I batacchi degli antichi portoni

 

Alzi la mano chi da bambino non si è mai divertito a picchiare i batacchi dei portoni: un tocco per il primo piano; due tocchi per il secondo secondo: tre terzo. Abitavo anch’io quando ero piccola in un antico portone con batacchi fatti da grossi anelli che chiamavo “i salvagenti di ferro”.
Perfino Collodi in “Le avventure di Pinocchio” racconta che il burattino cercò di tornare dalla

La quadratura del cerchio

Come gli acrobati da circo Renzi e la sua compagnia di improvvisatori descrivono un’Italia che non c’è e promettono provvedimenti di elargizione senza sapere dove prendere i soldi.
Così non possono fare altro che partite di giro contabile, come qualsiasi ragioniere di aziende senza liquidità.
Se vogliono dare 80 euro ai propri clientes (elettori) devono depredare i risparmi di altrettanti elettori (che però non voterebbero per Renzi salvo rincoglionimenti).
Se la Lagarde pretende che si incentivi il lavoro femminile, ecco che tagliano le detrazioni per il coniuge a carico, così da obbligare al lavoro entrambi i coniugi e contribuendo allo sfascio della famiglia.
L’ideologia comunista vuole che tutti siano pagati, ecco che viene proposto il salario minimo (edizione minore e provvisoria dell’aberrante “salario di cittadinanza” che Grillo vorrebbe attuare ma senza dire con i soldi di chi) con gli imprenditori che non lo rispettassero in galera (i clandestini liberi e gli imprenditori in galera: ottima scelta per il Benessere e la Sicurezza degli Italiani, è così che si fa ripartire l’economia nazionale !).
Poichè però anche un comunista come Morando si picca di essere liberale, ecco che compensa la sua esternazione con l’ipotesi di contratti di secondo livello che possano derogare a tutti gli articoli del CCNL, così da rendere quest’ultimo senza alcun valore.
Il punto è che i soldi non ci sono.
Neppure dei rapinatori da strada possono pensare di continuare a depredare i nostri redditi, risparmi e proprietà senza rischiare una rivolta.
Ma, soprattutto, il punto che pudicamente tutti nascondono è che ogni ricchezza, ogni benessere è, da sempre, fondato sull’acquisizione di bene e servizi che altri, meno fortunati, sconfitti in guerra o provenienti da un’evoluzione civile più lenta, producono, sotto la direzione altrui, a costi contenuti.
Roma divenne quel grande Impero che abbiamo conosciuto dai libri di storia grazie a due fattori: gli schiavi che costavano solo vitto e alloggio e lo sfruttamento delle terre conquistate.
La supremazia dell’Impero Britannico fu fondata sullo sfruttamento intensivo delle colonie, venute meno le quali il Regno Unito è diventata una piccola isola con un grande passato (e, almeno, a differenza degli Italiani, con la consapevolezza di tale gloria).
Gli stessi BRICS, tanto esaltati dai terzomondisti (tranne la “R” …) hanno visto l’esplosione del proprio PIL  grazie allo sfruttamento intensivo dei loro stessi poveri, obbligati a lavorare senza regole, senza tutele, senza sicurezza per produrre a costi ben inferiori a quelli occidentali, tanto da attrarre le nostre stesse produzioni.
Allora ogni tentativo di far quadrare il cerchio è destinato al fallimento, con sempre maggiori oneri per i cittadini Italiani che verrebbero espropriati sempre più delle loro proprietà, redditi e risparmi.
La politica del bulletto fiorentino non solo non risolve questa contraddizione, ma anzi aggrava e avvita la crisi italiana, nonostante le quotidiane elegiache marchette della stampa italiana (Libero e Il Giornale a parte) genuflessa davanti al messia venuto dall’Arno.



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Crociate, Istruzioni per l’ uso.

Uno dei mille motivi che mi fanno amare la Mia Romania…
Nel 1461 due ambasciatori del Sultano turco Mehmed arrivarono nel palazzo, poiché quella era l’occasione per Vlad III di fare la pace con il sultano Mehmed che era il suo nemico più potente e il cui impero musulmano poteva distruggere la Valacchia senza il minimo sforzo. Quando si prostrarono ai piedi di Vlad III chinarono la testa in segno di rispetto, ma non si vollero togliere il turbante perché rappresentava il simbolo della loro religione. Ma quel gesto fu fatale, perché era un segno di disprezzo per Vlad Tepes che, irritato, ordinò di inchiodare il turbante alla testa degli ambasciatori.

Evviva le Crociate !!!

