Con l’esperienza si migliora

Anche se è un socialista, Hollande, il presidente francese, mi è diventato simpatico.
Intanto perchè ha costretto i comunistelli italiani che avevano fatto tanto i moralisti contro Berlusconi, ad un silenzio completo sulle sue avventure da tombeur de femmes, soprattutto quando ha ricordato agli spioni che andavano in sollucchero guardando sotto le lenzuola del Cavaliere, che politica e vita privata vanno tenute separate, con il consenso dei francesi.
Poi perchè ha dimostrato il provincialismo dei francesi che, per non essere da meno del nostro Cavaliere, hanno prima visto il matrimonio del predecessore di Hollande con una italiana, poi il socialista “uomo comune” che hanno (per loro disgrazia) eletto all’Eliseo passare da una donna all’altra, senza alcuna riserva.
Comunque Hollande conferma che con l’esercizio e l’esperienza si migliora …  attesa la ben diversa qualità estetica tra la Royal e la Gayet, passando per la Valeria dal cognome impronunciabile.
I francesi adesso si aspettano che migliori anche la qualità, invero assai scadente, della sua azione di governo.
Trattandosi però di un socialista ho molti dubbi che ciò accada, visto anche le leggi di oppressione fiscale e deriva morale che anche in Francia, come in Italia, hanno approvato o vogliono approvare.



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Così, tanto per…

Continuano a giocare. Dopo aver preteso e ottenuto l’audizione della De Girolamo in aula. Stamattina in aula ad ascoltarla non c’era NESSUNO. Non è che per caso… Ma dico per caso, potete risparmiarvi e risparmiarci queste vostre figure di merda? Poi, perché mai il movimento 5stelle ha presentato la mozione di sfiducia contro la De Girolamo e per lo strano comportamento della Cancellieri con la Ligresti non lo ha fatto?
Peggio dei ragazzini. Uno dice che sono stati 11 mesi di fallimenti (e non serviva certo lui a farcelo capire… Infondo, noi italici non siamo mica tutti scemi), l’altro, dice che in sette mesi, qualcosa ha fatto. Se intendeva dire che ha proseguito nella distruzione dell’Italia cominciata da monti, allora ha ragione. E, in tutto questo, il presidente della repubblica che fa? Tace. Fossi in lui, mi scaverei la fossa con le mani e mi ci infilerei per vergognarmi di ‘sto schifo che ho fatto. Ma io non sono il presidente della repubblica… Io ho un cervello.

Razzisti ? E’ la solita sinistra del nulla

Razzismo è una parola ormai svuotata del suo significato dopo essere stata abusata, come “democrazia”, da chi (comunisti e sinistra in genere) non ha titolo per interpretarla.
Ormai il termine “razzismo” è diventato un elastico, buono a coprire il vuoto siderale che esiste nella testa di comunisti e affini, una formuletta, come “l’antifascismo”, utile solo a dare fiato alla bocca non avendo argomentazioni per ribattere alle nostre tesi.
La parola è stata abusata nei giorni scorsi anche contro la Lega per aver pubblicato gli impegni giornalieri di una ministra, impudentemente imposta da Letta e Napolitano, che di italiano ha solo la cittadinanza ma non la nazionalità e, in quanto tale, sostiene gli interessi non degli Italiani ma chi vorrebbe entrare in Italia per godere dei sacrifici dei nostri Padri.
E se è razzista essere contro lo ius soli, contro la cittadinanza, contro il voto agli immigrati, quindi essere PER l’Italia, PER anteporre gli Italiani agli stranieri, PER difendere le nostre Tradizioni, Costumi, Cultura, anche Cucina, allora credo che molti Italiani abbiano pensato: beh, allora anch’io sono razzista.



