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Nei prossimi giorni, non so per quanto tempo, non portò accedere a internet e quindi non potrò rispondere alle mail. Vi lascio, nel frattempo, in compagnia di un video carino. 🙂 Archiviato in:Karinate

Le liste di proscrizione degli zingari

 Sono totalmente fuori tema rispetto ai soliti post politici, e so che in queste ore si insedia il terzo governo abusivo,  ma ho deciso di accettare l’invito di No caste a parlare anche di guai personali. Succede solo agli altri di subire furti e rapine, fino a che poi un bel giorno… tocca anche a te.  E allora ci resti di sale. Capisci che casa dolce casa, non è più un rifugio. La scena è sempre quella:  cassetti sottosopra, materassi per aria, furto di preziosi, effrazione alle porte eseguiti con piede di porco. Chi mi ha detto che sono zingari quelli che a S. Valentino hanno violato il mio domicilio? Il fatto che l’argento e le pietre non sono state toccate, ma solo l’oro è stato trafugato.  
Come è noto gli zingari sono intoccabili e anche quando vengono presi in flagranza di reato scontano  pene lievi. I loro difensori sono noti: l’ONU che li protegge come “minoranza etnica” (difendere la nostra identità è reato, ma non per loro),  le comunità ebraiche che li proteggono come “fratelli di sventura” (i campi di sterminio), le ong, la Caritas, il Vaticano, la solita sinistra ecc Essi lo sanno e vivono in un’impunità  pressoché assoluta, con  tanto di diritto al furto.
Si permettono perfino di fare “liste di proscrizione” nei nostri confronti. Ma su quelle ovviamente nessuno  osa berciare al “razzismo”.  Anzi…
Liste in che senso? Nel senso di chi siamo e  delle nostre abitudini. Essi ci sorvegliano, ci spiano e ci curano: quando andiamo al lavoro e quando rientriamo; quando andiamo a far la spesa,  se ci sono casalinghe, pensionati, giovani, vecchi,  single o in coppia, se c’è il cane in casa, se ci sono sistemi di allarmi e  sistemi  antifurto, se invece non ci sono. Se si va in vacanza o in weekend. Se una famiglia è  stanziale o se è itinerante e soggetta a viaggi e spostamenti. Una prova? Hanno un codice segreto ma convenzionato tra di loro,   per contrassegnare le nostre case.
Due pallini sovrapposti disegnati sul portone o citofono e graffiando la cassetta delle lettere significa nel “codice degli zingari”  un luogo “buono da rubare“.  Un rombo indica una casa disabitata, una X indica un buon obbiettivo, due linee non parallele indicano una casa con cane. Poi c’è un codice per una donna sola (triangolo) , per la casa di un pubblico ufficiale, per una casa già visitata da essi stessi. Se il momento giusto per rubare è la notte appare una N, se è la domenica appare la D. Se è di pomeriggio si scrive P.   Insomma dispongono anche di reclute per i sopralluoghi preventivi delle nostre case.
Oro e rame sono i loro  furti preferiti. Ogni tanto i treni vanno in tilt e i passeggeri rischiano la pelle,  a causa del furto del rame dalle centraline, ma nessun cronista, pur sapendolo osa accusarli di essere stati loro. Indovinate perché…
Le grondaie in rame delle case vengono staccate e rubate,  i condomini costretti all’esborso delle riparazioni, ma lo zittificio e l’omertà intorno a costoro sono  garantiti.
 La Guardia di Finanza sempre solerte a far chiudere esercizi commerciali per qualche scontrino in meno,  sa che spesso gli zingari sono pure i  fornitori dei COMPRO ORO, autentici centri di ricettazione “autorizzata”. Ma ci va a indagare? Si chiede  perché quei negozi sono sempre vuoti? Lo sanno che molti zingari vengono arruolati proprio da costoro? Mi chiedo chi, quale forza politica o sociale o civile ci difenda da un sopruso simile. Vi rendete conto? Ognuno di noi è schedato per venir derubato meglio e c’è ancora chi  ha il coraggio di difendere una simile feccia.  Ed ecco sempre pronta l’accusa (eterna)  di razzismo…  O l’accusa di esagerare, o  anche l’ipocrita balletto dei distinguo (“non tutti sono dediti ai furti”).  E’ vero che ogni tanto tra loro salta fuori qualche  virtuoso chitarrista o violinista o  ballerino di talento (vedi Joaquin Cortez).
Ma in attesa dell’eccezione, fatevi regolarmente rapinare.

