L’ultima notizia dell’anno

Centinaia di immigrati diretti in Croazia: la nave dirottata verso l’Italia. Non è la prima volta che succede: qualche vgiorno fa centinaia di clandestini arrivati in Grecia si sono rifiutati di sbarcare e si sono fatti portare in Italia di Sergio Rame

Alla fine i clandestini vengono spediti tutti in Italia. La Terra dei sogni dove le leggi scritte non sono rispettate e le carceri hanno porte girevoli e i giudici sono sempre porti a perdonare con un buffetto. L’Eldorado d’Europa dove, nonostante la crisi economica i soldi per mantenere gli extracomunitari saltano sempre fuori. Così accade che una nave, la Blue Sky M battente barriera moldava, stracarica di immigrati siriani e diretta in Croazia, all’altezza di Corfù lanci un imprecisato allerme e, all’improvviso, cambi rotta e decida di puntare a tutta birra verso l’Italia. Non è la prima volta che succede. Siamo stati costretti ad assistere alla stessa scena una decina di giorni fa: gli stranieri arrivati a Pilos, al largo delle coste sud-occidentali del Peloponneso, si sono rifiutati di attraccare e si sono fatti portare in Sicilia.

La Blue Sky M è partita dalla Turchia. A bordo ci sono centinaia di siriani che, secondo gli accordi presi con gli scafisti, avrebbero dovuto sbarcare in Croazia. Peccato che, durante la navigazione, la nave cargo abbia deciso di cambiare rotta e dirigersi verso la costa meridionale della Puglia. Non si sa se la decisione sia stata presa dagli stessi scafisti prima di abbandonare la Blue Sky M utilizzando altre imbarcazioni o dagli stessi clandestini siriani una volta lasciati alla deriva nel Mar Adriatico. A raccogliere la richiesta di soccorso, inviata mentre la Blue Sky M salpava dalla costa al largo dell’isola di Corfù, è stata ancora una volta la Guardia costiera italiana che si è affrettata ad avvertire le autorità greche che ha inviato un paio di elicotteri per scortare la nave fino in Italia. La ricostruzione dei fatti, però, è piuttosto frammentaria e discordante. Inizialmente la richiesta di soccorso è stata legata alla presenza di uomini armati a bordo. A distanza di poco tempo si è parlato di un’avaria al motore. Allarme che è presto rientrato lasciando un’unica certezza: il cargo stracarico diretto in Croazia è stato dirottato (non si sa perché) in Italia.

Non è certo la prima volta che i barconi che solcano il Mar Mediterraneo vengono dirittato verso il Belpaese. Se fino a qualche tempo fa era Malta a rifiutarsi di intervenire “obbligando” la Marina militare italiana a soccorrere i disperati in balia delle onde, adesso sono gli stessi clandestini a preferire le coste italiche schifando gli altri Paesi dell’Eurozona. Lo scorso 19 dicembre, per esempio, un barcone con circa duecento immigrati è stato raggiunto a 117 miglia da Pilos, al largo delle coste sud-occidentali del Peloponneso. I clandestini si sono rifiutati di puntare la prua verso le spiagge greche e hanno insistito invece per essere portati in Italia. E così è stato.