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Italia, pattumiera di veleni letali

 
 
Sta arrivando un bastimento carico di… beh, non certo di banane e di frutti esotici. Ecco invece cosa ci tocca scoprire: essere  considerati la cloaca del mondo e non saperlo che a cose fatte. Essere considerati meno dell’Albania, che peraltro si è giustamente ribellata e ha saputo tenere la schiena dritta, e non poter fare altrettanto, per colpa di politici servili, infingardi e disgustosi. I rifiuti chimici delle armi chimiche di una delle tante guerre “umanitarie” per l’esportazione della “democrazia” (quella delle multinazionali, delle banche e delle holding finanziarie), stanno sbarcando a Gioia Tauro. Parlo della Siria e della sporca guerra ad essa scatenata. Della serie, come fare il gesto dell’ombrello agli Italiani e non farglielo sapere.
La  strega di Bra Emma Bonino voleva, in prima istanza, far eseguire l’operazione in Sardegna e in Sicilia, cioè nelle perle del Mediterraneo. Prelevo dal sito Stampa Libera questi antefatti  del 18 dicembre 2013 che oggi, alla luce dei nuovi sviluppi,  hanno trovato riscontri anche nei canali cosiddetti ufficiali, sebbene la  nostra consueta stampaglia in queste ore, stia  cercando di smorzare i toni di una notizia che reca in sé risvolti assai inquietanti.
Ma cerchiamo di fare il punto della situazione.
 
 
L’Italia non ha partecipato personalmente alla guerra “democratica” per far fuori il regime di Assad in Siria. E allora qual è la sua parte nel Grande Scacchiere? Il Bel Paese noto per le sue bellezze geografiche, archeologiche ed artistiche deve fare la discarica dei veleni letali che altri (anche la Norvegia e il Belgio oltre alla citata Albania) hanno invece rifiutato. Questa volta però il rischio sarebbe letale, tenuto conto che basta meno di un milligrammo di sarin, per uccidere un uomo. La nave americana Cape Ray dovrebbe incaricarsi di “neutralizzare”  i sistemi di idrolisi entro giugno di quest’anno. Si parla di una fase di “neutralizzazione” in acque internazionali, tanto per tenersi sul vago e sul generico (forse nel Mediterraneo al largo dell’isola di Creta). 
Cade dalle nuvole il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore che si sente scavalcato da una simile rischiosa operazione senza essere stato debitamente  preavvertito: “A me non hanno comunicato nulla di ufficiale ma comunque sarebbe grave”. E ancora: ” Forse il ministro Bonino non sa cos’è la democrazia. E’ la solita scelta calata dall’alto, siamo considerati una popolazione di serie B. Tra l’altro, qui non c’è un ospedale attrezzato”.
Protesta pure il governatore della regione Calabria  Giuseppe Scopelliti che teme il rischio di una “guerra civile sul territorio”. Ma che volete mai, come è noto, il governo vero è  collocato altrove e i Quisling nostrani si limitano ad applicare le supreme decisioni di scuderie lontane.
  “Il ministro Lupi ha comunicato il nome del porto italiano che ospiterà le operazioni di trasbordo dell’arsenale siriano dal cargo danese o norvegese all’americana Cape Ray. La scelta cade dunque sulla Calabria. Lo scalo sarebbe stato scelto perché considerato più sicuro e di più facile gestione in caso di proteste e manifestazioni. L’annuncio è stato dato in Parlamento, durante l’audizione alle Commissioni Esteri e Difesa del ministro degli Esteri Emma Bonino, delle Infrastrutture Maurizio Lupi e del direttore generale dell’Opac, Ahmet Uzumcu, venuto a spiegare le fasi dello smaltimento” (fonte Corsera). 
L’Opac (L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) RINGRAZIA a nome del suo il responsabile Uzumcu  (che è un turco). Gioco di ruoli internazionali? Tutto è possibile.
La citata Bonino, cerca di dare rassicurazioni circa la rapidità dell’operazione. «Il trasbordo di agenti chimici avverrà «da nave a nave» senza toccare il suolo italiano: cioè senza sbarcare nemmeno in banchina e senza che il carico debba essere stoccato in depositi a terra. L’operazione, non dovrebbe durare più di «48 ore». Poi la nave Usa – una volta in acque internazionali – distruggerà mediante idrolisi gli agenti chimici più pericolosi arrivati dalla Siria”.
Ma quando si parla di gas letali di cui si sono visti gli effetti devastanti in Siria, e di perniciosi agenti chimici, beato a chi si fida.
Ecco alcune ipocrite dichiarazioni di queste ultime ore:
Bonino : “La più importante operazione di disarmo degli ultimi dieci anni”.
Letta: “In linea con lo storico impegno del nostro Paese a sostegno della pace e della sicurezza internazionale, tale sforzo costituisce un contributo concreto e imprescindibile a garanzia della stabilità e della sicurezza nella regione mediterranea e mediorientale”.