Chi ha progettato questo sconquasso mondiale ci picchia duramente ma non basta ancora:  vogliono  assicurarsi di tenerci le mani legate e la bocca chiusa, affinché non si reagisca.

Basta così, è ora di fare qualcosa.

Altre esperienze

Vladimiro Guadagno è un maschio.

Nell’ apprendere del fermo di polizia del Signor Vladimiro Guadagno a Soci, durante le Olimpiadi, mentre in cerca di visibilità mediatica (era accompagnato dalle “Iene”…), sventolava la bandiera iridata, simbolo di pacifinti ed invertiti, vedo che la totalità dei giornali lo chiama al femminile.
Niente di più falso: il Guadagno, per sua stessa ammissione, non si è mai operato per farsi castrare, ed il nome “Luxuria” è semplicemente un nome d’arte. 
Dopo il fermo subito s’i è scatenata la sinistra e la lobby omosessuale, inventandosi brutalità. Il noto travestito avrebbe dovuto, in realtà, ringraziare le autorità Russe, quando al controllo dei passaporti, hanno visto che non si trattava di una donna, e non gli hanno impedito di entrare, dimostrando più larghezza di vedute della stessa legge italiana che, ricordiamo, impedisce il mascheramento ed il travisamento del volto.
Se non per Carnevale. 


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Non esiste l’opposizione responsabile

Berlusconi ha fatto bene ad andare al Quirinale per le consultazioni infliggendo a Napolitano, che per quello che ha fatto non merita rispetto né istituzionale né di altro genere, uno schiaffo ben maggiore di quelli della Lega e dei grillini e provocando l’ennesimo travaso di bile al popolo viola di rabbia che ha sempre bisogno di cambiare l’aria al vuoto che ha tra le orecchie.
Ma la soddisfazione morale di tale rivincita non deve prevalere sull’interpretare correttamente il sentimento dei suoi elettori, degli elettori di Centro Destra, che vedono come il fumo Renzi e le sue proposte che vorrei qui ricordare:
  • patrimoniale sotto forma di aumento della rapina fiscale sui risparmi;
  • ius soli, quindi cittadinanza e voto concesso agli immigrati;
  • mantenimento dell’euro e sudditanza ai diktat europei (che significa alla Merkel ed ai suoi mandanti)
  • elevazione a diritto (costosissimo per le tasche degli Italiani a causa della pretesa di reversibilità pensionistica e assistenza sanitaria per il “coniuge”) dei capricci degli omosessuali.
Questi punti sono stati ripetutamente esposti dal bulletto fiorentino che, ricordiamocelo, andò in pellegrinaggio dalla Merkel per “presentarsi”, come i vassalli usavano fare con il feudatario nel medio evo.
Poco incisivi sono anche gli articoli del Giornale e di Libero, che non trattano Renzi come meriterebbe, mettendone in risalto, invece dell’inaffidabilità, della mancanza alla parola data, delle proposte inaccettabili per qualunque uomo di destra o centro destra, della arroganza che nasconde l’ignoranza, della assenza di ogni qualsivoglia percorso lavorativo degno di spessore e di esperienza, la sua disponibilità ad interloquire con Berlusconi.
Ecco che allora scatta una illogica apertura di credito verso il putto fiorentino che si manifesta con una dichiarazione da respingere: faremo una opposizione responsabile.
Siamo chiari.
O l’opposizione si oppone alle iniziative del governo con l’obiettivo di batterlo in parlamento per poi andare al voto e conquistare il governo per mettere in pratica le proprie proposte, allora svolge il suo dovere ed è opposizione.
Oppure l’opposizione fa finta di contrastare il governo ma, in realtà, partecipa al sistema consociativo e lascia vivere fino alla scadenza della legislatura e, allora, non è più opposizione e, tanto vale, che si gestisca il consociativismo direttamente con propri uomini nei ministeri.
Non si chiede a Forza Italia di armare i suoi elettori per una nuova marcia su Roma, ma semplicemente di fare opposizione nell’unico modo in cui una opposizione possa essere chiamata tale: ostruendo il cammino del governo e dei suoi provvedimenti.
Perché concedere a Renzi quello che i compagni di Renzi, in venti anni non hanno mai concesso a Berlusconi ?