Aspettando l’Alba (Dorata) del 2015

Sono tre anni pieni da quando la cricca di Bruxelles, con la complicità della sinistra interna e di un pugno di traditori puniti poi nelle urne, estromise Silvio Berlusconi dal governo per consegnarlo, in rapida sequenza, a tre suoi messi.
Sono passati tre anni da quando la sinistra ululava contro il Centro Destra, berciando sulla crisi.
Dopo tre anni l’Italia è messa ancora peggio.
Il debito pubblico è aumentato a 2200 miliardi dai 1900 cui lo aveva lasciato Berlusconi e l’imposizione fiscale da eccessiva che era è divenuta ora predatoria, con tasse aumentate o ripristinate sulle case, sui risparmi, sui fondi pensione e su ogni aspetto della nostra vita economica.
La disoccupazione galoppa a due cifre, soprattutto tra i giovani, mentre una incompetente gestione delle pensioni ha creato una nuova categoria, quella degli “esodati“, senza pensione nè stipendio.
Altri incompetenti di questi tre governi che si sono succeduti hanno reso ridicola l’Italia davanti al mondo intero accettando che, ormai da quasi tre anni, due nostri Fucilieri di Marina siano sequestrati da uno stato canaglia.
L’Italia senza difese si è piegata alle consorterie internazionali che hanno imposto non solo l’abolizione dei nostri confini, ma anche che, a spese nostre, si andassero a pescare i clandestini in acque internazionali e li si portassero a casa nostra, dove, sempre a spese nostre, siamo obbligati a dare loro vitto e alloggio per poi lasciarli sciamare per la penisola liberi anche di delinquere.
Ed a costoro vorrebbero pure regalare la cittadinanza, applicando il barbaro ius soli ai nati in Italia, abbandonando il civile e romano ius sanguinis.
Come se non bastasse le residue barriere morali vengono travolte dall’estrema debolezza indotta da una massiccia campagna mistificante tesa ad esaltare comportamenti anomali, aiutata anche dal cedimento di quello che poteva essere l’ultimo baluardo di serietà, la chiesa cattolica, ora affidata ad un vescovo pro tempore di Roma quanto mai in antitesi alla nostra Civiltà e Tradizione.
Ma una fiammella si è accesa là dove la democrazia è nata e dove già in passato eroiche battaglie salvarono l’Europa da una invasione potenzialmente devastante.
In Grecia il 25 gennaio voteranno per il nuovo parlamento e se dovesse prevalere una vasta area contraria all’unione sovietica europea, potrà essere scritta una nuova e migliore pagina della Storia.
Ma bisogna auspicare che i Greci capiscano che non sarà la sinistra di Tsipras a voltare pagina, perchè se si affideranno a quel demagogo, si ritroveranno con un doppio cappio al collo: quello finanziario di Bruxelles (perchè Tsipras non uscirà mai dall’unione sovietica che appartiene al suo dna) e quello alla propria libertà personale e di opinione che sarebbe imposta nel tipico stile marxista della sinistra di ogni dove (nel nome del politicamente corretto).
I Greci possono regalarci, scegliendo oculatamente, ancora una volta, la Libertà.
Vedremo, finalmente, nel 2015, dopo anni di tramonto, un’Alba (Dorata) ?
Buon Anno.

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Renzi l’incantatore

Anch’io all’inizio avevo dato una certa fiducia a Renzi, soprattutto quando – eravamo nell’estate 2013 – sentii parlarne molto bene da un crocchio di persone, tra le quali c’era un mio conoscente che la faceva da gallo dominante, o da una mia cugina che ne era stata abbagliata: ah! Renzi! Per lei non c’era altro che Renzi per salvare la patria. Oggi questa fiducia è svanita. Da quando mi sono reso conto che Renzi, il “fenomeno”, è solo un incantatore. Solo che la modesta erudizione di cui dispone, la sa esporre talmente bene, da farlo credere un sapiente agli occhi dei gonzi creduloni.
Prendiamo il caso di Google, Apple, Starbucks, le cui storie avrà avuto solo il tempo di leggerne un’infarinatura su Wikipedia, e i cui nomi ha citato in certi suoi discorsi. Google e Apple è pure andate a visitarle in California, a spese nostre. Ma tutto lì. Ci vuol ben altro per far ripartire l’Italia. Ben altro che citare il roboante nome di aziende mondiali di successo, per farla ripartire. 
E’ nota la storia di tali società, di come sono nate e di come si sono evolute. Ma Renzi pensa siano replicabili in Italia, dove politica e burocrazia divorano gran parte delle risorse disponibili? Apple, per nascere e svilupparsi, ha avuto bisogno di grandi aiuti dello stato, altrimenti non sarebbe al punto in cui si trova. Se ne faccia una ragione Renzi. Sembra quasi voglia citare il nome di quei colossi mondiali, pur sapendo che non saranno replicabili in Italia, per attirare su di se l’interesse della platea dei disinformati.