Giudicate un po’ voi….

Inoltre, un corrispondente volontario dalla Grecia invia questo post dal titolo Una bomba nel Mediterraneo per il sito Comedonchisciotte .

Come a Cana

«Ma egli rispose: “Quando si fa sera, voi dite: «Bel tempo, perché il cielo rosseggia»; e al mattino: «Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo». Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?» (Matteo 16,2-3) Basta guardarsi intorno un po’ attentamente ed il parallelo balza all’occhio. Il Magistero […]

E’ l’ora dei pensionati

L’attacco concentrico portato da quanti vogliono distruggere la nostra Civiltà con l’oppressione economica gestita da Bruxelles tramite la moneta unica e che ha nella rapina fiscale il suo grimaldello, alleati con chi della nostra Civiltà vuole distruggere le fondamenta morali e che hanno nell’immigrazionismo e nella omolatria i loro generali, deve essere contrastato con ugual forza e impegno.
Purtroppo molti di noi sono impegnati nelle proprie attività e più di un (ininfluente) commento in rete (dove tutti scrivono, commentano, promuovono e firmano petizioni, urlano senza ascolto) non si riesce a fare, occupati come siamo dalla nostra professione e dalla nostra famiglia.
Abbiamo però una risorsa: i pensionati/esodati.
Sessantenni e settantenni che, come vediamo con il quasi ottantenne Berlusconi, sono ancora perfettamente in grado di impegnarsi nel mondo reale per organizzare le proteste fiscali e la resistenza morale al degrado che ci viene propinato dall’altra parte della barricata.
I sessantenni e settantenni sono quelli che ancora ritengono la droga un vizio, l’omosessualità una malattia o una perversione, l’immigrato un calciatore da aggiungere alla rosa degli Italiani e, al massimo, da impiegare per un tempo limitato alle proprie dipendenze.
I sessantenni e i settantenni sono stati estromessi dal mondo del lavoro quando ancora sono in forze, intellettuali e fisiche e non possono finire a fare le code alla posta per pagare le bollette o portare a spasso il cane.
I sessantenni e i settantenni possono iscriversi ai partiti del Centro Destra ed organizzare, dando corpo e continuità, la protesta fiscale, aiutando i cittadini che lavorano a risparmiare e, se del caso, assistendoli, in base alle proprie conoscenze e capacità professionali acquisite negli anni, nei vari passaggi necessari per pagare o non pagare le vessazioni fiscali che i Saccomanni di turno si inventano.
I sessantenni e i settantenni possono difendere e diffondere un concetto di normalità che rappresenti una restaurazione della Tradizione e sia educativo verso i più giovani troppo distratti da messaggi sbagliati che parlano di divorzio, aborto, eutanasia, omosessualità, droga.
I sessantenni e i settantenni possono dare corpo ad una rinascita nazionale che dia la giusta prevalenza all’essere Italiani “d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor“.
La vera risorsa per il futuro non sono gli immigrati, nè i “quarantenni” alla Letta o Renzi, ma sono i pensionati e gli esodati, espulsi dal lavoro, rottamati ingiustamente, ma ancora in forze.


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Convertiti e ignoranti

Questa è la risposta data da una convertita ad alcune domande fatte da una ragazza : ciao,sono musulmana e se vuoi posso aiutarti io! allora per prima cosa ti dico di lasciar perdere il sito sufi che ti ha presentato l’ultima risposta… ora per prima cosa ti dico che la religione islamica è fondata sul … continua

Ma vah?

