Un nuovo anno pieno di tasse e facce di bronzo

Aumentano:
gas
tassa di volo
autostrade
persino l’odioso canone rai, utile a pagare nani e ballerine orientati a sinistra che “leggono” la costituzione o mettono in piedi spettacolini a senso unico.
Arrivano altre tasse sui risparmi e sulla casa:
tobin tax” sulle transazione finanziarie (cioè la compravendita di titoli)
incremento delle trattenute sui depositi
Monti inaugura anche la
TARES, nuova tassa sui rifiuti, ovviamente in aumento del 20% e più rispetto alla vecchia tarsu,
mentre la volontà di Monti di espropriare le case degli Italiani si manifesta con le lettere di aumento degli estimi che, a cascata, provocheranno un aumento dell’odiata e ripugnante IMU.
Nonostante ciò, mentre il Popolo è bersagliato dalle sue tasse, Mario “Antonietto” Monti offre le sue brioches: una promessa di riduzione di un punto delle aliquote fiscali più basse.
Aveva un anno di tempo per farlo e non l’ha fatto: chi è così ingenuo (eufemismo) da dargli ancora credito ?



Entra ne

Il privilegiato

Ci ha provato, Mario Monti, a tenere distinti i ruoli: quello di premier tecnico e di candidato premier eminentemente politico. Lo ha promesso dal primo giorno in cui ha annunciato la sua “salita” in campo, ma i buoni propositi sono morti con l’inizio della campagna elettorale. Basta fare un salto sul sito del governo italiano e cliccare su “Un anno di governo”. Un sito istituzionale, diremmo super partes anche perché quel governo lo ha sostenuto una maggioranza trasversale, dal Pd al Pdl. Eppure a leggere e rileggere il bilancio degli ultimi 12 mesi di Palazzo Chigi e gli obiettivi da raggiungere nel 2013 pare di avere di fronte un dispaccio della futura “Lista Monti”, con tanti punti in comune con l’ormai celebre “Agenda Monti”. Di fatto, uno spottone elettorale del professore travestito da messaggio istituzionale.
Vanti europei – Si parte con lo spread e il rischio corso nel 2011 di non avere i soldi per pagare gli stipendi pubblici. “Oggi la situazione è diversa, il clima che si respira intorno all’Italia è diverso”, scrive Palazzo Chigi vantando la “mediazione vincente” in Europa sull’intervento della Bce in estate. D’altronde, parola del professore, il governo è stato un “protagonista autorevole, responsabile e attivo nel disegnare e orientare il percorso dell’integrazione europea”. Alla faccia della modestia.
L’Italia del Bengodi – Il meglio però il comunicato lo dà quando si parla di economia, di Fisco, di cose da fare (sottintenso: “Fatecele fare, cari italiani, e toccherete il cielo con un dito”). Promette, per esempio, l’abbassamento di un punto delle tasse, “senza cedere alle sirene delle lobby” e partendo dalle fasce più basse. Non una parola sull’aumento progressivo del debito pubblico, perché lo staff del professore preferisce decantare i successi della spending review (“una parola che oramai è entrata di diritto nel vocabolario comune”, gongolano a Palazzo Chigi) e sulla riduzione degli enti pubblici e il taglio dei costi della politica non manca un accenno velenoso ai partiti: “Il decreto di ottobre sulla finanza e funzionamento degli enti territoriali – si legge – è stato alleggerito nella parte in cui era stato previsto un sistema di controlli preventivi di legittimità della Corte dei conti. Si è preferito invece un ritorno al controllo successivo della gestione, che insiste sulla logica del recinto chiuso dopo che i buoi sono scappati”. Seguono capitoli su liberalizzazioni, riforma del lavoro, giovani, scuola e università. Successi, trionfi: a leggere il testo pare si parli della Germania di Angela Merkel e non dell’Italia in cui la pressione fiscale reale è al 50%, il Pil è in calo costante, l’Iva è aumentata e aumenterà, così come la disoccupazione giovanile e non. Tutti dati negativi, misteriosamente spariti dal bilancio di un anno di Monti. D’altronde, in campagna elettorale meglio nascondere i problemi.