Palle renziane

Ho letto la sintesi e ascoltato i brani trasmessi dai tele e radiogiornali.
Una conferenza stampa ricolma di vuoto.
Ostellino ha ragione: Renzi è furbo, ma non intelligente.
Se fosse intelligente parlerebbe di meno.
Se fosse intelligente userebbe meno slang giovanilistico e più concetti solidi.
Se fosse intelligente taglierebbe le tasse, la spesa e il debito pubblico in un circolo virtuoso, invece aumenta tasse, spesa e debito avvitando sempre più il circolo vizioso che ci ha condotto all’attuale situazione fallimentare.
Mena vanto di quel che non dipende da lui (ed è un successo come il salvataggio dei passeggeri del traghetto incendiatosi, proprio perchè il fenomeno fiorentino non ci ha messo becco) e tace su quel che dipende da lui e ovviamente non riesce (fa finta di nascondere grandi trattative per i Marò, ma non si distingue da chi lo ha preceduto, incapace di risolvere il problema).
Il Giobàt è il suo nuovo cavallo di battaglia, che abbandonerà appena avrà altre chiacchiere da propinarci.
Uno così è meglio perderlo che trovarlo perchè fa solo danni.
Renzi, l’eredità di Napolitano.

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I poco invidiabili primati di Agrigento

Esattamente come oggi, il 29 dicembre di tanti anni fa, ero stato felice per una visita di piacere alla Valle dei Templi di Agrigento (Viaggio in Sicilia)
Oggi, invece, m’ha riempito di tristezza e amarezza l’apprendere notizie altamente negative sulla città: Agrigento è la città meno vivibile d’Italia. Eppure i suoi consiglieri comunali sono i più stakanovisti d’Italia (I poco invidiabili primati di Agrigento).
E questa è un’altra delle cause che hanno fatto salire a dismisura il debito pubblico italiano.
Luigi Pirandello, agrigentino doc, che aveva già una visione alquanto negativa dello stato, oggi, alla luce di tali fatti, l’avrebbe certamente ancor di più.
Chissà che Gianfranco Jannuzzo, anche lui agrigentino doc, e autore di quel brillante monologo  Girgenti amore mio, non ci metta una pezza su questa vicenda, scrivendo un altrettanto monologo dolcemente graffiante del genere Nord Sud.

Figli di un dio minore

Il fenomeno fiorentino ha dato alle stampe i primi decreti attuativi del suo Giobàt, cioè quel provvedimento che riduce le garanzie per i lavoratori.
Apprendo dalla lettura dei quotidiani che i dipendenti statali sarebbero esentati dal soggiacere alla ghigliottina renziana (e i loro referenti al governo ci tengono a tenerli esenti, tanto che è giustificato il sospetto che il Giobàt sia l’ennesima fregatura che il fenomeno fiorentino vende come la panacea dei venditori ambulanti nei vecchi film western).
Il pubblico impiego è la voce più consistente della spesa pubblica da cui deriva il debito pubblico, per mantenere il quale le tasse hanno raggiunto livelli insopportabili.
Abbiamo molto più che un esercito di dipendenti pubblici, che rendono i servizi di cui tutti noi possiamo renderci conto.
Una azienda privata che dovesse far quadrare i conti applica contratti di solidarietà che comportano mobilità e giornate di astensione dal lavoro non retribuite.
Per i dipendenti pubblici, invece, nulla di tutto ciò, solo il mancato rinnovo contrattuale, come del resto subiscono tante altre categorie che rinnovano solo a livello normativo ma non retributivo, anzi vedono decurtare alcune voci.
Aquesto aggiungiamoci la non applicabilità del Giobàt toscano ai dipendenti pubblici, mentre i dipendenti privati sono costretti a subirne gli effetti.
Gli stessi dipendenti privati che, in gran parte, hanno pagato, con la tassa sui risparmi e sui fondi pensioni, la mancia elettorale del fenomeno fiorentino degli ottanta euro.
E i lavoratori del settore privato non sono i soli a subire, visto che la scure fiscale si è abbattuta anche contro i fondi degli autonomi e dei professionisti, esclusi a prescindere dalla mancia elettorale.
Cosa aspettiamo ad unirci ed a ribellarci ?

