Ambiguità dei «buoni»

di Thomas Merton Come cattolico io mi attengo saldamente a quanto inse­gna la Chiesa in merito alla giustificazione e alla grazia. Non si può essere giustificati da una fede che non compie le opere d’amore, perche l’amore è testimonianza ed evidenza del « nuovo essere » in Cristo. Ma appunto questo amore è in primo […]

Una lezione per il Centro Destra

Le elezioni europee del 25 maggio rappresentano una sconfitta secca.
Per fortuna erano elezioni europee, in cui il risultato del pci/pds/ds/pd, in controtendenza rispetto al resto dell’europa Germania a parte sulla quale l’elettorato comunista italiano si è appiattito, sarà assorbito e contenuto dalle affermazioni dei partiti “populisti, razzisti e xenofobi” in molte altre nazioni.
Ma noi siamo Italiani e ci preoccupiamo dell’Italia, anche perchè le conseguenze di questa inopinata fiducia attribuita al bulletto fiorentino le pagheremo, salato, noi per primi.
E’ evidente che la responsabilità prima non è degli elettori che si sono fatti buggerare dal putto, credendo alle sue promesse (e adesso pagheranno – come purtroppo anche noi che lo avevamo capito – le tasse che taglieggiano i nostri redditi – + 6% sui conti correnti e sui risparmi dal 1° luglio – i nostri redditi, le nostre case con le sue tasi, tari, imu che si è ben guardato dal toccare e che anzi, con una sfrontatezza incredibile, impone di pagare a chi è in regola, rinviando il balzello per chi in regola non è)ma la responsabilità prima è di chi ha creduta di fare il grande gesto di ribellione non andando a votare.
Io non voto perchè non mi riconosco in questi partiti e non mi riconosco nel parlamento europeo.
Così quelli che hanno votato, hanno deciso anche per te !
Non votare è giusto quando non si condivide un referendum perchè il non voto può aiutare a far mancare il quorum.
Ma qui non c’era quorum.
Vince chi vota, gli altri subiscano tacendo.
Quindi i veri Tafazzi sono gli astensionisti, il 42% del corpo elettorale che ha visto una partecipazione del 58% contro il 75% del 2013.
Poichè le percentuali sono ingannevoli, traduciamolo in voti effettivi: oltre 6 milioni in meno.
La differenza è tutta lì: i comunisti sono andati tutti a votare, hanno fatto il pieno, più di così non otterranno, infatti puntano molto sul suono minaccioso delle percentuali.
Ma in termini di voti assoluti hanno “conquistato” poco più di un milione di voti (sommando Renzi a Tsipras) e più avanti non andranno, anche perchè i loro compagni in libera uscita per Grillo sono già rientrati e, soprattutto, si conferma che l’elettore del Centro Destra, che non ha l’anello al naso e non crede che i coccodrilli volino solo perchè viene scritto sull’Unità o su Repubblica, non è disposto a votare comunista, preferendo (sbagliando) l’astensione.
Da qui il Centro Destra deve e può ricominciare.
Come ?
Come ha fatto la Lega in 12 mesi a recuperare quasi mezzo milione di voti quando ci sono stati di votanti in meno.
Una linea certa, senza cedimenti alla “responsabile opposizione” ad un governo, quello di Renzi, fondato sulla sudditanza alla Germania e sul taglieggiamento di risparmi, redditi e proprietà, con un programma sintetico ma estremamente chiaro:
– respingimento dei clandestini
– abolizione dell’imu e revisione, in forte riduzione, di tutte le tasse che taglieggiano redditi, risparmi e proprietà, con eliminazione di spesa pubblica di egual portata;
– sostegno ai Valori Morali tradizionali;
– rivoluzione nel sistema giudiziario;
– riconquista della Sovranità Nazionale uscendo dall’euro;
presidenzialismo.
Ma, soprattutto, cessazione di ogni velleità personalistica che porta a ben tre candidati in una regione, il Piemonte, dove uniti si vince per uno zero virgola e divisi la si consegna ai comunisti.
Sapranno i nostri rappresentanti mostrarsi all’altezza dei loro elettori, per riportarli alle urne e ribaltare l’esito quando il voto diventerà importante ?