BUON ANNO E (non avviliamoci sempre)


BUON ANNO E (non avviliamoci sempre)

Vi auguro Buon Anno e, come da titolo, questa è la mia esortazione.
Al proposito vi racconto una cosa capitatami i giorni successivi al ferragosto di quest’anno.
Piccola vacanza ad ABC, a pochi km dal confine di XXMiglia (naturalmente in TRENO, perché in zona coi mezzi pubblici si va facilmente ovunque).
Decido di andare a trovare amici a Cannes.
Me ne vado a San Remo in 10 minuti in filovia, prendo il primo treno diretto e arrivo bello e rilassato alla meta.
RITORNO: Gli amici hanno casa proprio presso la stazioncina di Cannes la Bocca, scendiamo verso le 21 alla stazione non presidiata (ho già il biglietto del ritorno).
Il treno dopo mezz’ora-quaranta minuti non arriva, sul tabellone compare una scritta del genere (ESCLUSIVAMENTE in francese) “Prossimo treno domani”.
Perfetto, decidiamo di tornare a cercare il numero di tel della stazione per chiedere info, e PASSA il treno. Che ovviamente perdo, essendo già sulla salita …
Gli amici decidono di accompagnarmi in macchina a Cannes Centrale.
Arriviamo in Centrale, non c’è l’ombra di parcheggio e ci sono lavori in corso.

Mi accompagnano, a rischio multa, a tutti i costi, fin che sono in stazione… saluti etc….
Cartelloni, solo esclusivamente in francese, e mi par di capire che tutti i treni hanno ritardo, da un’ora a due, che il TGV, che in riviera (Francese) transita sulla linea comune NORMALE, causa anche il blocco-rallentamento dei treni che dovrebbero precederlo.
Non so il francese, ma solo italiano e un po’ di inglese, e chiedo a un ferroviare, con orecchino, azzardardando un “Escuse muà qual’è il prossimo treno per l’Italia?”
Mi risponde solo “Bonjur” e io azzardo un nuovo “Escuse muà qual’è il prossimo treno per l’Italia?” Risponde nuovamente “Bonjur” (è notte .. va bè..).
A questo punto capisco che sta dando una lezione di “educazione” a me italiano ignorante e sprovvedo. “Bonjur, Escuse muà qual’è il prossimo treno per l’Italia?”
Mi guarda un attimo e mi fa “Du (o du) minut”… che intendo come due minuti… chiedere a che binario è troppo e lui non me lo dice.
Comunque trovo il binario con scritto XXMiglia e mi metto in attesa, capisco che i due minuti sono stati un modo per levarmi dalle balle….
Anche gli altri non sanno una mazza, e i ritardi crescono.
Questa volta i cartelli luminosi cominciano a scattare sui ritardi che aumentano.
Evito di fotografarli, anche se la cosa mi attira, perché ho l’albergo pagato e non vorrei passare la notte alla sgendarmerì.
Arriva un treno locale, con dei sedili in un materiale peloso e zozzo e macchiato che anche il mio povero cane se fosse stato ancora in vita avrebbe evitato di alzarvi la gamba.
Parte il treno… sunteggio, circa tre ore di viaggio per fare poche stazioni.
Ad ogni stazioncina ove fermava e sostava a lungo in attesa del TGV o altro, gli altoparlanti scandivano l’annuncio in un francese talmente stretto che si capiva solo l’immancabile desinenza “sur le mer “.
Difficile regolarsi e prevedere se avrei perso l’ultima combinazione della notte da XXMiglia, e contavo (a mente) se avessi o no ancora un centone per il taxi.
A mente, perché le carrozze erano semivuote e chi c’era in giro avrei preferito non ci fosse stato …
Siccome a questo punto sono prevenuto mi son detto … vuoi vedere che l’ultima stazione di XXMiglia non la annunciano neanche ?