Financial Times contro la Troika: “Trio di burocrati non eletti amministra zona euro”. Il quotidiano economico certifica l’insuccesso dell’organismo internazionale e scrive che con le sue scelte ha contribuito “al crescente populismo e soprattutto al sentimento di xenofobia” di Francesco De Palo

Dal fallimento delle élite industriali e politiche a quello del memorandum per Grecia e Paesi Piigs. Il Financial Times, in un fondo che ripercorre la storia del Vecchio Continente a un secolo esatto dalla prima guerra mondiale, certifica l’insuccesso della troika. Definita “un trio di burocrati non eletti che amministra la zona euro portando ad un aumento dell’estrema destra”. E sottolinea i tre “buchi neri” del mondo moderno. In primis la mancata comprensione delle conseguenze della liberalizzazione finanziaria. Rassicurati da fantasie fasulle, i mercati finanziari non solo hanno autorizzato ma anche incoraggiato la grande scommessa sul prolungamento del debito. Le élite che guida la politica non è riuscita ad apprezzare i rischi di un fallimento sistemico, osserva il quotidiano economico. Per cui le economie sono crollate, la disoccupazione è aumentata, il debito è esploso. In secondo luogo l’ineguale distribuzione dei guadagni derivanti dalla crescita economica che favorisce la plutocrazia: ovvero l’emersione di un’economia globalizzata e di una nuova élite economica i cui membri sono diventati sempre più distanti dai Paesi che li hanno prodotti. Durante questo processo, il collante che lega ogni democrazia, cioè la nozione di cittadinanza, scrive il Ft, si è indebolito. Con la conseguenza che l’ineguale distribuzione dei guadagni derivanti dalla crescita economica ha migliorato solo le tasche dei più ricchi, con ormai prossimo l’inizio di un deterioramento a lungo termine. Infine il terzo neo delle élite: il funzionamento dell’euro e i problemi connessi creati.

Le difficoltà delle economie colpite dalla crisi è evidente: grande recessione, disoccupazione altissima, migrazioni di massa e accumulo di debito pesante. Tuttavia è il disordine costituzionale della zona euro a essere poco conosciuto. Ed ecco l’attacco alla troika: all’interno della zona euro, scrive il quotidiano finanziario, la potenza è concentrata nelle mani dei governi dei Paesi creditori, in particolare la Germania, con un trio di burocrati non eletti, la Commissione europea, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale. I popoli dei Paesi colpiti non hanno alcuna influenza su di loro. I politici che sono responsabili non sono perseguibili e “questo divorzio tra responsabilità di qualsiasi nozione e governance democratica” produce una crisi non solo economica ma “costituzionale”.

E conclude che questi tre fallimenti sono sufficienti a sollevare dubbi circa le élite, che portano con queste scelte al crescente populismo e soprattutto al sentimento di xenofobia. Intanto in Grecia sulla lista Lagarde, l’elenco degli illustri evasori ellenici che hanno portato in Svizzera circa 50 miliardi di euro, si registra una seduta del capo della criminalità finanziaria, Stelios Stassinopoulos, dinanzi alla commissione Istituzioni e trasparenza della Camera. In cui ha riferito che su 1700 file ne sono stati analizzati solo 266. L’ammontare totale di evasione è di 54 miliardi di euro, c’è perfino un cieco totale che ha portato via 10 milioni di euro. Quattro sono parenti dell’ex ministro delle finanze Georgios Papaconstantinou (che nei giorni scorsi ha detto “non sarò il solo a pagare”) con transazioni per totali sei milioni e trecento milioni.), oltre ad altri 3,7 milioni relativi a due nuovi volti. Ma Stassinopoulos, citando il segreto bancario, non ha dato prova di questi nuovi nomi. In attesa di giudizio anche Kostas Vaxevanis, il giornalista che per primo pubblicò la lista in Grecia nell’ottobre del 2012 e che per questo fu arrestato e processato per direttissima.