero da parte dei militari della Grecale: solo un paio di cadaveri sono stati portati a bordo della nave militare che ha poi scortato il barcone verso il porto di Pozzallo. “Le camicie di Renzi e Alfano – ha commentato il leader della Lega Nord, Matteo Salvini – sono sporche di sangue”.
Quella che si è conclusa in nottata tragicamente è stata un’altra giornata di soccorsi per gli uomini e le unità del dispositivo Mare Nostrum. Oltre all’intervento della Grecale, le navi della Marina militare e della Guardia costiera hanno soccorso sette barconi nel solo fine settimana. Complessivamente sono state salvate 1.654 persone, tutte partite dalle coste del Nord Africa. L’ennesimo fine settimana di soccorsi ripropone il problema di come uscire dal vicolo cieco in cui si è finiti con l’operazione “Mare Nostrum” varata proprio dopo la strage di Lampedusa. Perché, sebbene grazie alle navi italiane siano state salvate migliaia di vite, non solo è stato impossibile evitare del tutto le morti ma sono stati attirati nuovi disperati. Le partenze sono infatti aumentate non appena le navi italiane hanno cominciato a pattugliare molto più da vicino le coste libiche. Al G6 di Barcellona Alfano ha ribadito che Mare Nostrum “deve diventare un’operazione europea”, con Bruxelles che deve farsi carico “di questo peso” e mostrare “una strategia chiara”. Parole che al summit di venerdì scorso non sono state però tradotte come l’Italia sperava. Se infatti sono state poste le basi per un rafforzamento di Frontex, che per il 2014 ha un budget di soli 90 milioni di euro (l’equivalente del costo di dieci mesi della missione Mare Nostrum), è saltato dall’accordo finale il “mutuo riconoscimento” delle decisioni sull’asilo, punto su cui il premier Matteo Renzi puntava non poco dal momento che, nel medio e lungo periodo, si sarebbe potuti arrivare al superamento di Dublino 3, il regolamento dell’Ue che costringe i migranti a fare richiesta d’asilo nel paese in cui sbarcano.
Il gran numero di arrivi sta mettendo a dura prova il sistema di accoglienza nei Comuni. E non è un caso che Antonio Satta, componente dell’ufficio di presidenza dell’Anci, sia tornato a chiedere al governo un intervento. “Bisogna mettere a punto – ha dichiarato – nuove misure per sostenere più da vicino i Comuni che in queste settimane stanno affrontando l’arrivo di immigrati. Serve un più stretto raccordo tra governo, Prefetture e Comuni. Ad oggi, l’iniziativa, non di rado, è stata lasciata a questo o quell’amministratore locale. Non possiamo pensare che tutto sia affidato alla buona volontà dei Comuni”.
Immigrati, un “caso clinico” allerta il ministero della Salute. Allarme a bordo di un barcone che naviga verso l’Italia. Isolato uno straniero: “È un caso sospetto di malattia infettiva” di Sergio Rame

Scatta l’allerta. Durante le operazioni di soccorso effettuate ieri dal pattugliatore “Orione” della Marina Militare, che è intervenuto prestare assistenza a un barcone, è stato identificato un caso sospetto di malattia infettiva. A lanciare l’allarme è stato il ministero della Salute rassicurando che il paziente è stato isolato a bordo. Nel corso dei controlli sanitari il personale sanitario di bordo e il personale degli uffici di Sanità marittima ha identificato “un caso sospetto di malattia infettiva” che rientra nei casi di interesse per il Regolamento sanitario Internazionale dell’Oms. I Immediatamente attivate le procedure necessarie di routine previste per giungere alla diagnosi del caso, il paziente è stato isolato a bordo. “Il ministero della Salute e la Marina Militare – fanno sapere dal dicastero guidato da Beatrice Lorenzin – proseguono nell’opera di rafforzamento del dispositivo di sorveglianza sanitaria nei confronti di potenziali rischi infettivi connessi ai flussi migratori”. L’attuazione del protocollo contribuisce ad alzare ulteriormente il livello di tutela dei cittadini residenti nel nostro Paese e quella degli stessi immigrati. La nave “Orione” avrebbe dovuto sbarcare in serata a Catania, ma all’ultimo momento è stato rinviato il rientro. Non è chiaro se il rinvio o l’eventuale cambio di destinazione sia stato deciso dopo il trasferimento in ospedale del sospetto di malattia infettiva.

Silvio, addio

I primi scricchiolii si erano sentiti alle elezioni europee con la candidatura di Cecchi Paone, sufficiente a farmi cambiare voto e scegliere il porto più sicuro della Lega.
Adesso, dopo la scelta della signorina Pascale, il Cavaliere sembra incarnare il proverbio che vuole Zeus far prima impazzire gli uomini che vuole distruggere.
Quando scrissi che la signorina Pascale era la Isabelita di Berlusconi, non pensavo ad una situazione già così degenerata.
Berlusconi con la sua dichiarazione a favore degli omosessuali dimostra, infatti, di non essere più lucido e sfida la base del suo elettorato.
Come fece Fini quando, nel 2003, si schierò per il voto agli immigrati.
E come allora abbandonai Alleanza Nazionale, così oggi dico addio a Berlusconi.
Mi piacerebbe che ci fossero presto le elezioni, per vedere quanti voti otterrebbe una Forza Italia pascalizzata.
E naturalmente attendo le reazioni degli uomini di Forza Italia, a cominciare da Gasparri, dalla Santanchè e da tutti coloro che, sino ad ora, si sono battuti per evitare che l’Italia precipitasse in una deriva senza fine.
Perchè non è sufficiente dichiararsi contrari, ma bisogna essere conseguenti abbandonando Forza Italia alla sua deriva omolatra.




