Il cambio di passo di Renzi

La quasi totalità della stampa italiana, con la sola eccezione di Libero e Il Giornale e, forse, qualche altro quotidiano di cui però non ho contezza, ha sostenuto con ripetute marchette la campagna elettorale di Renzi, occultando quello che il putto fiorentino stava preparando ai danni degli Italiani, a cominciare da quegli elettori che gli hanno creduto e da quelli che, astenendosi, gli consentono oggi di sbandierare percentuali elevate di consenso.
Adesso però, parte di quella stampa si accorge che il cambio di passo di Renzi è solo e soltanto l’ennesima ripulita delle tasche degli Italiani, con l’aggiunta di ulteriori e più gravi danni (che sono anche economici) in campo morale e sociale.

Dal primo luglio i risparmi saranno taglieggiati di un ulteriore sei per cento, con la tassazione, tutta renziana, del 26%.

Il costo del passaporto aumenta di circa il 60%.

La tasi, che in quasi tutti i comuni che hanno fissato le aliquote è al massimo, costerà il 60% più dell’imu.

La tari, tassa sui rifiuti, aumenta a prescindere dalla raccolta differenziata (anzi pare che la raccolta differenziata costi di più e allora è lecito domandarsi perchè farla a parte le manfrine ecoambientaliste cui credono solo i boccaloni).

L’operazione mare nostrum ci costa un milione al giorno e, come se non bastasse, riapre le porte dell’Italia a malattie che erano da noi scomparse:
morbillo
lebbra
polio
senza considerare le possibili evoluzioni della peste e dei virus ebola.

Il divorzio, che fu il grimaldello con il quale si scardinò l’ordine morale tradizionale, diventa “breve”, trasformando il matrimonio in una barzelletta che, se fosse approvata una qualsivoglia legge che istituzionalizzi le “coppie” omosessuali, si trasformerebbe in una farsa.

La droga viene nuovamente suddivisa in “leggera” e “pesante” con la conseguenza che quattromila tossici-spacciatori potranno tornare liberi di corrompere i più deboli.

Tutto questo è frutto della sbornia renziana che solo un Centro Destra unito può, se non raddrizzare, almeno mitigare nelle sue più nefaste conseguenze.
A tutto ciò si aggiunga l’euro, con Renzi che, fedele discepolo, definisce la Merkel “un modello” mentre in Forza Italia una parte contesta la legittima e giusta alleanza di Salvini con il Fronte Nazionale francese ai quali spererei di vedere aggregarsi, cancellando ogni pregiudizio, anche Alba Dorata, Alternative fur Deutchland, NPD, Jobbik, Ukip fino a Grillo che dovrà mettersi in testa che, ormai, gli elettori di sinistra lo hanno abbandonato e gli sono rimasti solo gli arrabbiati di Destra.
E me ne frego se vengono definiti con un intento spregiativo che non mi tocca “populisti, razzisti, xenofobi, fascisti, maschilisti, omofobi” e chi più ne ha più ne metta.
Il nemico è e resta la sinistra che in Italia è rappresentata da Renzi e nella fase emergenziale che attraversiamo dobbiamo essere alleati con tutti coloro che vi si oppongono, nessuno escluso.



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Renzi l’ autarchico: subito aumenta il costo del Passaporto…

Tasse, tasse, tasse: SSC, Sono Sempre Comunisti.
Subito aumenta il costo del rilascio del Passaporto, che passa da 73,50 euro per il rilascio del documento (al posto dei 42,50 attuali), più il costo del libretto, più il bollo annuale di 40,29 euro che verrà esteso a tutti, sia che si viaggi in Europa che altrove. E’ quanto stabilito da un emendamento del PD riformulato al dl Irpef, a firma di Giorgio Tonini, e approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze al Senato.
Per non farci pù viaggiare…come in Corea del Nord.
Con il 40 % dei voti dei vari Raphus Cucullatus d’ italasia, aspettiamoci ora pure la PATRIMONIALE sui Conti Correnti.
Sono Sempre Comunisti…