Poi, se Renzi rinuncerà ad aumentare la rapina fiscale sui risparmi, al “matrimonio” omosessuale, all’euro, allo ius soli, se cambierà i ministri inaccettabili, incompetenti e che non hanno alcun seguito popolare ma solo consorterie a supporto, allora si potrà rivedere la posizione del Centro Destra per trasformarla in un organico e contrattato accordo di governo, paritario, dopo nuove elezioni.
Ma se Renzi non rinuncerà a tutto questo, da Forza Italia a Forza Nuova ogni occasione dovrà essere colta per fare ostruzionismo, come hanno mostrato i grillini, mobilitare il Popolo con l’obiettivo di far cadere il governo e tornare al voto.



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Chi sono io per riscrivere le fiabe ?

Leggo che la lobby omosessuale spinge a rivedere il contenuto delle favole per bambini, considerando quelle attuali (la principessa che sposa il principe azzurro e vissero tutti felici e contenti) tali da non educarli a quella che loro chiamano “diversità sessuale”.
L’originaria pretesa degli omosessuali di non essere perseguitati per la loro condizione, era fondata: vivi e lascia vivere.
Nel privato tutti possiamo fare quello che ci aggrada purchè la sua esternazione non tocchi la sensibilità e gli interessi altrui.
E’ un principio di libertà: io ho tutta la libertà di questo mondo finchè non viene a danneggiare l’analogo diritto altrui.
Ma da anni gli omosessuali hanno ampiamente tracimato.
La loro pretesa di una legge che ne certifichi uno status impossibile (matrimonio) ha, come conseguenza, l’applicazione di norme che provocano una spesa nel bilancio dello stato, cioè incidono sulle nostre tasche perché sprecano le nostre tasse sin troppo gravose, quindi ci provocano un danno economico.
E mi riferisco, ad esempio, alla reversibilità della pensione o all’assistenza sanitaria che, se passasse una norma anche solo sulle “unioni civili” che ricomprendesse gli omosessuali, imporrebbe allo stato nuove spese (e sappiamo tutti che non ne abbiamo affatto bisogno).
Ma la stessa visione di due signori, con barbetta curata come mi è capitato di vedere alcuni giorni fa, che passeggiano sculettando abbracciati, è offensiva per la mia (e penso non solo mia) sensibilità quanto le chiassose e volgari manifestazioni di massa.
E sono entrambe una violazione del principio del “vivi e lascia vivere”.
Ora, però, tutto questo non basta più.
Si vorrebbe inculcare nei bambini l’idea della normalità dell’omosessualità, con una sottile azione di proselitismo che in altri stati ha già avuto l’effetto di introdurre nelle scuole la partecipazione di esponenti del mondo omosessuale a “lezioni” di sessualità.
In sostanza si pretende di poter propagandare le proprie tesi a favore dell’omosessualità, mentre contemporaneamente si vuole introdurre una norma sulla cosiddetta omofobia che sanzioni e punisca chi esponga idee opposte.
Ma la revisione dell’impianto favolistico del mondo dei bambini dovrebbe trovare una netta opposizione da parte di tutti i genitori e di tutti i cittadini, anche con ragazzi già grandi, per impedire chei più piccoli siano usati come veicolo di una distorsione della società.
Dobbiamo quindi rivendicare il diritto di esprimere le nostre opinioni, di diffonderle, anche se non sono gradite alle lobbies omosessuali (o di altro genere) nell’applicazione del principio “vivi e lascia vivere”.
E tornando alle favole i bambini devono essere cresciuti con le loro tradizionali fiabe, con i loro sogni, senza volerli forzatamente, innaturalmente obbligare ad una tendenza.

Perché i bambini dovranno formarsi le loro esperienze e dovranno imparare a distinguere il Bene dal Male, anche grazie alle favole che devono rappresentare un mondo chiaro, pulito e sicuro, nel quale la principessa sia sempre una Donna e il principe azzurro sempre un Uomo.