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Berlusconi ha una comunista in casa.

Confesso che, dopo aver letto il Giornale:

http://www.ilgiornale.it/news/interni/pascale-e-feltri-si-iscrivono-allarcigayil-caso-giornalista-1032950.html


ero intenzionato a copiare il titolo odierno di Massimo: “Berlusconi molli la Pascale”.

http://blacknights1.blogspot.it/2014/06/berlusconi-molli-la-pascale.html

Poi ho pensato che era meglio ricordare che l’ ARCI è un’ associazione ricreativa comunista e visceralmente antifascista. Mentre tra i fondatori dell’ ARCI-Gay oltre a Vendola, vi sia un prete notoriamente Cattocomunista ed omosessuale come Marco Bisceglia. Ecco che, dopo aver sposato in passato un attriccetta con amicizie molto, molto, molto molto strette con Massimo Cacciari, ecco che la Quinta Colonna comunista si introduce nuovamente ad Arcore. Dunque, così come penso che per Feltri (che da tempo si era avvicinato ai libertari in materia di invertiti) sia dovuto a carenze di fosforo nella dieta senile, urge invece che Berlusconi molli velocemente questa suffraggetta comunista le cui buone letture mi sfuggono.

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Berlusconi molli la Pascale

Leggo che Feltri e la Pascale, fidanzata del Cavaliere, si sono schierati con gli omosessuali.
Se per Feltri rispetto l’età, in fondo è capitato anche a Montanelli di “sbarellare” in tarda età, constato che a Berlusconi giovava di più il “bunga-bunga” della monotonia dell’attuale fidanzamento.
In fondo ai tempi del “bunga-bunga” vinse le elezioni alla grande, adesso, se non smentisce la fidanzata, perderà anche le simpatie dei suoi sostenitori di più lungo corso.



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Gavrilo Princip: milioni di morti sulla coscienza.

Quanti MILIONI di morti pesano sulle spalle di Gavrilo Princip ???
Non solo quelli della Prima e Seconda Guerra Civile Europea, ma pure i 6 milioni di Israeliti nei Lager ed i Cento Milioni uccisi dal comunismo.
Questo Raphus Cucullatus, questo ebete incosciente, questo criminale assassino inoltre è responsabile di aver distrutto quell’ Europa che era rinata a fatica al Congresso di Vienna, dopo gli sfracelli della Rivoluzione Francese e del Bonapartismo. Un Europa che avrebbe potuto rinnovare il Sacro Romano Impero, costituita in quella Triplice Alleanza che ne rappresentava anche mappalmente il degno erede, che avrebbe potuto rappresentare un baluardo contro il Panslavismo oggi rinascente, con possibilità di larghe autonomia territoriali all’ interno, come del resto già l’ Austria concedeva, tant’è che ancora oggi molti Veneti rimpiangono l’ Impero. Ed un baluardo, come in passato, contro la crescente invasione islamica.
Come sempre, non io condanno gli assassini all’ Inferno, ma constato che le responsabilità di Princip siano enormi.

Invece di straparlare, Balotelli prenda esempio…

Bob Mc Adoo
Jair Da Costa 
Balotelli o il clan che gli gira intorno, se avesse il dono dell’ autocritica costruttiva (ma è impensabile…) dovrebbe chiedersi perchè questi 2 Negri sono stati amatissimi a Milano e rispettati in tutta Italia. Due Grandi Campioni, due Brave Persone.

Promoveatur ut amoveatur

Uno dei peggiori ministri del governo Renzi (ma è difficile trovarne uno appena appena sufficiente) è in predicato per ottenere un posto di rilievo in europa.
La incolore ministra degli esteri Mogherini potrebbe diventare ministro degli esteri dell’unione sovietica europea.
Non che sia importante quel ruolo, anzi è del tutto ininfluente, ma sarebbe interessante conoscere i meriti di questa Mogherini.
Già erano del tutti ignoti i suoi numeri per la Farnesina e non mi sembra che si sia distinta in questi mesi.
I nostri Marò sono ancora sequestrati.
I governi del nord Africa continuano a mandarci clandestini.
L’Italia è fuori dai principali tavoli internazionali.
Renzi si dimostra il più efficiente poltronificio del secolo.
Se questo è il nuovo che avanza, verrebbe da dire restituiteci il vecchio , ma tra i nomi fatti c’è pure quello di Massimo D’alema.
Vecchio è vecchio, ma anche di lui si potrebbe dire come per la Mogherini , riprendendo una celebre espressione di Mourinho: zeru tituli !
Il terzo nome italiano tra i papabili è quello di Enrico Letta, il giovane nato vecchio e che in dieci mesi da presidente del consiglio non ha lasciato alcuna traccia e si fatto disarcionare senza neppure combattere.
E allora ?
Allora Renzi cerca solo di liberarsi di qualche concorrente o di qualche ostacolo, segno che dell’europa, dove mandiamo sempre seconde e terze scelte, non interessa a nessuno.


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