Napolitano è tutto tranne super partes

A cosa serve un presidente della repubblica eletto dal parlamento e non dal Popolo, quindi frutto di compromessi e scambi di voti, se non, essenzialmente, ad essere super partes e non intervenire nel dibattito politico, se poi esterna come un disco rotto ?
Non serve a nulla, perchè se volessimo un presidente che partecipi al gioco, avremmo solo da eleggerlo direttamente come in Francia e negli Stati Uniti.
Io sono abbastanza anziano per ricordare Saragat e Leone, autentici notai della repubblica.
Celebri i telegrammi di Saragat: felicitazioni per le vittorie sportive e condoglianze per i defunti.
Un grande presidente, se di lui si ricordano solo i telegrammi.
Anche Leone fu un grande presidente, di cui ricordiamo volentieri le performance canore, le corna all’indirizzo di chi gli urlava “a morte” (i soliti comunisti, beceri allora come oggi) e meno volentieri il massacro cui lui e la bella moglie Vittoria furono sottoposti dopo le false accuse sullo scandalo Lockeed (guarda un po’ come si ripete la storia e sempre verso chi comunista non è).
Con Pertini le cose cambiarono.
Un presidente invadente, presuntuoso, primadonna, con la velleità di occupare quel ruolo che prima Nenni, poi Mussolini, poi ancora Nenni, quindi De Martino e Craxi gli avevano, nella sua testa, sottratto.
A seguire fu un continuo peggioramento (con l’unica eccezione di Cossiga che, pur esternando troppo, bastonò equamente tutti) con presidente interventisti, logorroici e demagoghi.
Ma Napolitano supera, nel peggio, tutti, persino Scalfaro (ed è tutto dire !).
Il complotto di cui neanche dice di essersi accorto, ma che è ben delineato dalle informazioni che escono sempre più dettagliate e che non sarebbe riuscito senza una sponda al Quirinale, è solo un esempio del suo comportamento tutt’altro che super partes come pretenderebbe il ruolo e il sistema di elezione.
La sua ultima uscita?
A tre giorni dal voto europeo attaccare i “populismi” e i “nazionalismi”.
Il solito vecchio comunista formatosi nelle scuderie staliniste (infatti sostenne l’invasione sovietica in Ungheria).
Il solito vecchio comunista che ci indica la strada giusta: quella opposta ai suoi auspici.
Quindi il voto per uno dei partiti di Centro Destra: 
Lega, 
Fratelli d’Italia o 
Forza Italia


Entra ne

Berlusconi smetta di attaccare Grillo e pensi a Renzi

Silvio Berlusconi è partito lancia in resta contro Grillo.
Che il  buffone professionista di Genova sia indigesto è un dato di fatto.
Le sue posizioni su nucleare, tav e gli stessi attacchi personali a Berlusconi lo rendono invotabile.
Ma il suo modo di opporsi al conformismo imperante della stampa prona a Renzi che, a sua volta, è prono ai poteri forti finanziari europei, è quello giusto.
Basta parlare di evasori e di pagamenti in nero: chi se ne frega ?
A noi interessano :
meno tasse
meno immigrati sulla nostra terra
meno deriva morale
meno droga
meno europa, anzi abolizione dell’euro e ritorno alla Lira.
Non può importarci di meno del passato “criminale” di Grillo e di Berlusconi.
Il nemico è Renzi con tutta la sinistra che non aspetta altro che appiopparci una patrimoniale dopo averci già taglieggiato casa, risparmi e redditi, la distinzione tra droghe “leggere” e pesanti, cittadinanza e voto per i clandestini, l’asservimento alla Germania ed alla unione sovietica europea.
Berlusconi smetta di attaccare Grillo, perchè con ogni attacco perde voti.
Certo non a favore di Grillo, ma della Lega e di Fratelli d’Italia sì e, probabilmente, anche a favore di Renzi perchè alcuni moderati, con la politica del terrore verso il babau Grillo, magari potrebbero pensare che il bulletto fiorentino sia l’unico a potervisi contrapporre.
Berlusconi rischia di fare come Francesco De Martino, segretario socialista, nel 1976, quando scosse talmente l’albero nella sua polemica contro la DC che i frutti caddero tutti nel giardino del pci.
E per De Martino venne l’ora della pensione (sostituito da un signore che di cognome faceva Craxi).
Se il Cavaliere vuole continuare a fare politica, deve affrontare i temi cari al suo Popolo, lasciando che i due parolai, quello professionista di Genova e il dilettante di Firenze, si scornino tra di loro.