COSI’ è stato ….
Benissimo, arrivo finamente a XXMiglia attorno alla una e ho un bel 10 minuti per prendere l’ultima filovia …. bacio la terra della stazione.
Anche se, scusate il termine, ho sempre considerato questa stazione di frontiera una fognatura a cielo aperto, nessun luogo mi pare più bello e accogliente.
Comunque il ferroviere francese di cui sopra è sparito … e rinuncio a cercarlo (per salutarlo … )
Arrivo in albergo e mi fermo parecchio a chiacchierare col portiere di notte, ha lavorato in Francia e me ne racconta di belle, ma ve le risparmio ….la morale è una, qualsiasi cosa facciano, succede, non funzioni, non la divulgheranno mai e tenderanno a minimizzarla, il nostro esatto contrario.
MA … una via di mezzo ????
Auguri a tutti.

Le belle notizie di capodanno

Prima qui ma ovviamente, erano belle notizie che sapevamo già dall’ingresso trionfale di monti nella scorsa legislatura. E c’è ancora gente che continua a comprare schifezze cinesi… Ma è evidente che certe “fortezze” non si vogliono “espugnare”. Molto più semplice tartassare gli italiani… perchè loro sono cattivi e pericolosissimi. Ah, si, poi anche questo post è particolarmente interessante.
L’evasione fiscale, quella vera, si consuma in dogana. Mentre Finanza e Agenzia delle Entrate sono impegnate tutti i giorni a dare la caccia ai furbetti del Fisco, ai varchi doganali italiani, ogni anno, la Cina evade 30 miliardi di euro. Una frode colossale, che il paese asiatico porta avanti con un sistema ben collaudato: la sottofatturazione. Attraverso false fatture e documenti artefatti all’origine, le aziende cinesi importano nel nostro Paese una marea di merci omettendo di dichiarare il reale valore dei prodotti, risparmiando così il 30 per cento circa dall’evasione del dazio e dell’Iva. I funzionari delle dogane, che trattano oltre 13 milioni di dichiarazioni l’anno, riescono a recuperare in media 9 milioni di euro dalla sottofatturazione. Le stime emerse dalle indagini effettuate su un campione di 20mila transazioni, però, portano alla luce cifre diverse. Secondo i numeri di chi tutti i giorni ha a che fare con i prodotti “made in China” sottofatturati di 3,5, 10 o addirittura 20 volte, il gigante asiatico froda all’Italia 30,2 miliardi di euro all’anno. Il calcolo è stato effettuato dagli investigatori prendendo in considerazione i dati ufficiali delle importazioni dalla Cina nel 2008, ovvero 23,6 miliardi di euro. La cifra, moltiplicata per 5 quale parametro medio di sottofatturazione, ha svelato un valore reale delle importazioni pari a 118 miliardi, con uno scostamento rispetto al dato ufficiale di ben 94,4 miliardi. Applicando l’aliquota media del 10 per cento di dazio e quella del 20 per cento d’Iva, i doganieri sono arrivati alla conclusione che, nel solo momento dello sdoganamento, viene compiuta l’evasione record. E di fronte a questi numeri, aggiornati al 2010, quei “miseri” 9 milioni recuperati dagli accertamenti si perdono nel mare magnum della frode cinese, che continua ad alimentarsi con la distribuzione sul mercato interno. Perché tutti quei prodotti non dichiarati diventano merci fantasma e spariscono dalle strette maglie del Fisco, venduti in nero e “lavati”, attraverso triangolazioni con l’estero, da aziende fittizie. Allarmante a livello sociale la sovrafatturazione.
Esistono due tipologie: all’export, che consente di costituire plafond Iva, e all’import, la forma più pericolosa. Perché è all’atto dell’importazione che gonfiare le fatture determina i maggiori danni per l’economia italiana e genera tre fenomeni: la costituzione illecita di fondi all’estero attraverso l’esportazione di capitali, l’aumento fittizio dei costi industriali e il ricorso al licenziamento o all’utilizzo di ammortizzatori sociali. Dalle indagini è emerso che sono sempre di più le aziende italiane a mettere in atto la sovrafatturazione grazie a sodalizi con la criminalità cinese. Tutto inizia con la produzione di una fattura falsa all’estero. L’impresa nostrana costituisce una società in un paese extracomunitario che abbia un accordo di non doppia imposizione fiscale con l’Italia (ad esempio l’Albania). Vengono quindi create una società fiduciaria nel nostro territorio e una finanziaria in un Paese che garantista la riservatezza sui dati societari, come il Lussemburgo. Attraverso la fiduciaria, l’azienda italiana controlla la finanziaria e di conseguenza la società albanese. In questo modo può importare dalla Cina un prodotto con una fattura gonfiata, dichiarando alla dogana un prezzo maggiore ed evadendo Iva e dazio. Il container viene inviato in Albania e rientra in Italia con un costo maggiorato dopo la simulata lavorazione all’estero. Un fenomeno devastante per la nostra economia, che perde le imposte e si ritrova con sempre più disoccupati. Mentre la Cina “congela” i nostri soldi.
di Rita Cavallaro

