E noi continuiamo a sopportare ?


Grasso crede di essere il nuovo “Unto dal Signore” e si permette di alzare la voce “minacciando” di spostare la discussione sulla legge elettorale alla camera bassa (ma poi dovrà pur tornare a quella alta … alta … si fa per dire) se non verranno esauditi i desiderata del vecchio comunista che risiede al Quirinale.
Letta e Saccomanni preparano altre razzie contro i nostri risparmi, redditi e proprietà con le loro sporche manovre sulle tasse infarcite di acronimi e sugli accertamenti patrimoniali.
La ministra di nazionalità congolese e Italiana solo per cittadinanza non perde occasione (l’ultima l’incendio di Prato) per cercare di estorcere denaro agli Italiani e ripartirlo tra i suoi simili.
La magistratura … beh, la magistratura è la magistratura, quindi condanna la Santanchè per manifestazione non autorizzata (contro il velo islamico) come se fosse peggio di un no global o un no tav che bloccano la circolazione e distruggono beni privati e pubblici.
E questi sono solo i primi appunti che mi vengono in mente dopo aver scorso le edizioni online dei quotidiani.
C’è un unico filo conduttore: ci stanno depredando e impoverendo.
Continuiamo a sopportare ?



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Ovviamente, colpa nostra…

“La comunità cinese ha le sue colpe, noi abbiamo le nostre”. Il ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, in un’intervista al Messaggero, parla del rogo avvenuto nella fabbrica di Prato e spiega: “I cinesi hanno bisogno di uscire dalle loro comunità chiuse, ma per farlo devono potersi fidare di noi. Il ministro dell’Integrazione Cecile KyengeE noi forse non abbiamo dato loro tutta la protezione necessaria”. Il ministro poi articola meglio il suo pensiero: “I bambini cinesi di Prato sono ormai italiani di terza generazione. Parlano i dialetti locali. Vanno a scuola e si direbbe che siano perfettamente integrati. Ma quando crescono ed entrano nell’età lavorativa si trovano praticamente tutti rinchiusi all’interno delle varie imprese a carattere familiare». E se sono sfruttati, non denunciano. Noi dovremmo dare loro la sicurezza della protezione, se denunciano lo sfruttamento. La loro difesa passa per un percorso di immigrazione regolare”. Il problema però non riguarda solo Prato e nemmeno soltanto i cinesi. In Italia “tra ministero, Inps e Inail, ogni anno ispezioniamo 243mila aziende, circa il 16% delle aziende con dipendenti, di queste nel 2012 circa 155mila erano a vario titolo irregolari”, ha affermato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Che ha sottolineato come in Italia ci siano “molte” Chinatown, ma il “problema non sono solo i cinesi, è responsabilità di chi organizza la produzione. Serve una cultura della legalità generalizzata, c’è la necessità di un cambiamento dell’impostazione culturale”. Per quanto riguarda Prato, gli ultimi dati dicono che ci sono 35.000 stranieri (14.000 i cinesi “ufficiali”). Di questi 8.000 risiedono altrove. I clandestini sono circa 25.000.
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Sempre costantemente colpa degli italiani e degli occidentali incivili e corrotti. Poi, però, le verità sono altre. Ma non sempre vengono dette.

Tares e imu


La Camusso e i suoi seguaci ripropongono la patrimoniale.
Quei tre sul palco di Sky le vanno dietro.
Ma dopo aver pagato imu e tares, sarebbe da domandare, anche agli elettori comunisti, se non ritengano di aver già pagato una salatissima patrimoniale.
Non riuscirò mai a capire chi continua a votare a sinistra pur venendo depredato e spogliato come un carciofo. 


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Ancora Civis: la Corte dei Conti su Cofferati e Merola

182 milioni di euro di spese – riporta il Resto del Carlino.
A tanto ammonta la cifra esorbitante del progetto fallito del Civis di cui abbiamo dato notizie a più riprese.

E la Corte dei Conti annuncia un processo contro Cofferati, come ex sindaco di Bologna, e contro Merola.

L’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati e tutta la sua giunta (dove sedeva l’attuale sindaco Virginio Merola) saranno processati dalla Corte dei conti per il pasticcio Civis.

