Il ciclo arturiano e la nascita di una nazione

Il ciclo brettone e arturiano è comune a due storie della letteratura: a quella francese e a  quella inglese. In Francia Chrétien de Troyes, autore medievale della letteratura cortese,  in Gran Bretagna Geoffrey di Monmouth, Robert Wace and Layamon che chiamavano la spada
Caliburn; una spada magica venuta da Avalon, secondo la tradizione celtica. E più tardi, sir Thomas Mallory (cognome che

Se ne accorgono solo ora?

Siria, pacifisti denunciano: “L’Italia sta con chi appoggia i terroristi”

Lettera aperta al ministro degli Esteri Emma Bonino: “No all’ambiguità e alla politica delle armi, il nostro Paese esca dal gruppo Amici della Siria”. Come può l’Italia far parte di un gruppo che fornisce appoggio logistico e militare a gruppi terroristici? Se lo chiedono Rete NoWar – Roma e il Comitato contro la guerra – Milano: i due gruppi pacifisti hanno inviato una lettera aperta al ministro degli Esteri Emma Bonino chiedendo che il nostro Paese esca da “Amici della Siria”, il raggruppamento che fu fondato, nel febbraio 2012, dall’ex presidente francese Sarkozy. Gli undici paesi membri, che nei giorni scorsi hanno fatto appello all’opposizione siriana perché non disertino la conferenza di pace di Ginevra (22 gennaio), piuttosto che impegnarsi per la fine della guerra nello stato arabo, sono proprio quelli che alimentano il conflitto civile che insanguina la Siria da tre anni – denuncia Peacelink – attraverso l’invio di armi e di formazioni terroristiche.

Nella lettera i pacifisti si chiedono il motivo per il quale i membri degli Amici della Siria non spendono “neanche una parola per condannare quel che è sotto gli occhi di tutti, ovvero che la guerra in Siria è alimentata dall’afflusso, da paesi terzi, di armi, denaro e combattenti, in genere jihadisti”. Chiedono inoltre al ministro perché i morti vengono attribuiti tutti ad Assad: “Non sa che la maggior parte di quei morti – 130mila stimati – fanno parte dell’esercito siriano, e che fra il 40 % stimato dei civili, molti sono caduti vittima di azioni armate dell’opposizione o sono morti tra i due fuochi?”. La tesi che si vuole sostenere è forse quella del “regime che stermina il proprio popolo”, al fine di portare più armi in Siria. E questo a discapito della protesta pacifista. Appare inoltre singolare come i membri degli Amici della Siria sono “proprio quelli che hanno più volte silurato i tentativi di pace operati dall’Onu”. Il loro scopo reale sarebbe quello di “imporre un nuovo regime in Siria con le armi, e non con il consenso popolare”. Interpellata il ministro Bonino perché faccia chiarezza sulla questione, e perché si affronti seriamente il dramma dei profughi favorendo inoltre l’accoglienza alle opposizioni siriane non violente, per la Rete NoWar “sarebbe ora di porre fine a questa indecenza”. E l’Italia, facendo parte di Amici della Siria, non può legittimare la “distinzione aberrante” fatta di recente tra al qaedisti buoni e quelli cattivi.

Fassina senza vergogna…

Fassina ha dichiarato di essersi vergognato di aver visto Silvio Berlusconi nella sede del PD. Chissà se si sarà vergognato per i 100.000.000 di morti del comunismo; delle Foibe, dell’ assassinio di Rolando Rivi; dei Gulag; dell’ avvallo del PCI alle invasioni sovietiche; dei milioni di bimbi non nati grazie all’ aborto; dell’ odio rosso dei partigiani, delle Brigate Rosse e di Lotta Continua, di gente come Battisti e Moranino.
Senza Vergogna, saranno sempre COMUNISTI !