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Del non crederci e della sindrome di Stoccolma

In pratica, hanno già scritto tutto lei, lui e lui. Però… c’è più di qualcuno che non crede a quel 40 e passa percento e qui c’è una opinione che prendiamo con le pinze. Poi, un articolo che merita di essere pubblicato per intero e l’articolo è di Eugenio Orso. Preso direttamente dal suo blog. Ribadisco la mia, non è possibile che si siano fatti comprare per 80 euro una tantum. Perchè se così fosse, bisognerebbe che si facciano curare da psichiatri molto competenti perchè a questo punto, la sindrome di Stoccolma è una cosa gravissima. Il peggio è che in questo schifo ci veniamo trascinati anche noi che abbiamo (o non abbiamo) votato diversamente usando il cervello.
The day after, ossia l’Italia senza speranza di Eugenio Orso   

Ciò che è accaduto domenica, in occasione delle elezioni per il parlamento europeo, è troppo poco definirlo sconcertante. Scioccante potrebbe andare un po’ meglio, ma è ancora insufficiente. Verrebbe da dire che gli italiani non hanno memoria e neppure spina dorsale, che non solo non imparano dai propri errori, ma ne commettono sempre di peggiori. Il voto a valanga al pd di Renzi, euroservo e filo-atlantista – impegnato a ridurre l’Italia a un cumulo di macerie sociali e produttive per conto delle aristocrazie del denaro e della finanza – lo testimonia nel peggior modo possibile. Potremmo forse parlare di “Sindrome di Stoccolma”, visto che il consenso è stato amorevolmente concesso ai carcerieri e kapò piddini, che si celano dietro l’immagine promozionale di Renzi. Mentre nel resto d’Europa si moltiplicano i segnali di ribellione all’unionismo elitista e alle politiche antisociali, in Italia accade esattamente il contrario e la sinistra neoliberista, atlantista ed europoide, incarnata perfettamente dal pd, raggiunge il massimo storico dei consensi. Solo in germania i governativi tengono, ma sappiamo che la germania beneficia, per ora, della trappola dell’euro e delle politiche di austerità imposte agli altri paesi. Per questo vorrebbe prolungare all’infinito, a proprio vantaggio, l’agonia degli altri popoli europei. Votare come i tedeschi – anzi, peggio – per chi l’”europa” finanziaria e monetaria la subisce sulla propria pelle, è degno di un incubo alla Sacher-Masoch, in cui ci si mette volontariamente alla mercé del carnefice-torturatore.

Evidente che coloro che hanno votato in massa per il pd non possono essere tutti “patrimonializzati”, membri della classe globale, ricchi deterritorializzati che plaudono al mercato senza confini. Nulla di buono ricava, la massa degli elettori del pd, dalle privatizzazioni e dalla libera circolazione dei capitali, nonché da una moneta privata sopranazionale che ci toglie l’ossigeno. In molti casi quelli che hanno votato pd sono semplici impiegati, pubblici e privati, a rischio “mobilità” e decurtazione delle paghe, pensionati se non al minimo, in relative ristrettezze, e giovani precarizzati che nessuno stabilizzerà. Costoro, se non fossero obnubilati o addirittura lobotomizzati, avrebbero tutto l’interesse ad appoggiare politiche opposte a quelle che l’”europa” impone al paese. Ironia della sorte, attraverso i collaborazionisti piddini e renziani, tanto baciati dal voto di massa. Ci vorranno altri cinque milioni di disoccupati e inoccupati, valanghe di “dismissioni” di partecipazioni azionarie pubbliche a vantaggio dei privati, il collasso della sanità e dei trasporti, perché costoro “si sveglino” e comincino a capire? Per come stanno le cose in Italia, forse non basterà neppure quello …

Se i votanti sono il 58,68% degli aventi diritto e il pd ha avuto il 40,81% dei consensi scrutinati, significa che ben il 23,95% dell’intero corpo elettorale ha votato per il partito neoliberista, euroservo e filo-atlantista. Quasi uno su quattro – un numero enorme – ha votato contro i suoi stessi (e i nostri) interessi vitali, approvando l’applicazione di tutti i “trattati europei” e la continuazione del rigore contabile che ci sta distruggendo. Quale popolume idiotizzato, privo di coscienza politica e sociale, ridotto dai media e dall’avversa situazione economica a forma di vita subumana, può arrivare a questo punto? Quello italiano, con tutta evidenza, e non è più il caso di nasconderlo o di cercare attenuanti.

