Canone rai: le tasse odiose non finiscono mai

Ieri, tornando dalla montagna, ascoltavo la radio ed ho sentito la pubblicità scelta per propagandare questo anno il pagamento del canone rai.
Una voce beffarda “sfruculia” il cittadino dicendogli: non importa cosa fai del tuo televisore, il canone lo devi pagare lo stesso perchè è una tassa di possesso.
Insomma è una patrimoniale.
Non importa se le trasmissioni rai sono faziose e di scarso interesse tanto da farci guardare quasi esclusivamente Mediaset o Sky.
Tu, cittadino bestia e suddito, paghi perchè te le dico io.
E la rai di Monti ha un altro vizietto.
Non è ancora arrivato neppure il bollettino (gli anni scorsi arrivava a fine dicembre).
Forse dobbiamo fare l’F24 anche qui come per l’imu ?
E’ questa la “semplificazione” di Monti e dei suoi sodali gabellieri ?





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L’oracolo intervistato…

Dall’evasione fiscale alla politica estera. Dall’Imu ai poteri forti. Mario Monti si racconta durante un’intervista a SkyTg24, cominciando proprio dalle sue dimissioni e della candidatura. «Era una decisione che ho maturato, che covavo già prima e quel voto (del Pdl ndr) poi mi ha rafforzato nel convincimento». I primi a sapere della decisione sono stati «i miei due presidenti: quello della Repubblica e quello di casa mia».
L’IMU E LE TASSE – Tanti i temi toccati ma sull’Imu il premier ha le idee chiare perché «è frutto del governo precedente» e «va modificata», «il gettito va dato maggiormente ai Comuni». C’è la possibilità di abbassare di un punto l’Irpef e congelare l’aumento dell’Iva «e anche di più» ma «la via maestra è ridurre la spesa pubblica». Anche il presidente del Consiglio la paga, «ma non so quanto, se ne occupa mia moglie». E a proposito delle tasse il premier sottolinea: «C’è la possibilità di abbassare di un punto l’Irpef e congelare l’aumento dell’Iva e anche di più», abbassando la spesa pubblica. «Noi -aggiunge- ci siamo messi all’opera ma sulla spending review abbiamo trovato in Parlamento molte difficoltà. Ad esempio, il provvedimento sulla Province non corrisponde» a quanto aveva previsto il governo.
LO SPREAD – E chiarisce: con lo spread sotto i 300 punti «si risparmiano molti miliardi e questo risparmio va contato sul debito pubblico per gli interessi ma anche su quello privato. Un risparmio che può essere calcolato come superiore al gettito Imu. Ma quando noi siamo arrivati, lo spread rischiava di diventare tecnicamente catastrofico».
EVASIONE FISCALE – Su un punto sembra orgoglioso: contro l’evasione fiscale «le misure prese dal governo uscente sono state senza precedenti». I 10 miliardi di recupero dell’evasione e i 60 di risparmio dal calo dello spread possono evitare una manovra ad aprile? «A deciderlo sarà il nuovo governo ma al momento anche l’Ue ci riconosce il pareggio di bilancio pubblico strutturale per 2013. I conti sono dunque in pari e se non ci saranno eventi non previsti…». Contro l’evasione fiscale «sono pronto a continuare la battaglia di civiltà», ha aggiunto Monti. Poi ricorda che sulla legge anti-corruzione c’è stato «un freno particolare del Pdl, come c’è stato sul mercato del lavoro da parte del Pd».
LE LISTE E ALLEANZE – La riserva sulle liste la scioglierà martedì, «le candidature le vaglierò una ad una» . In ogni caso per quel che riguarda le alleanze sottolinea: «Casini e Fini non li valuto per la loro storia ma prima di altri hanno capito che i problemi non si risolvevano senza la grande coalizione. Sono stati i più tenaci sostenitori della maggioranza, l’apporto Pd e Pdl è stato a corrente alternate». E sul simbolo aggiunge: «Avrei preferito che non figurasse il mio nome, perché non mi piace espormi così tanto, ma tutto è nato per la sollecitazione di forze politiche e della società civile perché io mi ricandidassi con la mia agenda, quindi ci voleva».
