Salvare il soldato DeBenedetti

Dalle slot machine a Sorgenia: tutte le porcate del governo. Ieri l’ok definitivo della Camera al provvedimento. Forza Italia contro Letta e Alfano: non hanno votato, testo senza padri. Brunetta: perché il Nuovo centrodestra fa il tifo per le slot machine? di Gian Maria De Francesco

Roma – «Bloccheremo in corsa quella porcata», si indignò Matteo Renzi, una volta appreso che il decreto salva-Roma avrebbe penalizzato gli enti locali che adottano misure restrittive anti-slot. Nel passaggio alla Camera il governo prima ha incassato la fiducia sulla Stabilità con 350 sì, mentre il via libera finale alla manovra è arrivato a tarda sera con altri 258 voti, tuttavia il numero legale è stato raggiunto solo grazie alle opposizioni. Il dl molto probabilmente sarà emendato della norma che prevede un taglio dei trasferimenti statali per Comuni e Regioni che hanno dato una stretta a macchinette, videopoker et similia. L’interrogativo, però, è un altro: quante volte il sindaco di Firenze dovrà (o sarebbe dovuto intervenire) per arginare quella pericolosa tendenza del premier Enrico Letta e del suo vice Angelino Alfano ad assecondare lobby, amici degli amici e notabilati vari. Certo, il caso delle slot è stato di sicuro molto eclatante perché si trattava di una «stangata» contro coloro che cercano di limitare nei modi consentiti dalla legge la possibilità di un aumento delle dipendenze da gioco d’azzardo. Che, tra l’altro, è una fonte di ricavo per l’erario. Una domanda se l’è posta anche il capogruppo di Fi alla Camera, Renato Brunetta: «Possono spiegare Alfano, Lupi e compagnia in cosa consiste, in riferimento a questa proposta, il loro ancoraggio alla dottrina sociale cristiana e ai valori del Ppe? O sono altri valori in gioco?», ha chiesto l’ex ministro denunciando la discordanza tra dichiarazioni di principio e atti politici. Distonie che costarono parecchio in passato ad altri «transfughi» come Gianfranco Fini.

Ma che cosa avrebbero dovuto dire allora Renzi e Brunetta della legge di Stabilità? In fondo, l’emendamento cosiddetto «salva-Sorgenia» non è proprio un esempio di trasparenza cristallina. Con un colpo di spugna è stato cancellato per le società energetiche che installano impianti a ciclo combinato l’obbligo di corrispondere ai Comuni gli oneri di urbanizzazione e per coloro che hanno avviato un contenzioso si apre la possibilità della transazione. È il caso dell’utility controllata dai figli dell’Ingegner Carlo De Benedetti, editore di Repubblica e sostenitore politico di Renzi. È vero: Sorgenia ha vinto il ricorso al Tar contro il Comune di Turano Lodigiano che pretendeva 22,77 milioni di euro, ma i giudici amministrativi hanno ribadito che quando si costruisce un edificio, gli oneri di urbanizzazione si pagano. Punto e basta. Poi, si può dire che del provvedimento beneficeranno tutte le utility e che Sorgenia ha un piano di investimenti per il territorio in cui opera, ma il sospetto di un favore (tema per il quale i repubblicones sono sempre pronti ad alzare il sopracciglio) offusca anche le miglior intenzioni.

E che dire, sempre per rimanere in tema di Stabilità del divieto di cumulo tra pensioni d’oro e stipendi per i «boiardi» della pubblica amministrazione. È stato fissato un tetto: 302mila euro, la retribuzione del primo presidente della Cassazione, ma la norma non riguarda i contratti in essere. Grazie alla postilla alcuni super-stipendi sono salvi, un sollievo per baroni universitari e magistrati (in carica ed ex) . Non a caso sempre Brunetta ieri ha sottolineato come alla Camera né Alfano né Letta si siano palesati per votare la manovra definendola «senza padri». Ma solo il premier era assente giustificato perché a Bruxelles. Il buon Matteo che inveisce contro le «porcate» avrebbe dovuto ricordarsi quando un emendamento alla legge di Stabilità resuscitò Federconsorzi? La strana maggioranza Pd-Ncd ci ha provato per ben tre volte al Senato. Poi, la norma è ricomparsa in Aula alla Camera. In pratica, si volevano attribuire alla federazione i crediti spettanti ai singoli consorzi agrari «per gli ammassi svolti nell’interesse dello Stato», rivitalizzando il vecchio carrozzone. La mossa non è riuscita, ma sicuramente si tornerà alla carica se Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Coop hanno gridato, tanto per stare tranquille, «Non ci provate più!».