Per la verità, si dovrebbe considerare attentamente il dato dell’astensione assieme ai quozienti elettorali dei partiti, prima di condannare senza appello gli italiani. Assumiamo come dato il 41,32%, che corrisponde a circa venti milioni di aventi diritto. Altro numero enorme, molto superiore al voto per il pd. Questo numero, per quanto grande, non è omogeneo e non indica un’unica tendenza. C’è l’astensione detta “fisiologica”, che pesa per alcuni punti percentuali sul totale. C’è l’astensione che possiamo definire “di lungo periodo”, riguardando coloro che da molti anni si tengono lontani dalle urne, con varie motivazioni (sono tutti uguali, tanto non cambia niente, eccetera), la quale pesa percentualmente più di quella fisiologica. Poi c’è un astensionismo più recente, che riguarda i neodisgustati e coloro che capiscono di non avere alcuna rappresentanza dentro il sistema. Questo astensionismo è cresciuto, non a caso, di pari passo con la perdita di sovranità politica e monetaria dello stato nazionale e con lo svuotamento in termini di rappresentanza dei partiti/ cartelli elettorali.  Eccezion fatta per sparute minoranze, l’astensione non esprime – quale esatto contrario del voto al pd – una chiara coscienza politica, la consapevolezza della questione sociale che attraversa il paese, una motivata opposizione al sistema e al dominio del mercato sovrano (che si è fatto un sol boccone della politica). In questa vastissima area che si tiene lontana dalle urne, sconforto, paura del futuro, instabilità esistenziale e lavorativa, superficialità e ignoranza, purtroppo la fanno da padrone.

Per quanto Grillo corra ai ripari, masticando l’amaro boccone della sconfitta e trasformando il “vinciamo noi” in un più possibilista e indeterminato “vinciamo poi”, è indubbio che assieme al pd renziano hanno vinto le forze della sottomissione ai poteri esterni, della rassegnazione e della sconfitta. L’attivismo di Renzi, privo di risultati positivi per il popolo, attrae come nella notte la luce le falene una massa obnubilata, manipolata e diminuita intellettualmente. Una massa di idiotizzati che scambia le “necessarie riforme” per una futura, concreta possibilità di rinascita del paese, mentre altro non sono che manovre neoliberiste imposte all’Italia dal grande capitale finanziario. Non ci saranno alternative, anche se si finge un’alternativa, a uso e consumo del popolume affascinato dalla loquela e dall’immagine “briosa” di Matteo Renzi. Il programma da applicare è sempre quello del 5 agosto 2011, contenuto nella lettera bce di Trichet/ Draghi all’allora governo Berlusconi. Quelli che hanno votato per il guitto fiorentino non capiscono di aver votato contro se stessi e il proprio paese. Non sanno che il pd non è un vero partito nazionale, in rappresentanza di interessi italiani, ma la “longa manus” degli oligarchi europidi e americano-occidentali che ci tengono in pugno. Qui sta la grande abilità del marketing politico targato pd, che opera con il supporto di quasi tutti i media nazionali. Capacità di imbrogliare, di mentire, di subornare, di alterare la realtà fino alle estreme conseguenze, fino a rovesciare la prospettiva del male in quella del bene.

Mai come ora vale ciò che ho scritto un po’ di tempo fa nel post Perché dobbiamo stare dalla parte della Russia e del Fronte Nazionale Francese (3 marzo 2014, Pauperclass): Partiamo dal presupposto che l’Italia, data la situazione di totale subalternità all’unione europoide euronazista, alla nato guerrafondaia e agli usa con velleità imperiali, non può liberarsi da sola ed è, quindi, condannata. A ciò si aggiunge la passività di una popolazione in gran parte, ormai, “individualizzata”, rimbecillita e impaurita dal futuro che l’aspetta. Non è escluso, tuttavia, che accadimenti esterni di una certa importanza potranno influire sul quadro politico interno, risvegliando l’antagonismo nel paese. L’ultima possibilità che resta all’Italia, prima di diventare un cimitero industriale popolato da masse di straccioni disoccupati, è quella della ”scossa” improvvisa determinata da eventi internazionali, dentro e/o fuori del vecchio continente, di portata storica. Dopo il risultato choc delle europee, non credo che ci rimanga qualche altra speranza…

Franza e Italia….