Attento, Silvio…

Mettiamo che Maroni o Fiore invitino nella sede della Lega o di Forza Nuova la siora Kiengy e/o la siora Boldry per parlare della Bossi-Fini (da inasprire, NdA…). Cosa sarebbe successo se le 2 siore in questione, all’ arrivo, fossero state accolte con uova marce ed insulti ? Arresto in massa e chiusura delle sedi ? Deportazioni degli iscritti ? Invocazione della Scelba e Mancino ? Contromanifestazioni antifassssiste in tutta Italia ?
Mah ! Attento Silvio, sono e saranno SEMPRE comunisti !

Pellegrinaggio di un’anima

Ho l’anima lacerata dall’incertezza. Posso chiamare bianco il nero, ridermi delle cose sacre, prenderle in ridicolo: nulla me lo impedisce. Mi compiaccio di questi cattivi pensieri e vorrei possedere la purezza di un bambino. Quale tormento non sapere a chi chiedere, dove trovare un medico per l’intelligenza e per il cuore! Così iniziò il pellegrinaggio di un’anima, quella di Pieter Van der Meer.

Il senso comunista dell’ospitalità

Invitano il Cavaliere a casa loro, per parlare con il loro segretario e lo aggrediscono con lanci di uova e insulti.
E sono gli stessi che sono stati tarantolati dalla pubblicazione degli impegni di una loro ministra con solo la cittadinanza italiana da parte di quei razzistoni della Lega, berciando sul pericolo alla democrazia.
A prescindere dalla scelta di Berlusconi (che non condivido) di trattare con Renzi e da chi si è fatto accompagnare (zio Letta), se uno mi invita a casa sua mi aspetto che mi accolga con educazione e senso di ospitalità e questo senza necessariamente stappare un Brunello.
Ma parlare di educazione, civiltà, ospitalità, come di tutti quei Valori che quotidianamente calpestano e vogliono distruggere, a sinistra è tempo perso.
Mi auguro solo che, complice zio Letta, il Cavaliere non si faccia, per l’ennesima volta, infinocchiare dalla melassa sinistra, rammollendo una opposizione che invece deve essere strenua contro le tasse e la deriva morale.
Comunisti (e magistrati con le loro sentenze) si mettano l’anima in pace: non sono loro a decidere da chi noi del Centro Destra ci dobbiamo far rappresentare e se Berlusconi non piace, evitino di invitarci a trattare sulle riforme.