Dal congo

Il Congo sospende le adozioni alle famiglie straniere. Bonino: “Siamo sconcertati”. Le 26 famiglie italiane rimangono bloccate nel paese africano. Il governo di Kinshasa precisa: “Non sono vietate, ma bloccate temporaneamente”. Il ministro degli Esteri italiano: “Non hanno rispettato gli accordi”

Le autorità della Repubblica democratica del Congo hanno confermato di voler sospendere le procedure di adozione, nonostante gli impegni presi con l’Italia e con quei genitori che restano bloccati nel paese africano con i loro bimbi adottivi. Si complica così la vicenda delle 26 famiglie italiane. La decisione è arrivata dal ministro dell’Interno congolese che ieri ha convocato gli ambasciatori a Kinshasa di Italia, Stati Uniti, Francia, Belgio, Canada e Regno Unito per ribadire l’intenzione del governo di sospendere le procedure di adozione di minori, in applicazione della decisione presa il 25 settembre scorso. Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha subito convocato a sua volta l’ambasciatore del Congo a Roma, Albert Tshiseleka Felha. “Non avete rispettato gli accordi verbali presi a novembre con il nostro ministro Kyenge. Siamo sconcertati”, gli ha detto la titolare della Farnesina facendosi portavoce dell’intero governo italiano su un caso resta “fortemente preoccupante”.

Il 4 novembre scorso il ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge si era personalmente recata a Kinshasa ottenendo dal ministro dell’Interno e dal viceministro degli Esteri locali l’assicurazione che “la Direzione generale per la Migrazione avrebbe confrontato con l’ambasciata italiana la lista delle adozioni considerate in regola e per le quali sarebbe stata quindi rilasciata l’autorizzazione alla partenza”. Solo pochi giorni fa Kyenge aveva assicurato che mancava solo un nulla osta. Poi l’iter si è di nuovo bloccato e l’irritazione italiana è cresciuta. Adesso, alcuni genitori vivono con l’ansia di dover lasciare in condizioni drammatiche i figli che in queste settimane hanno imparato a conoscere le loro nuove famiglie. Altri invece sanno già che dovranno passare il Natale in Congo, aggiungendo al disagio della situazione pesanti costi economici. La Farnesina ha fatto sapere che mentre i visti di alcune coppie sono già stati prorogati, per altre sarà fatta “una valutazione caso per caso”.

E mentre Bonino e Kyenge confermano “il forte impegno” del governo e dell’ambasciatore italiano a Kinshasa per fare pressioni sulle autorità congolesi per consentire alle famiglie italiane “di tornare al più presto con i bambini adottati”, continuano anche le polemiche, con la Lega Nord in testa che chiede le dimissioni del ministro per l’Integrazione. “La vicenda delle famiglie bloccate proprio in Congo per la delicatissima causa delle adozioni è scandalosa ed è l’ennesima prova dell’inettitudine del ministro. La misura è colma: Kyenge si dimetta”, ha dichiarato Massimo Bitonci, capogruppo del Carroccio al Senato, mentre la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria chiede che sia il premier Enrico Letta a prendere in mano “una situazione che, evidentemente, i suoi ministri non sono in grado di gestire”. Dal Partito democratico i senatori Andrea Marcucci e Roberto Cociancich ricordano invece che dal 10 dicembre a Palazzo Madama è pendente un’interrogazione urgente e chiedono che Bonino e Kyenge diano risposte “non via media, ma in Senato”.

Il lascito di Mandela: aspettativa di vita crollata di 10 anni

Ecco una tabella dell’aspettativa di vita negli in Sud Africa dal 1962 agli anni più recenti. L’aspettativa registra quella di tutte le razze presenti nel SA – anche durante il periodo dell’Apartheid. La cosa che immediatamente salta all’occhioL’Apartheid finisce nel 1990, da quell’anno al ’94 c’è la transizione del SA da paese governato dai bianchi … continua

Di pezzi di merda

L’ex banchiere Modiano: “Con prelievo forzoso al 10% gettito di 113 miliardi”. Il marito dell’onorevole Pollastrini (Pd), nonché ex braccio destro di Alessandro Profumo in Unicredit e di Corrado Passera in Intesa torna alla carica sulla patrimoniale una tantum a carico delle famiglie più ricche