FINALMENTE UNA “VENUS VICTRIX”, BENCHE’ TEUTONICA!

In Italia abbiamo due tipi di fascismo: quello dei fascisti e quello degli antifascisti”

(Ennio Flaiano)

Per analogia:

Nel mondo abbiamo due tipi di razzismo: quello dei razzisti e quello degli antirazzisti”

(Admin – Congredior)

Venus Victrix”, la Venere guerriera e vittoriosa, era la declinazione bellica della Dea della bellezza e della sensualità, la versione romana dell’Afrodite Armata di origine greca. Protettrice di Giulio Cesare e acclamata dai suoi legionari prima di una battaglia, questa Divinità, un po’ Venere e un po’ Amazzone, rappresenta la splendida fusione mitologica e archetipica di due spiriti apparentemente contraddittori, quello bellicoso e quello amoroso- sensuale.

Questa Dea, inaspettatamente, si è materializzata sul web, sotto le spoglie di una bellissima americana, mora, dai tratti slavi e dagli occhi azzurri come ghiaccio polare, ma capaci di guizzi di sdegno e passione, che sta letteralmente spopolando sul web con i suoi monologhi, un potente “J’accuse” nei confronti del multiculturalismo fallimentare, del rischio di islamizzazione dell’Occidente e del rischio di scomparsa della razza bianca e della sua cultura. La donna, che si fa chiamate “Teutonic warrior chick”, ovvero “Ragazza guerriera teutonica”, dimostra un coraggio straordinario, evidenziato del tono calmo e distaccato col quale enuncia le sue scomode verità. L’impressione che si ricava ascoltandola è quella di un ghiaccio ribollente di eloquenza, che coglie nel segno, lasciando l’ascoltatore con un senso iniziale di disagio e di paura, che subito dopo si trasforma in ammirazione per questa Amazzone dei nostri giorni. Una che sa combinare la bellezza di una top model con l’intelligenza politica e l’eloquenza di un leader di partito e che mi ha fatto subito pensare ad una parafrasi della frase con la quale Schumann aprì il suo celebre articolo su Chopin:

Giù il cappello, signori, ecco un genio (della comunicazione politica)!”

Già, e proprio molti signori, o meglio certi ex maschi, dovrebbero, più che cavarsi il cappello, inchinarsi di fronte ad una guerriera che non ha peli nella lingua nell’accusarli di codardia e di sonnolenza morale ed etnica, castrati come sono dal politically correct e dalla paura di sembrare razzisti.

Già, la tanto deprecata parola, razza!