Il Grande Male è Renzi, non Grillo

Ieri ho postato un commento ne Il Giornale online.
Mi sono stancato di veder sprecare parole per attaccare Grillo, continuando in una politica sbagliata che pensa solo a picchiare su Grillo, mentre tratta con i guanti bianchi il Grande Male: Renzi.
Le tasse che andiamo a pagare nelle prossime due settimane, non ce le ha imposte Grillo, ma Monti e Letta e Renzi si è ben guardato dal toglierle.
Anzi, dal 1° luglio i nostri risparmi subiranno un’altra tosatura per colpa esclusiva di Renzi che ha portato al 26% la tassazione, contro il 20% di MOnti e il 25% chiesto dalla Camusso.
L‘europa la vuole “cambiare” (seh !) restandoci ben dentro con l’euro e tutto, Renzi, non Grillo.
Poi, è vero, Grillo ha votato per abolire il reato di clandestinità, è contro la Tav, contro il nucleare, probabilmente è a favore del divorzio breve, delle unioni omosessuali.
Ma io non dico di sposare o votare Grillo, dico che, oggi più che mai, dobbiamo fare causa comune per sbarazzarci al più presto del bulletto fiorentino.
Nelle emergenze anche i più feroci nemici possono non allearsi, ma fare un percorso assieme.
E’ ora che Il Giornale e Rete4 smettano di aggredire Grillo.
Oppure tanti altri elettori di Centro Destra voteranno per lui e, ancora di più, per nessuno, restandosene a casa.



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Pravettoni e il Renzusconi

Dove non arriva la politica e il giornalismo (quasi sempre prezzolato), sovente ci arriva la Satira. Questo è Carcarlo Pravettoni, che rappresenta  il personaggio dell’industrialotto  becero e senza scrupoli interpretato dal comico Paolo Hendel.
Ierisera a La Gabbia su La7, Pravettoni ne ha detta una semiseria: Matteo Renzi ha preso non il 40% come si dichiara ufficialmente ma addirittura il 56%.
Oltre il 15% gliel’ha portato Forza Italia, detta ormai Farsa Italia.
Pravettoni sulla scrivania  ha due foto  di culto dei suoi due idoli: a destra Berlusconi e a sinistra Renzi. Idoli inseparabili.
La morale è chiara: più si vota per Berlusconi (ormai bollito e in declino) più avremo Renzi. Più si vota per Renzi, più  gli Italiani  (anche  i piddioti) offriranno una flebo a Berlusconi. I due inoltre, legati dal patto del Nazareno, faranno alleanza  nel caso in cui il M5S dovesse alzare la testa. Berlusconi ha già ipocritamente pronto un bel CLN anti-Grillo.
Grillo non mi piace per varie ragioni già comparse nei commenti di numerosi miei post, la prima della quale è che non rappresenta una vera opposizione all’Euro e all’Eurozona.  Inoltre una “democrazia” scaturita dalla rete, non può che essere una pericolosa webcrazia su modello Grande Fratello: della serie,  la rete ti vede, ti comanda.
Ma gli altri due non possono rappresentare un’alternativa per questo paese. Renzi, sostenuto da una cordata di poteri forti nazionali e internazionali ha ancora un po’ di cartucce da sparare (purtroppo!). Ma per Berlusconi è venuto il tempo di sparire dalla ribalta politica. Se tutto quel che sa fare è offrire una stampella a Renzi e al suo governo nato abusivo, per “scrivere insieme le riforme” (sua dichiarazione fatta l’indomani della bruciante  sconfitta di FI) o sedersi accanto al PPE con la Kulona e cercare di ricucire con gli alfaniani,  allora a Cesano Boscone tra i vecchi alzheimeriani ci può  andare lui.  E rimanerci ab aeterno. Ecco, in proposito due pareri   di amici, che condivido :

Vanda : Il mio pensiero continua ad essere che il MAGGIOR RESPONSABILE del risultato di queste elezioni e’ BERLUSCONI!
Se questo vecchio rincoglionito, mitomane avesse abbandonato la scena politica un bel po’ di anni fa, oggi la destra avrebbe trovato il giusto spazio nello scenario politico nazionale e forse anche un leader per dare una giusta e corretta identificazione al partito.
Invece questo porco e idiota si e’ reso complice delle sciarade di Re Giorgio e della sua corte di servi della EU!
Io non me la prendo con il PD e i suoi elettori, che alla fine sono sempre gli stessi, ma con BERLUSCONI che per la seconda volta dopo quel traditore di Fini, ha distrutto la destra e le speranze di una rinascita dell’Italia.
Silvio : Detesto la volgarità ma questa volta non posso farne a meno e urlo: ”Berlusconi, fuori dai coglioni!!! .