Appello alla Cristianità di Urbano II (27 novembre 1095 – Concilio di Clermont d’Auvergne)

“…E’ impellente che vi affrettiate a marciare in soccorso dei vostri fratelli che abitano in Oriente… I Turchi e gli Arabi si sono scagliati contro di loro e hanno invaso le frontiere della Romania (Impero bizantino) fino al luogo del Mar Mediterraneo detto Braccio di S.Giorgio (stretto dei Dardanelli)… Hanno messo a soqquadro tutte le chiese e devastato tutti i paesi sottoposti alla dominazione cristiana…

A coloro che, partiti per questa Guerra Santa, perderanno la vita sia durante il percorso di terra, sia attraversando il mare, sia combattendo gli idolatri, saranno rimessi per questo stesso fatto tutti i peccati…

Niente dunque ritardi la partenza di quanti parteciperanno a questa spedizione: diano in affitto le terre, raccolgano tutto il denaro necessario al loro mantenimento e non appena l’inverno sarà finito e cederà alla primavera, si mettano in cammino sotto la guida del Signore…”

Sulla carica dei 600 mila e sull’italia in ginocchio

Cari buonisti, siete crudeli (perché ingannate gli immigrati?) di Marcello Foa

Dunque Alfano annuncia il prossimo sbarco di 600’000 immigrati. Disperati, in cerca di una vita migliore o, forse, illusi dal mito, propagato dai media, dal cinema e dalle leggende metropolitane, di un’Europa Eldorardo dove tutto è facile, bello, e dove ci si può arricchire facilmente. Le ragioni dell’immigrazione sono molteplici, però alcuni dati sono incontrovertibili. La depenalizzazione del reato dell’immigrazione rappresenta uno straordinario incentivo per i trafficanti di uomini – autentici, moderni luridi schiavisti – che si arricchiscono sulle spalle di persone sovente ingenue. Complimenti vivissimi al governo Renzi.

L’Unione europea continua a incoraggiare – di fatto -l’immigrazione extraeuropea, promuovendo così il modello di una società multietnica, senza aver elaborato modelli di integrazione e, come sempre, senza aver chiesto ai popoli europei se queste dinamiche sono di loro gradimento. La politica di immigrazione europea è talmente contraddittoria, scriteriata e priva di buon senso che ci si può legittimamente chiedere se il vero scopo non sia quello di una destabilizzazione e di uno sradicamento identitario e culturale della civiltà europea. Sia chiaro: l’immigrazione è un fenomeno storico, inevitabile e, se gestito sapientemente, salutare. La Svizzera, la mia Svizzera, lo dimostra da sempre. Ma anche la Svizzera – unico Paese al mondo con una percentale di immigrati superiore al 20% – a un certo punto dice basta, come avvenuto in occasione della votazione del 9 febbraio.

Ecco perché la situazione dell’Italia è ancora più paradossale. Il Paese è in ginocchio, la disoccupazione è ai massimi storici, quella giovanile degna di un Paese sottosviluppato, il tessuto industriale sapientemente sradicato da economisti di straordinaria lungimiranza alla Mario Monti. E da 20 anni non è stato sviluppato un modello credibile di integrazione. La domanda sorge spontanea: cosa vanno a fare gli immigrati in Italia? Il lavoro non c’è per gli italiani, figuriamoci per loro. Lo Stato non ha più le risorse per mantenere lo stato sociale. Forse il governo Renzi e l’Unione europea vogliono cortesemente rifornire di manodopera la criminalità organizzata? La mia ovviamente è una provocazione, ma non posso non chiedermi: Che senso ha farli arrivare? Permettere loro di sbarcare significa condannarli alla disperazione. E questo nel nome di un indefinito, romantico ma nei fatti crudele buonismo…

PS Questo post è stato in parte ispirato da un lettore siciliano di 84 anni, Rocco Antonio Sergi, che mi ha inviato una lunga e appassionata lettera, che pubblico volentieri come primo contributo al dibattito.

Sugli imprenditori, sul salario minimo e sul carcere

Premesso che gli imprenditori, se non sbaglio, il salario minimo lo rispettano già, poi, un paio di riflessioni mie da bar che facevo altrove nel blog di Johnny. In ultimo, ma probabilmente non finirà qui, il viceministro (non ricordo se dell’economia o del lavoro) dice che per i datori di lavoro che non applicano il salario minimo, ci sarà la galera. Ma si, non condanniamo i magistrati e i medici che sbagliano perché, così dicono loro, potrebbero aver paura di prendere decisioni, tiriamo fuori di galera i peggio delinquenti, aboliamo il reato di clandestinità e poi, incarceriamo chi ancora può dare lavoro. Siamo allo schifo più completo…

Salario minimo, Morando: “Fare una legge. Carcere per chi non la rispetta”. Il viceministro per l’Economia ha lanciato la proposta durante il workshop Ambrosetti di Cernobbio. La sperimentazione del compenso orario minimo, comunque, è prevista nel Ddl delega appena approdato al Senato