IL QUIRINALE – «A eventuali richieste» compresa quella di una possibile elezione a presidente della Repubblica «si risponde quando vengono fatte». Per poi aggiungere: «Credo che la mia recente decisione abbia fatto salire di molto le legittime aspirazioni, ambizioni e aspettative di più di una persona che legittimamente mira a quella carica, non credo certo di avere aumentato le mie probabilità».
PASSERA – E per quel che riguarda i suoi ministri un pensiero è per Passera. «Spero che per Passera non sia scritta la parola fine e che ci ripensi ha lavorato molto bene con me nel governo e ha ancora molto da dare. Ha avuto una posizione rigida, secondo me a torto, sulla questione della lista unica».
OMOSESSUALI – E alla domanda sui diritti delle coppie omosessuali, Monti risponde: «La dignità della persona va profondamente rispettata: questi sono temi importantissimi anche più importanti delle riforme economiche e sociali, ma meno urgenti sul piano della crescita del paese. Ci sarà – ha aggiunto – un grande ruolo del parlamento e un sereno confronto su posizioni che non potranno non convergere al cento per cento».
I POTERI FORTI – «Il Governo Berlusconi era contro la tassazione delle transazioni finanziarie. Germania, Francia e altri la volevano e l’Italia la bloccava. Io ho cambiato la posizione dell’Italia e adesso si sta facendo questa cosa in Europa. Il nostro Governo ha introdotto una cosa che ha dato molto fastidio ai banchieri: ha vietato che le stesse persone sedessero nei cda di banche e assicurazioni concorrenti». Spiega il premier Mario, rispondendo alle accuse di rappresentare il mondo dei banchieri nella politica. Quelli poi che credono che lui sia un amico dei poteri forti «possono andare a chiedere a Jack Welch e a Bill Gates e assumere informazioni», ha aggiunto, parlando del presidente della General Electric e del fondatore della Microsoft: al primo impedì l’acquisizione della Honeywell, al secondo diede una multa record per violazione delle norme sulla concorrenza.
RAI – «In Rai sono così inseriti miei uomini che è stato fatto presente ai miei collaboratori, che non ne erano informati, che oggi non potevo andare alla tv pubblica perché era precluso come giorno festivo». Insomma, «questa è la Rai dove non riesco a vedere in che modo Tarantola e Gubitosi siano miei uomini. Hanno dimostrato – sottolinea – indipendenza anche in questo caso e sono stati selezionati anche per questa dote che va riconosciuta loro da tutti».
OBAMA E LA POLITICA ESTERA- «Sì, molto». Mario Monti risponde quando gli viene chiesto se senta l’endorsement e la vicinanza di Barack Obama. «Sì, molto. Soprattutto questa grande facilità di rapporto sulla comprensione delle cose e delle persone». Monti aggiunge la «grande facilità di rapporto sulla comprensione delle cose e delle persone» che ha avuto con Obama. «Con altri colleghi, Merkel e Hollande, ma anche lui e io da soli, abbiamo avuto scambi sui problemi dell’Europa e dell’Eurozona dove c’è stato una grandissima intesa». E a proposito della cancelliera tedesca sottolinea: «Abbiamo avuto un contrasto alle 5 del mattino del 29 giugno 2012» sullo scudo anti spread. In ogni caso «ho visto l’Italia sempre più rispettata».