Pur di salvare il culo dalla galera (ma non ce la farà: altri processi ed altre sentenze sono in arrivo) e la proprietà delle sue aziende (ma non ce la farà: i pirañas le hanno già “puntate”) ha costruito il suo ultimo capolavoro di viscida e schifosa doppiezza, ridando vita al morente mostro PiDiota, ingannando milioni di elettori che avevano creduto in lui e bloccando la nascita di ogni seria alternativa identitaria.

Renzi e Verdini fratelli di grembiulini. Denis Verdini è uomo di punta dello scandalo MpS


Arrivano le tasse di Renzi

Passata la festa, ingannato il santo.
Nell’Italia del 2014 il “santo” è l’elettore, il cittadino che, dopo il voto, si vede arrivare le tasse di Renzi (sono “di Renzi” anche se imposte da Letta, visto che Renzi si è ben guardato dal ridurle o cancellarle, anzi di suo ha aggiunto il 26% di rapina sui risparmi, persino superiore a quel che proponeva la Camusso !).
Nella mia posta elettronica ho ricevuto un elegante messaggio che mi comunicava i termini per il pagamento della TARI (la tassa sui rifiuti).
Allegati tre moduli F24 con l’importo complessivo, se volessi pagare in una unica rata e con l’importo diviso per scadenze (16 giugno e 16 dicembre).
Sempre nella mia casella di posta è arrivata un’altra e-mail dall’ufficio tributi comunale, relativa alla TASI e, bontà loro, mi comunicano che il 31 maggio riceverò i “bollettini” precompilati (immagino altri F24) con gli importi da pagare.
L’unico aspetto positivo è che se le promesse saranno mantenute, dovrò “solo” scucire il denaro e in cinque minuti, con l’home banking, potrò lasciarmi taglieggiare … seduto comodamente alla scrivania.
Ascoltata mentre attendevo il mio turno davanti al fruttivendolo:
“Sei contento del risultato ?”.
“Sì, mi dispiace solo delle tasse che dovrò pagare”.
Insomma, sanno benissimo che con la sinistra il prelievo è forzoso e molto alto, ma votano sempre lì.
Come li definireste voi, costoro ?


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Cronaca del complotto contro l’Italia