Entra ne

La correzione fraterna, questione delicata!

Se il tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea; e […]

Il metodo Renzi:paga chi è in regola

Rinviata al 16 settembre la prima rata TASI, la nuova rapina sulla casa decisa da Letta e confermata da Renzi sul solco tracciato da Monti.
Rinvio ma non per tutti.
Sembra infatti che nei comuni “virtuosi”, quelli che hanno deciso le aliquote i cittadini dovranno pagare la prima rata entro il 16 giugno.
I comuni con amministratori “distratti”, potranno pagarla il 16 settembre, guadagnandoci perchè, come insegnano i Latini: plus dat qui cito dat.
Ancora una volta Renzi, che non è diverso dai suoi predecessori, pur di mettere le mani nelle nostre tasche discrimina, penalizzando chi ha eletto amministratori puntuali e premia tutti gli altri.
Il metodo Renzi è il metodo tipico dei comunisti: far pagare chi produce.


Entra ne

L’Europa dell’incultura

C’era una volta il festival della canzone europea detto semplicemente Eurofestival. Ricordate Gigliola Cinquetti e il suo virginale “Non ho l’età?”.   Oggi tale manifestazione non si traduce nemmeno più in Italiano così alla buona, ma si chiama Eurovision Song Contest  e si dà il premio ad un uomo con barba e  baffi vestito da donna, ovvero drag queen. Altri tempi, altri costumi. Innanzitutto traduco il termine che siamo usi impiegare in modo acritico: “regina dello strascico, del rimorchio “;  dal  verbo to drag: rimorchiare. Conchita  Wurst il cui  vero nome è  Thomas Neuwirth è diventato di fatto il nuovo simbolo di questa Europa dell’incultura,  senza moneta, senza stati sovrani, senza confini, priva di generalità relative al genere e al sesso, senz’anima e senza radici.
Avevamo la società liquida, avremo anche il genere liquido, quando non addirittura  liquefatto. Dunque si doveva per forza rappresentare l’Europa dei diritti delle cosiddette minoranze in modo proditorio, aggressivo, repressivo e provocatorio.  E lo hanno fatto artatamente in prossimità delle elezioni. Ecco le dichiarazioni di Conchita Wurst (è questo il suo pseudonimo) dopo la vittoria: “Questa notte è dedicata a chi crede in un futuro di pace e libertà. Non ci fermerà nessuno”.

La grande rivoluzione culturale, che i Poteri Forti stanno oggi promuovendo in tutto il mondo – e specialmente in Occidente – ha un nome: ideologia di genere (o, in inglese, gender).
Nell’occhio del mirino, in questo caso, è finita l’identità stessa dell’essere umano nel suo – da sempre riconosciuto come “naturale” – dimorfismo maschile/femminile.
Secondo l’ideologia gender, infatti, le differenze sessuali tra maschio e femmina sarebbero solo “morfologiche” e dunque, nella sostanza, non avrebbero quasi alcuna importanza; in base a questo “nuovo” punto di vista, la differenza maschile/femminile sarebbe invece soprattutto culturale; ovvero, gli uomini sarebbero uomini solo perché educati da uomini, mentre le donne sarebbero donne solo perché educate da donne.
Il nostro scopo, pertanto, è quello di cercare di comprendere perché, al giorno d’oggi, si voglia intervenire e rimodellare l’immagine stessa dell’uomo, per imporre una concezione della sessualità ideologica e avulsa da qualunque retaggio “naturale”: un processo, questo, che – come vedremo – nelle sue forme più estreme sembra destinato a sfociare nel modello di un “uomo artificiale”, un vero e proprio Transumanesimo”.