L’ultima spiaggia per l’Italia? Un prelievo una tantum del 10% sulla fascia più ricca della popolazione. A tornare alla carica è stato l’ex banchiere Pietro Modiano oggi presidente di Nomisma, della società degli aeroporti milanesi Sea e, benché in uscita, della Tassara, la holding di uno dei più importanti debitori di Intesa Sanpaolo, Romain Zaleski. “Si stima che la ricchezza liquida delle famiglie italiane – al netto di attività reali, titoli di stato e partecipazioni in società di persone – sia pari a circa 2.400 miliardi. Si può, inoltre, stimare che Il 47,5% di questo ammontare, ovvero 1.130 miliardi, sia posseduto dal 10 % più ricco delle famiglie italiane – si legge nell’editoriale della newsletter di dicembre di Nomisma scritto da Modiano e dal capo economista Sergio De Nardis -. Un prelievo una tantum del 10% su questa fascia darebbe luogo a un gettito di entrate per lo stato di 113 miliardi di euro, 7 punti percentuali di PIL, da distribuire a favore delle famiglie più povere e delle imprese”. Secondo gli autori, “se questa tassa sul patrimonio venisse pagata in quattro rate annuali di 28 miliardi, il bilancio pubblico potrebbe fornire uno stimolo equivalente nell’arco di un quadriennio all’economia, modificandone il sentiero di crescita. Gli effetti positivi sul PIL deriverebbero dal fatto che il trasferimento di risorse a favore delle famiglie disagiate e delle imprese stimolerebbe aumenti di domanda (interna ed estera) largamente superiori alla contrazione dei consumi a cui andrebbe incontro il decile di famiglie più ricche”.

In dettaglio per il marito dell’onorevole Pollastrini (Pd), “una manovra di prelievo straordinario sulla ricchezza e redistribuzione alle famiglie disagiate e alle imprese della dimensione ipotizzata, che si avviasse nel 2014 e si ripetesse nel successivo triennio (fino al 2017) porterebbe fra cinque anni, nel 2018, a un PIL più elevato di circa il 4,5% rispetto al livello di uno scenario di base. Il tasso di crescita dell’economia nel quinquennio 2013-2018 aumenterebbe di quasi un punto all’anno passando dall’1,2% dell’andamento tendenziale al 2,1% nell’ipotesi con manovra. La più forte crescita dell’economia si tradurrebbe in un rapporto debito/PIL nel 2018 più basso di circa cinque punti percentuali”.

Secondo il centro studi fondato tra gli altri da Romano Prodi nel 1981 con il sostegno di banche come la Bnl, quindi, la strada per reperire le risorse necessarie a un rilancio dell’economia italiana passa per una mobilitazione straordinaria del risparmio di chi possiede di più a favore delle fasce più povere della popolazione e delle imprese che devono confrontarsi con la competizione internazionale, come ha ribadito l’istituto in una nota. “La manovra può essere fatta senza aprire contenziosi in Europa e nel rispetto delle regole di bilancio iscritte in Costituzione. La somministrazione dello stimolo su un periodo di più anni consentirebbe di modificare in modo significativo il tasso di sviluppo dell’economia anche se non esaurisce il “da farsi” per l’economia italiana – sottolinea ancora Nomisma -. Bisogna continuare a portare avanti le riforme in direzione della razionalizzazione della spesa pubblica, della lotta all’evasione, della semplificazione della burocrazia e della politica; solo così si riuscirà a dare seguito nel lungo periodo allo sviluppo dell’economia italiana una volta che gli effetti della manovra saranno venuti meno”.

Due cose sul Caso Burke.

Il nuovo Papa Buono, lo santificano già. Francamente sulla bontà di Bergoglio ci sarebbe da dire. 
“Mia è la Vendetta, dice il Signore, ” come ricorda San Paolo nella Lettera ai Romani. E San Paolo era un fumino come il sottoscritto. Dunque, la Vendetta è del Signore, non di un Papa. E non sono il solo a dirlo; in questi giorni a scriverlo sono in tanti, molto più esperti di Vaticano di me. 
Dunque, perchè mettere la testa sotto la sabbia ?
Non c’era il motivo, in questo momento , di creare una frattura così grande nel Cattolicesimo USA, da anni sotto attacco, non solo dal negro per l’ aborto; ma pure dalla giudicocrazia filoprotestante che vorrebbe ridurre in miseria il Clero Americano attraverso i rimborsi milionari per i casi di pedofilia. 

I Cattolici Americani sono milioni: italiani, irlandesi, ispanici e molti, molti altri. 
Defenestrare Burke è stato un grave errore, chi non capisce questo, non ha occhi.

Renzie: “L’Art. 18 è un totem ideologico”, a chi avevo già sentito dire ciò?

deniro

Torna a fare il sindaco di Firenze, finché ci sono degli stupidi che te lo lasciano fare… e poi, la prossima volta, candidati per fare il sindaco di Voghera e le sue casalinghe (Le casalinghe di Voghera). Firenze è una citta troppo importante, solo un Pd poteva metterla nelle tue mani.