Da mercoledì 21 maggio si può acquistare, a soli €. 5,90, in edicola l’instant book di Renato Brunetta “Berlusconi deve cadere. Cronaca di un complotto“.
La sua lettura, ancorchè non dica nulla di nuovo su un evento che solo uno sciocco o uno in malafede può negare sia avvenuto o poteva irridere mentre era in corso, mi ha fatto venire voglia di votare Forza Italia (poi ho votato Lega come deciso da tempo e con due preferenze secche “al maschile” alla faccia delle “quote rosa”).
Brunetta scrittore non è una sorpresa per me, visto che scrive settimanalmente sul Giornale e i suoi articoli sono sempre tra i più scorrevoli e documentati.
Il libro, di cui consiglio la lettura non tanto ai comunisti (tanto quelli credono solo a ciò che scrivono Repubblica o l’Unità, anche quando annunciano che i coccodrilli volano …) quanto a tutti coloro che sono di Centro Destra, elettori di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, ma anche astensionisti e arrabbiati che hanno votato Grillo.
A parte l’autoreferenzialità dell’Autore (sembra che tutto girasse attorno alla sua persona … e magari è pure vero) il saggio è una raccolta di fatti (mai smentiti) e con una corposa appendice di note documentali (cento pagine circa sulle quasi trecento del volume).
Con questo instant book, all’indomani delle conferme di soggetti, più che autorevoli,  informati sulle segrete “cose” del potere come Michael Leeden e Timothy Geithner, Brunetta porta alla memoria condivisa come si svolsero i fatti e quanto abbiano messo del proprio per ridurre l’Italia a zerbino della Germania, non solo i tedeschi e i francesi (che, tutto sommato, altro non fanno che i loro interessi nazionali) quanto italiani (con la “i” rigorosamente minuscola) che hanno fatto da sponda, per mere ambizioni personali e ideologiche, all’attacco contro Berlusconi che era anche un attacco alla Sovranità e all’Indipendenza dell’Italia tutta.
Noi di Centro Destra, noi del Castello queste cose le avevamo, nel nostro modo ruspante e senza essere in possesso di documenti di prima mano, denunciato, perchè lo avevamo capito.
E non ci voleva una intelligenza particolare per capirlo, ma bastava solo saper leggere e ascoltare senza pregiudizi ideologici e anelli al naso.
Brunetta ci porta le prove, che potremo, d’ora in avanti, esibire davanti agli scettici che, nel nome dell’odio politico, hanno ridotto l’Italia ad una Nottingham moderna dove le tasse, il tagliegggiamento dei redditi e dei risparmi, l’esproprio delle case, sono diventati pratica ordinaria dei governi che, per volontà dei congiurati internazionali e con la complicità di quelli nazionali, hanno sostituito l’ultimo Presidente eletto con democratica votazione.
Berlusconi doveva cadere perchè rappresentava l’altra europa, quella vera, quella dei Popoli e delle Nazioni, quella che non vuole morire di burocrazia e di tasse e attorno a lui si sarebbero potute radunare tutti quelle nazioni che non vogliono diventare una colonia della Germania (e della Francia, ormai fedele lacchè di Berlino, strada sulla quale è avviata l’Italia di Monti, Letta e Renzi).
Brunetta ci aiuta a rafforzare le nostre idee in un periodo che richiederà sempre molta fermezza e coerenza ideale, per non farsi irretire dalla accattivante prosa di Grillo nel nome della totale distruzione di un presente che non ci piace, ma al tempo stesso per non fornire neppure un’unghia per supportare il nuovo Sceriffo di Nottingham che oggi ha la faccia del putto fiorentino, come ieri quella del pallido Letta e prima ancora di un professore della Bocconi sul quale, ormai, è calata la damnatio memoriae per cui non val la pena neppure di pronunciarne più il nome.



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Europee italiane, problemi di comunicazione…

Elezioni europee 2014, dalla Germania all’Uk gli italiani che votarono due volte. Il direttore di Die Zeit Giovanni Di Lorenzo, italo-tedesco, racconta in tv di aver espresso le sue preferenze sia al consolato, per le liste italiane, sia ad Amburgo, per quelle tedesche. Ma la legge lo vieta e la Procura apre un’inchiesta. La stessa cosa era successa a un nostro collaboratore a Londra. Fonti diplomatiche: “Problemi di comunicazione con autorità locali”

Quanti italiani hanno votato due volte alle elezioni europee, infrangendo, magari, inconsapevolmente, la legge? L’italo-tedesco Giovanni di Lorenzo, direttore del settimanale Die Zeit, ha raccontato in tv di averlo fatto, una volta come italiano e l’altra come tedesco. Non è un caso isolato. Un collaboratore di ilfattoquotidiano.it, italiano residente a Londra, si è trovato in una situazione identica. Dopo aver votato per le europee italiane attraverso il consolato, si è visto consegnare anche la scheda per le europee “inglesi” quando si è presentato al seggio delle amministrative di un Comune della Grande Londra. Non ne ha approfittato, ha segnalato l’inconveniente e fonti dipolomatiche italiane a Londra hanno ammesso “problemi di comunicazione” tra le autorità dei due paesi. Ma per la legge italiana, il doppio voto resta un reato penale che prevede “la reclusione da uno a tre anni e la multa da euro 51 a euro 258”, secondo l’articolo 49 della legge 18/1979.

Di Lorenzo ha svelato l’episodio nello studio di Guenther Jauch, conduttore del primo talkshow politico della Germania. Il giornalista è stato denunciato, e la procura di Amburgo ha aperto un’inchiesta a suo carico. Di Lorenzo ha spiegato di aver votato una volta al consolato italiano di Amburgo, come cittadino italiano, e una volta nella scuola elementare della città del nord come cittadino federale. “Mi dispiace davvero – si è giustificato con la Bild -. Non sapevo che non fosse permesso votare in due Paesi. Se lo avessi saputo non lo avrei fatto, e naturalmente non lo avrei raccontato nella trasmissione di Guenther Jauch’’.