dal libro UNISEX ovvero La creazione dell’Uomo “senza identità”, il quale tratta di come manipolare l’uomo sia la nuova frontiera dei poteri forti.
Non poteva mancare, la benedizione di un Arcivescovo austriaco (non ne ricordo il nome e nemmeno me ne voglio ricordare) che seguendo il dettato bergogliano ha detto che la Chiesa deve spalancare le porte anche alla diversità. “Non tutti coloro che sono nati uomini, si sentono anche uomini, e la stessa cosa può valere anche per le donne. Meritano il nostro rispetto come tutti gli altri esseri umani”.  Molto bene, il genere maschile e femminile per l’Arcivescovo è un optional in fieri.
Buona Notte o Europa, e sarà  notte nera.  Ricordiamoci anche di questo quando andremo a votare domenica prossima.  Dalla Cinquetti alla Drag Queen!

Gigliola Cinquetti vincitrice 16enne dell’Eurofestival  a Copenhagen nel 1964

Da Europa come ammaliante ninfa rapita da Zeus secondo il mito greco, all’uomo con barba e baffi che si mette le tette e fa la donna en travesti in modo grottesco. Parodia d’uomo e insieme parodia di donna. Il circo Barnum europeo è diventato questo ed esporta i suoi “fenomeni da baraccone” per il mondo.
Va in onda in Te Deum di Charpentier con la consueta sigla a 12 stelle dell’Eurovision. Ma chi dobbiamo ringraziare?

Per noi, una débâcle.   Non dimentichiamo di tutto questo in quel 25 maggio che è già alle porte.   