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Sogno di una notte di Capodanno

Sognare è rimasta l’unica prerogativa concessaci. La tassa sui sogni non l’hanno ancora applicata. Perciò sogno… O se vogliamo dirla all’americana I have a dream

Napolitano se ne andrà tra fischi e pernacchie sotto il Quirinale il 14 gennaio dopo il semestre europeo. Là sotto ci sono folle di dimostranti imbufaliti con squadre e  compassi innalzati e cartelli con le scritte: Massone, tornatene in Loggia. Ci hai avvelenato il PaeseComunista falce e compasso.

Renzi e il Berlusconi bollito e pascalizzato, tenteranno come i ladri di Pisa di mettere Draghi alla Presidenza della Repubblica. Ma Drago Draghi viene chiamato alla Fed a stampare denaro fasullo e lui dice: Obbedisco! Totò ne ” I Soliti Ignoti” è stato un antesignano della politica della Federal Reserve.
A marzo Renzi cadrà sullo ius soli, mentre torme di siciliani, calabresi e pugliesi inferociti si metteranno a presidiare le coste con barche e barconi e  i cartelli con la scritta “STOP INVASIONE” “Tornate a casa!”. La Marina Militare si ammutina perché non vuole più rischiare altre malattie.  Il marò Girone riesce a evadere dall’India  con un blitz, e a raggiungere il suo commilitone La Torre, che nel frattempo non è più ripartito. Ci sarà il sedevacantismo al Quirinale e tutti i “quirinabili” saranno  di volta in volta bruciati dalle elezioni, poiché non presentabili  al popolo italiano. Putin crea un animale di nome DragOrso con la Cina e si metteranno d’accordo per una nuova valuta.
Alla Casa Bianca le cose andranno sempre peggio, Obama è costretto a riparare in Kenia, il popolo americano applicherà il secondo emendamento e andrà coi fucili sotto Wall Street. Crescita dopata, PIL fasullo, mentre in realtà sono alla fame, hanno deciso di passare alle vie di fatto liberandosi dei tiranni usurai.
La Merkel, vista l’aria che tira ignora il TTIP  e commercia col DragOrso.
In Francia Marine Le Pen vince le elezioni e spedisce a casa Hollande. La sua prima mossa è uscire dall’euro, seguita da Olanda, Italia, Austria, Irlanda e Grecia. La Ue crollerà come un castello di carte. Salvini si metterà d’accordo con Landini per instaurare una lotta di classe padana che via via si diffonde a macchia d’olio per l’Italia. Il referendum contro la legge Fornero è stato accolto e chi doveva andare in pensione potrà andarvi per godere il meritato riposo.
Per il Pd  sarà una Caporetto e si spaccherà in mille rivoli. Ugo Sposetti scapperà all’estero col Tesoro del vecchio PCI e  uno speciale  “conto gabbietta 2″. Viene fermato nei pressi di Dongo dalle milizie padane, costretto a cedere la refurtiva che potrà essere redistribuita a tanti poveracci. L’unica cosa che verrà rifiutata, sono gli orribili quadri di Guttuso. Per essi non viene nemmeno battuta asta. 
Giuliano Poletti viene incarcerato per reati di estorsione, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio. Inoltre gli  viene contestata l’associazione di stampo mafioso regolata dall’articolo ex 41bis per aver trasformato Legacoop in una cupola d’affari illeciti. I lavoratori possono dormire tranquilli: il Jobs Act non si farà!

Renzi finisce ai giardini di Boboli con la moglie nasuta, i figli e cagnolini. Aspirava a entrare nella Loggia Three Eyes di Napolitano, ma  ormai non lo vogliono neanche più alla bocciofila di Pontassieve. 
Bergoglio non godrà i privilegi del suo predecessori: non ci saranno elicotteri a trasferirlo a Castel Gandolfo bensì una mongolfiera per ignota destinazione. La quale, a un certo punto  del volo, si inceppa e precipita nella Pampas sconfinata, tra gli ululati dei vil coyotes e i gauchos  che corrono col lazo a recuperarlo assai male in arnese. La botta è stata forte  ma Pampurio esclama “Soffi el viento pampero”. La sua papalina però è volata via col vento. 