La Venere in questione non nasconde affatto il suo orgoglio di appartenere alla razza bianca, senza il minimo imbarazzo di apparire xenofoba, riuscendo però a non cadere in invettive gratuite contro le altre razze e culture, a parte qualche scivolone in un antisemitismo di maniera: quando, ad es, accusa gli ebrei di essere dietro al complotto mondialista e multiculturalista, volto a creare un meticciato amorfo facile da dominare. Ma, quanto al resto, la ragazza sa tirare frustate che non risparmiano nessuno: dalle nazioni europee ormai preda dei diktat della minoranza musulmana, all’America invasa da immigranti illegali messicani, dai giovani negri che abbracciano il linguaggio razzista e violento delle Black Panthers, agli asili nei quali si lava il cervello dei bambini bianchi insegnando loro a vergognarsi della loro razza o etnia.

Credo che nessuno meglio di lei, che io sappia, riesce ad incarnare la rabbia e l’orgoglio dei bianchi stanchi di sentirsi rimproverare di razzismo allorché non sono abbastanza accomodanti con le altre culture, e ormai angosciati dal rischio di perdere la propria identità in una società che, col pretesto del multiculturalismo e con la complicità di falsi guru culturali, tende ad emarginarli e a colpevolizzarli additandoli come i cattivi del mondo. Ed è esattamente su questo punto che la Venere Amazzone dimostra tutta la sua abilità, anche grazie all’uso sobrio ma sapiente dei filmati: nel dimostrare cioè la nascita di forme di razzismo proprio in coloro che sono abilissimi a denunciare tale comportamento negli altri, per poi discriminarli, ridicolizzarli fino ad invocarne addirittura lo sterminio.

Come succede, appunto, ai bianchi del Sudafrica, oggetto di un vero e proprio stilli-geno-cidio, (35.000 morti, destinati quasi sicuramente ad aumentare dopo il decesso, che pare ormai prossimo, di Mandela), vergognosamente ignorato dai media internazionali, perché, si sa, non è politicamente corretto accusare di crimini contro l’umanità coloro che ne sono stati vittime fino all’altro ieri…

Allego qui di seguito alcuni links di Teutonic Warrior Chick: buona visione!

http://www.youtube.com/watch?v=j0R6JYIs1cw

http://www.youtube.com/watch?v=sOuCxchnMkU

http://www.youtube.com/watch?v=_I__9hvMoAU

Italia, 2016: La Fuga di Logan.

2016, alcune migliaia (poche…) di italiani sfuggiti alle riforme di Monti Mario, vivono sottoterra. Non avvengono nascite dirette, ma solo clonature  da individui scelti alle primarie. Tipici l’ Uomo di Bersanderthal, l’ Omo Vendolis, la Foemina Bindi, l’ Homo Finiculis e l’ Abitator Casini; ma tutti ringiovaniti, perchè una legge impedisce di passare i trent’anni, disponendo per loro un’ eutanasia di stato, il Carousel. Questo per risparmiare su pensioni e cure mediche…
Alcuni dissidenti cercano di scappare, ma vengono intercettati da squadre speciali, tra le quali spicca Logan 5, forse il miglior cacciatore. Il computer di Equitalia decide allora di infiltrarlo tra i sovversivi, alterandogli la data di nascita. Ma a questo punto, Logan 5, dopo aver capito che Equitalia non provvederà a restituirgli gli anni tolti, decide di darsi alla fuga. Dopo diverse peripezie, e dopo aver scoperto che in realtà le persone destinate al Carousel poi diventano parte della catena alimentare destinata ai giovani, riesce finalmente ad uscire all’ aperto, scoprendo un’ Italia nuovamente abitabile. E si incontra con un anziano, il quale subito lo apostrofa: “Mi consenta…”.
L’ inizio di una nuova era di Libertà….

A questo futuro incubo possiamo però porre un alternativa, non votando il centrosinistra alle prossime elezioni…

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