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Bergoglio proclama un Carnevale Austero ! Niente Chiacchiere…

Continua l’ opera di pulizia da parte del Vescovo di Roma, in questi momenti di crisi mondiale. In Piazza San Pietro, in pieno Carnevale, Francesco ha denunciato al mondo intero gli abusi carnascialechi. “Niente Chiacchiere”, ha tuonato, URBI et ORBI ! Subito dalla Curia sono partiti migliaia di fax verso le parrocchie. Da oggi, per Carnevale niente più Chiacchere. Anche i tortelli alla crema verranno passati al vaglio della Congregazione della Fede…

CENSURARE DIEUDONNE’? UN CLAMOROSO AUTOGOAL DELLA FRANCIA.

La Francia sembra essere attraversata da nuove inquietudini dovute alla continue incrinature della società multiculturale: questa volta la ragione del riemergere di possibili conflitti multietnici è la polemica suscitata dagli spettacoli di un cabarettista musulmano di origine camerunense, Dieudonné M’bala M’bala. Il comico, nei suoi spettacoli dichiaratamente anti-sionisti, spinge la sua critica di Israele fino ai gratuiti insulti antisemiti e alla negazione della Shoah.

Il governo francese non ci sta e ottiene, all’ultimo momento, la cancellazione dello spettacolo del comico, suscitando le proteste dei suoi fans radunati fuori dal teatro di Nantes. Un pubblico eterogeneo, che accanto ai giovani delle Banlieu di origine africana o magrebina, vede mescolati ragazzi di sinistra, della destra antisemita, semplici curiosi o sostenitori della libertà di espressione.

Io mi elencherei tranquillamente tra quest’ultimo gruppo, perché ritengo odiosa ogni censura che limiti la libertà di espressione: se qualcuno vuole criticare ebrei, cattolici, musulmani, induisti, capitalisti, comunisti, omosessuali o eterosessuali, ha il sacrosanto diritto di farlo e il corrispondente dovere di lasciarlo fare agli altri. Saranno poi i tribunali a decidere se l’artista in questione è rimasto nell’ambito della satira intelligente se si è sconfinato nella volgarità gratuita, nella diffamazione o nell’offesa. In tal caso le persone o le parti offese chiedano pure un congruo risarcimento danni, come è loro diritto fare.

Ma il motivo più importante è che la censura della satira è un’arma a doppio taglio che potrebbe ritorcersi contro tutti: oggi si proibiscono gli spettacoli di Dieudonné, domani i suoi sostenitori delle Banlieu – quasi tutti musulmani – potrebbero chiedere la censura su qualsiasi manifestazione di pensiero critico nei confronti dell’Islam o della Sharia. Similmente, gli induisti ortodossi potrebbero chiedere la censura preventiva su chiunque critichi il loro secolare e disumano sistema delle caste, i cattolici potrebbero chiedere il silenzio stampa sullo scandalo della pedofilia o perfino sulle atrocità passate dell’Inquisizione.

Il risultato?

Un bavaglio alla libertà di pensiero che procurerebbe immensi danni alla circolazione delle idee, linfa vitale di una società davvero libera.

Gli Ebrei si sentono preoccupati per la negazione dell’Olocausto da parte di storici come Faurisson, Irving o da parte di cabarettisti alla Dieudonné?

Bene, dimostrino, documenti alla mano, che questi gentiluomini dicono il falso, li sbugiardino sul piano storico, li confutino con argomenti ben più solidi dei loro, non con la censura che li trasforma, ipso facto, in martiri della libertà di pensiero.

Certo, si tratterebbe di un’operazione più faticosa, che richiederebbe tempo, risorse e pazienza ma che, alla lunga, darebbe sicuramente frutti migliori rispetto alla censura. La quale, da che mondo è mondo, è il modo più efficace per propagandare proprio quelle idee che vorrebbe sopprimere.

E che, sopratutto, è il modo migliore per proteggere da futuri attacchi ideologici coloro che, al momento,   sono da essa imbavagliati.