La metamorfosi di supermario

“Ha spalancato il loden e ha mostrato a tutti quello che c’è sotto”. Non è l’ultima impresa al parco Sempione dell’esibizionista di turno, ma il riassunto delle ultime settimane di Mario Monti, ovvero l’uomo che è stato abbinato più volte alla parola “sobrietà” che Balotelli alla parola escort. “Sobrio”,“composto”, “rigoroso”, gli aggettivi scomodati per definirlo sono sempre sembrati più adatti a descrivere un edificio del ventennio fascista o la cabina armadio di Sergio Marchionne che un premier, ma almeno avevamo una certezza. E in un paese in cui non si capisce più se Ingroia ce l’ha con Aldo Grasso o è Piero Grasso ad avercela con Presta e Paola Perego, era già qualcosa. Ecco. Quel Mario non esiste più. Frullato e risucchiato da quell’ ipnotico e luccicante videogioco che è la campagna elettorale, Mario Monti ha smesso i grigi panni del tecnico e dopo un’infinità di fotomontaggi e vignette, s’è trasformato davvero nell’omonimo eroe della Nintendo, Super Mario Bross. Che guarda caso, nasce tecnico (idraulico, per la precisione), diventa un esperto in trasformazioni varie, si allea con personaggi improbabili e ha un sistema infallibile per annientare i nemici: saltarci sopra. E non a caso, ha iniziato la campagna elettorale lanciandosi in una delle modalità di gioco che più l’ha reso celebre: Mario vs (Pier) Luigi.
Un gioco complesso in cui i livelli da superare sono ben cinque. Primo livello: silenziare. Super Mario affronta Pier Luigi Bros a colpi di dialettica, stordendo l’avversario con un vocabolario decisamente bizzarro. Suggerisce a PierLuigi Bros di tagliare le ali più estreme come se stesse discettando del nuovo modello di Nuvenia Pocket anziché del Pd e lo invita a silenziare le frange più conservatrici. Ora, a parte che fino ad oggi al limite il problema era silenziare la ventola del pc più che Vendola del Pd, a parte che una spuntata alla frangia estrema di Fassina fossi Bersani gliela darei sul serio, l’utilizzo del verbo silenziare è tra il preistorico e il dittatoriale. Neppure un marito talebano “silenzia” la moglie come fosse un iphone. Detto ciò, con questa mossa, Super Mario ha decisamente superato il primo livello: quello dello stile. Secondo livello: la figura retorica. Che sia l’eufemismo o la metafora, dove non arriva col verbo desueto, Super Mario colpisce i nemici con un sapiente utilizzo della figura retorica. In particolare, la adotta in quel famoso punto del videogioco in cui se la deve vedere con i Funghi velenosi, i Goomba, che nella versione politica del videogioco hanno i nomi e l’altezza di Berlusconi e Brunetta. Del primo, Super Mario ricorda «una certa volatilità nelle vicende umane e politiche». Che voglio dire, non occorre essere esperti linguisti per capire che il sottotesto era “sarà credibile lui con la sua fissa per la patonza e i ribaltoni vari”. Il secondo lo apostrofa come «professore di una certa statura accademica». E qui, Super Mario non me ne abbia, ma ci mancava che chiedesse a Franco Di Mare: “Sai perchè la moglie non bacia mai Brunetta? Perchè sa di tappo” e il sospetto che il suo ghostwriter sia Martufello, sarebbe diventato certezza. Superato anche il secondo livello. Quello del cinepanettone. Terzo livello: la supercazzola. Super Mario ama le filippiche per confondere le acque. Tu gli chiedi: “Abbassa le tasse?”, e lui: “Non escludo che si possa individuare un percorso, anche soltanto per una prima tappa, di riduzione del carico fiscale”. Arriva in conferenza stampa e anziché dire “Sì, mi butto in politica, mi va e non rompete le balle”, dichiara: “Il 23 dicembre ho dato la mia disponibilità ad assumere un’iniziativa politica, il 28 si sono creati i primi presupposti, oggi viene finalmente annunciata la configurazione per una nuova offerta politica…”. Che per carità, pure io prima di dire “Mi alleo con Casini, Fini e Montezemolo” cercherei di narcotizzare la platea, ma questo è decisamente troppo. Superato anche il terzo livello: quello della dialettica tollerabile. Quarto livello: la noia. Dal tono di voce alla montatura degli occhiali, tutto in Super Mario è studiato perchè sia la scelta più piatta e pallosa del creato. E incredibile a dirsi, l’avversario ne esce confuso. Arriva in conferenza stampa, scopre il drappo rosso che nasconde il nome e il logo della sua Lista come fosse Copperfield e il numero della donna divisa a metà e viene fuori la scritta misto Arial e New Roman corpo 12 grigio topo “Scelta civica con Mario Monti per l’Italia” che ci tranquillizza sul fatto che non scenda in campo per l’Uganda e con una ciofeca di logo tipo freccia tricolore.
Quarto livello, quello dell’eccentricità, superato. Quinto e ultimo livello: operazione simpatia. Questo, per Super Mario, è il livello più complesso e in effetti si muove con una certa difficoltà. Il povero Calevo viene liberato e dopo il drammatico faccia a faccia coi rapitori è costretto a quello con Monti a Uno Mattina, il quale poi posta la foto col ragazzo su twitter manco fosse in gita a Milanello per una foto con Boateng. Poi passa all’operazione simpatia in famiglia e costringe i nipotini a uno smaronamento di balle epocale a Venezia tra calle, foto coi turisti e messa la domenica mattina. Infine, recita la parte di quello “sono uno di voi”, affermando di essere nemico delle lobby e di non avere in mente “nessuna lista Rotary”. Certo, il gruppo Bilderberg è un dopolavoro ferroviario. E anche il quinto livello, quello della simpatia disarmante, è superato. Peccato che la Vigilanza Rai abbia deciso di arginarlo, perchè Super Mario si apprestava a vincere il gioco senza esitazione. Del resto, è un paese in cui dopo due apparizioni a Uno Mattina, si teme che il popolo e la par condicio siano destabilizzati, per cui è stata bloccata l’accoppiata Di Mare&Monti. Troppo sovversivo un faccia a faccia che si chiamava come un piatto di fettuccine.