“Si potrebbe fare alla svelta una legge sul salario minimo che preveda il carcere per i datori di lavoro che non la rispettano”. Lo ha detto il viceministro per l’Economia, Enrico Morando, al workshop Ambrosetti di Cernobbio. Ora che c’è tra sindacati e associazioni datoriali un accordo sulla rappresentanza sindacale, ha detto Morando, “si potrebbe fare una legge sul salario minimo, per cui se un imprenditore paga di meno” un lavoratore “va in galera“. La sperimentazione del compenso orario minimo è già prevista dal Ddl Delega approdato in Senato il 4 aprile, in base al quale nella fase sperimentale “sarà applicabile a tutti i rapporti aventi ad oggetto una prestazione di lavoro subordinato”. E potrebbe anche essere introdotta una norma per cui “il contratto nazionale agisce solo per default, solo dove non si sia in grado di fare un accordo di secondo livello che possa derogare dal contratto nazionale”, con il solo limite della legge.

Morando poi ha definito “agghiacciante” la quantità di risorse che ogni anno vengono impiegate per il servizio al debito e il pagamento delle pensioni a persone con meno di 65 anni: “Se si sommano le risorse che dobbiamo impegnare ogni anno per far fronte agli interessi sul debito pubblico con quelle che vanno ogni anno per pagare le pensioni a persone che hanno meno di 65 anni, si raggiungono un pò più di dieci punti di Pil“. “Si tratta di scelte che dobbiamo compiere e di impegni che dobbiamo onorare, in un contesto in cui è estremamente difficile pensare che nel breve periodo questo dato possa cambiare”.

“Il lavoro del commissario Cottarelli sulla spending review”, ha detto poi il viceministro, ”è prezioso perché dimostra che la riduzione della spesa è possibile, ma la vera domanda è: abbiamo la forza politica necessaria per reggere l’urto della reazione difensiva dei larghi settori della pubblica amministrazione, ma anche dell’opinione pubblica, che sono legati alle dimensioni della spesa pubblica?”. Per questo la revisione della spesa potrà essere davvero realizzata solo se il governo avrà vita abbastanza lunga: “Sarà credibile se l’orizzonte temporale del Governo sarà il 2018, e sarà ragionevole prevedere, in caso di successo di questa prima operazione, che sia possibile che dopo il 2018, una seconda tornata di Governo caratterizzata da questa leadership sia in grado di realizzare in Italia quel lungo ciclo di Governo riformista che gli altri Paesi hanno vissuto e che l’Italia non ha mai nemmeno avvicinato”. Il taglio delle spese, in ogni caso, è imprescindibile, perché quello sull’Irpef dev’essere solo “il primo di una serie di interventi” per portare il cuneo fiscale italiano vicino alla media europea. E “per fare questa operazione non ci vogliono 10 miliardi, ma 32. Questi 32-33 miliardi devono venire in maniera prevalente dalla riduzione della spesa. Ma un’operazione di riduzione della spesa di queste dimensioni si può fare solo in 3 anni. Ma le misure vanno prese immediatamente, adesso”.

“Io ti assolvo…” La confessione, istruzioni per l’uso

UNA CATECHESI SPICCIOLA SUL SACRAMENTO DEL PERDONO Sovente, al termine di una preparazione intensa dei giovani al sacramento, noi avvertiamo che occorre avere chiarimenti anche su difficoltà che spesso per lui non sono semplici. Ecco alcune domande che ritornano con frequenza: Qual è la preoccupazione maggiore che dovrei avere venendo a ricevere il sacramento? La […]

Sforbicia Italia

Il Forrest Gump degli slogan gira la ruota e, privo di fantasia com’è, scimmiotta Monti (bell’esempio !) e conia “sforbicia Italia“.
Come non essere d’accordo ?
L’Italia torni ad essere quella espressione geografica che sembra essere la sua dimensione migliore e il Sud sia restituito ai Borboni (e questa sarebbe la sforbiciata più consistente !).
L’Alto Adige vuole essere Sud Tirolo ?
Zac !
Il Veneto Indipendente è una realtà morale, di coscienza e di sentimento, quindi sia cancellato l’infame trattato di Campoformido e restaurata la Serenissima Repubblica di Venezia.
La Lombardia con l’Austria e il Piemonte ai Savoia.
La Toscana lasciamola pure a Renzi, che tanto ci penseranno i suoi concittadini a conciarlo per le feste.
Bologna ?
Bologna non ha scampo o con il papa o con i rossi (da suicidio, ma non per me, per ius sanguinis …).
Roma al papa.
Con una decina di sforbiciate, abbiamo risolto tutti i  problemi.



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