Perchè i franzosi, che hanno perso 2 guerre mondiali poi, farloccamente, grazie al sangue altrui, si sono seduti al Tavolo della Pace da vincitori ? Perchè nonostante il Caso Dreyfus e tutti gli Israeliti consegnati da Vichy alle SS nessuno gliela mena, mentre a noi per le Leggi del ’38, mai applicate e con tutti gli aiuti dati da Mussolini ( e Pio XII ed il Cardinal Schuster…) ai vari Perlasca ed alla DELASEM, ci fanno un mazzo tanto ?
Perchè sono più furbi, si sanno vendere meglio, loro ed i loro prodotti: moda, pittura, formaggi e vini. Ieri hanno capito come votare (grazie ad Almirante..), noi babbaloni, che abbiamo avuto Macchiaioli almeno pari ai loro Impressionistii, e Moda, Formaggi e Vini decisamente superiori ai loro, IERI non abbiamo capito un ciuffolo ! Tafazziamoci così…

L’Europa s’è desta, l’Italia no

 
 
Se getto uno sguardo ai risultati delle elezioni europee mi sento confortata dal successo di Marine Le Pen che ha dato un salutare scossone alla Francia. Grande donna che ha saputo calamitare perfino i voti degli operai, notoriamente elettorato della sinistra. Mi sento confortata dal successo di altri partiti identitari europei come FPO di Haider in Austria, del   Pvv  di  Geert Wilders in Olanda (che i sondaggi dei soliti diinformatori  davano per morto), del partito autonomista della Catalogna, dell’Ukip in GB, del partito di Fidesz – Unione Civica Ungherese  di Viktor   Orban e di Jobbik, di tanti altri partiti identitari scandinavi,.  Ma l’Italia è in stato comatoso.
Vince inspiegabilmente il partito delle tasse, dei gabellieri, dei “cravattari” che non appena finiranno di festeggiare per il loro 40% di  elettori che li hanno premiati,  sono pronti a strozzianrci di nuove sigle di pesanti decime. Vince il partito dell’invasione migratoria, il partito del matrimonio omosessuale e dello ius soli.
La Lega ridotta a lumicino dalle inchieste giudiziarie precedenti, rimonta fino a diventare la quarta forza, ma la povera Meloni e il suo Fratelli d’Italia non ce la fanno a varcare lo sbarramento del 4%. Grillo non sfonda, ma neppure si può parlare di “sconfitta” come dicono i media. Ma qual  è la causa del successo di Matteuccio da Firenze?
  •  Ha fatto una campagna elettorale da comiziante della prima Repubblica con  un cadeau all’Achille Lauro (gli 80 euro).
  • Ha rubacchiato  i voti “moderati” dei berluscones, il quale B.  ha fatto una campagna elettorale ridicola, lanciando clamorosi assist  a Renzi e stipulando con lui, vergognosi accordi “consociativi”.
  • Ha eroso le sue stampelle come Sciolta civica (oggi Sciolta Europea) dalle già esigue percentuali, come pure gli alfaniani e altri cespugli in via d’estinzione.
Nessuno però, in queste ore  conta il grande Partito delle Astensioni con  i veri euroscettici  della situazione che a casa nostra premiano i pretoriani piddioti. Questi ultimi,  che piova che nevichi o che ci siano terremoti, votano e votano SEMPRE. Non c’è nulla di più feroce di un docile gregge!