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Ma i santi non vanno al bar?

Ragazzi, attenzione prego! Oggi parliamo di santità! I giovani sbadigliano se presentiamo loro la santità in modo anacronistico. Bisogna spiegare loro la bellezza della santità, che va cercata nell’intimo della propria esistenza, dove la voce di Dio ci chiama, ci consiglia, ci guida. Bisogna insegnare loro a donarsi ed affidarsi allo Spirito che dà la saggezza per discernere […]

Renzi,uno come tutti gli altri

Che Renzi si trasformasse da putto in puffarolo lo avevo sempre pensato ed ora cominciano ad esserci anche le prove.
Voleva liquidare i ministri quirinalizi a cominciare dalla Cancellieri che, Renzi dixit, doveva andarsene subito dopo le vicende Fonsai/Ligresti.
I ministri Saccomanni, Giovannini, Bonino e Cancellieri sono ancora al loro posto.
Voleva dettare la linea a Letta.
La legge di stabilità è quanto di peggio potesse uscire, più tasse solo per consentire a questo stato cialtrone di continuare a spendere parandosi dietro il mantenimento del deficit al 3% grazie solo e solamente ai nostri risparmi che ci vengono estorti.
Voleva spaccare il mondo con la legge elettorale.
E’ risucchiato nella melassa democristiana (che dovrebbe ben conoscere …) invece di gettare i dadi ed accordarsi con Berlusconi alla faccia dei Letta e degli Alfano.
Voleva cambiare l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.
Ha già fatto marcia indietro affermando che non è una priorità.
Alla fine le uniche realizzazioni che farà riguarderanno la continuità con la politica della sinistra finalizzata a distruggere la nostra società: tasse, immigrati, omosessuali.
Renzi, un segretario del pci/pds/ds/pd, come tutti gli altri.



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Centri sociali contro i CIE e caso Lampedusa delle Coop Accoglienza

Gridano “mai più CIE!” davanti ai centri soggiorno temporaneo per clandestini. 

 (immagini pacifinte)

Comunque la si pensi, finchè la legge è l’attuale….ma il punto non è questo
 

In questo caso la manifestazione violenta a Bologna era contro il CIE in Via Mattei, tra parentesi pure chiuso e vuoto, per lavori di ristrutturazione.
Associazioni e centri sociali sfilavano davanti alla struttura per chiederne la chiusura definitiva. Attimi di tensione quando gli attivisti hanno cercato di apporre le solite scritte sui muri.

La Questura assicura che la Polizia non ha fatto alcuna carica, ma ci sono 8 Agenti feriti, di cui 3 ricoverati in ospedale e un ustionato.
E’ il pacifismo rosso, ovviamente, come ben noto.
La notizia completa al link.
http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2013/12/18/998780-manifestazione-cie-tensione.shtml#13

Indubbiamente gli animi sono stati riscaldati (a parte il fiammeggiare sempre pacifista delle foto) dal servizio andato in onda in televisione sulle condizioni di un Centro di Accoglienza a Lampedusa, in cui si vedevano docce e code di persone denudate con poca dignità. 
Su quel caso è in corso un’indagine, di cui la tv in dettaglio non parla, e poco anche la stampa.

Ci dice molto di più DAGOSPIA!

Dietro alla parola “accoglienza” l’ombra delle cooperative compagnucce di Legacoop. Più immigrati fanno entrare, più alti sono i loro compensi:  (l’articolo è al link)

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-toh-fa-capo-ai-compagnucci-della-legacoop-il-consorzio-sisifo-che-detiene-il-68676.htm

Allora fatemi capire…i centri asociali rossi protestano contro i CIE e le cooperative che gestiscono i Cie, che -dice Dagospia- sono rosse come i centri asociali. Mi pare se ne guardino bene, infatti, dal nominarle.
Protestano contro se stessi, in fondo.

Prelevo tale quale dall’Art.

TOH! FA CAPO AI COMPAGNUCCI DELLA LEGACOOP IL CONSORZIO “SISIFO” CHE DETIENE IL 67% DELLA SOCIETÀ DI GESTIONE DEL CENTRO DI ACCOGLIENZA DI LAMPEDUSA – 2. LEGACOOP GESTISCE ALTRI CENTRI IN CONDIZIONI ANCORA PEGGIORI DI LAMPEDUSA…..(mooolti più dettagli su Dagospia, e articoli correlati di Stampa e Repubblica al link poco sopra)

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