Dopo anni di indagini, arriva la stangata della magistratura contabile per il progetto del tram su gomma che non ha mai visto la luce. La Procura della Corte dei conti, al termine di una lunga istruttoria a cui ha lavorato la Guardia di finanza, ha individuato gli amministratori pubblici a cui presentare il conto di tutti i soldi spesi inutilmente per questo progetto finito in nulla: è l’ex giunta Cofferati, a cui i pm contabili contestano di aver approvato, nel 2004, una variante sostanziale del progetto, provocando un danno patrimoniale da 1.250.111 euro per le spese di progettazione del Civis. Un’altra istruttoria, relativa alle spese sostenute per le opere civili (ritenute inutili e dunque uno ‘sprecò dalla Procura della Corte dei conti) è in corso di completamento.
All’ex sindaco, a tutti i dieci ex assessori (ma anche all’ex dirigente del settore Mobilità urbana Paolo Ferrecchi e all’ex segretario generale Marcello Napoli) nei giorni scorsi è arrivato un avviso di citazione a giudizio per il prossimo 7 maggio, giorno in cui inizierà il processo davanti alla Corte dei conti. La Procura della Corte dei Conti ritiene che siano loro a dover ripagare quel danno, una somma che dovrà essere restituita al Comune di Bologna e ad Atc-Tper.

I pm contabili ritengono che l’ex Giunta abbia “deliberato con modalità e contenuti viziati da illegittimità, irragionevolezza, illogicità, arbitrarietà ed antieconomicità”. In particolare, il rimprovero è quello di aver “apportato una variante sostanziale al progetto Civis, contraria alla normativa vigente e allo stesso regolamento contrattuale” e di avere determinato la “sovrapposizione tra i tracciati dei due sistemi di trasporto pubblico”, il Civis e il precedente progetto della metropolitana nella parte ovest della città. Questo comportò “la cancellazione del primo stralcio del Civis (nella direzione ovest) che diveniva, per ciò solo, inutile”, e provocò, “quale ulteriore effetto, il pagamento delle ingenti spese di progettazione di tale stralcio, quantificate in euro 1.250.111,95”.

Per la Procura della Corte dei conti, l’ex Giunta Cofferati ha la responsabilità di aver causato una variante inutile relativa al progetto Civis: la scelta di approvare il progetto della metrotranvia, infatti, votata a Palazzo d’Accursio con la delibera del 12 ottobre 2004, creava di fatto un ‘doppione’, tra Civis e ferro, nella zona ovest della città (tra San Felice e Borgo Panigale). Per questo si decise la variante sostanziale al Civis su cui oggi puntano il dito i pm contabili, variante che comportò lo spreco di oltre 1,2 milioni di euro (questo il conto calcolato dai pm contabili) in spese di progettazioni inutili.

Ma quello che arriva oggi è solo un primo tassello dell’enorme lavoro portato avanti negli ultimi anni dalla Procura contabile per fare luce sul ‘pasticcio del Civis. E il ‘grosso deve ancora arrivare: è ben più alto, infatti, l’importo che la Procura della Corte dei conti dell’Emilia-Romagna ha individuato come il danno erariale complessivo relativo all’appalto Civis (fornitura e opere): ammonta a 90 milioni di euro, relativi a costi contrattuali privi di utilità economica spesi inutilmente per l’appalto Civis.

L’indagine relativa a questo ben più pesante filone si è già conclusa e presto i magistrati contabili citeranno a processo gli amministratori pubblici che ritengono colpevoli della scelta sbagliata di realizzare il tram su gomma: a loro sarà richiesto di restituire questa ‘valanga’ di soldi giudicati sprecati. Il peso di questo filone, è prevedibile, ricadrà in primis sugli ex dirigenti di Atc, ma ce ne sarà anche per i politici che avallarono l’appalto (e si risalirà indietro anche all’epoca di Giorgio Guazzaloca).
Le citazioni a giudizio per la vicenda complessiva arriveranno a breve, intanto la Procura della Corte dei conti ha accelerato i tempi per concludere il filone relativo alle spese di progettazione, che rischiava di cadere in prescrizione.

La variante del Civis fu decisa dalla Giunta Cofferati come conseguenza della decisione di approvare il progetto preliminare della metropolitana nell’autunno del 2004.
Di fatto questo provocò un ‘cortocircuito’ con il progetto del Civis (visto che nella parte ovest della città i due percorsi si sarebbero sovrapposti) ed è per questo che secondo la Procura della Corte dei conti quella degli amministratori fu una decisione “illegittima” e “inspiegabile”. Il nuovo progetto della metro, infatti, obbligò ad una variante sostanziale al progetto originario del Civis, costringendo a stralciare la tratta relativa alla zona ovest di Bologna (Borgo Panigale): tutto questo fu un errore agli occhi dei pm contabili, dal momento che proprio quella tratta, nel progetto originario e nel capitolato d’appalto, era considerata “strategica” e funzionale all’intero sistema di trasporto su gomma (tanto che avrebbe dovuto essere realizzata in via prioritaria).