Dieudonné deve essere libero di dire la sua affinché ad altri, sostenitori di idee opposte alle sue, sia consentito di criticare e denunciare lui e i suoi fans musulmani che hanno trasformato le periferie delle città europee in avamposti della Sharia. Consacrarle in santuari della libertà di espressione posti sotto assedio dalla censura sarebbe l’ultimo dei tanti errori commessi dall’insulso Hollande nel corso del suo mandato.

Il fatto poi che Dieudonné abbia accettato di sospendere il suo spettacolo e si sia ritirato in buon ordine, dichiarando ad alta voce di non voler infrangere la legge, lascia pensare che prima qualcuno prima o poi presenterà il conto: scommetto che, quando qualcun altro vorrà criticare l’Islam, sarà costretto, in nome di una tacita par condicio, a fare marcia indietro, per non essere accusato di islamofobia o di incitazione all’odio razziale.

Bel risultato davvero, nella patria della “Liberté”!…

La ripresina del governo Letta…

Il 2014 si apre con 440mila lavoratori in cassa integrazione: persi 700 euro a testa. Secondo l’osservatorio della Cgil a gennaio sono stati persi 311 milioni di reddito complessivo. Calano le ore di cassa (-10%), ma solo a causa dell’aumento della disoccupazione e della riduzione delle autorizzazioni. La Cgia di Mestre fa intanto un bilancio del governo Letta: “Nel 2014 +2,4 miliardi di tasse”

Il 2014 si apre con la richiesta di 81 milioni di ore di cassa integrazione a gennaio, equivalenti a 440mila lavoratori a zero ore. Il reddito complessivo perso, sottolinea la Cgil rielaborando i dati Inps, è stato pari a 311 milioni di euro, ovvero 700 euro in meno in busta paga per ogni lavoratore in cig a zero ore. E’ durato poco, quindi, l’ottimismo per i dati macroeconomici che hanno mostrato nei giorni scorsi un piccolo passo in avanti, accolti con tanto entusiasmo dall’esecutivo. “E’ ancora drammatica emergenza sul fronte lavoro”, sottolinea il segretario confederale Cgil, Elena Lattuada, chiedendo al prossimo governo di “dare un segnale di decisa discontinuità rispetto al passato mettendo il lavoro al centro dell’agenda”. La Cgil ricorda che le ore di cassa integrazione chieste dalle aziende a gennaio sono state 81,3 milioni, in calo del 5,28% sul mese precedente e del 10,36% sul gennaio 2013. L’incidenza delle ore di cig per lavoratore occupato nel settore industriale – sottolinea la Cgil – è pari, per il solo mese di gennaio a 13 ore per addetto. Il rapporto precisa però che la flessione registrata nella richiesta di ore “si deve principalmente a due fattori: l’aumento della disoccupazione, come testimoniato dall’andamento delle domande di disoccupati e la riduzione delle autorizzazioni sulle ore di cassa integrazione in deroga”.

Nel dettaglio si rileva inoltre come la cassa integrazione ordinaria (cigo) a gennaio registri un monte ore pari a 23,8 milioni, per un -5,28% su dicembre e -23,05% su gennaio 2013. La richiesta di ore per la cassa integrazione straordinaria (cigs) è stata di 43,8 milioni, in crescita su dicembre (+9,88%) e su gennaio dello scorso anno (+0,84%). Infine la cassa integrazione in deroga (cigd) con 13,7 milioni di ore ha registrato a gennaio un calo sul mese precedente del 38,68%, e sull’anno del 16,13 per cento. “Gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende continuano a diminuire – segnala la Cgil – e rappresentano solo il 3,94% del totale dei decreti. Un segnale evidente del progressivo processo di deindustrializzazione in atto nel Paese. A gennaio, considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (due settimane) – conclude la Cgil – sono stati coinvolti 884.392 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a cinque settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 442.196 lavoratori, di cui 238.000 in cigs e 74.000 in cigd”.