Tasse e fisco stuprano la dignità umana delle persone

Dal primo gennaio siamo soggetti ad un
redditometro” studiato appositamente per offendere la nostra
dignità e libertà individuale
.
La stampa., asservita alla Spectre
finanziaria internazionale
, invece di sparare bordate ad alzo zero
contro gli inventori e gli esecutori di una simile porcheria, si è
limitata a “sobri” borbottii.
La portata demenziale e, nello stesso
tempo, oppressiva del redditometro
è chiara nel lungo elenco di
controlli che il fisco potrà eseguire per rapinare meglio i
cittadini.
Nulla esce dal controllo: case,
automobili, collaboratrici domestiche, ristrutturazioni, operazioni
sui conti e sui titoli, persino quell’altra ignobile invenzione che
è la DIA diventa un motivo di controllo.
Grazie a Monti siamo arrivati ad un
sistema asfissiante di controllo sui cittadini che neppure Orwell nel
suo 1984 aveva immaginato.
Quel che è più grave, oltre al
silenzio della stampa, è che le attività del fisco saranno di
carattere esclusivamente repressivo
, con una inversione dell’onere
della prova
che è la negazione della nostra stessa civiltà
giuridica
.
Saranno i cittadini a dover dimostrare
come e perché hanno potuto legittimamente sostenere una determinata
spesa
o un determinato tenore di vita e non il fisco a dover PROVARE
che quei cittadini abbiano violato le (peraltro infami) leggi fiscali
italiane.
Di più.
Gli accertamenti saranno retroattivi al
2009
, quindi a molti di noi sarà richiesta una prova diabolica,
quasi impossibile da fornire (perché chi ha conservato ricevute o
memoria esatta di determinati acquisti di quattro anni fa ?) da
contrapporre ai facili teoremi degli aguzzini del fisco.
E anche chi potrà dimostrare la
perfetta attinenza alle leggi delle sue azioni, come e da chi verrà
risarcito per il tempo perso
, occupato a scartabellare nelle carte
del proprio archivio personale, a fare anticamera agli uffici delle
entrate dopo essere impazzito per ottenere un appuntamento ed aver
dovuto abbandonare il proprio lavoro e attività professionale
(quindi con una perdita economica ) ?
E chi risarcirà il cittadino che dovrà
mettere a dura prova i propri nervi per non spaccare la faccia al
proprio interlocutore dell’agenzia delle entrate
che, con fare
inquisitorio e arrogante, come capita troppo spesso quando si ha a
che fare con dipendenti pubblici, lo tartassa di domande e si
trincera davanti alla rigida applicazione di norme fatte apposta per
incastrare gli onesti
?
La verità è che vogliono spegnere
ogni libertà individuale
, perché quando il Popolo è costretto a
lottare per la propria sopravvivenza, non ha voglia e tempo per
occuparsi degli intrallazzi di “lor signori” che, per poterli
fare meglio, hanno messo in campo per le prossime elezioni ben due
coalizioni: quella di Monti e quella di Bersani che puntano al
medesimo risultato
.
Monti e Bersani, infatti non propongono
di ridurre le spese per ridurre gli oneri fiscali sulle spalle dei
cittadini, bensì cercano solo il sistema per continuare a spennarci
meglio e di più.
Perché sono degli autentici polli
quelli che voteranno quelle due coalizioni
pensando che andranno a
prendersi i soldi dalle tasche di qualcun altro.
Sia chiaro che quel “qualcun altro”
siamo sempre e solo tutti noi
e che pensare di salvarsi perché,
magari, in una occasione è stato colpito il proprio vicino,
significa solo dare a quei torturatori l’occasione per colpire noi
stessi meglio e con meno resistenza quando verrà il nostro turno.
La ribellione parte da un voto contro
le tasse e contro il fisco
che violentano la dignità umana delle
persone.