Grillo e Renzi: I due parolai

Una volta c’erano Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che avevano inaugurato la serie dei filmetti comici “I due …” deputati, pompieri, ladri …
Oggi abbiamo Grillo e Renzi che ci allietano con le loro sparate da osteria: io vado oltre Hitler, se ce la fa il governo ce la fa l’Italia, Dudù è da affidare alla vivisezione, bisogna dare il daspo ai politici corrotti …
Insomma una gara senza fine di demagogia parolaia che ha surclassato persino il nuovo vescovo di Roma (con il suo emulo di Vienna).
Se dovessi scegliere, opterei per il buffone professionista e collaudato da almeno trenta anni, al giovane pagliaccio che ha, nel suo curriculum, solo una partecipazione alla “Ruota della fortuna” del grande Mike (che ha avuto ben altri campioni – Inardi, Latini, Fabbricatore, la stessa Longari – ben più degni e credibili anche come presidenti del consiglio).
Fortunatamente noi di Destra e di Centro Destra abbiamo la possibilità di scegliere tra tre opzioni ugualmente valide: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.
Fortunatamente noi di Destra e di Centro Destra sentiamo i nostri rappresentanti parlare di ciò che ci interess: tasse, immigrazione, euro.
Perchè è proprio la concretezza che manca ai due parolai nella loro foga di inseguirsi all’ultima battuta, alla provocazione più provocante.
Renzi, lo abbiamo visto, non ha alcun rispetto per il risparmio.
Dal primo luglio aumenterà infatti la tassazione sui risparmi degli Italiani al 26% dopo che il suo degno compare Monti lo aveva portato dal primo gennaio 2012 al 20%.
L’altro degno compare di Renzi, il desaparecido Enrico Letta, ha invece prodotto una legislazione complessa e penalizzante per i proprietari delle case, espropriando di fatto il diritto di proprietà e Renzi nulla ha fatto per porvi rimedio.
Sappiamo, quindi che il putto fiorentino continuerà nella politica di sempre della sinistra di taglieggiare i risparmi ed espropriare redditi e proprietà private per disperderli in elemosina clientelare.
Di Grillo non si sa nulla in campo economico, salvo che i suoi personali conti li sa fare molto bene.
In campo immigratorio Renzi ha continuato la politica di Letta con una operazione, mare nostrum, che è solo un costo che grava nell’immediato sulle nostre tasche e nel futuro sull’intero assetto sociale ed economico di una Nazione invasa da elementi estranei e inquinata dal meticciato.
A maggior ragione se Renzi avrà la possibilità di realizzare la minaccia di passare dallo ius sanguinis allo ius soli, concedendo anche cittadinanza e voto ai clandestini.
Grillo ha votato l’abolizione del reato di clandestinità assieme a Renzi: e questo dice già tutto in materia.
Sull’euro Renzi sostiene un tedesco, il kapò Schultz, per la presidenza e, come ha detto Grillo, si appresta ad un paio di leccatone al grosso deretano della Merkel.
La sudditanza di Renzi (come di tutta la sinistra) all’euro ed all’unione sovietica europea non potrebbe essere più palese ed indigesta.
La rinuncia alla Sovranità ed alla Dignità Nazionale viene espressa anche dal silenziatore che vorrebbe imporre alle rivelazioni sul complotto del 2011 ordito contro Berlusconi,  quando per rimuovere il Cavaliere Merkel e sodali non esitarono a danneggiare la nostra economia per creare artificiosamente una situazione di crisi.
Restare alleati di quegli esseri rappresenta la cifra dello spessore morale e delle capacità di Renzi.
Grillo apparentemente è contro l’euro, però fa troppi distinguo e le sue prospettive appaiono oltremodo ambigue.
Allora l’elettore di Destra e di Centro Destra ha la possibilità di scegliere con certezza la Lega o Fratelli d’Italia contro le tasse, contro l’immigrazione e l’operazione mare nostrum, per l’uscita dall’euro.
Forza Italia, che è contro l’immigrazione e contro le tasse, ha una posizione più sfumata sull’euro proponendosi di portare più Italia in europa, ma dovrebbe uscire dal partito popolare europeo per marcare la differenza con la Merkel.
La Lega, in più, mantiene una posizione certamente di Destra anche sui temi etici (divorzio, omosessualità, aborto, eutanasia, droga) che, invece, vedono Fratelli d’Italia più sfumati e Forza Italia troppo allineata alla sinistra.
In ogni caso l’elettore di Destra e di Centro Destra ha l’alternativa ai due parolai: Lega, Fratelli d’Italia o Forza Italia sono tutte scelte per l’Italia molto più  utili delle vuote parole d’ordine di Renzi e Grillo.



Entra ne

La connivenza inconfessabile

Una certa indignazione – forse perfino ogni specie di indignazione – si nutre di una connivenza inconfessabile e ferita col male che condanna. Con quale faciltà la difesa della purezza mobilita in noi l’impurezza! L’indignazione è come uno spasimo impotente provocato in noi da un veleno che non possiamo né eliminare né consumare. Tentiamo invano […]

Qualche notizia…

Nel frattempo, in silenzio è successo questo e succede che la Pinottiha deciso che i rifugiati possano essere liberi di circolare in europa. Lo ha deciso lei eh? Mentre le leggi europee dicono ben altro. Dicono che i rifugiati DOBBIAMO tenerceli noi e che non sono liberi di circolare in europa… ah, poi, c’è un’altra chicca. Quella del proseguimento della missione “Mare nostrum” nonostante sia un totale fallimento e nonostante l’incremento di carne umana adatta alla bassa manovalanza criminale. Con buona pace di tutti noi italiani. Ma di cose ne sono successe molte altre, ad esempio questo e anche questo.
Renzi si fa il tour elettorale, gli italiani muoiono di tasse. Renzi in Emilia-Romagna per il tour elettorale del Pd: ha tempo anche per una lezione “privata” in palestra. Intanto l’Italia affonda: dopo i dati negativi sul pil, la stangata di inizio estate di Andrea Indini

