Berlinguer, NON ti voglio bene.

Da tempo assisto a tentativi patetici, anche da destra, di rivalutare un miliardario comunista come Enrico Berlinguer. Bene ha fatto, una quindicina di giorni fa, Marcello Veneziani, col quale sono quasi sempre in sintonia, a lanciare l’ allarme. Berlinguer in realtà non abiurò MAI il comunismo, veicolo di sangue e morte, in Italia e nel mondo. 
Sempre ossequioso con dittatori assassini come Fidel Castro e solo a parole critico col PCUS di Mosca. Un comunista pieno.
Ai suoi ammiratori, si uniscono ora anche i grillini.
Niente di cui stupirmi…

http://www.ilgiornale.it/news/interni/1018113.html   

Il Piave mormorava

Novantanove anni fa l’Italia entrava in guerra contro l’Austria e la Germania.
Il Piave mormorava allora come oggi.
Siamo, di nuovo, ad una guerra, questa volta di voti e di idee, che, ancora una volta, impone agli Italiani una scelta: o Uomini Liberi, o sudditi.



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Ma… ma…

… non voleva togliere la pensione di reversibilità a sua nonna? Invece ora pensa di elargire 80 euro al mese (per quanti mesi?) ai pensionati? Tuttavia, non s’è inventato niente di nuovo riguardo la grandiosa conferenza stampa con tanto di slide… ricorda qualcuno, anni fa con il patto con l’italiani. Oh, dimenticavo, se votate il Pd, votate per Shultz (che è il kapò tedesco), se votate per FI, votate per Junker che è l’uomo della Merkel…
L’ultima carta di Renzi? La propaganda elettorale. Dopo aver detto di volere sottrarre le proposte del governo alla discussione elettorale, Renzi si fa un mega spot elettorale di Domenico Ferrara

Hai voglia a dire che le elezioni europee non rappresentano un voto sul governo e che l’operato dell’esecutivo non deve essere usato durante la campagna elettorale. La verità è che il terreno su cui cammina Matteo Renzi è fragile e quindi è meglio la propaganda rispetto al silenzio. Ecco dunque che dopo le innumerevoli comparsate televisive, oggi il premier annuncia gongolante la conferenza stampa in cui sciorinerà le cose fatte dalla sua compagine governative. “Alle 12 conferenza stampa su questi primi 80 giorni di governo. Dieci slide con le cose fare e i cantieri aperti”, ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio rivolgendo poi “un pensiero affettuoso agli amici gufi”.

Insomma, è passato il tempo in cui tronfio e sicuro dichiarava che “anche per evitare di fare campagna elettorale, le riforme sono rimandate a fine mese” perché “vogliamo sottrarre le nostre proposte alla discussione elettorale, motivo per cui abbiamo accettato l’invito che la discussione assembleare al Senato si possa fare dopo il 25/5”. E ancora: “È un atto che personalmente e anche politicamente un po’ mi costa”. Evidentemente gli è costato troppo. E così ha deciso di rimangiarsi la parola e giocarsi la carta dello spot elettorale.

Si parte dunque con la slide degli 80 euro (che “non sono un’elemosina, ma è giustizia sociale”) e con la promessa che il bonus andrà anche a pensionati e partita Iva e con quella di un abbassamento delle tasse, poi con quella sui provvedimenti sul mercato del lavoro, sulla scuola (con l’annuncio di 10mila nuovi cantieri per l’edilizia scolastica), sulla cultura, sulle riforme e così via. Ho il “desiderio di rassicurarvi del fatto che in questi giorni di intensa campagna elettorale non soltanto si è continuato a lavorare in modo molto deciso e determinato ma si sono gettate le basi per un autentico cambio di prospettiva della nostra azione di governo. Chi ha pensato in questi primi ottanta giorni che i nostri fossero interventi spot deve ricredersi vedendo il filo logico dei nostri provvedimenti”, ha dichiarato il premier.

Fuori da questa Ue!

 
 
Questa non è la mia bandiera
 
 
 

 

E questa non è la mia moneta
 
 
 
Questa non è il mio Parlamento, del resto non può deliberare un bel nulla poiché dove sottostare alla Commissione Ue. …

 

…tanto meno, kapò Schulz rappresenta il presidente  degli Europei .
 