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L’Agendista Stregone e il suo partito-Lobby

Tempo di Befane, scope e magie, e anche Monti vuol essere della partita. A quanto pare, abbiamo un Partito-Lobby, messo in piedi con le frattaglie di altri partitucoli scoppiati. Diciamo così, un centrino fatto di materiale riciclato.  Ora poi Monti ha preso gusto a cinguettare di “società civile” su twitter sottolineando il tutto con emoticons e contando compiaciuto il numero dei lettori (followers) veri o tarocchi che siano. Deve aver scoperto una sorta di Gerovital internettiano.
L’ “Agendista stregone“, però non è riuscito ancora nel miracolo di salire oltre il 12%. Ma per i miracoli ci si può sempre attrezzare…
Ma che dico  il 12 per cento? Liste separate alla Camera e un loghettino tondo con su scritto Scelta civica con Monti per l’Italia che contiene una strisciolina sottile di tricolore (quasi un’ideuccia astratta e minimalista) e che forse non raggranellerà che un  misero 3%, dato che spacchetta ben tre liste alla Camera, di cui due capeggiate da Fini e Casini.
Ma che importa? Intanto c’è la democrazia, no?  Inoltre  è già stato dimostrato: più si fa il pieno di veri suffragi, di voti veri di uomini in carne ed ossa,  più forte  è l’accusa di “una deriva populista e plebiscitaria”. Puah, questa plebe!
Vuoi mettere invece l’Agenda  Monti-Bilderberg fatta dal fior fior della crème?  Intanto il suo programma di premier ad interim autodimessosi senza aver mai formalizzato le sue dimissioni ad un Parlamento ridotto a ombra di sé stesso,  va avanti con raffiche di aumenti di cui è quasi impossibile tenere il conto (IVA, autostrade, ferrovie, trasporti, biglietti di bus e metrò, canone Tv, tasse per lo smaltimento rifiuti,  ecc. ecc.). Di spioni  perversi e  di deviati Guardoni del Sociale come i vari Serpico-Stasi con a capo gli strapagati Befera,  i quali alla faccia della legalità, si arrogano diritto di spionaggio retroattivo dal 2009. E se avete perso qualche scontrino o ricevuta durante i controlli incrociati, saranno cavoli amari. Non c’è scampo nemmeno per chi si fa una casettuccia all’estero pensando di pagare regolari tasse nel territorio in cui è ubicato il proprio immobile. Hai una casa in Francia e paghi già le tasse alla municipaltà francese? Bene, in tal caso,  il fisco allunga l’artiglio italiota anche lì. Ce lo chiede l’Europa.  Paghi due e porti via uno. Il contrario della pubblicità dei fustini della lavatrice.
Monti o chi per lui (Bersani) dovranno completare l’opera di spoliazione, di saccheggio e di esproprio su larga scala che in un anno non hanno ancora finito di compiere. Mancano all’appello edifici pubblici, case, ville d’epoca, gioielli di famiglia, altre industrie e ogni altro ben di Dio  pubblico e privato che sia,  che solo mettendo in ginocchio la gente, si può razziare.
Per il bene del Paese? Per il Debito Pubblico? Ma va’ là! Per ripianare i debiti dei banchieri amici suoi. Ovviamente per la sua campagna elettorale, i suoi compari di rapine provvederanno a tenere molto basso lo spread, la miglior arma di distruzione di massa finora inventata oltre che un temibile strumento di ricatto. Come ben descritto in questo articolo di Eugenio Orso. Intanto è bene guardare e riguardare questo filmato  sottostante che sintetizza in modo esemplare il nobile scopo dell’ascesa di Monti in politica: finire il lavoro lurido del 2102 per tutto il corso del  2013. Bisogna fermare l’Agendista Stregone e  tutti i suoi esecutori materiali! 
 