Matteo Renzi è un fiume in piena. Non sta fermo un attimo. Gira l’Italia in lungo e in largo per promuoversi e per promuovere il Pd. E mentre il premier compie un forsennato tour elettorale in vista delle europee, il Paese affonda sempre di più. Dopo i drammatici dati dell’Eurostat che hanno registrato un’inversione di rotta del pil del Belpaese (-01% nel 2014), gli italiani dovranno anche fare i conti con l’ingorgo fiscale di inizio estate. Secondo i puntuali calcoli della Cgia di Mestre, tra giugno e luglio i cittadini e le imprese italiane saranno chiamati a pagare tasse per ben 75 miliardi di euro. Due pedalate con la cyclette, pesi e qualche chilometro di tapis roulant ascoltando musica e navigando su internet. Comincia così, all’alba delle 6,45, la giornata di Renzi che, prima di affrontare il tour della campagna elettorale in Emilia-Romagna, si è presentato a Cesena alla Tecnogym. Come ha fatto ieri visitando lo stabilimento della Scavolini a Pesaro, Renzi ha voluto visitare alcune realtà imprenditoriale locali: la Tecnogym, azienda che l’amico imprenditore Nerio Alessandri ha fondato nel 1983, la Orogel, che produce frutta e verdura surgelata, e l’Amadori, azienda leader di piatti a base di carne. Alla Tecnogym, accompagnato da Alessandri e da una rappresentanza di dipendenti, il segretario del Pd ha visitato lo stabilimento nella periferia di Cesena dove lavorano 800 dipendenti per realizzare attrezzi per il fitness. Un’occasione unica per Renzi che affronterà in giornata una vera e propria “corsa” elettorale: il comizio a Forlì, l’incontro con candidati e iscritti a Sassuolo, meeting con i rappresentanti del settore delle piastrelle a Confindustria Ceramica, una visita a Medolla a due anni dal terremoto, poi il comizio in piazza Grande a Modena e conclusione della serata a Reggio Emilia.

E, mentre, Renzi va in giro per l’Emilia-Romagna a fare campagna elettorale per il Pd, gli italiani si ritrovano a mettere mano ai portafogli per onorare ben 29 scadenze fiscali. Al netto del gettito riconducibile ai contributi previdenziali, si stima che nelle casse dello Stato entreranno oltre 75 miliardi di euro di tasse: 40 miliardi versate dalle famiglie e 35 dalle imprese. “Nel 2005, con il nostro governo, eravamo riusciti a contenere entro giusti limiti la pressione fiscale – ha denunciato ieri il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi – oggi, invece, dopo tre governi di sinistra non eletti dai cittadini, la pressione fiscale è arrivata a sfiorare il 45%”. Un record mondiale che fa male ai contribuenti e imprese. “Sfiancate dalla crisi e sempre più a corto di liquidità – attacca il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi – c’è il pericolo che molte famiglie e altrettante piccole imprese non riescano a superare questo vero e proprio stress test fiscale”. Gli appuntamenti più importanti di giugno riguarderanno il versamento delle imposte e dei contributi risultanti dal Modello Unico: dall’Irpef all’Ires, fino ai contributi previdenziali. Come ricorda la Cgia di Mestre, bisognerà poi pagare la prima rata dell’Imu, della Tasi e, in molti Comuni, anche la rata della Tari (la nuova tassa sull’asporto rifiuti). Per quest’ultimo tributo, saranno i sindaci a decidere il numero e le scadenze delle rate. A giugno, inoltre, dovranno essere onorati i versamenti mensili relativi alle ritenute Irpef, sia dei dipendenti sia dei lavoratori autonomi, il pagamento dei contributi previdenziali e dell’Iva riferita al mese precedente. Sarà possibile spostare a luglio il versamento degli importi risultanti dalla dichiarazione dei redditi con l’aggravio di uno 0,4%. Sempre a luglio i contribuenti dovranno eseguire il versamento Irpef dei lavoratori dipendenti e degli autonomi, i contributi previdenziali e il pagamento dell’Iva del mese precedente.