 
 
 
Questa non è la mia gente
Questo non è buon commercio né buon cibo italiano



NO alla Nato Economica che ci rende ancora più schiavi e vassalli di quanto siamo già

Questa non è la mia agricoltura


 
Questi  due  loschi figuri coman-dano senza essere mai stati eletti da  nessuno.

 
 
 
 
 
 
 
Quest’uomo  a capo della BCE è  un usuraio al soldo di potenti banche d’affari.

 
 
 
 
 
 
Napolitano, il comunista prediletto di Kissinger,  non è il mio Presidente.  E’ appena andato in Svizzera a dare agli Elvetici lezioni di democrazia, dopo aver messo in atto un golpe tecno-finanziario nel 2011 e averci fatto subire tre Primi ministri non eletti, dovrebbe essere processato per alto tradimento.
Renzi non è il mio presidente del Consiglio,, ma una delle tante marionette nelle mani della Troika.
 
Domenica 25 maggio ci aspettiamo un segnale forte di benservito a questa Ue.
 
 
 
 

L’Italia torni ad essere libera, indipendente e sovrana!

 

Con la LEGA per la LIRA

Le votazioni di domenica sono importanti ma, come sempre, non saranno conclusive.
Chi vince oggi è lo sconfitto di ieri e di domani.
La finalità della politica è quella di canalizzare una guerra in termini esclusivi di voti e non di proiettili, di idee e non di violenze, per arrivare a far progredire la nostra comunità, tenendo il buono di ciascuno.
Ciò non toglie che io abbia una sensazione sul voto di domenica e una speranza che non necessariamente coincide con la sensazione.
Comunque vada le mie opinioni non cambieranno.
Dobbiamo uscire hic et nunc dall’euro per riprendere non solo la Lira, ma anche la nostra Sovranità, Indipendenza e Dignità, abbandonando quella consorteria di ruffiani e pervertiti che vorrebbe imporre i suoi diktat da Bruxelles.
Dobbiamo fermare l’immigrazione, con le buone o con le cattive, per salvaguardare la nostra Identità, la nostra Sicurezza e il nostro Benessere (residuo) dall’aggressione di milioni di clandestini: non possiamo caricarci sulle spalle i problemi altrui.
Dobbiamo invertire la rotta per ritrovare quei Valori Morali che, dall’approvazione della legge sul divorzio nel 1970, sono andati progressivamente affievolendosi nelle coscienze e nei costumi degli Italiani.
Dobbiamo riportare lo stato nell’alveo dei suoi compiti istitutivi, tagliando le adunche mani che, con la scusa delle tasse, si allungano nelle nostre tasche per sottrarci redditi, risparmi e proprietà.
Dobbiamo riportare anche la magistratura nel suo alveo, perchè applichi e non interpreti le leggi, senza pregiudizi ideologicirinunciando alla facile popolarità ed ai riflettori.
Dobbiamo e dovremo fare tante altre cose e riaffermare tanti altri principi e non saranno certo queste elezioni europee che sposteranno l’impegno cui siamo tutti chiamati nel sostenere le nostre idee ed opinioni.
Anche le elezioni di domenica però, a seconda dei risultati, potranno aiutarci nella nostra battaglia e per questo, pur non disprezzando il voto a Fratelli d’Italia e Forza Italia che comunque saranno necessariamente parte della coalizione di Centro Destra alle prossime politiche, il mio voto andrà alla LEGA.
Perchè è il partito che, oggi, è più vicino alle mie idee e che per le alleanze internazionali può maggiormente incidere sul primo punto all’ordine del giorno: chiudere con l’europa dei burocrati, della Merkel, dell’austerità e dell’euro.



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La gioia di Maria …

Ti chinasti sul Suo piccolo viso, fino a baciarlo, in quella nuova creazione dove il riscatto ebbe inizio, con l’umiltà che si arrese all’evidenza nonostante lo sconcerto di toccare il divino … Affidataria del mondo, oggi Ti chini anche su di me e mi vieni a calmare, proprio come si fa come un bambino … […]