Entra ne

E senza chiedere permesso…

Una “bomba” tossica, estremamente pericolosa per l’ambiente, minaccia la salute pubblica e l’economia dei paesi del Mediterraneo centrale, ma anche tutto il mare Mediterraneo, inteso come un mare chiuso e già seriamente contaminato. L’arsenale chimico della Siria inizialmente era destinato a essere neutralizzato in Albania ma, dopo le forti proteste pubbliche in quel paese e nonostante i generosi benefici contributivi offerti dagli americani, il governo è stato costretto a declinare “l’offerta”, e così questo arsenale sarà distrutto nella zona di mare ad ovest di Creta, con la connivenza delle autorità greche, italiane e maltesi. L’allarme è dato dagli scienziati di Democritos (N.d.T. Centro Nazionale di Ricerca Scientifica) di Atene e del Politecnico di Creta, che parlano di “completa distruzione dell’ecosistema e del turismo”.  Secondo il collaboratore scientifico di Democritos ed ex presidente dell’Unione dei Chimici Greci, Nikos Katsaros, “se una tale neutralizzazione delle armi chimiche verrà effettuata tramite il processo di idrolisi, si può parlare di uno scenario da incubo. Si tratta di un metodo estremamente pericoloso, con conseguenze imprevedibili per l’ambiente mediterraneo e i popoli vicini. Questi effetti saranno la necrosi completa dell’ambiente interessato e l’inquinamento marino tra il mare Libico ed il mare di Creta. Il pesce sarà avvelenato dalla contaminazione, così come la popolazione che lo consumerà”. Da notare inoltre che il punto del mare prescelto è all’incirca lo stesso usato per l’inabissamento di sostanze tossiche gestite in passato dalla mafia ( http://www.haniotika-nea.gr/media/2014/01/224.jpg ). Solitamente le sostanze chimiche vengono distrutte tramite combustione in aree specifiche dotate di opportune infrastrutture. Queste aree esistono da tempo e svolgono questo tipo di operazioni negli Stati Uniti, in Germania, Francia, Russia, Cina ed altri paesi da molti anni. In questo caso però, trattandosi di un problema politico, nessuno vuole assumersi la responsabilità. Così ricorrono al metodo di idrolisi in mare aperto, nonostante, per ammissione indiretta degli americani stessi, questo metodo sia particolarmente pericoloso: infatti, il mare Mediterraneo è stato scelto proprio perché chiuso. Negli oceani la contaminazione ci sarebbe stata lo stesso, ma la dissoluzione delle sostanze sarebbe stata agevolata dalla più grande quantità d’acqua. In un mare aperto però la possibilità di onde marine di grande altezza e quindi di incidenti è sostanzialmente maggiore. Di un grave rischio parla il professor Evangelos Gidarakos del Politecnico di Creta, che ha lanciato l’allarme alle autorità greche, le quali appaiono in disparte in questo processo. “Queste sostanze chimiche sono miscele di sostanze pericolose e tossiche, che non sono in grado di essere inattivate in modo da non causare danni agli organismi viventi solo con questo metodo”, sottolinea. “Questa zona tra l’Adriatico e il Mediterraneo era diventata ‘un cimitero di prodotti chimici’ dalla mafia italiana, che aveva immerso in un periodo di 20 anni circa 30 navi cariche di vari tipi di sostanze e rifiuti chimici, come è stato rivelato in questi ultimi anni”. Secondo annunci ufficiali, le armi chimiche, dopo essere trasportate dalla Siria, saranno caricate in Italia nel recipiente di titanio della nave americana Cape Ray e saranno distrutte col processo di idrolisi in acque internazionali tra l’Italia e la Grecia, nel tratto di mare tra Malta – Libia – Creta. La procedura per la distruzione dell’arsenale chimico della Siria dovrebbe durare circa tre mesi. Non vengono forniti ulteriori dettagli. Il professor Gidarakos però ha molti dubbi. “L’armamento chimico della Siria consiste di due parti”, dice. “Esistono 1.250 tonnellate di armamenti ‘principali’ come i gas sarin e i gas mostarda ed altre 1.230 tonnellate di sostanze precursori che sono utilizzate per la fabbricazione delle armi vere e proprie. Queste sostanze, principalmente composti chimici di cloro e fluoro, sono di per sé altamente velenose e tossiche. E poi esiste una gamma di altre sostanze acquistate dalla Siria dopo l’embargo per cui sono sia di provenienza sia di natura ignota. Anche prendendo per buone le 1.500 tonnellate ufficialmente dichiarate, non credo che tutto possa essere concluso in soli tre mesi. Ci vorrà probabilmente il triplo di questo tempo, sempre che non succedano degli spiacevoli imprevisti”. Il professor Gidarakos sostiene che l’idrolisi di tutto questo quantitativo pericoloso produrrà una terza componente tossica che sarà formata direttamente nelle acque marine. Perché l’idrolisi non è più un processo relativamente sicuro come nel passato (p. es. durante la neutralizzazione delle armi chimiche della 2a Guerra Mondiale al largo del Giappone) in quanto oggi l’idrolisi produce anche degli scarti in forma liquida, cosa che non succedeva nel passato. Aggiunge inoltre che si sarebbe aspettato un comportamento più responsabile da parte dell’Organizzazione per il Divieto delle Armi Chimiche, un’organizzazione direttamente coinvolta in questa faccenda, che pochi mesi fa aveva fortemente sconsigliato la neutralizzazione di tali sostanze in alto mare. “Tutta questa storia ricorda molto un’operazione militare ed ha poco di scientifico”, conclude. Intanto qui cominciano a circolare le varie “voci”. C’è persino chi parla della reale possibilità di condizioni che “non permetteranno a chiunque di nuotare” nelle spiagge di Creta per (almeno) i prossimi 5 anni. Catastrofisti, certo. E il primo che ci rimette, oltre al turismo, è il morale del già martoriato popolo greco. Ma, pensandoci bene, chi gli può garantire il contrario?
Un corrispondente volontario dalla Grecia