“Riesce davvero difficile capire quali siano state le ragioni che hanno indotto il Comune di Bologna ad intervenire sì drasticamente su una tratta del Civis- scrivono i magistrati contabili nella citazione a giudizio- stralciandone proprio quella che era la parte prioritaria e strategica, per la quale era stato già presentato in fase di gara il progetto di livello esecutivo, le cui consistenti spese dovevano peraltro essere sostenute dalla stazione appaltante”. Dall’altro lato, poi, costringere a quella variante fu anche illegittimo, visto che secondo quanto previsto dal capitolato erano ammesse sono varianti funzionali e dovute a cause imprevedibili.

Per quella scelta giudicata errata, e per le conseguenti spese di progettazione, il conto che la Procura della Corte dei conti presenta all’ex Giunta Cofferati per le spese di progettazione inutili relative all’appalto del Civis non sarà salato per tutti allo stesso modo: quello che deve pagare di più, secondo i pm contabili, è l’ex sindaco Sergio Cofferati, a cui viene imputato il 30% degli oltre 1,2 milioni di euro di spese di progettazione inutili. Dopo di lui, la ‘fetta’ più alta spetta all’allora assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni, colpevole secondo i magistrati per il 25% dell’importo complessivo.

Se la caveranno con meno gli altri nove assessori che sedevano in Giunta e votarono la delibera relativa alla variante del progetto, tra cui c’è l’attuale sindaco Virginio Merola. A loro (oltre a Merola l’allora vicesindaco Adriana Scaramuzzino e gli assessori Maria Virgilio, Giuseppe Paruolo, Paola Bottoni, Silvana Mura, Anna Patullo, Antonio Amorosi e Angelo Guglielmi) viene imputato complessivamente il 30% del danno erariale.

Infine, per la Procura della Corte dei conti furono responsabili anche l’allora dirigente del settore Mobilità, Paolo Ferrecchi (su cui ricade il 10%) e il segretario generale Marcello Napoli (a cui viene imputato il 5%). Nel corso delle indagini, tutti gli ex amministratori hanno presentato memorie difensive per discolparsi, a partire da Cofferati che ha chiesto anche di essere sentito di persona (l’audizione c’è stata l’11 luglio scorso). Le loro spiegazioni, però, non hanno convinto i pm contabili, che hanno comunque deciso di citarli a processo. Ora la decisione spetterà ai giudici.

Fonte Dire

IL SINDACO MEROLA
“La  Giunta  Cofferati,  di cui facevo parte, apportò modifiche al progetto del  Civis  per  migliorarlo  rispetto a quello della Giunta precedente. La decisione  fu  preceduta  da una sentenza della Corte Costituzionale che si pronunciò  a  favore  di  Regione  e Provincia contro le scelte unilaterali della Giunta Guazzaloca. Le  valutazioni  dei  Pubblici Ministeri contabili sono appunto valutazioni oggetto del dibattimento processuale, e non una sentenza. Aspettiamo perciò l’esito del processo con serenità“.

COFFERATI
“Abbiamo agito nell’interesse della città”. Così l’ex sindaco di Bologna, oggi europarlamentare Pd, Sergio Cofferati, replica alle contestazioni dei giudici della Corte di conti.
“Rivedemmo il progetto per due ragioni: perché era stato giudicato illegittimo dalla Corte costituzionale non essendo stato concordato con Regione e Provincia e perché lo giudicavamo sbagliato”, spiega Cofferati, che dovra’ rispondere assieme ai suoi assessori dei costi di progettazione (1,250 milioni di euro circa) della variante approvata nel 2004. “Il progetto precedente- chiarisce l’ex leader della Cgil- non copriva gli spazi di maggior traffico e allungava la metropolitana verso i colli, dove traffico non ce n’era”.
Insomma, se l’impianto dell’opera non fosse stato modificato e si fosse “portato avanti il progetto della giunta precedente”, Bologna “avrebbe ricevuto un danno”, poiche’ “non ci sarebbe stata un’adeguata remunerazione del capitale investito”.

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il…risciò!!