 
 

Schopenhauer e l’Islam

Difficile, per mio conto, poter condividere il pensiero di Arthur Schopenhauer, se non altro – quanto meno – per la sua ostentata superiorità, per quell’insopportabile sua convinzione di non poter essere mai dalla parte del torto. Ciò non tanto perché … Continua a leggere

Sospendere il campionato ???

Come si è visto nel mio post precedente, anche Zeman si leva dal coro. Leggo poi che c’è chi vorrebbe dalle prossime partite arrivare alla tolleranza zero, facendo cessare immediatamente il gioco alla prima interperanza di stampo razzista. Può andare bene, però dobbiamo allora arrivare ad estendere il tutto ad ogni manifestazione offensiva e scurrile. Altrimenti, limitare le offese a calciatori negri o zingari scadrebbe nel razzismo antiitaliano.
Dunque, al primo insulto verso un giocatore, bianco, giallo o negro, tre fischi e via, negli spogliatoi. Ma anche l’ arbitro, tiene famiglia ed un cuore: dunque, via negli spogliatoi al primo “arbitro cornuto”. E se insultano gli abitanti di una città, via tutti gli spettatori di quel borgo, per protesta. E così via….
Ed aggiungo che penso che per lo stipendio di Boateng, non solo io, ma anche qualsiasi italiano medio, non dico un povero cassaintegrato od esodato, ma ripeto, italiano medio, sia disposto a sopportare ululati da scimmia e “buhhhh” dagli spalti di uno stadio.


Zeman supporta il Sindaco di Busto Arsizio. E me…

“Sicuramente se il gesto di Boateng lo fa un altro giocatore viene espulso automaticamente.”
Eppoi: “In Italia purtroppo anche nelle partite dove ci sono solo calciatori bianchi ci sono tanti cori, tante offese. Non si può valutare quali offese siano più importanti, io non faccio distinzione“. 

L’importanza di chiamarsi Mario (e la macchina del servilismo)

La prima domanda è quella di Claudia Vago: «Caro senatore Monti, sicuro che quello che hai fatto (e farai) è ridurre gli sprechi?». La risposta: «In soli 13 mesi abbiamo dimostrato quanto si potrà fare nei prossimi cinque anni». Poi la promessa di cambiare la legge elettorale come primo atto di governo se fosse rieletto: «Questa non è degna di un Paese come l’Italia». E mette come priorità «valorizzare il ruolo delle donne. Senza questo, l’Italia non crescerà». Il tutto in 140 caratteri. Il premier e gli utenti. Mario Monti e Twitter. E la politica diventa 2.0.
SU INTERNET – Il presidente del Consiglio sabato mattina decide di rispondere degli utenti. Migliaia i quesiti. Tanto che #montilive in pochi minuti diventa tra le tendenze più popolari in Italia. Come da programma il senatore Monti si collega alla piattaforma: «Sono qui!». E a dimostrare che è lui, twitta anche una foto.
I QUESITI – Due ore e tre quarti. Per rispondere ai quesiti. Tanti, tantissimi. «Più delle risposte», attacca qualcuno. Ma se ci sono i delusi Dal rilancio del Mezzogiorno al Fiscal Compact. Passando per i beni di prima necessità e la politica. Sulle nuove tecnologie: «Se guiderà nuovo governo cosa farà (di più) per rendere il digitale chiave di sviluppo economico e sociale per nostro Paese?». Quindici minuti dopo: «Cominceremo a pensarlo e utilizzarlo come lo strumento principale per trasparenza ed efficienza della PA». E sul fatto se si sente più italiano o europeo risponde: «Orgogliosamente italiano, decisamente europeo». Poi assicura che se vincerà le elezioni dialogherà con tutti, ma non sosterrà governi non riformisti (né Bersani né Berlusconi). Il tweet gli parte senza aver completato la risposta: «È il bello della diretta». E a chi gli chiede un sorriso, lui non esita: « :)… 🙂 basta così?»
Benedetta Argentieri