Bilancio del governo Letta? “Nel 2014 +2,4 miliardi di tasse”: E, mentre i dati sulla cassa integrazione confermano che l’emergenza lavoro resta alta, la Cgia di Mestre fa il bilancio fiscale del governo di Enrico Letta, calcolando i saldi tra le maggiori e le minori entrate generati da tutti i provvedimenti di natura fiscale approvati in questi ultimi nove mesi e mezzo. “Se nel 2013 il sistema Paese ha risparmiato poco più di un miliardo di euro di tasse, grazie soprattutto all’abolizione dell’Imu sulla prima casa, quest’anno ne pagheremo 2,4 miliardi in più e nel 2015 subiremo un aggravio di un miliardo di euro. Se, invece, riusciremo a tagliare di quasi tre miliardi le uscite, come previsto dalla legge di Stabilità con la cosiddetta spending review, la situazione cambierà nettamente segno: l’anno prossimo gli italiani risparmieranno quasi 2 miliardi di euro di tasse”.

“Innanzitutto – dichiara il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi – va segnalato che il governo Letta ha ereditato una situazione alquanto difficile, sia per la tenuta dei conti pubblici, sia per l’andamento negativo di tutti gli indicatori economici. Tuttavia, i risultati del nostro bilancio fiscale non tengono conto di una cosa: con l’introduzione della Tasi, molte tipologie familiari corrono il rischio di subire un aumento della tassazione locale, visto che i sindaci avranno la possibilità di applicare il nuovo tributo con un’ampia discrezionalità”. Se la riduzione della tassazione registrata nel 2013 è stata dovuta in gran parte all’abolizione dell’Imu sulla prima casa, nel 2014 buona parte dei 2,4 miliardi di nuove tasse saranno pagate dalle banche e dalle assicurazioni. Quest’ultime, saranno chiamate a versare oltre 2,6 miliardi di euro all’Erario a seguito della svalutazione e delle perdite sui crediti concessi a questi soggetti ai fini Ires e Irap. “Non è da escludere – conclude Bortolussi – che questo aggravio fiscale abbia delle ricadute negative anche per i cittadini e le imprese. Con meno risorse a disposizione, non è probabile un ulteriore contrazione degli impieghi bancari o un aumento dei costi dei servizi offerti alla clientela”.

Solidale con il Professor De Mattei.

Purtroppo è arrivata una brutta notizia: Don Livio, padre padrone di Radio Maria, dopo l’ epurazione di Gnocchi e Palmaro dalla propria redazione, ha ieri cacciato l’ ottimo Professor Roberto De Mattei, già vicepresidente del CNR, noto per la sue posizioni antidarwiniane e non omofile.
Questo per le critiche rivolte al Vescovo di Roma. Accusato di fomentare divisioni tra i Cattolici.
In realtà il Prof. De Mattei non fomenta nulla. Le divisioni, in costante aumento, sono alimentate dai fideisti di provenienza martinitt ed ecumenista cattoprogressista, che non accettano che molti Fedeli manifestino leciti dubbi non su quanto dichiarato Ex Cathedra da Bergoglio; ma su comportamenti e frasi. Fideisti che io chiamo “santosubitisti”, come ormai sapete. Divisioni alimentate pure da epurazioni sconcertanti che hanno colpito solo in un settore: FdImmacolata, Gnocchi e Palmaro, Piacenza, De Mattei e Burke (Boffo ? Non scherziamo, sappiamo tutti che non avrebbe dovuto nemmeno essere nominato a SAT2000…non scherziamo…) .
Noi “dubbiosi” non dichiariamo che il Vescovo di Roma (come preferisce essere chiamato…) sia un traditore di Cristo. Ma via via segnaliamo “anomalie”. Per esempio, che Francesco non abbia rimproverato il lanciatore di Rosari. Santissimo Rosario per il quale migliaia sono morti. Segnaliamo certi silenzi assordanti sulle encomiabili iniziative dei Cattolici francesi della ManixTous; con vessazioni ed arresti. Che non sia insorto con veemenza contro il Belgio assassino. 
Che abbia detto che di notte Maria Santissima apra le porte del Paradiso a tutti, alle spalle di Pietro. E come ultimamente abbia proposto pure di modificare il Padrenostro, sostituendo a “PANE”, la parola “AMORE”; e se non sia pericoloso sminuire l’ importanza del PANE rappresentato dalla Particola nella Santissima Eucarestia, siamo pronti per finire tutti con Lutero…