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Dal pasticciaccio di Gadda all’imbroglio di Germi

Mi è capitato di avere in dono il DVD del film  “Un maledetto imbroglio” di Pietro Germi, primo importante esempio di poliziesco italiano. Mediaset per il tramite di  Fedele Confalonieri, che è persona assai colta, ha avuto la funzione meritoria di provvedere al restauro dei nostri capolavori cinematografici dal dopoguerra a oggi in DVD nella collana cinema forever. Avevo in mente di fare

Basta moderatismo

Leggo su una direttiva di Berlusconi per impedire a Daniela Santanchè di partecipare alle trasmissioni televisive perchè radicalizza la lotta politica invece di unire e spaventerebbe i “moderati”.
Naturalmente è solo un “si dice“, riportato da chi è ostile alla Santanchè come Belpietro e Libero la cui posizione è ambigua, in mezzo al guado tra i transfughi poltronisti e Forza Italia.
Mi rendo perfettamente conto che il modo di proporsi della Santanchè è fortemente aggressivo e non ha nulla a che vedere con il moderatismo, ma è proprio per questo che guardo con simpatia a lei ed alla nuova Forza Italia.
Capisco anche la preoccupazione del Cavaliere o del suo entourage di cercare di accattivarsi le simpatie dei cosiddetti “moderati” la cui aspirazione è vivere tranquilli per morire al caldo, senza infamia nè lode.
Berlusconi però dovrebbe aver capito che la maggioranza assoluta non la otterrà mai, come non la otterrà mai nè Renzi, nè Monti nè chiunque altro.
Al massimo può ottenere una maggioranza di seggi all’interno della quale, però, verrebbero rappresentate varie tendenze, da quella statalista a quella meridionalista, da quella garantista a quella omolatra ed immigrazionista.
Insomma un pastone che non potrebbe realizzare quelle riforme economiche di carattere liberale unite ad una Restaurazione dei Valori Morali fondamentali per una società civile e solida.
Se Berlusconi vorrà imprimere alla nuova Forza Italia una caratteristica che ne consolidi un consenso di base, forte pur se non maggioritario e coeso tanto da condizionare qualunque governo, dovrà mettere al bando parrucconi e paludati minuetti, per dare spazio alle Santanchè, alle Biancofiore, ai Brunetta, a tutti coloro che rappresentano la parte più movimentista e radicale del partito.
Per anni Berlusconi ha provato ad essere disponibile e tollerante verso i Napolitano e compagni, il risultato è stato un accentuarsi della persecuzione giudiziaria fino alla condanna di agosto e la decadenza votata dal senato.
Adesso basta moderatismo, è l’ora dell’elmetto e della trincea.



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Il Pensiero Verde 2013-12-02 05:41:00

Non vi farò nomi, non vi elencherò simboli di partito, non vi specificherò situazioni, non vi parlerò di euro ne di banche, non vi ricorderò che sono anni che ci governano senza il consenso popolare. Non vi parlerò di debito pubblico, di esodati o di disoccupati, non accennerò nemmeno agli omicidi/suicidi di stato, alle migliaia di imprese che chiudono e che continuano a chiudere, ai migliaia di artigiani e agricoltori strozzati da questo sistema ormai marcio.
Non vi parlerò di tasse, di ingiustizia sociale, di ufficio delle entrate o di equitalia. Non starò qui a ricordarvi gli stipendi dei politici e dei loro sprechi dei super stipendi dei dirigenti di stato e della loro manifesta incapacità. Eviterò anche di elencarvi (anche perché sarebbe impossibile) le centinaia e centinaia di opere incompiute in questo paese, prima i miliardi e miliardi di lire e poi i milioni e milioni di euro gettati nel cesso da loro. In tutti i casi tutti soldi provenienti dalle nostre tasche, sudati e spesso sporchi del nostro stesso sangue o di quello dei nostri padri (ma a loro non ha mai fatto schifo). Non vi parlerò di nord o di sud, ne di indiscriminati e incontrollati flussi immigratori, ne di mafia o terrorismo. Non vi nominerò poteri forti, lobby massoniche o gruppi bilderberg.

Vi darò un solo motivo per riflettere sull’assoluto bisogno di una rivoluzione, pacifica ma rivoluzione, uno solo dei mille che potrei elencarvi.
Qui di seguito l’amara lettera di congedo dall’arma del Generale della Finanza che ha scoperto la truffa erariale dietro la quale non vi è altro che lo stato stesso !!!