Sì, che soffi il vento, ma non solo quello pampero...Fino alla fine del mondo. Di questo mondo che hanno tentato di ingabbiare e  rendere unico, con mercato unico, moneta unica, Pensiero Unico, e che ora sfugge loro di mano. 

Buon Anno a tutti!


Spendi 100 prendi 9

Ecco quello che ha contribuito al grande disavanzo pubblico italiano: lo spreco di denaro per il collocamento dei gruppi fotovoltaici sui tetti delle scuole italiane, fatti installare da amministrazioni locali, forse su input dell’allora ministro Pecoraro Scanio, a sua volta estasiato e innamorato dei pannelli fotovoltaici.
Il 22 dicembre scorso, il titolo di una lettera pubblicata sul Giornale, nella rubrica L’angolo di Granzotto, aveva catturato la mia attenzione “Spendi 100 prendi 9, il fotovoltaico è un vero affare”.
E’ una mail del prof Franco Battaglia, personaggio noto allo scrivente, inviata a Paolo Granzotto, per documentargli lo spreco di denaro pubblico che c’è stata dietro l’installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle scuole italiane. Una lettera, corredata da foto, gli è stata a sua volta inviata da un professore del Liceo Candiani di Busto Arsizio. Questi, alle due foto ha allegato la denuncia di spreco di denaro pubblico, derivante da quella iniziativa.
Il titolo “spendi 100 prendi 9” è emblematico della situazione. Calcoli alla mano, il professore documenta quanto rendono, e quanto sono costati, i pannelli fotovoltaici installati su scuole dei comuni di Somma Lombardo e Busto Arsizio. L’energia prodotta da quei pannelli intorno a mezzogiorno, e quindi nel momento di massima insolazione, nei giorni 27 ottobre e 4 novembre, è stata rispettivamente di 0,42 e 0,32 kw, una potenza sufficiente sì e no per far funzionare un (uno e non tanti) asciugacapelli.
Morale: per dare l’impulso iniziale a motori come quello di un frigorifero o di una lavatrice, bisogna essere comunque collegati ad Enel, sennò non partono.  
Spendere tanti soldi, per avere quelle rese! A cosa è servito?
Lo dicemmo già anni fa in questo post 
http://esperidi.blogspot.it/2011/05/affamati-di-energia.html , che quella del risparmio energetico ottenuto dall’installazione dei fotovoltaici era pura fantasia, una chimera. Dicemmo che quell’energia era sufficiente per far funzionare delle lampadine, ma fummo derisi e sbeffeggiati.

CATTOCOMUNISTI….

In fondo mi fanno pena. Per anni sono stati nelle catacombe, con l’ Icona dei Preti Guerriglieri alla parete, dopo che San Giovanni Paolo II aveva fatto a pezzi la Teologia della Liberazione. Scrivevano peana a Martini, gironzolavano spaesati intorno alla Curia Milanese, si vestivano con bandiere blasfeme iridate, giocando ad Assisi al pauperista da operetta. I più estremisti si erano trasferiti in Venezuela da Chavez, a bighellonare con qualche spinello. Con Ratzinger si contarono addirittura circa 35.000/37.000 casi di suicidi, poveretti che si facevano saltare a Gaza con la musica degli inti Illimani in cuffia; qualcuno si nascose nella cantine di Famiglia Cristiana, altri si installarono nella comunità di Bose. Conosco tre o quattro che che si dipinsero con la vernice delle scarpe nera il viso, iscrivendosi a Nigrizia.
Uno, era il portiere dell’ ANPI di un piccolo paese del modenese. Trentacinque, lo so per certo, vagavano, travestiti da Camalli, tra Genova e Livorno. Una decina si iscrisse all’ associazione Luca Coscioni, facendosi sacrificare fino all’ estrema conseguenza, lasciando gli organi al Professor Veronesi…
Ma, ultimamente, stanno uscendo allo scoperto: cantando “bella ciao” ed al grido di Allah Ak bar zompettano in nome dell’ ecumenismo, del pauperismo, del perdonismo e del gaiettismo. Non capisco perchè, ma vigiliamo: 

HIC MANEBIMUS OPTIME…