Il Pd di Renzi (unico caso di successo in Ue insieme al Tsipras della Grecia, sai che coppia!) dovrà comunque vedersela con l’insuccesso  complessivo della sinistra europea in quanto tale.   E le sinistre in Ue sono  sempre state i principali scherani dell’Eurozona, come si è già constatato.
La verità è che tutta Europa si sveglia con i suoi specifici movimenti identitari e sovranisti,  tranne l’Italia, confermando la “blindatura” dell'”antifascismo” ideologico. Poiché è questa la vera causa storica. Noi non potremmo avere un Front National, un Ukip, un  Fidesz di Orban, un Vlaams Belang in Belgio, un FPO austriaco, poiché pesa la “damnatio memoriae” del ventennio fascista e il conseguente ricatto morale che i gendarmi di quella memoria arruolati per l’uopo, si accaniscono a preservare  con ogni mezzo, lecito o illecito che sia. Vale anche per Grillo che resuscita il fantasma di Berlinguer e la teoria del “comunismo che non è stato bene applicato”. Una prova concreta?
Le manovre sporche per escludere Forza Nuova dalla competizione elettorale e non farle passare lo sbarramento del 4%..
 Pochi lo vedono, nessuno lo scrive. Io lo scrivo, sperando che rappresenti un ulteriore utile elemento di analisi.

Quos vult perdere Iupiter dementat prius

Alla maggioranza degli elettori italiani piace essere vessata da tasse e burocrazia.
Alla maggioranza degli elettori italiani piace pagare per dare vitto e alloggio ai clandestini.
Alla maggioranza degli elettori italiani piace la deriva morale della Nazione.
Alla maggioranza degli elettori italiani piace essere prona allo straniero, specialmente se tedesco, mettendosi con i pantaloni calati, di schiena e a novanta gradi davanti a Martin Schultz.
Non si può commentare in altro modo, lasciando l’analisi sul “da farsi” (che non può che tradursi in un ostruzionismo con ogni mezzo contro Renzi) ad un secondo momento, leggendo anche i numeri dei votanti e dei voti e non solo basandosi sulle percentuali, l’esito delle elezioni europee che vede l’Italia in controtendenza e totalmente allineata alla Germania.
E’ incomprensibile, se non con una volontà autolesionista e autodistruttiva, la scelta di quanti non sono andati a votare, consentendo ai comunisti, sempre obbedienti al partito, di portare il pci/pds/ds/pd ad un risultato percentuale superiore ad ogni logica e senza giustificazione alcuna per quel che ha realizzato.
E non è consolatorio, se non marginalmente, il risultato complessivo che vede il successo diffuso dei partiti che la sinistra definisce “razzisti e xenofobi” perchè si tratta di movimenti che hanno, come primo obiettivo, l’interesse delle rispettive nazioni.
Così il Regno Unito con l’Ukip, la Francia con il Fronte Nazionale, la Grecia con Alba Dorata, avranno modo di rafforzare, anche con governi di altro colore, la tutela degli interessi nazionali, a spese dell’Italia il cui governo ha persino sostenuto un tedesco per la presidenza dell’unione sovietica europea, ottenendo il consenso masochista dei suoi elettori.
Questa volta il miracolo di San Silvio non è riuscito, anche per responsabilità diretta del Cavaliere che ha scosso l’albero attaccando Grillo a testa bassa ed ha fatto cadere i frutti nel giardino comunista, esattamente come accadde a De Martino nel 1976, oltre ad essersi inquinato con la sponda ripetutamente fornita al putto fiorentino senza ricevere nulla in cambio e dissanguando il proprio elettorato.
Il Centro Destra andrà ricostruito, sulla base di un programma netto di uscita dall’euro, di contrasto all’immigrazione, alla deriva morale, di riduzione delle tasse su redditi, casa e risparmi, nel solco di una politica che deve vederlo rappresentare in Italia lo spirito che ha esaltato Inglesi, francesi e greci, per recuperare quell’elettorato che, come Tafazzi, è rimasto a casa, lasciando che il putto fiorentino ottenesse una consacrazione non giustificata dalle sue azioni.
Ma avremo modo di parlarne prima delle elezioni politiche che probabilmente avremo se non in autunno, almeno il prossimo anno.



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Lo spirito del Concilio…

Certe volte non capisco lo spirito del Concilio..
Mi hanno cancellato il Latino, bello, maestoso e le cui Preghiere, erano recitate a memoria sì, ma tutti ne conoscevano il significato, Vecchiette Benedette in testa, quelle delle Prime File, con tanto di pizzo nero sui bianchi capelli.
Poi, mi lasciano PARACLITO, e tre o quattro nelle Prime File sono svenute, stamane..